Buongiorno, sono una ragazza di 23 anni. Ultimamente riscontro dei problemi nelle relazioni interpe
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Buongiorno, sono una ragazza di 23 anni.
Ultimamente riscontro dei problemi nelle relazioni interpersonali. L'amica che sento ogni giorno sta passando un brutto periodo, sta anche facendo un percorso con lo psicologo. Ciò che avverto io è di non essere più in grado di ascoltare i suoi continui malumori. Sono stanca di sentirla piangere quasi ogni giorno, di sentirla lamentare per la propria vita, di sentirmi dire che spesso non riesco a starle accanto. Oggi dopo una brutta litigata mi ha detto che tendo sempre a sentirmi giudicata dalla gente, che devo smettere di fare la vittima. La scorsa settimana, invece, dopo una litigata con il mio ragazzo, dopo avergli confessato che la mia sfuriata è stata dettata dai suoi atteggiamenti "evitanti", mi ha detto che dovrei risolvere da sola i miei problemi interiori senza causare questi malumori nella relazione. Premetto che lui spesso non capisce perchè io possa piangere o intristirmi per determinate situazioni.
Il fatto è che non so più cosa pensare di me stessa, so di avere difficoltà ultimamente perché sento di dover comprendere gli altri, ma io non mi sento compresa. Sto passando un brutto periodo, e sentirmi dire queste cose dalle persone che ho accanto non mi aiuta.
Sto provando a lavorare su me stessa, in modo tale da poter reagire diversamente alle situazioni che si creano, ma sento comunque di creare malumori con i miei atteggiamenti. Mi sono chiesta tante volte se il mio sentirmi "manipolata", fosse sintomo di un mio "vittimismo" o "narcisismo".
Purtroppo per problemi economici non posso iniziare un percorso psicologico, nonostante sia una cosa che desidero molto. Potreste consigliarmi come iniziare a lavorare bene su me stessa? Anche con qualche pratico consiglio.
Grazie per l'attenzione
Ultimamente riscontro dei problemi nelle relazioni interpersonali. L'amica che sento ogni giorno sta passando un brutto periodo, sta anche facendo un percorso con lo psicologo. Ciò che avverto io è di non essere più in grado di ascoltare i suoi continui malumori. Sono stanca di sentirla piangere quasi ogni giorno, di sentirla lamentare per la propria vita, di sentirmi dire che spesso non riesco a starle accanto. Oggi dopo una brutta litigata mi ha detto che tendo sempre a sentirmi giudicata dalla gente, che devo smettere di fare la vittima. La scorsa settimana, invece, dopo una litigata con il mio ragazzo, dopo avergli confessato che la mia sfuriata è stata dettata dai suoi atteggiamenti "evitanti", mi ha detto che dovrei risolvere da sola i miei problemi interiori senza causare questi malumori nella relazione. Premetto che lui spesso non capisce perchè io possa piangere o intristirmi per determinate situazioni.
Il fatto è che non so più cosa pensare di me stessa, so di avere difficoltà ultimamente perché sento di dover comprendere gli altri, ma io non mi sento compresa. Sto passando un brutto periodo, e sentirmi dire queste cose dalle persone che ho accanto non mi aiuta.
Sto provando a lavorare su me stessa, in modo tale da poter reagire diversamente alle situazioni che si creano, ma sento comunque di creare malumori con i miei atteggiamenti. Mi sono chiesta tante volte se il mio sentirmi "manipolata", fosse sintomo di un mio "vittimismo" o "narcisismo".
Purtroppo per problemi economici non posso iniziare un percorso psicologico, nonostante sia una cosa che desidero molto. Potreste consigliarmi come iniziare a lavorare bene su me stessa? Anche con qualche pratico consiglio.
Grazie per l'attenzione
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso.
Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione da lei riportata.
Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che possa essere utile ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata.
Cordialmente, dott FDL
Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione da lei riportata.
Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che possa essere utile ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata.
