Buonasera, vi scrivo perché penso di avere un problema con la mia famiglia. Siamo tre fratelli e so
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Buonasera, vi scrivo perché penso di avere un problema con la mia famiglia.
Siamo tre fratelli e sorelle, di cui quella maggiorenne da quando è andata via di casa ha causato diversi problemi ai miei genitori. Tornando dopo una convivenza mio padre le ha aperto un negozio e gli ha intestato la vecchia casa dove viveamo, rimanendoci poi con il suo attuale marito. Noi abbiamo cambiato case diverse volte fino a quando i miei non si sono sistemati. Per i miei 18 anni me ne sono andata, idem il mio fratello più piccolo, pre covid avendo bisogno di aiuto ho abitato nella casa dei miei ex nonni ma a mio fratello minore non stava bene quindi è venuto a viverci anche lui causando problematiche con il mio attuale compagno, che adesso non parla più con i miei familiari, così ce ne siamo dovuti andare via. Mia sorella maggiore dopo varie problematiche personali non mi scrive più o chiama, perché dice che ha troppo da fare costantemente aiutati dai miei genitori che li assorbe come spugne. Le loro energie si riversano solo su di lei e sui nipoti, dandole tutto l appoggio richiesto. Quando sono frustrati mi chiedono di continuo di aiutare mia sorella, quando in verità ho un lavoro e una mia indipendenza che mi porta via molto tempo. L altro mio fratello, pone anche lui tutto il suo tempo libero su di lei. Io mi oppongo a questo perché sembra che la vita e le nostre forze si devono rivalere solo sempre su di lei, quando infondo economicamente è stata molto agevolata tanto da permettersi di non lavorare e avere anche dei figli. I miei mi fanno sentire in colpa del fatto che non sono mai presente, mi scrivono giorno e notte e quando c'è qualche occasione si offendono del fatto che il mio compagno non parla più con loro, mi sento continuamente con questi due pesi sulle spalle e non riesco ad uscirne, tanto che i miei preferirebbero che finisse con lui in modo da poter contare solo su di me per tutti i loro impegni, che purtroppo non svolgono per occuparsi della mia sorella 40enne. Non ce la faccio più, spesso mi farebbe piacere vederli sereni e rilassati ma sembrano che la loro vita sia 24h su 24h per badare a lei e ai miei nipoti. C'è qualcuno che mi può consigliare come reagire? Il senso di colpa purtroppo è stato innescato da quando ero piccola, nonostante ciò anche mio fratello minore mi fa sentire come se fossi una menefreghista a cui importa solo della mia vita.
Siamo tre fratelli e sorelle, di cui quella maggiorenne da quando è andata via di casa ha causato diversi problemi ai miei genitori. Tornando dopo una convivenza mio padre le ha aperto un negozio e gli ha intestato la vecchia casa dove viveamo, rimanendoci poi con il suo attuale marito. Noi abbiamo cambiato case diverse volte fino a quando i miei non si sono sistemati. Per i miei 18 anni me ne sono andata, idem il mio fratello più piccolo, pre covid avendo bisogno di aiuto ho abitato nella casa dei miei ex nonni ma a mio fratello minore non stava bene quindi è venuto a viverci anche lui causando problematiche con il mio attuale compagno, che adesso non parla più con i miei familiari, così ce ne siamo dovuti andare via. Mia sorella maggiore dopo varie problematiche personali non mi scrive più o chiama, perché dice che ha troppo da fare costantemente aiutati dai miei genitori che li assorbe come spugne. Le loro energie si riversano solo su di lei e sui nipoti, dandole tutto l appoggio richiesto. Quando sono frustrati mi chiedono di continuo di aiutare mia sorella, quando in verità ho un lavoro e una mia indipendenza che mi porta via molto tempo. L altro mio fratello, pone anche lui tutto il suo tempo libero su di lei. Io mi oppongo a questo perché sembra che la vita e le nostre forze si devono rivalere solo sempre su di lei, quando infondo economicamente è stata molto agevolata tanto da permettersi di non lavorare e avere anche dei figli. I miei mi fanno sentire in colpa del fatto che non sono mai presente, mi scrivono giorno e notte e quando c'è qualche occasione si offendono del fatto che il mio compagno non parla più con loro, mi sento continuamente con questi due pesi sulle spalle e non riesco ad uscirne, tanto che i miei preferirebbero che finisse con lui in modo da poter contare solo su di me per tutti i loro impegni, che purtroppo non svolgono per occuparsi della mia sorella 40enne. Non ce la faccio più, spesso mi farebbe piacere vederli sereni e rilassati ma sembrano che la loro vita sia 24h su 24h per badare a lei e ai miei nipoti. C'è qualcuno che mi può consigliare come reagire? Il senso di colpa purtroppo è stato innescato da quando ero piccola, nonostante ciò anche mio fratello minore mi fa sentire come se fossi una menefreghista a cui importa solo della mia vita.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Credo innanzitutto che sia importante che voi possiate instaurare un dialogo schietto e sincero mediante il quale poter condividere pensieri e vissuti emotivi circa la situazione da lei riportata al fine di trovare soluzioni che possano soddisfare le esigenze di tutti. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
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Salve, la ringrazio per aver utilizzato questo portale.
Il disagio che sta vivendo merita di approfondimento. Non è possibile dare risposte generiche, le difficoltà relazionali o i sintomi sono sempre collegati e nascono all’interno di una storia di vita del tutto personale e unica. Quello che le posso suggerire è di fare una scelta su di sé, cioè prendersi cura di ciò che le accade. La direzione l'ha già intravista, ovvero quello di farsi accompagnare in questo momento difficile da uno psicologo/a.
Un buon percorso di psicoterapia in genere migliora la condizione di disagio che ci ha descritto e permette di valutare come proseguire per rimettere in moto la propria esistenza in una direzione più soddisfacente.
Se ha necessità di approfondimento non esiti a contattarmi o scrivermi.
Qualora decidesse di fare un percorso psicologico le sedute possono avvenire anche online previa valutazione del suo caso specifico.
