Domande del paziente (799)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    La sessualità è un aspetto importantissimo e soggettivo della nostra esistenza. Se ritiene di fare una esperienza da cui poter trarre anche lei soddisfazione lo faccia; ma se lo fa solo per fare un piacere... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Buona giornata, gli psicofarmaci di sintesi (sopratutto se assunti per lunghi periodi) non solo non risolvono i problemi, ma creano, anche, effetti collaterali negativi rilevanti; consiglierei, perciò,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    In un caso come il suo è indicata una psicoterapia EMDR (specifica e, quindi, molto efficace per la elaborazione dei traumi psicologici) acompagnata non da psicofarmaci ma da rimedi naturali (omeopatici,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    L'agopuntura è indicata certamente ma sarebbe, probabilmente, più efficace un ciclo di Psicoterapia EMDR coadiuvata da Fiori di Bach e Omeopatia omotossicologica. Se vuole informazioni più dettagliate... Altro


    Mia figlia soffre di ossessioni paura di parole fa le azioni in modo sequenziale e se non fatte in modo sequenziale diventa nervosa. Non vuole prebndere farmaci per una ragione precisa. Può fare come terapia psicanalisi, la aiuterebbe? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Le consiglio assolutamente la psicoterapia EMDR, accompagnata da medicamenti naturali (Fiori di Bach, Fitoterapia, Omeopatia e integratori nutrizionali); sono da evitare gli psicofarmaci di sintesi se non strettamente necessari.


    Domande su Insonnia

    Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni e ho sempre sofferto di un sonno disturbato a causa dell’ansia. Diciamo che ho sempre avuto difficoltà a prendere sonno e alcune volte a mantenerlo, ma soprattutto a riuscire ad addormentarmi. Recentemente, circa 2-3 mesi fa, ho avuto una crisi d’ansia (non saprei come chiamarla) che mi ha portato a soffrire di insonnia pesante, a causa della quale per 2 settimane non ho chiuso occhio o comunque sono andata avanti a microsonni. La situazione era devastante, mi sembrava di impazzire, quindi ho sentito il medico e mi ha prescritto circadin (1 volta prima di dormire) e lexotan (potevo usarlo anche nel corso della giornata per 3 volte in quantità 5 gocce). Per fortuna ho superato questa crisi, ma ho continuato a usare il lexotan (ne prendo in genere 10 gocce prima di dormire) anche combinandolo con un po’ di melatonina in camomilla (meno di 1 grammo) perché comunque il mio sonno rimane quello che è, cioè veramente difficoltoso. Dopo questo preambolo, aggiungo il mio problema principale: il mio sonno è disturbatissimo, faccio sogni strani e disturbanti, ne faccio anche molteplici a notte e quando mi sveglio spesso mi sento turbata e insoddisfatta del sonno, che non è quasi mai ristoratore. Mi capita anche di risvegliarmi brevemente e poi cadere nel sonno di nuovo, il che è molto fastidioso perché è un risveglio “scomodo”, accompagnato da una sensazione sgradevole. Volevo chiedervi come potrei intervenire a riguardo, perché non so più cosa fare. Vorrei dormire anche solo una notte senza sogni, in un sonno profondo.

    Ps. Alcune volte vedendo che non riuscivo a dormire ho preso altre 5 gocce, sommandole quindi a quelle prese precedentemente per prepararmi a dormire.

    Grazie per le eventuali risposte.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Salve signora, le premetto che il buon sonno è importanssimo come l'acqua, l'aria e il cibo; occorre pertanto intervenire in modo profondo, incisivo, globale e, perciò, risolutivo. Le consiglio, quindi, vivamente di intraprendere una Psicoterapia EMDR possibilmente associata e coadiuvata da rimedi naturali (Fiori di Bach, Omeopatia, Fitoterapia). Sono disponibile a offrirle unteriori informazioni telefoniche. Cordiali saluti da Michele Iannelli, medico, psicoterapeuta e omeopata.


