Mi ha lasciato dalla sera alla mattina perché schiacciata dal pensiero intrusivo dell'ex... Parto d
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Mi ha lasciato dalla sera alla mattina perché schiacciata dal pensiero intrusivo dell'ex...
Parto dal fatto che ci siamo conosciuti ed è scattata subito quella cosa che accade raramente, scatta la chimica, l'intesa, la curiosità e tutti quelle emozioni che coinvolgono. Lei mi racconta di essere in crisi nella sua storia che durava da 5 anni, poco dopo inizia a rivolgermi attenzioni abbastanza chiare, capisce di piacermi, ma io un po per difesa e maturità respingo questo suo corteggiamento, motivando il fatto che secondo me non era lucida anche se si trovava alla fine di una relazione e quindi non eravamo di certo predisposti. Sapete cosa succede? Che lei non molla, lascia l ex mette in piedi una guerra di un mese per corteggiarmi e dimostrare il suo coinvolgimento verso di me. Alla fine ci sono cascato con tutte le scarpe.... mi piaceva troppo! Beh, inizia tutto come un film romantico (mai vissuto momenti così pieni, felici, entusiasmanti) c'era un reale trasporto. Io ho 35 anni lei 30 e con molta probabilità abbiamo bruciato un po le tappe. Lei si era appena trasferita a casa e iniziamo a vivere la cosa a 360 gradi, conosciamo gli amici di entrambi, programmiamo e facciamo vacanze, massima condivisione, iniziamo a passare molte serate a casa sua e mi sono fermato spesso a dormire.
Arriviamo al punto che dice di amarmi e di non essere mai stata così felice e appagata in una relazione... mi chiede di iniziare a stare da lei e tentare una convivenza. Certo lo so è un po affrettato dopo 4 mesi, ma io mi trovavo a Roma per lavoro e stavo da solo, quindi riflettendoci un po su, iniziamo questa cosa visto che comunque era reversibile e io avevo sempre dove andare a dormire nel caso di un interruzione.
È durata una settimana.... fino alla sera prima parlava di andare a fare il prossimo weekend sugli sci, la mattina si è svegliata turbata da un sogno e la sera mi ha comunicato il suo turbamento di questa convivenza. Io senza problemi le propongo di fare un passo indietro e tornare a vivere la cosa con leggerezza, ognuno a casa sua e i suoi spazi.
Lei acconsente dicendo che non c'erano dubbi sulla relazione, ma il giorno dopo senza una reale spiegazione mi sveglia (dormivamo insieme)dicendo che se non riusciva ad affrontare questo percorso con me voleva dire che non vedeva un futuro, che non ero io la persona. Quando fino a 2 gg prima "ti amo, sei la persona che mi fa stare bene, non mi spaventa l'idea di un futuro"
Insomma passano 3 gg e potete immaginare come sia stato... chiedo un confronto di persona e le comunico che secondo me era tornata a pensare all ex, si sentiva in colpa dato che mi aveva raccontato che alcuni amici e parenti l avevano fatta sentire turbata per averla giudicata e fatta sentire la carnefice dell ex che stava soffrendo molto. Anche la sorella le ha detto d essersi precipitata troppo in fretta in questa cosa e che non era sana visto il bruciare delle tappe...
In sostanza è così! avendo centrato il punto ha confermato la mia tesi e detto che era turbata per questo e che ripensava all ex. Ditemi voi se è normale? Io si che sono partito prevenuto, ma ho comunque abbassato le difese in 4 mesi perché era love bombing, la sentivo sincera e la vedevo felice. Che si sia fatta condizionare dal pensiero dei familiari che fino a qualche giorno fa hanno continuato a parlare dell'ex? O semplicemente ha rimesso i piedi per terra e cerca di tornare in un ambiente familiare dato che ha percepito la cosa come sbagliata?
Io meglio di tutti so cosa comporta un eventuale ritorno dall'ex e sinceramente penso che sia stata frettolosa sia all'inizio che adesso alla fine. Si è sbarazzata di me come un sacchetto dell'umido. Grazie per i vostri pareri...
Parto dal fatto che ci siamo conosciuti ed è scattata subito quella cosa che accade raramente, scatta la chimica, l'intesa, la curiosità e tutti quelle emozioni che coinvolgono. Lei mi racconta di essere in crisi nella sua storia che durava da 5 anni, poco dopo inizia a rivolgermi attenzioni abbastanza chiare, capisce di piacermi, ma io un po per difesa e maturità respingo questo suo corteggiamento, motivando il fatto che secondo me non era lucida anche se si trovava alla fine di una relazione e quindi non eravamo di certo predisposti. Sapete cosa succede? Che lei non molla, lascia l ex mette in piedi una guerra di un mese per corteggiarmi e dimostrare il suo coinvolgimento verso di me. Alla fine ci sono cascato con tutte le scarpe.... mi piaceva troppo! Beh, inizia tutto come un film romantico (mai vissuto momenti così pieni, felici, entusiasmanti) c'era un reale trasporto. Io ho 35 anni lei 30 e con molta probabilità abbiamo bruciato un po le tappe. Lei si era appena trasferita a casa e iniziamo a vivere la cosa a 360 gradi, conosciamo gli amici di entrambi, programmiamo e facciamo vacanze, massima condivisione, iniziamo a passare molte serate a casa sua e mi sono fermato spesso a dormire.
Arriviamo al punto che dice di amarmi e di non essere mai stata così felice e appagata in una relazione... mi chiede di iniziare a stare da lei e tentare una convivenza. Certo lo so è un po affrettato dopo 4 mesi, ma io mi trovavo a Roma per lavoro e stavo da solo, quindi riflettendoci un po su, iniziamo questa cosa visto che comunque era reversibile e io avevo sempre dove andare a dormire nel caso di un interruzione.
È durata una settimana.... fino alla sera prima parlava di andare a fare il prossimo weekend sugli sci, la mattina si è svegliata turbata da un sogno e la sera mi ha comunicato il suo turbamento di questa convivenza. Io senza problemi le propongo di fare un passo indietro e tornare a vivere la cosa con leggerezza, ognuno a casa sua e i suoi spazi.
