domanda : per problemi di amnesie, vuoti di memoria, dimenticanze, scarsa concentrazione ho eseguito

24 risposte
domanda : per problemi di amnesie, vuoti di memoria, dimenticanze, scarsa concentrazione ho eseguito un Elettroencefalogramma, il referto dice : "Attività di fondo con alfa presente, simmetrica, reagente.Sulle regioni frontotemporali di entrambi gli emisferi si osservano sequenze intermittenti theta monomorfe a incerto significato patologico ( tali sequenze di osservano talora anche isolate al vertice, come reperto parafisiologico - midline theta rhythm of drowsiness ). Sempre sulle regioni temporali anteriori, con prevalenza a sinistra, si osservano brevi sequenze theta aguzze, a morfologia ancora aspecifiche, come osservato nelle precedenti registrazioni". Volevo chiedere, c'è correlazione tra i miei sintomi e quello che è stato riscontrato dall'EEG ?
Dott.ssa Erika Conti
Psicologo
Celle Ligure
Buona sera Gentile Utente, credo che debba porgere questa domanda ad un neurologo o un neuroradiologo.
Resto a sua disposizione per approfondimenti psicologici successivi.
È molto specifica e tecnica.
Le auguro ogni bene!
Dr.ssa Erika Conti

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Dott.ssa Luciana Harari
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,queste informazioni deve chiederle ad un medico neurologo.Se volesse approfondire il suo disagio e le sue amnesie potrebbe essere utile,un approccio psicologico ,una volta escluse cause neurologiche.Talvolta questi sintomi sono correlati a malesseri psicologici . Resto a disposizione dottoressa Luciana Harari
Buonasera, è opportuno che rivolga la domanda sulla correlazione tra i sintomi che descrive ed i risultati del referto dell'EEG ad un neurologo, con cui valutare anche quali tipologie di terapia siano indicate per migliorare il proprio benessere e la propria salute. Un saluto, Dott. Felice Schettini
Dott.ssa Maria Lombardo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Meta
Salve, mancano ulteriori informazioni, ma è bene riferirsi ad un medico competente per maggiori dettagli. Buonanotte dottoressa Maria Lombardo
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, come già anticipato dai colleghi, la questione deve essere posta a un neurologo. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

tali specifiche domande deve porgerle ai medici che la stanno sottoponendo ai dovuti accertamenti del caso. Qualora dagli esami strumentali le dovessero comunicare l'assenza di anomalie rilevanti è possibile che tali manifestazioni siano il prodotto di un malessere psicologico più profondo che andrebbe indagato; a tal proposito con la psicoterapia potrebbe far questo e comprendere eventualmente il significato psichico dei sintomi espressi. Sa alle volte il corpo può divenire bersaglio della mente.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Elisabetta Cavicchioli
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
San Miniato Basso
Buongiorno, la ringrazio della sua condivisione e mi dispiace molto delle sue amnesie e dimenticanza. Per le correlazioni si dovrebbe rivolgere a chi la sta seguendo (medico di famiglia, neurologo, ecc). Per quanto riguarda i sintomi che espone, rifletta su un percorso psicologico che la potrebbe aiutare in questo ambito.

Saluti
Elisabetta Cavicchioli
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Dott.ssa Rossella Sorce
Psicologo
Palermo
Buonasera, dovrebbe in prima battuta parlarne con un neurologo e poi richiedere una consulenza psicologica.
Cordiali Saluti.

Dott.ssa Rossella Sorce
Dott.ssa Camilla Ballerini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, la ringrazio per aver utilizzato questo portale per porre la sua domanda.
Il referto andrebbe discusso con un neurologo. Detto questo, se sono escluse cause neurologiche chiare o altre condizioni mediche incluso anche una alimentazione non corretta, i sintomi da lei descritti possono essere dovuti anche ad un disagio psicologico di fondo.
Se ha necessità di approfondimento non esiti a contattarmi o scrivermi.
Qualora decidesse di fare un percorso psicologico le sedute possono avvenire anche online.
Un saluto
Dott.ssa Camilla Ballerini
Dott. Andrea Brumana
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno e grazie per averne parlato con noi. Mi allineo ai colleghi, dicendo che meglio porre queste domande ad un neurologo o ad una figura esperta del settore. Se desiderasse, invece, resto a disposizione per un colloquio psicologico, qualora desiderasse esplorare i suoi vissuti ed aspetti relativi alla sua vvita. Cordialmente, dott. Andrea Brumana
Dott.ssa Claudia Castellani
Psicologo, Psicoterapeuta
Forte dei Marmi
Buonasera