    Seguo uno psicoterapeuta da 15 anni, ciò che è rimasto: rimuginio, non sono "sciolto", difficoltà nelle relazioni, rigidità, i fastidi relativi a sensazioni comuni sono attenuati ma alcuni risultano molto limitanti, per esempio se uso cuffie o auricolari mi solleticano le orecchie mi gratto spesso e non riesco ad ascoltare la musica, infatti la ascolto con lo stereo.
    All'ultimo appuntamento ho chiesto come devo cambiare la rigidità e il terapeuta ha risposto che l'obiettivo è di smussarla partendo dal non andarsene prima rispetto agli altri del gruppo quando esco, lo ha già ripetuto altre volte.
    Ho fatto notare che non ci riesco ma secondo lui è questione di abitudine e ha citato il cambiamento dei vestiti che in passato ho realizzato.
    Non capisco perché confronta i fastidi con l'orario, sono due cose diametralmente opposte, i fastidi li volevo eliminare perché sarebbe andato solo a mio vantaggio, coricarsi dopo la mezza notte non può portare a nessuna conseguenza positiva.

    Per far capire se vado a letto alle 23 sto bene già se arrivo a mezzanotte il giorno dopo mi sento stanco. L'ultima volta che ho fatto tardi ero uscito mi avevano dato il passaggio dunque non potevo tornare prima. Uscimmo da un locale per andare in un altro a giocare a scala 40 senza soldi e alla fine tornai a casa alle 1.30. Già nel locale verso le 23.40 ero così stanco che quando parlavo dicevo poco e niente, mi dimenticavo di continuo le regole e alla fine mi stancai anche di giocare di nuovo rimanendo seduto a guardare in silenzio.
    Il giorno dopo mi bruciavano gli occhi che non potevo accendere la luce in stanza e ci sono volute le gocce, non sono riuscito a studiare, nemmeno a lavorare con papà (anche se era domenica), mi sentivo senza alcuna energia, non riuscivo a guardare lo schermo dello smartphone. Non sono neanche riuscito ad andare in palestra la mattina, cosa che mi fa sentire vivo e attivo.
    Alle 17 visto che ormai la giornata l'avevo buttata nel cestino ho pensato di masturbarmi ma non riuscivo a mantenere l'erezione (mi capita ogni volta che dormo troppo poco), mi stavo per addormentare. E come succede sempre quando vado a letto dopo l'una, nonostante tutto, non arrivo all'eiaculazione.
    Poi a mangiare la pizza da Zia ci siamo andati lo stesso ma non ho parlato quasi.
    Ne parlammo già io e il terapeuta.
    Mi chiedo, a prescindere dal malessere che provocano agli altri le ore piccole, che senso ha continuare a fare gli orari degli altri se mi fa stare così male?
    Se secondo la scienza coricarsi tardi è dannoso come è possibile che per sbloccare la situazione attuale debba proprio fare le ore piccole?
    Visto che il terapeuta mi dice di non tornare a casa prima come se fosse una condizione necessaria affinché possa diventare più spigliato come è possibile che esistano persone che non hanno bisogno di uno psicoterapeuta e si coricano al mio stesso orario?
    Grazie per le risposte.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Onestamente e con tutto il rispetto nei confronti del collega, ritengo che 15 anni di cura con questi scarsissimi risultati siano l'indizio per ipotizzare che questa terapia si sia arenata.
    Sono un medico psicoterapeuta EMDR e omeopata e ottengo ottengo ottimi risultati in tempi relativamente brevi con questa metodologia. Se fosse interessato ad approfondire mi può contattare. Cordiali saluti da Michele Iannelli.


