Salve mio padre dopo aver speso quasi 10.000 euro in sedute TMS è ricaduto nella dipendenza di cocai
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Salve mio padre dopo aver speso quasi 10.000 euro in sedute TMS è ricaduto nella dipendenza di cocaina ma aggravato dal fatto che lui sostiene di non provare più emozioni non sappiamo come aiutarlo ha una famiglia da portare avanti
Accetto tutti i consigli possibili
Grazie
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Salve,
grazie per aver trovato il coraggio di condividere questa situazione difficile. Capisco quanto possa essere doloroso e frustrante vedere una persona cara, soprattutto un genitore, lottare con una dipendenza, specialmente dopo aver già affrontato un percorso così impegnativo dal punto di vista emotivo ed economico. Voglio dirle subito che non siete soli in questo, e che il fatto che stiate cercando aiuto è un passo enorme e importante.
La sensazione di "non provare emozioni" che suo padre descrive potrebbe essere legata alla ricaduta, ma anche a fattori psicologici o neurologici che la dipendenza e il trattamento TMS potrebbero aver influenzato. È fondamentale che questa condizione venga valutata da uno specialista esperto sia in dipendenze sia in salute mentale.
Ecco alcuni consigli che potrebbero essere utili:
1. **Coinvolgete un professionista specializzato in dipendenze**
La ricaduta è purtroppo una parte comune del percorso di molte persone che lottano contro la dipendenza. Un terapeuta specializzato in dipendenze potrebbe aiutare suo padre a comprendere le cause sottostanti della sua ricaduta e lavorare su strategie di recupero a lungo termine.
2. **Approccio multidisciplinare**
Oltre alla terapia, potrebbe essere utile esplorare un trattamento che integri supporto psicologico, farmaci specifici per ridurre le voglie, e gruppi di supporto (come Narcotici Anonimi). Questi gruppi possono fornire un senso di comunità e comprensione che spesso è fondamentale per chi affronta una dipendenza.
3. **Attenzione alla famiglia**
È importante che anche voi, come familiari, abbiate un sostegno. Vivere accanto a una persona che combatte una dipendenza può essere estremamente stressante. Esistono gruppi di supporto per le famiglie di persone dipendenti, come Nar-Anon, dove potete ricevere consigli e solidarietà da chi vive situazioni simili.
4. **Empatia senza permissività**
Cercate di comunicare a suo padre che lo amate e volete aiutarlo, ma allo stesso tempo mantenete dei confini chiari. Questo può essere difficilissimo, ma spesso è necessario per il bene di tutti.
5. **Indagare sulla TMS e altre opzioni**
Se le sedute di TMS non hanno portato i risultati sperati, è importante discuterne con i medici che lo hanno seguito. Potrebbero esserci altri approcci terapeutici o eventuali aggiustamenti da fare al piano di cura.
Infine, voglio dirle che chiedere aiuto è un segnale di forza, non di debolezza. Questo percorso può essere lungo, ma esistono persone e risorse che possono accompagnarvi. Anche il solo fatto che lei si stia muovendo per trovare una soluzione è già un passo che può fare una grande differenza.
Le auguro tanto coraggio e forza per lei e per la sua famiglia. Se ha bisogno di ulteriori informazioni o supporto, non esiti a chiedere.
grazie per aver trovato il coraggio di condividere questa situazione difficile. Capisco quanto possa essere doloroso e frustrante vedere una persona cara, soprattutto un genitore, lottare con una dipendenza, specialmente dopo aver già affrontato un percorso così impegnativo dal punto di vista emotivo ed economico. Voglio dirle subito che non siete soli in questo, e che il fatto che stiate cercando aiuto è un passo enorme e importante.
La sensazione di "non provare emozioni" che suo padre descrive potrebbe essere legata alla ricaduta, ma anche a fattori psicologici o neurologici che la dipendenza e il trattamento TMS potrebbero aver influenzato. È fondamentale che questa condizione venga valutata da uno specialista esperto sia in dipendenze sia in salute mentale.
