Buona sera,sono il padre di una ragazza di 16 anni che mi ha confessato la sua omosessualità. Le pre

24 risposte
Buona sera,sono il padre di una ragazza di 16 anni che mi ha confessato la sua omosessualità. Le prememetto che lei non vuole dirlo a mia moglie per paura della reazione.Che posso fare? Grazie
Gentile papà buongiorno, il timore di sua figlia circa la reazione di sua moglie è realistica? In altre parole, cosa si aspetta lei da sua moglie circa l'omosessualità di sua figlia? E cosa ne pensa lei? Il tema che ci propone è molto delicato e diventa difficile risponderle sapendo nulla dei vostri valori e delle vostre convinzioni. Mi scriva se desidera continuare il confronto, sarò lieta di risponderle. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa

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Salve,
la ringrazio per aver condiviso con noi un momento così importante che accomuna tante famiglie.
Quello che è successo con sua figlia e la domanda successiva che ha posto qui su MioDottore è ciò che accade in altre famiglie: spesso figli e genitori si trovano in difficoltà a parlare di certi temi poichè si ha paura della reazione dell'altro oppure ci si trova in difficoltà a rispondere ai propri figli per paura di dire la cosa sbagliata.
Sua figlia ritiene importante condividere questo aspetto della sua vita privata con voi genitori e per rompere il ghiaccio ha deciso di affidarsi a lei, poichè magari ha riconosciuto il proprio padre come un posto sicuro capace di comprenderla senza dare alcun giudizio: ciò è molto positivo. Però adesso sua figlia si sente in difficoltà per il prossimo passo che vorrebbe fare, cioè condividere ciò anche con sua madre. Di conseguenza quello che può fare lui come padre è appoggiare sua figlia, dimostrarle che è al suo fianco e dalla sua parte e che potrà dirlo alla madre quando si sentirà pronta rassicurandola che qualora la madre avesse una reazione negativa allora sarà lui stesso ad intervenire. E' importante che in famiglia ci sia comunicazione e condivisione e quindi anche libertà di essere sé stessi: sua figlia vuole rendere partecipe la famiglia di ciò che lei ritiene importante, ma per farlo a volte ci sono timori e incomprensioni che spesso vaniscono con il dialogo.

Qualora volesse approfondire e chiedere qualche altro consiglio più specifico, rimango disponibile anche per un colloquio online.

Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Dott.ssa Laura Bova
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
Buonasera ,
mi dispiace che sua figlia abbia così timore di dire alla sua mamma quello che in realtà non è una scelta sbagliata ma un modo normale di essere.
Sua figlia ha bisogno di supporto e spero che lei possa darglielo appieno.
riguardo la sua domanda , l'unica cosa da fare è non dirlo alla mamma , deve essere lei a farlo con i suoi tempi e i suoi modi .
La saluto cordialmente e le ricordo che sono disponibile per eventuali dubbi anche online.
Dott.ssa Laura Bova
Dott.ssa Saveria Ottaviani
Psicologo, Psicologo clinico
Marina di Ardea
Aiutala a viversi al meglio possibile questa cosa. E' molto bello che lei si sia aperta con te, su una cosa che può essere delicata e difficile da dire. Falle capire che sei felice se lei è felice, che deve viversi tutto con naturalezza e spontaneità. Accompagnala nei suoi step, rispetta i suoi tempi rispetto al dirlo ad altre persone e a viversi magari una storia con una ragazza. Devi esserci per lei, come hai sempre fatto. Ascoltala e falle sentire la tua vicinanza. Un saluto
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, innanzitutto Le consiglio di ritagliarsi uno spazio per sè per elaborare quanto detto dalla ragazza e per capire, in prima battuta, pensieri e vissuti emotivi da Lei sperimentati; quando avrà chiaro questo, incoraggi la ragazza a parlare apertamente dei suoi vissuti, magari con il Suo aiuto, anche alla mamma: quest'ultima, forse, potrebbe reagire male ma è normale, necessita solo di rassicurazioni e di tempo per abituarsi e accettare la situazione.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Giulia Porfirio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
L'Aquila
Gentile, comprendo bene l'esigenza di trovare una soluzione alla situazione che ci ha esposto. Per poterle dare una risposta esaustiva sarebbe opportuno svolgere un colloquio per delineare le dinamiche interpersonali attive nella vostra famiglia, così da poter comprendere le modalità di comunicazione e di condivisione all'interno del nucleo familiare. Inoltre, sua figlia si trova in una fase dello sviluppo delicata, in cui la definizione dell'identità personale rappresenta un tema fondamentale. Approfondire la modalità di relazione che si è delineata con lei che è il padre e con la madre sarebbe importante per strutturare un confronto costruttivo con voi che siete le figure di riferimento. Sono dunque diversi i punti su cui poter lavorare, per favorire il benessere di tutti voi all'interno delle dinamiche familiari. Le suggerirei di confrontarsi con un professionista per valutare la possibilità di iniziare un percorso di terapia familiare.
