Buonasera, da quando ho memoria sono emetofobica, forse per alcuni episodi di mia sorella che vomit
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Buonasera,
da quando ho memoria sono emetofobica, forse per alcuni episodi di mia sorella che vomitava regolarmente da piccola.
Mi è capitato pochissime volte di vomitare e quando lo facevo, evitavo di mangiare di nuovo quello che avevo ingerito nella stessa giornata.
Il problema è che adesso, a 33 anni, ho un bimbo di 14 mesi ed è tornato più prepotente che mai il terrore di dover prendere qualche virus intestinale. Non è di per sè la paura che il mio bimbo vomiti, ma il fatto che poi lui lo possa passare a me.
Non so più cosa fare. Sono terrorizzata.
da quando ho memoria sono emetofobica, forse per alcuni episodi di mia sorella che vomitava regolarmente da piccola.
Mi è capitato pochissime volte di vomitare e quando lo facevo, evitavo di mangiare di nuovo quello che avevo ingerito nella stessa giornata.
Il problema è che adesso, a 33 anni, ho un bimbo di 14 mesi ed è tornato più prepotente che mai il terrore di dover prendere qualche virus intestinale. Non è di per sè la paura che il mio bimbo vomiti, ma il fatto che poi lui lo possa passare a me.
Non so più cosa fare. Sono terrorizzata.
Gentilissima, può esserle d'aiuto esplorare attraverso un colloquio psicologico alcuni episodi della sua vita come quelli della sua infanzia. Inoltre è possibile attraverso alcuni test comprendere meglio l'ansia legata alla salute. Migliorare lo stato ansioso mediante l'apprendimento di alcune tecniche l'aiuterebbe a vivere meglio il rapporto con suo figlio. Spero vivamente di poterla aiutare, mi contatti per un consulto online
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Gentile Utente, sarebbe importante approfondire cosa renda il tutto una fobia e non solo un’esperienza sgradita. Nel senso, l’idea di vomitare (spiacevole per chiunque senza dubbio) la porta a temere che cosa? Qua l’è l’aspetto intollerabile connesso al rigettare? Suo figlio sta contribuendo a riaccendere un tema storicamente presente e che forse sta trovando occasione per essere affrontato. Un caro saluto
Salve, Mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile questo periodo. Ritengo importante richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta possa essere importante per identificare Quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono la sofferenza in atto impedendo il benessere desiderato. Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico Connesso con la genesi della Sofferenza in atto. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL
Le suggerisco un colloquio di valutazione psicodiagnostica, finalizzato a focalizzare meglio il problema e a preparare un piano terapeutico.
Può ascoltare il Podcast Le Stanze della Paura, disponibile gratuitamente su diverse piattaforme on line. troverà informazioni e approfondimenti sui disturbi d'ansia e sulle fobie. L'episodio n. 21 è dedicato alla paura delle malattie. Troverà anche strumenti di auto aiuto finalizzati a ridurre lo stato di tensione psicosomatica quando necessario.
Segua la pagina Fb. Le Stanze della Paura.
Buona serata. Bruno Ramondetti
Può ascoltare il Podcast Le Stanze della Paura, disponibile gratuitamente su diverse piattaforme on line. troverà informazioni e approfondimenti sui disturbi d'ansia e sulle fobie. L'episodio n. 21 è dedicato alla paura delle malattie. Troverà anche strumenti di auto aiuto finalizzati a ridurre lo stato di tensione psicosomatica quando necessario.
Segua la pagina Fb. Le Stanze della Paura.
Buona serata. Bruno Ramondetti
Salve, l'ansia sfociata in fobia va affrontata attraverso un percorso psicoterapeutico di tipo cognitivo comportamentale che, se ben condotto dal terapeuta e condiviso dall'impegno del paziente può risolversi in tempi brevi. Cordiali saluti, dr.ssa Daniela Benvenuti
Buonasera.
È importante accogliere questa sua fobia e comprenderne la causa, non solo per migliorare la qualità della sua vita e per tranquillizzarla circa il suo
bambino, ma anche per costruire un rapporto sereno con lui ed aiutarlo nello sviluppo del suo Sè.
Se vuole, sarò lieta incontrarLa e di ascoltarLa in uno spazio in base alle disponibilità di orari.
Buona serata.
È importante accogliere questa sua fobia e comprenderne la causa, non solo per migliorare la qualità della sua vita e per tranquillizzarla circa il suo
bambino, ma anche per costruire un rapporto sereno con lui ed aiutarlo nello sviluppo del suo Sè.
