Buongiorno mia figlia di 14 anni da un paio di settimane ha manifestato problemi di depressione,ansi

Buongiorno mia figlia di 14 anni da un paio di settimane ha manifestato problemi di depressione,ansia per la scuola e continua malinconia e tristezza. L' ho portata dalla dottoressa di famiglia che le ha prescritto 5 fiale di samyr 400 da abbinare a 5 fiale d i liposoform forte.mai figlia non vuole farr punture e tra l'altro ho letto che il samyr non è indicato per gli adolescenti.al che non ho dato niente a mia figlia.cosa mi consigliate.grazie

25 risposte


Gentilissima, e’ purtroppo molto comprensibile la sua preoccupazione di madre. Data l’età estremamente giovane di sua figlia, ha pensato di provare a chiedere una consulenza ad uno psicoterapeuta che sappia consigliarla ed aiutare lei e sua figlia in un momento cosi difficile? Forse la strada farmacologica non è la strada elettiva. L’obiettivo dovrebbe essere credo quello di aiutare sua figlia e stare bene in maniera duratura. Un farmaco, pur se efficace, rischiererebbe di tamponare il problema, invece che risolverlo. Abbia fiducia e porti la sua preoccupazione di madre all’attenzione di uno psicoterapeuta. Un caro saluto, Marta Corradi

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Gentile utente, capisco la sua preoccupazione. L'adolescenza come ben sa è un periodo di transizione molto duro per i ragazzi e questo tipo di ansie sono frequenti. Non sempre,però, i soli farmaci sono la risposta a tutto, sicuramente possono dare un supporto ma è necessario anche esplorare i disagi e i dolori. Consultare uno psicologo per affrontare la situazione può essere una valida soluzione, e poi in aggiunta potrebbe sentire il parere di uno psichiatra per una eventuale terapia farmacologica. Un caro saluto


Gentile signora, prima di intervenire con il farmaco darei la possibilità a sua figlia di confrontarsi con un esperto per meglio comprendere quello che sta vivendo. In ogni caso data la giovane età anche un consulto farmacologico dovrebbe provenire da un esperto dell'età evolutiva. Rimanendo a disposizione Le invio un caro saluto.


Cara mamma, La sua preoccupazione é legittima. Non penso che il solo farmaco possa mettere a tacere il periodo difficile che sta affrontando sua figlia. L’adolescenza è un periodo di cambiamenti corporei, emotivi e cerebrali. In più solo la scuola quest’anno merita un momento di riflessione. In questo caso penso che vadano approfonditi insieme a un professionista che possa aiutare sua figlia a capire cosa sta accadendo. In alternativa potete anche chiedere aiuto voi come genitori per capire come affrontare al meglio questo momento di disagio. Sono a disposizione. Dott.ssa Francesca Tardio


Buonasera signora, immagino quanto sia difficile per Lei, perchè l adolescenza è un periodo complicato dove sarebbe necessario avere un manuale e poterlo consultare come mamma ma purtroppo ancora (manuali di questo tipo) non sono presenti in commercio. sarebbe importante comprendere le motivazioni dietro questo disagio, ...la tristezza di sua figlia sarà legata ad una serie di motivazioni che dovrebbero essere analizzate... Perchè non provare una consulenza psicoterapica online? magari qusto potrebbe creare un primo contatto...


Gentile signora i sintomi che sua figlia sta manifestando sono l’espressione di un disagio che avrebbe bisogno di uno spazio d’ascolto per essere compreso. Le terapie farmacologiche possono essere utili ma se affiancate ad un percorso terapeutico. Provi a contattare uno psicoterapeuta che possa seguire sua figlia e aiutare anche lei a capire cosa sta succedendo. Un caro saluto Dott.ssa Anna Tomaciello


Gentile signora, possono essere frequenti momenti di tristezza nei ragazzi, soprattutto a questa età. Si rivolga ad uno psicologo e, su accordo con sua figlia, la inviti ad approfondire il problema. Potrà così anche avere una diagnosi da affiancare al responso del medico. Intervenga subito per non far peggiorare la situazione. Un cordiale saluto


