Salve Potete gentilmente spiegarmi ij cosa consistono le varie terapie in particolare si sente semp

20 risposte
Salve
Potete gentilmente spiegarmi ij cosa consistono le varie terapie in particolare si sente sempre terapia cognitivo comportamentale.

Devo superare un momento legato all'ingresso innclimaterio (ancora ormoni non dirimenti ma vari sintomi come ciclo emorragico ferro basso occasionali emicranie senso di sbandamento nebbia mentale reflusso acidità dolori muscoloscheletrici e soprattutto da un po senso di ansia oppressione respiro pesante cardiopalmo tachicardia che quei giorni non passa con nulla e poi il giorno dopo sto un fiore pianti improvvisi il tutto sopratutto durante ciclo e ovulazione la quale dura molto piu a lungo quindi diciamo che temporalmente questi sintomi stanno venendo sempre piu spesso....quello che mi stressa di piu apparte il flusso abbondante è questo stato di oppressione cardiopalmo etc....premetto che ho fatto svariate visite ecg analisi gastroscopia tutto nella norma apparte helicobacter&co....non posso fsre terapia ormonale perche sono emicranica e trombofilica)....

volevo capire se la psicoterapia e ciò che ne consegue può aiutare pero se può aiutare davvero perche io oltre a decidere unisterectomia e pregare di andare presto in menopausa non so piu che fare,e quindi se può aiutare in cosa consiste (se sono i classici esercizi di inspirare ed espirare o si tratta di altro) ,e se meglio uno psicologo uno psicoterapeuta o uno psichiatra....
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Martina Andrea Cerelli
Psicologo, Psicoterapeuta
Colleferro
Gentile, la psicoterapia è una pratica clinica, che facilita l'essere umano nell'attraversare e superare i blocchi esistenziali, migliorando il benessere della persona.
Lo psicoterapeuta si avvale di strumenti e tecniche (tra cui può avvalersi anche le tecniche di respirazione e rilassamento, che lei ha citato), creando un ambiente sicuro dove il paziente può esplorare emozioni, sviluppare strategie e acquisire una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie relazioni con sé e con gli altri.

Nello specifico la terapia cognitivo-comportamentale è efficace per una vasta gamma di sintomi e disturbi (depressione, ansia, disturbi alimentari) e ha una buona efficacia per i trattamenti focalizzati a breve termine.

A oggi le ricerche sulla psicoterapia ci dicono che non vi è una forma di psicoterapia più efficace e valida di un'altra; è efficace lavorare attraverso il modello pluralistico che integra i vari filoni di psicoterapia (psicanalisi, cognitivo-comportamentale, umanistica); in particolare in questi filoni l'approccio esperienziale centrato sul processo, ha mostrato l'efficacia nella promozione della salute psico-fisica.

