Buongiorno ..chiedo aiuto ho vent'anni un mese fa ho avuto un attacco di panico ....dopo una settima
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Buongiorno ..chiedo aiuto ho vent'anni un mese fa ho avuto un attacco di panico ....dopo una settimana un altro impaurito sono andato al p.s.dove mi hanno spedito il giorno dopo da un pischiatra che mi ha prescritto Olanzapina..ma gli effetti x me sono stati pesanti ...ho dormito 14 ore .... avendolo comunicato me ne ha dati meno divisi in due parti. mi sento calmo ..non ho voglia di fare niente anche perché non ho le forse ...sto veramente male e chiedo aiuto ...i miei non mi aiutano ..gridano e mi dicono che devo prenderla e basta ....a ma sembra un po' esagerato un percorso così ..essendo stato sempre bene....voglio solo scalarle non smetterle....ho chiesto a casa se potevo fare una risonanza encefalo...apriti cielo ...ho vent'anni posso decidere o no della mia salute ..mi scuso se mi sono prolungato ..ma ho bisogno di aiuto ..ho paura della depressione... grazie
Salve, da quello che dice capisco ci sia molta paura.
Personalmente le suggerirei di valutare un percorso psicologico per approfondire la natura di questi attacchi di panico e le relative cause.
Senza voler togliere nulla alla risonanza o al percorso farmacologico potrebbe essere opportuno indagare, con un professionista, il suo stato di benessere e capire assieme le cause più profonde senza fermarsi esclusivamente al sintomo.
Personalmente le suggerirei di valutare un percorso psicologico per approfondire la natura di questi attacchi di panico e le relative cause.
Senza voler togliere nulla alla risonanza o al percorso farmacologico potrebbe essere opportuno indagare, con un professionista, il suo stato di benessere e capire assieme le cause più profonde senza fermarsi esclusivamente al sintomo.
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Buon pomeriggio,
Si rivolga al suo medico di base, se lo riterrà opportuno potrà prescriverle ulteriori accertamenti.
Le consiglio di consultare anche uno psicoterapeuta, la terapia farmacologica è più efficace se affiancata a un processo terapeutico. Può eventualmente richiedere la prescrizione di una consulenza psicologia anche al suo medico.
Cordiali saluti
Si rivolga al suo medico di base, se lo riterrà opportuno potrà prescriverle ulteriori accertamenti.
Le consiglio di consultare anche uno psicoterapeuta, la terapia farmacologica è più efficace se affiancata a un processo terapeutico. Può eventualmente richiedere la prescrizione di una consulenza psicologia anche al suo medico.
Cordiali saluti
Buongiorno, in questi casi bisogna fare prima dei controlli per escludere cause organiche. E lei l'ha fatto in ps! Escluso questo lo psichiatra ha prescritto l'olanzapina che è un antipsicotico atipico. Suppongo che lo psichiatra le avrà spiegato la diagnosi e quindi la causa del suo disagio. Suggerisco un confronto con uno psicoterapeuta,la psicoterapia non è sostitutiva ai farmaci, ma aiuta a capire il disturbo, risolvere il disagio e ridurre i farmaci. Sugli sono attocchi di panico la terapia cognitivo comportantale è efficace in brevissimo tempo. Resto disponibile per ulteriori informazioni. Saluti Dott ssa Silvana Zito
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Caro ragazzo, mi dispiace molto per la situazione, percepisco tutta la sofferenza esperita. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo , magari del consultorio presso la asl di pertinenza della sua città nel caso in cui non potesse pagare una terapia.