Lei acconsente dicendo che non c'erano dubbi sulla relazione, ma il giorno dopo senza una reale spiegazione mi sveglia (dormivamo insieme)dicendo che se non riusciva ad affrontare questo percorso con me voleva dire che non vedeva un futuro, che non ero io la persona. Quando fino a 2 gg prima "ti amo, sei la persona che mi fa stare bene, non mi spaventa l'idea di un futuro"
Insomma passano 3 gg e potete immaginare come sia stato... chiedo un confronto di persona e le comunico che secondo me era tornata a pensare all ex, si sentiva in colpa dato che mi aveva raccontato che alcuni amici e parenti l avevano fatta sentire turbata per averla giudicata e fatta sentire la carnefice dell ex che stava soffrendo molto. Anche la sorella le ha detto d essersi precipitata troppo in fretta in questa cosa e che non era sana visto il bruciare delle tappe...
In sostanza è così! avendo centrato il punto ha confermato la mia tesi e detto che era turbata per questo e che ripensava all ex. Ditemi voi se è normale? Io si che sono partito prevenuto, ma ho comunque abbassato le difese in 4 mesi perché era love bombing, la sentivo sincera e la vedevo felice. Che si sia fatta condizionare dal pensiero dei familiari che fino a qualche giorno fa hanno continuato a parlare dell'ex? O semplicemente ha rimesso i piedi per terra e cerca di tornare in un ambiente familiare dato che ha percepito la cosa come sbagliata?
Io meglio di tutti so cosa comporta un eventuale ritorno dall'ex e sinceramente penso che sia stata frettolosa sia all'inizio che adesso alla fine. Si è sbarazzata di me come un sacchetto dell'umido. Grazie per i vostri pareri...
Gentile utente, mi dispiace tanto per ciò che ha descritto. In questo contesto, è importante riportare il focus sulla sua persona ed adottare strategie per migliorare la sua qualità di vita. Purtroppo, è naturale portare la nostra attenzione sul circolo vizioso dei motivi o di ciò che sarebbe potuto essere. Ritengo più opportuno pensare alla sua serenità, il tempo le potrà dare risposte a queste domande.
Intraprendere un percorso di supporto psicologico potrebbe essere utile in modo da riflettere sulle sue emozioni ed elaborare questo momento.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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Gentile Utente,
capisco quanto questa esperienza sia stata disorientante e dolorosa per Lei. Dal modo in cui racconta la storia emerge chiaramente che non si è trattato di una relazione “leggera” o superficiale, ma di qualcosa che ha coinvolto entrambi in modo intenso, rapido e totalizzante. Quando un legame nasce con questa forza, la rottura improvvisa non è solo una delusione affettiva: è uno shock emotivo che mette in discussione il senso di realtà, la fiducia e persino il proprio giudizio.
Provo a restituirLe una lettura psicologica, restando molto aderente ai fatti che descrive. Quello che Lei ha vissuto non è affatto raro quando una relazione nuova si innesta su una precedente non davvero elaborata. La sua ex compagna non aveva chiuso solo “di fatto” una storia di cinque anni, ma non l’aveva ancora chiusa internamente. In questi casi può accadere che l’incontro con una persona nuova, sentita come diversa, intensa, riparativa, venga vissuto come una sorta di acceleratore emotivo: tutto è amplificato, idealizzato, vissuto con urgenza. Non necessariamente in modo manipolatorio o falso, ma neppure con la solidità che serve per reggere nel tempo.
Quando Lei parla di love bombing coglie un punto importante, ma attenzione: il love bombing non è sempre consapevole. A volte è il modo in cui una persona cerca di convincere prima di tutto sé stessa di aver fatto la scelta giusta. Dire “ti amo”, spingere sulla convivenza, bruciare le tappe può essere stato il suo tentativo di mettere a tacere il conflitto interno: se vado velocissima, forse non sento il dubbio. Il problema è che il dubbio, quando viene ignorato, prima o poi si ripresenta con più forza. E spesso lo fa in modo improvviso, come è accaduto a Lei.
Il sogno, il turbamento mattutino, il crollo nel giro di 48 ore non sono segnali di un ripensamento razionale, ma di un conflitto interno che ha superato la soglia di tollerabilità. A quel punto, invece di riuscire a stare nella complessità (“sono confusa, ho bisogno di tempo, non so cosa sento”), la persona sceglie una soluzione drastica, che riduce l’angoscia: tagliare. Non perché l’altro non conti, ma perché è l’unico modo che in quel momento vede per respirare.
Il condizionamento di familiari e amici ha probabilmente giocato un ruolo, ma non come causa principale. Quelle voci esterne hanno fatto da amplificatore a un senso di colpa già presente: colpa verso l’ex, verso l’immagine di sé come “carnefice”, verso l’idea di aver fatto qualcosa di “sbagliato”. Quando una persona non ha ancora ridefinito chi è dopo una relazione lunga, il giudizio degli altri pesa moltissimo. In questo senso, sì, è possibile che abbia cercato rifugio in qualcosa di più familiare, non necessariamente tornando dall’ex, ma tornando in uno stato emotivo conosciuto, anche se doloroso.
Lei chiede se tutto questo sia “normale”. È comprensibile, ma profondamente destabilizzante. E soprattutto non ha nulla a che fare con il Suo valore, con ciò che ha dato o con la qualità del legame che c’è stato. La frase “non sei la persona” detta in quel contesto non va letta come una verità su di Lei, ma come una scorciatoia emotiva di chi non riesce a tollerare l’ambivalenza. È più semplice trasformare il dubbio interno in una sentenza definitiva sull’altro.
Il senso di essere stato “buttato via” è una reazione legittima. Non perché Lei sia stato usato intenzionalmente, ma perché non c’è stato uno spazio di elaborazione condivisa, di rispetto dei tempi emotivi, di riconoscimento del dolore che questo taglio comportava. E questo, sì, lascia ferite profonde.
Forse il nodo più importante, per Lei ora, non è capire se tornerà dall’ex o se si è fatta condizionare, ma riconoscere che ha intercettato una persona emotivamente non disponibile, nonostante l’intensità e la sincerità apparente. Lei, al contrario, ha mostrato capacità di cautela iniziale, di adattamento, di dialogo e di proposta di soluzioni graduali. Questo dice molto di come sa stare in una relazione.
