Buonasera, da quando sono piccola ho il vizio di mangiare le pellicine delle dita. Lo faccio senza r

Buonasera, da quando sono piccola ho il vizio di mangiare le pellicine delle dita. Lo faccio senza rendermene conto e soprattutto quando sono nervosa. Da quando sono fidanzata la situazione è migliorata molto. Non ho mai dato più di tanto peso alla cosa ma oggi ho letto che il mangiarsi le mani può dipendere da un disturbo di deficit di attenzione. Nello studio sono stata sempre poco concentrata e svogliata, ma all'università non avevo difficoltà di memorizzazione o magari avevo difficoltà solo per alcune materie o concetti. Prendo farmaci per l'epilessia e ho sempre attribuito questo problema alle medicine. Sono stata in terapia i primi anni in cui ho iniziato a soffrire di epilessia e comunque questo aspetto non è cambiato. Quest'anno ho ripreso gli studi dopo aver interrotto per qualche anno e all'inizio ho avvertito fatica nel concentrarmi, volevo quasi rinunciare, ma ora va meglio e mi sento più motivata. Inoltre, mi sono sempre sentita una persona "irrequieta", nel senso che mi piacerebbe fare tante cose nella vita e non so a cosa dedicarmi veramente...sento sempre che mi manca qualcosa, che avrei potuto fare qualcosa di meglio, scelte migliori riguardo la carriera, non sono mai soddisfatta di me stessa. Secondo voi potrebbe essere un disturbo di attenzione? Cosa dovrei fare? Vi ringrazio

22 risposte


Gentilissima, dalle sue parole emerge prima di tutto il desiderio di capire la causa del disturbo che evidenzia per primo, il “vizio di mangiarsi le pellicine delle dita”, “vizio” ora cessato, come giustamente lei stessa intuisce, probabilmente non a caso, con l’inizio della relazione col suo ragazzo. Parla poi del sentimento di insoddisfazione che si trova a vivere e sembra avere una domanda in merito. Portare in un colloquio con uno psicoterapeuta le questioni che pone in questo suo breve messaggio può essere un modo per rispondere alle domande che si pone e che pone qui e, rispondendo ad esse, un modo di scoprire un rinnovato benessere e trovare quella soddisfazione nella vita che ora sente mancare. Dato il tipo di questioni che pone e dato anche il modo in cui le pone credo che un percorso terapeutico psicoanaliticamente orientato possa fare al caso suo. Nello specifico può provare a cercare uno psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico lacaniano (potrà trovare facilmente su internet informazioni in merito a questo orientamento analitico). Un caro saluto, Marta Corradi.

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Gentile Utente, l'abitudine di mangiare le pellicine delle dita, come quello di mangiarsi le unghie, non hanno un significato specifico se non quello di comunicare uno stato di attivazione interna non specificato che andrebbe approfondito. In altre parole, se nell'atto di mangiarsi le pellicine lei prova a darsi un segnale di stop e non lo fa, che cosa sente? in questo modo può capire cosa questo comportamento va a spegnere. In generale non ci sono collegamenti diretti con attenzione e concentrazione, ma potrebbero anche essere imprevedibilmente collegati. Eventualmente, consideri di richiedere un colloquio con uno psicoterapeuta, attraverso le giuste domande potrà ottenere le risposte che cerca. Resto a disposizione per altre informazioni. Un caro augurio di buona fortuna


Buongiorno, nelle sue parole si può rintracciare il desiderio di scoprirsi e dare attenzione ad alcuni aspetti della sua personalità che l’hanno sempre definita. Più che concentrarsi su un “deficit” specifico potrebbe provare a dare un senso alle sue particolarità, magari con l’aiuto di uno psicoterapeuta che possa sostenerla nell’esplorazione dei suoi vissuti profondi, che spesso sono l’origine di manifestazioni più concrete. Un caro saluto Dott Elisa Galantini


Buongiorno, leggendo con attenzione le sue parole, emerge forte la sua voglia di comprendere, di diventare consapevole di quello che le succede, anche il comportamento relativo al mangiare le unghie potrebbe essere un sintomo o un modo di manifestare la sua irrequietezza. Un percorso terapeutico la potrebbe aiutare a dare un senso ai suoi comportamenti, al suo stato d'animo... Diventare consapevole di sé stesso, delle sue emozioni e di come si muove nel mondo e ritrovare allo stesso tempo uno stato di benessere. Scelga lo psicoterapeuta che ritiene più adatta e giusto per lei io rimango a disposizione buona giornata dott. Ssa allocca Annalisa Allocca


