Buongiorno a tutti! Sono un paziente giovane di 22 anni. Sono in cura attualmente solo con uno psic

24 risposte
Buongiorno a tutti!
Sono un paziente giovane di 22 anni. Sono in cura attualmente solo con uno psichiatra per un disturbo da panico e ansia che mi porto appresso da qualche mese. Ho da poco abbandonato il mio vecchio psicoterapeuta perché ho dei forti sospetti sull'adhd avendo un genitore con questa patologia che ancora ad oggi presenta molti tratti, quasi come se non avesse compensato. Oltre ad una storia di vita (per ora ovviamente breve) segnata da risultati al di sotto del potenziale nonostante gli enormi sforzi e ovviamente disattenzione e facile distraibilità (e molte altre cose in realtà) che mi porto da bambino. Purtroppo il mio terapeuta ha detto che non poteva assistermi perché non si occupa di alcun tipo di neurodivergenze e ora sto aspettando il CSM. Anche in adolescenza ho avuto problemi minori con gli attacchi di panico, terminati non appena mi sono tolto dalla situazione che mi causava stress, ossia una scuola diventata veramente opprimente e demoralizzante per me. Sono tornati in una sessione di esami veramente intensa che non sono riuscito a portare a termine. Il mio psichiatra sembra non ascoltarmi quando gli dico che da quando ho iniziato a prendere un ssri, ormai mesi fa, la situazione è peggiorata e meno gocce prendo e meglio sto in generale. So che ADHD e ansia sono disturbi che spesso si presentano in comorbidità e, in attesa di test e di terapeuta, sono un po' in un limbo. L'ansia è decisamente sotto controllo ormai ma passo comunque le mie giornate con scarsa motivazione, scarsa benzina nel serbatoio e uno stato di ottundimento mentale. Potreste darmi qualche consiglio/informazione in più tra ADHD e ansia? Inoltre, piccola nota ipocondriaca, è vero che chi ha ADHD e ansia ha anche chance molto più alte di sviluppare disturbo bipolare? Non ho motivo razionale per preoccuparmi di questo, però mi preoccupa
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Francesca Gigliarelli
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
San Benedetto del Tronto
Buonasera, descrive una situazione molto complessa e che richiederebbe un consulto approfondito per poter dare una risposta ai suoi dubbi. Mi faccia sapere se interessato. Un caro saluto
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Salve, lei sembra far dipendere la sua esistenza da una diagnosi, che va eseguita dopo test e approfondimenti da uno specialista in questo tipo di disturbi. In attesa di questo step, perché non prova semplicemente a "vivere" senza auto osservarsi con un accanimento così forte e debilitante? Ci rifletta e affronti le sue paure ovviamente dentro un adeguato e serio percorso ove si stabilisca un rapporto di fiducia col terapeuta. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Dott.ssa Sara Beduschi
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno, potrebbe essere importante fare un approfondimento per ADHD dalla situazione che descrive anche perché la terapia farmacologica andrebbe impostata da psichiatri esperti in ADHD in tal caso.
Io mi occupo di supporto psicologico per persone neurodivergenti, se ha necessità di ulteriori informazioni sono a sua disposizione.
Cordialmente,
Dott.ssa Sara Beduschi
Dott.ssa Sara Chiara Pompili
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno gentile utente,
ciò che più mi colpisce nel suo discorso sono le parole “ nota ipocondriaca “. Mi sembra che si preoccupi troppo della diagnosi.
L’ADHD non è necessariamente associata ad un disturbo bipolare. Bisogna guardare non solo agli aspetti in comune ma anche a quelli differenti. Ad esempio lei non parla di iperattività finalizzata che è presente nel disturbo bipolare ( fase ipomaniacale).