Ecco alcuni consigli che potrebbero essere utili:
1. **Coinvolgete un professionista specializzato in dipendenze**
La ricaduta è purtroppo una parte comune del percorso di molte persone che lottano contro la dipendenza. Un terapeuta specializzato in dipendenze potrebbe aiutare suo padre a comprendere le cause sottostanti della sua ricaduta e lavorare su strategie di recupero a lungo termine.
2. **Approccio multidisciplinare**
Oltre alla terapia, potrebbe essere utile esplorare un trattamento che integri supporto psicologico, farmaci specifici per ridurre le voglie, e gruppi di supporto (come Narcotici Anonimi). Questi gruppi possono fornire un senso di comunità e comprensione che spesso è fondamentale per chi affronta una dipendenza.
3. **Attenzione alla famiglia**
È importante che anche voi, come familiari, abbiate un sostegno. Vivere accanto a una persona che combatte una dipendenza può essere estremamente stressante. Esistono gruppi di supporto per le famiglie di persone dipendenti, come Nar-Anon, dove potete ricevere consigli e solidarietà da chi vive situazioni simili.
4. **Empatia senza permissività**
Cercate di comunicare a suo padre che lo amate e volete aiutarlo, ma allo stesso tempo mantenete dei confini chiari. Questo può essere difficilissimo, ma spesso è necessario per il bene di tutti.
5. **Indagare sulla TMS e altre opzioni**
Se le sedute di TMS non hanno portato i risultati sperati, è importante discuterne con i medici che lo hanno seguito. Potrebbero esserci altri approcci terapeutici o eventuali aggiustamenti da fare al piano di cura.
Infine, voglio dirle che chiedere aiuto è un segnale di forza, non di debolezza. Questo percorso può essere lungo, ma esistono persone e risorse che possono accompagnarvi. Anche il solo fatto che lei si stia muovendo per trovare una soluzione è già un passo che può fare una grande differenza.
Le auguro tanto coraggio e forza per lei e per la sua famiglia. Se ha bisogno di ulteriori informazioni o supporto, non esiti a chiedere.
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Salve, mi spiace tanto per la ricaduta. credo che la cosa migliore sia pensare ad una comunità residenziale, dove avrà a disposizione tutta l'equipe medica di cui ha bisogno. Cordiali saluti.
Gentile utente,
mi dispiace per la situazione che sta vivendo con suo padre. La Terapia Breve Strategica potrebbe essere un approccio efficace per affrontare la dipendenza e il vissuto di “anestesia emotiva”. Questo metodo si concentra sul rompere i circoli viziosi che alimentano il problema, lavorando su obiettivi concreti e a breve termine.
Un primo passo potrebbe essere convincerlo a partecipare a una consultazione specifica, dove si analizzano le dinamiche che mantengono il problema, offrendogli strategie pratiche per interrompere il ciclo di dipendenza. In parallelo, si potrebbe lavorare sull’accettazione del disagio emotivo come parte del percorso di cambiamento, invece di evitarlo o negarlo.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti o suggerimenti mirati.
mi dispiace per la situazione che sta vivendo con suo padre. La Terapia Breve Strategica potrebbe essere un approccio efficace per affrontare la dipendenza e il vissuto di “anestesia emotiva”. Questo metodo si concentra sul rompere i circoli viziosi che alimentano il problema, lavorando su obiettivi concreti e a breve termine.
Un primo passo potrebbe essere convincerlo a partecipare a una consultazione specifica, dove si analizzano le dinamiche che mantengono il problema, offrendogli strategie pratiche per interrompere il ciclo di dipendenza. In parallelo, si potrebbe lavorare sull’accettazione del disagio emotivo come parte del percorso di cambiamento, invece di evitarlo o negarlo.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti o suggerimenti mirati.
Salve, deve assolutamente iniziare un percorso di psicoterapia
Buongiorno, mi dispiace molto per la situazione immagino che sia molto dura..
Sarebbe necessario comprendere l'evento trigger che lo ha portato ad una ricaduta e le possibili conseguenze che ha causato (soprattutto a livello emotivo). Consiglio l'inizio di un percorso psicoterapeutico in modo tale da supportare l'aspetto di dipendenza e di regolazione emotiva.
In bocca al lupo!
