Buongiorno, l'amico di mia figlio si è trasferito da noi dopo che il padre l'ha cacciata di casa, qu

24 risposte
Buongiorno, l'amico di mia figlio si è trasferito da noi dopo che il padre l'ha cacciata di casa, quand'è successo (circa 3 mesi fa) ho accettato che venisse da noi per un breve periodo, tempo tecnico per trovare un appartamento e magari mettere via ancora qualche soldo, il problema è che non sta minimamente facendo nulla di questo e la situazione inizia ad essere pesante sia per me che per mia figlio, come posso comportarmi?
Dott. Domenico Giordano
Sessuologo, Psicologo, Psicologo clinico
Broni
Buongiorno,
in questi casi non credo sia necessario niente di particolarmente specifico; potreste provare ad aprire una conversazione relativo ala ricerca di un eventuale alloggio, in determinati momenti come ad esempio a pranzo o a cena, qualora vi trovaste tutti insieme, e aiutarla/o in tal senso nell'incentivare la sua ricerca. Eviterei iniziative dirette face to face per evitare di arrivare allo scontro

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Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile utente, grazie per aver condiviso questa situazione scomoda e sicuramente non semplice da gestire. Sicuramente ci sarebbero tanti aspetti da indagare riguardo i vostri stili comunicativi per dare una risposta più adeguata possibile. Il primo suggerimento che mi sento di darle e di comunicare la situazione in maniera assertiva all'ospite, comunicare il significato della vostra disponibilità all'accoglienza e la necessità ed urgenza che la persona in questione si impegni a trovare presto una soluzione. Deve essere sicuramente chiaro alla persona che l'aiuto offerto è temporaneo e c'è un aiuto da parte vostra, ma questo non legittima sicuramente ad approfittarsene. Si può considerare di fissare una data un termine specifico e/o condizioni specifiche.
Questi sono alcuni suggerimenti che mi sento di darle, sono suggerimenti generici, considerando tuttavia che potrebbero avere dei limiti considerando di non avere molte informazioni riguardo la situazione.
Per ulteriori consigli o per intraprendere un percorso di supporto rivolta a questa situazione resto a disposizione. Augurandole di superare al più presto questo momento di difficoltà le porgo cordiali saluti.
Dott. Luca Vocino

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Dott.ssa Floriana Ricciardi
Psicologo, Psicologo clinico
Venegono Inferiore
Gentile utente, semplicemente come lei ha descritto la situazione, potreste parlare serenamente con la ragazza e confrontarvi sul da farsi. Potremmo aggiungere (senza sapere però ulteriori dettagli) che dovrebbe essere la ragazza ad attivarsi per riuscire a cavarsela, anche con il vostro aiuto e supporto. Intanto complimenti per aver accolto ed accettato in casa vostra una persona in difficoltà, che ora, se ristabilita, deve iniziare a pensare al proprio futuro.
Cordialmente
dott.ssa Floriana Ricciardi
Dott.ssa Viviana Corponi
Psicologo, Psicologo clinico
Costabissara
Buongiorno, comprendo che non sia una situazione facile da gestire. Un aspetto fondamentale del rispetto di sè stessi è il saper dire no, quando una situazione altera la propria stabilità o lede il proprio benessere.
Possiamo preoccuparci per gli altri e provare compassione per loro, ma è importante non dimenticare mai i nostri bisogni.
Suggerirei quindi di affrontare la persona in modo chiaro e onesto, spiegando apertamente come sia stata felice di accoglierla e di ospitarla in questi mesi e di come ora sia giunto il momento che riprenda in mano le redini della sua vita. Definirei quindi un termine preciso alla convivenza, esprimendo la disponibilià nel caso avesse bisogno di consigli.
Dott.ssa Valentina Biddau
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno immagino non sia facile la situazione che ha descritto. Sicuramente potrebbe essere utile dialogare insieme rispetto alla situazione che si è venuta a creare, comunicando le proprie esigenze e necessità e magari definendo dei tempi di permanenza e delle strategie utili per promuovere l'autonomia. Cordialmente Dott.ssa Valentina Biddau
Dott.ssa Jennifer Saias
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, nella sua situazione credo che l'unica che possa fare è aprire una finestra di dialogo in cui ognuno di voi sia estremamente sincero e delicato nel portare il suo pensiero. Questo anche per comprendere se ci sono delle motivazioni per cui questa persona non si sta muovendo secondo quanto avevate stabilito. Rimango a disposizione, Dott.ssa Jennifer Saias
Dott.ssa Patrizia Coppa
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, per rispondere in maniera più adeguata possibile servirebbero altre informazioni. E' importante notare che prima è stato il padre a cacciarlo di casa, e adesso siete voi a volerlo mandare via. Persone, il padre e voi, che gli volete bene e a cui lui, ipotizziamo, voglia bene. Allora cosa succede? Siete stati generosi ad accoglierlo, ma sembra una persona che ha bisogno di essere contenuta, a cui vanno dati dei limiti chiari. Parlate con questa persona, chiedetegli se ha fatto dei progetti per il suo futuro, di cosa ha bisogno per realizzarli, aiutatelo dandogli un tempo, una scadenza per prendere decisioni importanti per la sua vita (lavoro, casa..). Non lo state cacciando di casa, gli state dando un'opportunità di crescita!
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco che la situazione sia difficile. Ecco alcuni suggerimenti per gestirla:

