Salve, io soffro da sempre di mancanza di concentrazione e mancanza di memoria. Ultimamente sento il

Salve, io soffro da sempre di mancanza di concentrazione e mancanza di memoria. Ultimamente sento il mio cervello che va completamente per conto suo, non riesco ad organizzare pensieri ed intenzioni coerenti, logici e chiari. Mi sento di impazzire perché mi sento totalmente impotente, e a questo da qualche mese si aggiunge un'appiattimento emotivo che per fortuna non riguarda le emozioni della tristezza. Io da sempre faccio fatica a realizzare emotivamente le cose e mi sento emotivamente piatto nei confronti delle persone e delle cose (anche se assolutamente non come negli ultimi mesi). Questo stordimento e appiattimento è molto peggiorato, se non proprio causato, dalla masturbazione. Fino a qualche anno fa non riuscivo proprio a pensare fluidamente e ad organizzare un discorso ordinato e coerente. Facevo mille inserimenti e digressioni, dimenticavo il filo del discorso ecc. Per fortuna mi sono sbloccato da qualche anno sotto questo aspetto. Secondo il mio psichiatra, i miei problemi cognitivi, di concentrazione e vari dipendono dal Disturbo ossessivo compulsivo (di cui soffro sicuramente da sempre e non in maniera leggera), dalla depressione e non mi esclude anche il deficit dell'attenzione. Mi ha escluso io possa avere psicosi perché on ho allucinazioni o convinzioni assurde. Io, tra i tanti, però ho due grandi dubbi: che le mie difficoltà cognitive siano frutto di disturbi di forma del pensiero e mi chiedo se questi siano per forza associabili a disturbi psicotici o se possano essere un disturbo a sé. Avere disturbi di forma del pensiero, insomma, vuol dire avere per forza problemi psicotici? Sono consapevole del dover intraprendere una psicoterapia per chiarirmi le idee, ma in questo momento sono in un labirinto di sofferenza da cui non riesco ad uscire proprio perché le mie facoltà mentali non mi vengono proprio in soccorso e vanno per conto loro. Sono talmente confuso, depresso e angosciato che non riesco neanche ad alzarmi dal letto e andare a fare appunto psicoterapia. Scusate la lunghezza del messaggio e e grazie a chi risponderà.

25 risposte


Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata. Ritengo importante che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi, identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto al fine di trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL

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Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Ha fatto bene ha confrontarsi con il suo medico di fiducia così può comprendere meglio il disagio che descrive. Credo che a questo punto sia meglio per lei intraprendere una terapia, se ha alcune difficolta valuti eventualmente l'opzione online. Buona giornata. Dott. Fiori


Buonasera, leggo e percepisco molta confusione rispetto a quello che sente e pensa di sé. Ha considerato la possibilità di iniziare un percorso psicologico che possa meglio esplorare quanto descrive?


Gentile utente del Mio Dottore, la condizione di cui racconta sopra influisce sul suo funzionamento, per esempio a livello relazionale, sociale. L'intervento del suo medico psichiatra e l'impostazione di un trattamento farmacologico può essere non solo molto utile per alleviare il grado di sofferenza, ma anche per ristabilire le condizioni necessarie e sufficienti per un lavoro di natura psicologica. In un'ottica di integrazione mente e corpo, meglio ancora se psichiatra e psicoterapeuta lavorano in stretta collaborazione, occupandosi l'uno di ristabilire l'equilibrio fisiologico, l'altro di ristabilire l'equilibrio psicologico, rintracciando i significati profondi della sofferenza attuale. Cordialmente, D.ssa Violeta Raileanu


Buongiorno, la prima cosa da fare è descrivere esattamente cosa sta vivendo al suo medico di fiducia, come ha fatto qua con noi. Sicuramente lui, che la conosce, saprà darle le giuste indicazioni. Inoltre, se in questo momento la sofferenza è troppo forte che non le permette di uscire di casa per andare in terapia, potrebbe valutare un terapeuta che la possa prendere in carico inizialmente Online così da non doversi spostare dalla sua abitazione. Cordiali Saluti Dott.ssa Alessia D'Anegelo


Un disturbo del pensiero può fare parte di un quadro psicotico ma può anche essere a sè stante o inserirsi in un altro disturbo come ad esempio il DOC. Qui non è tanto importante la diagnosi quanto cercare di stare meglio. Una terapia di tipo cognitivo potrebbe esserle dì aiuto.


