Buongiorno chiedo scusa se il post in anonimo ma ho anche vergogna a raccontare la mia situazione ,

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Buongiorno chiedo scusa se il post in anonimo ma ho anche vergogna a raccontare la mia situazione , sono sposato da 10 anni con due bambi piccoli , dopo un periodo difficile causa lavori casa , ho convissuto a casa dei miei suoceri, morale della favola questo ha portato ad una nostra profonda crisi coniugale, morale attualmente siamo separati (scelta sua) e non riesco ad andare avanti, ci sentiamo quotidianamente ci vediamo anche e andiamo pure d accordo piu di prima non litighiamo piu , ma lei vuole stare sola ho provato in tutti i modi, ma nulla anzi piu mi avvicino e piu si allontana, come una giostra che va avanti da quasi tre mesi, ho avuto un atteggiamento molto permissivo , ma ora e’ difficile per me accettare un po tutto , ma non voglio perderla perche’ la amo tantissimo, ho imparato a comunicare in maniera assertiva ho scaricato la mia rabbia scrivendo un diario i miei pensieri grazie all aiuto di una vostra collega da circa 4 mesi che mi segue.
Sono seguito da uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale che mi sostiene , ma lei terapia di coppia non ne vuole fare , ha perso cosa che mi fa stare male anche il ruolo di mamma anche perche’ fa tutto mia suocera immaginate che mia figlia con la febbre a 39.7 lei non passa da casa ma la lascia dalla madre e si va a coricare a casa nuova … e’, servita e reverita in tanti momenti non sembra piu’ lei fino ad un anno fa era totalmente opposto . Attualmente ha un rapporto conflittuale con la sua mamma una donna iperprotettiva che mette bocca su tutto, io sono attualmente il suo confidente il suo alleato diciamo , sembra che mia moglie stia vivendo una nuova adolescenza, non ci sono terze persone questo e’ sicuro ci sentiamo sempre abbiamo ancora momenti di intimita’ .stare separati sembra solo un etichetta. E nostante ha la casa le bimbe lei si sente depressa.
La mia psicoterapeuta mi ha parlato di probabile sindrome da disturbo ossessivo compulsivo e ossessionata dal lavoro soldi spesa sulla casa si sente vittima di tutto ed e’ sempre colpa degli altr.i Lei dice sempre io devo stare sola da tutto e tutti per stare bene ma poi mi cerca sempre.
io voglio recuperare il rapporto con lei ma messo cosi quasi i stand by.grazie e chi mi vorra’ dare una parola di conforto attualmente io vado da psicologa per migliorarmi io sto facendo sedute di emdr io ho una personalità attualmente depresso reattivo con dipendenza affettiva io ho 46 anni mia moglie 41. Grazie a tutti voi professionisti che dedicherete del tempo a rispondermi vi voglio bene a tutti anche se non vi conosco grazie
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, Mi spiace molto per la situazione e delle disagio espresso e comprendo quanto questa situazione possa essere impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare Quei pensieri rigidi e disfunzionali che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto. Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico Connesso con la genesi della Sofferenza in atto. Resto a disposizione, anche on-line. Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Marina Ceruti
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Sessuologo
Como
Non si deve vergognare per la sofferenza che sta sperimentando e che ha condiviso. Non è dato sapere sulla base di quali elementi la terapeuta che la sta seguendo abbia ipotizzato un disturbo ossessivo compulsivo in merito a sua moglie. Dalla sua descrizione, sembrerebbe che sua moglie la stia manipolando; che la stia tenendo in scacco e, non è da escludere che lo stia facendo perché “si sente depressa” e sia alla ricerca di attenzioni, per lenire il suo disagio. L’ideale sarebbe che lei prosegua il suo percorso psicoterapeutico e che lei o altre persone di fiducia convincano sua moglie a rivolgersi ad un professionista. Solo in un secondo momento, si potrebbe intraprendere una psicoterapia di coppia.
Dott.ssa Maria Zaupa
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Vicenza
Buongiorno, la sua situazione è complessa e molto faticosa e si sente quanto la dinamica di coppia la condizioni nel prendersi cura di sé. Le suggerisco di parlarne con il collega e di darsi degli obiettivi terapeutici nella concretezza della sua quotidianità. Un caro saluto e buone feste, Dr. Maria Zaupa
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, non deve assolutamente vergognarsi perché siamo tutti qui per tentare di dare un indirizzo e un aiuto per i problemi che colpiscono la vostra serenità. La situazione è complessa e probabilmente tornare a vivere dai genitori di sua moglie ha riattivato in lei risposte psicologiche che probabilmente erano assopite ma non risolte. Tuttavia vista la complessità del suo racconto le consiglio di affidarsi completamente al collega che la segue perché in possesso di tutte le informazioni necessarie da lei fornite per affrontare il momento cercando di risolverlo nel miglior modo possibile. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Salve, mi sembra evidente che sua moglie sta scalpitando come un'adolescente capricciosa, forte dell'aiuto dell madre, che si è accollata, pare con entusiasmo, i suoi doveri. In tutto questo, lei si adegua, vivendo di quei rari momenti in cui sua moglie la cerca. Ingiusto, non crede? Metta lei dei paletti, perché in un senso o in un altro, questa donna debba scegliere dove stare e cerchi di riappropriarsi di un po' di amore per sé che lei sta mettendo da parte. Ne parli con la sua terapeuta. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Dott.ssa Lorena Menoncello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, come ha precedentemente fatto notare la mia collega, ci vogliono dei paletti. Lei si vergogna della situazione che sta sopportando e questa è un'umiliazione che non fa bene a lei, ma non è un messaggio giusto per le sue figlie.
Non fa bene nemmeno a loro percepire un padre che accetta tutto, che delega tutto alla nonna, pur di accontentare la moglie.
Come vivono le bambine questo stravolgimento dei vostri ruoli familiari?
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti
Dottoressa Lorena Menoncello
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, credo che lei stia facendo tutto il possibile e ha fatto benissimo a cercare un sostegno. Ritengo sia utile, gradualmente, proporre un percorso individuale a sua moglie. Se dice di non stare bene può, sotto suo suggerimento, richiedere un aiuto. Mi auguro per voi e per la vostra famiglia che decida di farlo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Silvana Zito
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, penso che la sua pazienza e fatica sia dignitosamente finalizzata al proteggere la sua famiglia. Sembra ovvio che la convivenza con i genitori abbia attivato a sua moglie delle dinamiche di dipendenza, controllo e comportamenti disfunzionali che soddisfano meccanismi incosci. Se siete così uniti, provi a chiedere a sua moglie di venire dalla psicologa per lei, come aiuto e supporto. Forse per lei verrebbe mentre per se stessa non se lo può concedere.
Cordiali saluti Dott ssa Silvana Zito
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

