domanda : per problemi di amnesie, vuoti di memoria, dimenticanze, scarsa concentrazione ho eseguito
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domanda : per problemi di amnesie, vuoti di memoria, dimenticanze, scarsa concentrazione ho eseguito un Elettroencefalogramma, il referto dice : "Attività di fondo con alfa presente, simmetrica, reagente.Sulle regioni frontotemporali di entrambi gli emisferi si osservano sequenze intermittenti theta monomorfe a incerto significato patologico ( tali sequenze di osservano talora anche isolate al vertice, come reperto parafisiologico - midline theta rhythm of drowsiness ). Sempre sulle regioni temporali anteriori, con prevalenza a sinistra, si osservano brevi sequenze theta aguzze, a morfologia ancora aspecifiche, come osservato nelle precedenti registrazioni". Volevo chiedere, c'è correlazione tra i miei sintomi e quello che è stato riscontrato dall'EEG ?
Buona sera Gentile Utente, credo che debba porgere questa domanda ad un neurologo o un neuroradiologo.
Resto a sua disposizione per approfondimenti psicologici successivi.
È molto specifica e tecnica.
Le auguro ogni bene!
Dr.ssa Erika Conti
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Buonasera,queste informazioni deve chiederle ad un medico neurologo.Se volesse approfondire il suo disagio e le sue amnesie potrebbe essere utile,un approccio psicologico ,una volta escluse cause neurologiche.Talvolta questi sintomi sono correlati a malesseri psicologici . Resto a disposizione dottoressa Luciana Harari
Buonasera, è opportuno che rivolga la domanda sulla correlazione tra i sintomi che descrive ed i risultati del referto dell'EEG ad un neurologo, con cui valutare anche quali tipologie di terapia siano indicate per migliorare il proprio benessere e la propria salute. Un saluto, Dott. Felice Schettini
Salve, mancano ulteriori informazioni, ma è bene riferirsi ad un medico competente per maggiori dettagli. Buonanotte dottoressa Maria Lombardo
Salve, come già anticipato dai colleghi, la questione deve essere posta a un neurologo. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Gentile utente di mio dottore,
tali specifiche domande deve porgerle ai medici che la stanno sottoponendo ai dovuti accertamenti del caso. Qualora dagli esami strumentali le dovessero comunicare l'assenza di anomalie rilevanti è possibile che tali manifestazioni siano il prodotto di un malessere psicologico più profondo che andrebbe indagato; a tal proposito con la psicoterapia potrebbe far questo e comprendere eventualmente il significato psichico dei sintomi espressi. Sa alle volte il corpo può divenire bersaglio della mente.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
tali specifiche domande deve porgerle ai medici che la stanno sottoponendo ai dovuti accertamenti del caso. Qualora dagli esami strumentali le dovessero comunicare l'assenza di anomalie rilevanti è possibile che tali manifestazioni siano il prodotto di un malessere psicologico più profondo che andrebbe indagato; a tal proposito con la psicoterapia potrebbe far questo e comprendere eventualmente il significato psichico dei sintomi espressi. Sa alle volte il corpo può divenire bersaglio della mente.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, la ringrazio della sua condivisione e mi dispiace molto delle sue amnesie e dimenticanza. Per le correlazioni si dovrebbe rivolgere a chi la sta seguendo (medico di famiglia, neurologo, ecc). Per quanto riguarda i sintomi che espone, rifletta su un percorso psicologico che la potrebbe aiutare in questo ambito.
Saluti
Elisabetta Cavicchioli
Saluti
Elisabetta Cavicchioli
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Buonasera, dovrebbe in prima battuta parlarne con un neurologo e poi richiedere una consulenza psicologica.
Cordiali Saluti.
Dott.ssa Rossella Sorce
Cordiali Saluti.
Dott.ssa Rossella Sorce
Salve, la ringrazio per aver utilizzato questo portale per porre la sua domanda.
Il referto andrebbe discusso con un neurologo. Detto questo, se sono escluse cause neurologiche chiare o altre condizioni mediche incluso anche una alimentazione non corretta, i sintomi da lei descritti possono essere dovuti anche ad un disagio psicologico di fondo.
Se ha necessità di approfondimento non esiti a contattarmi o scrivermi.
Qualora decidesse di fare un percorso psicologico le sedute possono avvenire anche online.
Un saluto
Dott.ssa Camilla Ballerini
Il referto andrebbe discusso con un neurologo. Detto questo, se sono escluse cause neurologiche chiare o altre condizioni mediche incluso anche una alimentazione non corretta, i sintomi da lei descritti possono essere dovuti anche ad un disagio psicologico di fondo.