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Buongiorno, comprendo quanto sia doloroso il momento che sta attraversando. Leggo nelle sue parole una certa quota di confusione e smarrimento. Ritengo utile che lei desideri intraprendere un lavoro su se stessa, in modo da aumentare la consapevolezza degli atteggiamenti rivolti a sé e agli altri. Cominci a fare chiarezza sulle emozioni che prova nei diversi contesti relazionali. Rimango a disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Vecchio
Salve, comprendo la difficoltà del momento e mi dispiace per questo. Credo che sia indicativo per lei iniziare un percorso psicologico; per quanto concerne la parte economica ne parli direttamente con il professionista, una soluzione si trova sempre stia tranquilla.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
buon pomeriggio, posso comprendere quanto questa situazione che racconta possa non farla stare bene; comprendo anche che un percorso psicologico ha un prezzo e non sempre si ha la possibilità di affrontarlo. Allo stesso tempo, stante a quanto racconta e ai tanti elementi riportati, penso che in questo momento sia l'unico modo per lavorare su di sé. Resto a disposizione se dovesse aver bisogno, saluti dott.ssa GLabriola
Salve. Mi colpisce che dice che deve comprendere gli altri ma lei non si sente compresa. Perché sente di dover comprendere gli altri? Inizi a rispettarsi e a essere più comprensiva nei confronti di se stessa. Un percorso psicoterapeutico le sarebbe molto utile, provi a rivolgersi alla sua asl, se ha problemi economici. Distinti saluti
Carissima, comprendo il brutto periodo che sta passando, non sentirsi accolta e compresa dalle persone a cui si vuol bene è molto doloroso e frustrante.
L'unica cosa che mi sento di dirle è di non forzarsi ad essere disponibile con gli altri se non se la sente... anche perché se lei non sta bene non potrà essere d'aiuto a nessuno. Prima deve aiutare se stessa e poi potrà aiutare gli altri!
Provi a contattare un professionista e a cercare con lei/lui una soluzione per l'aspetto economico.
Un caro saluto.
L'unica cosa che mi sento di dirle è di non forzarsi ad essere disponibile con gli altri se non se la sente... anche perché se lei non sta bene non potrà essere d'aiuto a nessuno. Prima deve aiutare se stessa e poi potrà aiutare gli altri!
Provi a contattare un professionista e a cercare con lei/lui una soluzione per l'aspetto economico.
Un caro saluto.
Buonasera, come mai senti di "dovere" comprendere gli altri? Come mai hai questo compito? Che cosa ti dici se non rivesti appieno questo ruolo? In che modo ti senti manipolata? E da chi? Queste sono alcune domande su cui può, se vuoi, riflettere. Comprendo il peso economico di un percorso e come riconosci tu, potrebbe essere utile e prezioso il confronto all'interno di uno spazio in cui sei tu al centro e non l'altro. Possono esserci soluzioni alternative (ad esempio rispetto la cadenza degli incontri) in base al professionista che eventualmente decidi di contattare. Rimango a disposizione, un saluto
Credo che un aiuto esteno possa fare la differenza...esistono anche servizi pubblici di salute mentale sul territorio, può provare e vedere come si trova. Può chiedere ad un consultorio oppure ad un CPS (Centro Psico Sociale), dove ci sono anche psicologi che fanno pacchetti di colloqui psicologici in convenzione con il SSN. Un caro saluto!
