Prendo un ansiolitico da 18 mesi post lutto materno non accettato come neppure il fraterno 10 anni f
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Prendo un ansiolitico da 18 mesi post lutto materno non accettato come neppure il fraterno 10 anni fa. Troppa roba nella mia psiche, responsabilità, eventi non smaltiti del passato, incertezza e timore del presente e futuro, non lavoro dopo aver fatto caregiver di mamma, un padre invalido che non sa aiutarmi, non sono mai riuscita a piangere bene e davvero perchè mi blocca la paura di star male e che non sa che fare. Io ho usato tutta la vita la mente come difesa, il dialogo per proteggermi o darmi forza, visto che sempre madre e genitore sono stata e mai figlia. Ho avuto mille sintomi di ansia, ho fatto psicoterapie poi finite o sospese perché non erano adatte, e credo in essa comunque. Credevo di aver imparato a dialogare col mio io, del resto molta solitudine pure. Pochi amici ognuno con propria vita e traevo forza nella mia testa per sopportare, andare avanti. Poi 18 mesi dopo un calvario in ospedale di 7 mesi, mamma va via.. Ed inizia mio padre con suoi problemi fisici.. Non ho mai staccato dai problemi e lutti e brutte cose in 15anni. Dopo una estate brutta, 9 mesi di amrnorrea, ho 48 anni, pensare alla mia salute che ha avuto anemia, e poi pare un problema metabolico che mio fratello trascurò e poi ebbe l' epilogo ed io controllo con visite ma mi da ansia. Sempre sola. Negli anni quando esercitavo ipercontrollo dei miei pensieri, mi guardavo da fuori, pure se guardo TV o altro, ti pare che gli occhi della mente, così li chiamo, siano solo su te stessa dandoti un brutto disagio, dicevo post psicoterapia, che stavo controllandomi da un eccesso di ansia per x o y motivi. E si abbassava e superavo spezzavo l ipercontrollo. Da 20 gg mi è aumentata angoscia che prima era ansia per motivi concreti, ho iniziato una terapia psicologica da 2 sedute, mi impegno e voglio stare bene, ho capito che devo accettare e risolvere la paura della morte e follia.. E di colpo 2 gg da ho realizzato che mamma non ci sta più, come senso di vuoto profondo. Mai successo in 18 mesi. Mi sento cambiata, ma con una parte di me o piu parti che non so integrare. So di avere un mondo di roba non elaborata, ma ecco che nonostante sappia ragionare, il sintomo ipercontrollo di me, gli occhi della mente suddetti, si è riattivato. E non ne posso più. La psicoterapia non è immediata. Non ho bacchette magiche. Lo xanax lo prendo al bisogno e forse non va bene, l antidepressivi ne ho terrore..perche io questa settimana, 10 gg ho aumentato fame di vita, e provo a fare cose per distrarmi.. Riesco pochi minuti a farlo.. O se piango in modo non frenato, abbasso l. Ipercontrollo ma dura poco. Perché ora non riesco a dirmi.. Ok ti stai osservando da fuori, controlli, hai ansia e passerà?perche non so stare sola coi miei pensieri e il mio io se l ho fatto tutta la vita? Stanotte top del malessere, un iperiper controllo, avrei sempre voglia di sentire il mio psicoterapeuta, o di qualcosa che mi spezzasse queste sensazioni.. Perché ora che so che devo far uscire il dolore di anni, che ho iniziato la psicoterapia, che voglio imparare a vivere... Non so più gestire? Non voglio impazzire e sono stanca di dire sta frase, ma ve lo giuro guadare tutto e sentire che guardi te mentre guardi il mondo intorno e non spezzi è angosciante. Vi prego a parte il suggerimento farmaci strani ecc, che non ho forza di prenderli, mi dite perché non so più stare con me questi gg? Perché non basta dirmi che sto ansiosa e mi controllo per depotenziarlo medesimo controllo? Cosa non va più in me? Io sono pronta a passare in mezzo allo tsunami, né ho avuto molti ma questo è il più grande e brutto perché dopo mamma, ho solo smarrimento.. Non ho parenti fidanzati ecc.. Io devo contare su di me.. Sull uso mentale ma non deleterio. Ditemi che si riesce a superare tutto ciò... Ho bisogno di rassicurazioni. Ne ho date agli altri e a me non so farlo.. Nessuno può sostituirsi alla ns consapevolezza ecc ma io ora vorrei spegnere la mente e trovare serenità. Che mi sta accadendo e come risolvo? Grazie da do che non molla ma è sfiancata.