    LA MACULOPIA TRAE BENEFICIO DALL'AGOPUNTURA?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Si, può trarre beneficio. Poichè l'agopuntura è una cura personalizzata è opportuno che si faccia visitare da un medico agopuntore. Cordiali saluti


    Salve, sono una ragazza di meno di trent'anni e sto facendo un percorso di psicoterapia da molti anni ormai.
    Soffro di ansia, DOC e ipocondria.
    Sono in un periodo in cui nonostante conosca i meccanismi che mi portano a sviluppare i sintomi e i pensieri ossessivi mi sento bloccata e spesso sono in balia delle mie paranoie. Mi viene istintivo chiedere rassicurazioni mediche perché ho troppa paura di morire o di poter far male agli altri senza volerlo.
    Queste paranoie mi stanno cambiando la vita e non so come affrontarle. Avete dei consigli da darmi? So che non è facile con un consulto a distanza, ma qualsiasi spunto potrebbe essermi utile.
    Come posso fare per uscire dal circolo vizioso delle rassicurazioni mediche? Questa è la cosa che mi sta dando più problemi in assoluto. Spesso penso che delle abitudini normali che ho o cose che ho fatto in passato possano mettere a rischio la mia salute attuale (ad esempio aver usato prodotti chimici anni fa senza protezioni, oppure la muffa in casa), solo che il pensiero non si risolve rassicurandomi con l'assenza di sintomi, ho sempre bisogno di cercare spiegazioni sempre più cavillose per potermi preoccupare di qualcosa che in quel momento fa più presa su di me. Quando analizzo un pensiero ossessivo e mi tranquillizzo questo passa, ma poi me ne viene un altro poco dopo. Non sono mai veramente tranquilla e ho paura che questo possa davvero farmi ammalare.
    Avreste dei consigli da darmi? Io davvero non so più cosa fare. Le persone intorno a me cercano di rassicurarmi ma ovviamente non basta, non basta nemmeno farmi esami e vedere che non ho nulla di evidente perché ho paura di qualcosa di nascosto. Secondo voi ha senso ricercare danni nascosti in assenza di sintomi o è del tutto inutile? Una delle cose che più mi terrorizzano sono i danni silenti a lungo termine.
    Scusate se posso sembrare paranoica ma spero di aver reso l'idea di quale sia la mia situazione psicologica. Aggiungo che non sono in terapia farmacologica.
    Grazie per il vostro tempo.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Le consiglio vivamente la Psicoterapia EMDR: è una cura d’avanguardia, originale e incisiva, validata da ricerche e pubblicazione, applicabile a tutte le età e a tutte le varie forme di sofferenza mentale.
    Essa, infatti, avendo il pregio di agire sugli aspetti profondi e cruciali della persona, ottiene risultati salutari straordinariamente positivi e duraturi e, per di più, in tempi molto più brevi rispetto alle “psicoterapie tradizionali”. Cordiali saluti da Michele Iannelli medico, psicoterapeuta omeopata,


    Salve, ho un grosso problema di coppia, da autoerotismo per uso continuo di video porno, non riesco ad avere un erezione prolungata per avere un rapporto con la mia compagna, la relazione si è rovinata perché lei non ha più fiducia e mi dice che l'ho tradita da nove anni per causa di questi video. Sono andato sia da un andrologo che da uno psicologo, ho fatto diverse analisi e visite intime, anche per la prostata e và tutto bene, lo psicologo mi ha detto che è lei che è molto problematica, ma il problema è mio che non riesco ad avere un rapporto sessuale soddisfacente, ho preso da alcuni anni la "pillola" ma a lei non piace perché mi dice che sono come un robot e non partecipo al livello emotivo ma meccanico e poi non finisco mai. Io le voglio bene e la amo, ma litighiamo sempre per questi motivi, lei si sente frustrata, tradita, sola etc... Ho smesso per un mese a non vedere più porno, ma è come se mi è passato il desiderio in generale, allora penso che devo riprendere la masturbazione per il mio benessere fisico, ma lei? La nostra storia sta finendo e non so che fare... Ogni volta che mi apparato con lei, provo senso di colpa per averle mentito, penso se non riesco, penso che mi colpevolizza con brutte parole, allora parto bene ma non riesco a continuare che l'erezione si perde anche con la pillola. Ho 58 anni e stiamo assieme da nove anni...

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Ho letto con attenzione il suo scritto e ho colto una notevole conflittualità di coppia. Le consiglierei di intraprendere una seria psicoterapia di coppia. Cordiali saluti!


