Salve, mio figlio assume compresse (Resilient 83mg e depakin corono 500mg) a causa del problema di b
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Salve, mio figlio assume compresse (Resilient 83mg e depakin corono 500mg) a causa del problema di bipolarismo . Da circa un mese esegue delle analisi del sangue settimanalmente, per controllare i valori quali ( litio e acido valproico). Non riusciamo a capire perché i valori risultano sempre al di sotto dell’intervallo terapeutico. In attesa di una visita , attendiamo un consiglio. La ringrazio in anticipo e buona giornata .
Buongiorno, l'assimilazione del farmaco è legata a fattori individuali che il medico saprà senz'altro approfondire al momento opportuno.
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Gentile utente di mio dottore,
La invito a rivolgere tale quesito al medico prescrivente, responsabile del trattamento farmacologico della terapia somministrata avduo figlio.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
La invito a rivolgere tale quesito al medico prescrivente, responsabile del trattamento farmacologico della terapia somministrata avduo figlio.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Salve, rivolga questa domanda al suo medico di fiducia.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buongiorno. È assolutamente consigliabile rivolgersi al parere di un medico.
Cordialità
MT
Cordialità
MT
Buonasera, l'unica persona in grado di rispondere a questa domanda così specifica è il medico che segue suo figlio. La responsività ad un farmaco è sempre molto personale e correlata ad una globalità di fattori che vanno considerati.
Saluti, K.Z.
Saluti, K.Z.
Salve, contatti lo specialista in psichiatria che ha prescritto la terapia farmacologica. Cordialmente.
Buonasera, nel caso di assunzione di farmaci quali depakin e resilient è di fondamentale importanza che un medico psichiatra monitori costantemente la terapia farmacologica eseguendo periodicamente suddette analisi di controllo. Cordiali Saluti.
Buongiorno, deve sentire il medico che segue suo figlio, in quanto la terapia deve essere sempre monitorata. Cordiali saluti Dr,ssa Claudia Sposini
Buonasera, capisco la sua preoccupazione come mamma, ma come le hanno scritto i miei colleghi, dovrebbe sempre rivolgersi allo psichiatra che gliel'ha prescritto. La terapia va sempre tenuta sotto controllo e non fare nessun cambiamento senza prima aver consultato il medico che gliel'ha prescritti, cordiali saluti, dott. Eugenia Cardilli.
Gentile Signora, la domanda è di pertinenza psichiatrica.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buonasera, come suggerito,deve rivolgersi al medico che ha prescritto la terapia farmacologica. Conoscendo la storia clinica saprà dare risposta a tutti i suoi dubbi.
Saluti
Saluti
Buongiorno, è necessario che si rivolga al suo medico curante. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Gentile signora comprendo la sua preoccupazione. Non conosco l'età di suo figlio che immagino un giovane ragazzo. Il disagio psicologico, specie in giovane età, è facilmente riconducibile a vissuti personali che meritano attenzione e rispetto. Non ho le competenze per esprimermi riguardo alla terapia farmacologica ma le consiglio di orientare suo figlio anche verso ad un percorso psicoterapeutico che lo aiuti a dare un senso alle sue difficoltà piuttosto che viverle come intrusioni da debellare. Il suo sostegno sarà importante. Sarebbe a mio avviso una preziosa occasione di crescita per ognuno di voi. Vi auguro di farcela al meglio.
Salve,
ne parli con il medico che ha prescritto la terapia.
Un saluto,
MMM
ne parli con il medico che ha prescritto la terapia.
Un saluto,
MMM
Gentile signora,
il quesito che pone è di natura strettamente psichiatrica. Perciò sarà compito del medico psichiatra valutare la terapia farmacologica.
Distinti saluti.
Dott.ssa Silvia Venditti
il quesito che pone è di natura strettamente psichiatrica. Perciò sarà compito del medico psichiatra valutare la terapia farmacologica.
Distinti saluti.
Dott.ssa Silvia Venditti
Salve, considerando l'aspetto farmacologico ritengo che la soluzione migliore sia esporre la questione al suo medico. Cordialmente, dott. FDL
Salve,
Deve porre il quesito al medico prescrittore della terapia o al Medico di Medicina Generale.
Cordiali Saluti, AS.
Deve porre il quesito al medico prescrittore della terapia o al Medico di Medicina Generale.
Cordiali Saluti, AS.
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Buongiorno, per quanto riguarda l’effetto dei farmaci le consiglio di rivolgersi al medico che gli ha prescritti
Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti
Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti
Gentile utente, capisco la sua preoccupazione riguardo ai livelli terapeutici dei farmaci di suo figlio. La cosa più importante è discutere apertamente di questi risultati con il medico di suo figlio. Il medico potrà valutare tutti i fattori che possono influenzare i livelli dei farmaci e apportare le modifiche necessarie alla terapia. Non esitate a porre tutte le domande che avete e a chiedere chiarimenti su qualsiasi aspetto della terapia.
