problemi di erezione con mia moglie ho consultato l'andrologo

problemi di erezione con mia moglie ho consultato l'andrologo

25 risposte


Gentilissimo, se ha consultato un andrologo e non ha aggiunto ora informazioni in merito, presumo che non siano emerse problematiche fisiche legate alla difficoltà riferita. Per poterle essere di maggiore aiuto su questa piattaforma sarebbe utile conoscere: il tipo di rapporto che ha con sua moglie (da quanto è sposato, come funziona la quotidianità, come funziona la comunicazione), da quanto ha questa difficoltà, se ci sono situazioni in particolare che premono in questo momento. Riflettendo su tutto questo, le consiglio di rivolgersi di persona ad un Sessuologo poiché professionista più appropriato alla sua esigenza. Le auguro in bocca al lupo

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Buongiorno. Concordo con la collega. Immagino dalla brevità della sua richiesta che non sia semplice affrontare il tema, ma se l'andrologo ha escluso fattori organici sarà di tra origine la difficoltà di cui parla


Gentile utente. Concordo anch'io con le mie colleghe. E' opportuno recarsi ad un psicoterapeuta che sia anche sessuologo per poter trovare una soluzione a questo tipo di problematica. Cordialmente. Dott. Emiliano Tavanxhiu

Dott. Emiliano Tavanxhiu

Dott. Emiliano Tavanxhiu

psicoterapeuta

Borgo San Lorenzo

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Buongiorno. Se l'andrologo non ha riscontrato problematiche di competenza medica si suggerisce di rivolgersi a un/una sessuologo/a per trovare la soluzione più indicata. Saluti.


Buongiorno, in assenza di patologie organiche, la soluzione è rivolgersi ad uno psicoterapeuta della sua zona che tratti questo genere di disturbi. dott Tealdi


Gentile signore, a seguito del consulto andrologico, che Lei giustamente ha fatto, se non emergono cause organiche specifiche l'indicazione è quella della consulenza sessuologica - o della terapia sessuologica vera e propria. Le difficoltà di erezione possono avere molteplici cause (organiche, psicogene) e molteplici modalità di emersione (congenite, acquisite, specifiche per situazioni). Solitamente queste caratteristiche non sono mai isolate o univoche: è un insieme di fattori, che insieme, concorrono a creare, esacerbare, mantenere il problema. Un consulto sessuologico permette di raccogliere la storia della difficoltà, il grado di severità, i contesti e i momenti in cui si verifica, e i fattori psicologici che la accompagnano. Non è detto che anche la Sua partner non venga coinvolta, se il collega lo ritiene opportuno. Insieme al collega valuterete nel Suo caso specifico come proseguire. In bocca al lupo, cordialmente. DMP


Buongiorno! Se l'andrologo non riscontrasse qualcosa di organico e gli esami generali sono tutti a posto, dovrebbe rivolgersi ad un sessuologo. Saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

psicologo

Casalecchio di Reno

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La sessualità è un mondo, un campo delicato in cui si giocano variabii fisiche, emotive e soprattutto relazionali. Per gli uomini il primo segno di disagio in ques'area si manifesta con problei di erezione o di iaculazione precoce. Il primo passaggio dovrebbe essere sempre quello di rivolgersi ad un andrologo per una diagnosi differenziale che escluda patologie organiche. Il secono momento, ugualmente importante e significativo, è incontrare uno psicoterapeuta per dare senso e valore al disagio che si esprime con un sintomo fisico che non è solo personale, ma che riguarda la dinamica di coppia.