Massimo Martucci | Psicologo a Milano e Neurotrainer Neuroptimal (R)
Massimo Martucci | Psicologo a Milano e Neurotrainer Neuroptimal (R)
Dalle sue parole sembra attraversare un momento davvero particolare che meriterebbe di essere condiviso. I suoi vissuti, anch'essi così importanti e delicati, necessiterebbero di essere ascoltati e approfonditi in un contesto terapeutico, certamente un percorso psicologico la aiuterebbe a fare chiarezza e ad affrontare questo momento. La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare. Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso di terapia con la compagnia di qualcuno che si sintonizzi al meglio con le sue necessità e aspettative, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se la motiverà a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Un gentile saluto
Gentile Utente, mi dispiace molto per la sofferenza che sta sperimentando. Sembra che tanto la sua amica quanto il suo ragazzo siano persone veramente importanti per lei e lo dimostra il fatto che sia qui a scrivere anche riguardo loro. Talvolta è proprio nelle relazioni in cui l'investimento è maggiore dove si sperimentano le frustrazioni più profonde. Mentre rileggo le sue parole, noto che ciò che le viene detto sottoforma di prescrizione da una e dall'altro si aggancia a ciò che proprio lei dice a sé stessa: il fatto che "deve smettere di fare la vittima" o che "deve risolvere da sola i suoi problemi" pare coerente con il "dover comprendere gli altri" in cui forse si sente intrappolata oltre che manipolata. Premesso che sarebbe opportuno approfondire quanto ha scritto in uno spazio e in un tempo adeguato per comprendere e ridefinire la sua richiesta, ritengo utile che scelga al più presto di dedicarsi le attenzioni e il supporto che merita. Nel frattempo potrebbe scegliere di esprimere in suo disagio nelle relazioni per lei significative, chiedendo esplicitamente di essere ascoltata, presentando apertamente la sua fatica e la sua sofferenza in un contesto di calma piuttosto che arrivare alla tensione o allo scontro per dichiararlo. Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti o ulteriori specifiche. Un caro saluto, dott.ssa Valentina Cecchi
Salve, capisco quanto riporta. Trovo però che il disagio espresso andrebbe indagato per poter essere superato. Può parlare con il professionista, a cui eventualmente si rivolgerà, anche per la parte economica che in questo momento le rende difficile pensare di iniziare un percorso. Cordialmente, dott.ssa Vigani Viola
Buongiorno,
può essere utile sospendere i giudizi e contattare le emozioni e i bisogni che guidano le sue risposte alle richieste altrui. Se sente la necessità di farsi aiutare in un percorso di crescita personale provi a chiedere un cosulto psicologico. Tenga conto che molti professionisti riservano un trattamento economico agevolato ai pazienti più giovani. Resto a sua disposizione, anche online. Dott.ssa Franca Vocaturi
può essere utile sospendere i giudizi e contattare le emozioni e i bisogni che guidano le sue risposte alle richieste altrui. Se sente la necessità di farsi aiutare in un percorso di crescita personale provi a chiedere un cosulto psicologico. Tenga conto che molti professionisti riservano un trattamento economico agevolato ai pazienti più giovani. Resto a sua disposizione, anche online. Dott.ssa Franca Vocaturi
Vedo che ha già iniziato a mettersi in discussione e al contempo ha notato anche qualcosa nel modo di fare della sua amica e del suo partner che mal sopporta.
Già questo è molto, si sta interrogando: brava!
Comprendo e rispetto le sue difficoltà, e mi sento di darle questo suggerimento: faccia un colloquio di consulenza con uno psicologo (uno solo), gli esponga le sue difficoltà e le sue titubanze, ascolti cosa avrà da dirle l e lo prenda come spunto per incanalare meglio le sue iniziali considerazioni su di se’. Molti professionisti vanno incontro alle difficoltà economiche dei pazienti (prezzi agevolati o colloqui ogni 2-3 settimane): soluzioni alternative potrebbero essercene.
In ogni caso, le potenzialità di “mentalizzazione” (una parola difficile, che indica la capacità di riflettere sui suoi pensieri) per fare un bel lavoro su di se’ si capisce che le ha.
Coraggio, Auguri!
Dottoressa MG Fanciulli
Già questo è molto, si sta interrogando: brava!
Comprendo e rispetto le sue difficoltà, e mi sento di darle questo suggerimento: faccia un colloquio di consulenza con uno psicologo (uno solo), gli esponga le sue difficoltà e le sue titubanze, ascolti cosa avrà da dirle l e lo prenda come spunto per incanalare meglio le sue iniziali considerazioni su di se’. Molti professionisti vanno incontro alle difficoltà economiche dei pazienti (prezzi agevolati o colloqui ogni 2-3 settimane): soluzioni alternative potrebbero essercene.
In ogni caso, le potenzialità di “mentalizzazione” (una parola difficile, che indica la capacità di riflettere sui suoi pensieri) per fare un bel lavoro su di se’ si capisce che le ha.
Coraggio, Auguri!
Dottoressa MG Fanciulli
Buongiorno,
la sua domanda è complessa, e ha diverse risposte. La prima, è cominciare a riflettere sul fatto che il comportamento di chi ci sta intorno è tanto uno specchio per noi quanto un'informazione su di loro. Mettere insieme questi due aspetti rende la comunicazione più equilibrata.