Salve,
valori bassi di litio e acido valproico, nonostante l’assunzione dei farmaci, possono dipendere da vari fattori: metabolismo individuale, interazioni con altri farmaci, peso corporeo, oppure dal momento in cui viene fatto il prelievo (idealmente 12 ore dopo l’assunzione).
È importante riferire tutto questo allo psichiatra nella prossima visita, così da valutare un possibile aggiustamento del dosaggio o della modalità di assunzione.
State facendo bene a monitorare: con pazienza e precisione si può trovare il giusto equilibrio.
Un caro saluto.
valori bassi di litio e acido valproico, nonostante l’assunzione dei farmaci, possono dipendere da vari fattori: metabolismo individuale, interazioni con altri farmaci, peso corporeo, oppure dal momento in cui viene fatto il prelievo (idealmente 12 ore dopo l’assunzione).
È importante riferire tutto questo allo psichiatra nella prossima visita, così da valutare un possibile aggiustamento del dosaggio o della modalità di assunzione.
State facendo bene a monitorare: con pazienza e precisione si può trovare il giusto equilibrio.
Un caro saluto.
Salve, comprendo la preoccupazione che può nascere nel vedere che i valori dei farmaci di suo figlio risultano costantemente al di sotto dell’intervallo terapeutico. Nel trattamento del disturbo bipolare, sia il litio che l’acido valproico richiedono un monitoraggio attento perché il loro effetto è strettamente legato alla concentrazione nel sangue: valori troppo bassi possono ridurre l’efficacia del farmaco, mentre valori troppo alti possono aumentare il rischio di effetti collaterali.
Ci sono diversi fattori che possono influenzare i livelli ematici, come l’assunzione regolare dei farmaci, il momento in cui viene eseguito il prelievo rispetto all’ultima dose, variazioni individuali nel metabolismo, alimentazione, idratazione e altre condizioni mediche concomitanti. Questo significa che valori al di sotto dell’intervallo terapeutico non indicano necessariamente che il farmaco non stia funzionando, ma segnalano che potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose o una valutazione più approfondita del regime terapeutico.
È molto importante non modificare autonomamente le dosi e attendere la visita con lo specialista che potrà interpretare correttamente i valori, valutare eventuali fattori che li influenzano e decidere se intervenire sul dosaggio o sulla frequenza delle analisi. Nel frattempo, può essere utile osservare eventuali cambiamenti nel comportamento, nell’umore o nelle abitudini di suo figlio e annotarli, così da fornire informazioni utili al medico.
Se desidera, possiamo anche pensare a strategie per gestire l’ansia e la preoccupazione quotidiana legata al monitoraggio dei farmaci, sostenendo sia lei sia suo figlio nell’affrontare questo periodo con maggiore serenità, in attesa di un aggiustamento terapeutico mirato.
Ci sono diversi fattori che possono influenzare i livelli ematici, come l’assunzione regolare dei farmaci, il momento in cui viene eseguito il prelievo rispetto all’ultima dose, variazioni individuali nel metabolismo, alimentazione, idratazione e altre condizioni mediche concomitanti. Questo significa che valori al di sotto dell’intervallo terapeutico non indicano necessariamente che il farmaco non stia funzionando, ma segnalano che potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose o una valutazione più approfondita del regime terapeutico.
È molto importante non modificare autonomamente le dosi e attendere la visita con lo specialista che potrà interpretare correttamente i valori, valutare eventuali fattori che li influenzano e decidere se intervenire sul dosaggio o sulla frequenza delle analisi. Nel frattempo, può essere utile osservare eventuali cambiamenti nel comportamento, nell’umore o nelle abitudini di suo figlio e annotarli, così da fornire informazioni utili al medico.
Se desidera, possiamo anche pensare a strategie per gestire l’ansia e la preoccupazione quotidiana legata al monitoraggio dei farmaci, sostenendo sia lei sia suo figlio nell’affrontare questo periodo con maggiore serenità, in attesa di un aggiustamento terapeutico mirato.
Buongiorno, consideri che per la somministrazione farmacologica si parte da un valore più basso per poi modificare il dosaggio gradualmente, a seconda della necessità del paziente. Alcuni farmaci, specialmente gli antidepressivi, necessitano di 2/3 settimane prima di avere effetto. Le analisi del sangue sono molto utili per monitorare l'andamento della terapia farmacologica, soprattutto ad evitare un sovradosaggio.
Quello che posso consigliarle è di affidarsi allo psichiatra che segue suo figlio, fargli domande, chiedere spiegazioni. In ogni caso, ci vuole tempo e tanta pazienza...
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Virginia Sassi
Quello che posso consigliarle è di affidarsi allo psichiatra che segue suo figlio, fargli domande, chiedere spiegazioni. In ogni caso, ci vuole tempo e tanta pazienza...
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Virginia Sassi
Salve se suo figlio assume la cura da un mese può essere che ancora le cure non abbiano raggiunto il dosaggio adeguato e che debbano ancora iniziare ad avere l'effetto desiderato.
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