    Gentile Terapeuta,

    Ho 67 anni e sono un uomo laureato, separato con una figlia, pensionato.
    Sono stato diagnosticato con ipotiroidismo, ipertensione e leucemia linfatica cronica.
    Inoltre, sono stato diagnosticato con AuDHD (ADHD e Autismo di livello 1), nonché con un Disturbo Post Traumatico da Stress Complesso (C-PTSD).

    La mia infanzia è stata segnata da un ambiente difficile, con un padre con schizofrenia residuale e una madre con narcisismo patologico. Questo ha portato a un trauma indotto che ha avuto conseguenze profonde sulla mia vita.
    Il meccanismo del trauma ha coinvolto il rifiuto e l'anaffettività da parte dei genitori, aggressioni fisiche e psicologiche, violenze fisiche e verbali, isolamento autoindotto come difesa e isolamento subito come punizione, svalutazione subita.

    Le conseguenze del trauma sono state numerose, tra cui un bisogno impulsivo di valutazione e accettazione esterna, disforia sensibile al rifiuto, costante sensazione di pericolo, stato persistente di iperallerta, stress elevato, disgrafia reattiva, isolamento sociale e difficoltà a gestire ed esprimere le emozioni.

    Ho studiato a fondo il mio caso e le mie conclusioni nascono da diagnosi specialistiche oltre che da un'analisi logica dei fatti.
    Non cerco un terapeuta che metta in dubbio la mia diagnosi, ma qualcuno che parta da queste basi per aiutarmi a gestire il corpo e le emozioni. Io porto la conoscenza di me, il terapeuta porta gli strumenti tecnici per la regolazione del mio sistema nervoso.

    Ho già affrontato anni di terapia della parola che hanno portato solo a re-traumatizzazione e svalutazione intellettuale.
    Non voglio raccontare storie o ricevere consigli morali, ma vorrei lavorare sulla neurobiologia del trauma.
    Cerco un lavoro puramente bottom-up basato sulla titolazione delle sensazioni fisiche.

    Mi chiedo se Lei sia in grado di guidarmi in una sessione di desensibilizzazione somatica senza che io debba esporre la narrazione dei miei traumi e riaprire ancora una volta il Vaso di Pandora.
    La mia anamnesi è contenuta nelle diagnosi ricevute (ADHD, PTSD).
    Per ogni dettaglio tecnico ulteriore, posso fornire documentazione clinica, ma non intendo procedere con un resoconto verbale degli eventi traumatici, poiché il mio sistema nervoso reagisce con re-traumatizzazione e shutdown.

    Spero di trovare un terapeuta che possa aiutarmi a lavorare sulla mia neurobiologia del trauma e a gestire il mio sistema nervoso in modo più efficace.

    Grazie.
    Cordiali saluti.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Buon giorno, ho letto con molta attenzione la sua descrizione e credo che sia possibile lavorare attraverso sessioni, come lei afferma,: . La tecnica da me usata in questi casi è la NEURORIFLESSO TERAPIA PERSONALIZZATA. Per saperne di più mi può contattare. Cordiali saluti dal dott. Michele Iannelli medico neuroriflessoterapeuta, psicoterapeuta e omeopata.