Se vuole, sarò lieta incontrarLa e di ascoltarLa in uno spazio in base alle disponibilità di orari.
Buona serata.
Buonasera, mi dispiace per il disagio che prova. Potrebbe iniziare un percorso psicologico per affrontare questa sua fobia e ritrovare la serenità di vivere le situazioni nel giusto modo.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Resto a disposizione per qualunque chiarimento un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Gentile utente, un buon percorso psicologico non potrebbe aiutarla nel garantirle che mai nella sua vita le accadrà che la sua paura più grande diventi reale, ma può intervenire nel fare in modo che questa paura non condizioni in maniera preponderante la sua vita in tutti i suoi ambiti.
Gentile utente, racconta in maniera consapevole che é da tutta la vita che in lei vi é il timore che qualcuno o qualcosa la possa fare stare male fino a vomitare(come un virus) e che l’idea di vomitare sia terribile, terrificante.
Posso rassicurarla che c’è ampio margine di lavoro per questo tipo di problematiche ma sì parla quasi esclusivamente di lavoro in un percorso psicologico.
Potrebbe sembrare un semplice pensiero che arriva e, immagino, blocca ma in realtà dietro all’arrivo di quel pensiero terrificante ci sono molte dinamiche e altri pensieri che hanno luogo e che meriterebbero approfondimento, sul momento non c’è tempo di accorgersene ma in seduta c’è tutto lo spazio e l’occasione per definire meglio i percorsi mentali e i collegamenti che il suo cervello fa quasi automaticamente. Prendersi del tempo e dello spazio tramite le sedute la aiuterebbe in primo luogo ad avere maggiore consapevolezza su questa emetofobia e maggiore consapevolezza su di lei, entrambe chiavi per poter gestire meglio i pensieri quando arrivano, passando dal “ho paura e non so perché” al “ho paura perché….”. Non è sicuramente una cosa facile nè rapida ma senza dubbio molto possibile.
Spero di essere stato utile, avesse ancora dei dubbi bisogno mi scriva pure in chat e approfondiremo.
Dottor Mauro Simonetti
Posso rassicurarla che c’è ampio margine di lavoro per questo tipo di problematiche ma sì parla quasi esclusivamente di lavoro in un percorso psicologico.
Potrebbe sembrare un semplice pensiero che arriva e, immagino, blocca ma in realtà dietro all’arrivo di quel pensiero terrificante ci sono molte dinamiche e altri pensieri che hanno luogo e che meriterebbero approfondimento, sul momento non c’è tempo di accorgersene ma in seduta c’è tutto lo spazio e l’occasione per definire meglio i percorsi mentali e i collegamenti che il suo cervello fa quasi automaticamente. Prendersi del tempo e dello spazio tramite le sedute la aiuterebbe in primo luogo ad avere maggiore consapevolezza su questa emetofobia e maggiore consapevolezza su di lei, entrambe chiavi per poter gestire meglio i pensieri quando arrivano, passando dal “ho paura e non so perché” al “ho paura perché….”. Non è sicuramente una cosa facile nè rapida ma senza dubbio molto possibile.
Spero di essere stato utile, avesse ancora dei dubbi bisogno mi scriva pure in chat e approfondiremo.
Dottor Mauro Simonetti
Gentilissima, grazie per aver condiviso la sua esigenza. La migliore strategia per combattere l’ansia è un percorso terapeutico sulle emozioni che stanno alla base dei suoi sintomi.