Il dolore che prova è proporzionato a quanto si è esposto. Non si colpevolizzi per aver abbassato le difese: lo ha fatto perché c’erano segnali che sembravano coerenti. Ora il lavoro più delicato è non trasformare questa esperienza in sfiducia verso sé stesso o verso l’amore, ma darle un significato: non come errore, ma come incontro intenso con una persona che non era pronta a reggere ciò che aveva acceso.
Se sente che la confusione, la rabbia o il senso di umiliazione faticano a ridursi, parlarne in uno spazio psicologico potrebbe aiutarLa a rimettere ordine e a chiudere davvero, cosa che a Lei, paradossalmente, è stata negata. E Lei merita una chiusura che non lasci tutto sospeso.
Un caro saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
capisco quanto questa esperienza sia stata disorientante e dolorosa per Lei. Dal modo in cui racconta la storia emerge chiaramente che non si è trattato di una relazione “leggera” o superficiale, ma di qualcosa che ha coinvolto entrambi in modo intenso, rapido e totalizzante. Quando un legame nasce con questa forza, la rottura improvvisa non è solo una delusione affettiva: è uno shock emotivo che mette in discussione il senso di realtà, la fiducia e persino il proprio giudizio.
Provo a restituirLe una lettura psicologica, restando molto aderente ai fatti che descrive. Quello che Lei ha vissuto non è affatto raro quando una relazione nuova si innesta su una precedente non davvero elaborata. La sua ex compagna non aveva chiuso solo “di fatto” una storia di cinque anni, ma non l’aveva ancora chiusa internamente. In questi casi può accadere che l’incontro con una persona nuova, sentita come diversa, intensa, riparativa, venga vissuto come una sorta di acceleratore emotivo: tutto è amplificato, idealizzato, vissuto con urgenza. Non necessariamente in modo manipolatorio o falso, ma neppure con la solidità che serve per reggere nel tempo.
Quando Lei parla di love bombing coglie un punto importante, ma attenzione: il love bombing non è sempre consapevole. A volte è il modo in cui una persona cerca di convincere prima di tutto sé stessa di aver fatto la scelta giusta. Dire “ti amo”, spingere sulla convivenza, bruciare le tappe può essere stato il suo tentativo di mettere a tacere il conflitto interno: se vado velocissima, forse non sento il dubbio. Il problema è che il dubbio, quando viene ignorato, prima o poi si ripresenta con più forza. E spesso lo fa in modo improvviso, come è accaduto a Lei.
Il sogno, il turbamento mattutino, il crollo nel giro di 48 ore non sono segnali di un ripensamento razionale, ma di un conflitto interno che ha superato la soglia di tollerabilità. A quel punto, invece di riuscire a stare nella complessità (“sono confusa, ho bisogno di tempo, non so cosa sento”), la persona sceglie una soluzione drastica, che riduce l’angoscia: tagliare. Non perché l’altro non conti, ma perché è l’unico modo che in quel momento vede per respirare.
Il condizionamento di familiari e amici ha probabilmente giocato un ruolo, ma non come causa principale. Quelle voci esterne hanno fatto da amplificatore a un senso di colpa già presente: colpa verso l’ex, verso l’immagine di sé come “carnefice”, verso l’idea di aver fatto qualcosa di “sbagliato”. Quando una persona non ha ancora ridefinito chi è dopo una relazione lunga, il giudizio degli altri pesa moltissimo. In questo senso, sì, è possibile che abbia cercato rifugio in qualcosa di più familiare, non necessariamente tornando dall’ex, ma tornando in uno stato emotivo conosciuto, anche se doloroso.
Lei chiede se tutto questo sia “normale”. È comprensibile, ma profondamente destabilizzante. E soprattutto non ha nulla a che fare con il Suo valore, con ciò che ha dato o con la qualità del legame che c’è stato. La frase “non sei la persona” detta in quel contesto non va letta come una verità su di Lei, ma come una scorciatoia emotiva di chi non riesce a tollerare l’ambivalenza. È più semplice trasformare il dubbio interno in una sentenza definitiva sull’altro.
Il senso di essere stato “buttato via” è una reazione legittima. Non perché Lei sia stato usato intenzionalmente, ma perché non c’è stato uno spazio di elaborazione condivisa, di rispetto dei tempi emotivi, di riconoscimento del dolore che questo taglio comportava. E questo, sì, lascia ferite profonde.
Forse il nodo più importante, per Lei ora, non è capire se tornerà dall’ex o se si è fatta condizionare, ma riconoscere che ha intercettato una persona emotivamente non disponibile, nonostante l’intensità e la sincerità apparente. Lei, al contrario, ha mostrato capacità di cautela iniziale, di adattamento, di dialogo e di proposta di soluzioni graduali. Questo dice molto di come sa stare in una relazione.
Il dolore che prova è proporzionato a quanto si è esposto. Non si colpevolizzi per aver abbassato le difese: lo ha fatto perché c’erano segnali che sembravano coerenti. Ora il lavoro più delicato è non trasformare questa esperienza in sfiducia verso sé stesso o verso l’amore, ma darle un significato: non come errore, ma come incontro intenso con una persona che non era pronta a reggere ciò che aveva acceso.
Se sente che la confusione, la rabbia o il senso di umiliazione faticano a ridursi, parlarne in uno spazio psicologico potrebbe aiutarLa a rimettere ordine e a chiudere davvero, cosa che a Lei, paradossalmente, è stata negata. E Lei merita una chiusura che non lasci tutto sospeso.
Un caro saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
Gentile utente, da quello che descrivi sembra che tu sia una persona equilibrata, che si è posta domande, che ha affrontato la cosa lasciandosi trascinare ma anche consapevole della rapidità della stessa. L'altra parte sembra essere invece molto confusa e facilmente influenzabile.
Talvolta capita che le persone più emotive e sensibili siano anche quelle con l'umore più variabile. In questi casi possono tendere a fraintendere facilmente ciò che provano attribuendo significati eccessivi e spesso errati.
Ad esempio pare che un sogno sia stato in grado di farla dubitare su molte cose. I sogni possono derivare dal vissuto quotidiano ma anche da esperienza passate e spesso contengono un miscuglio di fatti ed emozioni. E' sempre bene non dare loro troppo peso e magari significati che non contenevano.
E' anche possibile, come dici, che la famiglia le abbia comunicato il suo parere facendola sentire in colpa.
