Mia figlia soffre di ossessioni paura di parole fa le azioni in modo sequenziale e se non fatte in m
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Mia figlia soffre di ossessioni paura di parole fa le azioni in modo sequenziale e se non fatte in modo sequenziale diventa nervosa. Non vuole prebndere farmaci per una ragione precisa. Può fare come terapia psicanalisi, la aiuterebbe? Grazie.
Gentile utente,
da ciò che descrive, i sintomi di sua figlia sembrano riconducibili a un quadro di tipo ossessivo-compulsivo: la presenza di pensieri intrusivi (come la paura legata alle parole) e di comportamenti ripetitivi e sequenziali messi in atto per ridurre l’ansia sono caratteristiche tipiche di questo funzionamento.
In questi casi è importante sapere che esistono diversi approcci terapeutici efficaci. La psicoanalisi può essere utile per esplorare in profondità i vissuti emotivi e i significati sottostanti ai sintomi, ma generalmente non è considerata il trattamento di prima scelta per i disturbi ossessivo-compulsivi, soprattutto quando i sintomi sono molto strutturati e interferiscono con la quotidianità.
L’approccio che ha mostrato maggiore efficacia scientifica è la psicoterapia cognitivo-comportamentale, in particolare con tecniche specifiche come l’esposizione con prevenzione della risposta (ERP). Questo tipo di intervento aiuta gradualmente la persona a tollerare l’ansia senza mettere in atto i rituali, riducendo nel tempo sia le ossessioni sia le compulsioni.
Rispetto ai farmaci, è comprensibile che ci siano resistenze: la terapia psicologica può comunque essere intrapresa anche senza supporto farmacologico, valutando nel tempo insieme allo specialista se e quando possa essere utile un eventuale affiancamento.
Considerata la giovane età di sua figlia, è fondamentale intervenire precocemente, con un percorso adeguato e possibilmente con il coinvolgimento della famiglia, per aiutarla a gestire questi meccanismi prima che si consolidino ulteriormente.
Le consiglio quindi di rivolgersi a uno specialista per una valutazione approfondita, così da individuare il percorso terapeutico più adatto alla situazione specifica.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da ciò che descrive, i sintomi di sua figlia sembrano riconducibili a un quadro di tipo ossessivo-compulsivo: la presenza di pensieri intrusivi (come la paura legata alle parole) e di comportamenti ripetitivi e sequenziali messi in atto per ridurre l’ansia sono caratteristiche tipiche di questo funzionamento.
In questi casi è importante sapere che esistono diversi approcci terapeutici efficaci. La psicoanalisi può essere utile per esplorare in profondità i vissuti emotivi e i significati sottostanti ai sintomi, ma generalmente non è considerata il trattamento di prima scelta per i disturbi ossessivo-compulsivi, soprattutto quando i sintomi sono molto strutturati e interferiscono con la quotidianità.
L’approccio che ha mostrato maggiore efficacia scientifica è la psicoterapia cognitivo-comportamentale, in particolare con tecniche specifiche come l’esposizione con prevenzione della risposta (ERP). Questo tipo di intervento aiuta gradualmente la persona a tollerare l’ansia senza mettere in atto i rituali, riducendo nel tempo sia le ossessioni sia le compulsioni.
Rispetto ai farmaci, è comprensibile che ci siano resistenze: la terapia psicologica può comunque essere intrapresa anche senza supporto farmacologico, valutando nel tempo insieme allo specialista se e quando possa essere utile un eventuale affiancamento.
Considerata la giovane età di sua figlia, è fondamentale intervenire precocemente, con un percorso adeguato e possibilmente con il coinvolgimento della famiglia, per aiutarla a gestire questi meccanismi prima che si consolidino ulteriormente.
