Buongiorno Psicologi, sono un ragazzo di 28 anni, fidanzato da 8 anni con una ragazza di 24; la nost
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Buongiorno Psicologi, sono un ragazzo di 28 anni, fidanzato da 8 anni con una ragazza di 24; la nostra storia va avanti, tra alti e bassi ma senza aver mai avuto grossi problemi. Lei si è sempre fidata poco di me, perchè a mala pena mi fido io di me stesso, questo mi ha portato a rinunciare a tante cose che nella mia vita avrei voluto fare in questi anni (vacanze con amici, esperienze, viaggi etc), ma ho rinunciato con la consapevolezza che lo facevo per lei. Circa a metà relazione abbiamo avuto una crisi, eravamo sull'orlo di lasciarci ed io ho avuto una scappatella con una collega, tutto finito li e seppellito, decisi di non mollare la relazione e proseguire, in quanto lei mi amava da impazzire ed anche io sentivo di amarla. Quella scappatella mi diede la forza per andare avanti, e mi sentii più innamorato di prima; negli anni a seguire abbiamo avuto battibecchi per questa mia voglia, sempre maggiore, di andare in giro da solo, fare serate, bere e divertitmi con amici, cose che tra l'altro ho continuato a limitare nel tempo. Con lei sto facendo progetti, abbiamo comprato casa e ci dovremmo sposare fra 1 annetto, ma adesso arriva il problema più grande. Sono andato via con amici, è una cosa che sognavo di fare da anni e che non avevo mai fatto, mai lo avrei potuto, sarebbe stata guerra! Recentemente però è come se lei fosse cresciuta, la coppia abbia acquisito fiducia, ed abbiamo iniziato ad uscire di più per fatti nostri. Tornando a noi vado all'estero con questi amici, facciamo una serata folle, andiamo a ballare e noto che tante ragazze mi guardano (io negli ultimi anni sono diventato molto insicuro, mi vedo grasso, brutto, vecchio e non più attraente, nonostante per lei io sia bellissimo, ma è come se avessi bisogno di saperlo da altre), alcune le rifiuto anche ma poi vedo lei, questa ragazza, che è come se mi avesse scelto, ha rifiutato 2 3 ragazzi di fila ed è venuta da me, io non so perchè l'ho fatto, ma ho provato a vedere cosa fosse successo, convinto che mi avrebbe rifiutato! invece lei me cercava, abbiamo ballato, ci siamo baciati, è stato bellissimo. Siamo poi finiti a letto a casa ed addio per sempre! Ora il problema è che io non riesco a non pensare a lei, mi sento come innamorato, ho le farfalle nello stomaco, ogni mattina andanto a lavoro piango da una settimana! mi sento triste, e non so più cosa voglio dalla vita. Nel mentre continuo a fare progetti con la mia lei, il natale si avvicina così come le feste con i parenti, ma io vorrei solo provare quelle emozioni che ho provato quella sera. Mi sono sentito vivo, non so spiegarvi come, autostima a mille, adrenalina, felicità! E' stata la serata più bella degli ultimi 5 anni almeno. Quella passione che ho provato, pensavo di averla ormai persa (con la mia ragazza causa lavoro e tanto stress capita spesso di farlo 2/3 volte al mese) ed ora sono qui che non riesco a capire se mandare tutto all'aria, e ritrovarmi da solo. Il problema che ho sempre avuto paura di stare da solo, ho sempre cercato di essere fidanzato (da quando ne ho memoria sono passato da una relazione all'altra, ma nel mentre ho sempre tradito, ma in ogni relazione mi sono sempre fatto limitare!). Ora io non so che fare, io la amo ne sono certo, se penso alla mia vita senza lei ci rimango distrutto, le implicazioni familiari, i progetti, i figli, è come se fosse tutto scritto ormai, eppure ora non capisco più nulla. Anche lei mi ama alla follia, preferirebbe sempre stare con me, ha iniziato a fare qualcosa di diverso in quanto io ho iniziato ad uscire più spesso con gli amici, però lei solo a me pensa, è una donna di altri tempi, ho paura di perderla e di non trovarne mai più una così seria, brava, dedida alla famiglia. Ho la mete in palla e lo stomaco chiuso, continuo a pensare a questa francesina, le ho anche scritto online, ci siamo parlati e ci siamo detti che ci saremmo rivisti in un'altra vita, ma nella mia mente folle, mi piacerebbe essere ricco per prendere il primo aereo, andare li e ricontrarla, come in quei film o serie tv per adolescenti! Negli ultimi periodi sentivo sempre di più quella voglia di rimorchiare, quelle sensazioni che provi quando devi conquistare una ragazza, la soddisdfazione di piacerle e di avercela fatta, quelle farfalle nello stomaco e la sensazione di sentirti bello ed affascinante, e tutto questo l'ho provat quella sera. Ora sicuramente non è per quella donna, magari è un colpo di fulmine ma so bene che lei era in vacanza per divertirsi ed addio per sempre, ma credo sia più cosa lei e quella notte hanno significato per me, una sorta di rivalsa, di vittoria, di appagamento. Aiutatemi voi, ditemi cosa ne pensate.