Cordiali Saluti
Sarebbe necessario comprendere l'evento trigger che lo ha portato ad una ricaduta e le possibili conseguenze che ha causato (soprattutto a livello emotivo). Consiglio l'inizio di un percorso psicoterapeutico in modo tale da supportare l'aspetto di dipendenza e di regolazione emotiva.
In bocca al lupo!
Cordiali Saluti
Salve. sono una psicologa e una psicoterapeuta in formazione, la psicoterapia potrebbe esser utile per combattere le dipendenze, anche quella da cocaina. se vuole resto a sua disposizione. Dottoressa Maria Cristina.
Buongiorno, prima di tutto comprendo le difficoltà che state affrontando e lo sconforto di non avere avuto finora risultati. Vi consiglierei sicuramente di rivolgervi ad un Servizio territoriale per le Dipendenze (SERD) e con loro di definire un piano di trattamento utile, che comprenda anche un percorso psicologico individuale per il papà se ne avesse sufficiente motivazione e un percorso separato con un altro terapeuta che coinvolga l'intera famiglia. Dott.ssa Susanna Scainelli
Buonasera, La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza e comprendo quanto possa essere difficile vedere un familiare lottare con la dipendenza, soprattutto dopo aver investito risorse, tempo ed energie nella speranza di un miglioramento. È assolutamente naturale sentirsi smarriti e impotenti in una situazione del genere.
La ricaduta nella dipendenza, pur essendo dolorosa, non significa che il percorso di recupero sia fallito. Le dipendenze sono patologie complesse e recidivanti, e la loro gestione richiede un approccio integrato, che includa supporto medico, psicoterapeutico e familiare.
Alcuni punti importanti da considerare:
La TMS è un trattamento promettente per la depressione resistente e per le dipendenze, ma da sola potrebbe non essere sufficiente per affrontare una dipendenza complessa come quella dalla cocaina. È fondamentale che suo padre segua un percorso terapeutico personalizzato, che includa anche un supporto psicologico e psichiatrico specifico per la dipendenza.
Il fatto che suo padre riferisca di "non provare più emozioni" potrebbe indicare una condizione di anedonia, spesso presente sia nelle dipendenze sia nella depressione. La cocaina altera i meccanismi dopaminergici del cervello e la sua sospensione può causare un periodo di profondo vuoto emotivo. Questo sintomo va affrontato con uno specialista in psichiatria delle dipendenze, che possa valutare eventuali trattamenti farmacologici o strategie terapeutiche per aiutarlo a recuperare una regolazione emotiva.
Importanza di un Percorso Multidisciplinare (un approccio integrato potrebbe includere):
- Psichiatria delle dipendenze, per valutare la necessità di una terapia farmacologica di supporto;
- Psicoterapia specialistica per le dipendenze (es. approccio cognitivo-comportamentale, ACT, terapia motivazionale);
- Gruppi di auto-aiuto (es. N/A Anonimi, SMART Recovery) per avere un supporto continuo;
- Coinvolgimento familiare in un percorso di supporto per comprendere meglio come gestire la situazione senza sovraccaricarsi emotivamente;
Cosa può fare ora la famiglia?
Non colpevolizzarlo, ma aiutarlo a riprendere in mano il percorso. La dipendenza è una malattia e le ricadute fanno parte del processo di recupero. Il senso di fallimento può peggiorare la situazione, quindi è importante trasmettergli il messaggio che può ancora ricevere aiuto e che non è solo.
Potrebbe essere utile valutare strutture pubbliche o private specializzate nella cura delle dipendenze (SerD, comunità terapeutiche, cliniche specializzate). I SerD (Servizi per le Dipendenze) offrono spesso percorsi gratuiti e multidisciplinari, che possono rappresentare un valido sostegno.
Considerare seriamente un supporto anche per voi familiari: essere accanto a una persona con dipendenza può essere emotivamente logorante. Esistono percorsi di supporto dedicati ai familiari, che possono aiutarvi non solo a comprendere meglio la situazione e a gestire lo stress emotivo, ma anche ad affrontare eventuali domande esistenziali che possono emergere in relazione alla propria vita, alle dinamiche familiari e alle relazioni interpersonali.
