Salve, da un paio di mesi prendo un ansiolitico, ma non so se è antecedente o no, sono anche stressa

16 risposte
Salve, da un paio di mesi prendo un ansiolitico, ma non so se è antecedente o no, sono anche stressata da molte cose... Io ho sempre amato scrivere o parlare in italiano, soprattutto i verbi nei modi e tempi giusti. Non so perché ripeto da un po' metto in dubbio i tempi e i modi, non mi convincono certe frasi mie o altrui.
Perche mi sta succedendo questo? Un problema mentale, di ansia, di insicurezza tutta di un colpo? Sono un po' agitata quando mi succede. Dina
Dott. Piergiorgio Biondani
Sessuologo, Psichiatra, Medico di medicina generale
Bussolengo
Gentile signora,penso che il disturbo che riferisce potrebbe in effetti,essere attribuibile più ad uno stato di ansia che non all'uso di farmaci ansiolitici.L'ansia infatti interferisce in modo sostanziale con le nostre capacità cognitive,Se il problema dovesse persistere andrà comunque valutato da un medico di sua fiducia, per una più precisa valutazione.

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Dr. Walter Orru
Psicoterapeuta, Psichiatra
Bergamo
Gentile Dina, i problemi da lei riferiti potrebbero essere attribuiti ad uno stato ansioso che può essere affrontato sia farmacologicamente che psicoterapeuticamente che con entrambi. Sembra essere associata anche a una certa insicurezza nei pensieri associata a un rimuginio mentale continuo che a volte può condurre a chiedere continue rassicurazioni agli altri. Una valutazione psichiatrica e psicoterapeutica può chiarirle meglio il dilemma e capire che cosa fare.
Dott.ssa Maria Elena Cinti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Albano Laziale
Buonasera signora alcuni farmaci possono dare come effetto collaterale problemi di rallentamento e di deficit delle capacità di attenzione . Non dice quali farmaci sta assumendo. Da quanto scrive potrebbero esserci delle difficoltà attribuibili l'ansia per quanto riguarda i deficit cognitivi dell'attenzione
Dott.ssa Daniela Guzzino
Psicoterapeuta, Psicologo, Neuropsicologo
Roma
Dina, il suo probabilmente è solo il riflesso di uno stato d’ansia non ancora efficacemente contenuto, tuttavia per rasserenarsi si faccia fare una valutazione neuropsicologica che possa rilevare lo status delle sue funzioni linguistiche di memoria di narrazione etc... eliminato qualsiasi dubbio vedrà che un successivo supporto terapeutico la aiutera’ a tornare alla sua “normalita’ . Le auguro buone cose. Dottssa Daniela Guzzino
Dott.ssa Alessia Rita Candiloro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Professional counselor
Napoli
Non è chiara l'età, se è in cura da uno psichiatra, se ha ulteriori problemi, se l'ansiolitico è stato prescritto dal medico di base, come spesso accade. La sintomatologia che descrive sembra essere una sorta di meccanismo di controllo del pensiero, che andrebbe compreso meglio. Le consiglio se non lo sta facendo già, di recarsi sia da uno psichiatra per la giusta posologia farmacologica che da uno psicologo per stabilire un percorso terapeutico e in via preventiva avere un quadro Cognitivo tramite test. Qui sul mio dottore può trovare specialisti, altrimenti le Asl tramite impegnativa possono fornire un ulteriore soluzione.
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, effettivamente come scrive la mia collega che mi ha preceduta, non da molte notizie su di sè, l'età è importante saperlo, chi le ha prescritto l'ansiolitico, il medicinale non fa aumentare l'ansia anzi dovrebbe limitarla. Inoltre importante è sapere che cosa stava succedendo nella sua vita quando si è accorta che i suoi sintomi erano aumentati, come lei scrive, mancanza di attenzione insicurezze nel parlare e nello scrivere. Quindi sarebbe bene che lei facesse una visita psichiatra per accertarsi di cosa le sta succedendo, ci penserà il medico a prescriverle i dovuti accertamenti, in seguito contatti uno psicoterapeuta ed esegua un lavoro psicologico su di sè che l'aiuterà a capire la causa dei suoi sintomi, sono a sua disposizione per qualsiasi informazione, la saluto cordialmente, dott.Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Laura Procopio
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buonasera Dina, la prima cosa che farei è quella di presentare questi dubbi al professionista che le ha prescritto l'ansiolitico, per comprendere se tali sintomi possano essere degli effetti collaterali, oppure se sia necessario adeguare la terapia farmacologica. Successivamente valuterei la possibilità di iniziare una psicoterapia. Saluti
