Salve a tutti sono un ragazzo di 29 anni. Ormai sono mesi che vivo con un tremendo fastidio. Il cont
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Salve a tutti sono un ragazzo di 29 anni. Ormai sono mesi che vivo con un tremendo fastidio. Il continuo deglutire. Ho la necessità di mandare sempre giù la saliva. Mi sento come in fondo la gola qualcosa che devo mandare giù. Tutti mi dicono che sia ansia. Ma è possibile? Non soffro di nulla. Facendo Vsiita ORL ho scoperto di avere una laringopatia posteriore per reflusso
Salve. Non è escluso che la sensazione descritta possa essere ascrivibile ad un disagio psicologico e, dunque, che sia l'espressione di un vissuto interno che le genera una sintomatologia ansiosa.
Prima, però, di pensare alla causa psicologica è fondamentale escludere che si tratti di un sintomo associato ad una causa organica, come lo stesso reflusso gastroesofageo.
Non sono un medico ma una psicologa e ciò che mi sento di dirle è di escludere tutte le cause mediche rivolgendosi ad un professionista e poi, qualora avesse la conferma della natura psicologica del sintomo, può pensare di rivolgersi ad uno psicoterapeuta al fine di dare un significato al suo disagio e di intraprendere un percorso che la faccia stare meglio e le consenta di affrontare i vissuti che la fanno stare male.
Le invio un saluto
Dott.ssa Costantini Elisa
Prima, però, di pensare alla causa psicologica è fondamentale escludere che si tratti di un sintomo associato ad una causa organica, come lo stesso reflusso gastroesofageo.
Non sono un medico ma una psicologa e ciò che mi sento di dirle è di escludere tutte le cause mediche rivolgendosi ad un professionista e poi, qualora avesse la conferma della natura psicologica del sintomo, può pensare di rivolgersi ad uno psicoterapeuta al fine di dare un significato al suo disagio e di intraprendere un percorso che la faccia stare meglio e le consenta di affrontare i vissuti che la fanno stare male.
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Buongiorno,
come altri colleghi hanno già suggerito, si consulti con il medico specialista così da comprendere meglio come intervenire per risolvere le possibli cause organiche del sintomo. Tuttavia, le suggerisco ad ogni modo di affiancare a questo un percorso di sostegno psicologico. Infatti, ciò che accade a livello psicologico è una iperfocalizzazione sul distretto corporeo che le reca disturbo, generando un'amplificazione della sintomatologia, che viene percepita a quel punto come insostenibile. Alcune tecniche di rilassamento e meditazione potrebbero esserle di giovamento nell'affrontare questi aspetti. Mi rendo disponibile in caso avesse domande a riguardo. Cordialmente, Dott.ssa Eleonora Pinna
come altri colleghi hanno già suggerito, si consulti con il medico specialista così da comprendere meglio come intervenire per risolvere le possibli cause organiche del sintomo. Tuttavia, le suggerisco ad ogni modo di affiancare a questo un percorso di sostegno psicologico. Infatti, ciò che accade a livello psicologico è una iperfocalizzazione sul distretto corporeo che le reca disturbo, generando un'amplificazione della sintomatologia, che viene percepita a quel punto come insostenibile. Alcune tecniche di rilassamento e meditazione potrebbero esserle di giovamento nell'affrontare questi aspetti. Mi rendo disponibile in caso avesse domande a riguardo. Cordialmente, Dott.ssa Eleonora Pinna
Buonasera, escluse le eventuali cause organiche se il fastidio dovesse diventare invalidante, o comunque le creasse una condizione di disagio, potrebbe provare a confrontarsi con uno Psicoterapeuta, per valutare insieme se ci sono nodi psichici che le ostacolano una corretta deglutizione. Un cordiale saluto Dottsa Elisa Galantini
Buongiorno. Escluse appunto condizioni mediche generali, che cosa esattamente provi o pensi possa essere attribuito a cause più psi?
MT
MT
Buonasera,
indaghi a fondo le cause organiche di questo disturbo. Se dopo aver escluso ogni possibile problema organico, sarà necessario rivolgersi ad uno psicoterapeuta.
indaghi a fondo le cause organiche di questo disturbo. Se dopo aver escluso ogni possibile problema organico, sarà necessario rivolgersi ad uno psicoterapeuta.