Chiarezza e Comunicazione: Parla apertamente con l'amico di tuo figlio. Spiega come ti senti e sottolinea l'importanza di rispettare l'accordo originale.

Stabilisci un Termine: Definisci una scadenza chiara entro la quale dovrà trovare un alloggio alternativo. Offri supporto pratico, come aiutare a cercare appartamenti o opportunità di lavoro.

Coinvolgi Tuo Figlio: Assicurati che tuo figlio sia coinvolto nella discussione. Il suo sostegno può rendere il messaggio più forte e chiaro.

Risorse Esterne: Suggerisci risorse locali, come servizi di assistenza abitativa o finanziaria, che possono aiutare l'amico di tuo figlio a trovare una soluzione.

Empatia e Fermezza: Mantenere un equilibrio tra comprensione e fermezza è fondamentale. Offri sostegno emotivo, ma resta fermo sulla necessità di cambiare la situazione.

Essere chiari e decisi può aiutare a risolvere la situazione in modo rispettoso e costruttivo per tutti.




Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che voi possiate avere un dialogo schietto e sincero mediante il quale cercare di scambiare opinioni e vissuti emotivi in merito alla situazione descritta al fine di trovare capire in che momento siete del vostro rapporto e se ci sono eventuali difficoltà.

Ritengo importante che voi possiate richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Camilla Tommasini
Psicologo, Psicologo clinico
Siena
Gentilissim*,
queste situazioni spesso possono essere difficili. Ciò che può essere utile è una conversazione chiara ed onesta con gli interessati, senza scordarci che professionisti come mediatori possono aiutare in situazioni in cui la comunicazione può considerarsi difficile. Inoltre, un colloquio per comprendere cosa rende la convivenza difficile e che emozioni sorgono, come e quando, potrebbe aiutare a gestire lo stress di questo momento.
Spero di averle dato un po' più di chiarezza, per qualsiasi cosa non esitare a contattarmi. Dott.ssa Tommasini
Dott.ssa Antonella Cramarossa
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bari
Gentile utente, banalmente, suggerirei a suo figlia, coetanea e amica dell'ospite, a sollecitare lo stesso a trovare un'altra soluzione e comunicare le esigenze di entrambi. Qualora questo non dovesse fare alcun effetto, allora potrebbe scegliere di intervenire e mettere dei chiari confini. Cordialmente, Dott.ssa Antonella Cramarossa
Dr. Edoardo Bunone
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, capisco che la situazione possa essere difficile e stressante sia per lei che per suo figlio. Intanto, mi verrebbe da chiederle se il ragazzo è maggiorenne. Detto questo, credo sia importante parlare apertamente con l'amico di suo figlio in modo calmo e comprensivo della situazione. Chiedetegli quali piani ha per il futuro e spiegategli che la permanenza nella vostra casa deve avere un termine. Potreste offrire il vostro supporto per cercare un alloggio e, una volta stabiliti i limiti e le scadenze, è importante rispettare le decisioni prese. Questo vi aiuterà a mantenere la situazione chiara ed evitare incomprensioni future. Resto a disposizione. Cordiali Saluti. Dott. Edoardo Bunone.
Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buon pomeriggio gentile utente, mi rendo conto che la situazione non è facile. Penso che dovrebbe parlare da subito con l'ospite ed iniziare a definire un piano per la ricerca di una nuova sistemazione e stabilire anche una scadenza, e nel frattempo contribuire alle spese familiari. Nel caso ci fosse altro la invito a un colloquio con un psicoterapeuta per ristabilire i rapporti con suo figlio e in famiglia. Sono a disposizione per qualsiasi informazione e sono disponibile anche per terapie online. Un caro saluto, D.ssa Cristina Sinno
Dott.ssa Daniela Chieppa
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Salve, comprendo la difficoltà ma in modo assertivo sarebbe utile parlarne con il ragazzo e sollecitarlo a trovare una soluzione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Daniela Chieppa
