Ciao a tutti ,non so veramente cosa fare,è dalla scorsa estate o prima che a volte ho periodi di ins

24 risposte
Ciao a tutti ,non so veramente cosa fare,è dalla scorsa estate o prima che a volte ho periodi di insonnia ,adesso per fortuna si sta placando un po’,prima passavo ogni due settimane a non dormire per giorni,adesso invece dormo a volte non continuamente a volte invece 5 orette. Il problema è che quando dormo male o non sono soddisfatta per come dormo mi irrita tantissimo,divento intrattabile, cerco comunque di essere produttiva se dopo un po’ non riesco a dormire tipo esco, ma resto sempre con la faccia da morta e arrabbiata. L’altro problema poi è che dormendo poco o niente mi passa pure la voglia di mangiare e o sto a digiuno o mangio molto poco,e io ho già un dca. Purtroppo ho provato vari farmaci ma li ho mollati (benzodiazepine, compresse) perché non mi facevano tanto effetto e ne avevo un po paura di usarle spesso. Però ora sto usando delle gocce Zolprem e ho ansia di avere una dipendenza e poi non riuscire più a dormire bene senza queste. Ogni volta che passo una giornata dormendo male mi viene letteralmente l’ansia che possa ricapitare ogni giorno,come è successo da l’anno scorso e durante l’inverno. Penso che il problema molte volte sia perché penso troppo,sia se penso negativamente che se penso a cose così ,che mi danno energia. Ma il problema è che succede pure quando sono stanca e vorrei solo dormire. Potreste darmi un parere? Vi ringrazio
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso.
Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione da lei riportata e quanto possa essere disturbante l'idea di non aver riposato come si vorrebbe.
Sarebbero a mio avviso utili altri dati per circoscrivere meglio la situazione ad esempio capire se questa insonnia è primaria o reattiva a traumi o eventi di vita stressanti. Da quel che leggo ha consultato vari medici ma teme dipendenze da farmaco e ansia da prestazione per il giorno seguente: è necessaria una terapia cognitiva mirata che vada a ristrutturare idee e credenze rigide e in questo momento disfunzionali.
Dunque ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Cordialmente, dott FDL

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Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Credo che sia opportuno per lei intraprendere un percorso psicologico per riuscire a comprendere l’origine della sua ansia che la porta a star male. Per il tipo di terapia psicologica stia tranquilla, non esiste un approccio migliore di un altro, l’importante è che lei si senta a suo agio.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Sarebbe importante indagare cosa c'è alla base dell'insonnia, cosa le impedisce di rilassarsi e riposare. Valuti se insieme ai farmaci può affiancare una psicoterapia che possa aiutarla a chiarire le cause, dando spazio ai vissuti emotivi collegati al suo problema e che stimolando la fiducia in sé, potrebbe permetterle di rilassarsi. Distinti saluti
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile amica,
quando si entra nella spirale dell'insonnia, la cosa più difficile è accettare che quanto più vogliamo dormire, tanto meno ci riusciremo. La tensione e l'aspettativa negativa generano uno stato che preclude il sonno. Inoltre, le idee che abbiamo sul disturbo (abbassa la mia produttività, divento intrattabile, mi farà male...) aumentano la tensione e allontanano ancora di più il sonno.
Il primo paradossale passo è accettare che non dorme, o meglio dorme poco. E occupare le ore insonni con una attività, finché non si sente la "pressione di sonno", e andare a dormire.
Lei tuttavia accenna anche a un DCA: le consiglio, se non l'ha già fatto, di consultare uno psicoterapeuta, perché l'insonnia potrebbe essere il sintomo di un malessere più profondo, che le sta chiedendo cure.