Nella fase da lei descritta, c'è un attraversamento di un periodo fisiologico critico dello sviluppo dell'essere umano (climaterio), che comporta una serie di alterazioni fisiche e ormonali, con conseguenti e fisiologici alterazioni dell'umore.
La invito a rivolgersi a uno psicologo, psicoterapeuta, che possa analizzare la sua domanda e valutare se vi sia la necessità di rivolgersi a uno psichiatra per un eventuale supporto farmacologico in questa fase della sua vita.
Salve signora i sintomi da lei descritti rientrano appunto nella sindrome pre meno pausa che non è una malattia ma che procura disagi psicofisici che possono essere appunto trattati in psicoterapia
La parte fisiologica può farsi aiutare dal suo ginecologo/ ginecologa che non necessariamente somministrano ormoni se sa già che non li può prendere ma possono affidarsi alle cosiddette terapie alternative ( fitoterapia ecc)
La terapia cognitivo comportamentale è una forma di terapia ( di solito breve) dove si lavora su alcuni aspetti del disagio e mira per esempio a ridurre i sintomi
La psicoterapia in genere è un percorso più lungo
La differenza sta tanto negli obiettivi che ci si prefigge con il terapeuta che fa una prima valutazione e poi decide insieme alla persona il "percorso" più adatto
Lo psicologo può fare colloqui e diagnosi ma non può fare trattamento continuativo con la persona
Lo psichiatra è il medico che tratta tutto disagio mentale attraverso l' aspetto medico / farmacologico
Si faccia aiutare nella scelta dal suo medico di base ma le consiglio una buona psicoterapia mirata se non riesce a trovare un po' di serenità da sola
Pensando magari che purtroppo certe fasi della vita vanno accettate e messe in conto
Dott lorenzini Maria santa psicoterapeuta
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, capisco quanto questo momento sia faticoso, soprattutto per i sintomi fisici ed emotivi legati alla fase perimenopausale. La psicoterapia può essere un valido aiuto, non solo per gestire l’ansia e l’oppressione, ma anche per ritrovare stabilità e contatto con sé stessa in un corpo che cambia. Non si tratta solo di esercizi di respirazione, anche se tecniche come la Mindfulness possono regolare l’attivazione corporea. Un percorso con approccio umanistico o con l’analisi bioenergetica può aiutarla a dare senso a ciò che vive, mentre l’EMDR può sostenere l’elaborazione di stress e vissuti intensi che amplificano la risposta fisica. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è utile nella gestione dei pensieri ansiogeni, ma non è l’unica opzione efficace.
Nel suo caso è consigliabile rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta, meglio se con esperienza in ambiti psicosomatici e femminili. Un parere psichiatrico può essere utile solo se valutata la necessità di un supporto farmacologico, decisione che spetta al medico oppure al ginecologo. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Salve,
le confermo che la psicoterapia potrebbe aiutarla; spesso non è importante l orientamento del terapista quanto piuttosto la relazione di fiducia che si crea all' interno del setting terapeutico.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Capisco bene la tua sofferenza. Il corpo, in questa fase della vita, ti parla in tanti modi insieme: ciclo abbondante, stanchezza, dolori, cardiopalmo, ansia, pianti improvvisi. Quando i sintomi diventano così invadenti, è naturale sentirsi sopraffatti e pensare che l’unica soluzione sia “togliere tutto”, come se il corpo fosse un peso da eliminare. Ma il corpo non è un nemico, né un oggetto in macelleria da tagliare via. È parte di te, è la tua storia, è il luogo della vita e merita ascolto e rispetto.
Hai già fatto bene a consultare più medici e a chiarire che cuore e organi principali sono in ordine: è un punto di forza. Ora, accanto agli specialisti (ginecologo, gastroenterologo), puoi pensare a un percorso psicologico. La psicoterapia non è solo “respirare” o calmarsi per qualche minuto: è un cammino per imparare a non farti travolgere dai sintomi, a ritrovare fiducia e a cambiare il rapporto con il corpo, che non è un carceriere ma un alleato.
È comprensibile avere paura, ed è comprensibile pensare a soluzioni drastiche. Ma prima di arrivarci, vale la pena esplorare altre strade: imparare a riconoscere il senso dei sintomi, ridurre l’ansia anticipatoria, ritrovare la capacità di vivere con pienezza. La femminilità non è solo dolore: può tornare a essere forza, identità, energia.
Il corpo non è un nemico da combattere o un peso da sopportare. È più simile a un giardino: a volte ci sono stagioni di tempesta, erbacce che crescono, fiori che sembrano appassire. Ma quel giardino è tuo, e con cura può rifiorire. Non serve tagliarlo via: serve coltivarlo con pazienza, ridargli nutrimento e spazio.
La psicoterapia può diventare questo: un percorso che ti aiuta a guardare il corpo non più come un ostacolo, ma come una terra da abitare, da rendere di nuovo fertile. La tua femminilità non è condanna: può tornare ad essere forza, radice e possibilità.
I sintomi oggi ti sembrano un muro, ma dietro quel muro c’è ancora
Dott.ssa Debora Versari
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Forlì
Buongiorno, vi sono diverse correnti di pensiero in psicoterapia, come la cognitivo comportamentale, la sistemico relazionale ecc ecc. Sono diversi approcci per affrontare le psicopatologie e riportare la Persona al suo equilibrio e benessere.
Le consiglio di cercare uno psicoterapeuta che a pelle, magari già dalla prima telefonata possa ispirarle fiducia ed empatia per affrontare l’ansia che è alla base di ogni psicopatologia.
Cordiali saluti.
Dottoressa Versari Debora.
Dott.ssa Marina Bonadeni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, per quanto riguarda i vari approcci e orientamenti psicoterapeutici può trovare sul web molte risposte. Nel suo caso ci si potrebbe approcciare con una psicoterapia bottom up, come EMDR e Terapia Sensomotoria che potrebbero lavorare in modo più diretto sul corpo, partendo proprio dal corpo e dai sintomi. Devo però premettere che ogni caso è unico e non ci possono essere garanzie di "guarigione". Il giusto atteggiamento è quello mosso dalla curiosità e dall'apertura a ciò che si presenta e alle nuove consapevolezze che possono sopraggiungere, sia a livello corporeo che emotivo e cognitivo. Spero di esserle stata d'aiuto. Un cordiale saluto.
Dott.ssa Marina Bonadeni
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Palermo
Salve, in base ai sintomi da lei riportati le consiglio di scegliere uno psichiatra. Può essere assolutamente adatto anche uno psicoterapeuta ma presentando anche sintomi la cui natura non è del tutto chiara anche se sembrano di natura somatica è bene escludere patologia organiche.
Cordiali saluti
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera,
capisco bene la sua fatica: quando il corpo “parla” con così tanti sintomi, spesso la mente si trova a rincorrerli senza trovare tregua. Lei chiede se la psicoterapia possa aiutare: secondo lei, sarebbe più utile imparare a “gestire” i sintomi o piuttosto scoprire come interrompere il circolo vizioso che li alimenta?
E ancora: vuole davvero solo ridurre l’ansia momentanea, come un farmaco che fa effetto e poi svanisce, oppure trovare un modo diverso di stare di fronte a ciò che la spaventa?
La differenza, come forse intuisce, non è negli esercizi di respiro, ma nel cambiare la relazione che oggi ha con le sue paure e con il suo corpo.
Rimango a disposizione per ulteriori dubbi o chiarimenti.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dott.ssa Jessica Sesti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Ti ringrazio per aver raccontato così chiaramente la tua situazione: capisco bene quanto possa essere pesante vivere con sintomi così intensi, soprattutto quando hai già fatto tutti gli accertamenti medici (che per fortuna sono nella norma, a parte l’Helicobacter) ma i disturbi continuano. Ti rispondo punto per punto, così che tu abbia un quadro più chiaro.