Se ha necessità di approfondimento non esiti a contattarmi o scrivermi.
Qualora decidesse di fare un percorso psicologico le sedute possono avvenire anche online.
Un saluto
Dott.ssa Camilla Ballerini
Buongiorno e grazie per averne parlato con noi. Mi allineo ai colleghi, dicendo che meglio porre queste domande ad un neurologo o ad una figura esperta del settore. Se desiderasse, invece, resto a disposizione per un colloquio psicologico, qualora desiderasse esplorare i suoi vissuti ed aspetti relativi alla sua vvita. Cordialmente, dott. Andrea Brumana
Buonasera
Il suo referto lo puo' leggere un neurologo e poi darle spiegazioni in merito.
Le dimenticanze e i sintomi da Lei sofferti possono essere affrontati anche attraverso un percorso psicoterapico.
Resto a Sua disposizione .
Saluti
Dott.ssa Claudia Castellani
Il suo referto lo puo' leggere un neurologo e poi darle spiegazioni in merito.
Le dimenticanze e i sintomi da Lei sofferti possono essere affrontati anche attraverso un percorso psicoterapico.
Resto a Sua disposizione .
Saluti
Dott.ssa Claudia Castellani
Salve, ritengo più opportuno rivolgere la sua richiesta ad un neurologo. Buona serata
Gentile utente, dal momento che ha eseguito questi esami clinici è utile porli all’attenzione di uno specialista neurologo che potrà eventualmente prescrivere la terapia farmacologica adeguata. Tenga presente che nel caso in cui vengano escluse cause organiche è consigliabile un percorso psicologico per individuare le cause inconsce all’origine del suo disagio. Rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Elisa Taverniti
Un cordiale saluto
Dott.ssa Elisa Taverniti
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Gentile utente, come consigliato dai colleghi sarebbe necessario far leggere il referto ad un medico neurologo e fare un ulteriore approfondimento attraverso un esame neuropsicologico per valutare eventuali deficit delle funzioni cognitive (attenzione, funzioni esecutive, memoria, linguaggio,ecc). Dott.ssa Federica Moro
Buongiorno
il neurologo sicuramente le potrà dare adeguata interpretazione dell'EEG.
Per un esame specifico delle funzioni cognive da Lei indicate come deficitarie potrebbe essere utile eseguire una risonanza magnetica funzionale,in grado di osservare l'attività delle aree celebrali coinvolte nell'esecuzione di compiti specifici.
Consideri che la riduzione dell'attività corticale e la sua concentrazione nelle aree subcorticali é spesso connessa a problemi riconducibili a stress e disregolazione emotiva.
Saluti
il neurologo sicuramente le potrà dare adeguata interpretazione dell'EEG.
Per un esame specifico delle funzioni cognive da Lei indicate come deficitarie potrebbe essere utile eseguire una risonanza magnetica funzionale,in grado di osservare l'attività delle aree celebrali coinvolte nell'esecuzione di compiti specifici.
Consideri che la riduzione dell'attività corticale e la sua concentrazione nelle aree subcorticali é spesso connessa a problemi riconducibili a stress e disregolazione emotiva.
Saluti
Gentile utente, immagino che la sua situazione e il referto possano in qualche modo preoccuparla o generarle ansia. Le sarebbe senz'altro di aiuto rivolgersi ad un neurologo per una disamina più approfondita sulle implicazioni di questo referto. Le auguro il meglio.
Gentile utente, sì potrebbe ma non sarebbe corretto dare una risposta certa senza ulteriori esami e magari anche dei test cognitivi. Si rivolga ad un neurologo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buonasera, alla sua domanda risponde il suo medico curante che la invierà al neurologo per una risposta professionale che risponde alle sue necessità.
Il colloquio terapeutico è necessario per una ipotesi che risponde al tipo di amnesie.
Un caro saluto
Dottoressa Vincenza Papeo
Il colloquio terapeutico è necessario per una ipotesi che risponde al tipo di amnesie.
Un caro saluto
Dottoressa Vincenza Papeo
Buongiorno, non è di mia competenza in quanto psicologa clinica e non neuropsicologa, ma mi verrebbe spontaneo chiederle, come mai questa domanda la fa in questo forum e non al suo medico che sa maggiormente la sua situazione?