Quello che puoi fare è parlarle a cuore aperto comunicandole ciò che senti e cercando di farla riflettere su ciò che avete vissuto e che potreste vivere ma devi accettare il fatto che potrebbe non comprendere e rimanere sulla sua attuale decisione di tornare dall'ex. Il comportamento di una persona è sempre molto complesso ed è soggetto a tutte le esperienze che quella persona ha avuto nella sua vita ed ai suoi trascorsi emotivi con la famiglia.
Resto a disposizione quolora ti servisse sostegno.
Un caro saluto.
Dott.ssa Mazzilli Marilena
Talvolta capita che le persone più emotive e sensibili siano anche quelle con l'umore più variabile. In questi casi possono tendere a fraintendere facilmente ciò che provano attribuendo significati eccessivi e spesso errati.
Ad esempio pare che un sogno sia stato in grado di farla dubitare su molte cose. I sogni possono derivare dal vissuto quotidiano ma anche da esperienza passate e spesso contengono un miscuglio di fatti ed emozioni. E' sempre bene non dare loro troppo peso e magari significati che non contenevano.
E' anche possibile, come dici, che la famiglia le abbia comunicato il suo parere facendola sentire in colpa.
Quello che puoi fare è parlarle a cuore aperto comunicandole ciò che senti e cercando di farla riflettere su ciò che avete vissuto e che potreste vivere ma devi accettare il fatto che potrebbe non comprendere e rimanere sulla sua attuale decisione di tornare dall'ex. Il comportamento di una persona è sempre molto complesso ed è soggetto a tutte le esperienze che quella persona ha avuto nella sua vita ed ai suoi trascorsi emotivi con la famiglia.
Resto a disposizione quolora ti servisse sostegno.
Un caro saluto.
Dott.ssa Mazzilli Marilena
Gentile utente, leggendo il suo racconto si percepisce con estrema chiarezza il senso di disorientamento che prova dopo un periodo di intensità così travolgente. Quello che lei descrive è un pattern relazionale purtroppo molto frequente, ma non per questo meno doloroso da elaborare. Dopo una storia di cinque anni, la velocità con cui, la donna che descrive, si è proiettata su di lei, probabilmente non era indice di un amore maturo, ma dell'urgenza di anestetizzare il lutto della precedente separazione. In questi casi, la chimica e l'entusiasmo bruciante servono a coprire il vuoto, a dimostrare a se stessi e agli altri di essere già "oltre", quando in realtà le fondamenta emotive sono ancora profondamente scosse.
Il crollo improvviso, innescato da un sogno o dai commenti della famiglia, non è stato un cambio di opinione su di lei come persona, ma il momento in cui la realtà ha chiesto il conto. Il senso di colpa verso l'ex e il giudizio dei familiari hanno agito come detonatori, portando a galla una dissonanza cognitiva che lei non era pronto a gestire. Quando queste persone sentono di aver "corso troppo" per scappare dal dolore, spesso l'unica soluzione che trovano è la fuga totale, recidendo il nuovo legame in modo netto e brutale per cercare di tornare in una zona di comfort che percepiscono come più sicura, per quanto irrisolta.
Lei è stato molto lucido nel proteggersi inizialmente, e quel suo "essere partito prevenuto" era un segnale prezioso che la sua parte razionale le stava inviando. Tuttavia, è umano e comprensibile che, di fronte a una narrazione così perfetta e coinvolgente, le sue difese si siano abbassate. Il rischio ora è che lei rimanga incastrato nel tentativo di dare un senso logico a un comportamento che logico non è, poiché dettato da una gestione emotiva non del tutto funzionale, da parte della sua, ormai ex, compagna.
Elaborare un distacco simile richiede tempo e, soprattutto, la capacità di distinguere le proprie responsabilità da quelle di chi non era ancora pronto a costruire un futuro. Trasformare questo senso di ingiustizia in una nuova consapevolezza è un passaggio fondamentale per non permettere a questa esperienza di condizionare le sue prossime relazioni. Un approfondimento su queste dinamiche, in uno spazio protetto e professionale, potrebbe aiutarla a rimettere se stesso al centro, esplorando anche quei segnali che la sua maturità aveva inizialmente colto e che oggi rappresentano la sua bussola più affidabile per ripartire.
Spero che questa riflessione possa offrirle un primo punto d'appoggio per guardare a quanto accaduto con una prospettiva diversa. Se lo desidera, resto a sua disposizione per analizzare più a fondo questi vissuti e ritrovare la giusta stabilità. Le auguro una serena serata.
Dott. Borraccino Giacomo Simone
Il crollo improvviso, innescato da un sogno o dai commenti della famiglia, non è stato un cambio di opinione su di lei come persona, ma il momento in cui la realtà ha chiesto il conto. Il senso di colpa verso l'ex e il giudizio dei familiari hanno agito come detonatori, portando a galla una dissonanza cognitiva che lei non era pronto a gestire. Quando queste persone sentono di aver "corso troppo" per scappare dal dolore, spesso l'unica soluzione che trovano è la fuga totale, recidendo il nuovo legame in modo netto e brutale per cercare di tornare in una zona di comfort che percepiscono come più sicura, per quanto irrisolta.
Lei è stato molto lucido nel proteggersi inizialmente, e quel suo "essere partito prevenuto" era un segnale prezioso che la sua parte razionale le stava inviando. Tuttavia, è umano e comprensibile che, di fronte a una narrazione così perfetta e coinvolgente, le sue difese si siano abbassate. Il rischio ora è che lei rimanga incastrato nel tentativo di dare un senso logico a un comportamento che logico non è, poiché dettato da una gestione emotiva non del tutto funzionale, da parte della sua, ormai ex, compagna.
Elaborare un distacco simile richiede tempo e, soprattutto, la capacità di distinguere le proprie responsabilità da quelle di chi non era ancora pronto a costruire un futuro. Trasformare questo senso di ingiustizia in una nuova consapevolezza è un passaggio fondamentale per non permettere a questa esperienza di condizionare le sue prossime relazioni. Un approfondimento su queste dinamiche, in uno spazio protetto e professionale, potrebbe aiutarla a rimettere se stesso al centro, esplorando anche quei segnali che la sua maturità aveva inizialmente colto e che oggi rappresentano la sua bussola più affidabile per ripartire.