Le consiglio quindi di rivolgersi a uno specialista per una valutazione approfondita, così da individuare il percorso terapeutico più adatto alla situazione specifica.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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Ognuno risponde in maniera diversa a terapie o professionisti diversi, in linea generale è un tentativo che può essere fatto e che può portare benefici. Bisogna tenere a mente però che sono terapie molto lunghe. Cordialmente, dott.ssa Bonomi
Buongiorno signora da quanto scrive, sua figlia ha necessità di incontrare uno psicoterapeuta non obbligatoriamente psicoanalitico che vagli con lei le possibilità da prendere in considerazione. Comprendo che possa esserci un timore ad affidarsi ai farmici ma, almeno per un periodo circoscritto, a volte é necessario seguire una terapia per trovare un equilibrio nella gestione dei sintomi ed aiutare così anche il processo terapeutico.
Le faccio i miei auguri.
Le faccio i miei auguri.
Gentilissima grazie per la condivisione! si, in generale un percorso terapeutico può essere fondamentale nel trattamento della sintomatologia di sua figlia.
Saluti
AV
Saluti
AV
Gentile utente,
i comportamenti che descrive (ossessioni legate a parole, bisogno di eseguire azioni in modo sequenziale e disagio se non riesce a farlo) potrebbero essere compatibili con un possibile disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). Naturalmente, una diagnosi corretta e precisa può essere fatta solo da un professionista dopo una valutazione diretta. Per quanto riguarda il trattamento, le linee guida internazionali (come l’American Psychiatric Association) indicano come intervento di prima scelta la psicoterapia cognitivo-comportamentale. La psicoterapia psicoanalitica può offrire uno spazio di comprensione profonda dei vissuti emotivi, ma non è considerata il trattamento più efficace per il DOC secondo le evidenze scientifiche attuali.
È importante inoltre sapere che in molti casi anche la terapia da sola si dimostra utile. I farmaci vengono generalmente proposti nei casi più intensi o quando la sola psicoterapia non è sufficiente, ma non sono sempre obbligatori.
Il consiglio è quindi di rivolgersi ad uno psicoterapeuta esperto così da poter valutare insieme il percorso più adatto e rispettoso delle scelte di sua figlia.
i comportamenti che descrive (ossessioni legate a parole, bisogno di eseguire azioni in modo sequenziale e disagio se non riesce a farlo) potrebbero essere compatibili con un possibile disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). Naturalmente, una diagnosi corretta e precisa può essere fatta solo da un professionista dopo una valutazione diretta. Per quanto riguarda il trattamento, le linee guida internazionali (come l’American Psychiatric Association) indicano come intervento di prima scelta la psicoterapia cognitivo-comportamentale. La psicoterapia psicoanalitica può offrire uno spazio di comprensione profonda dei vissuti emotivi, ma non è considerata il trattamento più efficace per il DOC secondo le evidenze scientifiche attuali.
È importante inoltre sapere che in molti casi anche la terapia da sola si dimostra utile. I farmaci vengono generalmente proposti nei casi più intensi o quando la sola psicoterapia non è sufficiente, ma non sono sempre obbligatori.
Il consiglio è quindi di rivolgersi ad uno psicoterapeuta esperto così da poter valutare insieme il percorso più adatto e rispettoso delle scelte di sua figlia.
Buongiorno,
da ciò che descrivi sembra che tua figlia stia vivendo delle esperienze che possono risultare molto faticose e che spesso portano con sé ansia, tensione e il bisogno di mettere in atto comportamenti ripetitivi per sentirsi più tranquilli. È comprensibile che, come genitore, tu senta il desiderio di capire quale possa essere la strada migliore per aiutarla.
In molti casi situazioni come quelle che racconti possono essere affrontate efficacemente attraverso un percorso psicologico o psicoterapeutico. La psicoanalisi è certamente uno degli approcci possibili: può aiutare a comprendere in profondità il significato delle paure e dei pensieri che emergono. Allo stesso tempo esistono anche altri orientamenti terapeutici che lavorano in modo mirato sulle ossessioni e sui comportamenti ripetitivi. La scelta dell’approccio più adatto dipende sempre dalla storia personale di tua figlia, dalla sua età e da ciò che emergerà durante una prima valutazione clinica.