Buonasera! Mi occupo di adolescenti e le dico che per l'età che ha la ragazza, alcuni aspetti depressivi potrebbero appartenere a manifestazioni della sua età ma bisognerebbe valutarne l'intensità. Non è così per la parte di ansia nei confronti della scuola che può richiamare tematiche inerenti l'autostima e la capacità di far fronte alle frustrazioni e alle difficoltà in generale. Ritengo che una terapia farmacologica non sia il trattamento da scegliere in prima battuta, quanto piuttosto rivolgersi ad uno psicoterapeuta che possa aiutare la ragazza in una fase di sviluppo così faticosa e particolare. Rimango a sua disposizione per eventuali chiarimenti in merito. Cordiali saluti. Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

psicologo

Casalecchio di Reno

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Buonasera, le consiglio di effettuare un colloquio psicologico per valutare gli aspetti emotivi comportamentali, la ragazza è in momento di crescita importante, in adolescenza delle fragilità o dei comportamenti si possono accentuare creando un disagio significativo. Resto disponibile per maggiori informazioni. Dott.ssa Giulia Proietti


Buongiorno. La sua preoccupazione è legittima. Per lenire questo suo stato d'animo si rivolga ad uno specialista psicologo evolutivo, il quale attraverso un colloquio potrà trovare la strada giusta per aiutare sua figlia. I miei migliori auguri MT


Buonasera, concordo con i colleghi nel dirle che ha fatto benissimo ad attivarsi vedendo sua figlia manifestare un disagio. La terapia farmacologica aiuta i sintomi, ma non cura la causa del problema. Sarebbe importante consultare uno psicologo con il quale sua figlia possa affrontare le cause del suo malessere. L'adolescenza è un periodo molto delicato, nel quale possono emergere insicurezze, fragilità, forti emozioni, bisogno di esplicitare la propria identità. Richieda una consulenza psicologica e parli con il medico che le ha prescritto i farmaci circa i suoi dubbi in merito. Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Paola De Martino


Gentile Signora sulla base delle indicazioni che ci fornisce è sicuramente una buona prassi chiedere un consulto ad uno psicoterapeuta per valutare le possibili alternative e i possibili interventi. Le questioni legate ai comportamenti che ha riferito possono essere molte alcune anche legate a fatti concreti tipici del periodo adolescenziale altre con possibili e diverse spiegazioni. Pensi ad un innamoramento non corrisposto o ad un conflitto di natura psicologica. Per questo valuti l'opportunità di un incontro con uno psicoterapeuta. Su questo sito troverà sicuramente un professionista che le potrà essere di aiuto. Un cordiale saluto


Gentilissima, a 13 anni si è in continuo cambiamento ed evoluzione. E' veramente un peccato rivolgersi alla farmacologia per problemi dell'area depressione-ansia. Potrebbero bastare anche pochi colloqui da uno/a psicoterapeuta per farla uscire da un'impasse molto probabilmente momentanea. In bocca al lupo per sua figlia e buon fine settimana.

Dr. Nunzio Nasti

Dr. Nunzio Nasti

psicoterapeuta

Albese con Cassano

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Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo al momento. Per quanto riguarda l’utilizzo dei farmaci ne parli con il proprio medico di fiducia e poi valuti se portare sua figlia da un terapeuta. Buona giornata. Dott. Fiori


Gentile utente di mio dottore, vista la giovane età di sua figlia potrebbe esser opportuno prender contatto con uno psicoterapeuta. In questi casi, potrebbe rivelarsi particolarmente utile accompagnare la ragazza ai colloqui insieme con il papà, al fine di poter approfondire le ragioni del disagio manifestatosi in maniera cosi brusca. Proceda nel modo indicatole, e vedrà che potrete affrontare questa difficoltà con maggiore fiducia. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Salve, si rivolga ad uno psichiatra, oppure si confronti con la dottoressa per avere eventuali delucidazioni. Un saluto, MMM