Si concentri anche sui suoi punti di forza, che possono magari anche aumentare la sua motivazione.
Cordialmente
Sara Chiara Pompili

Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, mi sembra che per lei avere una diagnosi specifica sia quasi fondamentale, come l'aiuterebbe avere tale etichetta? Sicuramente sapere al meglio il nostro funzionamento è importante ma non sempre risolutivo. Attenda la diagnosi ma non si fossilizzi su tale elemento poichè lei è molto di più del suo disturbo. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Erika Antonucci
Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
Giovane utente, mi dispiace per il difficile momento che sta attraversando, così come quello che deve aver passato da bambino e adolescente. Non è un segreto che piccoli pazienti con ADHD possano aver poi avuto, in età adulta, una diagnosi di disturbo bipolare, ma ciò non significa che necessariamente debba essere così. Stessa cosa per la componente ereditaria: potrebbe essere considerato un fattore di rischio ma non è automatico. Lei stesso dice "non ho motivo di preoccuparmi di questo"...stia con questo. Sicuramente è fondamentale fidarsi degli specialisti ai quali si sta rivolgendo, perché solo dopo specifici test e approfondimenti sarà possibile fare una eventuale diagnosi, o meno. Diversamente sono solo ipotesi che, però, vanno ad alimentare la sua "piccola nota ipocondriaca": si attivi per fare un esame di realtà e sui dati oggettivi. Diversamente se ne prenderà cura nei modi opportuni.
In bocca al lupo
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Salve,