Dott.ssa Marzia Benvenuti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pontinia
Gentile utente, quello che può fare è starle vicino, farla sentire accettata e amata in quanto persona indipendentemente dalle sue scelte, rispettando le sue tempistiche e il suo bisogno di riservatezza, senza forzare nulla, ma semplicemente standole accanto. Credo che accettazione e comprensione siano sempre le strade migliori da percorre. Un caro saluto
M. Benvenuti
Dott.ssa Lisa Cerri
Psicologo clinico, Psicologo
Soiano del Lago
Gentile utente,
il fatto che sua figlia abbia ritenuto di poter parlare con lei è davvero un bellissimo segnale. Forse potrebbe accompagnare la ragazza, gradualmente, attraverso la comprensione e il dialogo, a trovare le parole giuste per dirlo anche alla mamma.
Non la lasci sola e la accolga in questa sua difficoltà: insieme troverete la giusta strada da percorrere.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Martina Panerai
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Gentilissimo, la condivisione di sua figlia è un dono prezioso e una grande attestazione di stima e fiducia. Da buon padre, lei può sicuramente aiutare sua figlia nel mettere in condivisione questo aspetto nel nucleo famigliare esteso, magari facendosi aiutare in questo processo, che potrebbe risultare inizialmente faticoso. Custodire “un segreto” potrebbe diventare nel tempo altrettanto disagevole, sopratutto con la madre di vostra figlia. Perché non pensare a un colloquio psicologico individuale, per lei, che potrebbe trasformarsi, nel tempo, in un colloquio famigliare laddove diventasse difficile parlarne altrimenti? Un caro saluto
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gent.mo, per quanto apparentemente semplice, la sua domanda è piuttosto complessa. Dal momento che è lei stesso a interrogarsi, potrebbe iniziare da sé: forse, una consultazione potrebbe aiutarla nell’esplorare i suoi pensieri e sentimenti per ciò che magari la preoccupa, accompagnandola nella ricerca di una sua personale risposta ai suoi dubbi. SG
Dott.ssa Francesca Di Costanzo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, la ringraziamo per aver scritto. L’apertura che ha ricevuto da sua figlia è un primo appello da valorizzare che ha incontrato il suo ascolto, ascolto che in un secondo tempo più maturo potrebbe rivelarsi prezioso per mediare con altri questo disvelarsi.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Daniela Chieppa
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Salve, il fatto che su figlia abbia trovato uno spazio di confronto e’ molto positivo.
Le suggerisco però di lavorare su questo “non detto” nei confronti di sua moglie.
Consultare uno psicoterapeuta per aiutare su figlia a sentirsi libera di esprimersi e’ il primo passo per lavorare su di sé verso una maggiore accettazione e libertà.
Resto a disposizione per eventuali dubbi o chiarimenti
Cordiali saluti
Dott.ssa Daniela Chieppa
Dott.ssa Emanuela Carosso
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Gentile Signore, se sua figlia ha ritenuto di confidarsi con lei probabilmente ha fiducia in lei, quindi anzitutto non la tradirei rivelando a sua moglie quanto la ragazza ha riservato solo a lei.