Spero che questa riflessione possa offrirle un primo punto d'appoggio per guardare a quanto accaduto con una prospettiva diversa. Se lo desidera, resto a sua disposizione per analizzare più a fondo questi vissuti e ritrovare la giusta stabilità. Le auguro una serena serata.
Dott. Borraccino Giacomo Simone
Caro,
quello che racconti è profondamente destabilizzante, e lo è a prescindere da come poi si voglia leggere ciò che è successo. Essere lasciati “dalla sera alla mattina”, dopo parole così intense, dopo progetti, dopo una richiesta di convivenza, produce inevitabilmente uno shock emotivo. Non c’è nulla di eccessivo nel tuo smarrimento: il tuo sistema affettivo è stato portato molto in alto e poi improvvisamente lasciato cadere nel vuoto. Questo fa male, confonde, fa dubitare di sé e della realtà stessa di ciò che si è vissuto.
Hai fatto bene a fidarti di ciò che sentivi. Non sei stato ingenuo, né “accecato”: sei stato coinvolto in una relazione che, nei fatti, era realmente intensa, viva, condivisa. Le parole che lei ha usato, i gesti, la richiesta di convivenza, il “ti amo”, non sono dettagli trascurabili. È comprensibile che oggi tu ti chieda come sia possibile un cambio così radicale in così poco tempo, e che tu senta di essere stato “buttato via”. Quel senso di essere diventato improvvisamente un oggetto rifiutato è una ferita che merita di essere riconosciuta, non minimizzata.
Se proviamo però, con molta cautela, a guardare anche l’altro lato – non per giustificare, ma per comprendere – potremmo chiederci se questa rottura parli meno di te e molto di più del suo modo di stare nei legami. Lei arriva da una relazione lunga, non ancora davvero metabolizzata, e sembra aver attraversato questa nuova storia come una spinta vitale potentissima: una fuga, forse, un tentativo di sentirsi viva, scelta, desiderata, finalmente fuori da un dolore precedente. In questi casi non è raro che l’entusiasmo iniziale sia autentico, ma che poggi su un equilibrio ancora fragile.
Quando la relazione passa dal piano dell’innamoramento a quello della realtà – la convivenza, il quotidiano, la concretezza – qualcosa può incrinarsi. Non perché non ci sia stato amore, ma perché emergono conflitti interni irrisolti: il senso di colpa verso l’ex, la pressione dello sguardo familiare, la paura di essere “la cattiva”, il timore di aver bruciato tappe senza aver davvero chiuso la porta precedente. In questo senso, sì, è possibile che le voci esterne abbiano riattivato qualcosa che in lei non era mai stato davvero elaborato. Ma forse non l’hanno creato: lo hanno solo fatto emergere.
Tu cogli un punto molto importante quando dici che è stata frettolosa sia all’inizio che alla fine. Potrebbe essere che lei funzioni così: movimenti emotivi rapidi, intensi, poco tolleranti l’ambivalenza, difficoltà a restare nel dubbio senza prendere decisioni drastiche. In questo quadro, il “non sei la persona” può non essere una verità profonda su di te, ma il modo più rapido per placare un conflitto interno insostenibile. Tagliare netto, eliminare lo stimolo che la mette in crisi, invece di restare a pensare.
Questo, però, non cancella il tuo dolore. Né rende meno legittimo il senso di ingiustizia che provi. È normale chiedersi se quello che hai vissuto fosse reale, se fosse tutto un’illusione, se sei stato “usato”. Forse una domanda che può accompagnarti, senza pretendere subito una risposta, è questa: che tipo di legame era possibile con una persona che, nel momento in cui emerge il conflitto, sceglie la fuga anziché il confronto? Non per colpevolizzarla, ma per proteggere anche te.
Ora probabilmente una parte di te vorrebbe capire, ricostruire ogni passaggio, trovare una spiegazione che rimetta ordine. Un’altra parte è ferita, arrabbiata, umiliata. Entrambe hanno diritto di esistere. Forse il lavoro, adesso, non è tanto capire cosa farà lei o se tornerà all’ex, ma riconnetterti a te, al tuo ritmo, ai tuoi confini, a ciò che per te significa un legame sufficientemente sicuro.
Quello che è accaduto non dice che sei stato “sbagliato”. Dice che sei entrato, con autenticità, in una storia con una persona che probabilmente non era pronta a sostenere ciò che lei stessa aveva acceso. E questo, per quanto doloroso, è molto diverso dall’essere scartati come un rifiuto.
Se vorrai, si può continuare a esplorare insieme cosa questa esperienza ha toccato in te, perché fa così male, e cosa può insegnarti su ciò di cui hai bisogno e che meriti in una relazione. Qui, almeno, il tuo sentire trova spazio.
Dott.ssa Raffaella Pia Testa
quello che racconti è profondamente destabilizzante, e lo è a prescindere da come poi si voglia leggere ciò che è successo. Essere lasciati “dalla sera alla mattina”, dopo parole così intense, dopo progetti, dopo una richiesta di convivenza, produce inevitabilmente uno shock emotivo. Non c’è nulla di eccessivo nel tuo smarrimento: il tuo sistema affettivo è stato portato molto in alto e poi improvvisamente lasciato cadere nel vuoto. Questo fa male, confonde, fa dubitare di sé e della realtà stessa di ciò che si è vissuto.
Hai fatto bene a fidarti di ciò che sentivi. Non sei stato ingenuo, né “accecato”: sei stato coinvolto in una relazione che, nei fatti, era realmente intensa, viva, condivisa. Le parole che lei ha usato, i gesti, la richiesta di convivenza, il “ti amo”, non sono dettagli trascurabili. È comprensibile che oggi tu ti chieda come sia possibile un cambio così radicale in così poco tempo, e che tu senta di essere stato “buttato via”. Quel senso di essere diventato improvvisamente un oggetto rifiutato è una ferita che merita di essere riconosciuta, non minimizzata.
Se proviamo però, con molta cautela, a guardare anche l’altro lato – non per giustificare, ma per comprendere – potremmo chiederci se questa rottura parli meno di te e molto di più del suo modo di stare nei legami. Lei arriva da una relazione lunga, non ancora davvero metabolizzata, e sembra aver attraversato questa nuova storia come una spinta vitale potentissima: una fuga, forse, un tentativo di sentirsi viva, scelta, desiderata, finalmente fuori da un dolore precedente. In questi casi non è raro che l’entusiasmo iniziale sia autentico, ma che poggi su un equilibrio ancora fragile.
