Buongiorno, sono un uomo di 36 e vorrei chiedere se la mia dieta, che consiste di pochi cibi è suffi
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Buongiorno, sono un uomo di 36 e vorrei chiedere se la mia dieta, che consiste di pochi cibi è sufficiente, in parole povere io bevo soltanto latte (con caffè) e acqua, poi mangio uova, pasta integrale, mozzarella, carne di pollo, tacchino, mele, kiwi, e altri frutti a seconda della stagione, pistacchi e arachidi non salati, vari semi, zucchine, peperoni, pomodoro, funghi (piccole quantità perchè mi creano aria in pancia) melanzane, carciofi, spinaci, lattuga, grana padano dop... sono sufficienti questi alimenti? Non mangio pesce perchè non mi piace, e non mangio nemmeno carne rossa, purtroppo non posso mangiare legumi perchè mi creano troppa aria in pancia, anche perchè soffro di intestino irritabile e sono particolarmente sensibile.
Grazie per la risposta.
Grazie per la risposta.
Buongiorno! La sua alimentazione, così com’è, è già abbastanza completa come “struttura” (proteine da uova/pollo/tacchino e latticini, carboidrati, frutta/verdura, frutta secca e semi). Il punto non è tanto l’elenco in sé, ma varietà e quantità: più la dieta si restringe, più aumenta il rischio di “scoperti” (non per forza oggi, ma nel tempo).
Due concetti chiave:
.IBS e gonfiore non significano dover eliminare categorie per principio. In genere si lavora su quali alimenti e quali porzioni sono tollerate, e spesso anche su come vengono distribuiti nella giornata. Se i legumi le danno fastidio, non è detto che debbano essere “vietati per sempre”: a volte cambiano porzione, forma (passati/decorticati), frequenza o una reintroduzione graduale. L’obiettivo è trovare il massimo di varietà compatibile con i sintomi, non restringere sempre di più.
.Le esclusioni per gusto (es. pesce) sono un altro tema. Non è “obbligatorio” mangiare pesce, però conviene assicurarsi di coprire alcuni nutrienti che spesso arrivano soprattutto da lì (in particolare omega-3 e iodio) con alternative pratiche.
In sintesi: la base è buona, ma vale la pena fare una verifica strutturata (anche breve) con un professionista, così si controlla che sia davvero equilibrata e si lavora sull’IBS con un approccio di tolleranza e personalizzazione, non di eliminazioni “a cascata”.
Due concetti chiave:
.IBS e gonfiore non significano dover eliminare categorie per principio. In genere si lavora su quali alimenti e quali porzioni sono tollerate, e spesso anche su come vengono distribuiti nella giornata. Se i legumi le danno fastidio, non è detto che debbano essere “vietati per sempre”: a volte cambiano porzione, forma (passati/decorticati), frequenza o una reintroduzione graduale. L’obiettivo è trovare il massimo di varietà compatibile con i sintomi, non restringere sempre di più.
.Le esclusioni per gusto (es. pesce) sono un altro tema. Non è “obbligatorio” mangiare pesce, però conviene assicurarsi di coprire alcuni nutrienti che spesso arrivano soprattutto da lì (in particolare omega-3 e iodio) con alternative pratiche.
In sintesi: la base è buona, ma vale la pena fare una verifica strutturata (anche breve) con un professionista, così si controlla che sia davvero equilibrata e si lavora sull’IBS con un approccio di tolleranza e personalizzazione, non di eliminazioni “a cascata”.
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Buonasera,
per quanto riguarda i legumi, sono una fonte importante di numerosi nutrienti.
Però è possibile avere una dieta che non li comprende.
Più che il tipo di alimenti, dipende anche da come sono suddivisi e presentati durante la settimana.
Per una consulenza nutrizionale, può contattarmi e valutare la sua dieta.
Buona serata,
Dott Intropido Mattia
per quanto riguarda i legumi, sono una fonte importante di numerosi nutrienti.
Però è possibile avere una dieta che non li comprende.
Più che il tipo di alimenti, dipende anche da come sono suddivisi e presentati durante la settimana.
Per una consulenza nutrizionale, può contattarmi e valutare la sua dieta.
Buona serata,
Dott Intropido Mattia
Salve, chiaramente più è varia l'alimentazione e maggiore è la copertura di macro e micro nutrienti... ma questa è una risposta scontata! Quello che le posso dire è di non stancarsi mai di sperimentare comunque nuove ricette che possano inglobare alimenti che non assume. Periodicamente potrebbe integrare l'alimentazione con multivitaminici e multiminerali. Ma, se questo può consolarla, nella mia esperienza di nutrizionista, posso dire che ho sentito di peggio...
Buongiorno,
la sua alimentazione comprende diversi alimenti di buona qualità (uova, carni bianche, latticini, frutta, verdura, frutta secca, semi, cereali integrali) e nel complesso può risultare nutrizionalmente adeguata. Tuttavia presenta alcune possibili criticità:
Assenza di pesce → possibile carenza di omega-3 (EPA/DHA). Potrebbe valutare alternative come semi di lino/chia macinati oppure, se necessario, integrazione mirata.