sarebbe opportuno che affiancasse al trattamento farmacologico un trattamento terapeutico in cui possa esser preso in carica sia per le problematiche di natura ansiosa che per l ADHD. Per quest'ultimo esistono centri specializzati. Cerchi sul suo territorio.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Veronica Rovaris
Psicologo, Psicologo clinico
Ponteranica
Buongiorno,
ritengo che sia opportuno indagare i suoi sospetti con appositi test eseguiti per l'ADHD, per poter avere una diagnosi.
E' importante creare un'alleanza terapeutica con lo specialista scelto, un rapporto di fiducia per poter iniziare un percorso funzionale per le sue esigenze.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Giulia Cosi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Tricase
Sembra che lei stia affrontando diverse sfide, ma è positivo che stia cercando aiuto e informazioni. L'ADHD e l'ansia possono coesistere, e è importante che vengano considerati entrambi durante la valutazione. Riguardo al suo timore sul disturbo bipolare, è essenziale discutere queste preoccupazioni con il suo psichiatra. La comorbidità tra ADHD e disturbi dell'umore è stata osservata, ma non bisogna trarre conclusioni affrettate senza una valutazione accurata. Continui a comunicare apertamente con i professionisti che la seguono per ottenere il supporto più adatto alla sua situazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Elena Santomartino
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Preganziol
Buongiorno, i suoi dubbi sono legittimi. Una psicoterapia è consigliata perché, se da una parte "guarisce" gli stati d'animo che non la fanno stare bene, dall'altro "educa" alla consapevolezza e alla conoscenza di sé. La conseguenza di questa "educazione" è che poi lei è in grado di fronteggiare tutto ciò che la vita ci riserva quotidianamente, in modo adeguato. Se non trova riscontro con lo psicoterapeuta che sta frequentando o dovesse frequentare, conviene cambiare. Ognuno ha un suo metodo di lavoro e non è detto che quel metodo vada bene per lei. A disposizione per qualsiasi chiarimento, la saluto cordialmente. dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
Dott. Iacopo Curzi
Psicologo, Psicologo clinico
Senigallia
Gentile utente, le diagnosi sono molto importanti ma occorre stare ben in guardia dal identificarsi totalmente con esse. Siamo prima di tutto delle persone, delle singolarità.
Ciò che mi sento di dirle è di attendere la diagnosi ma di non focalizzarsi troppo su di essa. Inoltre, cosa molto importante, condivida e parli dei suoi dubbi, timori e perplessità con chi in questo momento l'ha presa in carico e la sta seguendo.
Dott. Iacopo Curzi
Dott. Iacopo Curzi
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buongiorno, le autodiagnosi senza dati oggettivi possono creare la sensazione di uno stato di limbo nel quale non si sa esattamente cosa fare e si ha la sensazione di perdere tempo. Io le suggerisco di attendere una valutazione e poi affiancare un percorso di psicoterapia, in quanto, da ciò che ha scritto, mi pare che alcuni sentimenti in merito alla scuola non siano risolti e si estendano ad altre situazioni. In merito all'associazione fra adhd e disturbo bipolare, le dico che non è necessariamente così.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dr. Serena Di Natale
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Teramo
Buonasera, comprendo pienamente il suo stato di confusione attuale dato da tanti professionisti visitati e dalle poche "risposte" ricevute. Posso dirle per quanto mi compete e dalle esperienze vissute che in primis l'ADHD semmai presente, è un problema che esiste dalla sua infanzia non si è originato ora dovuto a tutta una serie di vicissitudini familiari, le difficoltà che lei oggi presenta potrebbero però derivare non solo da un disturbo ma da molto altro; l'ansia non è altro che una conseguenza della confusione dovuta a tutti gli specialisti visitati. Il tutto è una problematica attualmente assolutamente trattabile con una buona psicoterapia analitica.
Cordialità Dr. Serena Di Natale
Dott. Francesco Conti
Psicologo, Psicologo clinico
San Lazzaro di Savena
Gentile, consideri innanzitutto che le etichette diagnostiche (come ADHD e disturbo da panico) sono utili ad orientarci e nominare certi comportamenti, emozioni o vissuti che altrimenti non sapremmo bene come definire. Detto questo, non sono ciò che ci definisce ed è importante darsi lo spazio per lavorare i tratti che ci preoccupano secondo le nostre inclinazioni soggettive. La percezione di non essere ascoltata dai professionisti a cui si è rivolta, la preoccupazione che i disturbi che riferisce possano comportarne altri e lo stato di limbo in cui si trova possono essere trattati con la parola in uno spazio psicologico adatto. Costruire le coordinate per capire cosa ha generato ansia ed ora lo stato di scarsa motivazione e le preoccupazioni per l'ADHD potrebbe aiutarla a trovare una via di uscita cucita su misura per lei. Rimango a disposizione. Un saluto Dott. Conti
Dott.ssa Simona Costantino
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Gentile Utente, comprendo perfettamente quanto per lei possa essere necessario ottenere risposte più soddisfacenti, esplicite e, perché no, avere la possibilità di dare un nome a quello che riconosce come le sue modalità di sentire, pensare e agire in relazione alla realtà con cui interagisce. So di non trovare in questo l'accordo di alcuni colleghi, ma credo fermamente che la diagnosi sia un diritto del paziente, un diritto che è giusto difendere. Al CSM le/i colleghe/i sono bravissimi in tal senso e sono sicura che potrà trovare tante risposte ai suoi dubbi. Ad ogni modo, ci tengo anche io a darle un minimo riscontro. In effetti, L'ADHD e l'ansia possono facilmente coesistere e manifestarsi in modo congiunto (in comorbilità, appunto). Diversi pazienti che presentano un quadro di ADHD possono sperimentare tipici sintomi ansiosi, quali intense preoccupazioni, talvolta irrazionali, ipervigilanza, stress.
La comorbilità tra questi quadri clinici potrebbe richiedere un trattamento farmacologico di supporto a una psicoterapia, eventualità che può essere valutata e discussa esclusivamente dal professionista psichiatra. Per quanto concerne l'ipotetico legame con il disturbo bipolare o altri disturbi dell'umore, questo non è affatto scontato e automatico ma, ad ogni modo, richiederebbe un'accurata valutazione psichiatrica. Pur comprendendo la difficile situazione che si trova ad affrontare, la invito a non giungere ad inutili e pericolose conclusioni affrettate che potrebbero essere fuorvianti o rivelarsi infondate.
Resto a disposizione,
S.C.
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao! Prima di tutto, è positivo che tu stia cercando di comprendere meglio la tua situazione e cerchi informazioni per affrontare i tuoi sintomi e preoccupazioni. È importante sottolineare che solo un professionista della salute mentale qualificato può effettuare una diagnosi accurata e stabilire un piano di trattamento appropriato. Tuttavia, posso darti alcune informazioni generali sul legame tra ADHD e ansia, oltre a rispondere alla tua domanda sulla possibile comorbidità con il disturbo bipolare.