Dott.ssa Giulia Faccioli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera e grazie per il quesito. Potrebbe essere efficace parlare chiaramente del suo disagio, non vedo nulla di male nell'esprimere chiaramente perplessità nei confronti del protrarsi di questa sistemazione. Cordiali saluti,
Dott.ssa Alessia Pisani
Psicologo, Psicologo clinico
Provaglio d'Iseo
Buonasera gentile utente, grazie per aver condiviso questa situazione scomoda e difficile da gestire. Il ragazzo possiamo dedurre che avendo trovato un clima accogliente e sicuro, si è adagiato, e questo spiega il motivo per cui, nonostante accordi presi in precedenza con voi (se ho ben capito) non si è attivato per trovasi un alloggio e un lavoro.
Sicuramente è bene comunicare in modo chiaro, aperto e assertivo con l’ospite che il suo alloggio è temporaneo e potreste aiutarlo nella ricerca attiva di una stanza e di un impiego, oltre a questo, le suggerisco di fissare una data/termine entro la quale fare tutto questo.
Resto a disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Pisani Alessia
Dott.ssa Anna Bruscino
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buonasera, non conosco la situazione ma è possibile che i genitori abbiano preso la scelta di mandarlo via di casa per responsabilizzarlo e farlo crescere, lui ha trovato un altro nido in cui può non far nulla, riprenderei il discorso che i suoi hanno fatto al ragazzo e con le dovute accortezze, farlo ragionare e attivare dandogli un tempo limite
Gentile utente, grazie per aver condiviso il suo dubbio con noi.
Capisco che la situazione sia diventata pesante e difficile da gestire ed è importante affrontarla con sensibilità e chiarezza per il benessere di tutti. Credo che sia di fondamentale importanza come primo punto quello di parlare apertamente con l’amico di suo figlio, cerchi di spiegare gentilmente e in maniera assertiva le sue preoccupazioni e la necessità di trovare una soluzione. Sottolinei il fatto che la sua intenzione è quella di aiutare, ma che è necessario che lui prenda dei passi concreti per risolvere la sua situazione.
Provi a parlare con lui dandogli anche un limite temporale, per creare in un certo senso "un'urgenza" e andare verso la risoluzione. E' importante anche coinvolgere suo figlio nella conversazione, affinchè lui possa esprimere ciò che sente e ciò che pensa. Si assicuri che capisca il bisogno di stabilire limiti chiari per il benessere di tutti.
Consideri eventualmente anche un supporto professionale: se la situazione diventa troppo difficile da gestire, potrebbe considerare di cercare il supporto di un consulente familiare per mediare la situazione e trovare una soluzione che sia accettabile per tutti. Questa situazione non deve creare eccessivo stress o tensione in casa.
Sono convinta con la giusta comunicazione e i limiti appropriati, si può trovare una soluzione che rispetti tutti.
Un caro saluto, Dott.ssa Baldelli Marta
Gentile utente, il suo gesto di ospitalità va riconosciuto, ma è anche giusto che ci sia un limite per permettere all'amica di suo figlio di iniziare a prendersi delle responsabilità e capire come risolvere la sua situazione. In primis bisognerebbe parlare con suo figlio e trovare un accordo per iniziare una conversazione con l'amica, dopo di che discutere i termini e le condizioni in cui vive l'amica e cercare di trovare un aiuto o dare una mano a cercare una soluzione alternativa per farsì che tutti possano ritrovare i propri spazi ed equilibri. Resto a sua disposizione Dott.ssa Valentina Pisciotta
Dott.ssa Anna Antoniozzi
Psicologo clinico, Psicologo
Rieti
Comprendo quanto questa situazione possa essere diventata gravosa per lei e per suo figlio. È stato molto generoso da parte sua offrire ospitalità all'amico di suo figlio in un momento di difficoltà. Tuttavia, è importante che la convivenza sia sostenibile per tutti.

Potrebbe essere utile avere una conversazione aperta e sincera con lui. Esprima le sue preoccupazioni in modo gentile ma deciso, chiarendo le sue aspettative riguardo al suo soggiorno. Potrebbe stabilire insieme un piano concreto per aiutarlo a trovare una soluzione abitativa alternativa, magari fissando delle scadenze realistiche.