Quando la relazione passa dal piano dell’innamoramento a quello della realtà – la convivenza, il quotidiano, la concretezza – qualcosa può incrinarsi. Non perché non ci sia stato amore, ma perché emergono conflitti interni irrisolti: il senso di colpa verso l’ex, la pressione dello sguardo familiare, la paura di essere “la cattiva”, il timore di aver bruciato tappe senza aver davvero chiuso la porta precedente. In questo senso, sì, è possibile che le voci esterne abbiano riattivato qualcosa che in lei non era mai stato davvero elaborato. Ma forse non l’hanno creato: lo hanno solo fatto emergere.
Tu cogli un punto molto importante quando dici che è stata frettolosa sia all’inizio che alla fine. Potrebbe essere che lei funzioni così: movimenti emotivi rapidi, intensi, poco tolleranti l’ambivalenza, difficoltà a restare nel dubbio senza prendere decisioni drastiche. In questo quadro, il “non sei la persona” può non essere una verità profonda su di te, ma il modo più rapido per placare un conflitto interno insostenibile. Tagliare netto, eliminare lo stimolo che la mette in crisi, invece di restare a pensare.
Questo, però, non cancella il tuo dolore. Né rende meno legittimo il senso di ingiustizia che provi. È normale chiedersi se quello che hai vissuto fosse reale, se fosse tutto un’illusione, se sei stato “usato”. Forse una domanda che può accompagnarti, senza pretendere subito una risposta, è questa: che tipo di legame era possibile con una persona che, nel momento in cui emerge il conflitto, sceglie la fuga anziché il confronto? Non per colpevolizzarla, ma per proteggere anche te.
Ora probabilmente una parte di te vorrebbe capire, ricostruire ogni passaggio, trovare una spiegazione che rimetta ordine. Un’altra parte è ferita, arrabbiata, umiliata. Entrambe hanno diritto di esistere. Forse il lavoro, adesso, non è tanto capire cosa farà lei o se tornerà all’ex, ma riconnetterti a te, al tuo ritmo, ai tuoi confini, a ciò che per te significa un legame sufficientemente sicuro.
Quello che è accaduto non dice che sei stato “sbagliato”. Dice che sei entrato, con autenticità, in una storia con una persona che probabilmente non era pronta a sostenere ciò che lei stessa aveva acceso. E questo, per quanto doloroso, è molto diverso dall’essere scartati come un rifiuto.
Se vorrai, si può continuare a esplorare insieme cosa questa esperienza ha toccato in te, perché fa così male, e cosa può insegnarti su ciò di cui hai bisogno e che meriti in una relazione. Qui, almeno, il tuo sentire trova spazio.
Dott.ssa Raffaella Pia Testa
Quello che descrive è una dinamica abbastanza comune quando una relazione parte in modo molto intenso e veloce: anche Lei, come la sua partner, probabilmente ha bruciato un po’ le tappe. L’attrazione e l’entusiasmo iniziali non sempre coincidono con una reale stabilità emotiva. Dare tempo a se stessi e rallentare aiuta a conoscersi meglio, a comprendere ciò che si desidera davvero e a prendere decisioni più consapevoli. È naturale sentirsi confusi di fronte a cambiamenti improvvisi o pressioni esterne. In questo momento, è importante tutelare il proprio equilibrio e concedersi lo spazio per elaborare quanto accaduto senza giudicarsi ma rallentare aiuta anche a capire quali sono le necessità profonde o le pressioni interne che ci spingono a fare le cose. Rallentare crea la possibilità di ritrovare uno spazio interno dove riflettere e comprendere.
Caro signore,
effettivamente le relazioni che iniziano subito a ridosso della fine di una storia precedente importante richiederebbero un po' di cautela.
Si può ipotizzare che questa ragazza non fosse pronta per ricominciare subito con una convivenza ma si fosse fatta trascinare da un ideale romantico o stesse tentando di fuggire dall'elaborazione del lutto della precedente storia.
Questa esperienza seppure dolorosa può però portarla a prendere alcune consapevolezze come ad esempio il fatto che una storia che nasce da un grande trasporto possa porre basi solide e che l'altra persona possa avere insicurezze, dubbi , traumi da cui lei non la può salvare. Mi sembra che lei abbia affrontato tutto in modo equilibrato e maturo e ora si prenda il tempo necessario per elaborare la sua rabbia e delusione. Le auguro ogni bene.
effettivamente le relazioni che iniziano subito a ridosso della fine di una storia precedente importante richiederebbero un po' di cautela.
Si può ipotizzare che questa ragazza non fosse pronta per ricominciare subito con una convivenza ma si fosse fatta trascinare da un ideale romantico o stesse tentando di fuggire dall'elaborazione del lutto della precedente storia.
Questa esperienza seppure dolorosa può però portarla a prendere alcune consapevolezze come ad esempio il fatto che una storia che nasce da un grande trasporto possa porre basi solide e che l'altra persona possa avere insicurezze, dubbi , traumi da cui lei non la può salvare. Mi sembra che lei abbia affrontato tutto in modo equilibrato e maturo e ora si prenda il tempo necessario per elaborare la sua rabbia e delusione. Le auguro ogni bene.
Caro,
nelle Sue parole si sente lo strappo improvviso di chi è passato, senza transizione, dalla pienezza allo smarrimento, come se il terreno avesse ceduto sotto i piedi.
Ciò che ha vissuto non appare illusione, ma incontro reale intrecciato però a tempi interiori non allineati, dove il passato chiede ancora voce mentre il presente incalza.
A volte ciò che ci ferisce non è solo l’abbandono, ma il senso rimasto in sospeso, come una frase interrotta che continua a risuonare.
Forse proprio lì, dove ora c’è confusione e amarezza, si nasconde un significato che meriterebbe ascolto e cura.
Spero, con queste parole, di esserLe stato d’aiuto.
nelle Sue parole si sente lo strappo improvviso di chi è passato, senza transizione, dalla pienezza allo smarrimento, come se il terreno avesse ceduto sotto i piedi.
Ciò che ha vissuto non appare illusione, ma incontro reale intrecciato però a tempi interiori non allineati, dove il passato chiede ancora voce mentre il presente incalza.