Se possibile, vi suggerirei di contattare uno psichiatra specializzato nelle dipendenze sul territorio, per valutare la situazione di suo padre in modo più approfondito. Nel frattempo, potreste anche informarvi presso il SerD della vostra zona, per capire quali risorse sono disponibili e come accedere a un supporto specifico.
A mio parere, è molto importante che abbiate uno specialista di salute mentale di riferimento nella vostra zona, che possa supportarvi nel comprendere meglio gli aspetti emotivi e psicologici di questa situazione.
Vi mando un incoraggiamento affinché possiate trovare il percorso più adatto per aiutare suo padre e, allo stesso tempo, prendervi cura anche di voi stessi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Irini Tikhonova
La ricaduta nella dipendenza, pur essendo dolorosa, non significa che il percorso di recupero sia fallito. Le dipendenze sono patologie complesse e recidivanti, e la loro gestione richiede un approccio integrato, che includa supporto medico, psicoterapeutico e familiare.
Alcuni punti importanti da considerare:
La TMS è un trattamento promettente per la depressione resistente e per le dipendenze, ma da sola potrebbe non essere sufficiente per affrontare una dipendenza complessa come quella dalla cocaina. È fondamentale che suo padre segua un percorso terapeutico personalizzato, che includa anche un supporto psicologico e psichiatrico specifico per la dipendenza.
Il fatto che suo padre riferisca di "non provare più emozioni" potrebbe indicare una condizione di anedonia, spesso presente sia nelle dipendenze sia nella depressione. La cocaina altera i meccanismi dopaminergici del cervello e la sua sospensione può causare un periodo di profondo vuoto emotivo. Questo sintomo va affrontato con uno specialista in psichiatria delle dipendenze, che possa valutare eventuali trattamenti farmacologici o strategie terapeutiche per aiutarlo a recuperare una regolazione emotiva.
Importanza di un Percorso Multidisciplinare (un approccio integrato potrebbe includere):
- Psichiatria delle dipendenze, per valutare la necessità di una terapia farmacologica di supporto;
- Psicoterapia specialistica per le dipendenze (es. approccio cognitivo-comportamentale, ACT, terapia motivazionale);
- Gruppi di auto-aiuto (es. N/A Anonimi, SMART Recovery) per avere un supporto continuo;
- Coinvolgimento familiare in un percorso di supporto per comprendere meglio come gestire la situazione senza sovraccaricarsi emotivamente;
Cosa può fare ora la famiglia?
Non colpevolizzarlo, ma aiutarlo a riprendere in mano il percorso. La dipendenza è una malattia e le ricadute fanno parte del processo di recupero. Il senso di fallimento può peggiorare la situazione, quindi è importante trasmettergli il messaggio che può ancora ricevere aiuto e che non è solo.
Potrebbe essere utile valutare strutture pubbliche o private specializzate nella cura delle dipendenze (SerD, comunità terapeutiche, cliniche specializzate). I SerD (Servizi per le Dipendenze) offrono spesso percorsi gratuiti e multidisciplinari, che possono rappresentare un valido sostegno.
Considerare seriamente un supporto anche per voi familiari: essere accanto a una persona con dipendenza può essere emotivamente logorante. Esistono percorsi di supporto dedicati ai familiari, che possono aiutarvi non solo a comprendere meglio la situazione e a gestire lo stress emotivo, ma anche ad affrontare eventuali domande esistenziali che possono emergere in relazione alla propria vita, alle dinamiche familiari e alle relazioni interpersonali.
Se possibile, vi suggerirei di contattare uno psichiatra specializzato nelle dipendenze sul territorio, per valutare la situazione di suo padre in modo più approfondito. Nel frattempo, potreste anche informarvi presso il SerD della vostra zona, per capire quali risorse sono disponibili e come accedere a un supporto specifico.
A mio parere, è molto importante che abbiate uno specialista di salute mentale di riferimento nella vostra zona, che possa supportarvi nel comprendere meglio gli aspetti emotivi e psicologici di questa situazione.