Gentilissimo, se non a risolto rivolgendosi a un andrologo le suggerisco di rivolgersi a un terapeuta perchè la sua difficoltà potrebbe essere di natura psicologica e non fisica. d.ssa Pàmela Arrais


Salve la prima cosa da fare è escludere condizioni medico generali. Una volta escluso queste iniziare un percorso psicoterapico volto ad elaborare le problematiche psichiche alla base del disturbo. Cordiali saluti


Assodato che oltre alla visita andrologica non siano presenti altre patologie sistemiche importanti quali diabete, malattie cardiovascolari, ipertensione, sarebbe opportuno che lei si rivolgesse ad uno psicoterapeuta e sessuologo per aiutarla a elaborare altri tipi di problemi di origine psicologica. Cordiali saluti


Buongiorno, sicuramente la consultazione di un medico con specifiche competenze aiuta ad escludere fattori organici, cosa che rende l'iniziativa un passaggio necessario. Unire la consulenza medica a un buon supporto psicologico, a questo punto, rappresenterebbe una buona occasione per aumentare le possibilità di ritrovare una vita sessuale appagante. Un caro saluto Guido Rutili

Dott. Guido Rutili

Dott. Guido Rutili

psicologo clinico

Firenze

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Gentile utente, qualora l’andrologo non dovesse aver riscontrato problematiche di natura organica, risulterebbe opportuno raccogliere l’occasione emersa col sintomo per acquisire maggior consapevolezza di sé attraverso un percorso psicoterapico. Un caro saluto. Roberto Lucchetta


Buongiorno, sia che lei abbia riscontrato cause organiche o meno, è importante affiancare un percorso terapeutico per lavorare sulle eventuali insicurezze e ripercussioni a livello di autostima, relazione e per aiutarla ad evitare una eventuale ansia anticipatoria. Un caro saluto, Dott.ssa Stocco


Gentile Utente, aver effettuato un controllo andrologico è stato il modo corretto di affrontare il problema. Qualora il consulto abbia dato esito negativo, ovvero il medico non abbia riscontrato alcuna implicazione organica, allora prenda contatto con uno psicoterapeuta per mettere le mani sulla dimensione psicologica di questa difficoltà. Nei problemi di erezione, tipicamente, sugli episodi di scarso funzionamento si va ad innestare la paura continua del fallimento, generando un problema a sé stante che deve essere trattato. Un caro augurio di buona fortuna


Buongiorno. Avendo consultato l'andrologo, desumo che lei stia facendo tutto il percorso per escludere problematiche di tipo fisiologico. E' opportuno escludere un'eziologia di tipo fisico per poter successivamente "affrontare" il problema da un punto di vista psicologico. Se la causa è infatti psicologica, il percorso da seguire è con uno psicoterapeuta sessuologo. Un caro saluto Dott.ssa De Francesco


Salve, oltre all'andrologo sarebbe comunque utile che lei consultasse anche uno psicologo per valutare le ripercussioni che un disturbo dell'erezione crea, sia per identificare qualche eventuale fattore psicologico che causa o mantiene il suo problema. Le auguro il meglio


Buonasera, oltre ad indagare una possibile causa organica, rivolgendosi ad un medico/andrologo, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di psicoterapia. La mancata erezione può causare una serie di problematiche psicologiche sia individuali sia di coppia che non devono essere trascurate, soprattutto quando il problema non trova una soluzione nell'immediato e si protrae nel tempo. Un saluto. Dott. Marenco Simone


Buongiorno, assicurarsi che non ci siano problematiche di origine organica mi sembra un primo passo importante, tuttavia se ha posto qui questa "domanda" mi viene il dubbio che forse non sia molto convinto della sua decisione di rivolgersi ad un andrologo; se cosi fosse, le chiedo quindi, perché questa incertezza? Pensa che ci sia una motivazione diversa? E' accaduto qualcosa che glielo fa pensare? Un cordiale saluto Dr.ssa Patrizia De Sanctis


Salve, qual è stata la risposta? Problema di natura fisica o psicologica? Buona giornata. Dott Fiori


Salve, esclusa altra causa medica le conviene rivolgersi a un professionista per una consulenza psicologica. Un saluto, MMM


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Gentile utente, una visita andrologica è un ottimo punto di partenza, escluse eventuali cause organiche potrà successivamente intraprendere un percorso sessuologico o psicoterapeutico ed occuparsi della problematica. Cordiali saluti Dott. Daniele Gallucci