Il fatto che non desideri assumere farmaci non esclude affatto la possibilità di iniziare un percorso psicoterapeutico: spesso è proprio il primo passo utile per comprendere meglio la situazione e individuare insieme le modalità di aiuto più adeguate.
Potrebbe essere importante, se possibile, che tua figlia abbia l’opportunità di confrontarsi direttamente con uno psicologo o psicoterapeuta, così da sentirsi ascoltata e accompagnata in uno spazio sicuro.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da ciò che descrivi sembra che tua figlia stia vivendo delle esperienze che possono risultare molto faticose e che spesso portano con sé ansia, tensione e il bisogno di mettere in atto comportamenti ripetitivi per sentirsi più tranquilli. È comprensibile che, come genitore, tu senta il desiderio di capire quale possa essere la strada migliore per aiutarla.
In molti casi situazioni come quelle che racconti possono essere affrontate efficacemente attraverso un percorso psicologico o psicoterapeutico. La psicoanalisi è certamente uno degli approcci possibili: può aiutare a comprendere in profondità il significato delle paure e dei pensieri che emergono. Allo stesso tempo esistono anche altri orientamenti terapeutici che lavorano in modo mirato sulle ossessioni e sui comportamenti ripetitivi. La scelta dell’approccio più adatto dipende sempre dalla storia personale di tua figlia, dalla sua età e da ciò che emergerà durante una prima valutazione clinica.
Il fatto che non desideri assumere farmaci non esclude affatto la possibilità di iniziare un percorso psicoterapeutico: spesso è proprio il primo passo utile per comprendere meglio la situazione e individuare insieme le modalità di aiuto più adeguate.
Potrebbe essere importante, se possibile, che tua figlia abbia l’opportunità di confrontarsi direttamente con uno psicologo o psicoterapeuta, così da sentirsi ascoltata e accompagnata in uno spazio sicuro.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Gentile paziente, immagino che la sua preoccupazione sia molta. Credo che una psicoterapia a prescindere dall'approccio che un professionista utilizzi possa essere importante per sua figlia. Le ossessioni sono il sintomo di un malessere più profondo, veivolano un dolore e parlano di un bisogno che viene assolto in modo difuzionale. Comprendere l'origine del malessere, dare senso e significato, imparare a disinnescare e colmare in modo più utile e funzionale è fondamentale. Pertanto cercate il professionista che più fa al caso vostro e dica a sua figlia di darsi l'ooportunità di ascoltarsi e mettere le cose in una chiave di letterua per il suo futuro. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buongiorno, un percorso di psicoterapia può sicuramente aiutare. Come parere clinico consiglierei comunque un primo percorso di psicodiagnosi in modo da capire se effettivamente l'uso dei farmaci non sia necessario
Gentile utente,
da ciò che descrive, i comportamenti di sua figlia sembrano avere caratteristiche tipiche dei disturbi ossessivo-compulsivi.
Se sua figlia non desidera assumere farmaci, è importante sapere che la psicoterapia può essere molto utile anche senza supporto farmacologico, soprattutto in forme non troppo gravi.
Per quanto riguarda la sua domanda specifica, la psicoanalisi può essere utile per comprendere aspetti profondi del funzionamento emotivo, ma per i disturbi ossessivo-compulsivi le terapie che hanno mostrato maggiore efficacia sono quelle cognitivo-comportamentali, in particolare con tecniche mirate alla gestione delle ossessioni e delle compulsioni.
Questo non significa che altri approcci non possano aiutare, ma potrebbe essere utile orientarsi verso un professionista con esperienza specifica nel trattamento delle ossessioni, così da offrire a sua figlia strumenti concreti per:
- ridurre i rituali sequenziali
- gestire l’ansia legata alle parole o alle azioni
- aumentare gradualmente la tolleranza all’incertezza
Un primo passo potrebbe essere una valutazione psicologica mirata, per comprendere meglio l’intensità dei sintomi e individuare il percorso più adatto alle sue esigenze, anche rispettando la sua scelta di non assumere farmaci.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
da ciò che descrive, i comportamenti di sua figlia sembrano avere caratteristiche tipiche dei disturbi ossessivo-compulsivi.
