Assumo daparox da 6 anni 20ml adesso mi trovo di fronte ad un problema che mi provoca ansia.... Poss
Assumo daparox da 6 anni 20ml adesso mi trovo di fronte ad un problema che mi provoca ansia.... Posso aumentare leggermente la dose? Grazie
26 risposte
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Gentile utente, è importante che prima di tutto si rivolga al suo medico di base. Dott.ssa Giulia Bernardinello
Carissimo o carissima, è importante che ponga queste domande al medico che le ha prescritto il farmaco, liberamente, al fine di concordare con lo stesso la strategia più indicata. Il dosaggio dei farmaci è una questione delicata ed è sempre bene concordare ogni variazione con il merito. Quello che inoltre può valutare è anche di affiancare al trattamento farmalogico un sostegno psicologico, che la supporti nel costruire delle strategie per far fronte agli eventi che possono farla sentire in ansia. In bocca al lupo!
Buonasera, dovrebbe chiedere al medico che le ha prescritto il Daparox. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buonasera, la cosa migliore sarebbe confrontarsi con il medico che le ha prescritto il farmaco, l'ansia potrebbe essere in linea con un quadro depressivo, considererei, se non lo sta già facendo di considerare anche un percorso psicoterapeutico che vada ad integrare la terapia farmacologica in modo da lavorare sulle cause dei sintomi. Un saluto Michela Campioli
Buonasera, per modificare il dosaggio di un determinato farmaco è fondamentale rivolgersi al medico che lo ha prescritto. Inoltre, ha pensato alla possibilità di associare un percorso psicologico? Il farmaco non ha il potere di modificare le sue reazioni agli eventi che creano sofferenza o malessere. Può calmare determinati sintomi ma non sconfiggerne le cause. Rimango a disposizione, un saluto
È bene consultare il suo medico, tanto più che il daparox è assunto da sei anni e va fatto.il monitoraggio
Salve, per qualsiasi modifica alla terapia farmacologica deve consultarsi con il medico che glie l'ha prescritta così da valutare insieme il modo più appropriato per affrontare la situazione.
Sempre buona norma concordare con lo specialista prescrivente il dosaggio di qualsiasi trattamento farmacologico. Se il momento è tanto complesso può ragionare sulla possibilità di un sostegno psicologico. Saluti
Chieda al suo medico curante. Inoltre se la terapia farmacologica da sola non basta consideri una psicoterapia.
Gentile Utente, come già ampiamente suggeritole dai colleghi, è opportuno che si rivolga al medico con cui ha valutato l'assunzione del Daparox. Non conoscendo i dettagli del suo nuovo problema non è possibile indirizzarla. In generale credo valga la pena sempre cercare anche dentro noi stessi le risorse necessarie ad affrontare ogni nuova situazione problematica. Un caro saluto. Dott. ssa Pagliara
Buonasera, è davvero tanto che prende questo farmaco importante. Ha mai valutato di associare un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a risolvere le sue difficoltà agendo sulla causa e non sul sintomo? Dott.ssa Federica Leonardi
Gentile utente, il dosaggio e la tipologia di farmaci devono essere concordati con il medico che glieli ha prescritti e dopo la conoscenza della sua storia clinica. Dott.ssa Valeria Randisi
Gentile utente di mio dottore, la cosa più indicata è confrontarsi con il medico che le ha prescritto il farmaco. Inoltre sarebbe indicato considerare, se non lo avesse già fatto, considerare anche un percorso psicoterapeutico che vada ad integrare la terapia farmacologica in modo da lavorare sulla funzionalità del sintomo dal punto di vista relazionale, comprendendone il significato. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, non aumenti autonomamente la dose del farmaco. Piuttosto consulti il medico che glielo ha prescritto. Tenga presente, comunque, che i farmaci sono aiuti per consentirci di rivolvere o gestire i momenti di crisi: ha provato a consultare uno psicoterapeuta per approfondire i motivi della sua ansia? Saluti dr. Ventura
Gentile utente, per il cambio di quantità di assunzione di un farmaco è necessario e bene consultare il medico che gliel'ha prescritto. Buona giornata!
