La muffa che si forma sui formaggi è tossica, si possono mangiare una volta eliminata?

La muffa che si forma sui formaggi è tossica, si possono mangiare una volta eliminata?

16 risposte


La muffa visibile sui formaggi freschi o molli rende il prodotto non sicuro e va scartato interamente, poiché le spore possono penetrare in profondità. Nei formaggi stagionati a pasta dura, invece, è possibile eliminare la parte interessata tagliando almeno 2–3 cm intorno e sotto l’area ammuffita. Alcune muffe sono produttrici di micotossine, quindi la prudenza è sempre consigliata. Distinti saluti Dr Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

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nutrizionista

Terrassa Padovana

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Ci sono alcune muffe aggiunte appositamente su alcuni formaggi come il gorgonzola, il formaggio blu, il brie e il camembert che sono innocue. Tutte le altre muffe che possono crescere inaspettatamente sugli altri formaggi potrebbero essere pericolose e non solo apparire in superficie ma crescere in profondità. In questi casi, meglio eliminare questi formaggi piuttosto che eliminare la superficie e mangiare il resto.


La presenza di muffa sui formaggi è una questione delicata e dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di formaggio e la natura della muffa. Alcuni formaggi sono volutamente prodotti con muffe “buone”, come il Gorgonzola, il Roquefort, il Brie e il Camembert. In questi casi, la muffa è parte integrante del processo di stagionatura e non rappresenta alcun rischio per la salute. La muffa che si sviluppa spontaneamente su formaggi non destinati a contenerla, invece, può essere potenzialmente tossica, soprattutto se si tratta di muffe verdi, grigie o nere. Queste possono produrre micotossine dannose per l’organismo. Nei formaggi a pasta dura o semi-dura (come il Parmigiano, il Pecorino stagionato, il Cheddar), è generalmente possibile rimuovere la parte ammuffita tagliando almeno 1–2 cm attorno alla zona contaminata. Il resto del formaggio può essere consumato, purché non vi siano segni di penetrazione profonda2. Nei formaggi freschi o a pasta molle (come la ricotta, la crescenza, il mascarpone), la muffa può penetrare facilmente e contaminare l’intero prodotto. In questi casi, è consigliabile non consumare il formaggio anche se si rimuove la parte visibile.


Dipende molto dal tipo di formaggio e dal tipo di muffa. Muffa “buona” (voluta) Nei formaggi come gorgonzola, roquefort, brie, camembert la muffa è parte del processo di produzione ed è sicura. Non va tolta: è la stessa che dà il sapore caratteristico. Muffa “accidentale” (non voluta) Nei formaggi stagionati e duri (es. parmigiano, pecorino) se compare una muffa superficiale bianca, verde o blu puoi tagliare via almeno 1 cm attorno e sotto la zona e mangiare il resto. Nei formaggi freschi o molli (es. mozzarella, ricotta, crescenza, robiola) se appare muffa vanno buttati: la struttura morbida permette alla muffa di penetrare in profondità anche se non la vedi, e può produrre micotossine.


Buongiorno se il formaggio è duro e stagionato si può tagliare la parte ammuffita (almeno un centimetro di spessore), altrimenti se è fresco è meglio buttarlo. Saluti

Dr. Marco Mascellani

Dr. Marco Mascellani

nutrizionista

Lanzo Torinese

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Salve! La muffa sui formaggi può produrre micotossine, che sono tossiche e potenzialmente dannose per la salute. Anche se rimuovi la parte visibile, le micotossine potrebbero aver penetrato il formaggio, quindi è meglio evitare di mangiarlo. In alcuni casi, la muffa su formaggi stagionati (come il gorgonzola) è sicura, ma deve essere parte del processo di produzione e non una crescita non voluta.


Buon pomeriggio, dipende molto dal tipo di muffa e dal tipo di formaggio. In linea di massima se la muffa compare su un formaggio a pasta dura, come parmigiano o pecorino, basta tagliare via in maniera abbondante la parte contaminata e il resto si può mangiare senza rischi, perché la muffa riesce a penetrare poco. Diverso è il caso dei formaggi freschi o molli: lì la muffa si diffonde facilmente all’interno e può produrre tossine, quindi è più sicuro buttarli via. Saluti, Davide.