Se sua figlia non desidera assumere farmaci, è importante sapere che la psicoterapia può essere molto utile anche senza supporto farmacologico, soprattutto in forme non troppo gravi.
Per quanto riguarda la sua domanda specifica, la psicoanalisi può essere utile per comprendere aspetti profondi del funzionamento emotivo, ma per i disturbi ossessivo-compulsivi le terapie che hanno mostrato maggiore efficacia sono quelle cognitivo-comportamentali, in particolare con tecniche mirate alla gestione delle ossessioni e delle compulsioni.
Questo non significa che altri approcci non possano aiutare, ma potrebbe essere utile orientarsi verso un professionista con esperienza specifica nel trattamento delle ossessioni, così da offrire a sua figlia strumenti concreti per:
- ridurre i rituali sequenziali
- gestire l’ansia legata alle parole o alle azioni
- aumentare gradualmente la tolleranza all’incertezza
Un primo passo potrebbe essere una valutazione psicologica mirata, per comprendere meglio l’intensità dei sintomi e individuare il percorso più adatto alle sue esigenze, anche rispettando la sua scelta di non assumere farmaci.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Cara signora, quello che descrive di sua figlia merita attenzione e cura. Prima di scegliere un approccio terapeutico, sarebbe importante una valutazione clinica approfondita per capire bene la natura delle difficoltà e trovare il percorso più adatto a lei. Quanto ai farmaci, la sua scelta va rispettata e può essere esplorata con calma insieme al professionista che la seguirà. La psicanalisi è un percorso ricco, ma per questo tipo di sintomi esistono approcci che lavorano in modo più mirato ed efficace. La cosa più importante è che sua figlia si senta al sicuro e non sola in questo. Un saluto affettuoso.
Buongiorno,
capisco la sua preoccupazione: vedere una figlia in difficoltà, soprattutto con sintomi così ripetitivi e invalidanti, può far sentire impotenti.
Quello che descrive è compatibile con un funzionamento di tipo ossessivo, dove i rituali (fare le cose in sequenza) servono a ridurre l’ansia legata a pensieri intrusivi. In questi casi è importante sapere che esistono percorsi psicologici efficaci anche senza ricorrere necessariamente ai farmaci.
La psicoanalisi può essere utile per comprendere il significato più profondo del disagio, ma per i sintomi ossessivi spesso risultano particolarmente indicati approcci più mirati e strutturati, che aiutano concretamente a gestire e ridurre i rituali e l’ansia associata.
Il punto centrale è che sua figlia possa sentirsi coinvolta e motivata nel percorso: forzarla difficilmente sarebbe utile, mentre accompagnarla verso una richiesta di aiuto può fare la differenza.
Un caro saluto.
capisco la sua preoccupazione: vedere una figlia in difficoltà, soprattutto con sintomi così ripetitivi e invalidanti, può far sentire impotenti.
Quello che descrive è compatibile con un funzionamento di tipo ossessivo, dove i rituali (fare le cose in sequenza) servono a ridurre l’ansia legata a pensieri intrusivi. In questi casi è importante sapere che esistono percorsi psicologici efficaci anche senza ricorrere necessariamente ai farmaci.
La psicoanalisi può essere utile per comprendere il significato più profondo del disagio, ma per i sintomi ossessivi spesso risultano particolarmente indicati approcci più mirati e strutturati, che aiutano concretamente a gestire e ridurre i rituali e l’ansia associata.
Il punto centrale è che sua figlia possa sentirsi coinvolta e motivata nel percorso: forzarla difficilmente sarebbe utile, mentre accompagnarla verso una richiesta di aiuto può fare la differenza.