Salve, questa laringopatia di cui parla può causare un aumento della salivazione? Questo è da capire con uno specialista otorinolaringoiatra. Ad ogni modo, anche se la risposta fosse affermativa, credo che le si sia instaurato anche un disagio psicologico, associabile ad un tratto ossessivo. Mi sono capitati casi simili. Se poi la risposta dell'otorino fosse negativa, vale a maggior ragione quanto sopra ( per cui sarebbe solo un problema psicologico senza una base organica) . Si rivolga ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Cordiali saluti
Gentile utente, escluda per prima cosa le cause di tipo organico con il suo medico.
Una volta accertato che non ve ne siano è possibile ipotizzare la presenza di una componente ansiosa che potrà essere approfondita con una accurata consulenza psicologica.
Un cordiale saluto
Dr.ssa Patrizia De Sanctis
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Una volta accertato che non ve ne siano è possibile ipotizzare la presenza di una componente ansiosa che potrà essere approfondita con una accurata consulenza psicologica.
Un cordiale saluto
Dr.ssa Patrizia De Sanctis
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Salve. I sintomi derivanti dall'ansia possono essere molteplici. Come suggerito indaghi prima le cause organiche, poi permettendo la metafora, con uno psicoterapeuta, può avere la possibilità di capire "cosa deve sempre mandar giù". Le auguro di tornare a stare bene presto.
Salve,
la prima cosa da fare sono accertamenti di natura medica che possano escludere problematiche di natura organica.
Una volta fatto questo, potrebbe prendere in considerazione un consulto con uno psicologo. Potrebbe cosi approfondire anche le ragioni per le quali in questo momento le si presenta questa manifestazione sintomatica e che funzione sta assumendo all'interno della sua vita.
Spesso il corpo diviene bersaglio della mente, soprattutto quando ci sono delle difficoltà emotive nella gestione di eventi o esperienze che in qualche modo ci hanno segnato.
Dovesse aver bisogno non esiti a contattarmi.
Un caro Saluto
Dott. Diego Ferrara
la prima cosa da fare sono accertamenti di natura medica che possano escludere problematiche di natura organica.
Una volta fatto questo, potrebbe prendere in considerazione un consulto con uno psicologo. Potrebbe cosi approfondire anche le ragioni per le quali in questo momento le si presenta questa manifestazione sintomatica e che funzione sta assumendo all'interno della sua vita.
Spesso il corpo diviene bersaglio della mente, soprattutto quando ci sono delle difficoltà emotive nella gestione di eventi o esperienze che in qualche modo ci hanno segnato.
Dovesse aver bisogno non esiti a contattarmi.
Un caro Saluto
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Carissimo, è bene che approfondisca il suo disturbo fisico con uno specialista. Mentre, per quanto riguarda l'ansia, si rivolga ad un terapeuta. La nostra mente e il nostro corpo sono intimamente connessi, si influenzano a vicenda, e quando il corpo "parla", manifesta sintomi di natura fisica che potrebbero indicare benissimo un disagio psicologico non ancora elaborato. E' quindi importante indagare su questi aspetti per ritrovare la sua serenità.
Un caro saluto Dr.ssa Claudia Sposini
Un caro saluto Dr.ssa Claudia Sposini
Buongiorno, ha fatto bene a fare accertamenti medici. Se il suo medico escluderá una causa organica al suo malessere, le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per poter risolvere ciò che le sta accadendo. Se ha bisogno rimango a sua disposizione.
Dott.ssa Federica Leonardi
Dott.ssa Federica Leonardi
Carissimo,
'Laringopatia da reflusso' e necessità di deglutire la saliva. Il medico laringoiatra oltre la diagnosi ti avrà, forse, consigliato un qualche trattamento. Personalmente, considerato che qualcuno ti ha parlato di ansia, posso farti fare delle osservazioni dal punto di vista psicosomatico come eventuale integrazione. Che cos'è che non riesci a mandare giù? O che vorresti mandare giù e che ti provoca un tremendo fastidio?
Evita di pensare in termini fisici e lascia spazio a immagini e fantasie personali attorno ai tuoi sintomi. Come sai la gola è il punto nel corpo in cui 'il fiato diventa voce' (attraverso le corde vocali) e l'atto del deglutire è un atto di controllo, dopo il quale qualsiasi cosa entri nel tubo digerente viene sottoposto a processi automatici di tipo involontario. Quindi da un lato considera qualche aspetto della tua via che riguarda l'espressione di te stesso (voce, suono) e dall'altro che a che fare con la tua capacità di controllo.