Un saluto
Dott.ssa Camilla Ballerini
Il disagio che sta vivendo merita di approfondimento. Non è possibile dare risposte generiche, le difficoltà relazionali o i sintomi sono sempre collegati e nascono all’interno di una storia di vita del tutto personale e unica. Quello che le posso suggerire è di fare una scelta su di sé, cioè prendersi cura di ciò che le accade. La direzione l'ha già intravista, ovvero quello di farsi accompagnare in questo momento difficile da uno psicologo/a.
Un buon percorso di psicoterapia in genere migliora la condizione di disagio che ci ha descritto e permette di valutare come proseguire per rimettere in moto la propria esistenza in una direzione più soddisfacente.
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Qualora decidesse di fare un percorso psicologico le sedute possono avvenire anche online previa valutazione del suo caso specifico.
Un saluto
Dott.ssa Camilla Ballerini
Buonasera. Quante emozioni e quante persone richiamate. Il mio orientamento, quello sistemico-famigliare, mi ha da sempre insegnato come ogni persona abbia bisogno del suo singolo spazio all'interno della famiglia, e come ognuno di essi influenzi e venga influenzato dagli altri. Il suo spazio, sembra di intuire dalle sue parole, sembra messo un po' in discussione. Utile e benefico sarebbe riprenderselo, senza farle venire il dubbio che sia un errore farlo..un lieve messa in discussione a volte sprona la propria famiglia a riequilibrarsi. Le auguro di riuscire a sentire la propria voce forte e chiara (e un po' meno colpevole). Resto a disposizione. Un caro saluto
È comprensibile che ti senta sopraffatta dai problemi e dalle aspettative che ti vengono poste. È importante ricordare che non sei responsabile delle scelte e delle azioni degli altri membri della tua famiglia.
Per affrontare questa situazione, potresti prendere in considerazione alcuni suggerimenti utili. Innanzitutto, cerca di comunicare apertamente i tuoi sentimenti ai tuoi genitori e ai tuoi fratelli. Spiega loro in modo calmo e rispettoso come ti senti frustrata e sovraccaricata. Fai loro comprendere che hai bisogno di tempo ed energia per la tua vita personale e il tuo lavoro.
Stabilire dei confini sani potrebbe essere un passo importante. Spiega chiaramente ai tuoi familiari che hai bisogno di spazio per le tue attività e le tue responsabilità personali. Sii decisa nel definire limiti chiari riguardo a quanto tempo e supporto puoi dedicare alla tua sorella e agli altri membri della tua famiglia.
È anche consigliabile cercare il supporto di persone esterne alla tua famiglia. Cerca di confidarti con amici fidati, il tuo partner o addirittura consulenti esterni. Parla con qualcuno che possa comprenderti e offrirti un sostegno emotivo e consigli obiettivi.
Concentrati sulla tua indipendenza e sul tuo benessere. Dedica tempo a prenderti cura di te stessa, perseguire i tuoi obiettivi personali e sviluppare i tuoi interessi. Mantieni l'equilibrio tra il lavoro e la vita privata e cerca di focalizzarti su ciò che ti rende felice e soddisfatta.
Affrontare il senso di colpa può essere difficile, ma è importante ricordare che non sei responsabile per le scelte e le azioni degli altri membri della tua famiglia. Hai il diritto di prenderti cura di te stessa e di perseguire la tua felicità. Lavora sul tuo senso di colpa e cerca di liberartene, concentrando la tua attenzione su ciò che è veramente importante per te.
Se senti di aver bisogno di ulteriore supporto e orientamento, potresti considerare la possibilità di consultare uno psicologo o un terapeuta. Un professionista potrebbe aiutarti ad esplorare i tuoi sentimenti, sviluppare strategie per affrontare il senso di colpa e trovare modi per stabilire confini sani con la tua famiglia.
Ricorda che la tua salute mentale e il tuo benessere sono fondamentali. Non dovresti sentirti in colpa per cercare di creare uno spazio per te stessa e per perseguire la tua felicità. Prendersi cura di te stessa è una priorità e meriti di vivere una vita soddisfacente e appagante.
Spero che la mia risposta le sia stata utile e le abbia fornito le informazioni di cui aveva bisogno. Se desiderasse condividere la sua esperienza e lasciare una recensione sul mio profilo, sarebbe molto apprezzato. Le recensioni positive mi aiutano a migliorare e a fornire supporto a più persone come lei.
Inoltre, se avesse ulteriori domande o desidera approfondire l'argomento in modo più dettagliato, la invito a contattarmi tramite chat privata. Sarà un piacere rispondere alle sue domande e fornirle ulteriori informazioni su ciò di cui ha bisogno.
Grazie ancora per aver condiviso la sua situazione, e spero di sentirla presto!
Per affrontare questa situazione, potresti prendere in considerazione alcuni suggerimenti utili. Innanzitutto, cerca di comunicare apertamente i tuoi sentimenti ai tuoi genitori e ai tuoi fratelli. Spiega loro in modo calmo e rispettoso come ti senti frustrata e sovraccaricata. Fai loro comprendere che hai bisogno di tempo ed energia per la tua vita personale e il tuo lavoro.
Stabilire dei confini sani potrebbe essere un passo importante. Spiega chiaramente ai tuoi familiari che hai bisogno di spazio per le tue attività e le tue responsabilità personali. Sii decisa nel definire limiti chiari riguardo a quanto tempo e supporto puoi dedicare alla tua sorella e agli altri membri della tua famiglia.
È anche consigliabile cercare il supporto di persone esterne alla tua famiglia. Cerca di confidarti con amici fidati, il tuo partner o addirittura consulenti esterni. Parla con qualcuno che possa comprenderti e offrirti un sostegno emotivo e consigli obiettivi.
Concentrati sulla tua indipendenza e sul tuo benessere. Dedica tempo a prenderti cura di te stessa, perseguire i tuoi obiettivi personali e sviluppare i tuoi interessi. Mantieni l'equilibrio tra il lavoro e la vita privata e cerca di focalizzarti su ciò che ti rende felice e soddisfatta.