ADHD e ansia: È vero che l'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) e l'ansia possono spesso coesistere. Le persone con ADHD possono essere più suscettibili all'ansia a causa delle sfide legate all'attenzione, alla concentrazione e alla gestione delle emozioni. L'ansia può manifestarsi in vari modi, come ansia generalizzata, attacchi di panico o ansia sociale. È importante riconoscere che l'ADHD e l'ansia possono influenzarsi reciprocamente, con l'ansia che può peggiorare i sintomi dell'ADHD e viceversa.
Disturbo bipolare: Non ci sono evidenze dirette che l'ADHD aumenti significativamente il rischio di sviluppare il disturbo bipolare. Tuttavia, è importante tenere presente che i disturbi mentali possono coesistere, e in alcuni casi, una persona può avere sia l'ADHD che il disturbo bipolare o altre condizioni. La diagnosi accurata richiede un'analisi dettagliata della storia clinica, dei sintomi e talvolta di valutazioni psicologiche specifiche.
Per quanto riguarda i tuoi sintomi e la tua esperienza con gli SSRI, è essenziale discuterne apertamente con il tuo psichiatra. Gli SSRI sono comunemente utilizzati per trattare l'ansia, ma la risposta a tali farmaci può variare da persona a persona. Alcuni individui possono sperimentare peggioramenti o effetti collaterali che richiedono una revisione del trattamento.

Nel frattempo, puoi considerare alcune strategie per gestire i sintomi dell'ADHD e dell'ansia, come la pianificazione e l'organizzazione delle attività quotidiane, l'uso di app e strumenti per la gestione del tempo, la pratica di tecniche di rilassamento come la mindfulness e l'attenzione alla tua dieta e all'esercizio fisico per il benessere generale.

Infine, cerca di mantenere un dialogo aperto con i professionisti che ti stanno seguendo e, quando possibile, cerca un terapeuta specializzato in ADHD e disturbi dell'attenzione per una valutazione più approfondita e un trattamento mirato. La conoscenza e il supporto professionale possono aiutarti a gestire meglio la tua situazione e a migliorare la tua qualità di vita.
Dott.ssa Doris Cisternino
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Caro utente, dalla lettura della sua storia, emergono tante etichette diagnostiche e studi approfonditi rispetto alla natura di alcuni sintomi e diagnosi. Mi preme, innanzitutto, far presente che l’utilizzo di diagnosi e di nomenclature varie è utile solo per orientarci rispetto alle terapie da intraprendere e non sono esaurienti per descrivere il funzionamento di una persona in toto, dal momento che ci potrebbero essere molte caratteristiche in comune tra un disturbo e l’altro senza però esaurire i criteri di nessuno dei due. Cercare di nominare il problema in modo adeguato sembra la soluzione alle nostre difficoltà, quando, invece, a volte rischia di diventare l’ennesimo circolo vizioso in cui ci incastriamo e che aumenta la difficoltà di riprendere una stabilità ed un equilibrio. La cosa ottimale in questo momento credo sia quella di confrontarsi ed esprimere tutti i suoi dubbi agli specialisti che si occupano di lei e di ricercare uno spazio psicologico-psicoterapeutico in cui poter accogliere tutte queste preoccupazioni, a prescindere dalla valutazione diagnostica che eseguirà presso il CSM. Resto a disposizione, dott.ssa Doris Cisternino
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
L'ADHD e l'ansia possono spesso coesistere, e può essere utile esaminare entrambi i disturbi per una valutazione accurata. È importante comunicare apertamente con il tuo psichiatra riguardo ai sintomi e alle tue preoccupazioni, in modo che possa comprendere meglio la tua situazione. Per quanto riguarda il disturbo bipolare, non è una comorbidità tipica dell'ADHD o dell'ansia, ma ogni persona è unica e può avere combinazioni diverse di disturbi. Un'adeguata valutazione clinica può aiutare a chiarire tali eventualità.