Buongiorno, è positivo che lei continui a confrontarsi con il suo psichiatra. Continui a farlo. Parallelamente, le consiglierei di intraprendere un percorso di psicoterapia quando si sentirà sufficientemente pronto ad iniziarlo. Cordialmente, EP


Salve, continui il percorso col suo psichiatra e vedrà che col tempo le cose miglioreranno. Auguri. Professor Antonio Popolizio


Buongiorno, Ritengo che seguire il suo psichiatra sia fondamentale. Ma mi chiedevo perchè inizialmente non richiede una consulenza in remoto per arginare questo momento di difficoltà e appena si sente di uscire da casa continua di presenza? Ci pensi!! Ovviamente la consulenza in remoto sarebbe opportuno iniziarla con un terapeuta della sua città. Un caro saluto. Dott.ssa Rossella Sorce


Gentile Amico, il suo psichiatra dice il vero, quando le ricorda che la depressione (e in parte il DOC) possono provocare difficoltà di concentrazione. Da quello che scrive sembra proprio che ora la sua depressione sia davvero molto forte - ci dice infatti di non riuscire a uscire di casa e di voler rimanere confinato a letto. Sta assumendo farmaci per la depressione? Gli antidepressivi sono efficaci tanto per la depressione, alleviandola, che per il DOC. Mi permetto di consigliarle di rivolgersi al suo psichiatra per verificare quali farmaci antidepressivi assumere. Quando questi inizieranno a dare i primi effetti, sarà il caso di intraprendere una psicoterapia - magari a distanza all'inizio e poi in presenza. Con i migliori auguri, dr. Ventura


Salve, dalla lunghezza del suo messaggio molte cose sono chiare e limpide come l’acqua. Tuttavia qualcosa resta oscuro e avrei bisogno di avere dei dettagli per darle un suggerimento via chat qui.Ma le lascio solo una domanda: Se continuasse a restare chiuso in casa a scrivere, farsi domande sui si problemi e rituali per gestire l’ansia, la sua situazione migliorerebbe o peggiorerebbe? Tutto questo l’aiuto a s sprofondare negli abissi della sofferenza o a fare delle scelte che la aiutano a salire sulla cima della montagna per conquistare la sua serenità?


Buonasera comprendo la profondità della sua sofferenza.Si fidi del suo psichiatra ,il suo non è un pensiero psicotico ,ma è un pensiero coatto che la sta bloccando .Un percorso psicologico sicuramente può essere un aiuto importante in un affiancamento con il lavoro dello psichiatra.Un caro augurio Dottssa Luciana Harari


Il disturbo ossessivo compulsivo di grado severo, può effettivamente compromettere il funzionamento cognitivo, sicuramente la memora e la concentrazione. E' fondamentale che richieda un consulto psico diagnostico, finalizzato a focalizzare con precisione le cause dei suoi sintomi. Nel caso in cui venga confermato il Doc è sulle ossessioni e compulsioni che bisogna concentrarsi per alleviarle in modo che il disturbo non diventi invalidante. Al livello severo è necessario intervenire sia con la terapia farmacologica che con la psico terapia. Le suggerisco di ascoltaare il Podcast Le Stanze della Paura , disponibile gratuitamente su Google, Spotify, Pocket Cast, Breaker e seguire la pagina Facebook Le Stanze Della Paura Podcast. Troverà molte informazioni sui disturbi d'ansia, un episodio specifico sul disturbo ossessivo compulsivo, e strumenti di aiuto aiuto che potrà utilizzare per attraversa i momenti più difficili. Deve in ogni caso chiedere aiuto farmacologico e psico terapeutico. Buona serata. Bruno Ramondetti