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Se senti di aver bisogno di ulteriore supporto e orientamento, potresti considerare la possibilità di consultare uno psicologo o un terapeuta. Un professionista potrebbe aiutarti ad esplorare i tuoi sentimenti, sviluppare strategie per affrontare il senso di colpa e trovare modi per stabilire confini sani con la tua famiglia.
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Buon giorno e grazie. Concordo con i colleghi nel sottolineare come abbia messo in campo non poche emozioni che necessiterebbero di tempo e ulteriore ascolto e non ridurle a una semplice risposta come purtroppo rischia di avvenire sul portale. Le posso dire che sarebbe opportuno per lei avere un suo spazio personale in cui poter raccontare e raccontarsi e meglio entrare in risonanza con le sue emozioni e vissuti. Potrà essere per lei utile risorsa per meglio conoscere se stessa e le sue risorse e cercare adeguate strategie di intervento volte alla ricerca di una maggiore condizione di benessere. A sua disposizione. Cordialmente Gian Piero dott Grandi
La famiglia è un sistema complesso ed è la dimensione della nostra appartenenza e identità.
Le suggerisco di iniziare un percorso di chiarimento delle dinamiche esterne ed internet dentro di lei.
Cordiali saluti,
Giada Bruni
Le suggerisco di iniziare un percorso di chiarimento delle dinamiche esterne ed internet dentro di lei.
Cordiali saluti,
Giada Bruni
Salve, sembrerebbe che questa sorella vada responsabilizzata. Oltretutto se non lavora dovrebbe avere tutto il tempo di badare ai suoi figli, ed ai problemi economici dovrebbe pensare soprattutto il padre. Mi rendo conto tuttavia che può non essere facile per lei agire in base a questi principi di massima. Se volesse consultarmi, posso dirle che con la Terapia della Gestalt è molto facile risolvere i problemi di relazione, anche a distanza, e portare perciò i rapporti familiari su di un piano di maggiore armonia ed equilibrio.
Buongiorno, le relazioni con la propria famiglia di origine possono essere molto complesse e generare emozioni forti, spesso ambivalenti, come rabbia e senso di colpa. A volte è difficiel sganciarsi e sentirsi autorizzati ad essere autonomi e percorrere la propria strada senza eccessivi vincoli. Le suggerisco di valutare un percorso psicologico come spazio nel quale fare chiarezza sui legami e sui ruoli familiari, sui suoi bisogni e sulle richieste che gli altri le fanno... Resto a disposizione, anche online. Dott.ssa Franca Vocaturi
Buongiorno, dalla sua presentazione, mi sembra un sistema familiare decisamente invischiato e senza confini. Anche se lei ha raggiunto una autonomia economica e abitativa, i rapporti fra i sottosistemi (fratria e genitori) sembrano essersi irrigiditi in vecchie modalità e aspettative. La mia indicazione è quella di iniziare un percorso per riuscire ad individuarsi meglio, senza sensi di colpa e ricatti emotivi. Spero di esserle stata di aiuto, sono a disposizione. cordiali saluti Maurizia Aprili
Buongiorno,
la sua sofferenza rispetto alla situazione che sta vivendo arriva forte e chiara. Lei incosapevolmente ha messo in atto dei meccanismi di difesa che la stanno proteggendo e questo è buono per lei. Credo che iniziare un percorso di sostegno potrebbe aiutarla per consapevolizzare il suo sentire e dare atto al suo agire.
Per un approfondimento rimango a disposizione.
Un caro saluto
la sua sofferenza rispetto alla situazione che sta vivendo arriva forte e chiara. Lei incosapevolmente ha messo in atto dei meccanismi di difesa che la stanno proteggendo e questo è buono per lei. Credo che iniziare un percorso di sostegno potrebbe aiutarla per consapevolizzare il suo sentire e dare atto al suo agire.
Per un approfondimento rimango a disposizione.
Un caro saluto
Salve, ho letto con molto interesse e comprensione la sua richiesta e la prima idea che mi è balenata alla mente è che la famiglia che con dovizia di particolari ha descritto è un classico esempio, da manuale, di “famiglia invischiata” In questo sistema familiare la sua posizione è propria di chi si sente oppressa, soffocata e cerca con grande fatica e sofferenza di venirne fuori. Allora non vada oltre, non indugi, si faccia aiutare a prendere una sua decisa posizione che non significa allontanarsi o non palare più con i genitori, come ha scelto di fare il suo compagno, ma in maniera forte, sicura, sana, liberarsi dalle spire di questa famiglia accentratrice. Le consiglio un percorso nel quale con l’aiuto di uno psicoterapeuta possa acquisire quello che in termini tecnici si chiama comportamento assertivo. Un trainig assertivo le consentirebbe di acquisire la capacità di esprimere i suoi pensieri, bisogni, emozioni in modo chiaro, efficace, deciso senza prevaricare o essere prevaricati Non dovrà abbandonare e scappare dalla sua famiglia, ma imparare ad affermare se stessa, senza sentirsi in colpa. Le auguro il meglio
Buongiorno, dal suo racconto emerge tutta la sofferenza da lei provata.
L'egoismo di cui parla è un sano egoismo e manifesta la sua capacità di distinguere la vita familiare dalla vita personale e di coppia.
Rispetto ai sensi di colpa di cui parla, mi sento di dirle che possono essere difficili da gestire e abbandonare senza un supporto e uno spazio dedicato alla cura del sé in grado di analizzare e trovare delle spiegazioni alle dinamiche familiari che si sono costruite e consolidate negli anni.
Per qualsiasi approfondimento o un primo colloquio rimango a disposizione, anche online
Un caro saluto
L'egoismo di cui parla è un sano egoismo e manifesta la sua capacità di distinguere la vita familiare dalla vita personale e di coppia.
Rispetto ai sensi di colpa di cui parla, mi sento di dirle che possono essere difficili da gestire e abbandonare senza un supporto e uno spazio dedicato alla cura del sé in grado di analizzare e trovare delle spiegazioni alle dinamiche familiari che si sono costruite e consolidate negli anni.