A volte ciò che ci ferisce non è solo l’abbandono, ma il senso rimasto in sospeso, come una frase interrotta che continua a risuonare.
Forse proprio lì, dove ora c’è confusione e amarezza, si nasconde un significato che meriterebbe ascolto e cura.
Spero, con queste parole, di esserLe stato d’aiuto.
salve, bisogna che lei attua una comunicazione assertiva con i famigliari grazie
Gentile utente, comprendo dalle sue parole la frustrazione e lo stupore che questa situazione può aver sollecitato dentro di lei. Quello che mi sembra interessante osservare è la sua consapevolezza rispetto a come le cose si sono evolute dall’inizio di questo rapporto, alla velocità che ha percepito in alcuni passaggi e cambiamenti. Riprendendo le sue parole, la relazione per come la descrive sembra essersi costruita fin dai primi momenti attorno alla massima condivisione. Trovo questo tema interessante, poiché ciò che sembra emergere è appunto un modo di stare insieme quasi fusionale, che nel momento in cui viene a mancare la lascia comprensibilmente con molte domande e confusione interiore. Ciò che varrebbe la pena esplorare in un percorso di supporto, data la fatica emotiva che sta vivendo, è cosa l’ha portata all’interno di questo tipo di legame e cosa al momento le risulta faticoso nello specifico. Indagare questi aspetti potrebbe favorire una maggiore centratura e comprensione dei suoi bisogni, alleviando la sensazione di essere in balia dell’altro e dei suoi movimenti relazionali. Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento circa la mia risposta e la saluto - dottoressa Paola Grasso
Buonasera! Riconosco il momento difficile, la sofferenza che sta attraversando e quanti dubbi la situazione comporti. Temo che una risposta univoca riguardo il motivo del comportamento della ragazza in questione non solo non sia facile da trovare, ma non sarà nemmeno risolutiva della sofferenza che ora prova. Può provare a fare e disfare le ipotesi per spiegare il suo comportamento, ma non le garantisco il raggiungimento di un risultato che la soddisfi, oppure può provare a lavorare su di sé, focalizzarsi su come poter tornare a stare bene ed evitare di alzare ulteriori muri nelle relazioni future.
Le auguro di trovare serenità,
Dott.ssa Alessandra Guiotto
Le auguro di trovare serenità,
Dott.ssa Alessandra Guiotto
Quello che racconti fa molto male, ma purtroppo non è così insolito quando una relazione nasce mentre l’altra non è davvero chiusa dentro. Quello che c’è stato tra voi può essere stato reale senza per forza essere stabile. Finché tutto è rimasto sul piano dell’emozione e dell’entusiasmo lei sembrava sicura; quando però la relazione è diventata concreta: convivenza, futuro, responsabilità,sono tornati fuori l’ex, il senso di colpa e il peso delle opinioni esterne. Il crollo improvviso non cancella ciò che c’è stato, racconta piuttosto una sua forte ambivalenza e una difficoltà a reggere una scelta fino in fondo.
Detto questo, ora il punto non è più capire cosa passa nella sua testa. Tu hai fatto quello che potevi fare, rispondendo a segnali chiari e assumendoti il rischio emotivo. Il problema non è che tu non fossi “la persona giusta”, ma che lei non era pronta a stare in una relazione reale quando è arrivato il momento di darle struttura. Continuare a cercare spiegazioni rischia solo di tenerti legato a qualcosa che, per come stanno le cose, non può darti continuità né sicurezza. Proteggerti adesso è già una forma di lucidità.
Ti consiglierei di non cercare ulteriori confronti né chiarimenti: non perché tu non li meriti, ma perché lei, in questo momento, non è in grado di offrirti una narrazione stabile. Ogni spiegazione nuova rischierebbe solo di confonderti di più o di riaprire speranze che non trovano riscontro nei fatti.
L’intensità non è affidabilità. Quello che avete vissuto può essere stato autentico, ma non era sostenibile.
Infine, proteggi il tuo sistema emotivo: limita i contatti, evita di ripercorrere ossessivamente la storia e, se senti che il colpo ha riattivato ferite più antiche, valuta di parlarne in terapia. Non per “capire lei”, ma per ricentrare te e non trasformare questa esperienza in una ferita identitaria.
Il dolore passerà; l’autostima che costruisci adesso resta.
Se vuoi puoi contattarmi per un colloquio conoscitivo e cercheremo insieme di capirci di più.
Un caro saluto
Dott.ssa Bacchi
Detto questo, ora il punto non è più capire cosa passa nella sua testa. Tu hai fatto quello che potevi fare, rispondendo a segnali chiari e assumendoti il rischio emotivo. Il problema non è che tu non fossi “la persona giusta”, ma che lei non era pronta a stare in una relazione reale quando è arrivato il momento di darle struttura. Continuare a cercare spiegazioni rischia solo di tenerti legato a qualcosa che, per come stanno le cose, non può darti continuità né sicurezza. Proteggerti adesso è già una forma di lucidità.
Ti consiglierei di non cercare ulteriori confronti né chiarimenti: non perché tu non li meriti, ma perché lei, in questo momento, non è in grado di offrirti una narrazione stabile. Ogni spiegazione nuova rischierebbe solo di confonderti di più o di riaprire speranze che non trovano riscontro nei fatti.
L’intensità non è affidabilità. Quello che avete vissuto può essere stato autentico, ma non era sostenibile.
Infine, proteggi il tuo sistema emotivo: limita i contatti, evita di ripercorrere ossessivamente la storia e, se senti che il colpo ha riattivato ferite più antiche, valuta di parlarne in terapia. Non per “capire lei”, ma per ricentrare te e non trasformare questa esperienza in una ferita identitaria.
Il dolore passerà; l’autostima che costruisci adesso resta.
Se vuoi puoi contattarmi per un colloquio conoscitivo e cercheremo insieme di capirci di più.
Un caro saluto
Dott.ssa Bacchi
Buongiorno,
è immaginabile il dolore che prova vista la situazione e il suo investimento emotivo in questa relazione. Nel caso, valuti la possibilità di parlarne con un terapista, potrebbe aiutarla ad elaborare la sofferenza proveniente dalla fine di questa breve ma intensa storia.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
è immaginabile il dolore che prova vista la situazione e il suo investimento emotivo in questa relazione. Nel caso, valuti la possibilità di parlarne con un terapista, potrebbe aiutarla ad elaborare la sofferenza proveniente dalla fine di questa breve ma intensa storia.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Quello che descrive è un vissuto molto doloroso e comprensibilmente destabilizzante. Provo a darle una lettura psicologica chiara, senza giustificare comportamenti che l’hanno ferita, ma aiutandola a capire cosa può essere accaduto.