Ci sono, poi, molti modi per conoscersi meglio. In realtà ogni esperienza che facciamo, se impariamo a rifletterci, è una fonte di conoscenza su noi stessi. Se tuttavia vuole indagare più profondamente, le suggerisco di intraprendere una psicoterapia. Sarà un'esperienza molto emozionante, e ne otterrà un maggiore equilibrio personale.
con i migliori auguri,
dr. Ventura
la sua domanda è complessa, e ha diverse risposte. La prima, è cominciare a riflettere sul fatto che il comportamento di chi ci sta intorno è tanto uno specchio per noi quanto un'informazione su di loro. Mettere insieme questi due aspetti rende la comunicazione più equilibrata.
Ci sono, poi, molti modi per conoscersi meglio. In realtà ogni esperienza che facciamo, se impariamo a rifletterci, è una fonte di conoscenza su noi stessi. Se tuttavia vuole indagare più profondamente, le suggerisco di intraprendere una psicoterapia. Sarà un'esperienza molto emozionante, e ne otterrà un maggiore equilibrio personale.
con i migliori auguri,
dr. Ventura
Buongiorno,
capisco quanta confusione, tristezza senta dentro e quante domande continuamente si pone a cui vorrebbe urgentemente una risposta. Ascoltarsi è indispensabile per capirsi però mi rendo conto che ci sono momenti in cui non si riescono a decifrare e sentire i propri bisogni e le proprie emozioni. Diversi psicologi cercano di venire incontro alle difficoltà economiche e personali dei propri pazienti anche dilatando i tempi degli appuntamenti così sarebbe possibile per lei ricevere un sostegno psicologico che è così sentito importante per lei in questo momento della sua vita.
A sua disposizione
Dott.ssa Monica D'Ettorrre
capisco quanta confusione, tristezza senta dentro e quante domande continuamente si pone a cui vorrebbe urgentemente una risposta. Ascoltarsi è indispensabile per capirsi però mi rendo conto che ci sono momenti in cui non si riescono a decifrare e sentire i propri bisogni e le proprie emozioni. Diversi psicologi cercano di venire incontro alle difficoltà economiche e personali dei propri pazienti anche dilatando i tempi degli appuntamenti così sarebbe possibile per lei ricevere un sostegno psicologico che è così sentito importante per lei in questo momento della sua vita.
A sua disposizione
Dott.ssa Monica D'Ettorrre
Buongiorno, mi dispiace per questo periodo difficile. Si sente dalle sue parole che ci sono tanta confusione e sofferenza.
Sarebbe per lei molto importante iniziare un percorso psicologico, soprattutto di sostegno in questo momento.
La questione economica può essere risolta rivolgendosi ad una Asl o consultorio oppure cercando psicologi che offrono tariffe calmierate e sociali.
Io lo faccio ad esempio,in base alla situazione. Se interessata, io sono disponibile, in presenza o a distanza.
Un caro saluto, dott.ssa Alice Carbone
Sarebbe per lei molto importante iniziare un percorso psicologico, soprattutto di sostegno in questo momento.
La questione economica può essere risolta rivolgendosi ad una Asl o consultorio oppure cercando psicologi che offrono tariffe calmierate e sociali.
Io lo faccio ad esempio,in base alla situazione. Se interessata, io sono disponibile, in presenza o a distanza.
Un caro saluto, dott.ssa Alice Carbone
Cara stai vivendo proprio un momento pesante che ti ha prodotto un movimento interiore di ricerca di senso. Sei disposta a metterti in discussione su alcuni elementi del tuo modo di interagire, di ascoltare e comunicare. Questo è già un ottimo punto di partenza. Stai dicendo a te stessa che cogli, nei rimandi che ti fanno la tua amica e il tuo ragazzo, qualcosa che al momento è senza confini, vago, ma presente e degno di essere conosciuto e chiamato per nome. Da quello che racconti hai la sensazione di non riconoscerti più e questo ti sta spaventando. Stai cercando di inserirti in un quadro. Parli di manipolazione, di vittimismo e narcisismo. Da questo capisco che queste tue interpretazioni stanno alimentando la tua ansia e preoccupazione.