Buonasera. Mi spiace per la sofferenza che descrive e che sta vivendo. E' difficile rispondere alla sua domanda in modo chiaro attraverso questo spazio. Ritengo opportuno continuare a confrontarsi ed a lavorare con il suo psichiatra, fidandosi della sue valutazioni relative al suo quadro clinico generale, e come da lei stesso sottolineato, consultare uno/a psicoterapeuta per valutare l'inizio di un percorso specifico che, integrato con il lavoro che sta svolgendo con il suo psichiatra, possa aiutarla a comprendere maggiormente le sue difficoltà ed a ripristinare gradualmente il suo benessere e la sua salute. Un saluto, Dott. Felice Schettini


Gentile utente di mio dottore, ha fatto bene a richiedere consulto psichiatrico. Ritengo che la consulenza abbia dato seguito ad un piano terapeutico farmacologico che sarà monitorato nel tempo dallo stesso psichiatra. Affianchi a tale trattamento la psicoterapia, al fine di poter meglio comprendere le funzioni relazionali dei suoi sintomi e con l'obiettivo di poter guardare ad un benessere più a lungo termine. Contatti quanto prima uno specialista e inizi un percorso, vedrà con il tempo riuscire a ridimensionare la morsa dei suoi sintomi. Cordiali Saluti Dottor Diego Ferrara


Mi dispiace molto per la sua sofferenza. Comprendo quanto possa essere difficile in una situazione del genere riuscire anche solo ad alzarsi dal letto. Lei sta già seguendo un percorso con uno psichiatra e questo è sicuramente un ottimo inizio, ma come lei giustamente dice avrebbe bisogno anche di una psicoterapia. So che sembra impossibile adesso riuscire a muoversi da questa sua condizione, ma l'unico modo è forzarsi di intraprendere un percorso e vedrà che questa montagna che sembra impossibile da scalare, improvvisamente sembrerà meno ripida e pericolosa e i suoi pensieri prenderanno un' altra via e riusciranno meglio ad organizzarsi nella sua testa. La invito a contattare uno specialista quanto prima perché questa sua condizione di adesso non la sta portando da nessuna parte, se non a rimanere vittima dei suoi pensieri. Spero di essere stata d'aiuto. Dott.ssa Fabiola Ribechini


Buonasera Le consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia psicoanalitica anche per fare chiarezza sulla diagnosi. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Saluti Dott.ssa Claudia Castellani


Salve, mi spiace molto per la sua situazione, come lei stesso ha scritto, oltre allo psichiatra è importante intraprendere un percorso di psicoterapia che la possa aiutare ad affrontare questa confusione e turbamento. Cordiali saluti


Buongiorno, la confusione, che evidenzia la collega precedente, ha ragione nel considerare un percorso, il migliore strumento per poterla dipanare. Buona giornata MT


Buonasera, avete disturbi come da lei descritti non significa necessariamente avere forme psicotiche. Se non riesce al momento a iniziare una psicoterapia, cerchi almeno di vedere con maggiore frequenza il suo psichiatra. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

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Casalecchio di Reno

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Grazie per aver condiviso la sua esperienza. I sintomi che descrive, come difficoltà di concentrazione e appiattimento emotivo, non indicano necessariamente psicosi, ma possono derivare da disturbi come il DOC o la depressione. La confusione e la difficoltà di alzarsi per affrontare la terapia sono comprensibili, ma il supporto psicoterapeutico può aiutarla a gestire i pensieri disorganizzati e migliorare il suo benessere emotivo. È importante continuare a lavorare con il suo psichiatra, che può aggiustare il trattamento in base ai suoi progressi.


Buonasera, dalle righe che ha scritto si comprende la sua sofferenza ma noto che ha anche chiara la necessità di intraprendere un percorso psicologico. Sicuramente già iniziare il percorso è per lei una sfida, considerando le difficoltà che riferisce del suo momento attuale, ma potrebbe essere di enorme giovamento. Se considera che per lei è troppo difficoltoso intraprendere un percorso in presenza, molti professionisti ricevono anche tramite modalità online!