La ringrazio per aver condiviso una difficoltà così delicata. Il fatto che abbia già consultato un andrologo è un passo importante: consente di escludere o chiarire eventuali cause organiche. Quando gli accertamenti medici non evidenziano problematiche significative, le difficoltà di erezione possono essere legate a fattori emotivi e relazionali: ansia da prestazione, timore del giudizio, cambiamenti nel rapporto di coppia, stress o momenti di particolare pressione personale. Spesso il sintomo diventa un circolo vizioso: più si teme che si ripresenti, più aumenta la probabilità che accada. In questi casi può essere utile uno spazio psicologico in cui esplorare con maggiore profondità cosa sta accadendo, non solo sul piano sessuale ma anche nella relazione con Sua moglie e nel momento di vita che sta attraversando. Intervenire su questi aspetti consente di lavorare sulle cause, non solo sull’effetto. Se lo desidera, possiamo valutare un primo colloquio conoscitivo, anche online.


Salve, comprendo il disagio che può provare nel vivere delle difficoltà di erezione all'interno della relazione con sua moglie, soprattutto se ha già cercato un confronto con un andrologo senza ottenere le risposte o i miglioramenti che sperava. Quando una problematica coinvolge la sfera sessuale, è molto frequente che non si limiti all'aspetto fisico, ma finisca per toccare profondamente l'autostima, il senso di sicurezza personale e il modo in cui ci si percepisce come partner. Molte persone, quando si verificano episodi ripetuti di difficoltà erettiva, iniziano inconsapevolmente a vivere il rapporto intimo come una prova da superare. Si crea una sorta di attenzione costante al proprio funzionamento, al timore che il problema si ripresenti, alla paura di deludere il partner o di sentirsi inadeguati. Più aumenta questa preoccupazione, più il corpo tende a entrare in uno stato di tensione che può interferire con la spontaneità e con il naturale coinvolgimento emotivo e sessuale. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, spesso diventa importante comprendere non soltanto cosa accade durante il rapporto, ma anche quali pensieri, aspettative ed emozioni lo precedano. Talvolta la mente si riempie di dubbi, autocritiche, timori di fallire o convinzioni negative su sé stessi che finiscono per mantenere il problema nel tempo. Non perché la persona lo voglia, ma perché entra in un circolo vizioso in cui la paura della difficoltà contribuisce ad alimentare la difficoltà stessa. È anche importante considerare che la sessualità all'interno di una relazione di lunga durata non dipende esclusivamente dall'eccitazione fisica. Entrano in gioco la serenità personale, la qualità della comunicazione con il partner, il livello di stress quotidiano, le preoccupazioni, il rapporto con il proprio corpo e il modo in cui si interpreta ciò che sta accadendo. Per questo motivo, quando gli accertamenti specialistici non riescono a spiegare completamente il problema o non portano ai risultati sperati, può essere utile ampliare lo sguardo e interrogarsi su tutti gli aspetti che ruotano attorno alla situazione. Le suggerirei di non interpretare questa difficoltà come una prova del suo valore personale o della sua capacità di essere un buon marito o un buon partner. Spesso chi vive queste esperienze tende a giudicarsi con estrema severità, aumentando ulteriormente la pressione che sente addosso. Se questa situazione va avanti da tempo e le provoca sofferenza, potrebbe essere utile valutare un percorso psicologico che le permetta di comprendere meglio i meccanismi che si attivano nei momenti di intimità e il significato che attribuisce a ciò che accade. Molto spesso il primo obiettivo non è "forzare" una soluzione immediata, ma comprendere il funzionamento del problema, le emozioni coinvolte e le modalità con cui viene alimentato nel tempo. Questa consapevolezza rappresenta spesso un passaggio importante verso un maggiore benessere. Il fatto che abbia già cercato aiuto dimostra che non si sta arrendendo alla situazione. A volte, quando una difficoltà persiste, può essere utile affiancare alla valutazione medica anche uno spazio dedicato alla comprensione degli aspetti psicologici e relazionali che possono contribuire a mantenerla. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.