Salve, Mi spiace molto per la situazione e delle disagio espresso e comprendo quanto questa situazione possa essere impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo importante che lei possa ritagliarsi uno spazio per capire ciò che pensa e ciò che prova verso questa persona dunque ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare Quei pensieri rigidi e disfunzionali che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto. Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico Connesso con la genesi della Sofferenza in atto. Resto a disposizione, anche on-line. Cordialmente, dott FDL
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buonasera io partirei dalla sua paura di "stare solo" che va approfondita per non demandare al proprio partner il compito di soddisfare i propri bisogni emotivi Lei si deve prendere cura della sua vulnerabilità per capire se è all'interno di una relazione pienamente soddisfacente per lei. La sua affermazione è "come se fosse tutto scritto" mi ha colpito. Lei deve essere aiutato a comprendere se si trova in una relazione di "appoggio". Io vorrei aiutarla. Saluti dottoressa Ponziani
Buonasera, sicuramente la crisi che lei vive è una crisi di coppia, una fase importante che ha bisogno di essere rivisitata e approfondita, la parte del dovere e del piacere dovrebbero camminare assieme mentre lei le vive scisse. Consiglio di parlarne con la sua ragazza di tutte le perplessità che ha e chiedere se assieme potete intraprendere un percorso, la reciprocità e l'interscambio è fondamentale per l'Amore. Ascoltatevi a vicenda...
Cordialmente Dott.ssa Mirella Pepi
Cordialmente Dott.ssa Mirella Pepi
Buonasera, in questo suo momento di crisi emergono la paura di stare da solo, il sentirsi vivo nell'evadere, c'è molta confusione oltre al suo disorientamento su cosa fare rispetto alla sua relazione. Le consiglio di chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta per comprendere i suoi bisogni e le scelte migliori da intraprendere per il proprio benessere. Cordiali saluti. Dr.ssa Lorena Ferrero
Buongiorno, ci sono vari aspetti che si intrecciano e che fanno parte, probabilmente, del caos che sente: la paura di stare da solo, la necessità di rivivere emozioni che la facciano sentire vivo e, all'opposto la necessità di avere tutto"scritto"per il futuro. Questi temi vanno approfonditi e chiariti per evitare sia di idealizzare una ragazza lontana che è protagonista dei suoi pensieri, sia evitare che la sua relazione futura si carichi di bisogni profondi non riconosciuti. Ritengo che in vista di una decisione così importante come un matrimonio, debba ricercare un consulto con uno psicoterapeuta.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Gentile utente di mio dottore,
lei è portatore di una problematica di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui espresse. Le sue scappatelle sono il segno tangibile del sentimento di insoddisfazione da cui è accompagnato attualmente nella relazione di coppia con la sua compagna. Ne parli direttamente con lei, nel caso, potrebbe esser un opportunità per entrambi per poter stare insieme in una dimensione di maggior serenità.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
lei è portatore di una problematica di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui espresse. Le sue scappatelle sono il segno tangibile del sentimento di insoddisfazione da cui è accompagnato attualmente nella relazione di coppia con la sua compagna. Ne parli direttamente con lei, nel caso, potrebbe esser un opportunità per entrambi per poter stare insieme in una dimensione di maggior serenità.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, le ho risposto facendole un video sul mio canale youtube dal titolo " Amori moderni: non ci può essere amore senza autocosapevolezza e a mani vuote".
Cordialmente Amico Colaianni
Cordialmente Amico Colaianni
Salve, stare con qualcuno perché non sappiamo stare da soli ci può fare accettare delle cose, adeguarci, conformarci, ripiegarci... È molto importante affrontare questa paura di solitudine. Cosa immagina che le succederebbe se rimanesse da solo?
Salve, leggendo quanto ha scritto, si sente il suo desiderio di vivere nuove esperienze. Stando in una relazione da molto tempo, è difficile comprendere il tipo di sentimento e legame che c'è con la sua compagna, e quanto abbia bisogno di lei perché, come ha espresso, non riesce a stare da solo. La invito a partire proprio da questo, da sé stesso, credo che lei abbia necessità di comprendere molti aspetti di sé, prima di prendere decisioni importanti per il suo futuro. Un percorso di psicoterapia le potrebbe essere molto utile. Cordiali Saluti, Dott.ssa Baldassarre Diana
Buongiorno caro, i suoi sono movimenti molto umani di un ragazzo che sta crescendo e sperimentando molte diverse esperienze di vita. C’è molta confusione in lei e a mio avviso il percorso primario che dovrebbe percorrere è su di se e comprendere quale sia la strada che desidera percorrere. Rispetto la sua compagna forse dovrebbe in parte rallentare per ascoltare meglio se stesso e non rispettare i tempi e i passi ormai prestabiliti. Come ha notato forse anche la sua compagna auspica dei cambiamenti nella coppia e magari nella chiarezza riuscirete a trovare un nuovo equilibrio. Questo è un percorso che dovrebbe innanzitutto effettuare su di lei. Se desidera qualche colloquio sono disponibile anche on line. Cordiali saluti Alessandra Domigno
Buongiorno, credo che abbia bisogno di approfondire la natura delle sue emozioni e vissuti personali, in modo da fare le scelte più giuste per lei.
Non è mai un caso se alcune esperienze ci vengono incontro invitandoci ad una consapevolezza più profonda.
Le auguro buona fortuna,
Cordiali saluti,
Giada Bruni
Non è mai un caso se alcune esperienze ci vengono incontro invitandoci ad una consapevolezza più profonda.
Le auguro buona fortuna,
Cordiali saluti,
Giada Bruni
Buongiorno, mi sembra di capire che una delle chiavi sia qui: << ...ho sempre avuto paura di stare da solo, ho sempre cercato di essere fidanzato...>>, provi a cercare uno specialista che la aiuti a lavorare su questo, senza che vada, per egoismo, a sacrificare la vita di una compagna o altre persone.
Potrebbe anche provare ad essere accettato dall'altra persona per quello che è, ma, dovrebbe accettarsi prima lei e vedrà, sarà più felice.
Cordialmente, M.C.
Potrebbe anche provare ad essere accettato dall'altra persona per quello che è, ma, dovrebbe accettarsi prima lei e vedrà, sarà più felice.