Prenda contatti e inizi un percorso terapeutico per cercare di comprendere cosa c’è dietro tanta sofferenza
Saluti
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Saluti
Gentile utente, mi dispiace per questo suo stato di sofferenza. Capisco che il percorso di una terapia farmacologica possa spaventare, tanto più se sente cosi forti gli effetti del farmaco. Forse può tornarle utile un confronto con il suo psichiatra a cui porre tutte le domande del caso in merito all'utilizzo del farmaco. Se scrive su questo portale, forse sta valutando di affiancare un percorso di psicoterapia a quello farmacologico. Mi sento di dirle che questa è la strada più indicata per una presa in carico completa. E penso anche che questa decisione possa prenderla in autonomia. Non esiti a contattarmi per un consulto più approfondito. Ricevo a Roma e online. Un caro saluto, Dott.ssa Francesca Froiio
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Capisco la paura che si prova una volta innescato il primo attacco di panico ma tenga conto che questo è il sintomo di una vita evidentemente insoddisfacente in quel periodo o di un qualche problema relazionale.
Ritengo importante che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli ed elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi al fine di trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione anche online Cordialmente dott FDL
Capisco la paura che si prova una volta innescato il primo attacco di panico ma tenga conto che questo è il sintomo di una vita evidentemente insoddisfacente in quel periodo o di un qualche problema relazionale.
Ritengo importante che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli ed elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi al fine di trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione anche online Cordialmente dott FDL
Buonasera, è giovane e mi rendo conto che si impaurisca nel sentirsi così immobilizzato. Richieda un consulto psicologico prima possibile, vedrà che riuscirà ad avere un quadro più completo di ciò che le è successo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno,
Penso che lei abbia bisogno davvero di essere rassicurato che potrà stare bene e superare questo momento difficile, con l' aiuto adeguato. Capisco che ora sia spaventato per quello che sta succedendo, per gli effetti che sente che i farmaci hanno su di lei, per i genitori che non assecondano quello che chiede.. però , davvero, se lei chiede ,anche tramite il suo medico di base, il contatto di uno specialista, sia per quanto riguarda l' aspetto farmacologico che l' aspetto psicoterapeutico, non potrà che stare meglio. Il panico, la depressione, sono dei sintomi ,vanno capiti, e ci sono modi per gestirli e superarli,ma da soli è difficile.
Le auguro davvero di stare meglio e di trovare chi possa aiutarla.
Saluti
Penso che lei abbia bisogno davvero di essere rassicurato che potrà stare bene e superare questo momento difficile, con l' aiuto adeguato. Capisco che ora sia spaventato per quello che sta succedendo, per gli effetti che sente che i farmaci hanno su di lei, per i genitori che non assecondano quello che chiede.. però , davvero, se lei chiede ,anche tramite il suo medico di base, il contatto di uno specialista, sia per quanto riguarda l' aspetto farmacologico che l' aspetto psicoterapeutico, non potrà che stare meglio. Il panico, la depressione, sono dei sintomi ,vanno capiti, e ci sono modi per gestirli e superarli,ma da soli è difficile.
Le auguro davvero di stare meglio e di trovare chi possa aiutarla.
Saluti
Gentile utente di mio dottore,
sarebbe opportuno una presa in carico sia psicoterapica che psichiatrica. Molto probabilmente il suo disagio necessita di esser supportato e contenuto attraverso più strumenti. Contatti quanto prima un professionista, e si lasci aiutare, vedrà che con il tempo le cose potranno andare meglio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
sarebbe opportuno una presa in carico sia psicoterapica che psichiatrica. Molto probabilmente il suo disagio necessita di esser supportato e contenuto attraverso più strumenti. Contatti quanto prima un professionista, e si lasci aiutare, vedrà che con il tempo le cose potranno andare meglio.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno utente, mi dispiace molto per quello che sta vivendo. Provi a chiedere allo psichiatra che ha incontro di fornirle il contatto di uno/a psicoterapeuta, oppure lo cerchi lei. Non abbia paura. Rimango a disposizione se ha bisogno
cordialmente, dott.ssa Angela Ricucci
cordialmente, dott.ssa Angela Ricucci
Buongiorno,
per quanto riguarda gli effetti del farmaco è abbastanza normale perchè il corpo si deve abituare alla terapia. Quello che ti posso consigliare è di intraprendere un percorso psicologico per andare a lavorare sugli attacchi di panico per comprenderne l’origine e capire come gestirli se si dovessero ripresentare.