Cara utente, emerge chiaramente il suo bisogno di risposte, di certezze, di conferme e tutto questo sembra sottendere una richiesta inconsapevole. Ciò che scrive andrebbe analizzato in modo approfondito, la invito per questo a pensare di rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Se ha bisogno rimango a sua disposizione. Dott.ssa Federica Leonardi


Buongiorno il deficit di attenzione e iperattività spesso si associa all'ansia. Forse lei è una persona ansiosa? Non è utile googlare cercando risposte a domande socratiche sul chi siamo noi veramente. Mi viene perciò da chiederle una cosa: ha mai fatto una valutazione di personalità? Intanto potrebbe aiutarla a comprendersi alla luce della complessità illustrataci, ma soprattutto la aiuterebbe a non guardarsi come un portatore di sintomi, e dare invece loro voce e senso


Salve, l'abitudine di mangiare le unghie o le pellicine (onicofagia) è un comportamento automatico e implicito spesso collegato a stati emotivi di ansia, preoccupazione, rabbia e tristezza. Può manifestarsi quando lo stress emotivo supera una certa soglia, quindi tali condotte assumono una funzione regolatoria e modulatoria dello stato emotivo come altri comportamenti impulsivi autolesionistici legati al discontrollo degli impulsi. A volte l'onicofagia può causare problematiche rilevanti e compromettere il benessere psicofisico della persona. La terapie più indicate ed efficaci per intervenire su questo tipo di problematiche sono quelle che abbinano un approccio di tipo cognitivo, standard e di terza generazione, all'intervento mirato sui comportamenti disfunzionali. Cordialmente.


Buonasera, rispetto a quello che lei scrive mi soffermerei sulle seguenti parole e frasi: "essere irrequieta... mi manca qualcosa... e non sono mai soddisfatta di me stessa". Queste espressioni denotano uno stato di malessere e disagio che andrebbero approndire ed indagate attraverso un percorso di psicoterapia. Anche la sua abitudine di mordicchiarsi le pellicine delle unghia è sicuramente da non sottovalutare! Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta al fine di migliorare la qualità della sua vita. Resto a sua disposizione. Cordiali saluti. Dottoressa Barbara Gizzi


Buonasera, da quanto scrive ho l’impressione che il dott. Google più che darle delle risposte certe e definitive inserisca ulteriori dubbi alle sue domande. Come evidenziato anche dai miei colleghi, credo che un percorso terapeutico la potrebbe aiutare a conoscersi meglio e ad acquisire maggiore potere nella gestione della sua vita. Le consiglio un approccio che le possa dare degli strumenti concreti in grado di raggiungere in tempi brevi gli obiettivi di benessere che individuerà come buoni per sé con l’aiuto di un esperto. Per ulteriori informazioni non esiti a contattarmi, mi farebbe piacere poterla aiutare! La saluto. Dott.ssa Denise Raccis


Gentile utente, è comprensibile l'esigenza di "collocarsi" in un ambito patologico per dare un nome, identificarsi ed identificare i sintomi di cui soffre, ma è rischioso autodiagnosticarsi (con l'ausilio del dott. Google) un disturbo, potrebbe investirsi di ansie improprie. Mi affiderei, piuttosto, ad una figura specializzata che possa aiutare ad interpretare il messaggio che i sintomi veicolano ed affrontare in modo corretto un percorso che li risolva. Cordialità.


Salve. Le cose che racconta di lei potrebbero essere lo spunto per approfondire il rapporto con sé stessa. Colga l'occasione per fare una psicoterapia. Ne uscirà di certo rinnovata. Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli Psicologo e Psicoterapeuta.


