Donna 35 anni. Dopo 10 anni (2 di convivenza), la partner (38) mi ha lasciata per calo di sentimento
Donna 35 anni. Dopo 10 anni (2 di convivenza), la partner (38) mi ha lasciata per calo di sentimento, sentendosi trascurata a causa di un mio blocco apatico. Lo shock mi ha risvegliata e ho capito i miei errori. Ora siamo in no contact; lei dice che prova a ritrovare il sentimento ma non ci riesce e si irrigidisce se parlo del nostro legame. Come posso comunicare con lei senza creare un muro? Aspettare ancora rischia di allontanarla per sempre?
7 risposte
Buongiorno , il vissuto che descrive è molto doloroso ma racchiude una dinamica che può essere frequente nelle storie lunghe: lo "shock da rottura" agisce spesso come un risveglio improvviso, mostrando chiaramente errori e svalutazioni che prima non vedevamo. Tuttavia, questo cambiamento si scontra inevitabilmente con il logoramento che la sua partner ha accumulato nel tempo. Quando ci si allontana dopo anni di convivenza a causa di un blocco apatico, il "muro" dell'altro non è per forza un totale disinteresse, ma un meccanismo di autotutela. Chi si è sentito trascurato ha bisogno di proteggersi, temendo che la trasformazione del partner sia solo una reazione momentanea dettata dall'emergenza della separazione. In questa delicata fase di no contact, per evitare che la chiusura diventi definitiva, è fondamentale cambiare approccio. Più che fare promesse sul futuro o rassicurare su come le cose cambieranno, la sua ex ha bisogno di sentire che il suo dolore passato è stato finalmente compreso e legittimato, senza l'ansia di dover dare subito una seconda possibilità. La paura che la distanza vi allontani per sempre è del tutto naturale, ma l'insistenza rischia di sortire l'effetto opposto: il tempo serve a far decantare il risentimento e, senza uno spazio vuoto, non può nascere la mancanza. La strada più efficace non è quindi quella di forzare la comunicazione, ma potrebbe essere quella di dimostrare che sta affrontando stabilmente le cause che hanno generato quel blocco apatico. Fare questo lavoro su di sé, a prescindere dall'esito della coppia, è l'unico modo per rendere il cambiamento autentico e credibile. Per questo motivo, in momenti così carichi di ansia, potrebbe investire questo tempo in un supporto psicologico individuale. Sarà uno spazio fondamentale sia per gestire la fatica del distacco, sia per esplorare l'origine di quell' apatia, trasformando una crisi profonda in un'opportunità di reale evoluzione personale. Un caro augurio. Dott.ssa Serena De Sisti
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Car., mi dispiace leggere della tua sofferenza. Al momento stai affrontando il lutto della tua relazione, e sembri totalmente focalizzata su di essa, ma così facendo ti dimentichi di te stessa e di ciò che hai definito come "blocco apatico". Di cosa si tratta? Quando è emerso? In risposta a cosa? Sai bene che se non elaboriamo le nostre sofferenze e valorizziamo chi siamo, anche attraverso esse, le relazioni sono destinate al fallimento. Più che provare a pensare come poter comunicare con lei, forse sarebbe il caso di iniziare a pensare come comunicare con te stessa, partendo anzitutto dall'ascolto. Mi piacerebbe aiutarti in questo percorso, qualora decidessi. Io ricevo a Battipaglia (SA) e online. A presto, spero! Intanto ti mando un abbraccio.
Buonasera, forse da ciò che lei sta scrivendo può mantenere i contatti con lei rispettando i suoi desideri attuali, il non parlare della relazione. Delle volte il tempo ci è di aiuto in realtà, si tratta di provare a resistere un po' all'ansia della perdita. L'importante è essere pronta se la sua ex partner le darà uno spiraglio. Se ha bisogno di aiuto sono a disposizione anche online. Buona serata Dario Martelli
No conctact vorrebbe dire che ha chiuso qualsiasi canale comunicativo con te? Non mi sembra così strano che tu non possa parlare del vostro legame adesso. Se ci fosse stata una buona comunicazione, al di là della fine o meno della relazione, non avresti questa dinamica adesso ovviamente. Quindi, se vuoi sapere cosa fare, la risposta è semplice ma difficile: alleggerisci. “Aspettare” per poi andare avanti con la stessa modalità? Come puoi comunicare con lei, dipende da tanti aspetti. In risposta alla tua domanda, so di averti detto già parecchio più di quanto la maggior parte dei miei colleghi si esporrebbe a dire.