Resto a disposizione per dei colloqui online.
Dott. Michele Arnaboldi.
per quanto riguarda gli effetti del farmaco è abbastanza normale perchè il corpo si deve abituare alla terapia. Quello che ti posso consigliare è di intraprendere un percorso psicologico per andare a lavorare sugli attacchi di panico per comprenderne l’origine e capire come gestirli se si dovessero ripresentare.
Resto a disposizione per dei colloqui online.
Dott. Michele Arnaboldi.
Potrebbe essere utile richiedere una valutazione psico diagnostica per focalizzare meglio il problema e individuare strategie di soluzione che non escludono l'utilizzo di farmaci. In ogni caso è possibile che la terapia farmacologica debba essere regolata in relazione alle risposte del paziente che sono diverse di persona in persona. Ascolti il Podcast Le Stanze della Paura, disponibile gratuitamente su diverse piattaforme on line. E' un Podcast rivolto alle persone che soffrono di disturbi d'ansia. Troverà informazioni, approfondimenti e strumenti di auto aiuto.
Segua la pagina Fb Le Stanze della Paura.
Buona serata. Bruno Ramondetti
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Buona serata. Bruno Ramondetti
Buonasera, posso comprendere la sua preoccupazione, vivendo questa situazione di malessere.
Potrebbe parlare con i suoi genitori della possibilità di svolgere dei colloqui psicologici, per aiutarla in questo suo periodo difficile, soprattutto perché i farmaci curano il sintomo non la causa. Per questo sarebbe importante approfondire da cosa derivi questa sua ansia che non le permette ad oggi di vivere serenamente.
Provi a esternare esplicitamente ai suoi le emozioni che sta provando, la paura che ha, magari non hanno ben compreso la situazione.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Potrebbe parlare con i suoi genitori della possibilità di svolgere dei colloqui psicologici, per aiutarla in questo suo periodo difficile, soprattutto perché i farmaci curano il sintomo non la causa. Per questo sarebbe importante approfondire da cosa derivi questa sua ansia che non le permette ad oggi di vivere serenamente.
Provi a esternare esplicitamente ai suoi le emozioni che sta provando, la paura che ha, magari non hanno ben compreso la situazione.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Gentile Utente, avrebbe senza dubbio valore confrontarsi col suo psichiatra per farsi spiegare meglio la diagnosi che le ha fatto, necessaria per la prescrizione dell’olanzapina.
In secondo luogo la invito a considerare che gli psicofarmaci sono eccellenti nel contenere i sintomi ma non aiutano in alcun modo con le cause dei suddetti sintomi. Banalmente se smettesse con la terapia farmacologica presto o tardi gli attacchi tornerebbero, perché qualunque cosa li abbia scatenati in passato è ancora lì, dentro di lei.
La inviterei quindi a cercare uno psicoterapeuta per poter esplorare le cause degli attacchi, imparare a riconoscerle e sviluppare delle strategie affinché non impattino più di tanto la sua vita.
Può farsi aiutare nella ricerca di un collega dallo psichiatra stesso. dal medico di base o banalmente su questa piattaforma.
Spero di esserle stato utile, mi contatti pure via chat se avesse ancora bisogno di informazioni o altro.
Dottor Mauro Simonetti
In secondo luogo la invito a considerare che gli psicofarmaci sono eccellenti nel contenere i sintomi ma non aiutano in alcun modo con le cause dei suddetti sintomi. Banalmente se smettesse con la terapia farmacologica presto o tardi gli attacchi tornerebbero, perché qualunque cosa li abbia scatenati in passato è ancora lì, dentro di lei.
La inviterei quindi a cercare uno psicoterapeuta per poter esplorare le cause degli attacchi, imparare a riconoscerle e sviluppare delle strategie affinché non impattino più di tanto la sua vita.