Gentile utente, la sua preoccupazione in qualità di genitore è totalmente comprensibile, percepisco la sua apprensione a riguardo. L'adolescenza è un momento di transizione prezioso, che non sempre una cura farmacologica può equilibrare. Un professionista evolutivo può aiutarla. Un caro saluto. Dott.ssa Giulia Bernardinello


Buongiorno, mi dispiace per questa situazione, difficile e delicata sia per sua figlia sia per lei. Mi sento di consigliarle di contattare uno psicologo, per sostenere sua figlia in questo momento così particolare, per aiutarla con le difficoltà che sta vivendo. In questo modo ci sarà anche la possibilità di confrontarsi su eventuali cure farmacologiche, consultando uno specialista di competenza da cui potrà inviarvi lo psicologo. Per qualsiasi cosa, se vuole, sono disponibile. Un caro saluto, Dott.ssa Alice Carbone


Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso da Sua figlia. Ritengo fondamentale che la ragazza intraprenda un percorso psicologico al fine di indagare le cause, origini ed i fattori di mantenimento dei suoi sintomi onde evitare che la situazione possa irrigidirsi. Cordialmente, dott. FDL


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Gentile signora, sua figlia è molto giovane e due settimane sono molto poche. Prima di iniziare una cura farmacologica le consiglio di proporre alla ragazza di intraprendere un percorso di sostegno psicologico per comprendere il proprio vissuto e valutare solo successivamente insieme al professionista a cui vi affiderete la necessità o meno del farmaco


Buonasera, capisco la preoccupazione di una madre e i possibili problemi nella crescita di un figlio. Cerchi di parlarci e di capire cosa la faccia star giù di morale, cosa la preoccupi e le sue paure, di sicuro ci sarà qualcosa che le avrà scatenato il malessere. Se non riesce le chieda di parlare con un professionista, uno psicologo possibilmente. Se c'è ansia per la scuola forse è lì che la ragazza sente di non star bene.


Gentile utente, consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico. il farmaco cura solo il sintomo, con un adeguato supporto psicologico potrà avere strategie utili da mettere in atto. Per la cura farmacologica, può chiedere al medico che le ha prescritto la terapia. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi


Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso la sua preoccupazione, che è del tutto comprensibile e dimostra attenzione verso il benessere di sua figlia. La prudenza con cui ha deciso di non somministrare farmaci senza esserne sicura è un atteggiamento corretto, soprattutto considerando l’età di sua figlia. Il primo passo più sicuro e utile, in questi casi, è rivolgersi a un supporto psicologico: uno psicologo esperto in adolescenza può aiutare sua figlia a esplorare le emozioni, affrontare l’ansia legata alla scuola e gestire la malinconia in modo protetto e graduale. Questo percorso consente anche ai genitori di ricevere indicazioni su come supportare la figlia in famiglia. Solo successivamente, se il disagio dovesse persistere o essere particolarmente intenso, si può valutare insieme a uno psichiatra l’opportunità di una terapia farmacologica, sempre in modo mirato e con supervisione specialistica. In questo modo si garantisce un approccio graduale, sicuro e centrato sul benessere globale della ragazza.


Quello che descrive, sintomi di tristezza persistente, ansia legata alla scuola e malinconia in una ragazza di 14 anni, è qualcosa che merita attenzione, e il fatto che lei se ne sia accorta e si sia mossa subito è già un passo importante. In situazioni come questa, soprattutto quando c'è una resistenza comprensibile verso il trattamento farmacologico, può essere utile considerare anche un percorso di supporto psicologico per la sua bambina, in affiancamento a quello che la dottoressa di famiglia ritiene opportuno. Non come alternativa, ma come spazio in più, dove possa essere accompagnata a capire e gestire quello che sta vivendo, con un linguaggio e un ritmo adatti alla sua età. Per la parte relativa ai farmaci, resta fondamentale il riferimento del medico che la segue, magari anche approfondendo insieme a lei le preoccupazioni che ha riportato.

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