Dott.ssa Sara Francini

Dott.ssa Sara Francini

psicologo

Sesto Fiorentino

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Gentile utente, dal modo lucido e articolato in cui descrive ciò che sta vivendo, si comprende quanto stia attraversando un momento di profonda fatica mentale ed emotiva, e al tempo stesso quanto sia consapevole di ciò che accade dentro di sé. Questo è un elemento molto importante, perché dimostra che, nonostante la confusione e lo stordimento, la sua capacità di osservazione e di giudizio è intatta. Per rispondere al suo dubbio centrale: i disturbi di forma del pensiero (come il pensiero disorganizzato, la perdita del filo logico o l’incapacità di mantenere una coerenza interna) possono manifestarsi in diversi contesti clinici, non necessariamente in quelli di tipo psicotico. Quando la persona conserva consapevolezza, come nel suo caso, è molto più probabile che tali difficoltà siano legate a fattori cognitivi ed emotivi associati a ansia, ossessioni, depressione o stress cronico. L’intensità dei sintomi che riporta — difficoltà di concentrazione, fatica a pensare con ordine, appiattimento emotivo, senso di confusione — può effettivamente derivare da un sovraccarico mentale prolungato o da un periodo depressivo, che interferisce con le funzioni cognitive e la vitalità affettiva. Anche la masturbazione, quando diventa compulsiva o accompagnata da senso di colpa, può accentuare il senso di stordimento e svuotamento, ma non ne è la causa primaria: è piuttosto una forma di scarico di tensione che momentaneamente si trasforma in ulteriore malessere. In questo momento il primo passo utile non è forzarsi a “capire tutto”, ma ridurre il carico che la mente sta sopportando, anche con un piccolo gesto concreto: Se il contatto con la psicoterapia in presenza le sembra troppo, provi a chiedere al suo psichiatra un primo colloquio online o telefonico, anche breve. Può iniziare con tecniche di stabilizzazione semplici, come scrivere ciò che sente (non per analizzarlo, ma per alleggerirlo), o concentrarsi su un’unica attività alla volta, anche minima, per riabituare la mente alla linearità. Si dia il permesso di non pretendere chiarezza immediata: la confusione è un effetto del sovraccarico, non la prova di una perdita di controllo. Non è in un “labirinto senza uscita”, anche se ora può sembrarlo. È in un momento in cui le risorse cognitive sono stanche e chiedono spazio e cura. Con il sostegno adeguato — farmacologico e psicoterapeutico — potrà ritrovare maggiore lucidità e una stabilità emotiva più costante. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Petroni