Inoltre cominci a pensare di non avere strumenti adeguati per ascoltare e alleggerire la tua amica, ma anche tu cerchi qualcuno con cui vivere un po' di leggerezza e far tornare il buon umore. Molte volte capita di sabotare questo desiderio con la questione economica e si cerca di far da sé. Come fai ad ascoltarti se le tue cuffiette interiori vedi che difettano? con questa metafora intendo incoraggiarti ponendoti un obiettivo sfida che ti stimoli. Se per te è importante iniziare un percorso che ti aiuti a migliorare le tue relazioni, cerca di capire le tue priorità economiche. Prendi un foglio bianco, fai un elenco delle tue spese del mese e mettile in ordine in base ai tuoi bisogni (secondo l'urgenza dei tuoi bisogni). dopodiché fissati un budget, prenota una consulenza e presenta la tua richiesta e la tua possibilità economica. Non rinunciare a priori. La cura del benessere mentale parte dal valore che tu stessa dai alla salute. Anche il benessere mentale è sostenibile. Brava che hai chiesto aiuto. Coraggio e buon lavoro. Resto a tua disposizione.
Inoltre cominci a pensare di non avere strumenti adeguati per ascoltare e alleggerire la tua amica, ma anche tu cerchi qualcuno con cui vivere un po' di leggerezza e far tornare il buon umore. Molte volte capita di sabotare questo desiderio con la questione economica e si cerca di far da sé. Come fai ad ascoltarti se le tue cuffiette interiori vedi che difettano? con questa metafora intendo incoraggiarti ponendoti un obiettivo sfida che ti stimoli. Se per te è importante iniziare un percorso che ti aiuti a migliorare le tue relazioni, cerca di capire le tue priorità economiche. Prendi un foglio bianco, fai un elenco delle tue spese del mese e mettile in ordine in base ai tuoi bisogni (secondo l'urgenza dei tuoi bisogni). dopodiché fissati un budget, prenota una consulenza e presenta la tua richiesta e la tua possibilità economica. Non rinunciare a priori. La cura del benessere mentale parte dal valore che tu stessa dai alla salute. Anche il benessere mentale è sostenibile. Brava che hai chiesto aiuto. Coraggio e buon lavoro. Resto a tua disposizione.
Buongiorno, se sente la necessità di iniziare un percorso psicologico ed effettivamente non ha modo di accedere ad uno psicologo privato le consiglio di rivolgersi a qualche centro pubblico (consultori/cps/onlus). Potrebbe rivolgersi al suo medico di base per avere informazioni più precise relative alle effettive realtà presenti nella sua zona di residenza. Un saluto, Dott.ssa Bonomi
Gentile utente,
Intanto grazie per aver condiviso qui un vissuto così intimo e personale. Mi rendo conto che la situazione che sto vivendo è difficile e faticosa, dato che riporta di avere problemi economici e di faticare a poter iniziare un percorso psicologico privato, mi verrebbe da consigliarle di rivolgersi al consultorio familiare vicino a dove ha la residenza. Li potrà usufruire di un pacchetto di sedute gratuite e iniziare a lavorare su se stessa e su tutto quello che prova.
Resto comunque a disposizione, dott.ssa Martina Panzeri
Intanto grazie per aver condiviso qui un vissuto così intimo e personale. Mi rendo conto che la situazione che sto vivendo è difficile e faticosa, dato che riporta di avere problemi economici e di faticare a poter iniziare un percorso psicologico privato, mi verrebbe da consigliarle di rivolgersi al consultorio familiare vicino a dove ha la residenza. Li potrà usufruire di un pacchetto di sedute gratuite e iniziare a lavorare su se stessa e su tutto quello che prova.
Resto comunque a disposizione, dott.ssa Martina Panzeri
Buonasera, può accadere di non riuscire a sostenere le richieste delle persone che si hanno accanto. Probabilmente la condivisione continua e costante che la sua amica le chiede di accogliere lei non riesce a realizzarla perché è qualcosa che la turba profondamente. Va oltre ciò che lei può. E allora è importante che si ascolti e comprenda quale disponibilità emotiva può dare, solo così potrà trovare il suo modo personale di stare vicino alla sua amica senza sentirsi schiacciata
Il tuo problema non è che sei vittimista o narcisista. Il tuo problema è che stai cercando di trovare un equilibrio tra il dare e il ricevere, tra il comprendere gli altri e il sentirti compresa.
Inizia a mettere piccoli confini e a prenderti il tuo spazio, senza sensi di colpa. Ti meriti di essere ascoltata tanto quanto gli altri.