lei è già seguito da una collega con cui ha iniziato un percorso psicoterapico. Per il suo bene le sconsiglio di chiedere ulteriori pareri, in questo momento, interventi esterni di altri specialisti, potrebbero inquinare il lavoro terapeutico iniziato nel quale ha già costruito una forte alleanza terapeutica. Parli di questi suoi dubbi e di queste sue paure alla collega, vedrà che potrà accogliere ed orientare le sue difficoltà meglio di chiunque altro in questo momento. In bocca al lupo per tutto.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Silvia Rondi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Terapeuta
Brescia
Gentile utente, la situazione che descrive è emotivamente difficile e dolorosa.
Spesso accade che i nostri schemi di appercezione ci impediscano di cogliere quelle piccole trasformazioni che, accumulandosi giorno dopo giorno, portano a quelle che poi chiamiamo "crisi", spesso senza riuscire a trovare spiegazioni rispetto a ciò che si sta vivendo. La complessità dell'individuo ed ancor più della coppia è tale che risulta difficile, se non impossibile, liquidare il problema esprimendo giudizi perentori. Accade che alcuni elementi siano di per sè di difficile comprensione, se non è possibile dialogare con entrambe i membri di una coppia. Certamente, sembra che lei stia facendo davvero tutto il possibile per ricomporre la sua coppia. Mi pongo quindi alcune domande, che probabilmente ha già avuto modo di discutere con la sua psicoterapeuta: come descriverebbe la sua relazione con sua moglie prima della crisi? Su quali elementi si basava? Cosa è cambiato negli ultimi mesi? In che modo ritiene che il trasferimento dai suoceri abbia inciso sul deterioramento del vostro rapporto?
Osservo inoltre che è difficile avanzare ipotesi diagnostiche su sua moglie, visto che non partecipa purtroppo ai suoi incontri con la terapeuta.
E' corretto pensare che non tutto si possa né si debba necessariamente accettare: potrebbe essere utile lavorare sulla definizione di nuove modalità di relazione con sua moglie, partendo da elementi molto concreti, concordando una giusta divisione delle responsabilità, procedendo ad una rinegoziazione dei ruoli, riflettendo insieme su cosa implichino certe prese di posizione nei confronti delle figlie. Immagino che questi temi siano già stati affrontati nel corso della sua psicoterapia.
Le auguro di ritrovare al più presto serenità ed equilibrio.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Sonia Lisi
Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente, immagino che la situazione che sta vivendo sia emotivamente faticosa.
Tuttavia mi piaceva l'idea di rimandarle che lei è su un'ottima strada dato già il percorso che sta affrontando con la collega psicoterapeuta, è il modo migliore per prendersi cura di sé stesso. Ha evidentemente già fatto tanti progressi, per cui la invito a parlare di questi dubbi e ciò che le crea disagio alla collega e vedrà che potrà dare senso e orientarla meglio di chiunque altro.
Buona fortuna e buon cammino. Cordialmente dott.ssa Sonia Lisi
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, ogni separazione mette in crisi degli equilibri e richiede pertanto un cambiamento per ristabilire nuovi equilibri. Probabilmente sua moglie effettivamente sta cercando un modo nuovo per essere soddisfatta della sua vita, non escludendo lei totalmente come ci dice, ma cercando anche altri stimoli, possibilità di vivere il suo quotidiano non solo nel ruolo di madre e moglie. Lei da parte sua sta facendo il suo percorso anche di psicoterapia per cercare di stare in questa nuova situazione o meglio trovare una nuova possibilità. Se ritiene però che qualcosa non sta procedendo o se non la soddisfa il percorso che sta facendo provi a parlarne con il suo psicoterapeuta. A disposizione, invio un caro saluto. Dott.ssa Alessandra Domigno
Salve, lei e la sua famigli state attraversando un momento molto difficile, fatto di grossi scossoni, cambiamenti e disequilibri. Lei sta cercando di lavorare attivamente con la sua terapeuta su di se, si affidi al valore di questo suo percorso. Dalle sue parole emerge che lei è molto concentrato nel cercare di riconquistare la sua ex moglie, queste sue energie le investa su di se, per capire cosa lei ha provato per questa separazione, per ascoltarsi e concedersi un momento di dolore.
si dia del tempo.
Cordiali saluti, Dott.ssa Flaminia Iafolla
Dott.ssa Ramona Borla
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Orbassano
Gentile utente, dalle sue parole emerge tutta la sofferenza che sta provando. Decidere di farsi accompagnare in un percorso terapeutico in questo momento di fragilità è stata sicuramente la scelta giusta. Probabilmente in questo momento di vita ritrovare un equilibrio individuale perso è l'obiettivo da perseguire, sia per lei che per la sua ex-moglie.