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Un caro saluto
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Buongiorno,
grazie per la condivisione della sua esperienza. Purtroppo i suoi genitori vorrebbero un plotone di soccorso intorno a sua sorella perché evidentemente non sono riusciti a responsabilizzarla. Tuttavia, è loro responsabilità quella di costruire una relazione sana con i propri figli e capire quando “tagliare il cordone ombelicale”. Apra un dialogo sincero dicendo ai suoi genitori e ai suoi fratelli quello che pensa e non abbia timore a prendersi il suo spazio nella famiglia in quanto le sue esigenze sono importanti tanto quanto quelle dei suoi fratelli.
Un caro saluto,
Dott.ssa Giorgia Ferrucci
grazie per la condivisione della sua esperienza. Purtroppo i suoi genitori vorrebbero un plotone di soccorso intorno a sua sorella perché evidentemente non sono riusciti a responsabilizzarla. Tuttavia, è loro responsabilità quella di costruire una relazione sana con i propri figli e capire quando “tagliare il cordone ombelicale”. Apra un dialogo sincero dicendo ai suoi genitori e ai suoi fratelli quello che pensa e non abbia timore a prendersi il suo spazio nella famiglia in quanto le sue esigenze sono importanti tanto quanto quelle dei suoi fratelli.
Un caro saluto,
Dott.ssa Giorgia Ferrucci
Ciao, la situazione descritta è particolare riguarda più persone e te come protagonista che vivi in uno stato di agitazione e malessere.
La mia indicazione è quella di condividere il tuo pensiero con una comunicazione positiva, ti può aiutare in questo un percorso di sostegno per imparare strategie di comunicazione efficace e di strutturazione del confine della tua persona.
Rimango a disposizione per un colloquio online,
Saluti
Dottssa Margherita M.
La mia indicazione è quella di condividere il tuo pensiero con una comunicazione positiva, ti può aiutare in questo un percorso di sostegno per imparare strategie di comunicazione efficace e di strutturazione del confine della tua persona.
Rimango a disposizione per un colloquio online,
Saluti
Dottssa Margherita M.
Salve,
mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo, deve essere molto pesante per lei.
Ritengo che siamo di fronte a dinamiche familiari e relazionali e aspetti su cui ci si deve lavorare per molto tempo ed in sinergia. Ritengo che non è facile uscire da alcune dinamiche e ruoli all'interno della famiglia, ma è possibile cambiare il racconto di sè e degli altri, cambiando anche quindi lo stare in relazione e all'interno della famiglia. Penso che potrebbe esserle utile riuscire a fermarsi e riflettere come individuo, ed essere umano a sè, al di là del contesto familiare. Se ha bisogno ci sono anche online.
Dott. Salvucci Matteo
mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo, deve essere molto pesante per lei.
Ritengo che siamo di fronte a dinamiche familiari e relazionali e aspetti su cui ci si deve lavorare per molto tempo ed in sinergia. Ritengo che non è facile uscire da alcune dinamiche e ruoli all'interno della famiglia, ma è possibile cambiare il racconto di sè e degli altri, cambiando anche quindi lo stare in relazione e all'interno della famiglia. Penso che potrebbe esserle utile riuscire a fermarsi e riflettere come individuo, ed essere umano a sè, al di là del contesto familiare. Se ha bisogno ci sono anche online.
Dott. Salvucci Matteo
Ciao,
capisco che la situazione che stai vivendo sia difficile e frustrante. È chiaro che la tua famiglia è molto concentrata sulla tua sorella maggiore, e che questo ti faccia sentire in colpa e frustrata.
È importante ricordare che non sei responsabile delle azioni o delle scelte della tua sorella. Tu non puoi controllarla o cambiare il suo comportamento.
È anche importante ricordare che i tuoi genitori sono adulti e responsabili delle proprie azioni. Se hanno deciso di dedicarsi alla tua sorella, è una loro scelta.
Tu puoi fare solo ciò che è in tuo potere per proteggere te stessa e la tua relazione.
Ecco alcuni suggerimenti su come affrontare la situazione:
Parla con i tuoi genitori. Spiega loro come ti senti. Digli che ti senti in colpa e frustrata, e che non ti senti in grado di aiutare tua sorella.
Stabilisci dei limiti. Di' ai tuoi genitori che non puoi essere sempre disponibile per loro. Devi avere tempo per la tua vita e la tua relazione.
Cerca un sostegno. Parla con un amico, un familiare o un terapista. Poter condividere le tue emozioni con qualcuno che ti capisce può essere molto utile.
Ecco un esempio di come potresti parlare con i tuoi genitori:
"Mamma, papà, mi sento in colpa e frustrata perché mi sentite sempre chiedere di aiutare mia sorella. So che è in difficoltà, ma non posso fare tutto io. Ho un lavoro e una mia indipendenza, e ho bisogno di tempo per me stessa e la mia relazione. Vi chiedo di capire e di rispettare i miei limiti."
Non è facile cambiare le dinamiche di una famiglia, ma è importante fare il possibile per proteggere te stessa e la tua salute mentale.
capisco che la situazione che stai vivendo sia difficile e frustrante. È chiaro che la tua famiglia è molto concentrata sulla tua sorella maggiore, e che questo ti faccia sentire in colpa e frustrata.
È importante ricordare che non sei responsabile delle azioni o delle scelte della tua sorella. Tu non puoi controllarla o cambiare il suo comportamento.
È anche importante ricordare che i tuoi genitori sono adulti e responsabili delle proprie azioni. Se hanno deciso di dedicarsi alla tua sorella, è una loro scelta.
Tu puoi fare solo ciò che è in tuo potere per proteggere te stessa e la tua relazione.
Ecco alcuni suggerimenti su come affrontare la situazione:
Parla con i tuoi genitori. Spiega loro come ti senti. Digli che ti senti in colpa e frustrata, e che non ti senti in grado di aiutare tua sorella.
Stabilisci dei limiti. Di' ai tuoi genitori che non puoi essere sempre disponibile per loro. Devi avere tempo per la tua vita e la tua relazione.