Cordialmente, M.C.
Carissimo, la situazione non mi sembra facile e la sua sofferenza è tangibile attraverso le sue parole. Mi sembra che il punto sia che è arrivato ad un momento del suo percorso di vita in cui non si sente "a posto " con se stesso, non si piace in primis e ha bisogno di conferme per sentirsi bene. Occorre senza dubbio concentrarsi su questo con un esperto perchè la sua relazione di coppia ne subisce le conseguenze. Spero di esserle stata di aiuto
Dottssa Marika Fiori
Dottssa Marika Fiori
Buongiorno, comprendo il suo stato di confusione. Ad ogni persona fa piacere ricevere attenzioni, perché sono una conferma del nostro valore e il fatto di aver ritrovato dopo tanto tempo la sua libertà ha portato ad amplificare l'emozione del momento. Visto l'importante momento della sua vita in cui si trova (il progetto del matrimonio) le consiglio una terapia che possa aiutarla a comprendere meglio le motivazioni del suo tradimento e ad approfondire il suo bisogno di ricercare conferme nell'altro.
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata.
Dottoressa Monica Mellone
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata.
Dottoressa Monica Mellone
Gentile utente, dalle sue parole emerge molta confusione e penso potrebbe essere utile per lei approfondire la natura delle sue emozioni e vissuti personali, in modo da fare delle scelte che siano funzionali per lei. Potrebbe valutare l'idea di intraprendere un percorso di terapia per approfondire la questione, acquisire una maggior conoscenza di sè e comprendere le sue dinamiche relazionali. Rimango a disposizione. Un saluto, dott.ssa Marcella Boscolo
Gentile utente buongiorno, sicuramente nei suoi pensieri c'è molto caos che ha bisogno di essere riordinato. Sarebbe necessario approfondire le sue emozioni e paure. Potrebbe valutare l'idea di intraprendere un percorso di psicoterapia per approfondire tutto ciò che ha esposto.
Cordiali saluti, dott.ssa Federica Belluccio
Cordiali saluti, dott.ssa Federica Belluccio
Grazie per aver condiviso la tua storia con tanta sincerità. Le tue esperienze e sentimenti rivelano diversi aspetti complessi che meritano attenzione. Ecco alcuni punti chiave da considerare:
Riflessione Personale: Prima di tutto, è importante che tu rifletta su te stesso e sulle tue azioni. Il tradimento, sia emotivo che fisico, può essere un segno di insoddisfazione personale o di problemi non risolti nella relazione. Potrebbe essere utile esplorare perché senti il bisogno di cercare conferme esterne e perché ti senti attratto dall'idea di altre relazioni.
Comunicazione nella Relazione: La comunicazione aperta ed onesta con il tuo partner è fondamentale. Considera l'importanza di parlare con lei delle tue insicurezze, desideri e bisogni. Il non farlo può portare a incomprensioni e sentimenti di disconnessione.
Valutare la Relazione: Rifletti sulla tua relazione attuale. È importante capire se i tuoi sentimenti per il tuo partner sono basati su amore, abitudine, paura della solitudine o su altri fattori. Considera cosa significa per te questa relazione e cosa vuoi veramente per il tuo futuro.
Conseguenze delle Azioni: Ricorda che ogni azione ha delle conseguenze. Valuta attentamente le implicazioni delle tue azioni, non solo per te stesso, ma anche per il tuo partner e per le persone intorno a voi.
Assistenza Professionale: Potrebbe essere molto utile consultare un terapeuta o uno psicologo clinico. Un professionista può offrirti uno spazio sicuro per esplorare i tuoi sentimenti e aiutarti a capire meglio te stesso e la tua relazione.
Bisogni e Desideri Personali: È importante anche capire i tuoi bisogni personali e desideri. A volte, sacrificare i propri bisogni per la relazione può portare a risentimento e insoddisfazione. Trovare un equilibrio tra i tuoi desideri e le esigenze della relazione è cruciale.
Gestione dell'Autostima: Lavora sulla tua autostima e sulla sicurezza in te stesso. Questo può aiutarti a ridurre la necessità di cercare conferme esterne.
Ricorda, le decisioni riguardanti la tua relazione e il tuo futuro devono essere prese considerando attentamente i tuoi sentimenti, i bisogni del tuo partner e le conseguenze delle tue azioni. La terapia può offrire un supporto significativo in questo processo.
Riflessione Personale: Prima di tutto, è importante che tu rifletta su te stesso e sulle tue azioni. Il tradimento, sia emotivo che fisico, può essere un segno di insoddisfazione personale o di problemi non risolti nella relazione. Potrebbe essere utile esplorare perché senti il bisogno di cercare conferme esterne e perché ti senti attratto dall'idea di altre relazioni.
Comunicazione nella Relazione: La comunicazione aperta ed onesta con il tuo partner è fondamentale. Considera l'importanza di parlare con lei delle tue insicurezze, desideri e bisogni. Il non farlo può portare a incomprensioni e sentimenti di disconnessione.
Valutare la Relazione: Rifletti sulla tua relazione attuale. È importante capire se i tuoi sentimenti per il tuo partner sono basati su amore, abitudine, paura della solitudine o su altri fattori. Considera cosa significa per te questa relazione e cosa vuoi veramente per il tuo futuro.
Conseguenze delle Azioni: Ricorda che ogni azione ha delle conseguenze. Valuta attentamente le implicazioni delle tue azioni, non solo per te stesso, ma anche per il tuo partner e per le persone intorno a voi.
