Gent.Dott.sono andato da una psicologa sessuale,prima visita.Ne sono uscito ancora più devastato, pe

20 risposte
Gent.Dott.sono andato da una psicologa sessuale,prima visita.Ne sono uscito ancora più devastato, perchè anche se la psicologa e molto professionale,una frase mi ha colpito:se voi non avete una sessualità perfetta meglio che vi lasciate?Ma il problema è nella mia testa mia Moglie non centra!Chi sà quante coppie hanno lo stesso problema,poi io non lascierò mai mia Moglie per un'altra, 25 anni insieme ed una figlia.Tra l'altro abbiamo combattuto tanto per averla,perchè io avevo problemi( pochi spermatozoi)Poi la dottoressa mi ha detto anche:che con la masturbazione io tradisco mia moglie,allora chi sa quanti traditori nel mondo ci sono!Parlando di qualche like che metto a donne che vendono profumi anche questo e tradimento?Io non voglio essere giudicato ma aiutato!Ultima cosa la dottoressa ha anche detto di scrivere a casa su un quaderno tutti i problemi per mantenere il cervello inpegnato.Ma lei deve scavare nella mia testa!Secondo voi devo continuare la terapia?Grazie.
Dr. Alessio Aloi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
gentile utente,

se le cose stanno come lei racconta, è opportuno che si rivolga ad un altra/o professionista in primis perché sembra chiaro che non si sia trovato a suo agio con la persona che ha incontrato.
Le consiglierei di rivolgersi ad un professionista che sia anche e soprattutto psicoterapeuta, poiché i problemi di natura sessuale rientrano nelle competenze diagnostiche e di cura della psicoterapia.

Se possibile e se ritiene di poterlo fare, le consiglierei comunque di parlare alla psicologa che ha incontrato e spiegarle i motivi della sua decisione di non proseguire gli incontri con lei.
Saluti