Un caro saluto, Dott.ssa Ramona Borla
Dott.ssa Claudia Costato
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera, mi colpisce la sua richiesta di aiuto carica di dolore e mi dispiace tanto si ritovi a vivere un tale disagio. Purtroppo la vita ci mette di fronte a prove che sembrano più grandi di noi, ma deve cercare di avere fiducia nelle sue capacità di uscirne. Ritengo che la strategia di essere amico di sua moglie non sia la strada migliore per recuperarla. Se mai dovessero esistere remote possibilità che il rapporto possa ricucirsi, la inviterei caldamente a lavorare sulla sua dipendenza affettiva, cercando di crearsi degli spazi di autonomia in cui ritrovare sè stesso e lasciare che sua mogllia sia aiutata da un terapeuta. Suggerisco inoltre che, nel caso nell' attuale terapia non veda benefici, di contattare un' altro professionista cognitivo-comportamentale che le prospetti di lavorare per obiettivi.Prima di ogni cosa deve pensare a rendersi indimente da sua moglie. Se i sentimenti ci sono, vi ritroveree in futuro, non in questo modo, che, abbiamo gia' visto, non ha funzionato. Le auguro ogni bene. Dott.ssa Costato
Dott.ssa Silvia Ragni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, ma quale vergogna, siamo qua per questo! La situazione che descrive è molto complessa e ci sono tanti fattori che possono aver giocato a creare questa situazione. Come eravate con sua moglie prima del trasferimento dalla suocera? Mi sento di dirle che in qualche modo deve scuotere sua moglie da questo stato. Il fare l'amico confidente (ogni tanto anche a letto), confonde ruoli e "mansioni" (sua moglie che non va a vedere la figlia con la febbre). Mi sento di suggerirle di continuare la sua psicoterapia e riprendersi un po' se stesso, meno disponibile, meno accondiscendente. Richiami l'unità della vostra famiglia, rimettendo al loro posto suocera e quant'altro. Ovviamente io parlo in teoria, non sono lì. Lei vive la situazione reale, valuti se tutto questo a senso per lei o no. Un cordiale saluto dott.ssa Silvia Ragni
Dott.ssa Violeta Raileanu
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, la cosa molto importante è che sta mettendo molto impegno nel cercare di affrontare la crisi con sua moglie, cercando aiuto da uno psicoterapeuta e lavorando su sé stesso.
La decisione di sua moglie di prendere le distanze e il suo desiderio di stare sola, nonostante i contatti e l'intimità che mantenete, può essere legata a un periodo di confusione personale.
Il fatto che lei sia il suo confidente e che vi cerchiate ancora è un segnale positivo, ma è importante rispettare anche il suo bisogno di spazio. Continuare il percorso individuale con la terapia EMDR per elaborare le sue emozioni può aiutarla a mantenere stabilità e chiarezza mentre sua moglie attraversa questo momento difficile. La sua forza e dedizione nel cercare di salvare il rapporto, e soprattutto la sua attenzione verso le sue figlie, sono fondamentali.
Le auguro di trovare presto serenità.
dott.ssa Raileanu
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Ciao, comprendo quanto sia difficile vivere una situazione così complessa. La separazione e la confusione emotiva possono essere molto dolorose, soprattutto quando c'è ancora un forte legame affettivo. Il fatto che tu stia facendo progressi nel lavoro su te stesso, come con la psicoterapia e l'EMDR, è un passo positivo. È importante però capire che, sebbene tu stia cercando di migliorarti, il cambiamento del tuo rapporto dipende anche dalla volontà di tua moglie. La sua richiesta di "stare sola" sembra indicare che sta attraversando una fase di confusione e malessere che può influire anche sul suo ruolo di madre e partner. Essendo seguita da una psicoterapeuta, il consiglio migliore è continuare a lavorare su te stesso, cercando di rispettare i suoi spazi mentre esplori le tue emozioni e necessità. La comunicazione aperta, ma senza forzature, è fondamentale. Rimanere paziente e comprensivo, pur continuando il tuo percorso, potrebbe dare a entrambi la possibilità di capire meglio cosa desiderate realmente.
Dott.ssa Lucia Violi
Psicoterapeuta, Psicologo, Professional counselor
Cadorago
Grazie per aver condiviso quello che stai vivendo, perché si sente che questa situazione ti sta logorando e che stai facendo tutto il possibile per non perdere tua moglie, per cercare di capire, di restare presente, di darle sostegno. Ma da quello che racconti, sembra che più ti avvicini, più lei si chiuda e si allontani, lasciandoti in un limbo che ti sta consumando.