Buongiorno,
per questo tipo di pareri è necessario rivolgersi ad un neurologo, meglio se specializzato in disturbi della memoria. Oltre che il referto è necessario considerare anche altri aspetti della sua salute.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
per questo tipo di pareri è necessario rivolgersi ad un neurologo, meglio se specializzato in disturbi della memoria. Oltre che il referto è necessario considerare anche altri aspetti della sua salute.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Buongiorno,
capisco che ricevere un referto medico con termini tecnici possa generare ansia e confusione, soprattutto quando ci si trova già a vivere sintomi che impattano la quotidianità, come difficoltà di concentrazione, amnesie o vuoti di memoria. Per rispondere alla sua domanda, è importante fare una premessa: un Elettroencefalogramma (EEG) è uno strumento utile per registrare l'attività elettrica cerebrale, ma non sempre permette di trarre conclusioni definitive sulle cause di sintomi cognitivi. Il fatto che il referto utilizzi termini come "incerto significato patologico" e "morfologia ancora aspecifica" indica che non si può affermare con certezza che vi sia una correlazione diretta tra queste rilevazioni e i suoi sintomi. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, può essere utile esplorare anche altri fattori che potrebbero contribuire alle difficoltà di memoria e attenzione. Ad esempio, condizioni come lo stress cronico, l’ansia, la depressione o uno stile di vita poco equilibrato (privazione di sonno, alimentazione non adeguata, eccesso di stimoli digitali) possono avere un impatto significativo sulle funzioni cognitive, e talvolta i sintomi possono essere interpretati erroneamente come segni di un problema neurologico più grave. Anche il fenomeno del mind-wandering (la tendenza della mente a vagare frequentemente, riducendo la capacità di focalizzarsi su un compito) è spesso presente in persone con alti livelli di preoccupazione o stress. Ciò che le consiglio è di discutere il referto con un neurologo per avere un'interpretazione più specifica alla luce della sua storia clinica e degli altri esami eventualmente effettuati. Parallelamente, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere se ci sono fattori emotivi o comportamentali che stanno influenzando la sua memoria e la sua concentrazione. In terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, si lavora con strategie pratiche per migliorare l’attenzione e l’efficacia mnemonica, oltre a ridurre eventuali schemi di pensiero che amplificano la percezione delle difficoltà cognitive. Se ha la possibilità, inizi a tenere un piccolo diario in cui annota quando e in quali situazioni si manifestano le dimenticanze: questo può fornire indizi utili per capire se vi siano pattern specifici legati a stress, stanchezza o altri fattori. È comprensibile che questa situazione possa generare preoccupazione, ma la invito a considerare il fatto che molte problematiche di memoria e concentrazione non sono necessariamente segno di un danno organico, ma possono essere affrontate e migliorate con gli strumenti adeguati.
Cari saluti
Dott. Andrea Boggero
capisco che ricevere un referto medico con termini tecnici possa generare ansia e confusione, soprattutto quando ci si trova già a vivere sintomi che impattano la quotidianità, come difficoltà di concentrazione, amnesie o vuoti di memoria. Per rispondere alla sua domanda, è importante fare una premessa: un Elettroencefalogramma (EEG) è uno strumento utile per registrare l'attività elettrica cerebrale, ma non sempre permette di trarre conclusioni definitive sulle cause di sintomi cognitivi. Il fatto che il referto utilizzi termini come "incerto significato patologico" e "morfologia ancora aspecifica" indica che non si può affermare con certezza che vi sia una correlazione diretta tra queste rilevazioni e i suoi sintomi. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, può essere utile esplorare anche altri fattori che potrebbero contribuire alle difficoltà di memoria e attenzione. Ad esempio, condizioni come lo stress cronico, l’ansia, la depressione o uno stile di vita poco equilibrato (privazione di sonno, alimentazione non adeguata, eccesso di stimoli digitali) possono avere un impatto significativo sulle funzioni cognitive, e talvolta i sintomi possono essere interpretati erroneamente come segni di un problema neurologico più grave. Anche il fenomeno del mind-wandering (la tendenza della mente a vagare frequentemente, riducendo la capacità di focalizzarsi su un compito) è spesso presente in persone con alti livelli di preoccupazione o stress. Ciò che le consiglio è di discutere il referto con un neurologo per avere un'interpretazione più specifica alla luce della sua storia clinica e degli altri esami eventualmente effettuati. Parallelamente, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere se ci sono fattori emotivi o comportamentali che stanno influenzando la sua memoria e la sua concentrazione. In terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, si lavora con strategie pratiche per migliorare l’attenzione e l’efficacia mnemonica, oltre a ridurre eventuali schemi di pensiero che amplificano la percezione delle difficoltà cognitive. Se ha la possibilità, inizi a tenere un piccolo diario in cui annota quando e in quali situazioni si manifestano le dimenticanze: questo può fornire indizi utili per capire se vi siano pattern specifici legati a stress, stanchezza o altri fattori. È comprensibile che questa situazione possa generare preoccupazione, ma la invito a considerare il fatto che molte problematiche di memoria e concentrazione non sono necessariamente segno di un danno organico, ma possono essere affrontate e migliorate con gli strumenti adeguati.