Dott.ssa Sara Petroni

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Buonasera, la ringrazio per aver descritto con tanta precisione e onestà quello che sta vivendo. Dalle sue parole emerge una sofferenza intensa, fatta di confusione, impotenza, angoscia e paura di “impazzire”. È comprensibile che sentirsi il pensiero poco fluido, la concentrazione fragile e le emozioni appiattite possa farla sentire smarrito e spaventato. Vorrei partire da un punto centrale: è evidente il suo forte timore di avere un disturbo psicotico. Quando si sperimenta confusione mentale o difficoltà nell’organizzare il pensiero, è facile che la mente vada verso l’ipotesi più grave. Tuttavia, avere difficoltà cognitive o di forma del pensiero non significa automaticamente avere un disturbo psicotico. I disturbi psicotici sono caratterizzati da elementi specifici, come perdita di contatto con la realtà, deliri strutturati, allucinazioni. Dal suo racconto questo non emerge, e anche il suo psichiatra le ha escluso questa possibilità. Il fatto stesso che lei si ponga dubbi critici sul suo stato e cerchi spiegazioni è un elemento di consapevolezza che non va nella direzione della psicosi ma più sulla tendenza ossessivo compulsiva legata a pensieri intrusivi del timore di essere malato o psicotico. Non deve prendere tutti i suoi sintomi e attribuirli per forza a quella categoria. Possono esserci spiegazioni diverse, e spesso più coerenti, con ciò che descrive. Il disturbo ossessivo-compulsivo, infatti, può occupare enormi risorse mentali: ruminazione, controlli interni, pensieri intrusivi possono affaticare il sistema attentivo e dare la sensazione che il cervello “vada per conto suo”. Anche la depressione può comportare rallentamento cognitivo, difficoltà di concentrazione, appiattimento emotivo. Dal suo racconto, inoltre, la componente attentiva sembra significativa e presente da molti anni. Potrebbe essere utile approfondire seriamente l’ipotesi di un ADHD. Quando un deficit di attenzione non viene riconosciuto per molto tempo, la persona spesso cresce sentendosi “difettosa”, disorganizzata, meno capace degli altri. Tutta l’energia spesa per compensare un funzionamento neurodivergente in un contesto pensato per un funzionamento normotipico può portare, nel tempo, a esaurimento, frustrazione e vissuti depressivi. Non si tratta di etichettarsi, ma di comprendere come funziona il proprio cervello per trovare strumenti adeguati. Per quanto riguarda il legame che attribuisce alla masturbazione, è importante essere cauti nelle conclusioni causali. Quando si è in uno stato depressivo o ossessivo, è facile individuare un comportamento e attribuirgli un potere quasi determinante. Spesso, però, il comportamento è più una conseguenza o un tentativo di autoregolazione che la causa del quadro complessivo. Infine, lei dice una cosa molto importante: è talmente confuso, depresso e angosciato che non riesce nemmeno ad alzarsi dal letto per iniziare la psicoterapia. Comprendo quanto possa sembrare impossibile muoversi quando ci si sente così. Ma c’è un aspetto fondamentale: non esisterà, nello stare male, un giorno in cui si sveglierà pensando “oggi è il momento perfetto per iniziare”. Quel momento non arriva da solo. Deve decidere di alzarsi e andare, anche se non si sente pronto. Nessun altro può farlo al posto suo. E proprio perché ora le sue facoltà mentali non le sembrano alleate, ha ancora più bisogno di un supporto strutturato. Un percorso psicologico, possibilmente integrato con la valutazione specialistica dell’attenzione, potrebbe aiutarla a fare ordine in questo “labirinto”, distinguendo ciò che è ansia, ciò che è depressione, ciò che è ossessività e ciò che può appartenere a un diverso funzionamento attentivo. Mettere nome alle cose spesso riduce drasticamente l’angoscia. Non è solo nella sua confusione, anche se ora le sembra così. Resto a disposizione se desidera approfondire.


Buongiorno, dal suo messaggio emerge una sofferenza importante, non solo una semplice difficoltà di concentrazione. C’è confusione, paura, appiattimento, stanchezza e soprattutto il timore che la sua mente non sia più affidabile. Su una cosa bisogna essere prudenti: da un messaggio non si può stabilire una diagnosi. In generale, però, avere difficoltà a organizzare i pensieri, perdere il filo, sentirsi rallentati o confusi non significa automaticamente avere un disturbo psicotico. Stati depressivi, ossessivi, ansiosi, insonnia, forte rimuginio, ADHD, farmaci o altri fattori possono incidere molto sul funzionamento cognitivo. Il fatto che sia già seguito da uno psichiatra è importante: questo peggioramento va riportato a lui con chiarezza, soprattutto se ora fatica perfino ad alzarsi dal letto. Mi colpisce però un passaggio: più cerca di capire se la sua mente funziona “bene o male”, più sembra restare intrappolato nel controllo della mente stessa. È come se il pensiero fosse diventato contemporaneamente il problema e lo strumento con cui cerca di risolverlo. In questi casi, continuare a interrogarsi può aumentare la confusione invece di ridurla. Anche il tema della masturbazione andrebbe esplorato con cautela: non lo trasformerei subito nella causa, ma in un punto da comprendere, soprattutto se si lega a colpa, paura, controllo o sensazione di svuotamento. Non aspetti di avere le idee chiare per iniziare una psicoterapia. Può portare proprio questo messaggio, così com’è, come primo materiale di lavoro. A volte il primo passo non è uscire dal labirinto, ma smettere di cercare da soli la mappa perfetta mentre si è dentro. Se sente di non riuscire a muoversi, può chiedere un primo colloquio anche online o farsi aiutare da una persona vicina a fissarlo. Se dovessero comparire pensieri di farsi del male o la sensazione di non riuscire a stare al sicuro, è importante contattare subito il suo psichiatra, il medico curante o un servizio di emergenza. Rimango disponibile, anche online, se desidera dare una prima forma a questa confusione e capire da dove cominciare. Un caro saluto.

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