    Buongiorno, vorrei un parere.
    Mio figlio ha 7 anni e da circa due settimane presenta un comportamento che mi sta preoccupando.
    Prima delle vacanze di Pasqua entrava a scuola tranquillamente: lo accompagnavo fino alla classe, ci salutavamo con un abbraccio e un bacio, e poi entrava senza problemi. Sorridente e contento di andarci. (fa la prima elementare).
    Dopo le vacanze (quindi inizio aprile), al rientro il primo giorno mi ha detto di non stare bene e l’ho tenuto a casa. Nei giorni successivi ho capito che probabilmente non era un malessere reale, quindi ho ripreso a portarlo regolarmente a scuola.
    Da quel momento, ogni mattina davanti alla porta della classe inizia a piangere in modo intenso, dicendo che vuole stare con me. Le maestre devono intervenire per prenderlo e portarlo dentro, mentre io vado via. Questo momento è emotivamente molto forte, anche se so di star facendo la cosa giusta.
    Tuttavia, dopo circa 20–30 minuti le insegnanti mi confermano sempre che si è calmato, è sereno, lavora normalmente ed è tranquillo durante tutta la mattinata.
    Invece, in occasioni diverse (ad esempio una gita) è stato capace di salutarmi senza problemi e andare verso i compagni.
    Quando gli chiedo il motivo del pianto, risponde semplicemente “non lo so”.
    Le insegnanti mi riferiscono inoltre che questo comportamento si verifica solo quando lo accompagno io, mentre con la madre non succede. (Siamo una coppia separata e nostro figlio è prevalente a me).
    Non presenta febbre, dolori o altri sintomi fisici evidenti, se non occasionali lamentele al mattino che però non sembrano avere una base reale.
    Il tragitto verso la scuola è calmo, ascoltiamo la musica, parliamo di giochi e di vita quotidiana. La salita delle scale è tranquilla, ma come arriva davanti la porta della classe scatta questo meccanismo.

    Vorrei capire se questo comportamento può avere una componente legata all’ansia o al distacco e se è qualcosa di fisiologico oppure se è il caso di approfondire con uno specialista.
    Grazie mille.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Credo che sia opportuno rivolgersi a uno psicoterapeuta EMDR, specialista nel trattamento della infanzia; occorre, in questi casi, intervenire per compredere quale disagio sta comunicando il bambino per poi risolvere il problema; cordiali saluti.


    Buongiorno, sono una ragazza di 27 anni e sono fidanzata con un ragazzo di 25 anni da ormai quasi 3 anni.
    Vi scrivo in seguito a un episodio avvenuto ieri sera che mi ha mandata abbastanza in crisi.
    Eravamo a letto, io ero buttata sopra di lui e stavo guardando il cellulare, ho fatto una battuta davvero di cattivo gusto sul fatto di andare a letto con un altro ragazzo, me ne stavo pentendo già mentre la facevo ma non so spiegarvi perchè ma mi piace stuzzicarlo e infastidirlo per ottenere attenzioni (questo da sempre).
    Lui, che era sotto di me sul letto, ha reagito dandomi uno schiaffetto sul viso in segno di rimprovero. Non era forte però l'ho sentito e il gesto in se mi ha fatta infuriare.
    So per certo che non era sua intenzione farmi del male, quando litighiamo non ha mai nemmeno accennato a segni di violenza anzi, solitamente sono io quella che sbrocca di più (mai fisicamente).
    Però lui ha sempre avuto questo vizio di dare queste schiaffette sul viso per rimprovero, non lo fa sempre ma ogni tanto capita.
    Mi sento ancora più stupida perchè sono io la prima a farlo.. nel senso che anch'io per scherzo o per rimprovero a volte gli do questi buffetti sul viso.
    Però ieri, siccome l'ho sentito, mi sono preoccupata.
    E' secondo voi un campanello allarmante?
    Quando gli ho fatto notare che non mi piace, per l'ennesima volta, che mi aveva fatto male e dicendogli più volte che è scemo, lui ha detto che io sono scema a fare battute del genere, che gli schiaffetti li do anch'io e che era uno schiaffetto e non uno schiaffo.
    Ho tenuto il muso per tutta le sera e tutta la notte, lui è molto affettuoso e ha cercato più volte le coccole che io non gli ho fatto.
    Questa mattina gli ho detto che avrebbe dovuto chiedermi scusa e lui l'ha fatto ma ha ribadito nuovamente che non era uno schiaffo e mi ha chiesto di chiedergli scusa per la battuta che ho fatto.
    Scusatemi se mi sono dilungata ma ci penso da tutto il giorno e non so come analizzare la situazione.
    Sto esagerando io?
    Grazie mille sin da ora

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Credo che sia opportuno chiarire, attraverso una consulenza con uno psicoterapeuta della coppia, cosa vi state comunicando in modo disfuzionale per poi rendere il rapporto più tranquillo e fluido; cordiali saluti.