Assistenza Professionale: Potrebbe essere molto utile consultare un terapeuta o uno psicologo clinico. Un professionista può offrirti uno spazio sicuro per esplorare i tuoi sentimenti e aiutarti a capire meglio te stesso e la tua relazione.
Bisogni e Desideri Personali: È importante anche capire i tuoi bisogni personali e desideri. A volte, sacrificare i propri bisogni per la relazione può portare a risentimento e insoddisfazione. Trovare un equilibrio tra i tuoi desideri e le esigenze della relazione è cruciale.
Gestione dell'Autostima: Lavora sulla tua autostima e sulla sicurezza in te stesso. Questo può aiutarti a ridurre la necessità di cercare conferme esterne.
Ricorda, le decisioni riguardanti la tua relazione e il tuo futuro devono essere prese considerando attentamente i tuoi sentimenti, i bisogni del tuo partner e le conseguenze delle tue azioni. La terapia può offrire un supporto significativo in questo processo.
Gentile utente, forse accadono degli eventi affinché possiamo darci autorizzazione a trattare questioni latente irrisolte. Non a caso questo evento che l'ha turbata e che le ha sconvolto la vita è accaduto in un momento in cui sta riflettendo sul matrimonio, la famiglia, ... scelte grandi e forti, alle quali non sempre si è preparati. Allo stesso tempo lei giustamente ravvisa dei suoi comportamenti ripetitivi nelle sue relazioni di coppia, come "farsi limitare", per poi però fantasticare la fuga o momenti di forte eccitazione e in cui sentirsi desiderato. Credo sia assolutamente il momento giusto per chiedere un aiuto, non è semplice affrontare certi fantasmi e ombre dentro di noi, ma mi sembra che si stia già ponendo nella giusta posizione per iniziare. Coraggio!
Buongiorno, partirei dalla sua paura di "stare solo" che va approfondita per non finire per rimandare poi al proprio partner il compito di soddisfare i suoi bisogni emotivi.
Lei si deve prendere cura della sua vulnerabilità per capire se è all'interno di una relazione pienamente soddisfacente e non di comodità.
Resto a disposizione.
Cordiali saluti. Dr.ssa Versari Debora.
Lei si deve prendere cura della sua vulnerabilità per capire se è all'interno di una relazione pienamente soddisfacente e non di comodità.
Resto a disposizione.
Cordiali saluti. Dr.ssa Versari Debora.
Salve,
stare da anni con una persona che di noi non si fida, non deve essere facile.
Le emozioni di quella sera sono frutto di una separazione "fisica e momentanea" dalla tua lei, non sono state durature ed è per questo che credo tu pianga da giorni.
Non tanto per la scappatella, ma perché pensi di non poter più provare alcune cose con la tua lei.
Sarebbe opportuno capire in una valida terapia cosa stia accadendo e soprattutto perché, così da trasformare questo momento difficile e poter vivere al meglio l tuo futuro, qualunque esso sia.
Un caro saluto
Lavinia
stare da anni con una persona che di noi non si fida, non deve essere facile.
Le emozioni di quella sera sono frutto di una separazione "fisica e momentanea" dalla tua lei, non sono state durature ed è per questo che credo tu pianga da giorni.
Non tanto per la scappatella, ma perché pensi di non poter più provare alcune cose con la tua lei.
Sarebbe opportuno capire in una valida terapia cosa stia accadendo e soprattutto perché, così da trasformare questo momento difficile e poter vivere al meglio l tuo futuro, qualunque esso sia.
Un caro saluto
Lavinia
Buongiorno, le sue parole sono cariche di emozioni intense e contrastanti, ed è evidente che si trova in un momento particolarmente complesso della sua vita. Sta vivendo una lotta interiore tra ciò che è stato costruito con cura e dedizione nel corso di anni (la relazione con la sua compagna, i progetti condivisi, il futuro "scritto" insieme) e un vissuto recente che ha risvegliato in lei emozioni profonde, come il senso di libertà, l’adrenalina, la voglia di riscoprirsi attraente e "vivo". Vorrei innanzitutto dirle che ciò che sta provando non la rende "sbagliato" o "folle". Quello che descrive, dal punto di vista cognitivo-comportamentale, può essere ricondotto a un conflitto tra bisogni fondamentali: da un lato, il bisogno di stabilità, sicurezza e appartenenza che ha trovato nella relazione con la sua compagna; dall’altro, il bisogno di novità, riconoscimento personale, libertà e avventura che sembra essere emerso con forza durante quella notte all’estero. Questi bisogni sono presenti in ognuno di noi, e spesso si scontrano, soprattutto nei momenti di insoddisfazione o di cambiamento personale. Il bacio e la notte trascorsa con questa ragazza "francesina" sembrano aver avuto per lei un valore simbolico: sono stati l’occasione di sperimentare emozioni che temeva di aver perso o che, forse, sentiva di non meritare più. Ha percepito un senso di conquista, di autostima ritrovata, di libertà da quelle "limitazioni" che ha accettato per amore della sua compagna. Il problema, però, è che queste sensazioni (per quanto intense) sono legate a un momento isolato, quasi "magico" per come lo descrive, ma non necessariamente rappresentano la risposta ai suoi bisogni più profondi e duraturi. Lei stesso racconta di una lunga storia di rinunce e compromessi: ha limitato i suoi desideri, le sue esperienze, le sue amicizie per paura di perdere la fiducia della sua compagna. È importante chiedersi: quanto queste scelte sono state davvero condivise? E quanto, invece, si sono accumulate come piccole insoddisfazioni che oggi si stanno riversando in questo bisogno di "rivalsa" e di riscoperta di sé? Spesso, quando