con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott.ssa Dafne Buttini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arezzo
Dalle sue parole sembra attraversare un momento davvero particolare che meriterebbe di essere condiviso. I suoi vissuti, anch'essi così importanti e delicati, necessiterebbero di essere ascoltati e approfonditi in un contesto terapeutico, certamente un percorso psicologico la aiuterebbe a fare chiarezza e ad affrontare questo momento. La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare. Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso di terapia con la compagnia di qualcuno che si sintonizzi al meglio con le sue necessità e aspettative, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se la motiverà a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Un gentile saluto
Dott. Luca Gasparetti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Corte Franca
Buongiorno, sono dispiaciuto per la sua situazione, tuttavia, sembra, da ciò che scrive, che non abbia ancora provato a fermarsi e a lavorare sulle cause di questi disturbi del sonno. Lei si è sempre concentrata sul cercare di risolvere il sintomo senza però andare in profondità sul motivo per cui questo si sia presentato. Per farle un esempio è come sforzarsi di svuotare una barca che fa acqua senza andare a tappare la falla. Credo che trovare un terapeuta che accolga e condivida la sua sofferenza e l'aiuti ad elaborarla potrebbe essere un buon inizio. A volte affidarsi a qualcuno e sapere di non essere più soli davanti ai propri problemi li rende meno angoscianti. Buona fortuna.
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Salve è sicuramente utile per lei consultare uno psicoterapeuta per analizzare gli elementi che non indica nella sua nota e che sono fondamentali per comprendere le ragioni di questi suoi comportamenti. Su questo sito potrà facilmente individuare un professionista da consultare. Un cordiale saluto
Dott.ssa Daniela Benedetto
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Comprendo benissimo. Dormire e’ un bisogno di base e non si può rinunciare. L’igiene del sonno inizia nel rispettare gli orari sia del riposo ma anche delle attività e dei pasti.
E’ possibile ci siano dinamiche psichiche che vanno approfondite attraverso un percorso di psicoterapia.
Le consiglio di prendere in considerazione questa strada.
Prof. Alessandro Lepri
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Ponte San Giovanni
Gentile, dalla sua storia mi sembra che il problema dell’insonnia, sia solo uno dei tanti che si inserisce in un quadro diagnostico più complesso. Proprio lei in questo racconto ci ha parlato di Rimuginii, DCA e Ansia generalizzata. È importante che lei affronti un percorso psicologico che possa aiutarla a 360 gradi. Ricordi che cercare di controllare un sintomo (in questo caso l’insonnia) non risolverà mai le cause del suo quadro (massimo potrà contenerlo). Per qualsiasi chiarimento o informazione aggiuntiva sono a sua disposizione.
Dott. Alessandro Lepri
Dott.ssa Alice Carbone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, mi dispiace per le emozioni negative, faticose e dolorose che prova.
Ha fatto bene a scrivere per cercare un confronto.
Credo possa esserle davvero utile contattare uno psicologo per iniziare un percorso. In questa occasione avrebbe la possibilità di parlare di ciò che vuole, dall'alimentazione al sonno e come la fanno sentire queste difficoltà che vive. È fondamentale inoltre che sia seguita da uno specialista per i farmaci e che la terapia farmacologica sia affiancata da una psicoterapia.
Le auguro una buona serata, un caro saluto
Dott.ssa Alice Carbone
Buonasera, di tutti questi dubbi che ha perché non prova a parlarne con uno psicologo!? Da ciò che scrive si percepisce un suo forte stato di malessere: la mancanza di sonno altera il nostro modo di affrontare le situazioni e soprattutto aumenta l'impazienza e il nervoso. Le sarebbe senz'altro produttivo iniziare un percorso psicologico così da raccontare la sua storia e riuscire a ritrovare serenità.
Resto a disposizione un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Dr. Vittorio Cameriero
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bologna
Buonasera, lei sta patendo questo disagio soprattutto per essere entrata in un circolo vizioso; più vorrei dormire e più non riesco a dormire. Il sonno è un comportamento spontaneo, non è controllato direttamente dalla volontà
razionale. Non direi nulla sul farmaco, che comunque può aiutarla, ma le direi senza dubbio che le gioverebbe un aiuto psicologico, mirato sulla gestione del sintomo e anche sul lavoro delle cause, più inconsapevoli, che le comportano il sintomo della difficoltà a dormire.
I miei auguri,

Dr.Vittorio Cameriero
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,
l' insonnia può esser una manifestazione sintomatica della depressione. Molto probabilmente si accentua nei periodi più difficili della sua vita. Anche la carenza di appetito potrebbe esser un sintomo depressivo. Prenda in considerazione la possibilità di effettuare un consulto con uno psicologo al fine di poter meglio comprendere e analizzare la sua richiesta di aiuto.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, si rivolga con fiducia ad un professionista esperto in psicopatologia clinica. Saprà aiutarla a comprendere pienamente i sintomi che lamenta (insonnia, DCA, ansia ossessiva, instabilità dell’umore), ad inquadrarli bene, a comprenderne le cause, a reagire ad esse in modo utile e sano per lei.
Tutto ciò è quanto viene fatto con la psicoterapia.
Non escludo l’invio anche ad un aiuto farmacologico per aiutarla a contenere la portata del sintomo.
Auguri!
Dottoressa Mg Fanciulli
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buongiorno. È probabilmente giunto il momento per lei di andare all'origine della sua ansia. In bocca al lupo nella ricerca del miglior percorso per lei.