Buongiorno, Lei ha descritto molte cose che riguardano la sua vita. Sicuramente sono tutte importanti per lei. Se le ha descritte è perché, forse, le ricollega alla sua difficoltà a concentrarsi e a capire cosa vuole fare nella vita. Un consulto psicologico l'aiuterebbe a mettere in ordine questi tasselli, a unirli con i fili, a guardarli da vicino e lontano per avere un quadro più preciso. Modifica i pensieri che la disturbano e le danno difficoltà. La terapia cognitivo comportamentale le darebbe una mano. Meglio evitare di fare autodiagnosi senza dare una collocazione giusta alla cosa che porta a pensieri distorti. Non si disperi.


Buongiorno, mangiar le pellicine delle dita è un segnale che generalmente riporta all'ansia. Per identificare la funzione del comportamento è importante osservare in quali momenti si presenta e quali gli esiti di esso. Dietro tutto potrebbe esserci delle questioni conflittuali. Le consiglio di valutare il beneficio di intraprendere un percorso psicoterapeutico. Cordiali saluti


Buonasera, mi presento sono una psicologa svolgo la professione come libera professionista presso Studio Clinico Arcadia Via Scarlatti 8 Napoli ed ammetto di essere rimasta colpita dalla sua storia. Mi piacerebbe poter approfondire ulteriormente la sua storia in quanto la ritengo ricca di originali spunti di riflessione sui quali poter lavorare insieme attraverso un percorso di sostegno psicologico mirato. Con la presente la invito se è d'accordo a fissare un appuntamento al mio Studio mi può contattare a presto! Porgo cordiali saluti a risentirci.


Ultimamente ho visto una serie Tv molto carina, SKAM. In una puntata sulla lavagna appare una parola: NAMACISSI. La parola non è altro che l’insieme delle iniziali di queste parole: NON ANDARE MAI A CERCARE I SINTOMI SU INTERNET. Mi sembra di capire che si sente un po’ “smarrita” e non sappia qual è realmente quello che vuole fare nella vita. Mi sento di dirLe che è una fase più che normale e piuttosto che cercare dei “sintomi” o delle “patologie” alle quali fare riferimento, potrebbe cercare di fare un po’ di chiarezza in sé magari iniziando un percorso terapeutico. La abbraccio


Buongiorno. Per fare una diagnosi abbastanza precisa occorrono una serie di indicatori sintomatici che perdurino stabilmente nel tempo. Credo che sia più utile indagare sulla sua irrequietezza sulle sue insoddisfazioni e sulla sua motivazione a trovare risposta a delle domande interne e profonde. A volte le diagnosi ci fanno dimenticare che dietro ad esse ci sono delle persone. Provi a contattare uno specialista sicuramente le sarà di aiuto per fare luce su quanto osserva di sé stessa. Le auguro di stare bene. Saluti.


Buondì, l' irrequietezza e l'insoddisfazione sembrano essere molto più responsabili di questa compulsione che non il disturbo di attenzione. In medicina, una persona che si morde è spesso indicata come un "lupo che morde", dal momento che un lupo irritato, o intrappolato, ha lo stesso comportamento. Si tratta di un modo per affrontare lo stress. Per molti si tratta di un modo per affrontare lo stress e sicuramente è da indagare l’origine di tale stress per trovare un’alternativa meno problematica per compensare il disagio e superarlo. Con la terapia cognitivo comportamentale è molto facile saper gestire le compulsioni e l'ansia. Chiarire inoltre dove investire i suoi interessi porterà a ridurre lo stress e a una minore minore dispersione dell'attenzione. Su quest'ultima la Mindfulness può fare passi da gigante per recuperare proprio il senso di presenza mentale. Rimango a disposizione. Dr. Gianpietro Rossi


Salve, Il fenomeno del mangiarsi le pellicine o le unghie delle mani viene definito come onicofagia. E’ un disturbo specifico del comportamento e delle emozioni. Tale azione tende ad esser sollecitata nei momenti di forse nervosismo e di apprensione. Il sintomo é un fenomeno adattivo ad una situazione percepita come stressante. É una manifestazione di origini primordiali, e ci riporta ai meccanismi di difesa dell’ infanzia e dell’ adolescenza. E’ molto probabile che durante i processi di apprendimento, il concentrarsi a tutti i costi e la paura di perdere delle informazioni determini in lei uno stato di apprensione tal da far scatenare il sintomo di matrice nevrotica. Potrebbe esser utile una riflessione a tal proposito, provando ad intraprendere un percorso psicoterapico al fine di comprendere L’ utilità di tale meccanismo nel tentativo di poter accedere a modalitá non regressive ma bensì evolutive nella gestione del’ ansia. Nella speranza di averle fornito il miglior supporto possibile Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Gentile utente ,al di là della narrazione dei suoi sintomi ,colgo in lei il desiderio di approfondimento e di maggiore consapevolezza delle sue dinamiche interiori ad esse collegate e,della trama che li sottende .A tal proposito le consiglio di iniziare un percorso. psicoterapeutico. Sono a sua disposizioe .CORDIALI SALUTI Dott.ssa APARO PAOLA