Cerca un sostegno. Parla con un amico, un familiare o un terapista. Poter condividere le tue emozioni con qualcuno che ti capisce può essere molto utile.
Ecco un esempio di come potresti parlare con i tuoi genitori:
"Mamma, papà, mi sento in colpa e frustrata perché mi sentite sempre chiedere di aiutare mia sorella. So che è in difficoltà, ma non posso fare tutto io. Ho un lavoro e una mia indipendenza, e ho bisogno di tempo per me stessa e la mia relazione. Vi chiedo di capire e di rispettare i miei limiti."
Non è facile cambiare le dinamiche di una famiglia, ma è importante fare il possibile per proteggere te stessa e la tua salute mentale.
Mi dispiace sentire che stai attraversando un periodo difficile con la tua famiglia. È comprensibile che tu sia frustrato e stanco di sentirti responsabile delle esigenze e dei problemi di tua sorella maggiore.
In queste situazioni, è importante stabilire dei confini sani e comunicare apertamente con i tuoi familiari. Esprimi i tuoi sentimenti e le tue preoccupazioni in modo rispettoso ma chiaro. Fai loro capire che hai dei tuoi impegni e della tua vita indipendente che richiedono tempo ed energia.
Puoi anche suggerire alternative o opzioni per supportare tua sorella maggiore senza dover caricare tutto su di te o sui tuoi fratelli. Ad esempio, potreste cercare soluzioni insieme, coinvolgendo altre risorse o supporti esterni.
Tuttavia, è importante ricordare che non puoi controllare le scelte o le azioni degli altri. Se i tuoi familiari scelgono di dedicare gran parte delle loro energie a tua sorella maggiore, potrebbe essere necessario accettarlo e concentrarti sul tuo benessere emotivo e sulla tua indipendenza.
Se il senso di colpa continua ad affliggerti, potrebbe essere utile cercare supporto da un professionista qualificato, come uno psicologo o uno psicoterapeuta. Possono aiutarti a esplorare i tuoi sentimenti, a gestire il senso di colpa e a trovare strategie per affrontare questa situazione complessa.
In queste situazioni, è importante stabilire dei confini sani e comunicare apertamente con i tuoi familiari. Esprimi i tuoi sentimenti e le tue preoccupazioni in modo rispettoso ma chiaro. Fai loro capire che hai dei tuoi impegni e della tua vita indipendente che richiedono tempo ed energia.
Puoi anche suggerire alternative o opzioni per supportare tua sorella maggiore senza dover caricare tutto su di te o sui tuoi fratelli. Ad esempio, potreste cercare soluzioni insieme, coinvolgendo altre risorse o supporti esterni.
Tuttavia, è importante ricordare che non puoi controllare le scelte o le azioni degli altri. Se i tuoi familiari scelgono di dedicare gran parte delle loro energie a tua sorella maggiore, potrebbe essere necessario accettarlo e concentrarti sul tuo benessere emotivo e sulla tua indipendenza.
Se il senso di colpa continua ad affliggerti, potrebbe essere utile cercare supporto da un professionista qualificato, come uno psicologo o uno psicoterapeuta. Possono aiutarti a esplorare i tuoi sentimenti, a gestire il senso di colpa e a trovare strategie per affrontare questa situazione complessa.
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere altre domande, o desiderasse ricevere ulteriori informazioni, non esiti e chiedere.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere altre domande, o desiderasse ricevere ulteriori informazioni, non esiti e chiedere.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Quello che sta vivendo è comprensibilmente complesso e gravido di emozioni stratificate. La dinamica familiare che descrive è certamente sfidante, e mostra come il senso di colpa, il dovere e l’aspettativa possano creare pressioni notevoli.
La sua famiglia sembra seguire uno schema dove le aspettative e le richieste si focalizzano in modo sproporzionato su di lei per sostenere sua sorella.
Ciò appare come una ripetizione inconscia di dinamiche che, forse, si sono radicate da tempo nella sua storia familiare.
Comprendo quanto possa essere opprimente sentire il peso di queste aspettative e di un senso di colpa radicato.
È importante riconoscere che è del tutto legittimo desiderare la propria indipendenza e stabilire dei confini sani per proteggere il suo benessere e quello del suo rapporto con il suo compagno.
Può essere utile esplorare attraverso un percorso di terapia personale l'origine di questo senso di colpa e come poter ritrovare una posizione soggettiva che le permetta di vivere la propria vita senza il fardello di dover sempre rispondere alle richieste familiari.
In questo modo, può scoprire come affermare i suoi diritti e bisogni in un contesto che rispetti la sua individualità.
Le suggerirei di considerare anche l’idea di dialogare con i suoi familiari in termini che rispettino i suoi limiti e desideri, magari con l'ausilio di un mediatore, se necessario. La comunicazione è fondamentale per ridefinire il ruolo che desidera ricoprire all'interno della famiglia, chiarendo che la sua autonomia non significa mancanza di affetto o interesse.
Sono disponibile per ulteriori chiarimenti o se desidera approfondire alcuni aspetti della sua situazione. Le auguro di trovare uno spazio di comprensione e serenità, sia per il suo percorso individuale che per le relazioni familiari.
Dott.ssa Laura Lanocita
La sua famiglia sembra seguire uno schema dove le aspettative e le richieste si focalizzano in modo sproporzionato su di lei per sostenere sua sorella.
Ciò appare come una ripetizione inconscia di dinamiche che, forse, si sono radicate da tempo nella sua storia familiare.
Comprendo quanto possa essere opprimente sentire il peso di queste aspettative e di un senso di colpa radicato.
È importante riconoscere che è del tutto legittimo desiderare la propria indipendenza e stabilire dei confini sani per proteggere il suo benessere e quello del suo rapporto con il suo compagno.
Può essere utile esplorare attraverso un percorso di terapia personale l'origine di questo senso di colpa e come poter ritrovare una posizione soggettiva che le permetta di vivere la propria vita senza il fardello di dover sempre rispondere alle richieste familiari.