Il suo referto lo puo' leggere un neurologo e poi darle spiegazioni in merito.
Le dimenticanze e i sintomi da Lei sofferti possono essere affrontati anche attraverso un percorso psicoterapico.
Resto a Sua disposizione .
Saluti
Dott.ssa Claudia Castellani
Dott.ssa Manuela Piriccu
Psicologo
Carbonia
Salve, ritengo più opportuno rivolgere la sua richiesta ad un neurologo. Buona serata
Dott.ssa Elisa Taverniti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, dal momento che ha eseguito questi esami clinici è utile porli all’attenzione di uno specialista neurologo che potrà eventualmente prescrivere la terapia farmacologica adeguata. Tenga presente che nel caso in cui vengano escluse cause organiche è consigliabile un percorso psicologico per individuare le cause inconsce all’origine del suo disagio. Rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Elisa Taverniti
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Dott.ssa Federica Moro
Psicoterapeuta, Psicologo
Ravenna
Gentile utente, come consigliato dai colleghi sarebbe necessario far leggere il referto ad un medico neurologo e fare un ulteriore approfondimento attraverso un esame neuropsicologico per valutare eventuali deficit delle funzioni cognitive (attenzione, funzioni esecutive, memoria, linguaggio,ecc). Dott.ssa Federica Moro
Buongiorno
il neurologo sicuramente le potrà dare adeguata interpretazione dell'EEG.
Per un esame specifico delle funzioni cognive da Lei indicate come deficitarie potrebbe essere utile eseguire una risonanza magnetica funzionale,in grado di osservare l'attività delle aree celebrali coinvolte nell'esecuzione di compiti specifici.
Consideri che la riduzione dell'attività corticale e la sua concentrazione nelle aree subcorticali é spesso connessa a problemi riconducibili a stress e disregolazione emotiva.
Saluti
Dott. Daniele Rinaldi
Psicologo, Psicologo clinico
Rimini
Gentile utente, immagino che la sua situazione e il referto possano in qualche modo preoccuparla o generarle ansia. Le sarebbe senz'altro di aiuto rivolgersi ad un neurologo per una disamina più approfondita sulle implicazioni di questo referto. Le auguro il meglio.
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile utente, sì potrebbe ma non sarebbe corretto dare una risposta certa senza ulteriori esami e magari anche dei test cognitivi. Si rivolga ad un neurologo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Vincenza Papeo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, alla sua domanda risponde il suo medico curante che la invierà al neurologo per una risposta professionale che risponde alle sue necessità.
Il colloquio terapeutico è necessario per una ipotesi che risponde al tipo di amnesie.
Un caro saluto
Dottoressa Vincenza Papeo
Dott.ssa Erica Farolfi
Psicologo, Psicologo clinico
Forlì
Buongiorno, non è di mia competenza in quanto psicologa clinica e non neuropsicologa, ma mi verrebbe spontaneo chiederle, come mai questa domanda la fa in questo forum e non al suo medico che sa maggiormente la sua situazione?
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,
per questo tipo di pareri è necessario rivolgersi ad un neurologo, meglio se specializzato in disturbi della memoria. Oltre che il referto è necessario considerare anche altri aspetti della sua salute.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno,
capisco che ricevere un referto medico con termini tecnici possa generare ansia e confusione, soprattutto quando ci si trova già a vivere sintomi che impattano la quotidianità, come difficoltà di concentrazione, amnesie o vuoti di memoria. Per rispondere alla sua domanda, è importante fare una premessa: un Elettroencefalogramma (EEG) è uno strumento utile per registrare l'attività elettrica cerebrale, ma non sempre permette di trarre conclusioni definitive sulle cause di sintomi cognitivi. Il fatto che il referto utilizzi termini come "incerto significato patologico" e "morfologia ancora aspecifica" indica che non si può affermare con certezza che vi sia una correlazione diretta tra queste rilevazioni e i suoi sintomi. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, può essere utile esplorare anche altri fattori che potrebbero contribuire alle difficoltà di memoria e attenzione. Ad esempio, condizioni come lo stress cronico, l’ansia, la depressione o uno stile di vita poco equilibrato (privazione di sonno, alimentazione non adeguata, eccesso di stimoli digitali) possono avere un impatto significativo sulle funzioni cognitive, e talvolta i sintomi possono essere interpretati erroneamente come segni di un problema neurologico più grave. Anche il fenomeno del mind-wandering (la tendenza della mente a vagare frequentemente, riducendo la capacità di focalizzarsi su un compito) è spesso presente in persone con alti livelli di preoccupazione o stress. Ciò che le consiglio è di discutere il referto con un neurologo per avere un'interpretazione più specifica alla luce della sua storia clinica e degli altri esami eventualmente effettuati. Parallelamente, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere se ci sono fattori emotivi o comportamentali che stanno influenzando la sua memoria e la sua concentrazione. In terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, si lavora con strategie pratiche per migliorare l’attenzione e l’efficacia mnemonica, oltre a ridurre eventuali schemi di pensiero che amplificano la percezione delle difficoltà cognitive. Se ha la possibilità, inizi a tenere un piccolo diario in cui annota quando e in quali situazioni si manifestano le dimenticanze: questo può fornire indizi utili per capire se vi siano pattern specifici legati a stress, stanchezza o altri fattori. È comprensibile che questa situazione possa generare preoccupazione, ma la invito a considerare il fatto che molte problematiche di memoria e concentrazione non sono necessariamente segno di un danno organico, ma possono essere affrontate e migliorate con gli strumenti adeguati.
Cari saluti
Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Cristina Binda
Psicologo, Psicologo clinico
Como
Buona sera,
Le propongo di eseguire una visita neurologica ed in seguito l'esame neuropsicologico per indagare meglio l'area delle funzioni cognitive.
Inoltre, potrebbe in seguito svolgere un training specifico per allenare le varie funzioni.
Resto a disposizione per approfondimenti.
Cordialmente
Dott. Michele Basigli
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione di fronte a sintomi come vuoti di memoria, difficoltà di concentrazione e amnesie, che possono essere fonte di grande ansia e incidere sulla quotidianità.
Dal referto che riporta, l’Elettroencefalogramma (EEG), mostra alcune modifiche dell’attività elettrica cerebrale (in particolare la presenza di onde theta intermittenti) descritte dal neurologo come di “incerto significato patologico”.
Questo linguaggio tecnico indica che il tracciato non evidenzia anomalie specifiche o concluse, ma soltanto elementi che potrebbero essere compatibili con diverse condizioni, alcune del tutto fisiologiche, altre che richiedono ulteriori approfondimenti clinici.
È quindi importante che il referto venga interpretato direttamente dal medico neurologo che ha richiesto l’esame, alla luce della sua storia clinica, dei sintomi e di eventuali altri accertamenti. Solo una valutazione integrata può chiarire se esista una correlazione effettiva tra le alterazioni osservate e i disturbi di memoria che riferisce.
Detto questo, è utile sapere che le difficoltà di concentrazione e memoria possono avere origini diverse, non necessariamente neurologiche: stress cronico, ansia, disturbi del sonno, preoccupazioni costanti o un periodo di forte carico emotivo possono incidere in modo significativo sulle funzioni cognitive.
Dopo la verifica medica, qualora non emergano cause organiche rilevanti, può essere molto utile un approccio psicologico o psicoterapeutico per esplorare e gestire eventuali fattori emotivi o comportamentali che influenzano l’attenzione e la memoria.
Le suggerisco quindi di confrontarsi con il suo neurologo di riferimento, portando con sé anche eventuali note sui momenti in cui nota maggiormente le dimenticanze o le difficoltà di concentrazione: questo potrà aiutare a definire meglio il quadro e, se necessario, a impostare un percorso di supporto mirato.