buongiorno,
non mi è chiaro se lei sta continuando la psicoterapia.
posso dirle però che dopo le esperienze sofferenti che ha vissuto è normale ora sentire questa forte angoscia. dopo un estremo ipercontrollo, la sofferenza bussa e si manifesta con diverse facce. è importante che continui la terapia, che utilizzo quello spazio come momento in cui sostare e nominare quell'angoscia. sarà difficile e ci saranno dei momenti duri, ma non molli, perché saranno quelli a portarla alla risoluzione dei suoi problemi.
non mi è chiaro se lei sta continuando la psicoterapia.
posso dirle però che dopo le esperienze sofferenti che ha vissuto è normale ora sentire questa forte angoscia. dopo un estremo ipercontrollo, la sofferenza bussa e si manifesta con diverse facce. è importante che continui la terapia, che utilizzo quello spazio come momento in cui sostare e nominare quell'angoscia. sarà difficile e ci saranno dei momenti duri, ma non molli, perché saranno quelli a portarla alla risoluzione dei suoi problemi.
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Salve. Quando si può affrontare la sofferenza che lei descrive, vuol dire che si è pronti ad affrontarla, si è abbastanza forti per affrontarla. Continui con la psicoterapia e si fidi di se stessa e del suo dolore, pan piano può sentirlo e affrontarlo, man mano che può viverlo in modo più forte, troverà la possibilità di liberarsene ed integrarlo. È l'unico modo per superarlo: viverlo.
Le ripeto, più diventa forte, più può vivere il dolore. Stia tranquilla, va bene così. Distinti saluti.
Le ripeto, più diventa forte, più può vivere il dolore. Stia tranquilla, va bene così. Distinti saluti.
Buonasera, non si fermi assolutamente. Due sedute di psicoterapia sono pochine ma l@'importante che abbia iniziato. Sono curiosa dell'approccio psicoterapia che ha intrapreso, ma qualunque sia va bene. Si affidi! Buon cammino saluti dott.ssa Maria Lombardo
Buonasera. Il mio suggerimento è di continuare a confrontarsi con il suo psicoterapeuta e di continuare ad impegnarsi nel lavoro personale che ha intrapreso, con la fiducia che potrà affrontare, con il tempo necessario, il proprio dolore e le proprie problematiche nel miglior modo possibile. È chiaro che sta impiegando molta forza nel cercare di superare la propria sofferenza, e questa determinazione sembra essere una qualità molto preziosa al fine di migliorare il proprio benessere e la qualità della propria vita. Un saluto e in bocca al lupo, Dott. Felice Schettini
Buongiorno,
leggendo la sua mail ho percepito molta paura ed angoscia ma anche determinazione e forza di volontà per reagire ed iniziare a prendersi cura di sè stessa. Lei ha iniziato un percorso di psicoterapia e deve avere fiducia in questo cammino e non mollare. Eventualmente può pensare a seguire un breve percorso di training autogeno o di tecniche di rilassamento che possono aiutare ad abbassare il livello di arousal (ansia) e permetterle di affrontare le difficoltà delle vita quotidiana e mantenere in equilibrio il suo stato fisiologico e psicologico.
Se ha altre domande può scrivermi privatamente e sarò disponibile a darle ulteriori indicazioni che non disturbano la terapia che ha già iniziato e che non deve mollare.
Dott.ssa Letizia Muzi
leggendo la sua mail ho percepito molta paura ed angoscia ma anche determinazione e forza di volontà per reagire ed iniziare a prendersi cura di sè stessa. Lei ha iniziato un percorso di psicoterapia e deve avere fiducia in questo cammino e non mollare. Eventualmente può pensare a seguire un breve percorso di training autogeno o di tecniche di rilassamento che possono aiutare ad abbassare il livello di arousal (ansia) e permetterle di affrontare le difficoltà delle vita quotidiana e mantenere in equilibrio il suo stato fisiologico e psicologico.