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Dott.ssa Marina Bonadeni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, le direi che bisogna trovare una sintonizzazione con il terapeuta, nonostante a volte ci possano essere situazioni in cui si rivela necessario dire anche cose scomode per spronare il cambiamento. A parte questo, non entro nel merito dei compiti a casa richiesti dalla collega, se non per dire che la psicoterapia dovrebbe essere vista nell'ottica della collaborazione e non vissuta passivamente. Vale a dire, non è il terapeuta che strizzando il cervello del paziente ne fa uscire qualcosa, bensì le consapevolezze devono essere realizzate condividendo obiettivi da raggiungersi mediante l'impegno di tutti gli attori coinvolti.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marina Bonadeni
Dott.ssa Giulia Virginia La Monica
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trento
Gentile Utente,
probabilmente la persona migliore con cui fare chiarezza è lo stesso professionista.
Se poi valutasse/valutaste non essere il professionista, il contesto, l'approccio più utile ecc. può considerare diversamente.
Mi auguro quanto prima possa trovare il sostegno che Le necessita.
Saluti
Dott.ssa Valentina De Chiara
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Gentile utente, capisco il suo sconforto dopo questo primo incontro. Mi dispiace molto che si sia sentito giudicato anziché aiutato, soprattutto considerando la delicatezza della situazione che sta vivendo. È assolutamente fondamentale che in un percorso terapeutico ci si senta accolti, compresi e mai giudicati. La terapia dovrebbe essere uno spazio sicuro dove poter esplorare liberamente i propri pensieri e le proprie emozioni, con la guida di un professionista che offra supporto e strumenti per affrontare le difficoltà. Considerando come si è sentito dopo questo primo incontro, è del tutto legittimo che lei si ponga la domanda se continuare o meno questa terapia. Forse potrebbe essere utile riflettere su questi aspetti: Si sente a suo agio a parlare apertamente con questa professionista, nonostante questo episodio? Crede che possa esserci spazio per chiarire queste incomprensioni e ristabilire un rapporto di fiducia? Si sente compreso e supportato, al di là di queste frasi che l'hanno colpita?
Qualora decidesse di intraprendere un percorso con un altro professionista, resto a disposizione anche per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Dott. Lorenzo Rizzi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Udine
Buongiorno,
comincio dalla fine: un percorso di terapia è tale quando si intraprende di comune accordo una terapia con certi obiettivi.
Se lei ha fatto una prima visita, non può essere già una terapia, ma il primo di un certo numero di colloqui di consulenza (il professionista deve esplicitare quanti sono), che servono al professionista per conoscere il paziente e al paziente per conoscere il professionista e il suo modo di lavorare e capire se si può fare un lavoro proficuo assieme.
Una sessualità perfetta non esiste, ogni coppia ha la sessualità che riesce a permettersi e costruire negli anni. Se questa è frutto si scontentezza in uno o entrambi i membri della coppia, può essere di aiuto un percorso di terapia di coppia, che sia di aiuto a confrontarsi e crescere assieme, lavorando per cambiare alcune modalità che non permettono più di stare bene.
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Vizzolo Predabissi
Buongiorno, se si trova bene con la terapeuta continui pure. Io mi occupo anche di sessuologia, se intende intraprendere un altro percorso sono disponibile ad aiutarla.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Dott.ssa Serena Salafia
Psicoterapeuta, Psicologo
Cadoneghe
Buonasera,
sicuramente un primo colloquio ci può dare un'idea ma non è sufficiente per capire se siamo di fronte al/alla professionista che più fa al caso nostro. Può essere utile condividere con la psicologa che la segue questi suoi pensieri e punti di vista in modo da avere un confronto che le permetta di avere più informazioni per poter decidere.
Dr. Andrea Luca Bossi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Arese
Buongiorno, affinché un percorso psicoterapeutico possa raggiungere un qualsiasi obiettivo dichiarato, è di importanza critica il raggiungimento di una condizione preliminare chiamata Alleanza terapeutica. Consiste di una condizione di completo agio del proprio stato d'animo, di una buona disposizione di apertura all'esperienza e della sicurezza nel non sentirsi giudicati. In assenza di questi requisiti c'è il rischio di sprecare tempo (e denaro) in sedute poco prolifiche. Così come un paziente deve armarsi di coraggio e dichiarare le verità di se stesso/a, altresì il/la Terapeuta deve contribuire al massimo delle sue abilità per favorire un clima di fiducia e di disponibilità, oltre che prontezza di riflessi nel cogliere possibili segnali di cambiamento. In assenza di queste condizioni, le ricordo che il Consenso informato (il documento che lei avrebbe dovuto firmare all'inizio del percorso) contiene chiaramente li Diritto del Paziente di poter abbandonare il percorso quando ritiene che non sia produttivo per i propri bisogni. Le auguro buona giornata
Dott.ssa Jasmine Scioscia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera chiederei alla collega specifiche in merito a ciò che ha detto, cosi da capire meglio e approfondire quello che intendeva con le affermazioni che ha fatto e Lei caro utente esprima liberamente cosa pensa alla collega, le dica quello che sta dicendo a noi che si sente giudicato e che quello che vorrebbe è un aiuto e un supporto. Per il discorso masturbazione e il resto non sono affatto d'accordo con la collega (forse è particolarmente cattolica?). Veda cosa le risponde e se riesce a chiarire cosa voleva intendere con ciò che le ha detto e se sente che non le piace o non fa al caso suo glielo comunichi e cerchi un 'altro specialista. Si ricordi che la terapia non funziona se non c'è una vera e sana "alleanza terapeutica".
Buona fortuna, se ha bisogno di altro scriva pure.
Dr. Jasmine Scioscia
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,

grazie per aver condiviso il suo vissuto con sincerità e profondità. È comprensibile che una prima seduta di terapia, specialmente su un tema delicato come quello della sessualità, possa lasciare sensazioni contrastanti. Il percorso terapeutico, soprattutto all’inizio, può toccare corde molto sensibili e far emergere emozioni forti, talvolta anche dolorose.

Va chiarito che la sessualità non deve essere "perfetta" per determinare il valore o la validità di una relazione. Ogni coppia ha la propria intimità, fatta di alti e bassi, e ciò che conta è il dialogo sincero, il rispetto reciproco e la volontà condivisa di affrontare le difficoltà. Dire che una coppia dovrebbe lasciarsi in assenza di una sessualità ideale è una frase che, se davvero pronunciata in quei termini, può risultare rigida e poco empatica, soprattutto in un contesto terapeutico dove la priorità dovrebbe essere l’ascolto e la comprensione, non il giudizio.