si reprime un bisogno a lungo, questo trova un modo per emergere, magari in un momento inatteso e travolgente come quello che ha vissuto. Il punto cruciale ora non è "scegliere tra le due donne", ma fermarsi a riflettere su di sé e su ciò che vuole davvero. Provi a chiedersi: - Che ruolo ha avuto questa esperienza nella mia vita? È davvero lei, quella ragazza, che desidero, o ciò che rappresenta? Quali emozioni e bisogni sento mancare nella mia relazione attuale? Posso parlarne con la mia compagna e lavorarci insieme? Cosa significa per me "sentirmi libero"? È possibile trovare libertà e novità anche all’interno della mia relazione? È evidente che ama la sua compagna e che la sua relazione ha un valore profondo per lei. Ma l’amore, per essere davvero appagante, richiede autenticità. Questo significa che è importante riuscire a esprimere i suoi bisogni e le sue difficoltà, senza paura di essere giudicato o di mettere a rischio ciò che avete costruito. La relazione non deve essere una "gabbia", ma uno spazio in cui entrambi possiate crescere, sperimentare e sentirvi liberi di essere voi stessi. La invito a considerare che ciò che sta cercando (sentirsi "vivo", desiderato, pieno di adrenalina) non è necessariamente incompatibile con la vita di coppia. Spesso, lavorando sulla comunicazione, sull’intimità e sulla complicità, si può riscoprire quella passione e quella vitalità che sembra smarrita. In questo percorso, però, è fondamentale che anche lei si guardi dentro e impari a riconoscere e soddisfare i suoi bisogni personali, senza che questi dipendano sempre dal riconoscimento o dalla conferma esterna. Se questo momento di crisi e di confusione persiste, un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò che desidera davvero e su come ritrovare un equilibrio tra i suoi bisogni personali e il suo impegno nella relazione. Potrebbe essere l’occasione per riscoprire sé stesso, capire quali sono le sue priorità e decidere, con maggiore consapevolezza, come procedere. Non si giudichi con durezza: il fatto che stia riflettendo su ciò che è successo e che stia cercando aiuto dimostra quanto tenga alla sua vita e al suo futuro. Si dia tempo e si ascolti. Le emozioni che sta provando, per quanto intense e dolorose, possono essere una grande opportunità di crescita e di cambiamento. Dott. Andrea Boggero
Ciao,
quello che hai descritto è un vissuto complesso ma molto autentico. Parli con lucidità di una relazione lunga e costruita nel tempo, che ti ha dato tanto, ma che – a quanto sembra – ha richiesto anche molte rinunce da parte tua. E parli anche di una notte che, apparentemente “fuori contesto”, ha riacceso dentro di te sensazioni che pensavi di aver perso.
Quello che mi colpisce è quanto tutto questo non ti abbia lasciato solo nel senso di “colpa”, ma soprattutto in quello di disorientamento. Come se all’improvviso una parte di te, che era rimasta silenziosa per anni, avesse trovato un varco per venire fuori e dire: “ehi, ci sono anch’io”.
Ecco, forse questa è la chiave: non è tanto quella ragazza a turbarti, quanto il fatto che ti sei sentito vivo. Hai rivissuto in un lampo un senso di leggerezza, di libertà, di desiderabilità, che ti ha scosso fino allo stomaco. È una risposta emotiva forte, che spesso accade dopo anni in cui ci si sente incastrati in ruoli – il compagno perfetto, il futuro marito, il “bravo ragazzo” – e magari si perde di vista una parte più spontanea, più selvaggia, che vuole ancora sentirsi libera, attraente, magari anche un po’ trasgressiva.
Tu lo sai di amare la tua compagna. E, a modo tuo, l’hai amata anche scegliendo di restare dopo una prima crisi e rinunciando a cose importanti. Ma qui il punto è: a che prezzo sei rimasto?
Hai rinunciato a vivere parti di te per “esserci” nella relazione? E ora che quelle parti bussano alla porta, cosa fai? Le richiudi dentro o ti fermi ad ascoltarle?
Non è una questione di giusto o sbagliato. Non è nemmeno “o lei o la francesina”. Il tema qui è più profondo, riguarda chi sei tu oggi, dopo otto anni, e cosa hai bisogno di riconoscere e integrare nella tua vita. Perché quella fame di libertà, di stimoli, di scoperta… non scompare da sola solo perché ami qualcuno.
E allora forse questa non è una crisi solo della coppia, ma una crisi identitaria tua. Hai sempre cercato relazioni, dici, ma anche sempre tradito: come se dentro ci fosse un conflitto mai risolto tra il bisogno di essere amato e quello di non sentirti incastrato. E quando la relazione diventa seria, impegnativa, stabile… una parte di te scappa. Forse perché non sai ancora come rimanere te stesso dentro una coppia.
Quindi che fare?
In questi casi non c’è una risposta immediata o netta. Ma alcune domande ti possono aiutare:
• Riesci a immaginare una vita con la tua compagna che includa anche la tua libertà personale, i tuoi spazi, la tua voglia di sentirti desiderato?
• Pensi che la passione si possa riaccendere con lei, se ci lavoraste insieme?
• E ancora: cosa ti direbbe oggi quella parte di te che non vuole più sentirsi messa da parte?
Non serve decidere subito se mandare tutto all’aria o restare. Ma serve ascoltare a fondo quello che hai sentito. Non per colpa, ma per onestà verso te stesso.
Perché se prosegui ignorando tutto questo, potresti arrivare tra qualche anno con la stessa confusione, solo più profonda e con ancora più cose da perdere. Se invece ti fermi ad ascoltare, a capire che uomo vuoi essere, potresti dare un nuovo senso non solo alla tua relazione, ma proprio al modo in cui vuoi vivere l’amore.