Assenza di legumi (per IBS) → comprensibile, ma si può valutare eventualmente una gestione personalizzata (piccole quantità, decorticati, o approccio low FODMAP guidato).
Scarsa varietà proteica → nel lungo periodo la varietà aiuta la copertura micronutrizionale.
Attenzione a calcio, vitamina D e iodio, soprattutto se il consumo di latticini non è elevato o non usa sale iodato.
Se peso, energia, esami ematochimici e benessere intestinale sono buoni, la base è valida, ma una valutazione personalizzata aiuterebbe a prevenire carenze nel lungo periodo, soprattutto in presenza di intestino irritabile.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
la sua alimentazione comprende diversi alimenti di buona qualità (uova, carni bianche, latticini, frutta, verdura, frutta secca, semi, cereali integrali) e nel complesso può risultare nutrizionalmente adeguata. Tuttavia presenta alcune possibili criticità:
Assenza di pesce → possibile carenza di omega-3 (EPA/DHA). Potrebbe valutare alternative come semi di lino/chia macinati oppure, se necessario, integrazione mirata.
Assenza di legumi (per IBS) → comprensibile, ma si può valutare eventualmente una gestione personalizzata (piccole quantità, decorticati, o approccio low FODMAP guidato).
Scarsa varietà proteica → nel lungo periodo la varietà aiuta la copertura micronutrizionale.
Attenzione a calcio, vitamina D e iodio, soprattutto se il consumo di latticini non è elevato o non usa sale iodato.
Se peso, energia, esami ematochimici e benessere intestinale sono buoni, la base è valida, ma una valutazione personalizzata aiuterebbe a prevenire carenze nel lungo periodo, soprattutto in presenza di intestino irritabile.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
la sua dieta è già abbastanza buona, ma non è completamente bilanciata e nel lungo periodo può avere alcune carenze.
resto a disposizione per un piano nutrizionale personalizzato
dott.ssa antelmi antonella
resto a disposizione per un piano nutrizionale personalizzato
dott.ssa antelmi antonella
Ciao,
la tua alimentazione non è sbagliata e include diversi cibi di buona qualità, quindi non sembra carente “a prima vista”.
Detto questo, una dieta molto ripetitiva nel tempo può diventare limitante, soprattutto per chi soffre di intestino irritabile. La varietà è uno dei fattori più importanti per la salute del microbiota e per migliorare la tolleranza digestiva.
Quando non ci sono patologie organiche, l’obiettivo non dovrebbe essere eliminare sempre più alimenti, ma lavorare per tollerarli meglio. In questi casi può essere utile un protocollo strutturato come la dieta low FODMAP per alcune settimane, seguita da una reintroduzione graduale e guidata. Questo permette di capire quali alimenti e quali quantità danno davvero sintomi.
Spesso non è il cibo in sé il problema, ma la dose, le combinazioni o il contesto (stress, velocità dei pasti, ecc.).
Con un percorso mirato, nella maggior parte dei casi si può ampliare la varietà alimentare senza peggiorare i sintomi — ed è proprio questo l’obiettivo a lungo termine.
la tua alimentazione non è sbagliata e include diversi cibi di buona qualità, quindi non sembra carente “a prima vista”.
Detto questo, una dieta molto ripetitiva nel tempo può diventare limitante, soprattutto per chi soffre di intestino irritabile. La varietà è uno dei fattori più importanti per la salute del microbiota e per migliorare la tolleranza digestiva.
Quando non ci sono patologie organiche, l’obiettivo non dovrebbe essere eliminare sempre più alimenti, ma lavorare per tollerarli meglio. In questi casi può essere utile un protocollo strutturato come la dieta low FODMAP per alcune settimane, seguita da una reintroduzione graduale e guidata. Questo permette di capire quali alimenti e quali quantità danno davvero sintomi.
Spesso non è il cibo in sé il problema, ma la dose, le combinazioni o il contesto (stress, velocità dei pasti, ecc.).
Con un percorso mirato, nella maggior parte dei casi si può ampliare la varietà alimentare senza peggiorare i sintomi — ed è proprio questo l’obiettivo a lungo termine.
Salve, in realtà alcune cose da lei elencate come mele, pasta integrale, mozzarella, pistacchi ecc.. non andrebbero consumate in caso di colon irritabile. Per quanto riguarda il discorso di una dieta sufficiente, dipende dalle quantità, quindi quanta pasta assume ecc.. per eventuali chiarimenti mi contatti pure. Dott.ssa Martina Petrolito
La scelta degli alimenti deve essere varia e deve rispettare i gusti del paziente. Detto ciò le consiglio di variare le fonti di carboidrati (senza fermarsi solo a quelli integrali). Quelli che ha elencato sono sicuramente abbastanza vari, ma bisogna valutare la situazione del soggetto e contestualizzarla al meglio
Salve cara Sigra , sicuramente l'approccio di una dieta variata è sempre da preferirsi.