Un caro saluto.
Buonasera,
in questo caso meglio una psicoterapia alla psicoanalisi per chi tende ad essere ossessionato, il rimuginio potrebbe aumentare con l'analisi.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
in questo caso meglio una psicoterapia alla psicoanalisi per chi tende ad essere ossessionato, il rimuginio potrebbe aumentare con l'analisi.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Sì, i sintomi che descrive – ossessioni legate a parole, bisogno di eseguire azioni in modo sequenziale e disagio marcato se non riesce a farlo – sono compatibili con un quadro di disturbo ossessivo-compulsivo.
Rispondo alla sua domanda: la psicanalisi può essere un percorso utile per aumentare la consapevolezza dei vissuti profondi, ma non è considerata il trattamento di prima scelta per questo tipo di difficoltà. Le evidenze scientifiche indicano come più efficace la psicoterapia cognitivo-comportamentale, in particolare con una tecnica chiamata esposizione con prevenzione della risposta, che aiuta gradualmente la persona a tollerare l’ansia senza mettere in atto i rituali.
Capisco e rispetto la scelta di non voler assumere farmaci: in molti casi un percorso psicoterapeutico ben strutturato può già portare benefici significativi. Tuttavia, è importante che la terapia sia specifica per il problema, perché interventi non mirati rischiano di essere poco efficaci.
Il consiglio è di rivolgersi a uno psicoterapeuta con esperienza nel trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo, per una valutazione accurata e per costruire un percorso adeguato alle esigenze di sua figlia. Dott.ssa Giovanna Costanzo
Rispondo alla sua domanda: la psicanalisi può essere un percorso utile per aumentare la consapevolezza dei vissuti profondi, ma non è considerata il trattamento di prima scelta per questo tipo di difficoltà. Le evidenze scientifiche indicano come più efficace la psicoterapia cognitivo-comportamentale, in particolare con una tecnica chiamata esposizione con prevenzione della risposta, che aiuta gradualmente la persona a tollerare l’ansia senza mettere in atto i rituali.
Capisco e rispetto la scelta di non voler assumere farmaci: in molti casi un percorso psicoterapeutico ben strutturato può già portare benefici significativi. Tuttavia, è importante che la terapia sia specifica per il problema, perché interventi non mirati rischiano di essere poco efficaci.
Il consiglio è di rivolgersi a uno psicoterapeuta con esperienza nel trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo, per una valutazione accurata e per costruire un percorso adeguato alle esigenze di sua figlia. Dott.ssa Giovanna Costanzo
Buongiorno, da ciò che racconta sembrano esserci dei rituali o azioni ripetitive che meritano attenzione. E' molto importante, in questi casi, rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta per comprendere l'origine e valutarla con cura. Il fatto che sua figlia non vuole assumere farmaci non esclude la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico. Se queste difficoltà stanno incidendo con il benessere di sua figlia, la routine quotidiana, la scuola o le relazioni, le suggerirei di non rimandare la consulenza.
Le consiglio assolutamente la psicoterapia EMDR, accompagnata da medicamenti naturali (Fiori di Bach, Fitoterapia, Omeopatia e integratori nutrizionali); sono da evitare gli psicofarmaci di sintesi se non strettamente necessari.
