Buongiorno. Ho circa 45 anni, donna. Da 25 assumo antidepressivi, stabilizzatori dell’ umore (antico
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Buongiorno. Ho circa 45 anni, donna. Da 25 assumo antidepressivi, stabilizzatori dell’ umore (anticomiziali) e benzodiazepine la sera, per dormire. Assumo terapia per ipotiroidismo con buon compenso. Non ho avuto alcun legame di coppia fino ai 39 anni, per vari motivi. Molto impegnata con il lavoro, peraltro pendolare tra più regioni per quasi 15 anni, introversa e timida, senso di inadeguatezza fisica. Più passava il tempo più temevo di “buttarmi via” in una storia superficiale, anche perché gli uomini che conoscevo al lavoro o nel cerchio di conoscenze erano più o meno tutti sposati o conviventi, con figli; irari “single” mi apparivano sempre più o meno problematici, troppo anziani per me, con situazioni precedenti complesse. Quindi nella mia vita l’aspettò “sesso” non è pervenuto, escludendo un breve periodo di autoerotismo nell’adolescenza, durato 2-3 anni, con soddisfazione, e un terribile stupro di gruppo subito a 19 anni, mai denunciato, con successivo ricorso all’aborto legale cui fui costretta fisicamente sotto minacce. A 41 anni sposo un vedovo senza figli, coetaneo. L’amore della mia vita. Però non riesco a lasciarmi andare, non siamo mai riusciti al rapporto “completo” penetrativo. E altre modalità, preliminari, ecc. non sono gradite al partner. Evidentemente c’è un problema di entrambi, però, a differenza sua, io ne soffro la mancanza. Ho provato il piacere solitario, in più modalità, ma non raggiungo il piacere, anzi, un certo fastidio. Mi può dare un consiglio, o un indicazione sui professionisti che potrebbero aiutarmi? Grazie.
Buonasera, comprendo la sua sofferenza e andrebbe anche indagato il vissuto di suo marito. Il problema portato è di trovare un'intesa sessuale di coppia che al momento manca, quindi l'intervento che consiglio è di coppia: rivolgersi insieme ad un sessuologo per esplorare la dimensione sessuale e cercare un reciproco appagamento. Cordiali saluti. Dr.ssa Lorena Ferrero
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Buongiorno,
credo che in questo caso un percorso sessuologico di coppia sia il più indicato poiché vi consentirebbe di condividere desideri, insoddisfazioni e difficoltà, costruendo una nuova intesa e un nuovo equilibrio. Al contempo, potrebbe essere utile un percorso psicologico personale per mettere ordine e dare il giusto spazio alle esperienze passate.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Laura Paiuscato
credo che in questo caso un percorso sessuologico di coppia sia il più indicato poiché vi consentirebbe di condividere desideri, insoddisfazioni e difficoltà, costruendo una nuova intesa e un nuovo equilibrio. Al contempo, potrebbe essere utile un percorso psicologico personale per mettere ordine e dare il giusto spazio alle esperienze passate.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Laura Paiuscato
Buonasera, mi domando se oltre al prendere farmaci abbia fatto un percorso di sostegno per se stessa... se non lo avesse ancora fatto le consiglierei di iniziare da lì. Per quanto riguarda i rapporti con suo marito, credo che un dialogo aperto e franco su cosa piace o non piace a ciascuno possa aiutarvi a trovare una via condivisa verso il piacere. Un supporto sessuologico di coppia sulle strategie sessuali potrebbe migliorare la vostra situazione.
Buongiorno, consiglio un percorso sessuologico di coppia per affrontare le vostre problematiche insieme ad un esperto.
Buongiorno. La sua esperienza evidenzia una situazione complessa, con diversi elementi da considerare. Il fatto che oggi senta la necessità di cercare un confronto è già un segnale importante, e conferma quanto questo aspetto stia incidendo sul suo benessere.
Dalla sua storia emergono alcuni fattori rilevanti:
- Un evento traumatico non elaborato, che può aver avuto un impatto significativo sul rapporto con la sessualità e sul funzionamento corporeo.
- Una lunga esposizione a psicofarmaci (antidepressivi, stabilizzatori dell’umore, benzodiazepine), noti per i loro possibili effetti sul desiderio, sull’eccitazione e sulla risposta orgasmica.
- Un copione sessuale di coppia rigido, in cui l’assenza di penetrazione sembra coincidere con l’assenza di una sessualità soddisfacente, e in cui le alternative non vengono prese in considerazione.
Fattori fisici che potrebbero essere legati a ipertono del pavimento pelvico o a difficoltà nella regolazione delle sensazioni corporee.
Alla luce di tutto questo, sarebbe indicato un inquadramento multidisciplinare, per chiarire l’origine e l’interazione di questi fattori. Le figure professionali più adatte in questi casi sono:
- Una figura ginecologica esperta.
- Una figura fisioterapica con formazione specifica per la riabilitazione del pavimento pelvico, che possa valutare la muscolatura e accompagnare un eventuale percorso di rieducazione.
- Piscoterapeuta con formazione in sessuologia clinica, in grado di lavorare sugli aspetti legati al trauma, alla difficoltà di lasciarsi andare e alle dinamiche di coppia.
- Lo specialista che la segue per la terapia psichiatrica, per valutare eventuali interferenze farmacologiche sulla funzione sessuale.
Dalla sua storia emergono alcuni fattori rilevanti:
- Un evento traumatico non elaborato, che può aver avuto un impatto significativo sul rapporto con la sessualità e sul funzionamento corporeo.
- Una lunga esposizione a psicofarmaci (antidepressivi, stabilizzatori dell’umore, benzodiazepine), noti per i loro possibili effetti sul desiderio, sull’eccitazione e sulla risposta orgasmica.
- Un copione sessuale di coppia rigido, in cui l’assenza di penetrazione sembra coincidere con l’assenza di una sessualità soddisfacente, e in cui le alternative non vengono prese in considerazione.
Fattori fisici che potrebbero essere legati a ipertono del pavimento pelvico o a difficoltà nella regolazione delle sensazioni corporee.
Alla luce di tutto questo, sarebbe indicato un inquadramento multidisciplinare, per chiarire l’origine e l’interazione di questi fattori. Le figure professionali più adatte in questi casi sono:
- Una figura ginecologica esperta.
- Una figura fisioterapica con formazione specifica per la riabilitazione del pavimento pelvico, che possa valutare la muscolatura e accompagnare un eventuale percorso di rieducazione.
- Piscoterapeuta con formazione in sessuologia clinica, in grado di lavorare sugli aspetti legati al trauma, alla difficoltà di lasciarsi andare e alle dinamiche di coppia.
- Lo specialista che la segue per la terapia psichiatrica, per valutare eventuali interferenze farmacologiche sulla funzione sessuale.
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