Per quanto riguarda la masturbazione o i “like” messi sui social, questi comportamenti andrebbero valutati nel contesto più ampio della vostra relazione e della vostra intimità emotiva. Definire cosa sia “tradimento” è complesso e dipende molto dai valori condivisi nella coppia. In terapia, l'obiettivo dovrebbe essere esplorare questi aspetti senza etichette assolute, ma con rispetto per la vostra storia e per ciò che provate.

Scrivere su un quaderno può essere uno strumento utile per elaborare i pensieri, ma non può sostituire il lavoro relazionale tra terapeuta e paziente. È giusto aspettarsi che il terapeuta entri con delicatezza e professionalità nel suo mondo interno, aiutandola a comprendere meglio ciò che prova, senza imporre soluzioni drastiche o giudizi morali.

Detto questo, il primo incontro non rappresenta necessariamente l’intero percorso terapeutico. Se ritiene che ci siano stati fraintendimenti o se non si è sentito accolto come avrebbe desiderato, può essere utile comunicarlo apertamente alla terapeuta, perché anche questo confronto può diventare parte del lavoro terapeutico. In alternativa, se non si sente a suo agio, è legittimo valutare un altro professionista con cui possa instaurare un’alleanza terapeutica più solida e rispettosa dei suoi bisogni.

In ogni caso, sarebbe utile e consigliato, per approfondire meglio queste dinamiche personali e relazionali, rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Elena Gianotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Sono convinta che una relazione terapeutica efficace si fondi sull'accoglienza, sulla comprensione ed il non giudizio: lo spazio terapeutico è per eccellenza uno spazio neutro, dove poter dire tutto senza sentirsi giudicati. Se questi elementi mancano è difficile che la terapia funzioni. Io credo che sia importante che lei possa esprimere come si sente con questa terapeuta, in modo da chiarire quelli che sono i suoi bisogni e le sue aspettative, che in questo momento vengono mancati, e che possa sentirsi eventualmente legittimato anche a cambiare terapeuta, se continuasse a sentirsi giudicato e non accolto in quello che porta. Tra paziente e terapeuta deve avvenire un incontro, e visto che siamo tutti diversi è possibile che possa non accadere subito: il mio invito è di non scoraggiarsi, di esprimere liberamente quello che prova ed eventualmente di continuare la ricerca di un professionista che possa essere più in grado di accoglierla e ascoltarla. Se avesse bisogno di ulteriore supporto sono a disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Dr. Salvatore Garufi
Psicologo, Psicoterapeuta
Brescia
Una psicoterapia può includere provocazioni, ma deve sempre fondarsi su alleanza e rispetto. Porti nella prossima seduta il suo vissuto («sono uscito devastato quando ha detto che masturbarmi è tradire mia moglie») e osservi la reazione clinica: se la terapeuta accoglie il feedback, spiega il significato dell’intervento e collabora a trovare un linguaggio non svalutante, vale la pena proseguire. Se invece minimizza il suo disagio o lo etichetta come difensivo, il rischio è che il percorso si fondi sulla colpa più che sulla crescita. Cambiare specialista, specie dopo un primo colloquio, non è un fallimento: è tutela di un contesto adatto alla vostra storia sessuale di coppia.

Per valutare pro & contro della prosecuzione, o per un secondo parere specialistico che valorizzi i suoi 25 anni di relazione, prenoti con me tramite MioDottore: esamineremo i goals terapeutici, le tecniche indicate e il clima relazionale necessario per affrontare il tema della sessualità in modo costruttivo.
Dott. Dimitri Abate
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Gent.mo,

la ringrazio per aver condiviso con grande apertura la sua esperienza e il suo stato d’animo. Comprendo quanto possa essere stato difficile per lei uscire da quella seduta con più confusione che sollievo.

È assolutamente umano sentirsi giudicati o fraintesi quando si affrontano temi intimi come la sessualità, specialmente dopo tanti anni di relazione e sacrifici comuni. Molte coppie vivono difficoltà simili e non per questo la relazione perde valore o significato.

Dal punto di vista psicologico, la sessualità non è solo un atto fisico ma un’esperienza complessa, intrecciata a pensieri, emozioni e vissuti personali. Un approccio terapeutico dovrebbe aiutarla ad esplorare questi aspetti con empatia, senza colpevolizzarla.