In percorso con uno psicologo ti può essere di aiuto. Molte città offrono sportelli di ascolto gratuiti attraverso associazioni o enti benefici; fai una ricerca nella tua città
Dott.ssa Antonella bellanzon
Inizia a mettere piccoli confini e a prenderti il tuo spazio, senza sensi di colpa. Ti meriti di essere ascoltata tanto quanto gli altri.
In percorso con uno psicologo ti può essere di aiuto. Molte città offrono sportelli di ascolto gratuiti attraverso associazioni o enti benefici; fai una ricerca nella tua città
Dott.ssa Antonella bellanzon
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso una parte così profonda e delicata di sé. Le sue parole raccontano non solo un momento difficile, ma anche una sensibilità viva e una grande consapevolezza di sé, che non sono affatto scontate. Ciò che sta vivendo è un'esperienza comune a molte persone che, pur cercando di offrire comprensione e presenza agli altri, si ritrovano a sentire di non ricevere in cambio lo stesso livello di attenzione emotiva e di empatia. Quello che descrive, cioè il senso di fatica nell’ascoltare una persona cara che sta soffrendo, non è segno di egoismo né di mancanza di empatia. È, al contrario, il risultato di un carico emotivo prolungato, che a un certo punto diventa difficile da sostenere. Lei ha provato ad esserci, ha ascoltato, ha cercato di supportare, ma ora si trova con le “batterie scariche”, e sta cercando, giustamente, di comprendere come prendersi cura di sé. Questo è un passaggio fondamentale nella costruzione di relazioni sane: imparare a riconoscere i propri limiti emotivi e dare valore ai propri bisogni, anche quando gli altri non lo fanno. È anche comprensibile il suo disorientamento nel ricevere da più fronti delle critiche che sembrano colpire proprio nei punti in cui si sente più fragile. Le viene detto di essere “vittimista” o di “dover risolvere da sola” i suoi problemi interiori, come se le sue emozioni fossero eccessive o fastidiose. Eppure, ciò che lei sta esprimendo non è un problema da correggere, ma una richiesta legittima di comprensione, uno sforzo per spiegare il suo mondo interno. Quando si è molto sensibili, come sembra essere lei, è facile finire per sentirsi sbagliati quando gli altri non ci accolgono come vorremmo. Ma il disagio che prova non è un difetto: è un segnale. È il suo modo di dirsi che ha bisogno di maggiore equilibrio, di spazi in cui sentirsi accolta, ascoltata e non messa in discussione. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, uno degli strumenti più utili in queste situazioni è imparare a distinguere tra pensieri e fatti. Quando qualcuno le dice che “fa la vittima” o che “dovrebbe risolversi da sola i problemi”, può essere utile chiedersi: è un fatto oggettivo o è un’interpretazione? Cosa dice di me questa frase? E, soprattutto, cosa scelgo io di credere su me stessa? Allenarsi a mettere in discussione i pensieri giudicanti e sostituirli con valutazioni più equilibrate è un lavoro quotidiano, ma possibile. Può iniziare a lavorare su di sé anche in autonomia, facendo alcune cose semplici ma molto efficaci. Una prima cosa utile può essere tenere un diario dei pensieri e delle emozioni: quando sente un’emozione intensa o una critica la ferisce, scriva cosa è successo, che pensieri ha avuto, come si è sentita, e poi provi a vedere se ci sono modi alternativi di interpretare la situazione. Questo aiuta a creare uno spazio tra ciò che accade e la nostra reazione automatica. Inoltre, può lavorare sull’auto-compassione: ogni volta che sente di aver fallito, di non essere stata capita, provi a rivolgersi a se stessa come farebbe con una persona cara. È sorprendente quanto duri sappiamo essere con noi stessi, e quanto potere guaritivo abbia un po’ di gentilezza verso sé. Infine, cerchi di ricordare che non è necessario scegliere tra il prendersi cura degli altri o di se stessi: può esistere un punto di equilibrio. A volte le relazioni ci mostrano dove siamo vulnerabili, ma anche dove possiamo crescere. E il fatto che lei desideri lavorare su di sé, anche in assenza di un percorso psicologico, dimostra che ha già messo in moto un processo importante. Continui ad ascoltarsi. Si dia il permesso di sentire. E si conceda il diritto di scegliere con chi e come condividere la sua sensibilità, che è un dono, non un difetto. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile,
dalle sue parole emerge una grande sensibilità e un forte desiderio di migliorarsi, ma anche una stanchezza profonda dovuta al peso emotivo che sta portando. Sta cercando di essere presente per chi le sta vicino — la sua amica, il suo compagno — ma al tempo stesso sente di non ricevere lo stesso tipo di comprensione e ascolto. È una condizione che può far sentire svuotati, quasi “sbagliati”, quando in realtà è il segnale che ha bisogno di ridefinire i propri confini emotivi.
