Salve, da un paio di mesi prendo un ansiolitico, ma non so se è antecedente o no, sono anche stressa

Salve, da un paio di mesi prendo un ansiolitico, ma non so se è antecedente o no, sono anche stressata da molte cose... Io ho sempre amato scrivere o parlare in italiano, soprattutto i verbi nei modi e tempi giusti. Non so perché ripeto da un po' metto in dubbio i tempi e i modi, non mi convincono certe frasi mie o altrui. Perche mi sta succedendo questo? Un problema mentale, di ansia, di insicurezza tutta di un colpo? Sono un po' agitata quando mi succede. Dina

17 risposte


Gentile signora,penso che il disturbo che riferisce potrebbe in effetti,essere attribuibile più ad uno stato di ansia che non all'uso di farmaci ansiolitici.L'ansia infatti interferisce in modo sostanziale con le nostre capacità cognitive,Se il problema dovesse persistere andrà comunque valutato da un medico di sua fiducia, per una più precisa valutazione.

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Gentile Dina, i problemi da lei riferiti potrebbero essere attribuiti ad uno stato ansioso che può essere affrontato sia farmacologicamente che psicoterapeuticamente che con entrambi. Sembra essere associata anche a una certa insicurezza nei pensieri associata a un rimuginio mentale continuo che a volte può condurre a chiedere continue rassicurazioni agli altri. Una valutazione psichiatrica e psicoterapeutica può chiarirle meglio il dilemma e capire che cosa fare.

Dr. Walter Orru

Dr. Walter Orru

psicoterapeuta

Bergamo

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Buonasera signora alcuni farmaci possono dare come effetto collaterale problemi di rallentamento e di deficit delle capacità di attenzione . Non dice quali farmaci sta assumendo. Da quanto scrive potrebbero esserci delle difficoltà attribuibili l'ansia per quanto riguarda i deficit cognitivi dell'attenzione


Dina, il suo probabilmente è solo il riflesso di uno stato d’ansia non ancora efficacemente contenuto, tuttavia per rasserenarsi si faccia fare una valutazione neuropsicologica che possa rilevare lo status delle sue funzioni linguistiche di memoria di narrazione etc... eliminato qualsiasi dubbio vedrà che un successivo supporto terapeutico la aiutera’ a tornare alla sua “normalita’ . Le auguro buone cose. Dottssa Daniela Guzzino


Non è chiara l'età, se è in cura da uno psichiatra, se ha ulteriori problemi, se l'ansiolitico è stato prescritto dal medico di base, come spesso accade. La sintomatologia che descrive sembra essere una sorta di meccanismo di controllo del pensiero, che andrebbe compreso meglio. Le consiglio se non lo sta facendo già, di recarsi sia da uno psichiatra per la giusta posologia farmacologica che da uno psicologo per stabilire un percorso terapeutico e in via preventiva avere un quadro Cognitivo tramite test. Qui sul mio dottore può trovare specialisti, altrimenti le Asl tramite impegnativa possono fornire un ulteriore soluzione.


Salve, effettivamente come scrive la mia collega che mi ha preceduta, non da molte notizie su di sè, l'età è importante saperlo, chi le ha prescritto l'ansiolitico, il medicinale non fa aumentare l'ansia anzi dovrebbe limitarla. Inoltre importante è sapere che cosa stava succedendo nella sua vita quando si è accorta che i suoi sintomi erano aumentati, come lei scrive, mancanza di attenzione insicurezze nel parlare e nello scrivere. Quindi sarebbe bene che lei facesse una visita psichiatra per accertarsi di cosa le sta succedendo, ci penserà il medico a prescriverle i dovuti accertamenti, in seguito contatti uno psicoterapeuta ed esegua un lavoro psicologico su di sè che l'aiuterà a capire la causa dei suoi sintomi, sono a sua disposizione per qualsiasi informazione, la saluto cordialmente, dott.Eugenia Cardilli.


Buonasera Dina, la prima cosa che farei è quella di presentare questi dubbi al professionista che le ha prescritto l'ansiolitico, per comprendere se tali sintomi possano essere degli effetti collaterali, oppure se sia necessario adeguare la terapia farmacologica. Successivamente valuterei la possibilità di iniziare una psicoterapia. Saluti


Buonasera. La sua descrizione mi ricorda molto altre situazioni seguite in terapia, in cui l'ansia, associata ad aspetti di dubitosita' ossessivo/perfezionistica giocavano questo tipo di incertezza cognitivo-linguistica. Purtroppo e' difficile da qui darle un significativo parere, se non quello di ricontattare il suo curante ed esprimere a lui questa preoccupazione. Vero è che se non acquisisce maggiore sicurezza personale, imparando a gestire l'ansia, queste problematiche rischiano di ricomparire.