Se ha altre domande può scrivermi privatamente e sarò disponibile a darle ulteriori indicazioni che non disturbano la terapia che ha già iniziato e che non deve mollare.
Dott.ssa Letizia Muzi
Gentile utente di mio dottore,
la invito a continuare la psicoterapia intrapresa al fine di poter elaborare le angosce legate a tutta la sofferenza che ha dovuto affrontare nella sua vita. Nel tempo troverà le risorse e gli strumenti per venirne fuori e guardare alla sua esistenza con maggiore fiducia e serenità. Non si arrenda mi raccomando, ne vale della sua vita.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
la invito a continuare la psicoterapia intrapresa al fine di poter elaborare le angosce legate a tutta la sofferenza che ha dovuto affrontare nella sua vita. Nel tempo troverà le risorse e gli strumenti per venirne fuori e guardare alla sua esistenza con maggiore fiducia e serenità. Non si arrenda mi raccomando, ne vale della sua vita.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Salve signora, ha ben descritto il dolore che l'accompagna da anni e gli espedienti adottati per resistere. Cosa dire se non che, aver deciso di andare a lavorare su, come lei stessa ha scritto: "un mondo di roba non elaborata" è una buona decisione. Si dia il giusto tempo e si incammini, con la guida del suo terapeuta, a tollerare la sofferenza della perdita per poter arrivare un pò alla volta ad accettare e integrare l'assenza delle persone amate. Vedrà che in questo modo potrà concedersi una ripartenza.
Salve, comprendo benissimo il momento che sta passando e il suo desiderio di " lasciarsi andare" . Tuttavia la parte razionale di lei la sta indirizzando verso la risoluzione dei problemi che non la fanno vivere bene. La terapia è un ottimo strumento per trovare il suo equilibrio e non fa nulla che gli altri percorsi intrapresi non le abbiano dato i risultati aspettati. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Salve
Comprendo bene le sue difficoltà e grazie per aver condivido la sua storia
Continui il suo percorso psicoterapeutico con fiducia
Cordiali Saluti
Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Comprendo bene le sue difficoltà e grazie per aver condivido la sua storia
Continui il suo percorso psicoterapeutico con fiducia
Cordiali Saluti
Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Buonasera,continui con il suo terapeuta ,so che i tempi sono lunghi ,ma ne vale la pena.Chieda il parere di un bravo medico psichiatra per una terapia farmacologica mirata Un caro augurio Dottssa Luciana Harari
Buonasera, mi è rimasta impressa una frase del suo racconto, forse un refuso... "10 gg ho aumentato fame di vita". Mi sembra che il tema sia proprio questo: una grande fame di vita, che forse deriva da una grande astinenza. E la paura di non saper gestire questo troppo di vita. Sta facendo bene ad aver intrapreso una psicoterapia, quello è lo spazio giusto in cui prendere dimestichezza con il suo troppo di vita. Suggerisco, in contemporanea, anche un'attività fisica ricreativa e rigenerante per fare amicizia con il suo corpo e con la sua fame di vita. Io sono danzaterapeuta e se avrà curiosità della danzaterapia potrà contattarmi mandandomi una mail. Si affidi alla sua fame, si può imparare a sfamarsi senza dovere saturarsi di cibo o di privazione. Buon cammino
Buongiorno, quello che scrive mi tocca molto, lo sento... È riuscita a fare arrivare molto bene ciò che prova. Chiede rassicurazioni, mi sento di darle rassicurazioni. Dalle sue paure emerge chiara la sua sofferenza, il senso di smarrimento e la sua solitudine, ma emerge altrettanto chiaramente la sua voglia di vivere e di lasciare andare tutti i pesi portati fino ad oggi.