Può farsi aiutare nella ricerca di un collega dallo psichiatra stesso. dal medico di base o banalmente su questa piattaforma.
Spero di esserle stato utile, mi contatti pure via chat se avesse ancora bisogno di informazioni o altro.
Dottor Mauro Simonetti
Mi dispiace sentire che stai attraversando un momento difficile e che non stai ricevendo il sostegno adeguato da parte dei tuoi familiari. È importante ricordare che la tua salute è una priorità e che hai il diritto di cercare aiuto e prenderti cura di te stesso.
Gli attacchi di panico possono essere spaventosi ed è comprensibile che tu abbia bisogno di supporto per affrontare questa situazione. La prescrizione di farmaci come l'Olanzapina può essere parte di un percorso di trattamento, ma è importante che tu ne discuta apertamente con il tuo psichiatra. Se stai sperimentando effetti collaterali o sensazioni di stanchezza e mancanza di motivazione, è fondamentale condividere queste preoccupazioni con il tuo medico per valutare eventuali regolazioni del dosaggio o alternative di trattamento.
Quanto alla richiesta di una risonanza encefalica, è importante considerare che la decisione sulle procedure diagnostiche spetta al medico specialista. Tuttavia, se hai dubbi o preoccupazioni riguardo al tuo stato di salute, è consigliabile discuterne con il tuo medico o richiedere una seconda opinione da un altro professionista.
Per quanto riguarda la depressione, è comprensibile che tu possa preoccuparti, considerando il tuo stato emotivo attuale. Tuttavia, ricorda che solo un professionista esperto, come uno psicologo o uno psichiatra, può diagnosticare la depressione e fornirti il supporto e il trattamento adeguati. Ti incoraggio a cercare un professionista della salute mentale con cui parlare delle tue preoccupazioni, in modo da poter ricevere una valutazione accurata e un piano di trattamento appropriato, se necessario.
Infine, cerca di trovare un sostegno emotivo e un ambiente di supporto. Potresti considerare l'opportunità di parlare con amici fidati, membri della famiglia o cercare gruppi di supporto online o nella tua comunità. Condividere le tue esperienze e le tue preoccupazioni con gli altri può offrirti un supporto prezioso e un senso di comprensione.
Ricorda che non sei solo in questo percorso e che ci sono risorse e persone disponibili per aiutarti. Non esitare a cercare il supporto di professionisti e a raggiungere la comunità di supporto intorno a te.
Gli attacchi di panico possono essere spaventosi ed è comprensibile che tu abbia bisogno di supporto per affrontare questa situazione. La prescrizione di farmaci come l'Olanzapina può essere parte di un percorso di trattamento, ma è importante che tu ne discuta apertamente con il tuo psichiatra. Se stai sperimentando effetti collaterali o sensazioni di stanchezza e mancanza di motivazione, è fondamentale condividere queste preoccupazioni con il tuo medico per valutare eventuali regolazioni del dosaggio o alternative di trattamento.
Quanto alla richiesta di una risonanza encefalica, è importante considerare che la decisione sulle procedure diagnostiche spetta al medico specialista. Tuttavia, se hai dubbi o preoccupazioni riguardo al tuo stato di salute, è consigliabile discuterne con il tuo medico o richiedere una seconda opinione da un altro professionista.
Per quanto riguarda la depressione, è comprensibile che tu possa preoccuparti, considerando il tuo stato emotivo attuale. Tuttavia, ricorda che solo un professionista esperto, come uno psicologo o uno psichiatra, può diagnosticare la depressione e fornirti il supporto e il trattamento adeguati. Ti incoraggio a cercare un professionista della salute mentale con cui parlare delle tue preoccupazioni, in modo da poter ricevere una valutazione accurata e un piano di trattamento appropriato, se necessario.