Saluti

MT
Dott.ssa Fabrizia Semeraro
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Buonasera, sembra ci sia una fatica a stare nel momento presente...il momento dell'addormentamento è particolarmente investito da questa difficoltà. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a capire meglio l'origine di questa difficoltà e a farle fare un'esperienza diversa. Cordialmente Dott.ssa Semeraro
Dott. Andrea Brumana
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera e grazie per aver condiviso con noi la sua situazione. La condizione di cui parla è sicuramente molto densa e fatta di pensieri, ansie, paure che le difficoltà possano ripresentarsi e un senso di fatica con cui è certamente difficle fare i conti. Per questo ritengo che darsi uno spazio in cui elaborare e dare un significato a tutto ciò che ha portato potrà permetterle di mettere ordine e far luce nel buio delle difficoltà. Immagino che la sua situzione attuale le darà molto da pensare e le toglierà molta energia, ma un lavoro svolto seriamente e con costanza potrà senza dubbio darle grandi soddisfazioni. Mettersi in gioco cominciando un percorso che le permetta di ascoltarsi e di sentirsi ascoltata sarà, con ogni probabilità, la mossa vincente.
Cordialmente,
Andrea Brumana
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Sembra che tu stia affrontando un problema di insonnia che potrebbe essere legato a vari fattori, sia fisici che psicologici. Dal tuo racconto emergono diverse preoccupazioni legate alla qualità e alla quantità del sonno, alla gestione dell'irritabilità e dell'ansia, e alla relazione con il cibo.
Ti consiglierei di valutare l'opportunità di consultare uno psicologo o uno psicoterapeuta che possa aiutarti ad esplorare più a fondo le cause del tuo problema di insonnia e a individuare strategie utili per affrontarlo. Potrebbe essere utile esaminare in che misura i tuoi pensieri e le tue emozioni impattino sul tuo sonno e su come potresti gestirli in modo più efficace. Inoltre, la tua preoccupazione per l'uso di farmaci per dormire potrebbe essere esaminata e discussa con uno specialista che possa valutare le tue specifiche esigenze e trovare la soluzione migliore per te.
Infine, se il problema di insonnia persiste e interferisce significativamente con la tua qualità di vita, potresti valutare la possibilità di consultare anche un medico per valutare l'opportunità di trattamenti alternativi o integrativi.
In ogni caso, è importante avere pazienza con te stessa e cercare di affrontare la situazione con l'aiuto e il supporto di professionisti competenti. Spero che tu possa trovare la soluzione più adatta per te e superare questo momento di difficoltà. Buona fortuna! Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza in modo così aperto e sincero. Non dev’essere affatto facile convivere con questi problemi di sonno e, soprattutto, con il senso di frustrazione e irritabilità che emergono ogni volta che non riesci a riposare bene. Posso immaginare quanto sia estenuante vivere questa altalena, dove non solo manca l’energia per affrontare la giornata, ma si aggiungono anche altre difficoltà come la mancanza di appetito e l’ansia per la paura che tutto questo possa ripetersi. Quando il sonno viene meno, l’equilibrio del nostro corpo e della nostra mente viene messo a dura prova. Spesso l’irritabilità e la sensazione di essere intrattabili sono una reazione naturale a questo stato di esaurimento, e diventa facile sentirsi quasi intrappolati in un ciclo senza via d’uscita. La mente si agita, piena di pensieri che, anche se apparentemente innocui, riescono comunque a impedire il rilassamento di cui hai tanto bisogno. Capisco anche il timore di sviluppare una dipendenza da farmaci come le gocce che stai usando; è un timore comune e legittimo, specialmente se si sta cercando di riprendere il controllo del proprio benessere senza sentirsi dipendenti da sostanze esterne. Rompere questo ciclo richiede pazienza e gentilezza verso te stessa, e può essere molto utile provare a coltivare piccole abitudini che ti permettano di distaccarti dai pensieri serali. Strategie di rilassamento, come la respirazione profonda o altre tecniche di mindfulness, potrebbero aiutarti a trovare un po’ di calma, ma so che non è facile. L’ansia anticipatoria, quella paura che la notte possa ripetersi senza sonno, è come un’ombra che ci accompagna, e questo può far sembrare ogni sforzo inutile. Per questo, potrebbe esserti di supporto parlare con un professionista della terapia cognitivo-comportamentale, che può aiutarti a gestire l'ansia legata al sonno e a trovare strategie pratiche per affrontare i momenti più difficili. Non sottovalutare mai il valore dell’aiuto che puoi ricevere; è un percorso, ma puoi trovare un equilibrio che non dipenda solo dai farmaci. Quello che stai vivendo è complesso, ma è affrontabile. Continua a cercare risposte e strumenti che ti facciano sentire meglio, e ricorda che questo percorso non devi affrontarlo da sola. Non esitare a chiedere supporto; anche quando sembra tutto buio, esiste sempre una via d’uscita verso un benessere più stabile. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente,
Sintomi come l’insonnia e l’irritabilità possono essere segni di qualcosa che sta cercando di uscire, una parte di lei che fino ad oggi non conosceva. Esplorarla insieme a un professionista può portarla non solo a superare il problema, ma ad accogliere questa parte e vedrà che avrà in più un grande slancio nella vita. Sono sicuro che troverà il professionista più adatto a lei. Spero di esserle stato utile.
Cordiali saluti
dott. Carlo M R Flamini
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Psicologo, Psicologo clinico
Cerveteri
Ciao! Mi dispiace che tu stia attraversando un momento così difficile, l'insonnia e la difficoltà a gestirla possono davvero influire pesantemente sul benessere fisico e mentale. Capisco che la situazione possa sembrare molto frustrante, soprattutto quando si intrecciano vari fattori come il disturbo dell'alimentazione e l'ansia legata al sonno.

