Ciao, mi chiamo Domenico e ho 58 anni, ho smesso di fare la cura di mantenimento per la depressione
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Ciao, mi chiamo Domenico e ho 58 anni, ho smesso di fare la cura di mantenimento per la depressione che ho avuto nel 2001di mia iniziativa senza consultare il mio psichiatria assumendo 25 mg. di sertralina al giorno, adesso sono due mesi che mi è tornata e assumo (che mi ha prescritto il mio psichiatra) 3 compresse di sertralina, una la mattina, una a pranzo e una a cena, una compressa di mitarzanina un'ora prima di mettermi al letto e 15 gocce di xanax e surmontil insieme tre volte al giorno ed ancora ho quel malessere terribile e insopportabile che mi leva la voglia di vivere, ho paura di non guarire più, la cura è giusta? ci vuole ancora molto tempo per guarire? visto che sono solo due mesi? grazie
Buongiorno, fa certamente bene a seguire le prescrizioni del suo psichiatra. E' molto importante seguire le cure farmacologiche così come sono indicate dallo specialista, a maggior ragione se si tratta di psicofarmaci. Volendo invece dare una risposta alla domanda 'ci vuole ancora molto tempo per guarire?' credo che si opportuno per lei chiedere una consulenza psicologica ed intraprendere un percorso per andare alla ricerca delle cause di questa depressione di cui già ha sofferto e che si è riaffacciata nella sua vita. Resto a disposizione. Un cordiale saluto. Dott.ssa Daniela La Porta
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Buongiorno! Oltre alla terapia farmacologica è necessario abbinare sempre un percorso di psicoterapia, altrimenti il suo male di vivere rimarrà sempre li.
Purtroppo è convinzione comune che solo i farmaci possono guarire, ma in realtà NON è cosi'.
Non abbia paura di sedersi e affrontare con l'aiuto di un professionista serio e competente, l'origine del suo malessere e lo sconfigga.
Si fidi. Il Sole puo' tornare a splendere!
In bocca al lupo! Dott.ssa Paola Pagano
Purtroppo è convinzione comune che solo i farmaci possono guarire, ma in realtà NON è cosi'.
Non abbia paura di sedersi e affrontare con l'aiuto di un professionista serio e competente, l'origine del suo malessere e lo sconfigga.
Si fidi. Il Sole puo' tornare a splendere!
In bocca al lupo! Dott.ssa Paola Pagano
Gentile Domenico,
numerosi studi indicano come l'approccio più efficace al disturbo depressivo sia un trattamento integrato, dove integrato indica una stretta associazione tra trattamento farmacologico e trattamento psicoterapeutico i quali possono essere somministrati dallo stesso professionista quale uno Psichiatra Psicoterapeuta o un Medico Psicoterapeuta oppure da due figure diverse che abbiano la possibilità di seguirla in sinergia e collaborazione reciproca. Un contributo importante lo hanno dato i dottori Picardi e Biondi nell'articolo "Verso un trattamento integrato della depressione" del Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, Istituto Superiore di Sanità, Roma.
Un caro saluto, dott.ssa Baldi
numerosi studi indicano come l'approccio più efficace al disturbo depressivo sia un trattamento integrato, dove integrato indica una stretta associazione tra trattamento farmacologico e trattamento psicoterapeutico i quali possono essere somministrati dallo stesso professionista quale uno Psichiatra Psicoterapeuta o un Medico Psicoterapeuta oppure da due figure diverse che abbiano la possibilità di seguirla in sinergia e collaborazione reciproca. Un contributo importante lo hanno dato i dottori Picardi e Biondi nell'articolo "Verso un trattamento integrato della depressione" del Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, Istituto Superiore di Sanità, Roma.
Un caro saluto, dott.ssa Baldi
Salve, deve sempre seguire la cura che le prescrive lo psichiatra, se chiaramente ha fiducia in lui, perchè questo errore da come scrive nella sua domanda lei l'ha già fatto, sospendendo di sua iniziativa la cura di mantenimento per la sua depressione. Sono d'accordo con le mie colleghe, nel consigliargli di eseguire un lavoro psicologico su di sè, per capire cosa c'è dietro il sintomo della depressione. Con i psicofarmaci si curano i sintomi ma non le cause, infatti non appena si sospendono i farmaci, il sintomo ricompare se non si è capita la causa, quindi decida di fare una psicoterapia che l'aiuterà sicuramente. La saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli,
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In accordo con le mie colleghe ritengo che e’ necessario che lei rispetti la cura farmacologica per come le e’ stata prescritta e consulti sempre il suo Psichiatra in caso ritenga di voler modificare qualcosa.
Riguardo al fatto di voler affrontare il problema depressivo nell’ottica di uscire dal tunnel della sofferenza, può prendere in considerazione di consultare uno psicoterapeuta e valutare di intraprendere un percorso terapeutico che le permetta di lavorare sulle dinamiche intrapsichiche che le impediscono di apprezzare la sua esistenza e la sua vita di relazione.
Il farmaco infatti stabilizza il suo umore ma per forza di cose non entra nel merito dei suoi contenuti.