Prima di tutto, durante le sedute di terapia, lo psicoterapeuta specializzato in ansia la aiuterà a riconoscere e prendere consapevolezza delle proprie emozioni represse. Sono infatti le emozioni, quando sopite nel profondo della psiche della persona, che scatenano l’ansia. È proprio in questo modo che si possono guarire i cosiddetti MUS richiamati sopra, cioè rendendo superflua la loro sussistenza. In caso volesse, io sono a completa disposizione, in presenza ma anche Online. Dott.ssa Bachiorri Sara
Prima di tutto, durante le sedute di terapia, lo psicoterapeuta specializzato in ansia la aiuterà a riconoscere e prendere consapevolezza delle proprie emozioni represse. Sono infatti le emozioni, quando sopite nel profondo della psiche della persona, che scatenano l’ansia. È proprio in questo modo che si possono guarire i cosiddetti MUS richiamati sopra, cioè rendendo superflua la loro sussistenza. In caso volesse, io sono a completa disposizione, in presenza ma anche Online. Dott.ssa Bachiorri Sara
Gentile utente, mi spiace per il disagio che vive. Il mio suggerimento è di prendersi cura di questo aspetto attraverso un percorso di psicoterapia, questo le permetterà di comprendere le difficoltà emotive che stanno alla base e trovare strategie funzionali a gestire la situazione per lei e per il suo bimbo. Un caro saluto, dottoressa Marcella Boscolo
Gentile utente di mio dottore,
l' ansia e le fobie di cui parla andrebbero approfondite attraverso un percorso di psicoterapia. Un lavoro su di se potrebbe aiutarla nel trovare i significati che si celano dietro i suoi sintomi. Nella speranza con queste poche righe di aver orientato la sua domanda.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
l' ansia e le fobie di cui parla andrebbero approfondite attraverso un percorso di psicoterapia. Un lavoro su di se potrebbe aiutarla nel trovare i significati che si celano dietro i suoi sintomi. Nella speranza con queste poche righe di aver orientato la sua domanda.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, la sua fobia è un sintomo da indagare. Cosa significa per ler rigettare a livello simbolico? Un caro saluto
Dott.ssa Cristina Villa
Dott.ssa Cristina Villa
Buona sera, dovrebbe rivolgersi ad un esperto per un training in modo da saper gestire, qualora dovesse capitare una situazione del genere, sia il suo disagio, che la cura per suo figlio. Potrebbe anche lavorare sui motivi e le cause che la portano ad avere questo terrore e trovare il modo di far fronte alle sue risorse, così da domare la sua fobia.
Cordialmente, M.C.
Cordialmente, M.C.
Buongiorno, le fobie nascondono degli aspetti emotivi che sarebbe utile analizzare con un professionista. Ne soffre da diversi anni e non mi pare che il tempo abbia risolto nulla. Cerchi un aiuto professionale prima che la situazione peggiori ulteriormente.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Mi dispiace sentire che stai attraversando un periodo così difficile a causa dell'emetofobia. È comprensibile che l'ansia possa aumentare quando hai un bambino e preoccupazioni sulle malattie possono diventare più intense. È importante cercare supporto da un professionista della salute mentale, come uno psicologo o uno psichiatra, per affrontare la tua emetofobia in modo efficace. Possono aiutarti a sviluppare strategie per gestire l'ansia e le paure legate al vomito. Inoltre, il supporto sociale, come parlare dei tuoi sentimenti con amici o familiari, può essere utile. Ricorda che è normale avere preoccupazioni da genitore, ma con l'aiuto adeguato, puoi imparare a gestire la tua emetofobia in modo da vivere una vita più serena.
Gentile utente, comprendo il suo forte disagio. Le consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia al fine di comprendere meglio quest'ansia che lei ci racconta. Un cordiale saluto. Dott.ssa Elena Sonsino
Buonasera gentile utente, come suggerito dai miei colleghi le fobie possono essere indotte da comportamenti e/o esperienze precoci che possono produrre risposte emotive disarticolate dall’oggetto e fortemente disadattive. Sarebbe importante esplorarne i significati sottesi attraverso un lavoro terapeutico. Cordialmente, Dott. Claudio Pieroni
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico
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Gentilissima,
comprendo la sua preoccupazione che merita certamente spazio.
Non si conoscono abbasta elementi per poter dire quale sia il problema, ma si può azzardare a dire che, probabilmente, qualcosa al livello dell'immagine, si sia impressa e si sia legata ad una "paura" di contaminazione.
Non prenda per assolute le mie considerazioni, però.
Per capire la natura del problema bisognerebbe approfondire la questione; se dovesse aver bisogno sono a sua disposizione.
Saluti.
comprendo la sua preoccupazione che merita certamente spazio.
Non si conoscono abbasta elementi per poter dire quale sia il problema, ma si può azzardare a dire che, probabilmente, qualcosa al livello dell'immagine, si sia impressa e si sia legata ad una "paura" di contaminazione.
Non prenda per assolute le mie considerazioni, però.
Per capire la natura del problema bisognerebbe approfondire la questione; se dovesse aver bisogno sono a sua disposizione.
Saluti.