Buonasera Dina dagli elementi forniti non è possibile dare una risposta al suo quesito. Descrive uno stato di ansia che perdura un po’ di tempo, l’assunzione di un farmaco ansiolitico da circa due mesi e da un po’ la manifestazione di un sintomo che la agita quando si presenta. A parte la componente di ansia certamente presente, non è possibile dire cosa le stia succedendo . Credo che sia necessaria una consultazione più dettagliata prima di tutto con il medico che le ha prescritto il farmaco. Se si tratta del medico di base sarebbe opportuno rivolgersi ad uno psichiatra, che le potrà essere suggerito anche dal suo medico. Chiariti gli aspetti legati all’assunzione dell’ansiolitico ed eventualmente definita un’altra terapia farmacologica o altri accertamenti, le suggerisco di valutare la possibilità di intraprendere un percorso psicologico per comprendere l’origine della sua ansia e per acquisire uno stato di maggior benessere. Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti la saluto cordialmente. Dott.ssa Daniela La Porta


Salve. Le informazioni che ci fornisce sono insufficienti per avere un quadro chiaro. Tuttavia i sintomi che riferisce potrebbero ricondurre ad un quadro ansioso. Visto che già assume farmaci potrebbe trovare utili risposte consultando uno psicologo. Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli


Gentile Dina, come già suggerito dai colleghi è fondamentale capire quale possa essere la causa dei disturbi di memoria e/o di linguaggio da lei riferiti (e per questo le consiglio una valutazione neuropsicologica) e dall'altra comprendere la causa della sintomatologia ansiosa (e per questo può rivolgersi ad uno psicoterapeuta). Cerchi nel frattempo di stare tranquilla, un cordiale saluto, dottoressa Margherita Maggioni.


Buongiorno, spesso, purtroppo lo stress, può provocare tali stati ansiogeni che turbano fortemente la persona creandogli delle difficoltà quotidiane, come quelle da lei descritte. All'interno di un percorso di terapia si potrebbero analizzare gli eventi antecedenti allo stato di stress e che ne sono stati la causa con conseguente stato di ansia, favorendo così un miglioramento della sua performance psicofisica. Cari saluti Dott.ssa Domenica Lipari


Buongiorno, da quanto scrive potrebbe essere accaduto qualcosa nella sua vita che le ha iniziato a creare un disagio. A volte prendiamo sotto gamba situazioni che pensiamo futili, ma che invece nella nostra mente sono affrontate in maniera diversa, per poi riversarsi su sintomi somatici. Le consiglio una consulenza psicologica, per parlare apertamente di se e scoprire l'origine di questo suo malessere. Resto a disposizione, buona giornata Dott.ssa Paola De Martino


Gentile Dina, Come già avrà letto nelle risposte Precedenti, i suoi possono essere sintomi di una problematica ansiosa. Provi a risalire al momento in cui è iniziato il problema e a focalizzare cosa succedeva in quel periodo nella sua vita. E anche se ora ci sono momenti in cui le accade di più e momenti in cui le accade di meno. Già rispondere a queste domande dovrebbe aiutarla a dare un significato a quello che le succede. Consideri anche l’eventualità di rivolgersi a un professionista che la aiuti nell’esplorazione. Un cordiale saluto. D.ssa Patrizia Mattioli


Buongiorno Dina, purtroppo nella sua descrizione non offre molte informazioni anamnestiche. Proporre un'ipotesi diagnostica è quindi impossibile. Il consiglio è di confrontarsi con chi le ha prescritto il farmaco e allo stesso tempo, cercare di domandarsi se questo stato ansioso si è già ripresentato in passato e in quali circostanze. L'ansia di per sé non è uno stato d'animo negativo, lo diventa solo se non ascoltato. Un caro saluto, Dr. Manuel M. Mancini


Salve Dina come mai è ricorsa agli ansiolitici? Li ha prescritti il medico di base o lo psichiatra? Glieli chiedo perché è importante fare una diagnosi prima di una terapia. Sembra esserci un problema di ansia, ma non solo... Le consiglio di rivolgersi ad uno psichiatra o ad uno psicoterapeuta per indagare meglio. Dott.ssa Milvia Verginelli


Il mettere in dubbio continuamente le frasi o la correttezza delle parole è spesso una forma di ipercontrollo ansioso o dubbio ossessivo, non un problema neurologico. Quando l’ansia aumenta, anche funzioni mentali abituali possono sembrare meno sicure. Riducendo lo stato ansioso questo tipo di dubbio tende a diminuire.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.