Infine, cerca di trovare un sostegno emotivo e un ambiente di supporto. Potresti considerare l'opportunità di parlare con amici fidati, membri della famiglia o cercare gruppi di supporto online o nella tua comunità. Condividere le tue esperienze e le tue preoccupazioni con gli altri può offrirti un supporto prezioso e un senso di comprensione.
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credo che gli attacchi di panico siano spesso un segnale di allarme che il nostro organismo attiva per segnalare un disagio.
i farmaci non vanno sospesi ma gradualmente ridotti, questo è il principio degli psichiatri ed è un tema della salute. piuttosto che lottare su questo, le suggerisco di affiancare alla terapia farmacologica anche un percorso psicologico per trovare quella fiducia in se stessa, la cui mancanza ora non le permette di prendersi la responsabilità della cura, se vuole, sono a sua disposizione per aiutarla.
i farmaci non vanno sospesi ma gradualmente ridotti, questo è il principio degli psichiatri ed è un tema della salute. piuttosto che lottare su questo, le suggerisco di affiancare alla terapia farmacologica anche un percorso psicologico per trovare quella fiducia in se stessa, la cui mancanza ora non le permette di prendersi la responsabilità della cura, se vuole, sono a sua disposizione per aiutarla.
Salve, escludendo ogni causa organica, un percorso psicologico l'aiuterebbe a comprendere cosa l'ansia e gli attacchi di panico stanno comunicando. Sono sempre situazioni delicate che in un percorso terapeutico possono trovare risposta e l'aiuterebbero a gestire la sua vita.
Resto a disposizione anche on line.
Buona giornata
Dott.ssa Conte Assunta
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Buona giornata
Dott.ssa Conte Assunta
Salve gentile utente e grazie per la sua condivisione. Comprendo possa sentirsi spaventato e mi arriva il suo bisogno di ricevere aiuto e supporto in un momento così disorientante. Può capitare che, laddove ve ne fosse bisogno (e mi sembra di capire che sia il suo caso, dal momento che desidera ridurre il dosaggio farmacologico e non rinunciare al farmaco in toto), lo psichiatra prescriva un farmaco nel caso di disturbo da panico. Tuttavia il farmaco non cura, ma aiuta a gestire il sintomo. Considerando un sintomo ha sempre un significato, sarebbe auspicabile capire cosa esso ci sta dicendo e come mai si sta manifestando, al fine di apprendere, nel tempo, a gestire il sintomo senza l'aiuto farmacologico. Questo percorso è possibile ma richiede una terapia con uno specialista (psicologo, psicoterapeuta). Mi auguro che possa considerare la possibilità di iniziare. Rimango a disposizione laddove avesse bisogno di ulteriori chiarimenti. Buona giornata. Dott.ssa Camilla Centanni
Gentile utente, sembra che si trovi in un momento di confusione e comprendo il suo senso di smarrimento. È difficile affrontare un momento di fragilità senza il supporto che ci si aspetta dalle persone vicine. Il fatto che desideri capire meglio la situazione e che stia cercando di gestire le cure con attenzione è del tutto legittimo, soprattutto se avverte che gli effetti dei farmaci sono pesanti. Parlare apertamente con il suo medico potrebbe essere utile per esplorare soluzioni alternative o ridurre gradualmente il dosaggio, come ha accennato. Le auguro che possa trovare presto sollievo e il supporto di cui ha bisogno.
Buongiorno, trattandosi di attacchi di panico sarebbe utile affiancare alla farmacoterapia anche una psicoterapia. Resto a disposizione per dubbi e chiarimenti. Un caro saluto.
Salve, potresti iniziare un percorso di psicoterapia, il farmaco sicuramente aiuta ma da solo non basta, è necessario un processo di significazione per comprendere le radici e la natura del tuo star male.
Buongiorno, le consiglio una rivalutazione psichiatrica per la revisione della terapia e un percorso psicologico per il trattamento dell'ansia. Cordiali saluti.