Quando dice di sentirsi “manipolata” o teme di essere “vittimista”, in realtà sta cercando di dare un senso a un disagio più profondo: la difficoltà di far convivere empatia e autodifesa. A volte, chi ha una grande capacità di comprendere gli altri tende a trascurare sé stesso, fino a sentirsi in colpa per i propri bisogni o per la fatica di ascoltare. Ma non è egoismo voler proteggere la propria energia: è autotutela emotiva, una forma di rispetto verso sé stessi.
Comprendo anche la difficoltà legata all’impossibilità di iniziare subito un percorso psicologico, ma se in futuro le fosse possibile, anche pochi incontri possono fare una grande differenza. Uno spazio professionale le permetterebbe di capire meglio le dinamiche relazionali che la fanno soffrire e di imparare a gestirle con più equilibrio e serenità.
Se desidera, possiamo fissare un primo colloquio insieme: potremmo esplorare con calma ciò che sta vivendo e costruire strategie pratiche per ritrovare equilibrio e forza emotiva, senza che debba più sentirsi sopraffatta dal bisogno di “dover capire tutti”.
Cordialmente
Dottoressa Gloria Giacomin
dalle sue parole emerge una grande sensibilità e un forte desiderio di migliorarsi, ma anche una stanchezza profonda dovuta al peso emotivo che sta portando. Sta cercando di essere presente per chi le sta vicino — la sua amica, il suo compagno — ma al tempo stesso sente di non ricevere lo stesso tipo di comprensione e ascolto. È una condizione che può far sentire svuotati, quasi “sbagliati”, quando in realtà è il segnale che ha bisogno di ridefinire i propri confini emotivi.
Quando dice di sentirsi “manipolata” o teme di essere “vittimista”, in realtà sta cercando di dare un senso a un disagio più profondo: la difficoltà di far convivere empatia e autodifesa. A volte, chi ha una grande capacità di comprendere gli altri tende a trascurare sé stesso, fino a sentirsi in colpa per i propri bisogni o per la fatica di ascoltare. Ma non è egoismo voler proteggere la propria energia: è autotutela emotiva, una forma di rispetto verso sé stessi.
Comprendo anche la difficoltà legata all’impossibilità di iniziare subito un percorso psicologico, ma se in futuro le fosse possibile, anche pochi incontri possono fare una grande differenza. Uno spazio professionale le permetterebbe di capire meglio le dinamiche relazionali che la fanno soffrire e di imparare a gestirle con più equilibrio e serenità.
Se desidera, possiamo fissare un primo colloquio insieme: potremmo esplorare con calma ciò che sta vivendo e costruire strategie pratiche per ritrovare equilibrio e forza emotiva, senza che debba più sentirsi sopraffatta dal bisogno di “dover capire tutti”.
Cordialmente
Dottoressa Gloria Giacomin
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso così sinceramente il suo vissuto, è già un segno di grande consapevolezza e volontà di crescita personale. Da quello che racconta, sembra che stia vivendo un periodo molto faticoso in cui la responsabilità emotiva che sente verso gli altri — l’amica, il ragazzo, forse anche altri contesti — è molto alta, mentre invece lei percepisce poca comprensione verso di sé. Questo sbilanciamento è estenuante e può far sentire in colpa, inadeguata o come se stesse “creando malumori”, anche quando non è così.
È importante capire che sentirsi sopraffatti dalle emozioni altrui non significa essere manipolativa o vittimista. Significa semplicemente che la sua capacità di contenere o elaborare lo stress emotivo degli altri è stata messa a dura prova, e in questi momenti tutti possono sentirsi irritabili, stanchi o fragili. Questo non è un difetto, ma un segnale: il suo sistema emotivo sta chiedendo attenzione e cura per sé.