1. Perimenopausa e sintomi

Quello che descrivi (ciclo abbondante, emicranie, sbandamenti, “nebbia mentale”, dolori muscoloscheletrici, tachicardia, ansia che sale soprattutto nei giorni del ciclo/ovulazione) è molto frequente nel climaterio: le fluttuazioni ormonali possono dare sintomi sia fisici che emotivi.
Il fatto che tu non possa fare terapia ormonale sostitutiva per emicrania con aura e trombofilia rende comprensibile la difficoltà.

2. Psicoterapia: cos’è e come può aiutare

Non si tratta solo di “respirazione” o “parlare dei problemi”: la psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) è un percorso strutturato con obiettivi precisi.

Terapia cognitivo-comportamentale (CBT)

Parte cognitiva: ti aiuta a riconoscere i pensieri che amplificano ansia e sintomi fisici (“non respiro → sto per avere un infarto” oppure “questa ansia non passerà mai”).
Si imparano tecniche per ristrutturare questi pensieri e ridurne l’impatto.

Parte comportamentale: prevede esercizi pratici per affrontare gradualmente le situazioni che scatenano ansia e per ridurre l’iperattivazione del corpo.

Tecniche di gestione fisiologica: respirazione, rilassamento muscolare, mindfulness. Non sono solo “inspira-espira”, ma strumenti insegnati in modo strutturato per abbassare tachicardia, oppressione toracica e tensione muscolare.

Risultato atteso: non elimina le cause ormonali, ma può ridurre la “sensibilizzazione” del sistema nervoso, rendendo gli episodi meno intensi e più gestibili.

3. Psicologo, psicoterapeuta o psichiatra?

Psicologo: ha laurea e iscrizione all’albo, fa valutazioni psicologiche, può lavorare con colloqui di supporto ma non sempre fa psicoterapia (serve specializzazione).

Psicoterapeuta: è uno psicologo o un medico con una specializzazione quadriennale in psicoterapia. È la figura indicata per la CBT.

Psichiatra: è un medico, può prescrivere farmaci. Utile se l’ansia diventa ingestibile, se ci sono crisi di panico frequenti, insonnia grave o depressione.

Nel tuo caso, la prima figura a cui rivolgersi è uno psicoterapeuta (di orientamento cognitivo-comportamentale). Lo psichiatra può essere valutato in seconda battuta se si pensa a un supporto farmacologico temporaneo.

4. Perché può essere utile nel tuo caso

Anche se l’origine è ormonale, quello che mantiene e amplifica i sintomi è il circolo vizioso ansia–corpo–ansia: tachicardia → paura → più tachicardia → oppressione → più paura.

La psicoterapia aiuta a interrompere questo loop e a non “subire passivamente” i giorni difficili, ma avere strumenti pratici per gestirli.

È particolarmente indicata in chi non può o non vuole assumere terapie farmacologiche ormonali.