Ricordi che è importante tutelare il benessere suo e di suo figlio. Non esiti a stabilire dei limiti se necessario, assicurandosi che la situazione rimanga equilibrata per tutti.
Dott.ssa Maria Francesca Russo
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
forse si può provarea parlargli o a contattare suo padre?
Dott.ssa Lavinia Sestito
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve,
non ho dubbi che l'amico di suo figlio si sia adagiato, d'altronde se il padre lo ha cacciato ci saranno stati seri e validi motivi, oltre che sicuramente conflittuali.
Ma non può risolverli lei.
Mi verrebbe da chiedere come mai non riesce a dire un bel NO a questo ragazzo?
Credo che in un rapporto di terapia valido se ne potrebbe parlare e capire cosa stia accadendo e perchè.
Un caro saluto
Lavinia
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno,
la situazione che descrive ha certamente superato il “tempo tecnico” che aveva immaginato, e questo può generare tensioni e malessere in casa. Un possibile passo è quello di convocare un confronto chiaro e diretto con suo figlio e il suo amico, esponendo con precisione cosa lei si aspetta da loro e quale limite non è più disposto a superare.
Spesso, nei contesti familiari, la difficoltà nasce dal fatto che i confini non sono esplicitati e condivisi: stabilire un termine concreto e chiedere un impegno specifico può aiutare a far emergere responsabilità e motivazioni.
Le chiedo, cosa potrebbe succedere se lasciasse loro un tempo preciso per agire, anticipando però le conseguenze di un eventuale mancato cambiamento? A volte, la chiarezza e la decisione nel mettere limiti spingono alla presa di responsabilità.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, da ciò che racconta emerge chiaramente una situazione complessa che, se da un lato nasce da un gesto di grande disponibilità e senso di protezione, dall’altro oggi pesa emotivamente e praticamene sul vostro equilibrio familiare. Accogliere a casa l’amico di suo figlio in un momento difficile è stato un atto di grande generosità, ma è comprensibile che col passare dei mesi, senza passi concreti verso un’autonomia, inizi a sentirsi carico, inascoltato o persino messo ai margini dentro casa propria. Chiunque, al suo posto, potrebbe provare frustrazione, stanchezza e forse anche senso di colpa all’idea di dover mettere dei limiti a un ragazzo già ferito dal rifiuto della sua famiglia. È proprio questa miscela di responsabilità, affetto e necessità di tutela reciproca che spesso rende difficile prendere posizione. Quando una situazione nata come temporanea si prolunga, è naturale che si generino tensioni e dubbi su quale sia il comportamento più corretto. A volte si teme di risultare duri, ingiusti, o di tradire la fiducia di qualcuno che si è appoggiato a noi nel momento del bisogno. Tuttavia, stabilire confini chiari non significa mancare di umanità, anzi rappresenta una forma di cura sia verso se stessi sia verso gli altri. Vivere in casa altrui implica rispetto, impegno e un progetto realistico di uscita, soprattutto quando ci sono altre persone coinvolte, come suo figlio. Anche lui potrebbe essere in difficoltà nel trovare una posizione equilibrata tra amicizia e benessere domestico. Potrebbe essere utile trovare un momento tranquillo per parlare con questo ragazzo in modo aperto e rispettoso. Condividere come si sente, spiegargli che il periodo inizialmente previsto è terminato e che, per quanto comprenda le sue difficoltà, è necessario definire insieme dei passi concreti per permettergli di proseguire il suo percorso verso l’indipendenza. A volte il semplice fatto di rendere esplicita una situazione che fino a quel momento è stata lasciata fluire può permettere a tutti di ritrovare chiarezza. Non sempre queste conversazioni sono semplici, ma spesso alleggeriscono proprio perché danno una direzione e una cornice più stabile. Non serve avere tutte le risposte né pretendere che il cambiamento avvenga dall’oggi al domani. Quello che può fare oggi è ascoltare il suo disagio come un segnale importante che la invita a rivedere l’accordo iniziale. Dare la possibilità a questo ragazzo di attivarsi può anche rappresentare per lui un’occasione di crescita personale, perché essere aiutati non significa essere sollevati da ogni responsabilità. Può farlo con sensibilità, ma con la fermezza necessaria affinché la vostra casa resti un luogo equilibrato, non una condizione che lei subisce. Lei ha già fatto molto. Ora può permettersi di proteggere anche se stesso e la serenità del suo nucleo familiare. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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