Le suggerisco di valutare se il rapporto con la terapeuta rispecchia le sue esigenze emotive. Se si sente giudicato piuttosto che compreso, potrebbe essere utile considerare un altro professionista.

Con il giusto supporto, è possibile affrontare queste difficoltà con serenità e senza sentirsi soli.

Cordiali saluti,
Dott. Abate
Dott.ssa Sara Fordellone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Piedimonte San germano alta
Gentile utente. Il requisito fondamentale per una terapia proficua è l'instaurarsi di una buona alleanza terapeutica. Se si sente giudicato dalla sua terapeuta le consiglio di parlarne con lei e se continuasse a sentire le stesse spiacevoli emozioni può cambiare professionista. La sessualità è una sfera talmente personale e intima, fatta di tante sfaccettature e non deve essere "perfetta", ma soddisfacente e vissuta con serenità.
Un caro saluto
Dott.ssa Sabrina Germi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Castegnero
Gentile paziente,
mi dispiace molto per questa sua non felice esperienza psicologica. Se non si è trovato bene l'ha invito a consultare un altro professionista, magari legga le recensioni e le opinioni dei pazienti, se ciò può esserle utile in primis, poi successivamente è Lei che dovrà valutare se l'approccio risponde alle sue aspettative.... , se sente empatia, rispetto e non giudizio.
La fiducia è il fondamento su cui si costruisce la relazione terapeutica. Un paziente che si fida del proprio psicologo si sente al sicuro, in grado di condividere i propri sentimenti e pensieri senza paura di essere giudicato o criticato, permette al paziente di aprirsi, affrontare i propri problemi e lavorare verso il cambiamento.
A disposizione,
saluti
Dott.ssa Nunzia D'Anna
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Lei deve sicuramente continuare la terapia, ma andando da qualcun altro, che non la faccia sentire così tanto giudicato.
Dott. Mauro Fadda
Psicologo, Psicoterapeuta
Bolzano
Gentilissimo Utente,
devo ammettere che mi ha turbato non poco leggere il suo messaggio.

Le osservazioni e le indicazioni che descrive non sembrano avere niente di terapeutico o di clinicamente attendibile, e voglio sperare che forse in questa prima consulenza ci siano stati malintesi e fraintendimenti con la Collega.

Mi sento in tutta coscienza di suggerirle due azioni distinte non necessariamente connesse l'un l'altra: lei ha senz'altro la libertà ed il diritto di esprimere alla Collega come le sue osservazioni la abbiano fatta sentire, avviando così un discorso onesto e aperto per poter eventualmente chiarire le reciproche posizioni.
Alternativamente può rivolgersi ad un altr* Specialista riportano da una parte la sua problematica e dall'altra descrivendo l'esperienza avuta con la Collega.

Quale che sia la sua decisione mi sento di incoraggiarla a non desistere dal richiedere un aiuto serio e professionale; Talvolta può accadere di non capirsi con un* dat* Professionista , ma questo non significa che non valga la pensa cercare di fare un percorso.

Le faccio i miei migliori auguri
Un caro saluto
Mauro Fadda
Dott.ssa Chiara Rogora
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Varese
buongiorno,
per rispetto della complessità della situazione da lei descritta, La invito a contattarmi in modo da parlarne direttamente.

cordialmente, Chiara Dottoressa Rogora
Dott.ssa Maria Betteghella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Gentile Paziente, sarei davvero curiosa di approfondire questo argomento: in che senso la masturbazione sarebbe un tradimento, esattamente? E inoltre, che cosa significa sessualità perfetta? Caro utente, non si inganni: esistono molti titoli (tra cui quello di "psicologa sessuale", che onestamente non avevo mai sentito prima). Ma nessuno di essi è garanzia di ascolto, comprensione, aiuto e assenza di giudizio. Non mi pare di percepire dalle sue parole che questi ingredienti abbiamo condito l'incontro di cui ci parla. Quindi la sua domanda ha già una risposta. Cordialità
Dott.ssa Anna Maria Chiaia
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Reggio Calabria
Gentilissimo, la terapia è un rapporto centrato sulla fiducia se lei ritiene di non essersi sentito capito dalla Dott.ssa è in diritto di cambiare e rivolgersi altrove.

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