5. Strumenti concreti che potresti imparare

Riconoscere i trigger (giorni del ciclo, stress, mancanza di sonno).

Tecniche di respirazione che agiscono sul nervo vago per ridurre la tachicardia.

Diario dei pensieri/ansia per capire i meccanismi di amplificazione.

Tecniche di rilassamento muscolare progressivo.

Training di mindfulness per ridurre la “nebbia mentale” e il rimuginio.

In sintesi:

La CBT non elimina la causa ormonale, ma riduce moltissimo l’impatto emotivo e fisico dei sintomi.

Può darti strumenti per affrontare l’ansia, l’oppressione toracica e la tachicardia nei giorni peggiori.

Ti consiglierei di cercare uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale (non solo psicologo generico), e valutare eventualmente in parallelo con il ginecologo e, se necessario, uno psichiatra per supporto farmacologico mirato.
Dott.ssa Michela Testa
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Cardito
Gentile sig.ra, da quello che scrive sembra stare davvero molto male, il corpo le sta comunicando delle insofferenze difficili da gestire e le fa fare i conti con il tempo che passa. Forse la questione che il corpo è in una fase di "passaggio", ha attivato in lei anche una serie di preoccupazioni e angosce circa la possibilità di un passaggio anche psichico. Ciò che prova è certamente attivato da uno squilibrio ormonale ma la invito ad osservare come ciò che ci accade è vissuto in modo diverso da ciascuno e il fattore scatenante non è altro che una molla, non la spiegazione di ciò che si attiva dopo, solo un terreno fertile sul quale si seminano questioni riposte nel sottosuolo.
Forse si sta domandando se è arrivato il momento di fare ordine tra la sua angoscia per poter evolvere in maniera più serena.
Di orientamenti psicoterapeutici ce ne sono tanti ma potrebbe essere arrivato il momento di concentrarsi sul capire ciò che ha attivato il suo malessere piuttosto che un lavoro esclusivamente sul sintomo. Potrebbe aver bisogno di un percorso che vada più nel profondo.
Dott.ssa Chiara Ronchi
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno,
Capisco quanto possa essere difficile convivere con sintomi così intensi e ricorrenti: a volte sembra quasi che il corpo “suoni un allarme” continuo, anche se gli esami medici risultano nella norma. La terapia cognitivo-comportamentale non si limita a esercizi di respirazione (che pure possono aiutare), ma lavora anche sul modo in cui interpretiamo e reagiamo a questi segnali fisici ed emotivi. Può aiutare a interrompere quel circolo tra sintomo → preoccupazione → ulteriore sintomo. Ti chiedo: come cambi il tuo modo di affrontare la giornata quando compaiono i sintomi? Ti capita di notare se la paura stessa di “quando arriverà di nuovo” diventa essa stessa fonte di stress? Uno psicoterapeuta può essere la figura più indicata, e in alcuni casi si può valutare anche un confronto con uno psichiatra per avere un quadro completo.
Spero di essere stata utile.
Dott.ssa Martina Mari
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Cremona
Gentile Signora,
quello che descrive è un periodo complesso e molto faticoso, legato a cambiamenti ormonali importanti che, anche senza essere ancora del tutto definiti, possono influire profondamente sul corpo e sulla mente. I sintomi fisici (ciclo abbondante, dolori, emicrania, reflusso) si intrecciano con quelli emotivi (ansia, cardiopalmo, pianto improvviso), creando uno stato di grande stress. È comprensibile che lei si senta stanca e disorientata.
In questi casi, la psicoterapia può aiutare davvero, soprattutto per gestire ansia, sbalzi emotivi e vissuti legati ai cambiamenti del corpo. Tra i diversi approcci, la Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) è una delle più studiate ed efficaci per i disturbi d’ansia e somatici. Non si limita a esercizi di respirazione: lavora su pensieri, emozioni e comportamenti, aiutando a riconoscere i circoli viziosi dello stress e a modificarli, con strumenti pratici e personalizzati.
Nel suo caso, potrebbe iniziare con uno psicoterapeuta (psicologo specializzato in psicoterapia). Lo psichiatra è utile solo se si valuta un supporto farmacologico, cosa non sempre necessaria.
È importante sapere che non è sola in questo: molte donne vivono fasi simili. Un percorso mirato può ridare fiato, senso e serenità.
Resto a disposizione. Dott.ssa Martina Mari.
Un caro saluto.
Dott.ssa Maria Teresa Miletta