In questo modo, può scoprire come affermare i suoi diritti e bisogni in un contesto che rispetti la sua individualità.
Le suggerirei di considerare anche l’idea di dialogare con i suoi familiari in termini che rispettino i suoi limiti e desideri, magari con l'ausilio di un mediatore, se necessario. La comunicazione è fondamentale per ridefinire il ruolo che desidera ricoprire all'interno della famiglia, chiarendo che la sua autonomia non significa mancanza di affetto o interesse.
Sono disponibile per ulteriori chiarimenti o se desidera approfondire alcuni aspetti della sua situazione. Le auguro di trovare uno spazio di comprensione e serenità, sia per il suo percorso individuale che per le relazioni familiari.
Dott.ssa Laura Lanocita
Caro utente,
grazie per aver condiviso la tua situazione. È evidente che stai vivendo un momento di grande pressione emotiva, cercando di bilanciare i tuoi bisogni personali con le aspettative della tua famiglia. Voglio rassicurarti che ciò che senti è comprensibile e legittimo, e il fatto che tu stia cercando un modo per affrontare questa situazione dimostra la tua forza e la tua volontà di trovare un equilibrio.
Analizziamo la situazione
1. La dinamica familiare
Da quello che racconti, sembra che nella tua famiglia ci sia una distribuzione ineguale delle responsabilità emotive e pratiche. I tuoi genitori e tuo fratello minore sembrano concentrare la loro attenzione e le loro energie su tua sorella maggiore, lasciandoti con la sensazione di essere “messa da parte” o di essere considerata solo quando c’è bisogno di aiuto.
2. Il senso di colpa
Il senso di colpa che provi è probabilmente il risultato di dinamiche familiari radicate nel tempo. Essere cresciuta con la percezione di dover “compensare” o “essere disponibile” per gli altri può averti portato a interiorizzare l’idea che mettere te stessa al primo posto sia egoistico. Ma non lo è.
3. La relazione con il tuo compagno
La tensione tra il tuo compagno e la tua famiglia aggiunge un ulteriore peso alla situazione. È comprensibile che tu voglia mantenere un equilibrio, ma non è giusto che i tuoi genitori ti facciano sentire in colpa o ti spingano a scegliere tra il tuo partner e loro.
Come affrontare la situazione
1. Definisci i tuoi confini
È importante che tu stabilisca dei confini chiari con la tua famiglia. Questo non significa essere fredda o distante, ma proteggere il tuo tempo e le tue energie. Ad esempio, puoi dire:
“Capisco che volete il meglio per nostra sorella, ma ho anche le mie responsabilità e devo trovare un equilibrio. Non posso occuparmi di tutto, ma posso essere presente in modi specifici.”
2. Riduci il senso di colpa
Ricorda che non sei responsabile della felicità o delle scelte di tua sorella o dei tuoi genitori. È naturale voler aiutare, ma non a scapito della tua serenità e del tuo benessere. Prova a riflettere su questa domanda: “Se non mi sentissi in colpa, cosa farei in questa situazione?” Questo può aiutarti a distinguere tra ciò che vuoi fare e ciò che senti di dover fare per obbligo.
3. Coinvolgi tuo fratello minore in un dialogo
Se possibile, parla con tuo fratello minore e prova a spiegare il tuo punto di vista. Potresti dirgli:
“So che tieni molto alla nostra famiglia, ma mi sento messa sotto pressione quando vengo giudicata per non essere abbastanza presente. Anch’io ho le mie responsabilità e cerco di fare il possibile.”
A volte, un dialogo aperto può ridurre i malintesi.
4. Affronta il tema con i tuoi genitori
Anche se difficile, una conversazione onesta con i tuoi genitori potrebbe essere necessaria. Spiega come ti senti senza accusarli. Ad esempio:
“Mi rendo conto che volete che siamo tutti uniti, ma a volte mi sento sopraffatta dalle aspettative. Ho bisogno che rispettiate il mio tempo e le mie scelte, proprio come io rispetto le vostre.”
5. Sostieni la tua relazione di coppia
La tua relazione con il tuo compagno è importante e merita di essere protetta. Cerca di non lasciare che i conflitti familiari interferiscano troppo. Se i tuoi genitori mostrano ostilità verso di lui, cerca di mantenere una posizione ferma ma rispettosa, chiarendo che la tua relazione è una parte importante della tua vita e non può essere messa in discussione.
Un passo verso la tua serenità
Se ti senti sopraffatta, considera l’idea di confrontarti con un professionista. Un percorso di supporto psicologico può aiutarti a gestire il senso di colpa, a stabilire confini più solidi e a trovare un equilibrio tra il tuo bisogno di indipendenza e il desiderio di mantenere un rapporto con la tua famiglia.
Ricorda che è possibile essere una buona figlia e sorella senza sacrificare te stessa. Mettere al primo posto il tuo benessere non è egoismo, è un atto di amore verso di te e verso le persone che ti circondano.
Un caro saluto
Il tuo psicologo
grazie per aver condiviso la tua situazione. È evidente che stai vivendo un momento di grande pressione emotiva, cercando di bilanciare i tuoi bisogni personali con le aspettative della tua famiglia. Voglio rassicurarti che ciò che senti è comprensibile e legittimo, e il fatto che tu stia cercando un modo per affrontare questa situazione dimostra la tua forza e la tua volontà di trovare un equilibrio.
Analizziamo la situazione
1. La dinamica familiare
Da quello che racconti, sembra che nella tua famiglia ci sia una distribuzione ineguale delle responsabilità emotive e pratiche. I tuoi genitori e tuo fratello minore sembrano concentrare la loro attenzione e le loro energie su tua sorella maggiore, lasciandoti con la sensazione di essere “messa da parte” o di essere considerata solo quando c’è bisogno di aiuto.
2. Il senso di colpa
Il senso di colpa che provi è probabilmente il risultato di dinamiche familiari radicate nel tempo. Essere cresciuta con la percezione di dover “compensare” o “essere disponibile” per gli altri può averti portato a interiorizzare l’idea che mettere te stessa al primo posto sia egoistico. Ma non lo è.