La tua difficoltà a dormire potrebbe essere dovuta a vari fattori, tra cui lo stress, l'ansia e il pensiero eccessivo che ti tiene sveglia anche quando il corpo avrebbe bisogno di riposo. Il fatto che tu abbia avuto periodi in cui non riuscivi a dormire per giorni indica che ci potrebbe essere un ciclo di stress che alimenta l'insonnia, creando una spirale di preoccupazioni che poi diventa sempre più difficile interrompere.

La preoccupazione per la dipendenza da farmaci, come il Zolprem che stai assumendo, è comprensibile, e spesso l'uso prolungato di sedativi può portare alla tolleranza o alla dipendenza. Sarebbe utile discuterne con il tuo medico o uno psichiatra per trovare soluzioni alternative che non comportino l'uso costante di farmaci, ma che siano comunque efficaci nel gestire l'insonnia. Esistono anche tecniche psicologiche come la *CBT-I* (Cognitive Behavioral Therapy for Insomnia), che è un trattamento comprovato per affrontare l'insonnia senza l'uso di farmaci. Potresti discuterne con il tuo terapeuta per vedere se è una strada che potrebbe fare al caso tuo.

Capisco anche che l'irritabilità e la frustrazione che provi quando non dormi abbastanza siano difficili da gestire. Questo tipo di reazione è del tutto normale quando non si riposa a sufficienza, ma il fatto che il ciclo di insonnia ti porti a sentirti sempre più arrabbiata e priva di energie potrebbe essere un segnale che lo stress legato al sonno sta aggravando anche altre aree della tua vita, come l’alimentazione.

Un approccio che potrebbe essere utile è cercare di stabilire una routine più regolare per il sonno, anche se inizialmente può sembrare difficile. Cercare di dormire a orari fissi e dedicare del tempo a rilassarti prima di coricarti (magari con attività come la meditazione o la lettura leggera) può essere un modo per "calmare" la mente e favorire l'addormentamento.

Per quanto riguarda il disturbo alimentare, è importante prendersi cura di sé non solo dal punto di vista emotivo, ma anche fisico. Mangiare a sufficienza è fondamentale per il recupero energetico, quindi sarebbe utile cercare di stabilire abitudini alimentari che siano sane e che non dipendano troppo dal sonno. Potresti considerare di parlarne con un nutrizionista che possa aiutarti a trovare un equilibrio che non ti faccia sentire a disagio o costretta in uno schema rigido.