La muffa può diffondersi facilmente all’interno del formaggio. Anche se si rimuove la parte visibile, non è sicuro consumare il resto, soprattutto nei formaggi a pasta molle o fresca.


Questo tipo di intervento non assicura l’eliminazione delle spore e, al contrario, può aumentare il rischio di contaminazione.


Buongiorno, quando sui formaggi si forma della muffa sono da buttare poichè, anche scartando la parte interessata dalla muffa, non si riduce il rischio di contaminazione al 100% (dal momento che le ife del fungo si possono insinuare in profondità e non vedersi ad occhio).


E' sempre meglio buttare via i formaggi.

Dott. Francesco Coppola

Dott. Francesco Coppola

nutrizionista

Aci Castello

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Se sono formaggi molli, il prodotto deve essere necessariamente buttato. Se si tratta di formaggi a pasta dura o semidura, si può asportare la parte di muffa, ma con ampio margine di sicurezza. tuttavia, se la muffa risulta diffusa su più zone, meglio non consumare il prodotto.

Dott.ssa Elisa Moretti

Dott.ssa Elisa Moretti

biologo nutrizionista

Parma

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Buongiorno, innanzitutto dipende dal tipo di formaggio: -se si parla di formaggi duri, è possibile eliminare la parte ammuffita, -se si parla di formaggi molli, la muffa penetra in profondità e in questo caso è assolutamente sconsigliato consumare il prodotto. In alcuni casi, come la nota gorgonzola, la muffa è ricercata.


Buongiorno, dipende dal tipo di formaggio: nei formaggi freschi o molli, se compare muffa, è più prudente buttarli perché la contaminazione può estendersi in profondità anche se in superficie sembra limitata, e alcune muffe possono produrre micotossine. Nei formaggi duri o molto stagionati, invece, in genere si può recuperare il prodotto eliminando in modo abbondante la parte ammuffita, tagliando almeno 2-3 cm tutto intorno e sotto la zona interessata, facendo attenzione a non contaminare il resto con il coltello. Fanno eccezione i formaggi erborinati, come il gorgonzola, nei quali la muffa è parte normale del processo produttivo e non rappresenta un problema. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate


Solitamente se si allontana tutta la muffa è possibile consumare il formaggio senza avere problemi. Le muffe del formaggio sono superficiali.

Dott.ssa Antonella Gigantesco

Dott.ssa Antonella Gigantesco

nutrizionista

Rosignano Solvay

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Buongiorno, la risposta dipende dal tipo di formaggio e dalla tipologia di muffa. Esistono infatti formaggi nei quali la presenza di muffe è voluta e controllata durante la produzione, come il gorgonzola, il brie, il camembert e altri formaggi erborinati. In questi casi le muffe utilizzate sono selezionate e sicure per il consumo. Diverso è il caso delle muffe che compaiono spontaneamente su un formaggio che originariamente non avrebbe dovuto presentarle. In questo caso è necessaria prudenza. Le muffe non si sviluppano soltanto in superficie: possono estendere microscopiche ramificazioni all'interno dell'alimento e, in alcune condizioni, produrre micotossine, sostanze potenzialmente dannose per la salute. Il Ministero della Salute ricorda che le micotossine possono migrare in profondità e non vengono eliminate semplicemente asportando la parte visibile della muffa. Per i formaggi freschi o molli (stracchino, crescenza, robiola, mascarpone, ricotta, ecc.) il consiglio è generalmente quello di eliminare l'intero prodotto se compare una muffa indesiderata, poiché l'elevato contenuto di acqua facilita la diffusione dei microrganismi. Per alcuni formaggi stagionati e a pasta dura, invece, le indicazioni di sicurezza alimentare sono meno restrittive e in determinate situazioni può essere sufficiente rimuovere una porzione abbondante attorno alla zona interessata. Tuttavia, soprattutto in ambito domestico, quando non si è certi della natura della muffa, la scelta più prudente resta quella di non consumare il prodotto. In sintesi: le muffe "buone" sono quelle previste dal processo produttivo; le muffe che compaiono accidentalmente su un formaggio non dovrebbero essere considerate innocue e, in caso di dubbio, è preferibile non rischiare. Per qualsiasi dubbio o per ulteriori chiarimenti, resto a disposizione. Buona giornata, Dott.ssa Giorgia Ranzato Biologa Nutrizionista

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.