Per il resto, può darsi che questa confidenza preluda a richieste di dialogo e forse di consigli, quindi, se se la sente, si renda disponibile a parlare con sua figlia, magari anche provando ad entrare lei per primo in argomento. Potrebbe informarsi sui motivi per cui la giovane non ritiene opportuno far parte anche la madre del suo segreto. Forse sua figlia sta cercando una sua mediazione con la madre?
Credo che il dialogo padre-figlia sia la richiesta principale da parte della ragazza. Eventualmente potrebbe anche informarsi se lei desideri intraprendere un percorso psicoterapeutico e supportarla in questa direzione.
Comunque fa bene ad interrogarsi e, nell'eventualità che ne senta il bisogno, interpellare lei stesso uno psicologo.
Le faccio i migliori auguri.
Dott.ssa Elisa Andreoli
Psicoterapeuta, Psicologo
Carpi
Gentilissimo, forse quello che insieme potreste fare è indagare se da parte di sua figlia esista, oltre al timore, il desiderio di condividere questo importante contenuto anche con la madre.
Se sì, rispettando i suoi tempi, potreste insieme cercare la modalità migliore per farlo. Lei come papà potrebbe fare da mediatore tra sua moglie e sua figlia.
In un futuro momento, dovesse essercene la necessità, potreste pensare di rivolgervi ad un professionista per un percorso di psicoterapia individuale (con l'obiettivo di disporre di uno spazio personale per riflettere ed elaborare personali emozioni e pensieri circa le dinamiche famigliari), oppure un percorso di sostegno genitoriale per voi genitori qualora doveste sentirvi in difficoltà a sostenere vostra figlia.
Un caro saluto
Dott. Francesco Conti
Psicologo, Psicologo clinico
San Lazzaro di Savena
Salve a lei. Il momento che descrive è un momento importante e complesso nella vita di famiglia, ma soprattutto di sua figlia. Dichiararsi in merito al proprio genere e/o orientamento sessuale è una scelta e non un obbligo e a quanto sembra sua figlia ha scelto lei come confidente di questa parte di sé. Ovviamente non è facile darle indicazioni su cosa fare, ancor più in assenza di altre informazioni sulla vostra cornice familiare. Sicuramente però la invito a mantenere un dialogo di accoglienza e interesse verso sua figlia nel rispetto della sua privacy e dei suoi tempi. Se sua figlia se la sente e desidera dirlo con il suo appoggio alla madre potrete trovare il modo migliore per farlo insieme. Se invece sua figlia preferisce evitare la invito a rispettare questa scelta. Ovviamente la gestione del suo vissuto personale e di quello familiare può diventare difficile, pertanto la invito a pensare di rivolgersi ad uno psicologo - psicoterapeuta se lo ritiene necessario, per portare la sua interrogazione come padre e/o marito, che sono due ruoli familiari concomitanti ma differenti. Ci sarebbe molto altro da dire, ma come appena suggerito, forse un percorso più strutturato e dal vivo potrebbe restituire uno spazio d'azione migliore. Se avesse bisogno resto a disposizione. Dott. Conti
Buongiorno, le suggerirei un approccio integrato con diversi professionisti dove si possa prevedere uno spazio di approfondimento per sua figlia e uno spazio di elaborazione individuale suo rispetto alla comunicazione di coppia. Se le potesse sembrare una buona soluzione non esiti a contattarmi. Un caro saluto
Dott.ssa Katia Delle Monache
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Genova
Buonasera, immagino che per lei non debba essere facile gestire questa situazione: essere a conoscenza di una verità come quella che sua figlia le ha rivelato e doverla tenere segreta alla compagna della sua vita, sua moglie, in più dover gestire anche la sua sfera emotiva rispetto a questa novità appresa. Sarebbe utile per lei parlarne con qualcuno in grado di guidarla in questa delicata situazione, ciò che mi sento di dirle sull'immediato è di rispettare i tempi di sua figlia (forse al momento non è pronta a dirlo alla mamma) e di starle a fianco garantendole il suo supporto e la sua vicinanza anche nel momento in cui dovesse decidere di mettere al correntela mamma. Un caro saluto
Dott. Elia Comandù
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Savigliano
Buongiorno, sicuramente favorire un ascolto privo di giudizio può portare sua figlia ad aprirsi maggiormente con lei. Successivamente potrà cercare di preparare il terreno anche con sua moglie per poter spiegare l'orientamento sessuale della figlia, cercando di restare con l'attenzione su di lei e non sul giudizio o sulle conseguenze della scelta ma cercando invece di favorire una crescita di sua figlia positiva e individualizzata.