Rimango a disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti.

Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dott.ssa Daniela Guzzi
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Bergamo
Gentilissimo.
È comprensibile che tu ti senta un po’ perso in questo momento. L’incertezza e la sensazione di essere in un “limbo” sono comuni quando ci sono tanti pezzi del puzzle ancora da mettere insieme. Provo a chiarire alcune cose e darti qualche suggerimento per navigare meglio questa fase.
L'ADHD e ansia spesso vanno a braccetto e questa combinazione può essere un po’ complicata da gestire. L’ADHD ti porta a essere più impulsivo e a distrarti facilmente, mentre l’ansia ti fa rimuginare e ti blocca. È come avere una parte di te che vuole andare a mille all’ora e un’altra che tira il freno a mano. Questo conflitto interno può lasciarti senza energie e un po’ confuso, proprio come descrivi.
Sul fronte delle cure è vero che gli SSRI funzionano bene per l’ansia ma non sono pensati per trattare direttamente l’ADHD. Quindi, se senti che con questi farmaci stai peggio o più “spento,” è importante che tu continui a parlarne con il tuo psichiatra. Se non senti di essere ascoltato, potresti valutare un secondo parere, perché è fondamentale che la terapia farmacologica sia davvero su misura per te.
Per ciò che concerne la mancanza di energia e la motivazione sono cose che molti con ADHD riportano. Può essere frustrante, lo so, soprattutto se senti che stai cercando di impegnarti e comunque non riesci a carburare.
Nel frattempo, mentre aspetti di approfondire la diagnosi, alcune piccole cose potrebbero aiutarti, come crearti una routine più strutturata, spezzare i compiti grandi in piccoli passi, e usare strumenti come liste o promemoria visivi. Non risolvono tutto, ma possono alleviare un po’ il peso.
Capisco la tua preoccupazione per Ansia, ADHD e disturbo bipolare ma non c’è una regola che dice che avere ADHD e ansia significa sviluppare il disturbo bipolare. È vero che alcuni sintomi possono sembrare simili, come l’impulsività o le oscillazioni dell’umore, ma sono condizioni diverse. Finché non ci sono episodi chiari di mania o depressione profonda alternati, non c’è motivo di preoccuparsi inutilmente.
Cosa puoi fare ora?
Aspettare risposte dal CSM può sembrare eterno, ma nel frattempo è importante che tu trovi modi per prenderti cura di te. Anche parlare con uno psicoterapeuta esperto in ADHD potrebbe darti una guida pratica e aiutarti a gestire meglio i sintomi che ti creano difficoltà ora. Se ti senti bloccato o hai altre domande, scrivimi pure. Questo è un percorso lungo, ma ci sono tante possibilità per stare meglio, passo dopo passo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Daniela Guzzi
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buonasera, prima di tutto bisogna capire se lei è davvero ADHD, tramite dei test che solo uno specialista le può somministrare (non è possibile fare autodiagnosi). Chieda dunque consiglio in merito al suo medico curante. Tutto il resto verrà poi da sé. Cordiali saluti.
Dott.ssa Jessica Furlan
Psicologo, Psicologo clinico
Fiumicino aeroporto
Buongiorno, non si basi su statistiche o cose lette su internet, siamo tutti diversi che le aumentano solo l'impotenza e la fatica di vivere.
Lei sicuramente in questo periodo cerchi di continuare a seguire la posologia che le ha prescritto il suo psichiatra in modo rigoroso, perché la aiuterà a sostenere questo periodo in cui ha scarsa benzina nel serbatoio.
Se vede che il CSM impiega troppo tempo per trovarle un terapeuta la invito a cercarne uno privato così da trovare strategie e strumenti utili per affrontare i problemi nel quotidiano che sente di aver strutturato dentro di sè.
Più tempo lascia passare e più il suo malessere si acutizzerà e avrà difficoltà nel gestirlo. Non aspetti che la soluzione le arrivi su un piatto ma la costruisca lei stessa.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,