Buongiorno grazie per la sua fiducia e per aver condiviso con noi la sua richiesta. Innanzitutto deve essere sua figlia a riconoscere ed essere cosciente delle stato di malessere e deve decidere se vuole fare una psicoterapia che sicuramente la aiuterebbe a capire ma sono dell'idea che sia anche necessaria una valutazione per una terapia farmacologica ma questo è un passaggio che valuterà successivamente la terapeuta insieme a sua figlia. Spero che riusciate a risolvere e che sua figlia prenda coscienza e consapevolezza anche in merito all'idea di iniziare un percorso di conoscenza che per adesso mi pare sia solo una sua esigenza. Semmai potrebbe intanto anche lei rivolgersi per cercare di supportare sua figlia nell' elaborazione ma sopratutto come gestire i momenti di difficoltà che si creano. Un caro saluto dott.ssa Valeria Sicari
Buongiorno, il mio suggerimento per un disturbo di tipo ossessivo, o ossessivo-compulsivo, è quello di intraprendere una terapia cognitivo comportale, oppure sistemica. la terapia cognitivo comportamentale aiuta a gestire il sintomo della ritualità e della sequenzialità, la terapia sistemica aiuterebbe a comprenderne il significato. Se avesse altre domande o dubbi mi trova a disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Il quadro che descrive, caratterizzato da sequenze d'azione obbligate, rituali e nervosismo se la routine viene interrotta, è tipico di un disturbo ossessivo-compulsivo.
Riguardo alla sua domanda sulla psicanalisi, è importante fare una distinzione clinica: la psicanalisi classica può essere utile per esplorare le radici profonde e i significati simbolici dei sintomi, ma per il controllo dei rituali e della sintomatologia acuta (le azioni sequenziali e l'ansia) spesso non è la terapia d'elezione immediata. Il rischio è che un approccio puramente analitico richieda tempi molto lunghi e possa inizialmente aumentare l'ansia della ragazza focalizzandosi troppo sui pensieri.
Tuttavia, esistono percorsi di psicoterapia a orientamento psicodinamico o psicoterapie integrate che possono aiutarla a comprendere il perché di queste paure senza necessariamente forzare l'uso di farmaci. Se l'obiettivo principale è invece ridurre velocemente il nervosismo e la rigidità dei rituali, la terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT), in particolare con il protocollo ERP (Esposizione con Prevenzione della Risposta), è considerata a livello internazionale la più efficace per le ossessioni, proprio perché lavora sul "qui ed ora" del comportamento.
Il fatto che sua figlia rifiuti i farmaci rende ancora più centrale la scelta di un terapeuta con cui lei possa stabilire un legame di fiducia totale: senza la "copertura" farmacologica, sarà la relazione terapeutica il suo unico strumento di cura.
Sua figlia ha già espresso una preferenza per un tipo di colloquio basato sull'ascolto o ha già avuto esperienze negative con altri approcci?
Riguardo alla sua domanda sulla psicanalisi, è importante fare una distinzione clinica: la psicanalisi classica può essere utile per esplorare le radici profonde e i significati simbolici dei sintomi, ma per il controllo dei rituali e della sintomatologia acuta (le azioni sequenziali e l'ansia) spesso non è la terapia d'elezione immediata. Il rischio è che un approccio puramente analitico richieda tempi molto lunghi e possa inizialmente aumentare l'ansia della ragazza focalizzandosi troppo sui pensieri.
Tuttavia, esistono percorsi di psicoterapia a orientamento psicodinamico o psicoterapie integrate che possono aiutarla a comprendere il perché di queste paure senza necessariamente forzare l'uso di farmaci. Se l'obiettivo principale è invece ridurre velocemente il nervosismo e la rigidità dei rituali, la terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT), in particolare con il protocollo ERP (Esposizione con Prevenzione della Risposta), è considerata a livello internazionale la più efficace per le ossessioni, proprio perché lavora sul "qui ed ora" del comportamento.
Il fatto che sua figlia rifiuti i farmaci rende ancora più centrale la scelta di un terapeuta con cui lei possa stabilire un legame di fiducia totale: senza la "copertura" farmacologica, sarà la relazione terapeutica il suo unico strumento di cura.
Sua figlia ha già espresso una preferenza per un tipo di colloquio basato sull'ascolto o ha già avuto esperienze negative con altri approcci?
Gentile utente,
grazie per aver condiviso la situazione di sua figlia.
Da come descrive questi comportamenti sembra che sua figlia stia cercando di gestire una tensione interna attraverso modalità che, nel tempo, diventano rigide e difficili da interrompere.