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buonasera. La sua descrizione mi ricorda molto altre situazioni seguite in terapia, in cui l'ansia, associata ad aspetti di dubitosita' ossessivo/perfezionistica giocavano questo tipo di incertezza cognitivo-linguistica. Purtroppo e' difficile da qui darle un significativo parere, se non quello di ricontattare il suo curante ed esprimere a lui questa preoccupazione. Vero è che se non acquisisce maggiore sicurezza personale, imparando a gestire l'ansia, queste problematiche rischiano di ricomparire.
Buonasera Dina dagli elementi forniti non è possibile dare una risposta al suo quesito. Descrive uno stato di ansia che perdura un po’ di tempo, l’assunzione di un farmaco ansiolitico da circa due mesi e da un po’ la manifestazione di un sintomo che la agita quando si presenta. A parte la componente di ansia certamente presente, non è possibile dire cosa le stia succedendo . Credo che sia necessaria una consultazione più dettagliata prima di tutto con il medico che le ha prescritto il farmaco. Se si tratta del medico di base sarebbe opportuno rivolgersi ad uno psichiatra, che le potrà essere suggerito anche dal suo medico. Chiariti gli aspetti legati all’assunzione dell’ansiolitico ed eventualmente definita un’altra terapia farmacologica o altri accertamenti, le suggerisco di valutare la possibilità di intraprendere un percorso psicologico per comprendere l’origine della sua ansia e per acquisire uno stato di maggior benessere. Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti la saluto cordialmente. Dott.ssa Daniela La Porta
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. Le informazioni che ci fornisce sono insufficienti per avere un quadro chiaro. Tuttavia i sintomi che riferisce potrebbero ricondurre ad un quadro ansioso. Visto che già assume farmaci potrebbe trovare utili risposte consultando uno psicologo.
Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli
Dott.ssa Margherita Maggioni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Monza
Gentile Dina,
come già suggerito dai colleghi è fondamentale capire quale possa essere la causa dei disturbi di memoria e/o di linguaggio da lei riferiti (e per questo le consiglio una valutazione neuropsicologica) e dall'altra comprendere la causa della sintomatologia ansiosa (e per questo può rivolgersi ad uno psicoterapeuta). Cerchi nel frattempo di stare tranquilla, un cordiale saluto, dottoressa Margherita Maggioni.
Dott.ssa Domenica Lipari
Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, spesso, purtroppo lo stress, può provocare tali stati ansiogeni che turbano fortemente la persona creandogli delle difficoltà quotidiane, come quelle da lei descritte. All'interno di un percorso di terapia si potrebbero analizzare gli eventi antecedenti allo stato di stress e che ne sono stati la causa con conseguente stato di ansia, favorendo così un miglioramento della sua performance psicofisica.
Cari saluti
Dott.ssa Domenica Lipari
Buongiorno, da quanto scrive potrebbe essere accaduto qualcosa nella sua vita che le ha iniziato a creare un disagio. A volte prendiamo sotto gamba situazioni che pensiamo futili, ma che invece nella nostra mente sono affrontate in maniera diversa, per poi riversarsi su sintomi somatici.
Le consiglio una consulenza psicologica, per parlare apertamente di se e scoprire l'origine di questo suo malessere.
Resto a disposizione, buona giornata
Dott.ssa Paola De Martino
Dott.ssa Patrizia Mattioli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Dina, Come già avrà letto nelle risposte Precedenti, i suoi possono essere sintomi di una problematica ansiosa. Provi a risalire al momento in cui è iniziato il problema e a focalizzare cosa succedeva in quel periodo nella sua vita. E anche se ora ci sono momenti in cui le accade di più e momenti in cui le accade di meno. Già rispondere a queste domande dovrebbe aiutarla a dare un significato a quello che le succede. Consideri anche l’eventualità di rivolgersi a un professionista che la aiuti nell’esplorazione. Un cordiale saluto. D.ssa Patrizia Mattioli
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno Dina,
purtroppo nella sua descrizione non offre molte informazioni anamnestiche.
Proporre un'ipotesi diagnostica è quindi impossibile.
Il consiglio è di confrontarsi con chi le ha prescritto il farmaco e allo stesso tempo, cercare di domandarsi se questo stato ansioso si è già ripresentato in passato e in quali circostanze.
L'ansia di per sé non è uno stato d'animo negativo, lo diventa solo se non ascoltato.
Un caro saluto,
Dr. Manuel M. Mancini
Dott.ssa Milvia Verginelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Fiumicino
Salve Dina come mai è ricorsa agli ansiolitici? Li ha prescritti il medico di base o lo psichiatra? Glieli chiedo perché è importante fare una diagnosi prima di una terapia. Sembra esserci un problema di ansia, ma non solo...
Le consiglio di rivolgersi ad uno psichiatra o ad uno psicoterapeuta per indagare meglio.
Dott.ssa Milvia Verginelli

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