Infine, mi sembra che il pensiero continuo, anche quando sei stanca, contribuisca al problema del sonno. Potresti provare a praticare tecniche di rilassamento o mindfulness durante la giornata per gestire meglio l'ansia e il flusso di pensieri. Anche solo una breve passeggiata o esercizi di respirazione profonda potrebbero ridurre l'intensità dei pensieri e calmare la mente.

Se ti senti a disagio nel gestire tutto questo da sola, ti consiglio davvero di parlarne con il tuo terapeuta, che può aiutarti a sviluppare una strategia per affrontare l'insonnia, l'ansia e il disturbo alimentare in modo più sano e consapevole.

Spero che tu possa trovare presto la serenità e il supporto che ti aiuti a risolvere questa situazione!
Dott.ssa Angela Ritella
Psicologo, Psicologo clinico
Turi
Dormire è un bisogno fisiologico essenziale per la salute e il benessere del corpo e della mente. Quando manca il riposo è naturale ritrovarsi nella situazione che descrive.
Dal momento che è consapevole che ciò possa essere causato dal suo "pensare troppo", potrebbe sicuramente esserLe di grande aiuto esprimere apertamente quei pensieri in uno spazio tutto suo, esente da qualsiasi forma di giudizio, quale può essere lo spazio terapeutico.
Esprimere, chiarire, accettare quei pensieri - qualunque sia il tema - potrebbe essere la strada giusta da intraprendere in questo momento.
Sono a Sua disposizione per aiutarLa a far ciò e a recuperare la serenità di cui ha bisogno.
Dott.ssa Daisy Di Cello
Psicologo, Psicologo clinico
Bolzano
Buongiorno,
grazie per aver condiviso la sua esperienza. È comprensibile che periodi di insonnia e preoccupazioni legate al sonno possano generare ansia, irritabilità e anche modificazioni dell’appetito, soprattutto in presenza di una storia di disturbo alimentare. Questi vissuti possono diventare un circolo difficile da gestire da soli.
Un confronto con uno psicologo o psicoterapeuta può aiutarla a trovare strategie per gestire ansia, pensieri e sonno, oltre a supportarla nel rapporto con il cibo e con eventuali farmaci. Anche il medico di fiducia può offrire indicazioni importanti sulla gestione sicura dei farmaci per dormire.
Con il giusto supporto è possibile recuperare equilibrio nel sonno e nel benessere quotidiano.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Daisy Di Cello, Psicologa
Dott.ssa Claudia Midei
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco la fatica che stai vivendo. Quando il sonno diventa instabile può far sentire molto vulnerabili, soprattutto se ogni notte sembra un’incognita. È comprensibile che, dopo periodi in cui non dormivi per giorni, ora tu abbia paura che possa ricapitare. Questa ansia, purtroppo, può rendere ancora più difficile rilassarsi.
Da quello che racconti, sembra che non sia solo una questione di “non dormire”, ma anche di quanto questo ti spaventa e ti fa arrabbiare. Quando dormi poco ti senti irritabile, tesa, e questo è normale: la mancanza di sonno amplifica le emozioni. Se poi c’è già un disturbo del comportamento alimentare, il corpo può reagire con meno fame o con un rapporto ancora più complicato con il cibo. Non è una tua debolezza, è un sistema che si sbilancia.
Rispetto alle gocce (zolpidem), la preoccupazione per la dipendenza è comprensibile. È importante però che l’uso e l’eventuale sospensione siano seguiti da un medico, senza fare cambiamenti da sola. Questi farmaci possono essere utili in alcuni momenti, ma vanno gestiti con attenzione.
Una cosa importante: qualche notte storta o 4–5 ore di sonno non significano che il tuo corpo “non sa più dormire”. Il sonno è una funzione naturale e tende a riequilibrarsi, anche se a volte attraversa periodi difficili.
In questo momento forse la priorità non è risolvere tutto, ma ridurre la pressione che metti su te stessa quando dormi male. Meno ti spaventi per una notte andata così, meno si alimenta il circolo dell’ansia.
Visto che c’è già un DCA e che il sonno incide molto sul tuo umore e sull’alimentazione, sarebbe davvero importante avere un riferimento stabile (medico o psicoterapeuta) che possa seguirti con continuità. Non perché la situazione sia “grave”, ma perché non dovresti affrontarla da sola.
Se vuoi, possiamo ragionare insieme in modo graduale su piccoli passi concreti per rendere le notti meno cariche di paura e le giornate più gestibili.

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