Un cordiale saluto
Riguardo al fatto di voler affrontare il problema depressivo nell’ottica di uscire dal tunnel della sofferenza, può prendere in considerazione di consultare uno psicoterapeuta e valutare di intraprendere un percorso terapeutico che le permetta di lavorare sulle dinamiche intrapsichiche che le impediscono di apprezzare la sua esistenza e la sua vita di relazione.
Il farmaco infatti stabilizza il suo umore ma per forza di cose non entra nel merito dei suoi contenuti.
Un cordiale saluto
Salve Domenico sicuramente è bene seguire le indicazioni dello psichiatra. Forse che non ricorda che gli SSRI hanno necessità di almeno 20 gg per fare effetto. In ogni caso si consulti con lui a proposito dell'efficacia che percepisce.
È bene tuttavia che valuti l'ipotesi di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che possa permetterle di lavorare sull'origine dei sintomi, visto che i farmaci per quanto efficace le permettono di non manifestare sintomi solo quando li assume
È bene tuttavia che valuti l'ipotesi di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che possa permetterle di lavorare sull'origine dei sintomi, visto che i farmaci per quanto efficace le permettono di non manifestare sintomi solo quando li assume
Buongiorno Domenico, sono d'accordo con i colleghi. Ha fatto bene a riprendere la cura farmacologica per tenere sotto controllo i sintomi ma come ha potuto constatare il farmaco aiuta così, non risolve le cause dei sintomi. Ecco perchè potrebbe esserle molto utile iniziare un percorso terapeutico per affrontare le cause e modificarle così da poter anche smettere l'uso dei farmaci.
Arrivederci
Arrivederci
Buonasera Domenico, credo che solo lo psichiatra che la segue possa valutare se la cura sia giusta o da modificare. Purtroppo l'uso di farmaci a volte deve essere associato a un supporto psicologico, che permetta di superare quel malessere che la affligge. Le auguro il meglio.
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione, quel che posso dirle è continui la cura prescritta dal suo psichiatra, se ha dubbi di natura medica ne parli con lui e soprattutto affianchi i farmaci ad una terapia psicologica, ad un supporto psicologico, I migliori risultati, durevoli nel tempo, si hanno proprio con una combinazione di questi due aspetti.
Gentile Domenico,
in primo luogo è fondamentale che segua la cura farmacologica prescritta dal suo psichiatra di fiducia. Il male di vivere di cui le patisce la sofferenza può inoltre essere affrontato attraverso un lavoro di psicoterapia. Difficile dirle a priori i tempi precisi per guarire; posso però assicurarle che un percorso integrato di terapia farmacologica e di psicoterapia le permetteranno di stare meglio a medio termine. Non perda la fiducia, affronti il suo sintomo. Un caro saluto, a sua disposizione per eventuali chiarimenti, dottoressa Margherita Maggioni.
in primo luogo è fondamentale che segua la cura farmacologica prescritta dal suo psichiatra di fiducia. Il male di vivere di cui le patisce la sofferenza può inoltre essere affrontato attraverso un lavoro di psicoterapia. Difficile dirle a priori i tempi precisi per guarire; posso però assicurarle che un percorso integrato di terapia farmacologica e di psicoterapia le permetteranno di stare meglio a medio termine. Non perda la fiducia, affronti il suo sintomo. Un caro saluto, a sua disposizione per eventuali chiarimenti, dottoressa Margherita Maggioni.
Buonasera Domenico, le cure non dovrebbero essere interrotte di propria iniziativa, è pericoloso, poco funzionale, ma soprattutto la maggior parte dei casi c'è una ricaduta molto frequente. Fermo restando ciò, è importante che lei capisca che la depressione non è una "malattia" che si supera con l'uso di farmaci; questi possono solamente attenuare la sintomatologia, e aiutare a contenere la piattezza emotiva. La depressione si supera attraverso un percorso personale di crescita che possa essere psicologico o di altro tipo.
Io le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia, e di contattare il proprio medico curante, psichiatra che la possa aiutare a stabilire quali siano i giusti farmaci per contenere la sintomatologia. Un saluto,
Federica Miccichè
Io le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia, e di contattare il proprio medico curante, psichiatra che la possa aiutare a stabilire quali siano i giusti farmaci per contenere la sintomatologia. Un saluto,
Federica Miccichè
Salve. Mi viene da chiederle se ha mai abbinato la terapia farmacologica ad una efficace psicoterapia.
Non interrompa da nuovo la cura farmacologica e segua scrupolosamente le indicazioni del suo medico.
Vedrà che nel tempo la sua condizione depressiva migliorerà sensibilmente.
Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli
Non interrompa da nuovo la cura farmacologica e segua scrupolosamente le indicazioni del suo medico.
Vedrà che nel tempo la sua condizione depressiva migliorerà sensibilmente.
Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli
Salve. Sicuramente il suo disagio non nasce dal nulla ma da una radice profonda legata alla sua vita attuale e al suo passato. I farmaci possono essere un aiuto ma molte volte non rappresentano una soluzione definitiva. Per questo le consiglio di intraprendere un percorso con uno psicoterapeuta parallelo al percorso che già sta svolgendo con lo psichiatra. Arrivederci
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