Salve, mi dispiace che abbia vissuto l’esperienza dell’attacco di panico e che non senta il supporto della sua famiglia in questo momento. Capisco quanto possa essere difficile affrontare tutto da solo. È importante ricordare che la decisione sulla sua salute spetta a lei, e che ha il diritto di essere ascoltato. Se sente che la terapia farmacologica prescritta non è adatta o le provoca effetti collaterali troppo pesanti, può e deve parlarne con il medico che la segue. È giusto confrontarsi e chiedere chiarimenti: solo così può trovare insieme al professionista la soluzione più adeguata per lei. Allo stesso tempo, se il suo psichiatra ritiene che questa terapia possa aiutarla, provi a fidarsi del suo giudizio e a darsi un po’ di tempo per valutarne gli effetti. Mi incuriosisce sapere come mai desiderava fare una risonanza all’encefalo: aveva dei sintomi particolari o cercava solo un’ulteriore conferma sul suo stato di salute? Comprendo anche la sua paura di sviluppare una depressione. Tuttavia, oggi esistono percorsi efficaci per affrontarla, sia con la psicoterapia sia con la farmacoterapia, che permettono a molte persone di tornare a condurre una vita serena e soddisfacente, in linea con i propri obiettivi e desideri. Il primo passo l’ha già fatto chiedendo aiuto, continui così e non si scoraggi: il suo benessere è raggiungibile, ma ha bisogno di tempo, pazienza e fiducia. Dott.ssa Chiara Avelli
Buonasera ha provato a parlarle con il medico per capire di un eventuale cura diversa? O magari sentire un parere diverso?
Salve,Quello che descrivi è molto intenso, e il fatto che tu stia cercando di capire cosa ti sta succedendo mostra lucidità, non debolezza.
Un attacco di panico può essere spaventoso al punto da far pensare di “stare impazzendo” o di non riconoscersi più. Dopo il primo episodio, molte persone vivono giorni di forte allerta, paura che ricapiti, stanchezza mentale, sensazione di essere cambiate. Questo non significa automaticamente avere una patologia grave o una depressione irreversibile.
Riguardo alla terapia: l’Olanzapina può dare molta sedazione, sonnolenza, rallentamento, senso di “vuoto” o poca energia, soprattutto all’inizio e soprattutto in alcune persone giovani e sensibili ai farmaci. Dormire 14 ore e sentirti senza forze non è qualcosa da ignorare o “subire in silenzio”. Hai fatto bene a comunicarlo allo psichiatra.
Allo stesso tempo, è importante non sospendere o scalare da solo il farmaco, perché il corpo e il sistema nervoso hanno bisogno di gradualità. La tua idea di parlarne e chiedere una riduzione ragionata è sensata. Hai diritto di fare domande, capire perché ti è stato dato quel farmaco, quali sono gli obiettivi della cura e quali alternative esistono.
E sì: a vent’anni hai diritto di partecipare alle decisioni sulla tua salute. Questo non vuol dire fare tutto da solo, ma essere ascoltato e coinvolto.
Sulla risonanza encefalo: il desiderio di fare controlli nasce spesso dalla paura che ci sia “qualcosa nel cervello” dopo sintomi così forti. È comprensibile. Nella maggior parte dei casi di attacchi di panico non emerge nulla di neurologico, ma parlarne con un medico può aiutarti a capire se nel tuo caso abbia senso oppure no. Non è una richiesta “assurda”.
Da come scrivi, sento soprattutto:
molta paura;
sensazione di non essere compreso;
stanchezza fisica e mentale;
timore di perdere te stesso.
Queste condizioni possono far sembrare tutto nero, ma non significano necessariamente che tu stia entrando in una depressione grave. A volte anche la forte sedazione del farmaco può dare una sensazione di appiattimento emotivo e mancanza di energie.