Considera ciò che ti ho detto come uno stimolo per continuare affrontare il tuo disagio non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico.
Buona continuazione
Gianni Dr. Battaglion
'Laringopatia da reflusso' e necessità di deglutire la saliva. Il medico laringoiatra oltre la diagnosi ti avrà, forse, consigliato un qualche trattamento. Personalmente, considerato che qualcuno ti ha parlato di ansia, posso farti fare delle osservazioni dal punto di vista psicosomatico come eventuale integrazione. Che cos'è che non riesci a mandare giù? O che vorresti mandare giù e che ti provoca un tremendo fastidio?
Evita di pensare in termini fisici e lascia spazio a immagini e fantasie personali attorno ai tuoi sintomi. Come sai la gola è il punto nel corpo in cui 'il fiato diventa voce' (attraverso le corde vocali) e l'atto del deglutire è un atto di controllo, dopo il quale qualsiasi cosa entri nel tubo digerente viene sottoposto a processi automatici di tipo involontario. Quindi da un lato considera qualche aspetto della tua via che riguarda l'espressione di te stesso (voce, suono) e dall'altro che a che fare con la tua capacità di controllo.
Considera ciò che ti ho detto come uno stimolo per continuare affrontare il tuo disagio non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico.
Buona continuazione
Gianni Dr. Battaglion
Buongiorno, se la visita specialistica non propone una spiegazione alla persistente necessità di deglutire, sì: l'origine può essere ciò che comunemente si chiama ansia.
Cordialmente,
SM
Cordialmente,
SM
Gentile le consiglio di escludere in ogni caso le cause organiche ed in seguito affidarsi ad un terapeuta. Saluti.
Buongiorno! Se lei ha questo fastidio è necessario procedere con tutte le visite adeguate consigliate dal medico curante. E' già emerso qualcosa da parte del suo otorino, proceda ad altri accertamenti. Solo quando fisiologicamente non ci sono disturbi, si può pensare che il problema sia ansia; nel qual caso il dottore di riferimento può essere uno psicoterapeuta. Spero di esserle stata utile.
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, è possibile che il nodo alla gola sia ansia. Se le é stata diagnosticata anche una laringopatia, può darsi che la sensazione scomparirà oppure no. La presenza dell'una, infatti, non esclude l'altra. Potrebbe quindi contattare uno psicoterapeuta per valutare la necessità di un eventuale percorso, in concomitanza con la cura per la laringopatia. Saluti
Salve, innanzitutto le vorrei dire che ha fatto bene a fare le visite mediche opportune.
A questo punto le consiglio di rivolgersi ad un professionista per capire come mai ha fastidio a deglutire. E' successo qualcosa in passato?
Buona giornata.
Dott. Fiori
A questo punto le consiglio di rivolgersi ad un professionista per capire come mai ha fastidio a deglutire. E' successo qualcosa in passato?
Buona giornata.
Dott. Fiori
Salve,
sono d'accordo con lei a strutturare gli opportuni interventi medici per escludere o confermare una potenziale causa organica.
Esclusa ogni altra condizione medica le suggerisco di contattare un professionista per comprendere la somatizzazione che descrive qui.
Un saluto,
MMM
sono d'accordo con lei a strutturare gli opportuni interventi medici per escludere o confermare una potenziale causa organica.
Esclusa ogni altra condizione medica le suggerisco di contattare un professionista per comprendere la somatizzazione che descrive qui.
Un saluto,
MMM
Quel sentire qualcosa in fondo alla gola può essere imputabile al reflusso laringofaringeo (bolo faringeo) come già confermato a seguito dalla visita otorinolaringoiatrica da lei effettuata, per questo dovrà affidarsi ad un otorino che le prescriverà la terapia più adatta da seguire.