Gentile utente, non è possibile dare risposte certe a partire da una sola manifestazione come quella di mangiarsi le pellicine delle unghia. Non so dove abbia letto che possa essere ricondotto ad un disturbo di attenzione; mi occupo di ragazzi con difficoltà nello studio e valutare un deficit di tale tipo richiede l'approfondimento di tante altre cose. Le dico che anche l'ansia può creare difficoltà di concentrazione e la scarica su azioni di vario tipo. Il mangiare le unghia si è attenuato da quando ha una relazione con un ragazzo, quanto questo può riguardare l'amore per se stessa? Sono tutte ipotesi che sarebbe opportuno prendere in considerazione con dei colloqui approfonditi che indaghino il suo funzionamento globale, piuttosto che l'associazione azione-significato. Spero di essere stata chiara e rimango a sua disposizione per qualsiasi altro dubbio o chiarimento. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

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psicologo

Casalecchio di Reno

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Comprendo profondamente come questo senso di incompiutezza possa pesare sul Suo quotidiano. Il fatto che Lei riesca a interrogarsi sulla radice di questa insoddisfazione è un segnale di grande consapevolezza, un punto di partenza fondamentale per non lasciarsi travolgere dalla sensazione di aver "sbagliato strada". Nella prospettiva di Diego Napolitani, la nostra identità non è un traguardo statico, ma un processo relazionale continuo. Spesso, l'irrequietezza che descrive nasce da una frizione tra ciò che sentiamo di essere e i modelli (le "matrici") che abbiamo interiorizzato dalla nostra storia familiare e sociale. Se queste matrici ci hanno trasmesso l'idea che il valore dipenda solo dal risultato o dalla carriera perfetta, ogni scelta apparirà sempre insufficiente, generando quella "fame di meglio" che impedisce di godere del "qui ed ora". Per quanto riguarda i Suoi dubbi, è utile distinguere i diversi piani che si intrecciano nel Suo vissuto: Il corpo che parla: La dermatofagia, ovvero il tormentarsi le dita, agisce come una valvola di sfogo per una tensione interna che non trova parole. È interessante che la relazione affettiva abbia mitigato questo gesto: significa che il legame ha iniziato a svolgere quella funzione di "contenimento" che prima era affidata esclusivamente a un atto fisico e solitario. La nebbia cognitiva: La stanchezza e la difficoltà di concentrazione che ha avvertito riprendendo gli studi possono essere lette non solo come un effetto collaterale dei farmaci antiepilettici, ma anche come una resistenza emotiva. Quando ci rimettiamo in gioco, riattiviamo anche le antiche paure di non essere all'altezza; la mente, per proteggersi, può allora "staccare la spina", rendendo faticosa la concentrazione. L'irrequietezza come ricerca di senso: Non è detto che Lei debba "dedicarsi a una cosa sola". In un'epoca che ci vuole iper-specializzati, la Sua curiosità verso molti ambiti può essere una risorsa, a patto che non diventi una fuga da se stessa. Il timore di aver fatto scelte sbagliate spesso nasconde il desiderio di una versione ideale di noi stessi che, purtroppo, non esiste nella realtà. La psicoterapia può aiutarLa a trasformare questa insoddisfazione in un progetto di vita più autentico, dove il valore non sia dato dalla "carriera perfetta" ma dalla qualità del Suo abitare il mondo. Accettare che ogni scelta comporti una rinuncia è il primo passo per smettere di sentirsi in debito con il proprio futuro. Sente che questo bisogno di fare sempre di più sia un modo per dimostrare il Suo valore a qualcuno in particolare, o è una sfida che combatte principalmente nel silenzio della Sua mente? Dottssa Giovanna Costanzo


Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it⁠. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.