È abbastanza frequente che una persona esca da una relazione lunga senza aver davvero elaborato la separazione. Anche quando la decisione di lasciare l’ex sembra chiara e determinata, il distacco emotivo può essere molto più lento. In questi casi può accadere che una nuova relazione venga vissuta inizialmente come estremamente intensa, salvifica, “travolgente”: non necessariamente in modo manipolatorio, ma come risposta al vuoto, al dolore e al bisogno di conferme. Questo spiega il coinvolgimento rapido, le dichiarazioni forti, il desiderio di convivenza: non sempre sono segnali di solidità, a volte sono tentativi di mettere a tacere un conflitto interno non risolto.
Quando poi arrivano passaggi di realtà (la convivenza, il giudizio dei familiari, il confronto con la sofferenza dell’ex), il sistema emotivo può “collassare”: emergono senso di colpa, dubbi, pensieri intrusivi, paura di aver sbagliato tutto. In persone emotivamente fragili o ambivalenti questo può portare a decisioni drastiche e improvvise, non perché l’altro non conti, ma perché non riescono a reggere la complessità emotiva.
Il fatto che lei sia stato “lasciato dalla sera alla mattina” non parla della sua mancanza di valore, ma di una incapacità di lei di stare nel conflitto, di tollerare l’incertezza e di prendersi il tempo necessario per capire cosa stesse davvero vivendo. Il condizionamento di familiari e amici probabilmente ha avuto un peso, ma solo perché ha toccato un dubbio che in lei era già presente.
Lei ha fatto qualcosa di molto sano: ha espresso cautela iniziale, ha cercato il dialogo, ha proposto un passo indietro invece di forzare. Il dolore che prova ora è amplificato dal contrasto tra le parole d’amore ricevute e la brusca interruzione: questo tipo di rottura lascia spesso confusione, senso di scarto e svalutazione, che meritano di essere accolti e compresi.
Per elaborare davvero quanto accaduto — e soprattutto per evitare che questa esperienza lasci ferite relazionali profonde — è consigliabile approfondire con uno specialista, che possa aiutarla a rimettere ordine nei vissuti e a proteggere il suo modo di stare in relazione.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
È abbastanza frequente che una persona esca da una relazione lunga senza aver davvero elaborato la separazione. Anche quando la decisione di lasciare l’ex sembra chiara e determinata, il distacco emotivo può essere molto più lento. In questi casi può accadere che una nuova relazione venga vissuta inizialmente come estremamente intensa, salvifica, “travolgente”: non necessariamente in modo manipolatorio, ma come risposta al vuoto, al dolore e al bisogno di conferme. Questo spiega il coinvolgimento rapido, le dichiarazioni forti, il desiderio di convivenza: non sempre sono segnali di solidità, a volte sono tentativi di mettere a tacere un conflitto interno non risolto.
Quando poi arrivano passaggi di realtà (la convivenza, il giudizio dei familiari, il confronto con la sofferenza dell’ex), il sistema emotivo può “collassare”: emergono senso di colpa, dubbi, pensieri intrusivi, paura di aver sbagliato tutto. In persone emotivamente fragili o ambivalenti questo può portare a decisioni drastiche e improvvise, non perché l’altro non conti, ma perché non riescono a reggere la complessità emotiva.
Il fatto che lei sia stato “lasciato dalla sera alla mattina” non parla della sua mancanza di valore, ma di una incapacità di lei di stare nel conflitto, di tollerare l’incertezza e di prendersi il tempo necessario per capire cosa stesse davvero vivendo. Il condizionamento di familiari e amici probabilmente ha avuto un peso, ma solo perché ha toccato un dubbio che in lei era già presente.
Lei ha fatto qualcosa di molto sano: ha espresso cautela iniziale, ha cercato il dialogo, ha proposto un passo indietro invece di forzare. Il dolore che prova ora è amplificato dal contrasto tra le parole d’amore ricevute e la brusca interruzione: questo tipo di rottura lascia spesso confusione, senso di scarto e svalutazione, che meritano di essere accolti e compresi.
Per elaborare davvero quanto accaduto — e soprattutto per evitare che questa esperienza lasci ferite relazionali profonde — è consigliabile approfondire con uno specialista, che possa aiutarla a rimettere ordine nei vissuti e a proteggere il suo modo di stare in relazione.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve. Mi sembra abbia descritto. in maniera abbastanza lucida e centrata la vostra relazione, dal love bombing alla separazione. Sono i dubbi di una donna all'inizio di una relazione che possono presentarsi, io rifletterei sul perché lei abbia intrapreso questa relazione con questa fretta e non abbia posto un freno all'inizio. Cos'è che la porta a legarsi a questo donna? Cosa la fa soffrire in questo momento? Vede una ripetizione di meccaniche, eventi avvenuti in questa relazione che le ricordano relazioni del passato? Se si, quali sono? Rifletta su queste domande.
Se necessità di approfondimenti può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello.
Se necessità di approfondimenti può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello.
Dal suo racconto si percepisce quanto abbia creduto, sentito e investito profondamente in questo legame, e quanto ora il dolore sia intenso e disorientante. In una lettura psicoanalitica, la relazione sembra aver funzionato per la sua compagna come un luogo di sollievo e idealizzazione, ma anche come un modo per non attraversare fino in fondo il lutto per l’ex. Quando il rapporto è diventato più concreto, quel materiale emotivo è riemerso con forza, travolgendola. Il ritiro improvviso non parla di una mancanza sua, ma della difficoltà di lei a tollerare colpa, ambivalenza e paura. È comprensibile che oggi si senta scartato e ferito, perché si è mostrato autentico e disponibile.
Se sente il bisogno di approfondire mi contatti pure!
Un saluto,
Dott.ssa Chiara Lisa Lovati
Se sente il bisogno di approfondire mi contatti pure!
Un saluto,
Dott.ssa Chiara Lisa Lovati
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