Salve, dopo una separazione così importante è naturale sentire il bisogno di spiegare, riparare e far comprendere all'altra persona ciò che si è capito solo dopo la rottura. Spesso, però, chi lascia vive tempi emotivi diversi da chi viene lasciato e può avere bisogno di distanza proprio per capire cosa prova e cosa desidera davvero. Da ciò che racconta, sembra che la sua ex partner percepisca in questo momento le conversazioni sul rapporto come qualcosa di troppo pressante o doloroso, e questo potrebbe spiegare il suo irrigidirsi più che una definitiva assenza di sentimento. Tuttavia, nessuno può garantire che il sentimento torni, così come il tempo da solo non lo riaccende automaticamente. Paradossalmente, il modo migliore per non creare un muro potrebbe essere proprio rispettare lo spazio che lei sta chiedendo, evitando di trasformare ogni contatto in un tentativo di recuperare la relazione o di ottenere rassicurazioni. Questo non significa rinunciare o smettere di sperare, ma permettere che l'eventuale riavvicinamento possa nascere da una scelta libera e non dalla pressione del timore di perderla. Nel frattempo, potrebbe essere importante dedicare attenzione anche a ciò che questo "risveglio" ha significato per lei e a ciò che desidera costruire per sé, indipendentemente dall'esito della relazione. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Per come descrivi la situazione, sembra che si sia verificato un ciclo abbastanza comprensibile: per un periodo tu eri emotivamente meno disponibile, lei si è sentita sola e probabilmente ha provato a cercarti. Quando ha deciso di interrompere la relazione, invece, le posizioni si sono invertite: tu ti sei riattivata emotivamente e hai iniziato a cercare un contatto, mentre lei ha preso distanza. Questo tipo di inversione è frequente nelle crisi di coppia. Quando dici che "si irrigidisce se parlo del nostro legame", quello che emerge è che il tema della relazione, in questo momento, per lei sembra essere associato a pressione, fatica o senso di responsabilità. Non significa necessariamente che non provi più nulla; significa che oggi quel tema la porta a chiudersi. Per questo motivo, il paradosso è che cercare continuamente di rassicurarla sul cambiamento o di convincerla dei tuoi sentimenti rischia di produrre l'effetto opposto: più il legame viene portato al centro della conversazione, più lei può sentire il bisogno di difendere il proprio spazio. Rispetto all'attesa, capisco la paura: "Se aspetto troppo, la perderò per sempre". È un pensiero molto umano, ma non possiamo sapere se sia vero. Dal punto di vista relazionale, però, c'è una distinzione importante. Non è tanto il tempo a creare distanza quanto il significato che quel tempo assume. Se il tempo viene vissuto come un silenzio carico di aspettativa ("sto aspettando che torni"), spesso mantiene entrambe le persone bloccate. Se invece diventa uno spazio in cui ciascuna può realmente fare esperienza di sé e dei propri cambiamenti, allora può diventare un elemento favorevole, indipendentemente dall'esito della relazione. Le persone, soprattutto dopo una lunga relazione, raramente cambiano idea perché ricevono spiegazioni migliori. Più spesso iniziano a riconsiderare l'altro quando osservano nel tempo comportamenti coerenti, stabili e non orientati a ottenere una risposta immediata. Questo non garantisce una riconciliazione. Lei potrebbe comunque scegliere di non tornare. Ma è il modo di comunicare che offre le maggiori possibilità di non alimentare quel "muro" che descrivi: meno pressione sul futuro della coppia e più testimonianza concreta del cambiamento, lasciandole la libertà di avvicinarsi o meno ai propri tempi.
Cara utente, un distacco dopo tutti questi anni di relazione è un evento doloroso, ed è comprensibile la sua necessità di trovare un canale di comunicazione per riparare la situazione. La sua domanda principale è come comunicare senza creare un muro. In questo momento, se lei ha già espresso con chiarezza alla sua ex partner di aver compreso gli sbagli e le ha manifestato ciò che prova, la strada migliore, per quanto difficile, è rispettare la richiesta di distanza della sua partner. Forzare la comunicazione quando l'altra persona si irrigidisce rischia purtroppo di ottenere l'effetto opposto, aumentando la chiusura. Qualunque sarà l'esito di questa pausa, sarà un dato di realtà da accettare. Vorrei però offrirle uno spunto importante su cui riflettere: lei accenna a un suo precedente "blocco apatico" che ha fatto sentire trascurata la partner. Questo è un elemento importante. Se in questo momento sente di soffrire molto, potrebbe esserle di grande aiuto rivolgersi a uno psicologo, sia per la sofferenza attuale, sia per esplorare quel periodo di apatia. Comprendere da dove sia nato quel blocco è fondamentale per lei, perché è una dinamica personale che rischia di ripresentarsi in futuro, a prescindere dalla sua partner. Usi questo momento di attesa forzata per rimettere al centro se stessa e prendersi cura di sé. Un caro saluto e un abbraccio.
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