Quello che ti consiglierei, come farebbe una psicologa, è:
ricontattare lo psichiatra dicendo in modo molto concreto:
“Mi sento troppo sedato, dormo tantissimo, non riesco a funzionare nella giornata”;
chiedere un secondo parere se senti di non essere ascoltato;
affiancare una valutazione psicologica/psicoterapeutica, perché gli attacchi di panico non si affrontano solo con i farmaci;
evitare di leggere continuamente sintomi online, perché aumenta l’allarme;
mantenere piccoli punti fermi quotidiani: mangiare, uscire un po’, fare una doccia, camminare anche 15 minuti.
E una cosa importante: il fatto che tu ora ti senta fragile non cancella il fatto che “sei sempre stato bene”. Molte persone hanno un primo episodio d’ansia forte intorno alla tua età e poi stanno meglio con il supporto giusto.
Non sei obbligato a sopportare in silenzio effetti che ti fanno stare così male. Ma non devi nemmeno affrontare tutto da solo.
Resto a disposizione
Cordiali Saluti
Un attacco di panico può essere spaventoso al punto da far pensare di “stare impazzendo” o di non riconoscersi più. Dopo il primo episodio, molte persone vivono giorni di forte allerta, paura che ricapiti, stanchezza mentale, sensazione di essere cambiate. Questo non significa automaticamente avere una patologia grave o una depressione irreversibile.
Riguardo alla terapia: l’Olanzapina può dare molta sedazione, sonnolenza, rallentamento, senso di “vuoto” o poca energia, soprattutto all’inizio e soprattutto in alcune persone giovani e sensibili ai farmaci. Dormire 14 ore e sentirti senza forze non è qualcosa da ignorare o “subire in silenzio”. Hai fatto bene a comunicarlo allo psichiatra.
Allo stesso tempo, è importante non sospendere o scalare da solo il farmaco, perché il corpo e il sistema nervoso hanno bisogno di gradualità. La tua idea di parlarne e chiedere una riduzione ragionata è sensata. Hai diritto di fare domande, capire perché ti è stato dato quel farmaco, quali sono gli obiettivi della cura e quali alternative esistono.
E sì: a vent’anni hai diritto di partecipare alle decisioni sulla tua salute. Questo non vuol dire fare tutto da solo, ma essere ascoltato e coinvolto.
Sulla risonanza encefalo: il desiderio di fare controlli nasce spesso dalla paura che ci sia “qualcosa nel cervello” dopo sintomi così forti. È comprensibile. Nella maggior parte dei casi di attacchi di panico non emerge nulla di neurologico, ma parlarne con un medico può aiutarti a capire se nel tuo caso abbia senso oppure no. Non è una richiesta “assurda”.
Da come scrivi, sento soprattutto:
molta paura;
sensazione di non essere compreso;
stanchezza fisica e mentale;
timore di perdere te stesso.
Queste condizioni possono far sembrare tutto nero, ma non significano necessariamente che tu stia entrando in una depressione grave. A volte anche la forte sedazione del farmaco può dare una sensazione di appiattimento emotivo e mancanza di energie.
Quello che ti consiglierei, come farebbe una psicologa, è:
ricontattare lo psichiatra dicendo in modo molto concreto:
“Mi sento troppo sedato, dormo tantissimo, non riesco a funzionare nella giornata”;
chiedere un secondo parere se senti di non essere ascoltato;
affiancare una valutazione psicologica/psicoterapeutica, perché gli attacchi di panico non si affrontano solo con i farmaci;
evitare di leggere continuamente sintomi online, perché aumenta l’allarme;
mantenere piccoli punti fermi quotidiani: mangiare, uscire un po’, fare una doccia, camminare anche 15 minuti.
E una cosa importante: il fatto che tu ora ti senta fragile non cancella il fatto che “sei sempre stato bene”. Molte persone hanno un primo episodio d’ansia forte intorno alla tua età e poi stanno meglio con il supporto giusto.
Non sei obbligato a sopportare in silenzio effetti che ti fanno stare così male. Ma non devi nemmeno affrontare tutto da solo.
Resto a disposizione
Cordiali Saluti
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