Per iniziare a lavorare su se stessa anche senza un percorso psicologico strutturato, si possono fare alcune cose pratiche: innanzitutto riconoscere e legittimare le proprie emozioni, anche solo scrivendole su un diario, senza giudicarle; questo aiuta a creare uno spazio interno dove ascoltarsi senza sentirsi colpevoli. Un secondo passo utile è imparare a stabilire dei confini emotivi chiari: ascoltare gli altri è un dono, ma non deve diventare una responsabilità che prosciuga le sue energie. Si può provare a ritagliare momenti in cui si prende “pausa emotiva”, anche solo verbalizzando gentilmente che in quel momento ha bisogno di concentrarsi su se stessa.
È altrettanto importante imparare a regolare le reazioni nei confronti del proprio partner: prima di reagire, può provare a fermarsi un momento, respirare profondamente e chiedersi “di cosa ho realmente bisogno adesso?” o “questa emozione sta nascendo da me o dall’altro?”. Questo piccolo esercizio di osservazione aiuta a non farsi travolgere dal flusso emotivo e a rispondere invece che reagire.
Infine, curare le proprie risorse: attività che le danno piacere, movimento, piccoli rituali di auto-cura, momenti di socialità leggera, tutto ciò rinforza la resilienza emotiva e riduce la sensazione di essere “sotto pressione continua”.
Se desidera, possiamo costruire insieme un percorso pratico personalizzato, pensato proprio per il suo periodo: esercizi quotidiani di consapevolezza emotiva, gestione dei confini relazionali, strategie di regolazione dell’ansia e dei conflitti, in modo da sentirsi più stabile, sicura e meno sopraffatta dalle dinamiche con gli altri. Le ricordo che il percorso psicologico può essere adattato alle sue esigenze per quanto riguarda tempistiche e frequenza.
Saluti, resto a disposizione
È importante capire che sentirsi sopraffatti dalle emozioni altrui non significa essere manipolativa o vittimista. Significa semplicemente che la sua capacità di contenere o elaborare lo stress emotivo degli altri è stata messa a dura prova, e in questi momenti tutti possono sentirsi irritabili, stanchi o fragili. Questo non è un difetto, ma un segnale: il suo sistema emotivo sta chiedendo attenzione e cura per sé.
Per iniziare a lavorare su se stessa anche senza un percorso psicologico strutturato, si possono fare alcune cose pratiche: innanzitutto riconoscere e legittimare le proprie emozioni, anche solo scrivendole su un diario, senza giudicarle; questo aiuta a creare uno spazio interno dove ascoltarsi senza sentirsi colpevoli. Un secondo passo utile è imparare a stabilire dei confini emotivi chiari: ascoltare gli altri è un dono, ma non deve diventare una responsabilità che prosciuga le sue energie. Si può provare a ritagliare momenti in cui si prende “pausa emotiva”, anche solo verbalizzando gentilmente che in quel momento ha bisogno di concentrarsi su se stessa.
È altrettanto importante imparare a regolare le reazioni nei confronti del proprio partner: prima di reagire, può provare a fermarsi un momento, respirare profondamente e chiedersi “di cosa ho realmente bisogno adesso?” o “questa emozione sta nascendo da me o dall’altro?”. Questo piccolo esercizio di osservazione aiuta a non farsi travolgere dal flusso emotivo e a rispondere invece che reagire.
Infine, curare le proprie risorse: attività che le danno piacere, movimento, piccoli rituali di auto-cura, momenti di socialità leggera, tutto ciò rinforza la resilienza emotiva e riduce la sensazione di essere “sotto pressione continua”.
Se desidera, possiamo costruire insieme un percorso pratico personalizzato, pensato proprio per il suo periodo: esercizi quotidiani di consapevolezza emotiva, gestione dei confini relazionali, strategie di regolazione dell’ansia e dei conflitti, in modo da sentirsi più stabile, sicura e meno sopraffatta dalle dinamiche con gli altri. Le ricordo che il percorso psicologico può essere adattato alle sue esigenze per quanto riguarda tempistiche e frequenza.
Saluti, resto a disposizione
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