da quello che scrive comprendo che stia vivendo una situazione complessa, che le provoca fatica già a causa dei sintomi ansiosi e che può essere aggravata dalla situazione di incertezza e stress in cui si trova. E' importante poter riconoscere che è molto comprensibile e comune che l'ansia aumenti in momenti di stress e che con essa possa manifestarsi una perdita di motivazione, che ripeto nella sua situazione è assolutamente comprensibile. E' importante anche affidarsi ad una valutazione completa per questi aspetti, cosa che lei sta facendo, dunque per la risposta penso sia meglio affidarsi a tale valutazione e attendere ancora un po'.
Cordialmente,
Dott.ssa ELisa Fiora
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,

la sensazione di trovarsi “in un limbo” che descrive è comprensibile, soprattutto quando si è consapevoli che qualcosa nel proprio funzionamento c’è da sempre e si ha l’impressione che venga letto solo attraverso la lente dell’ansia. Il fatto che Lei stia osservando con attenzione ciò che Le accade, anche in relazione ai farmaci, è un segnale di buona consapevolezza, non di ipocondria.

Ansia e ADHD possono effettivamente coesistere e, in molti casi, l’ansia non è il disturbo “primario” ma una conseguenza di anni di sforzi sproporzionati, frustrazione, risultati inferiori al potenziale e senso di inefficacia. In queste situazioni, il sistema nervoso resta a lungo in uno stato di allerta e, sotto carichi elevati come una sessione d’esami intensa, può sfociare in attacchi di panico. Il fatto che i sintomi ansiosi in adolescenza si siano ridotti togliendosi dalla situazione stressante va proprio in questa direzione.

Lo stato che descrive ora – poca motivazione, poca energia mentale, senso di ottundimento – è molto frequente quando un trattamento è centrato solo sull’ansia in una persona che potrebbe avere un funzionamento attentivo diverso. Gli SSRI, in alcuni soggetti con sospetto ADHD, possono effettivamente ridurre l’ansia ma accentuare apatia, rallentamento, difficoltà di iniziativa e senso di “testa ovattata”. Il fatto che Lei percepisca un miglioramento riducendo il dosaggio non è una prova diagnostica, ma è un’informazione clinica rilevante che merita di essere ascoltata e integrata in una valutazione più ampia.

Per quanto riguarda il timore del disturbo bipolare, è importante fare chiarezza. ADHD e ansia non implicano di per sé un rischio elevato di sviluppare un disturbo bipolare. Sono quadri diversi, con meccanismi e manifestazioni differenti. La confusione nasce spesso perché alcuni sintomi possono sembrare sovrapposti dall’esterno, ma l’ADHD non “evolve” in bipolarità e la presenza di ansia non è un fattore predittivo in tal senso. In assenza di episodi di umore marcatamente elevato, ridotto bisogno di sonno, comportamenti impulsivi euforici e ciclicità dell’umore, non c’è un razionale clinico per allarmarsi su questo fronte. La preoccupazione che sente è più coerente con un tratto ansioso che con un reale rischio psicopatologico.

In questo momento, la cosa più utile è arrivare a una valutazione diagnostica accurata sul funzionamento attentivo, senza forzare conclusioni e senza colpevolizzarsi per ciò che finora non ha funzionato. Nel frattempo, può essere utile osservare come cambia il Suo livello di energia e chiarezza mentale in base alle richieste, ai ritmi e agli stimoli, più che concentrarsi solo sull’assenza o presenza di ansia.

Il fatto che l’ansia oggi sia “sotto controllo” ma resti un senso di vuoto e di fatica è un segnale importante: indica che forse non è l’ansia il cuore del problema, ma ciò che l’ha accompagnata e sostenuta nel tempo. Con una valutazione adeguata e un percorso mirato, questo stato non è destinato a restare così.

Sta facendo la cosa giusta cercando risposte più precise, e il Suo percorso non è affatto compromesso: è semplicemente ancora in fase di chiarificazione.

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