La cosa che sento di dirti, con sincerità, è questa: non hai fatto quello che hai fatto per distruggere qualcosa, ma per ritrovarti. Ora sta a te capire che direzione dare a questa riscoperta. Con rispetto, anche per la persona che hai accanto, ma soprattutto con rispetto per te stesso.
Sono momenti difficili, ma sono anche punti di svolta. Sta a te scegliere se rimettere il tappo, o usarlo per crescere.
Ti auguro davvero di trovare chiarezza. Quando smettiamo di tradire noi stessi, tutto diventa più chiaro anche fuori.
quello che hai descritto è un vissuto complesso ma molto autentico. Parli con lucidità di una relazione lunga e costruita nel tempo, che ti ha dato tanto, ma che – a quanto sembra – ha richiesto anche molte rinunce da parte tua. E parli anche di una notte che, apparentemente “fuori contesto”, ha riacceso dentro di te sensazioni che pensavi di aver perso.
Quello che mi colpisce è quanto tutto questo non ti abbia lasciato solo nel senso di “colpa”, ma soprattutto in quello di disorientamento. Come se all’improvviso una parte di te, che era rimasta silenziosa per anni, avesse trovato un varco per venire fuori e dire: “ehi, ci sono anch’io”.
Ecco, forse questa è la chiave: non è tanto quella ragazza a turbarti, quanto il fatto che ti sei sentito vivo. Hai rivissuto in un lampo un senso di leggerezza, di libertà, di desiderabilità, che ti ha scosso fino allo stomaco. È una risposta emotiva forte, che spesso accade dopo anni in cui ci si sente incastrati in ruoli – il compagno perfetto, il futuro marito, il “bravo ragazzo” – e magari si perde di vista una parte più spontanea, più selvaggia, che vuole ancora sentirsi libera, attraente, magari anche un po’ trasgressiva.
Tu lo sai di amare la tua compagna. E, a modo tuo, l’hai amata anche scegliendo di restare dopo una prima crisi e rinunciando a cose importanti. Ma qui il punto è: a che prezzo sei rimasto?
Hai rinunciato a vivere parti di te per “esserci” nella relazione? E ora che quelle parti bussano alla porta, cosa fai? Le richiudi dentro o ti fermi ad ascoltarle?
Non è una questione di giusto o sbagliato. Non è nemmeno “o lei o la francesina”. Il tema qui è più profondo, riguarda chi sei tu oggi, dopo otto anni, e cosa hai bisogno di riconoscere e integrare nella tua vita. Perché quella fame di libertà, di stimoli, di scoperta… non scompare da sola solo perché ami qualcuno.
E allora forse questa non è una crisi solo della coppia, ma una crisi identitaria tua. Hai sempre cercato relazioni, dici, ma anche sempre tradito: come se dentro ci fosse un conflitto mai risolto tra il bisogno di essere amato e quello di non sentirti incastrato. E quando la relazione diventa seria, impegnativa, stabile… una parte di te scappa. Forse perché non sai ancora come rimanere te stesso dentro una coppia.
Quindi che fare?
In questi casi non c’è una risposta immediata o netta. Ma alcune domande ti possono aiutare:
• Riesci a immaginare una vita con la tua compagna che includa anche la tua libertà personale, i tuoi spazi, la tua voglia di sentirti desiderato?
• Pensi che la passione si possa riaccendere con lei, se ci lavoraste insieme?
• E ancora: cosa ti direbbe oggi quella parte di te che non vuole più sentirsi messa da parte?
Non serve decidere subito se mandare tutto all’aria o restare. Ma serve ascoltare a fondo quello che hai sentito. Non per colpa, ma per onestà verso te stesso.
Perché se prosegui ignorando tutto questo, potresti arrivare tra qualche anno con la stessa confusione, solo più profonda e con ancora più cose da perdere. Se invece ti fermi ad ascoltare, a capire che uomo vuoi essere, potresti dare un nuovo senso non solo alla tua relazione, ma proprio al modo in cui vuoi vivere l’amore.
La cosa che sento di dirti, con sincerità, è questa: non hai fatto quello che hai fatto per distruggere qualcosa, ma per ritrovarti. Ora sta a te capire che direzione dare a questa riscoperta. Con rispetto, anche per la persona che hai accanto, ma soprattutto con rispetto per te stesso.
Sono momenti difficili, ma sono anche punti di svolta. Sta a te scegliere se rimettere il tappo, o usarlo per crescere.
Ti auguro davvero di trovare chiarezza. Quando smettiamo di tradire noi stessi, tutto diventa più chiaro anche fuori.
Ciao,
la tua lettera trasmette una grande onestà e anche tanta sofferenza. Non è semplice guardarsi dentro quando ciò che si prova sembra contraddirsi: da un lato l’amore e i progetti con la tua compagna, dall’altro il bisogno improvviso di sentirti vivo, libero e desiderato.
Quello che descrivi non è solo un tradimento, ma un momento di crisi identitaria: la persona che sei diventato nella relazione — affidabile, stabile, legato ai progetti — si scontra con una parte di te più spontanea, curiosa, vitale, che per molto tempo è rimasta in secondo piano. Quella notte non ha solo risvegliato l’attrazione, ma il ricordo di chi eri prima di adattarti troppo alle aspettative della coppia e al timore di deludere.
Non si tratta di scegliere “chi amare”, ma di capire quale parte di te ha bisogno di spazio adesso: quella che costruisce o quella che esplora. Finché non riconoscerai entrambe, continueranno a scontrarsi dentro di te — con la conseguenza di sentirti in colpa e vuoto, anche quando apparentemente “hai tutto”.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a dare un nome a questo bisogno di libertà, a comprendere se parla di mancanza nella relazione o di una ricerca di riconoscimento personale.