Tutto ciò non esclude la presenza di uno stato ansioso anche perché il reflusso laringofaringeo si associa spesso a condizioni di ansia, tensione e forte stress. Qualora la terapia medica che seguirà per il trattamento del reflusso non porti risulti soddisfacenti nei prossimi mesi, tenga presente che la terapia va seguita per un periodo abbastanza lungo (da 2 a 6 mesi), sarà necessario rivolgersi ad uno psicologo per indagare su questi sintomi. A sua disposizione. Dott.ssa Monica D'Ettorre
Tutto ciò non esclude la presenza di uno stato ansioso anche perché il reflusso laringofaringeo si associa spesso a condizioni di ansia, tensione e forte stress. Qualora la terapia medica che seguirà per il trattamento del reflusso non porti risulti soddisfacenti nei prossimi mesi, tenga presente che la terapia va seguita per un periodo abbastanza lungo (da 2 a 6 mesi), sarà necessario rivolgersi ad uno psicologo per indagare su questi sintomi. A sua disposizione. Dott.ssa Monica D'Ettorre
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buongiorno, da quanto lei spiega ha già una diagnosi medica. La sua continua necessità di deglutire potrebbe essere associata al fastidio che sente, e diventa quasi un disturbo ossessivo. Ha mai provato con la meditazione o con qualche attività che l'aiuti a spostare l'attenzione dal disturbo?
Cordiali saluti.
Dott.ssa Sara Rocco
Cordiali saluti.
Dott.ssa Sara Rocco
Gentile Utente,
capisco quanto possa essere fastidioso e preoccupante convivere per mesi con una sensazione fisica così persistente come quella che descrive. Il bisogno continuo di deglutire e la percezione di avere “qualcosa in gola” sono esperienze che, anche se non dolorose, possono diventare fonte di grande disagio, soprattutto quando non se ne comprende del tutto l’origine.
Ha fatto bene a sottoporsi a una visita otorinolaringoiatrica: escludere o individuare eventuali cause organiche, come nel suo caso la laringopatia posteriore da reflusso, è sempre il primo passo importante. Allo stesso tempo, è assolutamente possibile che il corpo manifesti in questo modo anche una componente di tensione o ansia.
Le manifestazioni psicosomatiche – cioè quei sintomi fisici legati allo stress o a stati emotivi – non sono “solo nella testa”, ma reali espressioni del corpo che comunica un disagio. A volte, quando viviamo periodi di pressione, preoccupazione o tratteniamo emozioni, il corpo reagisce con segnali di allerta: tensione nella gola, respiro corto, nodo allo stomaco, palpitazioni… È un linguaggio diverso, ma molto preciso.
Nel suo caso, il continuo deglutire può diventare un meccanismo automatico, un modo inconsapevole per cercare sollievo o controllo su una sensazione interna che genera ansia. È un circolo che spesso si autoalimenta: più si percepisce il fastidio, più ci si concentra su di esso, e più aumenta la tensione che lo mantiene.
Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio cosa sta comunicando il suo corpo, e a ridurre progressivamente il disagio attraverso tecniche di rilassamento, consapevolezza corporea e gestione dell’ansia. Spesso, quando si lavora sulla componente emotiva e sulla risposta allo stress, anche i sintomi fisici tendono ad attenuarsi fino a scomparire.
Sta già facendo molto prendendosi cura di sé e cercando risposte. Con il giusto supporto, potrà imparare a ritrovare serenità e a sentire di nuovo il suo corpo come un alleato, non come una fonte di allarme.
Un saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
capisco quanto possa essere fastidioso e preoccupante convivere per mesi con una sensazione fisica così persistente come quella che descrive. Il bisogno continuo di deglutire e la percezione di avere “qualcosa in gola” sono esperienze che, anche se non dolorose, possono diventare fonte di grande disagio, soprattutto quando non se ne comprende del tutto l’origine.
Ha fatto bene a sottoporsi a una visita otorinolaringoiatrica: escludere o individuare eventuali cause organiche, come nel suo caso la laringopatia posteriore da reflusso, è sempre il primo passo importante. Allo stesso tempo, è assolutamente possibile che il corpo manifesti in questo modo anche una componente di tensione o ansia.
Le manifestazioni psicosomatiche – cioè quei sintomi fisici legati allo stress o a stati emotivi – non sono “solo nella testa”, ma reali espressioni del corpo che comunica un disagio. A volte, quando viviamo periodi di pressione, preoccupazione o tratteniamo emozioni, il corpo reagisce con segnali di allerta: tensione nella gola, respiro corto, nodo allo stomaco, palpitazioni… È un linguaggio diverso, ma molto preciso.
Nel suo caso, il continuo deglutire può diventare un meccanismo automatico, un modo inconsapevole per cercare sollievo o controllo su una sensazione interna che genera ansia. È un circolo che spesso si autoalimenta: più si percepisce il fastidio, più ci si concentra su di esso, e più aumenta la tensione che lo mantiene.
Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio cosa sta comunicando il suo corpo, e a ridurre progressivamente il disagio attraverso tecniche di rilassamento, consapevolezza corporea e gestione dell’ansia. Spesso, quando si lavora sulla componente emotiva e sulla risposta allo stress, anche i sintomi fisici tendono ad attenuarsi fino a scomparire.
Sta già facendo molto prendendosi cura di sé e cercando risposte. Con il giusto supporto, potrà imparare a ritrovare serenità e a sentire di nuovo il suo corpo come un alleato, non come una fonte di allarme.
Un saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
Buongiorno, grazie per aver condiviso ciò che sta vivendo, perché si percepisce chiaramente quanto questo fastidio sia diventato invasivo e quanto stia occupando spazio nella sua quotidianità. Quando un sintomo è continuo, presente durante la giornata e difficile da ignorare, è naturale iniziare a preoccuparsi, a controllarlo sempre di più e a chiedersi se non ci sia qualcosa che non va. La sensazione di dover deglutire continuamente o di avere qualcosa in gola può diventare davvero molto stressante, soprattutto perché riguarda un gesto automatico che normalmente non dovrebbe richiedere attenzione. È importante partire da un punto. Il fatto che le abbiano parlato di ansia non significa che qualcuno stia dicendo che “è tutto nella sua testa” o che ciò che prova non sia reale. Corpo e mente funzionano insieme molto più di quanto spesso immaginiamo. Lei ha ricevuto una diagnosi legata al reflusso, quindi esiste una componente fisica concreta che può creare irritazione e sensazioni fastidiose alla gola. Allo stesso tempo però può accadere che, una volta che quella zona diventa sensibile o dolorante, l’attenzione si concentri sempre di più proprio lì. Più ci si accorge della saliva, della gola o del bisogno di deglutire, più il cervello mantiene attivo il segnale. Molte persone raccontano qualcosa di simile con altri sintomi corporei. All’inizio c’è una causa precisa, poi subentra una sorta di ipervigilanza. Si controlla continuamente se la sensazione è ancora presente, si prova a liberarsene deglutendo, e paradossalmente proprio quel tentativo di risolvere il fastidio lo mantiene vivo. Deglutire diventa una risposta automatica alla tensione o alla paura che quella sensazione aumenti. Non è una scelta volontaria e nemmeno un segno di debolezza, è un meccanismo che il cervello mette in atto per proteggersi. Un altro aspetto che spesso sorprende è che non serve percepirsi come persone ansiose per avere una risposta ansiosa del corpo. L’ansia non è soltanto agitazione evidente o pensieri catastrofici. A volte si manifesta sotto forma di tensione fisica, attenzione costante a una parte del corpo o difficoltà a “lasciare andare” una sensazione. Può comparire anche in periodi della vita in cui apparentemente tutto procede normalmente. Può essere utile iniziare a osservare cosa accade nei momenti in cui il fastidio aumenta. Molte persone notano che peggiora quando ci si concentra su di sé, quando si è fermi, davanti al telefono o al computer, oppure quando si controlla volontariamente la gola per capire se il problema c’è ancora. Al contrario, durante attività coinvolgenti o momenti in cui l’attenzione è completamente altrove, il sintomo tende almeno un po’ a ridursi. Questo non significa che sia immaginario, ma che l’attenzione ha un ruolo molto potente nel modulare le sensazioni corporee. Provare gradualmente a interrompere il controllo continuo può aiutare. Non forzandosi a non deglutire, perché sarebbe impossibile e frustrante, ma iniziando a spostare l’attenzione su ciò che sta facendo, sul respiro naturale o su ciò che accade intorno. Anche accettare per qualche minuto la presenza della sensazione senza reagire immediatamente può insegnare al corpo che non è un segnale di pericolo. Un passaggio importante riguarda anche la tranquillità nel chiedere supporto psicologico se sente che questo fastidio sta diventando centrale nella sua vita. Non perché il problema sia “solo ansia”, ma perché quando corpo e mente iniziano a influenzarsi a vicenda lavorare su come si reagisce alle sensazioni fisiche può fare una grande differenza nel ridurne l’intensità e la frequenza. Non sta esagerando e non è solo in questa esperienza. Molti sintomi persistenti diventano meno invadenti proprio quando si smette di combatterli continuamente e si impara a cambiare il rapporto con le sensazioni corporee. Con il giusto accompagnamento è possibile ritrovare una maggiore serenità anche rispetto a questo fastidio. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Salve,
quello che descrive è un sintomo molto fastidioso e comprensibilmente preoccupante, soprattutto quando è continuo e difficile da controllare.