Gentile Utente, se la fobia di cui soffre sta diventando compromettente le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per imparare a gestire la paura di contrarre un virus gastrointestinale che risulta essere una variabile totalmente imprevedibile.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, Dottoressa Monica Mugnai
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, Dottoressa Monica Mugnai
Buonasera,
Dal suo racconto mi sembra che la paura del vomito abbia avuto origine nella sua infanzia. Comprendo il fatto di evitare i cibi che la facevano vomitare per prevenire ulteriori episodi. Ora è mamma e si capisce la paura che suo figlio possa vomitare e trasmetterle il virus. Un comportamento che può aiutarla è quello di chiedere supporto a un'altra persona di riferimento per curare il bambino, quale il papà, un nonno o una nonna o una bambinaia in modo da avere un alleato su cui fare affidamento. Un altro comportamento che le consiglio è quello di mantenere alte le sue difese immunitarie mangiando in modo sano e senza saltare i pasti, oltre a impegnarsi ad avere un sonno il più possibile ristoratore e continuo. Inoltre, dato che si tratta di una fobia antica, le consiglio di rivolgersi ad un professionista specializzato che la possa aiutare, attraverso un percorso psicoterapeutico, ad affrontare e gestire tale problema. Resto a disposizione per ulteriori dubbi e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Dal suo racconto mi sembra che la paura del vomito abbia avuto origine nella sua infanzia. Comprendo il fatto di evitare i cibi che la facevano vomitare per prevenire ulteriori episodi. Ora è mamma e si capisce la paura che suo figlio possa vomitare e trasmetterle il virus. Un comportamento che può aiutarla è quello di chiedere supporto a un'altra persona di riferimento per curare il bambino, quale il papà, un nonno o una nonna o una bambinaia in modo da avere un alleato su cui fare affidamento. Un altro comportamento che le consiglio è quello di mantenere alte le sue difese immunitarie mangiando in modo sano e senza saltare i pasti, oltre a impegnarsi ad avere un sonno il più possibile ristoratore e continuo. Inoltre, dato che si tratta di una fobia antica, le consiglio di rivolgersi ad un professionista specializzato che la possa aiutare, attraverso un percorso psicoterapeutico, ad affrontare e gestire tale problema. Resto a disposizione per ulteriori dubbi e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Buona sera, penso che tutti in parte abbiamo "paura" di stare male e di provare delle sensazioni negative di dolore in particolare se si tratta di malesseri o dolori fisici. Io in primis ho più ansia di beccare un virus intestinale che di prendere altre malattie. Ciò nonostante però non possiamo evitarli sempre, avvolte li becchiamo e questo ci porta a stare male. Quindi tutelarti, evitare se riesci situazioni che possono portare a ciò che temi ma non lasciarti però condizionare la vita da questa "Paura" potrebbe diventare un ossessione. Pensa che se anche dovesse succedere che tuo figlio ti contagi puoi subito prendere dei farmaci e guarire, non è una situazione che permarrà per sempre, passerà. Vedi questa "Paura in modo diverso" e impara ad affrontarla attraverso tuo figlio.
Fra l'altro è risaputo che con lo stress e l'ansia si abbassano le difese immunitarie e ci si becca tutto quindi fatti forza, non stressarti a pensarci e affronta le sfide della vita con serenità.
Tutto si cura e tutto passa.
Buona serata
Fra l'altro è risaputo che con lo stress e l'ansia si abbassano le difese immunitarie e ci si becca tutto quindi fatti forza, non stressarti a pensarci e affronta le sfide della vita con serenità.
Tutto si cura e tutto passa.
Buona serata
Buonasera,
grazie per aver condiviso con tanta chiarezza e sincerità il suo vissuto.
Ogni paura o sintomo può essere visto come portatore di un messaggio che chiede di essere accolto. Quando, anziché combatterlo o evitarlo, ci si avvicina a ciò che emerge con ascolto e presenza, diventa possibile trasformare profondamente il proprio vissuto.
Qualche primo passo concreto può essere questo:
quando arriva il terrore, provi a riportarsi nel corpo. Sentire i piedi a terra, il peso del corpo, il respiro che entra ed esce. Non per calmarsi a tutti i costi, ma per restare nell’esperienza. Spesso è proprio questo “restare” che ci permette di avere uno sguardo nuovo, uno sguardo oltre la paura.
Con il giusto supporto, questa esperienza può trasformarsi profondamente e diventare un’occasione di maggiore contatto con sé.
Un caro saluto.
grazie per aver condiviso con tanta chiarezza e sincerità il suo vissuto.
Ogni paura o sintomo può essere visto come portatore di un messaggio che chiede di essere accolto. Quando, anziché combatterlo o evitarlo, ci si avvicina a ciò che emerge con ascolto e presenza, diventa possibile trasformare profondamente il proprio vissuto.