Dott.ssa Pamela D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Milano
Gentile utente, grazie di aver voluto condividere questo momento complicato nel tentativo di trovare un aiuto per sé, sua figlia e la vostra famiglia.
Trovo che il fatto che sua figlia sia riuscita ad aprirsi con lei su una questione personale e delicata sia molto bello nonché importante. È probabile che questo passo sia stato fatto anche nella direzione di avere un alleato che possa aiutarla e accompagnarla in una futura comunicazione a sua moglie. Per questo motivo, le consiglierei di sostenere sua figlia in questo delicato momento di passaggio, di confrontarsi con lei su quali siano i suoi vissuti emotivi, le sue paure e le sue aspettative, così come di aprirsi lei stesso su questi temi. In questo modo, forse, potrete trovare insieme la soluzione migliore per fare una comunicazione anche alla mamma e sollevare lei dal dover mantenere un segreto che potrebbe diventare un peso troppo grande da sostenere. Laddove questo non sia possibile, potrebbe essere utile un breve percorso genitoriale per aiutare il sistema familiare a gestire questo delicato tema. Resto a disposizione se dovesse averne bisogno. Un caro saluto, Dr.ssa Pamela D’Angelo
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Caro utente, secondo lei quali sono le ragioni che possono aver spinto sua figlia a temere il giudizio della madre? Potrebbe essere utile parlare in modo onesto e sincero a sua figlia rispetto alle sue paure verso esporsi con sua moglie. Si offra anche come supporto in questo passaggio nel caso sua figlia ne avesse bisogno. Si metta in ascolto come già ha fatto. In bocca a lupo Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott. Giacomo Cresta
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, grazie per aver condiviso questa situazione così delicata.
Innanzitutto, è importante che sua figlia si senta supportata e compresa, specialmente in un momento così significativo per lei. Il fatto che abbia scelto di confidarsi con lei indica che ha bisogno di un alleato e di una figura di riferimento. Per quanto riguarda il fatto che sua figlia non voglia rivelare la sua omosessualità a sua moglie, può essere utile avvicinarsi a questa conversazione con molta delicatezza. Forse sua figlia teme una reazione negativa da parte di sua moglie, quindi potrebbe essere un buon punto di partenza parlarne insieme, valutando come e quando affrontare la questione in modo rispettoso e accogliente. È importante non forzarla a fare qualcosa che non si sente pronta a fare. Lei potrebbe cercare di rassicurare sua figlia sulla sua accettazione e spiegare che, se e quando deciderà di parlarne con sua madre, avrà il suo sostegno. In alternativa, se lo ritiene utile, potrebbe considerare di parlare prima con sua moglie in modo tranquillo, per prepararla a una conversazione sincera in famiglia, creando un ambiente dove sua figlia si senta libera di essere sé stessa.
L'ascolto e il sostegno sono fondamentali, così come evitare di forzare troppo la situazione per non metterla sotto ulteriore pressione.
Dott.ssa Francesca Lupo
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, ho letto il suo messaggio poco fa.
Grazie per aver scritto qui.
Intanto, bene che sua figlia si sia aperta con lei. Indubbiamente, anche lei le ha permesso di farlo e il vostro rapporto glielo ha consentito senza problemi.
La cosa più spiacevole è doversi fare problemi, infatti, a parlare di una propria caratteristica personale. Per cui di certo non dovrebbero esserci giudizi e né tanto meno bisognerebbe trovarsi nella condizione di nascondersi o giustificarsi.
Purtroppo però, spesso è così, e d'altronde bisogna far fronte a queste eventualità.
Non so se nel frattempo abbiate avuto modo di riparlarne. E' anche vero che, vista la sede, mi mancano degli elementi per cui rispondere. Come ad esempio come sia sua moglie, come mai potrebbe avere una certa reazione eventualmente, quali sarebbero le conseguenze, che tipo di rapporto ha con la figlia e così via.