3. La relazione con il tuo compagno
La tensione tra il tuo compagno e la tua famiglia aggiunge un ulteriore peso alla situazione. È comprensibile che tu voglia mantenere un equilibrio, ma non è giusto che i tuoi genitori ti facciano sentire in colpa o ti spingano a scegliere tra il tuo partner e loro.
Come affrontare la situazione
1. Definisci i tuoi confini
È importante che tu stabilisca dei confini chiari con la tua famiglia. Questo non significa essere fredda o distante, ma proteggere il tuo tempo e le tue energie. Ad esempio, puoi dire:
“Capisco che volete il meglio per nostra sorella, ma ho anche le mie responsabilità e devo trovare un equilibrio. Non posso occuparmi di tutto, ma posso essere presente in modi specifici.”
2. Riduci il senso di colpa
Ricorda che non sei responsabile della felicità o delle scelte di tua sorella o dei tuoi genitori. È naturale voler aiutare, ma non a scapito della tua serenità e del tuo benessere. Prova a riflettere su questa domanda: “Se non mi sentissi in colpa, cosa farei in questa situazione?” Questo può aiutarti a distinguere tra ciò che vuoi fare e ciò che senti di dover fare per obbligo.
3. Coinvolgi tuo fratello minore in un dialogo
Se possibile, parla con tuo fratello minore e prova a spiegare il tuo punto di vista. Potresti dirgli:
“So che tieni molto alla nostra famiglia, ma mi sento messa sotto pressione quando vengo giudicata per non essere abbastanza presente. Anch’io ho le mie responsabilità e cerco di fare il possibile.”
A volte, un dialogo aperto può ridurre i malintesi.
4. Affronta il tema con i tuoi genitori
Anche se difficile, una conversazione onesta con i tuoi genitori potrebbe essere necessaria. Spiega come ti senti senza accusarli. Ad esempio:
“Mi rendo conto che volete che siamo tutti uniti, ma a volte mi sento sopraffatta dalle aspettative. Ho bisogno che rispettiate il mio tempo e le mie scelte, proprio come io rispetto le vostre.”
5. Sostieni la tua relazione di coppia
La tua relazione con il tuo compagno è importante e merita di essere protetta. Cerca di non lasciare che i conflitti familiari interferiscano troppo. Se i tuoi genitori mostrano ostilità verso di lui, cerca di mantenere una posizione ferma ma rispettosa, chiarendo che la tua relazione è una parte importante della tua vita e non può essere messa in discussione.
Un passo verso la tua serenità
Se ti senti sopraffatta, considera l’idea di confrontarti con un professionista. Un percorso di supporto psicologico può aiutarti a gestire il senso di colpa, a stabilire confini più solidi e a trovare un equilibrio tra il tuo bisogno di indipendenza e il desiderio di mantenere un rapporto con la tua famiglia.
Ricorda che è possibile essere una buona figlia e sorella senza sacrificare te stessa. Mettere al primo posto il tuo benessere non è egoismo, è un atto di amore verso di te e verso le persone che ti circondano.
Un caro saluto
Il tuo psicologo
Grazie per aver condiviso la sua esperienza, capisco quanto possa essere frustrante sentirsi sempre messi da parte. Sembra che nella sua famiglia ci sia uno squilibrio nelle attenzioni e nelle responsabilità, con aspettative ingiuste nei suoi confronti. Il senso di colpa che prova potrebbe derivare da dinamiche radicate, ma ha il diritto di vivere la sua vita senza sentirsi obbligata a rispondere a richieste eccessive. Stabilire confini chiari con i suoi familiari potrebbe aiutarla, spiegando loro con fermezza che non può farsi carico di tutto. Il fatto che suo fratello minore la faccia sentire menefreghista non significa che lo sia realmente. Ha mai provato a parlare apertamente con loro del suo disagio? Se il senso di colpa persiste, potrebbe essere utile un supporto professionale per aiutarla a gestire meglio questa situazione.
Buongiorno,
quello che racconta descrive una situazione complessa. Mi sembra di intuire che stia vivendo sentimenti contrastanti e un conflitto tra il desiderio di mantenere buoni rapporti con la sua famiglia e il bisogno di proteggere il suo benessere e la sua indipendenza.
Quello che descrive sembra essere un caso di dinamiche familiari molto difficili, dove le aspettative e le pressioni sulle sue spalle sono enormi. Sente il peso della responsabilità di dover essere presente per sua sorella e i suoi genitori, ma al tempo stesso desidera poter vivere la sua vita in modo più equilibrato, senza che quest'ultimo venga influenzato da richieste della sua famiglia nei suoi confronti.
Sicuramente ciò che racconta andrebbe approfondito ma ciò che mi sento di dirle è di fermarsi a riflettere, sia dia tempo per decidere come affrontare le dinamiche di cui mi parla, riconoscere la presenza di limiti e confini è di fondamentale importanza, non si può essere tutto per gli altri dimenticandoci del nostro benessere.
Il percepire delle pressioni rispetto al nostro agire non significa necessariamente che dobbiamo rispondere nell'immediato a quest'ultime. Essere "presenti" non significa sacrificare sè stessa.
Un altro elemento importante che potrebbe essere d'aiuto e comunicare chiaramente ai suoi familiari che lei ha dei limiti e che, pur volendo bene a tutti, ha bisogno di tempo per sè, per il suo lavoro e per la sua vita personale. Questo può essere difficile, soprattutto se ha sempre avuto un ruolo di supporto, ma è essenziale.
Non è facile, ma una comunicazione chiara può aiutare a far capire la tua posizione senza creare conflitti. È, inoltre, importante che i tuoi genitori capiscano che anche loro hanno bisogno di supporto, e che non dovresti essere l’unica fonte di sostegno.
Credo che in questo momento potrebbe aiutarla iniziare un percorso per lei, in cui potrebbe essere utile indagare dove nasca e come si è strutturato in lei il senso di colpa che descrive, come la guida nelle relazioni interpersonali. Questo potrebbe essere un primo passo per prendersi cura non solo degli altri ma trovare un equilibrio per la cura del suo benessere e della sua persona.