Continui con la sua terapia e con la voglia di vivere, attraversi il tunnel con lo tsunami in corso e vedrà che troverà un bel mare e la luce del sole
Un saluto
Claudia m
Continui con la sua terapia e con la voglia di vivere, attraversi il tunnel con lo tsunami in corso e vedrà che troverà un bel mare e la luce del sole
Un saluto
Claudia m
Buongiorno… Intanto ci tengo a complimentarmi con lei per i carichi che è riuscita a tenere sulle spalle per anni! Adesso sta male… forse deve andare così! Finalmente ha cura anche per il suo malessere oltre che per quello altrui… Il tempo nel suo caso gioca un ruolo importantissimo… Si! Mi sento di rassicurarla! Da quanto leggo è in un pieno lutto e sta affrontando la situazione con una psicoterapia… Tenga duro! Tutto arriva al punto a chi sa attendere…
Buongiorno, io credo che tenere tutto sulle proprie spalle nella vita possa pesare al tal punto che poi inevitabilmente ci sia il crollo. La possibilità che sta dando a se se stessa di condividere la sua sofferenza, appoggiandosi a qualcuno per la prima volta con la psicoterapia, la farà stare sicuramente meglio. Buona fortuna!!
Buongiorno, quando si da molto, troppo ad altri, perchè è necessario, per cuore, perchè lo ha valuto, si può arrivare ad un punto in cui bisogna iniziare a dare a se stessi. Sia una mamma per se stessa; non guardi male ai farmaci, non esistono solo antidepressivi e alcune categorie potrebbero esserle di supporto in questo momento. Le dico questo perchè lavoro da 20 anni nell'ambito delle patologie organiche gravi e so cosa vivono i pazienti ed i familiari, prima e dopo un evento molto pesante emotivamente. Gessica DC
Gentile utente, credo che lei abbia ampiamente superato i suoi limiti, non può chiedere a se stessa di più. Giusta l'idea del percorso di psicoterapia. Le suggerirei un approccio psicodinamico, un professionista con il quale o con la quella sentirsi ascoltata, compresa e sostenuta. Scelga una persona calorosa che la faccia sentire al sicuro e la accompagni in questo caos di sentimenti patiti, per porre chiarezza. Vedrà che riuscirà ad aprirsi al mondo, a creare amicizie e chissà anche un compagno di vita. Ci vuole pazienza e perseveranza, ne ha avuto per gli altri ora ne deve avere per se stessa.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Stai vivendo un periodo difficile a causa di lutti non elaborati e stress accumulato nel tempo, e questo ha portato a un forte controllo mentale e ansia. La difficoltà di "stare con te stessa" e l'ipercontrollo sono segnali che la tua mente sta cercando di proteggerti dal dolore che non hai mai affrontato pienamente. La psicoterapia è un passo importante, anche se i risultati non sono immediati. È fondamentale accettare il dolore senza cercare di risolverlo subito e concederti momenti di vulnerabilità. Non sei sola in questo percorso; la pazienza e la consapevolezza ti aiuteranno gradualmente a superare la sofferenza. Abbi fiducia nel processo e nel supporto che stai ricevendo.
Buongiorno, i suoi dubbi sono legittimi. Una psicoterapia è consigliata perché, se da una parte "guarisce" gli stati d'animo che non la fanno stare bene, dall'altro "educa" alla consapevolezza e alla conoscenza di sé.
La conseguenza di questa "educazione" è che poi lei è in grado di fronteggiare tutto ciò che la vita ci riserva quotidianamente, in modo adeguato.
Se non trova riscontro con lo psicoterapeuta che sta frequentando o dovesse frequentare, conviene cambiare.
Ognuno ha un suo metodo di lavoro e non è detto che quel metodo vada bene per lei.
A disposizione per qualsiasi chiarimento, la saluto cordialmente.
dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
La conseguenza di questa "educazione" è che poi lei è in grado di fronteggiare tutto ciò che la vita ci riserva quotidianamente, in modo adeguato.
Se non trova riscontro con lo psicoterapeuta che sta frequentando o dovesse frequentare, conviene cambiare.
Ognuno ha un suo metodo di lavoro e non è detto che quel metodo vada bene per lei.