Quello che intanto mi verrebbe da dire è di parlarne direttamente, nuovamente, con sua figlia. In questo modo potete chiarire quali sarebbero le sue perplessità e potrebbe farle presente il fatto che lei è al suo fianco, potendo agire anche in veste di "mediatore" in una conversazione di questo tipo.
Resto a disposizione, la ringrazio ancora e le auguro buona domenica.
Buona sera,
grazie per aver condiviso qualcosa di così personale e delicato. È evidente che le sta a cuore il benessere di sua figlia, e il solo fatto che lei voglia capire come aiutarla è già un passo importante e significativo.
Il fatto che si sia aperta con lei significa che si fida profondamente. Cerchi di proteggere e rafforzare questa fiducia. Le persone giovani LGBTQ+ spesso temono il rifiuto o l’incomprensione, quindi avere almeno un genitore che ascolta e supporta è fondamentale per la loro salute emotiva.
Non forzi sua figlia a fare coming out con la madre prima che sia pronta.
Continui a essere per lei un punto di riferimento sicuro.
Valuti con calma come (e se) coinvolgere sua moglie, cercando di preparare il terreno emotivamente.
Non è solo in questo: ci sono risorse e persone che possono aiutarla. resto a sua disposizione.
Dott.ssa Susanna Brandolini
Psicologo, Psicologo clinico
Treviso
Gentile Utente Anonimo,

capisco bene quanto possa essere delicata una situazione come questa. Quando un figlio o una figlia trova il coraggio di confidarsi, spesso il genitore si trova tra due forze opposte: da un lato la volontà di proteggerla, dall’altro il timore di fare un passo sbagliato che possa ferirla o creare tensione nella famiglia.
Il fatto che Sua figlia abbia scelto Lei per aprirsi già dice molto: significa che ai suoi occhi è una figura sicura, capace di ascoltare senza giudicare. A sedici anni non è scontato, e questo è un merito Suo.
La paura che ha rispetto a sua madre non va minimizzata: non vuol dire che la reazione sarà per forza negativa, ma per lei — per la ragazza — quella paura è reale. E in questo momento il suo bisogno più grande è sentirsi accolta, non spinta a fare un passo più grande delle sue forze.
Le direi questo: prima ancora di pensare a cosa dire a sua moglie, si concentri sul modo in cui può far sentire sua figlia al sicuro.
La cosa che conta davvero adesso è che lei sappia che non è sola, che non c’è nulla di sbagliato in ciò che prova, e che avrà tempo e modo di capire quando e come parlarne con sua madre.
Non è compito Suo “convincerla” a dirlo. È compito Suo esserle accanto finché non si sentirà pronta. A volte, la sicurezza di avere almeno un genitore accogliente permette ai ragazzi di trovare la forza per aprirsi anche con l’altro.
Nel frattempo, però, lei può fare un lavoro importante: osservare Sua moglie, capire qual è il suo atteggiamento verso questi temi, preparare, dentro di sé, un terreno di dialogo. Non deve rivelare nulla senza il consenso di sua figlia: sarebbe vissuto come un tradimento, anche se fatto a fin di bene.
Ma può cominciare a introdurre, in modo neutro, riflessioni, discorsi, piccoli segnali che facciano capire che in casa si può parlare di queste cose senza paura.
Sua figlia, in questo momento, ha bisogno soprattutto di una cosa: sentirsi amata indipendentemente da tutto. E lei, dal modo in cui ne parla, sta già andando nella direzione giusta.
Quando sarà il momento di coinvolgere sua moglie, e quel momento arriverà, con calma, sarà molto importante che lei possa contare su di Lei come figura che sostiene, non che spinge.
Se ne sentisse il desiderio e la necessità, possiamo esplorare insieme un modo concreto di parlare con sua figlia, oppure come prepararsi a gestire la comunicazione con sua moglie quando sarà pronta. Per qualsiasi cosa, mi contatti in privato. Sono qui.

Un caro saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini

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