Le mando un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Salve,

capisco la sua preoccupazione: quando si leggono termini tecnici in un referto EEG è facile pensare che ci sia qualcosa di significativo che spieghi direttamente i sintomi.

Provo a tradurre in modo chiaro ciò che è scritto. “Attività di fondo con alfa presente, simmetrica, reagente” indica un tracciato di base sostanzialmente nella norma. È un dato rassicurante, perché significa che l’organizzazione generale dell’attività elettrica cerebrale è regolare.

Le “sequenze intermittenti theta monomorfe” frontotemporali a “incerto significato patologico” sono rallentamenti lievi e non specifici. Il fatto che il referto stesso parli di “incerto significato patologico” e citi il “midline theta rhythm of drowsiness” (un ritmo che può comparire in condizioni di sonnolenza e che è considerato parafisiologico) indica che non si tratta di un reperto chiaramente patologico. Anche le “brevi sequenze theta aguzze” a morfologia aspecifica, già presenti in registrazioni precedenti, vengono descritte come non specifiche.

In termini clinici, l’EEG non descrive attività epilettiforme chiara, né anomalie focali definite che possano spiegare in modo diretto amnesie o vuoti di memoria. Reperti aspecifici come quelli descritti sono relativamente frequenti e, da soli, non permettono una correlazione automatica con sintomi cognitivi.

Per quanto riguarda i disturbi che riferisce — amnesie, vuoti di memoria, difficoltà di concentrazione — nella grande maggioranza dei casi, soprattutto in età non avanzata, sono più frequentemente correlati a fattori funzionali come stress cronico, ansia, disturbi del sonno, sovraccarico mentale o umore depresso. L’attenzione è la porta d’ingresso della memoria: se l’attenzione è compromessa, anche la memoria appare deficitaria.

L’EEG è uno strumento utile soprattutto per valutare sospetti di epilessia o alterazioni diffuse dell’attività cerebrale. Non è l’esame più sensibile per spiegare difficoltà cognitive lievi o fluttuanti. Se il dubbio clinico riguarda la memoria, l’esame più indicato è una valutazione neuropsicologica strutturata, che misura in modo oggettivo attenzione, memoria a breve e lungo termine, funzioni esecutive e concentrazione. Questo permette di capire se c’è un reale deficit e di che tipo, oppure se si tratta di una percezione soggettiva legata a fattori emotivi.

In sintesi, sulla base di quanto riportato, non emerge una correlazione chiara e diretta tra il tracciato EEG e i suoi sintomi. Il referto descrive elementi aspecifici e in parte parafisiologici.

Le suggerirei di discutere il referto con il neurologo che lo ha richiesto, e, se i disturbi persistono, di valutare una batteria neuropsicologica. Parallelamente, è importante considerare eventuali fattori di stress, qualità del sonno e stato emotivo, perché molto spesso la difficoltà di concentrazione nasce da lì.

Cordiali saluti.

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