Il fatto che non voglia assumere farmaci è una posizione che può essere accolta e compresa, ma è importante che ci sia comunque un confronto aperto con uno specialista. Il rapporto con lo psichiatra, quando presente, non riguarda solo la prescrizione, ma anche uno spazio di valutazione e monitoraggio, utile per orientare al meglio il percorso.
Un intervento psicoterapeutico può essere molto utile: può aiutarla a comprendere cosa sta vivendo, ridurre l’ansia che sostiene questi meccanismi e ritrovare maggiore libertà nelle azioni quotidiane.
In questi casi può essere prezioso anche un supporto ai genitori, per comprendere come accompagnarla al meglio e come gestire le situazioni quotidiane senza rinforzare involontariamente il disagio.
Per quanto riguarda la psicoanalisi, può essere una strada possibile, ma è importante che il percorso sia adeguato alla sua età e al tipo di difficoltà, valutando insieme a un professionista quale approccio sia più indicato.
Un primo passo utile può essere una valutazione psicologica, che permetta di costruire un intervento integrato e su misura.
Resto a disposizione
grazie per aver condiviso la situazione di sua figlia.
Da come descrive questi comportamenti sembra che sua figlia stia cercando di gestire una tensione interna attraverso modalità che, nel tempo, diventano rigide e difficili da interrompere.
Il fatto che non voglia assumere farmaci è una posizione che può essere accolta e compresa, ma è importante che ci sia comunque un confronto aperto con uno specialista. Il rapporto con lo psichiatra, quando presente, non riguarda solo la prescrizione, ma anche uno spazio di valutazione e monitoraggio, utile per orientare al meglio il percorso.
Un intervento psicoterapeutico può essere molto utile: può aiutarla a comprendere cosa sta vivendo, ridurre l’ansia che sostiene questi meccanismi e ritrovare maggiore libertà nelle azioni quotidiane.
In questi casi può essere prezioso anche un supporto ai genitori, per comprendere come accompagnarla al meglio e come gestire le situazioni quotidiane senza rinforzare involontariamente il disagio.
Per quanto riguarda la psicoanalisi, può essere una strada possibile, ma è importante che il percorso sia adeguato alla sua età e al tipo di difficoltà, valutando insieme a un professionista quale approccio sia più indicato.
Un primo passo utile può essere una valutazione psicologica, che permetta di costruire un intervento integrato e su misura.
Resto a disposizione
Penso che sarebbe più indicata per sua figlia un sostegno psicologico ad orientamento sistemico relazionale - familiare
I comportamenti che descrive ricordano dinamiche ossessivo-compulsive, in cui pensieri intrusivi e rituali (come la sequenzialità delle azioni) servono a ridurre l’ansia ma finiscono per mantenerla nel tempo diventando essi stessi parte del disturbo.
Anche senza ricorrere ai farmaci, esistono interventi psicoterapeuti molto efficaci (in particolare approcci cognitivo-comportamentali) che aiutano a gestire gradualmente le ossessioni e a ridurre i rituali. Può essere utile una valutazione specialistica per impostare un percorso mirato e rispettoso delle sue esigenze che sappia valutare correttamente il quadro di disagio ed agisca efficacemente sui rituali ed i comportamenti. Cordiali saluti
Anche senza ricorrere ai farmaci, esistono interventi psicoterapeuti molto efficaci (in particolare approcci cognitivo-comportamentali) che aiutano a gestire gradualmente le ossessioni e a ridurre i rituali. Può essere utile una valutazione specialistica per impostare un percorso mirato e rispettoso delle sue esigenze che sappia valutare correttamente il quadro di disagio ed agisca efficacemente sui rituali ed i comportamenti. Cordiali saluti
Buongiorno,
sua figlia potrebbe uscire dalla morsa dei suoi pensieri con l ausilio della psicoterapia, anche psicoanalitica.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
sua figlia potrebbe uscire dalla morsa dei suoi pensieri con l ausilio della psicoterapia, anche psicoanalitica.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
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