A disposizione per qualsiasi chiarimento, la saluto cordialmente.
dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
Cara, da quello che scrive si capisce che lei ha vissuto una serie di lutti e difficoltà importanti, si è presa cura dei suoi familiari mettendo da parte se stessa e tuttora si occupa di suo padre invalido, ha dovuto essere "forte" per reggere tutto questo e probabilmente per fare questo ha "sacrificato" delle parti di lei, delle emozioni, degli aspetti della sua vita che ora chiedono di essere riconosciute e vissute e generano una pressione interiore che può manifestarsi come ansia e angoscia. Mi sembra come se lei fosse una reduce di guerra e ora che la guerra è finita si sente smarrita e angosciata, è comprensibile e, come sa, deve darsi tempo per rielaborare tutto quello che ha vissuto, ricomporre il groviglio delle sue emozioni per poi sviluppare un nuovo progetto di vita. Abbia fede, riuscirà a superare tutto questo, da quello che scrive si capisce che lei ha una buona consapevolezza di sé, capacità di autoriflessione e sufficiente stabilità per riuscirci, non impazzirà e con la psicoterapia, prendendosi cura di sé, ricomponendo la sua vita, troverà la serenità. Un caro saluto
Comprendo profondamente il senso di sfinimento che descrive: è il peso di chi ha dovuto farsi pilastro per gli altri, rinunciando per troppo tempo al proprio diritto di essere figlia, di essere fragile e di essere accudita. Il dolore che prova oggi non è un segno di un suo crollo o di una perdita di capacità, ma è il corpo e la psiche che gridano il bisogno di depositare un carico diventato insostenibile dopo anni di "iper-presenza" e cura verso i suoi cari.
L’ipercontrollo che descrive, quella sensazione di osservarsi costantemente dall'esterno, è stato per anni il Suo fedele alleato, uno scudo mentale per non farsi travolgere dalle emergenze reali. Oggi questo meccanismo si è riattivato con forza perché, iniziando la psicoterapia e realizzando l'assenza di Sua madre, ha aperto una porta verso un mondo interno rimasto sigillato. Quel vuoto che avverte ora è il segnale che l'identità che si era costruita esclusivamente come "caregiver" sta mutando, lasciando spazio a una parte di Lei che chiede finalmente di esistere oltre il dovere.
La psicoterapia a orientamento psicodinamico e gruppoanalitico lavora proprio su questo: non per eliminare i suoi pensieri, ma per trasformare quel dialogo solitario in una relazione trasformativa. Il dolore che emerge non è follia, ma il primo vero contatto con la Sua storia e con i lutti non ancora pianti. È possibile uscire da questa tempesta imparando a non guardarsi più "dall'alto", ma a sentirsi "da dentro", integrando queste parti che oggi Le sembrano frammenti estranei.
La invito a dare tempo a questo nuovo percorso appena intrapreso, portando in seduta proprio questa urgenza e questo timore di perdere il controllo: è proprio lì, nel legame con il terapeuta, che potrà riscoprire una base sicura su cui poggiare, senza dover fare tutto da sola per la prima volta nella Sua vita.
Dottssa Giovanna Costanzo
L’ipercontrollo che descrive, quella sensazione di osservarsi costantemente dall'esterno, è stato per anni il Suo fedele alleato, uno scudo mentale per non farsi travolgere dalle emergenze reali. Oggi questo meccanismo si è riattivato con forza perché, iniziando la psicoterapia e realizzando l'assenza di Sua madre, ha aperto una porta verso un mondo interno rimasto sigillato. Quel vuoto che avverte ora è il segnale che l'identità che si era costruita esclusivamente come "caregiver" sta mutando, lasciando spazio a una parte di Lei che chiede finalmente di esistere oltre il dovere.
La psicoterapia a orientamento psicodinamico e gruppoanalitico lavora proprio su questo: non per eliminare i suoi pensieri, ma per trasformare quel dialogo solitario in una relazione trasformativa. Il dolore che emerge non è follia, ma il primo vero contatto con la Sua storia e con i lutti non ancora pianti. È possibile uscire da questa tempesta imparando a non guardarsi più "dall'alto", ma a sentirsi "da dentro", integrando queste parti che oggi Le sembrano frammenti estranei.
La invito a dare tempo a questo nuovo percorso appena intrapreso, portando in seduta proprio questa urgenza e questo timore di perdere il controllo: è proprio lì, nel legame con il terapeuta, che potrà riscoprire una base sicura su cui poggiare, senza dover fare tutto da sola per la prima volta nella Sua vita.
Dottssa Giovanna Costanzo
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