Non devi per forza decidere subito se restare o andare: inizia dal capire cosa ti ha acceso quella sera, e perché.
A volte la vita non ci mette davanti a un bivio sentimentale, ma a un’occasione per tornare in contatto con noi stessi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni – Psicologa
la tua lettera trasmette una grande onestà e anche tanta sofferenza. Non è semplice guardarsi dentro quando ciò che si prova sembra contraddirsi: da un lato l’amore e i progetti con la tua compagna, dall’altro il bisogno improvviso di sentirti vivo, libero e desiderato.
Quello che descrivi non è solo un tradimento, ma un momento di crisi identitaria: la persona che sei diventato nella relazione — affidabile, stabile, legato ai progetti — si scontra con una parte di te più spontanea, curiosa, vitale, che per molto tempo è rimasta in secondo piano. Quella notte non ha solo risvegliato l’attrazione, ma il ricordo di chi eri prima di adattarti troppo alle aspettative della coppia e al timore di deludere.
Non si tratta di scegliere “chi amare”, ma di capire quale parte di te ha bisogno di spazio adesso: quella che costruisce o quella che esplora. Finché non riconoscerai entrambe, continueranno a scontrarsi dentro di te — con la conseguenza di sentirti in colpa e vuoto, anche quando apparentemente “hai tutto”.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a dare un nome a questo bisogno di libertà, a comprendere se parla di mancanza nella relazione o di una ricerca di riconoscimento personale.
Non devi per forza decidere subito se restare o andare: inizia dal capire cosa ti ha acceso quella sera, e perché.
A volte la vita non ci mette davanti a un bivio sentimentale, ma a un’occasione per tornare in contatto con noi stessi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni – Psicologa
buonasera, è del tutto normale e umano sentirsi confusi, pieni di desideri contrastanti, e avere paura di fare la scelta sbagliata o di perdere qualcosa di importante.
Un percorso psicologico potrebbe esserti utile per fare chiarezza, capire meglio cosa stai davvero cercando e come gestire queste emozioni intense senza fare scelte impulsive che potrebbero ferire te o gli altri. Potresti lavorare su come conciliare i tuoi bisogni di autonomia, avventura e riconoscimento con l’amore per la tua fidanzata e i progetti che avete costruito insieme, così da trovare più serenità e sicurezza nelle tue decisioni.
Un percorso psicologico potrebbe esserti utile per fare chiarezza, capire meglio cosa stai davvero cercando e come gestire queste emozioni intense senza fare scelte impulsive che potrebbero ferire te o gli altri. Potresti lavorare su come conciliare i tuoi bisogni di autonomia, avventura e riconoscimento con l’amore per la tua fidanzata e i progetti che avete costruito insieme, così da trovare più serenità e sicurezza nelle tue decisioni.
Buongiorno,
quello che Lei sta vivendo è molto più profondo di quanto possa sembrare a una prima lettura, e Le chiedo di fermarsi un momento a considerare questo: non è entrata in crisi la Sua relazione, è entrata in crisi l’immagine che Lei ha costruito di sé negli ultimi anni.
Quella notte non è stata, come Lei stesso intuisce, l’incontro con “la persona giusta”. È stata l’esperienza improvvisa e potentissima di una parte di Lei che era rimasta compressa, sacrificata, forse anche un po’ dimenticata. In quel momento Lei non ha incontrato solo una donna, ha incontrato una versione di sé che si è sentita desiderata, libera, viva, scelta senza sforzo, senza dover dimostrare nulla, senza dover rinunciare a niente.
Capisce quanto questo possa essere travolgente per una persona che per anni ha vissuto l’amore anche come rinuncia?
Lei racconta infatti una storia molto coerente: si lega profondamente, costruisce, investe, ma nello stesso tempo si sente limitato, trattiene parti di sé, e a un certo punto emerge un bisogno fortissimo di evasione, di conferma, di sentirsi ancora capace di piacere, di scegliere e non solo di essere scelto. Non è un caso che Lei stesso dica di essere sempre passato da una relazione all’altra, con tradimenti nel mezzo: questo non è un dettaglio, è un linguaggio psicologico molto chiaro.
Non c’è una lotta tra due donne, come forse Le sembra adesso. C’è una tensione interna tra due bisogni profondi: da una parte il bisogno di stabilità, appartenenza, progetto, dall’altra il bisogno di libertà, riconoscimento, vitalità. Finché questi due aspetti non trovano un’integrazione dentro di Lei, qualunque relazione rischierà di diventare, prima o poi, una gabbia da cui evadere o un rifugio da cui dipendere.
Quando Lei dice “la amo, ne sono certo”, io non metto in dubbio il Suo sentimento. Ma Le propongo una riflessione più raffinata: ciò che prova è amore, o è anche sicurezza, abitudine, protezione dalla solitudine? Perché Lei stesso riconosce una paura importante di restare solo, e questo elemento, se non viene visto, può guidare le scelte molto più dell’amore.
Il dolore che sta provando ora, quel nodo allo stomaco, il pensiero costante, le lacrime, non sono tanto per la perdita di quella ragazza. Sono per la perdita di quello stato emotivo: l’intensità, l’adrenalina, la sensazione di essere di nuovo “vivo”. Il Suo cervello sta cercando di tornare lì, come farebbe con qualsiasi esperienza fortemente gratificante. Ma quella condizione, per sua natura, non può diventare una base stabile di vita.
Se Lei oggi prendesse una decisione drastica, rischierebbe di farlo non per chiarezza, ma per inseguire quella sensazione. E questo, nel tempo, La riporterebbe esattamente nello stesso punto, magari con un’altra persona.