Stare separati, come dici tu, sembra solo un’etichetta, perché in realtà siete ancora legati, vi sentite, c’è ancora intimità. Ma questa vicinanza è autentica o è solo il riflesso di una dinamica che non riesce a chiudersi? Perché da quello che descrivi, lei sta attraversando una crisi profonda, forse un vero e proprio crollo, in cui sta mettendo in discussione tutto, anche il suo ruolo di madre. Non significa che non provi più nulla per te o per le vostre figlie, ma che probabilmente è in una fase in cui non riesce a trovare un equilibrio dentro di sé, e per questo ha bisogno di prendere distanza.

La domanda che devi porti è: questa distanza serve davvero a lei per ritrovarsi o è un modo per fuggire dalle responsabilità? E per te, quanto è sostenibile continuare a essere il suo punto di riferimento, il suo confidente, senza sapere mai fino a che punto lei voglia davvero ricostruire il vostro rapporto? Perché quello che vedo, più che una separazione, è una situazione sospesa in cui tu aspetti, speri, ti metti in gioco… mentre lei continua a vivere questa fase di incertezza senza prendere una vera posizione.

Hai già iniziato un lavoro su di te con la tua terapeuta, ed è un passo importante. Quindi ti invito a portare queste riflessioni nel vostro percorso, perché hai già qualcuno con cui affrontare in profondità questo nodo e capire quali siano davvero i tuoi bisogni in questa relazione.

Se poi senti il bisogno di un confronto diverso, di uno spazio in cui affrontare questa situazione con un nuovo sguardo, possiamo parlarne. Ma la cosa essenziale è che tu non rimanga bloccato in questa attesa, perché in una crisi di coppia non basta l’impegno di uno solo.

Un saluto,
Dott.ssa Lucia Violi
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, la dinamica che descrive con sua moglie, fatta di vicinanza e al tempo stesso di distanza emotiva, può essere molto faticosa e lasciare un senso di smarrimento. È comprensibile che il suo desiderio di recuperare il rapporto si scontri con la necessità di sua moglie di prendersi del tempo per sé, forse per rielaborare un proprio malessere, che sembra manifestarsi anche con sintomi di depressione e difficoltà nel ruolo materno.
In questi casi, la psicoterapia di coppia è uno strumento prezioso, ma purtroppo non sempre è accettata dall’altro partner. Nel frattempo, continuare a lavorare su di sé con tecniche come l’EMDR può aiutarla a gestire l’ansia, la dipendenza affettiva e a rafforzare la propria resilienza. Anche la psicoterapia umanistica, orientata all’ascolto empatico e alla valorizzazione della persona, potrebbe offrirle un ulteriore supporto. È importante prendersi cura di sé, mantenere uno spazio di riflessione personale e accogliere con pazienza i tempi e i bisogni di sua moglie, senza perdere la speranza di un futuro di maggiore armonia. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

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