Mi dispiace che si trovi ad affrontare una situazione così complessa, se le va di approfondire ulteriormente sono qua per aiutarla.
quello che racconta descrive una situazione complessa. Mi sembra di intuire che stia vivendo sentimenti contrastanti e un conflitto tra il desiderio di mantenere buoni rapporti con la sua famiglia e il bisogno di proteggere il suo benessere e la sua indipendenza.
Quello che descrive sembra essere un caso di dinamiche familiari molto difficili, dove le aspettative e le pressioni sulle sue spalle sono enormi. Sente il peso della responsabilità di dover essere presente per sua sorella e i suoi genitori, ma al tempo stesso desidera poter vivere la sua vita in modo più equilibrato, senza che quest'ultimo venga influenzato da richieste della sua famiglia nei suoi confronti.
Sicuramente ciò che racconta andrebbe approfondito ma ciò che mi sento di dirle è di fermarsi a riflettere, sia dia tempo per decidere come affrontare le dinamiche di cui mi parla, riconoscere la presenza di limiti e confini è di fondamentale importanza, non si può essere tutto per gli altri dimenticandoci del nostro benessere.
Il percepire delle pressioni rispetto al nostro agire non significa necessariamente che dobbiamo rispondere nell'immediato a quest'ultime. Essere "presenti" non significa sacrificare sè stessa.
Un altro elemento importante che potrebbe essere d'aiuto e comunicare chiaramente ai suoi familiari che lei ha dei limiti e che, pur volendo bene a tutti, ha bisogno di tempo per sè, per il suo lavoro e per la sua vita personale. Questo può essere difficile, soprattutto se ha sempre avuto un ruolo di supporto, ma è essenziale.
Non è facile, ma una comunicazione chiara può aiutare a far capire la tua posizione senza creare conflitti. È, inoltre, importante che i tuoi genitori capiscano che anche loro hanno bisogno di supporto, e che non dovresti essere l’unica fonte di sostegno.
Credo che in questo momento potrebbe aiutarla iniziare un percorso per lei, in cui potrebbe essere utile indagare dove nasca e come si è strutturato in lei il senso di colpa che descrive, come la guida nelle relazioni interpersonali. Questo potrebbe essere un primo passo per prendersi cura non solo degli altri ma trovare un equilibrio per la cura del suo benessere e della sua persona.
Mi dispiace che si trovi ad affrontare una situazione così complessa, se le va di approfondire ulteriormente sono qua per aiutarla.
Ciao,
dalle tue parole emerge quanto questa situazione familiare ti stia pesando: senti un forte senso di colpa, ma allo stesso tempo la percezione di portare sulle spalle dei carichi che non sono tuoi. È normale sentirsi stanchi e confusi quando i ruoli in famiglia sembrano sbilanciati.
Nella prospettiva della Gestalt può essere molto utile ascoltare come questa tensione si manifesta nel corpo: dove senti il peso, il senso di colpa, la frustrazione. Queste sensazioni ti parlano dei tuoi confini e dei tuoi bisogni di spazio, autonomia e riconoscimento.
Non significa essere menefreghista voler tutelare la tua vita e il tuo rapporto di coppia. Significa riconoscere i tuoi limiti e dare valore anche a ciò che costruisci tu. Potresti provare a comunicare con i tuoi genitori in modo chiaro e rispettoso, spiegando quali aiuti puoi offrire e quali no, senza entrare nel ruolo di “salvatrice”.
Imparare a dire dei “no” non è egoismo, ma cura di sé: se sei esausta, non puoi dare sostegno reale a nessuno.
Un caro saluto,
dott.ssa Veronica De Iuliis
dalle tue parole emerge quanto questa situazione familiare ti stia pesando: senti un forte senso di colpa, ma allo stesso tempo la percezione di portare sulle spalle dei carichi che non sono tuoi. È normale sentirsi stanchi e confusi quando i ruoli in famiglia sembrano sbilanciati.
Nella prospettiva della Gestalt può essere molto utile ascoltare come questa tensione si manifesta nel corpo: dove senti il peso, il senso di colpa, la frustrazione. Queste sensazioni ti parlano dei tuoi confini e dei tuoi bisogni di spazio, autonomia e riconoscimento.
Non significa essere menefreghista voler tutelare la tua vita e il tuo rapporto di coppia. Significa riconoscere i tuoi limiti e dare valore anche a ciò che costruisci tu. Potresti provare a comunicare con i tuoi genitori in modo chiaro e rispettoso, spiegando quali aiuti puoi offrire e quali no, senza entrare nel ruolo di “salvatrice”.
Imparare a dire dei “no” non è egoismo, ma cura di sé: se sei esausta, non puoi dare sostegno reale a nessuno.
Un caro saluto,
dott.ssa Veronica De Iuliis
Buonasera,
da quello che scrive sembra che lei si trovi da tempo in una situazione familiare complessa, in cui sente di dover reggere molte richieste e aspettative. È comprensibile che questo le generi stanchezza e senso di colpa, soprattutto se queste dinamiche sono presenti da molti anni.
Più che stabilire chi abbia ragione o torto, può essere utile provare a distinguere ciò che sente come doveroso da ciò che è realisticamente possibile per lei oggi. Avere una propria vita, un lavoro e una relazione non significa essere menefreghisti, ma adulti con limiti e risorse finite.
Cari saluti
Dott. Mariano Rossetto
da quello che scrive sembra che lei si trovi da tempo in una situazione familiare complessa, in cui sente di dover reggere molte richieste e aspettative. È comprensibile che questo le generi stanchezza e senso di colpa, soprattutto se queste dinamiche sono presenti da molti anni.
Più che stabilire chi abbia ragione o torto, può essere utile provare a distinguere ciò che sente come doveroso da ciò che è realisticamente possibile per lei oggi. Avere una propria vita, un lavoro e una relazione non significa essere menefreghisti, ma adulti con limiti e risorse finite.
Cari saluti
Dott. Mariano Rossetto
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