La domanda più importante, se Lei me lo permette, non è se lasciare o meno la Sua compagna. È se Lei si sente capace di stare in una relazione senza dover rinunciare a se stesso, senza dover poi scappare per ritrovarsi. Finché questa risposta non è chiara, qualsiasi scelta sarà parziale.
Mi colpisce molto una frase che ha scritto: “mi sono sempre fatto limitare”. Questo merita attenzione, perché sposta il focus. Non è solo ciò che l’altro Le chiede, ma ciò che Lei accetta di fare di sé dentro la relazione. E lì c’è un nodo centrale della Sua storia.
Se Lei fosse davanti a me, in uno studio, non La spingerei a decidere adesso. La inviterei piuttosto a fare un lavoro più onesto e profondo: capire chi è Lei al di fuori di una relazione, che rapporto ha con la solitudine, quanto la Sua autostima dipende dallo sguardo degli altri, e perché sentirsi desiderato diventa così fondamentale per sentirsi vivo.
Perché vede, il rischio non è perdere questa relazione. Il rischio è continuare a perdere se stesso, in modi diversi, negli anni.
Se sente che queste parole La toccano, possiamo andare ancora più a fondo. Mi interesserebbe capire una cosa: quando pensa a sé prima di questa relazione, o nei suoi primi anni, che tipo di uomo si percepiva di essere? Lì spesso si trova la chiave di tutto ciò che sta accadendo oggi.
quello che Lei sta vivendo è molto più profondo di quanto possa sembrare a una prima lettura, e Le chiedo di fermarsi un momento a considerare questo: non è entrata in crisi la Sua relazione, è entrata in crisi l’immagine che Lei ha costruito di sé negli ultimi anni.
Quella notte non è stata, come Lei stesso intuisce, l’incontro con “la persona giusta”. È stata l’esperienza improvvisa e potentissima di una parte di Lei che era rimasta compressa, sacrificata, forse anche un po’ dimenticata. In quel momento Lei non ha incontrato solo una donna, ha incontrato una versione di sé che si è sentita desiderata, libera, viva, scelta senza sforzo, senza dover dimostrare nulla, senza dover rinunciare a niente.
Capisce quanto questo possa essere travolgente per una persona che per anni ha vissuto l’amore anche come rinuncia?
Lei racconta infatti una storia molto coerente: si lega profondamente, costruisce, investe, ma nello stesso tempo si sente limitato, trattiene parti di sé, e a un certo punto emerge un bisogno fortissimo di evasione, di conferma, di sentirsi ancora capace di piacere, di scegliere e non solo di essere scelto. Non è un caso che Lei stesso dica di essere sempre passato da una relazione all’altra, con tradimenti nel mezzo: questo non è un dettaglio, è un linguaggio psicologico molto chiaro.
Non c’è una lotta tra due donne, come forse Le sembra adesso. C’è una tensione interna tra due bisogni profondi: da una parte il bisogno di stabilità, appartenenza, progetto, dall’altra il bisogno di libertà, riconoscimento, vitalità. Finché questi due aspetti non trovano un’integrazione dentro di Lei, qualunque relazione rischierà di diventare, prima o poi, una gabbia da cui evadere o un rifugio da cui dipendere.
Quando Lei dice “la amo, ne sono certo”, io non metto in dubbio il Suo sentimento. Ma Le propongo una riflessione più raffinata: ciò che prova è amore, o è anche sicurezza, abitudine, protezione dalla solitudine? Perché Lei stesso riconosce una paura importante di restare solo, e questo elemento, se non viene visto, può guidare le scelte molto più dell’amore.
Il dolore che sta provando ora, quel nodo allo stomaco, il pensiero costante, le lacrime, non sono tanto per la perdita di quella ragazza. Sono per la perdita di quello stato emotivo: l’intensità, l’adrenalina, la sensazione di essere di nuovo “vivo”. Il Suo cervello sta cercando di tornare lì, come farebbe con qualsiasi esperienza fortemente gratificante. Ma quella condizione, per sua natura, non può diventare una base stabile di vita.
Se Lei oggi prendesse una decisione drastica, rischierebbe di farlo non per chiarezza, ma per inseguire quella sensazione. E questo, nel tempo, La riporterebbe esattamente nello stesso punto, magari con un’altra persona.
La domanda più importante, se Lei me lo permette, non è se lasciare o meno la Sua compagna. È se Lei si sente capace di stare in una relazione senza dover rinunciare a se stesso, senza dover poi scappare per ritrovarsi. Finché questa risposta non è chiara, qualsiasi scelta sarà parziale.
Mi colpisce molto una frase che ha scritto: “mi sono sempre fatto limitare”. Questo merita attenzione, perché sposta il focus. Non è solo ciò che l’altro Le chiede, ma ciò che Lei accetta di fare di sé dentro la relazione. E lì c’è un nodo centrale della Sua storia.
Se Lei fosse davanti a me, in uno studio, non La spingerei a decidere adesso. La inviterei piuttosto a fare un lavoro più onesto e profondo: capire chi è Lei al di fuori di una relazione, che rapporto ha con la solitudine, quanto la Sua autostima dipende dallo sguardo degli altri, e perché sentirsi desiderato diventa così fondamentale per sentirsi vivo.
Perché vede, il rischio non è perdere questa relazione. Il rischio è continuare a perdere se stesso, in modi diversi, negli anni.
Se sente che queste parole La toccano, possiamo andare ancora più a fondo. Mi interesserebbe capire una cosa: quando pensa a sé prima di questa relazione, o nei suoi primi anni, che tipo di uomo si percepiva di essere? Lì spesso si trova la chiave di tutto ciò che sta accadendo oggi.
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