Qualche primo passo concreto può essere questo:
quando arriva il terrore, provi a riportarsi nel corpo. Sentire i piedi a terra, il peso del corpo, il respiro che entra ed esce. Non per calmarsi a tutti i costi, ma per restare nell’esperienza. Spesso è proprio questo “restare” che ci permette di avere uno sguardo nuovo, uno sguardo oltre la paura.
Con il giusto supporto, questa esperienza può trasformarsi profondamente e diventare un’occasione di maggiore contatto con sé.
Un caro saluto.
Buongiorno,
Il fatto che lei colleghi l’inizio di questa paura ai ricordi di sua sorella che vomitava frequentemente è significativo, perché spesso le fobie si strutturano proprio dentro esperienze relazionali ed emotive che il nostro sistema interno registra come minacciose, soprattutto quando avvengono in età precoce. Evitare determinati cibi dopo aver vomitato è stato probabilmente un modo che la sua mente ha trovato per cercare di proteggersi e prevenire il rischio che quella situazione si ripetesse.
La nascita di suo figlio sembra aver riattivato questa paura in maniera molto intensa. Questo accade spesso quando diventiamo genitori: improvvisamente ci sentiamo più esposti, più responsabili e più consapevoli della possibilità che qualcosa possa sfuggirci di mano. Nel suo caso, il timore non sembra essere tanto legato al fatto che il bambino stia male, quanto alla paura del contagio e di dover vivere lei stessa quell’esperienza temuta.
Più si cerca di controllare il rischio, però, più spesso l’ansia cresce e il cervello resta costantemente in allerta, come se il pericolo fosse sempre imminente. E questo può diventare molto faticoso nella quotidianità, soprattutto con un bambino piccolo.
La cosa importante è sapere che questa paura non è “assurda” né qualcosa di cui vergognarsi: è un meccanismo che negli anni ha assunto una funzione protettiva, anche se oggi rischia di limitarla molto. Proprio per questo, più che combatterla da sola, potrebbe essere utile iniziare a darle uno spazio di ascolto e comprensione.
Un percorso psicologico può aiutarla non solo a gestire l’ansia e le strategie di evitamento, ma anche a comprendere più profondamente il significato che questa paura ha assunto nella sua storia personale e relazionale. A volte, dietro una fobia che sembra riguardare “solo” il vomito, ci sono emozioni più profonde legate alla sicurezza, al controllo e al sentirsi protetti.
Un saluto
Il fatto che lei colleghi l’inizio di questa paura ai ricordi di sua sorella che vomitava frequentemente è significativo, perché spesso le fobie si strutturano proprio dentro esperienze relazionali ed emotive che il nostro sistema interno registra come minacciose, soprattutto quando avvengono in età precoce. Evitare determinati cibi dopo aver vomitato è stato probabilmente un modo che la sua mente ha trovato per cercare di proteggersi e prevenire il rischio che quella situazione si ripetesse.
La nascita di suo figlio sembra aver riattivato questa paura in maniera molto intensa. Questo accade spesso quando diventiamo genitori: improvvisamente ci sentiamo più esposti, più responsabili e più consapevoli della possibilità che qualcosa possa sfuggirci di mano. Nel suo caso, il timore non sembra essere tanto legato al fatto che il bambino stia male, quanto alla paura del contagio e di dover vivere lei stessa quell’esperienza temuta.
Più si cerca di controllare il rischio, però, più spesso l’ansia cresce e il cervello resta costantemente in allerta, come se il pericolo fosse sempre imminente. E questo può diventare molto faticoso nella quotidianità, soprattutto con un bambino piccolo.
La cosa importante è sapere che questa paura non è “assurda” né qualcosa di cui vergognarsi: è un meccanismo che negli anni ha assunto una funzione protettiva, anche se oggi rischia di limitarla molto. Proprio per questo, più che combatterla da sola, potrebbe essere utile iniziare a darle uno spazio di ascolto e comprensione.
Un percorso psicologico può aiutarla non solo a gestire l’ansia e le strategie di evitamento, ma anche a comprendere più profondamente il significato che questa paura ha assunto nella sua storia personale e relazionale. A volte, dietro una fobia che sembra riguardare “solo” il vomito, ci sono emozioni più profonde legate alla sicurezza, al controllo e al sentirsi protetti.
Un saluto
Buongiorno, Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico con un professionista per indagare meglio l'emetofobia e le paure che ne conseguono. Le auguro il suo meglio. LM
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