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve. E' proprio la pscioterapia la disciplina che si occupa di trattare i sintomi da lei descritti. Io inizierei con una/uno psicoterapeuta (uno psicologo specializzato o uno psichiatra formato anche alla psicoterapia). Sarà lui o lei a decidere se serve anche coinvolgere un collega psichiatra.
Dott.ssa Grazia Gabriella Fazzino
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pontedera
Gentile signora le consiglio una consultazione psicologica per capire la natura e l'origine del suo stato psichico . La psicoterapia è indicata in questi casi ma non è tanto importante sapere in cosa consistono le diverse tecniche quanto stabilire un rapporto di fiducia con lo psicoterapeuta per sviluppare una buona relazione di aiuto indispensabile per un trattamento efficace
Dott.ssa Giuliana Galise
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Napoli
Ciao, questa fase è certamente per la maggior parte delle donne un periodo importante e molto delicato. La psicoterapia non si basa su esercizi di respirazione, che possono essere utili ma non risolutivi rispetto alla tua problematica. sono esercizi di rilassamento che possono giovare , ma in questo caso credo sia utile un percorso per comprendere anche che rappresenta per te questo periodo di passaggio , e perchè oltre alle difficoltà legate a questa serie di sintomi , tu stia vivendo tanto disagio.a presto
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve lei sicuramente è nella fase pre-menopausa che le sta dando molti disturbi penso non solo fisici ma anche psicologici. Molte donne non la prendono bene questa periodo della vita, poi soprattutto nei casi dove non si può fare la terapia sostitutiva. Forse potrebbe prendere degli integratori e forse cercare di curarsi con l'omeopatia, cmq penso che questi disturbi le stanno procurando un trauma per vari motivi ma sicuramente xchè lei sta subendo dei forti malesseri fisici e non sa come fare. La sensazione è sentirsi impotente e non è un buon sintomo d'affrontare. Nel mio lavoro di psicoterapeuta m' interesso di fasi importanti che la donna deve elaborare nella sua vita dalla maternità, allattamento, aborti spontanei o procurati, parto, allattamento, depressone post partum fino alla menopausa. Elaboro l'evento della menopausa con la terapia EMDR con la stimolazione oculare si cerca di elaborare il suo dolore i suoi fastidi e lei pian piano non li sentirai più vicino a lei, ma dietro di lei. Le consiglio di iniziare una terapia con una professionista che pratica questa terapia vedrà che avrà dei giovamenti, Le auguro di andare a stare meglio, mi chiami se vuole altre delucidazioni. La saluto, dott. Eugenia Cardilli.
Dott.ssa Laura Remaschi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bagno a Ripoli
Buongiorno essendo il nostro organismo un sistema olistico complesso, ovvero che gli organi funzionano in maniera interdipendente e collegata anche al nostro umore, allo stile di vita, ecc....parlare con uno psicoterapeuta degli aspetti di cui parla la potrebbe sicuramente aiutare. Oltre a ciò è importante che si faccia seguire anche presso un centro ginecologico specializzato, che la può seguire dal punto di vista fisiologico e con cui valutare quale siano le terapie ormonali, chirurgiche, psicologiche, farmacologiche, più indicate per la sua situazione
Dott.ssa Gabriella Carpentieri
Psicoterapeuta, Psicologo
Milano
salve, grazie per la sua domanda.
per cominciare, lo psichiatra è un medico (dunque laurea in medicina + 4 anni di specializzazione in psichiatria), e come tale può diagnosticare e prescrivere farmaci.
Lo psicoterapeuta è di base uno psicologo di background (triennale + magistrale + anno di tirocinio ed iscrizione all'albo) e ha poi continuato con la specializzazione (la cui durata dipende dall'approccio, in linea generale sono 4 anni o più).
di base il fine ultimo della psicoterapia è quello di aiutare il paziente a capire cosa determina il sintomo (quindi accogliere la richiesta di aiuto, cosa lo porta lì) , stabilirne gli obiettivi (cosa si vuole cambiare/ cosa ci si aspetta dalla psicoterapia) ed insieme si stabilisce un percorso , la cui durata varia. anche gli obiettivi nel corso della terapia possono cambiare ; ad ogni modo, si discute assieme durante il percorso, come il percorso sta proseguendo, come ci si sente in merito etc.
per quel che concerne l'approccio, la risposta è abbastanza complessa; possiamo dire che sicuramente dipende dalle sue esigenze e dalle sue preferenze. Ad ogni modo, una buona relazione, l'ascolto, la fiducia, uno spazio non giudicante, sono delle componenti che trasversalmente appartengono a tutti gli approcci.

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