Vi mando un incoraggiamento affinché possiate trovare il percorso più adatto per aiutare suo padre e, allo stesso tempo, prendervi cura anche di voi stessi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Irini Tikhonova
Salve,
suo padre ha intrapreso una psicoterapia? potrebbe essere utile
suo padre ha intrapreso una psicoterapia? potrebbe essere utile
Capisco la difficoltà della situazione. La dipendenza da cocaina e la disconnessione emotiva richiedono un approccio integrato che combini terapia psicologica e supporto psichiatrico. È fondamentale trattare sia la dipendenza che il disturbo emotivo, magari con un programma riabilitativo. Il sostegno familiare è cruciale, ma deve essere bilanciato da confini sani. La tua preoccupazione è già un grande aiuto, ma ricordati anche di prenderti cura di te stesso. Se posso esserti utile, sono qui.
Salve, purtroppo le ricadute possono essere dietro l'angolo, soprattutto di una sostanza come la cocaina. Il mio consiglio è di far provare a suo padre la psicoterapia se non l'ha già fatta, per affrontare un pò tutto il malessere, che sta vivendo. In più le direi anche di trovare un terapeuta che utilizza l'EMDR, in quanto è una potente tecnica anche nelle dipendenze. Tenga conto che solo la TMS, senza un adeguato percorso psicoterapeutico, potrebbe non essere efficace nella risoluzione di determinate condizioni.
Salve,
quello che descrive è una situazione molto complessa e delicata, che combina dipendenza da sostanze, difficoltà emotive e responsabilità familiari. È comprensibile sentirsi impotenti, ma ci sono passi concreti che possono essere intrapresi per aiutare suo padre.
La prima cosa importante è un **approccio multidisciplinare**: è necessario un coinvolgimento sia di specialisti in dipendenze (serT o centri dedicati alla riabilitazione da sostanze) sia di psichiatri e psicologi esperti in disturbi dell’umore e regolazione emotiva. La sensazione di “non provare più emozioni” può indicare un sintomo depressivo profondo o un disturbo dissociativo secondario alla dipendenza. Affrontare contemporaneamente la dipendenza e il disagio emotivo è fondamentale.
Un intervento efficace può comprendere un percorso di disintossicazione controllata, terapia farmacologica se indicata, e sostegno psicologico individuale e familiare. La famiglia ha un ruolo importante, ma è fondamentale anche tutelarsi: è utile ricevere sostegno psicologico per i familiari, per imparare a gestire situazioni di crisi e a stabilire confini chiari senza sentirsi responsabili dei comportamenti del paziente.
Il passo immediato dovrebbe essere contattare un centro specializzato in dipendenze per una valutazione urgente e programmare un percorso integrato che comprenda psichiatria, psicoterapia e supporto familiare.
Un caro saluto, resto a disposizione
quello che descrive è una situazione molto complessa e delicata, che combina dipendenza da sostanze, difficoltà emotive e responsabilità familiari. È comprensibile sentirsi impotenti, ma ci sono passi concreti che possono essere intrapresi per aiutare suo padre.
La prima cosa importante è un **approccio multidisciplinare**: è necessario un coinvolgimento sia di specialisti in dipendenze (serT o centri dedicati alla riabilitazione da sostanze) sia di psichiatri e psicologi esperti in disturbi dell’umore e regolazione emotiva. La sensazione di “non provare più emozioni” può indicare un sintomo depressivo profondo o un disturbo dissociativo secondario alla dipendenza. Affrontare contemporaneamente la dipendenza e il disagio emotivo è fondamentale.
Un intervento efficace può comprendere un percorso di disintossicazione controllata, terapia farmacologica se indicata, e sostegno psicologico individuale e familiare. La famiglia ha un ruolo importante, ma è fondamentale anche tutelarsi: è utile ricevere sostegno psicologico per i familiari, per imparare a gestire situazioni di crisi e a stabilire confini chiari senza sentirsi responsabili dei comportamenti del paziente.
Il passo immediato dovrebbe essere contattare un centro specializzato in dipendenze per una valutazione urgente e programmare un percorso integrato che comprenda psichiatria, psicoterapia e supporto familiare.
Un caro saluto, resto a disposizione
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