Buongiorno, la modificazione del piano di farmacoterapia deve necessariamente passare il vaglia del suo medico curante. Le ricordo che questo approccio ha il vantaggio di contenere la sintomatologia nel breve termine, ma non attacca i meccanismi psicologico che ne sono alla base e che la mantengono. Per questo secondo aspetto le consiglio di ottenere un parere psicologico. dott De Rosa Saccone
Buongiorno per quanto riguarda l’utilizzo dei farmaci e i loro effetti le consiglio di rivolgersi al medico che glieli ha prescritti Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti
La ringrazio per la fiducia con cui condivide il suo vissuto. Comprendo pienamente quanto possa essere destabilizzante trovarsi improvvisamente davanti a una situazione che riaccende l’ansia, soprattutto quando si è in un percorso terapeutico già avviato da tempo. Quando si assumono farmaci da anni, è naturale chiedersi come comportarsi di fronte a un momento di ricaduta o a un aumento dei sintomi. Tuttavia, rispetto alla possibilità di modificare la dose, è importante che a fornire indicazioni specifiche sia il medico curante o lo specialista che le ha prescritto la terapia. Detto questo, come psicologo ad orientamento cognitivo-comportamentale, vorrei aiutarla a riflettere sul significato di questo ritorno dell’ansia. Spesso, l’ansia non è solo un sintomo, ma un segnale: qualcosa nella nostra vita, nel nostro modo di percepire gli eventi o nelle strategie che stiamo utilizzando per affrontare lo stress, potrebbe richiedere attenzione e revisione. È possibile che situazioni nuove o difficili stiano attivando schemi di pensiero o credenze che le generano disagio. Oppure che il modo in cui interpreta gli eventi attuali sia influenzato da esperienze passate o da paure profonde. In questi casi, il lavoro psicologico diventa prezioso. L’approccio cognitivo-comportamentale, in particolare, si concentra sull’identificare e modificare i pensieri disfunzionali che alimentano l’ansia, e sull’acquisire strumenti pratici per affrontare i momenti critici. Tecniche come il monitoraggio dei pensieri, la ristrutturazione cognitiva, l’esposizione graduale alle situazioni temute o l’apprendimento di strategie di rilassamento possono essere molto utili nel ridurre l’intensità dell’ansia e nel rafforzare il senso di controllo. Se sente che l’ansia sta diventando nuovamente un peso, le suggerirei di considerare anche la possibilità di affiancare alla terapia farmacologica un percorso psicologico, se non lo sta già facendo. Parlare con un professionista, in uno spazio sicuro e non giudicante, può darle strumenti per comprendere meglio se stessa e gestire più efficacemente i momenti difficili. La invito a non affrontare tutto da solo. Ogni sintomo è un messaggio, e ascoltarlo con attenzione può diventare l’occasione per un cambiamento positivo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, capisco la sua preoccupazione e il desiderio di trovare rapidamente un sollievo dall'ansia. Tuttavia, rispetto alla sua domanda, è importante essere chiari: non aumenti la dose di Daparox autonomamente. Anche se assume questo farmaco da diversi anni e conosce bene il suo effetto, qualsiasi modifica del dosaggio deve essere valutata dal medico che lo ha prescritto (medico di base o psichiatra). Un aumento della dose può essere appropriato in alcuni casi, ma dipende dal motivo per cui l'ansia è aumentata, dai sintomi presenti, dalla sua storia clinica, dalla tollerabilità del farmaco e da eventuali altre terapie o condizioni mediche. Il fatto che un problema le stia provocando ansia non significa necessariamente che la soluzione sia aumentare il farmaco. A volte un peggioramento temporaneo può essere legato a stress, cambiamenti nella vita, difficoltà emotive o situazioni specifiche che richiedono anche un lavoro psicologico. Le consiglio quindi di contattare il professionista che segue la sua terapia e spiegare: quali sintomi sono comparsi o aumentati; da quanto tempo durano; quanto interferiscono con la sua vita quotidiana; se ci sono stati eventi stressanti recenti. Nel frattempo continui ad assumere il farmaco nella dose prescritta, senza variazioni autonome. Se l'ansia dovesse diventare ingestibile, comparissero pensieri di farsi del male o una forte crisi che non riesce a controllare, è importante chiedere un aiuto urgente rivolgendosi ai servizi sanitari della propria zona. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia
Buonasera. Trattandosi di un farmaco è molto importante confrontarsi con il medico che glielo ha prescritto prima di modificare in qualsiasi modo la posologia. Non so se all'assunzione di questo farmaco lei associa anche un percorso psicologico; nel caso non fosse così, potrebbe essere un ulteriore modo per imparare a conoscere meglio la sua ansia, l'origine e il modo di poterla gestire al meglio.
Buongiorno. Per modifiche sul dosaggio, deve chiedere al suo medico. Ritengo opportuno, affiancare un percorso psicologico, all'assunzione farmacologica, in modo tale da gestire l'ansia prima con e poi senza il farmaco.
Caro p., dal suo messaggio non emergono elementi personali che permettano di comprendere davvero la situazione: non indica età, storia clinica, caratteristiche temperamentali, se vive da solo o con qualcuno, né il motivo per cui le è stato prescritto il Daparox. Lei riferisce di assumerlo da sei anni: immagino che sia stato uno psichiatra a impostare la terapia e che la stia seguendo nel tempo. Prima di pensare a qualunque variazione del dosaggio sarebbe importante sapere perché le è stato prescritto, come ha risposto alla terapia, quali miglioramenti ha osservato e soprattutto che cosa oggi sta riattivando lo stato di allerta. L’ansia è uno stato emotivo di apprensione e tensione che nasce come risposta a una minaccia percepita, reale o immaginaria. In condizioni normali ha una funzione adattiva; diventa problematica quando è persistente, intensa o sproporzionata rispetto allo stimolo. Per questo, più che “coprire” il sintomo, è fondamentale comprendere la radice del disagio, cioè ciò che nella sua vita attuale sta alimentando questo livello di attivazione. Solo chiarendo questi aspetti si può capire come procedere e se sia necessario un confronto con lo specialista che le ha prescritto il farmaco. Resto a disposizione per approfondire insieme.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.



