Ma se soffriamo, con l'assunzione di alcuni cibi come lei ci spiega , non li continuerei ad inserire per ora.
Ma bisogna capire se questo è legato ad una sensibilità intestinale dovuta ad un momento di squilibrio del suo microbiota .
Spesso appurato lo stato di salute di questi è possibile esprimersi con maggiore chiarezza su cosa non tolleriamo veramente .( cure e strategie da adottare per rioortare lo stato di salute perso )
Certamente non consumando carne /pesce e legumi il rischio di carenze nutrizionali è molto alto . ( và verificato con esami ematici )
E le consiglio subito di prendere appuntamento per poterla aiutare in modo adeguato e personalizzato .
Tanto più che soffre anche di intestino irritabile .Una anamnesi accurata e integrazione di eventuali test sul microbiota sono determinanti per avere un punto di partenza per impostare un'alimenazione ed eventuali supporti di probiotici idonei al suo caso.
Spesso assunti inapropriatamente .
Poi lei è molto giovane in età fertile e questo squilibrio non è sano neamnche per il sistema riproduttivo femminile .
Questi gonfiori , flatulenze e sofferenze vanno capite ed eliminate con il giusto approccio di cure adatte alle sue esigenze .
Se desidera sarò felice di accoglierla come paziente .
Può prendere appuntamento direttamente quì su mio dottore , sia in presenza o On-line se non è di zona al mio studio .
nessun problema .
Un cordiale saluto , e le faccio i migliori auguri .
Dottssa. Patrizia Desogus
Ma se soffriamo, con l'assunzione di alcuni cibi come lei ci spiega , non li continuerei ad inserire per ora.
Ma bisogna capire se questo è legato ad una sensibilità intestinale dovuta ad un momento di squilibrio del suo microbiota .
Spesso appurato lo stato di salute di questi è possibile esprimersi con maggiore chiarezza su cosa non tolleriamo veramente .( cure e strategie da adottare per rioortare lo stato di salute perso )
Certamente non consumando carne /pesce e legumi il rischio di carenze nutrizionali è molto alto . ( và verificato con esami ematici )
E le consiglio subito di prendere appuntamento per poterla aiutare in modo adeguato e personalizzato .
Tanto più che soffre anche di intestino irritabile .Una anamnesi accurata e integrazione di eventuali test sul microbiota sono determinanti per avere un punto di partenza per impostare un'alimenazione ed eventuali supporti di probiotici idonei al suo caso.
Spesso assunti inapropriatamente .
Poi lei è molto giovane in età fertile e questo squilibrio non è sano neamnche per il sistema riproduttivo femminile .
Questi gonfiori , flatulenze e sofferenze vanno capite ed eliminate con il giusto approccio di cure adatte alle sue esigenze .
Se desidera sarò felice di accoglierla come paziente .
Può prendere appuntamento direttamente quì su mio dottore , sia in presenza o On-line se non è di zona al mio studio .
nessun problema .
Un cordiale saluto , e le faccio i migliori auguri .
Dottssa. Patrizia Desogus
Buongiorno, il mio consiglio è quello di provare sempre a variare mantenendo una quantità adeguata e costante di cereali, frutta e verdura. Per rendere i legumi più digeribili potresti provare quelli decorticati oppure frullarli con un passaverdure post cottura.
La sua alimentazione, anche se composta da un numero limitato di cibi, non è povera né squilibrata. Include buone fonti proteiche come uova, pollo, tacchino e latticini, carboidrati complessi, frutta, frutta secca e diverse verdure, quindi la base nutrizionale è valida. L’assenza di carne rossa non è un problema se l’apporto proteico complessivo è adeguato, e la vitamina B12 è coperta grazie a uova e formaggi. L’unico aspetto da tenere maggiormente sotto controllo è l’apporto di omega-3, dato che non consuma pesce, mentre per il ferro può essere utile monitorare i valori nel tempo. Considerando che soffre di intestino irritabile, sta già facendo bene a evitare gli alimenti che le causano gonfiore: in questi casi la tolleranza personale è più importante della teoria. In sintesi, la sua dieta può essere sufficiente, purché le quantità siano adeguate e nel tempo mantenga un minimo di varietà compatibile con il suo intestino.
La dieta può essere sufficiente, ma non è ottimale in termini di varietà e micronutrienti. Sarebbe utile integrare fonti vegetali di omega‑3 (noci, semi di lino o chia) e variare maggiormente frutta e verdura. In alcuni casi può essere indicato valutarla con un professionista anche per verificare i livelli di ferro, B12 e vitamina D.
Salve, le consiglierei di farsi seguire da un professionista che la possa seguire per l'alimentazione antinfiammatoria per colon irritabile e le consiglierei di prendere integratori per integrare carenze da non assunzione di pesce, carne rossa e legumi.
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