Nel suo caso è importante partire da un dato concreto: la diagnosi di laringopatia posteriore da reflusso. Questa condizione è spesso associata proprio a sensazioni come corpo estraneo in gola, bisogno frequente di deglutire, “nodo alla gola” o necessità di schiarirsi la voce. Quindi sì, una base organica è presente e può spiegare almeno in parte ciò che sente.
Allo stesso tempo, la letteratura e la pratica clinica mostrano come, in situazioni simili, possa instaurarsi anche un circolo vizioso tra sintomo fisico e attenzione/ansia:
il reflusso crea una sensazione reale in gola
l’attenzione si focalizza su quella zona
aumenta la percezione del fastidio
si tende a deglutire più spesso
il gesto stesso mantiene e amplifica la sensazione
Questo non significa che “è tutto ansia”, ma piuttosto che fattori fisici e fattori psicologici possono interagire tra loro.
Il fatto che lei dica “non soffro di nulla” è importante, ma va considerato che l’ansia non sempre si manifesta in modo evidente : a volte può esprimersi proprio attraverso il corpo o attraverso un’iperattenzione a specifiche sensazioni corporee.
Cosa può essere utile fare:
seguire le indicazioni mediche per il reflusso (che rappresenta la base del problema)
evitare di controllare continuamente la deglutizione o “testare” la sensazione in gola
provare, quando possibile, a spostare l’attenzione altrove
osservare se il sintomo varia in base a momenti della giornata o situazioni che vive durante la giornata
Se il fastidio dovesse persistere o diventare invasivo, potrebbe essere utile anche un confronto con uno psicologo, proprio per lavorare su questo meccanismo di attenzione e mantenimento del sintomo.
In sintesi: è possibile che quello che prova abbia una componente organica (reflusso) e una componente funzionale legata al modo in cui il corpo e l’attenzione stanno reagendo. Intervenire su entrambi gli aspetti è spesso la strada più efficace.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Pesce.
quello che descrive è un sintomo molto fastidioso e comprensibilmente preoccupante, soprattutto quando è continuo e difficile da controllare.
Nel suo caso è importante partire da un dato concreto: la diagnosi di laringopatia posteriore da reflusso. Questa condizione è spesso associata proprio a sensazioni come corpo estraneo in gola, bisogno frequente di deglutire, “nodo alla gola” o necessità di schiarirsi la voce. Quindi sì, una base organica è presente e può spiegare almeno in parte ciò che sente.
Allo stesso tempo, la letteratura e la pratica clinica mostrano come, in situazioni simili, possa instaurarsi anche un circolo vizioso tra sintomo fisico e attenzione/ansia:
il reflusso crea una sensazione reale in gola
l’attenzione si focalizza su quella zona
aumenta la percezione del fastidio
si tende a deglutire più spesso
il gesto stesso mantiene e amplifica la sensazione
Questo non significa che “è tutto ansia”, ma piuttosto che fattori fisici e fattori psicologici possono interagire tra loro.
Il fatto che lei dica “non soffro di nulla” è importante, ma va considerato che l’ansia non sempre si manifesta in modo evidente : a volte può esprimersi proprio attraverso il corpo o attraverso un’iperattenzione a specifiche sensazioni corporee.
Cosa può essere utile fare:
seguire le indicazioni mediche per il reflusso (che rappresenta la base del problema)
evitare di controllare continuamente la deglutizione o “testare” la sensazione in gola
provare, quando possibile, a spostare l’attenzione altrove
osservare se il sintomo varia in base a momenti della giornata o situazioni che vive durante la giornata
Se il fastidio dovesse persistere o diventare invasivo, potrebbe essere utile anche un confronto con uno psicologo, proprio per lavorare su questo meccanismo di attenzione e mantenimento del sintomo.
In sintesi: è possibile che quello che prova abbia una componente organica (reflusso) e una componente funzionale legata al modo in cui il corpo e l’attenzione stanno reagendo. Intervenire su entrambi gli aspetti è spesso la strada più efficace.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Pesce.
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