Cari saluti
Dott. Andrea Boggero
Buona sera,
Le propongo di eseguire una visita neurologica ed in seguito l'esame neuropsicologico per indagare meglio l'area delle funzioni cognitive.
Inoltre, potrebbe in seguito svolgere un training specifico per allenare le varie funzioni.
Resto a disposizione per approfondimenti.
Cordialmente
Le propongo di eseguire una visita neurologica ed in seguito l'esame neuropsicologico per indagare meglio l'area delle funzioni cognitive.
Inoltre, potrebbe in seguito svolgere un training specifico per allenare le varie funzioni.
Resto a disposizione per approfondimenti.
Cordialmente
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione di fronte a sintomi come vuoti di memoria, difficoltà di concentrazione e amnesie, che possono essere fonte di grande ansia e incidere sulla quotidianità.
Dal referto che riporta, l’Elettroencefalogramma (EEG), mostra alcune modifiche dell’attività elettrica cerebrale (in particolare la presenza di onde theta intermittenti) descritte dal neurologo come di “incerto significato patologico”.
Questo linguaggio tecnico indica che il tracciato non evidenzia anomalie specifiche o concluse, ma soltanto elementi che potrebbero essere compatibili con diverse condizioni, alcune del tutto fisiologiche, altre che richiedono ulteriori approfondimenti clinici.
È quindi importante che il referto venga interpretato direttamente dal medico neurologo che ha richiesto l’esame, alla luce della sua storia clinica, dei sintomi e di eventuali altri accertamenti. Solo una valutazione integrata può chiarire se esista una correlazione effettiva tra le alterazioni osservate e i disturbi di memoria che riferisce.
Detto questo, è utile sapere che le difficoltà di concentrazione e memoria possono avere origini diverse, non necessariamente neurologiche: stress cronico, ansia, disturbi del sonno, preoccupazioni costanti o un periodo di forte carico emotivo possono incidere in modo significativo sulle funzioni cognitive.
Dopo la verifica medica, qualora non emergano cause organiche rilevanti, può essere molto utile un approccio psicologico o psicoterapeutico per esplorare e gestire eventuali fattori emotivi o comportamentali che influenzano l’attenzione e la memoria.
Le suggerisco quindi di confrontarsi con il suo neurologo di riferimento, portando con sé anche eventuali note sui momenti in cui nota maggiormente le dimenticanze o le difficoltà di concentrazione: questo potrà aiutare a definire meglio il quadro e, se necessario, a impostare un percorso di supporto mirato.
Le mando un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli
Dal referto che riporta, l’Elettroencefalogramma (EEG), mostra alcune modifiche dell’attività elettrica cerebrale (in particolare la presenza di onde theta intermittenti) descritte dal neurologo come di “incerto significato patologico”.
Questo linguaggio tecnico indica che il tracciato non evidenzia anomalie specifiche o concluse, ma soltanto elementi che potrebbero essere compatibili con diverse condizioni, alcune del tutto fisiologiche, altre che richiedono ulteriori approfondimenti clinici.
È quindi importante che il referto venga interpretato direttamente dal medico neurologo che ha richiesto l’esame, alla luce della sua storia clinica, dei sintomi e di eventuali altri accertamenti. Solo una valutazione integrata può chiarire se esista una correlazione effettiva tra le alterazioni osservate e i disturbi di memoria che riferisce.
Detto questo, è utile sapere che le difficoltà di concentrazione e memoria possono avere origini diverse, non necessariamente neurologiche: stress cronico, ansia, disturbi del sonno, preoccupazioni costanti o un periodo di forte carico emotivo possono incidere in modo significativo sulle funzioni cognitive.
Dopo la verifica medica, qualora non emergano cause organiche rilevanti, può essere molto utile un approccio psicologico o psicoterapeutico per esplorare e gestire eventuali fattori emotivi o comportamentali che influenzano l’attenzione e la memoria.
Le suggerisco quindi di confrontarsi con il suo neurologo di riferimento, portando con sé anche eventuali note sui momenti in cui nota maggiormente le dimenticanze o le difficoltà di concentrazione: questo potrà aiutare a definire meglio il quadro e, se necessario, a impostare un percorso di supporto mirato.
Le mando un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli
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