    Buongiorno, mi hanno cambiato la cura due giorni fa perché non riesco a star al lavoro e sono sempre con ansia e attacchi. Mi ha aggiunto questo medicinale Pregabalin eg stada italia insieme a xanax mg e zarelis da prendere a colazione e dopo pranzo.
    La sera ho solo lo xanax ..
    Volevi chiedere se è normale aver giramenti di testa, sonnolenza e essere un po stordita ecc.
    Perché non ho mai preso il Pregabalin e con questa combinazione di medicinali mi farà effetto dopo quanto?
    E in piu volevo chiedere è meglio non fare neanche un aperitivo?
    Grazie Cordiali Saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Buon giorno "giramenti di testa, sonnolenza e essere un po stordita ecc" dipendono dagli psicofarmaci che sta assumendo; gli psicofarmaci non risolvono l'ansia e gli attacchi di panico che rendono difficile la sua attività lavorativa ma provocano importanti effetti colleterali negativi. Le consiglio vivamente di intraprendere una PSICOTERAPIA EMDR curare e debellare l'ansia, coadiuvata da cure con rimedi naturali per scalare il dosaggio degli psicofarmaci. Se vuole maggiori informazioni mi può contattare. Cordiali saluti da Michele Iannelli, medico specialista in Psicologia Clinica, Psicoterapeuta e Omeopata.


    Salve a tutti, ho un dubbio su come muovermi. Ho un fratello di quasi 21 anni, che è nato con un cuore uno ventricolare destro, ha subito vari interventi nel corso degli anni. Questa sua condizione ha influenzato enormemente il suo stile di vita e oggi a 21 si ritrova isolato per scelta sua, non lavora, ha lasciato gli studi a metà per cui non ha neanche un diploma, sta chiuso in casa tutti i giorni tutto il giorno a giocare al pc, ha iniziato da dopo il covid a soffrire di attacchi di ansia e/o panico. Lui non si rende conto di questa sua condizione e ha un umore molto altalenante, che influenza molto anche lo stile di vita di tutti noi familiari. Non sappiamo come comportarci, ho provato più volte a convincerlo a intraprendere almeno un percorso di psicoterapia per cercare di modificare alcune sue condizioni ma lui non ha forza di volontà e nè di iniziativa. Stavo pensando di prenotare una prima visita con un esperto ma non saprei neanche bene a chi rivolgermi se a uno psicologo o a uno psichiatra, tant’è che non saprei neanche quale approccio potrebbe andare bene per lui. È anche molto molto testardo e convincerlo è veramente difficile ma noi in casa non viviamo più a causa di questa sua condizione mentale. Spero che qualcuno mi possa dare qualche suggerimento in più, grazie a chi risponderà.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Le consiglio vivamente di rivolgersi a uno PSICOTERAPIA EMDR per provare a far curare suo fratello. Se vuole maggiori informazioni mi può contattare. Cordiali saluti da Michele Iannelli, medico specialista in Psicologia Clinica, Psicoterapeuta e Omeopata.


    Con l" agopuntura qualcuno si può guarire dall'acne? La terapia farmacologica non ha funzionato. Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    L'agopuntura, se ben applicata, riequilibria l'intero organismo e, quindi, agisce positivamente sulle cause che hanno determinato l'acne


    Buongiorno a tutti, e grazie in anticipo per le vostre opinioni.
    Sono in cura con una psicoterapeuta da circa 13 anni, con una frequenza di un incontro ogni tre settimane. Per me è stata una figura fondamentale nell’affrontare temi molto complessi legati sopratutto alla mia infanzia.
    Oggi, però, dopo tanto tempo, avverto una sensazione diversa: è come se la mia vita fosse in qualche modo scandita dagli appuntamenti terapeutici, e mi accorgo di portare il “ragionamento terapeutico” anche nella quotidianità, con una sensazione di sovraccarico mentale.
    In questo momento sento anche una certa resistenza interna al confronto terapeutico e il desiderio di vivere le mie decisioni con maggiore naturalezza e spontaneità.
    Sto quindi pensando di proporre alla mia terapeuta una pausa oppure una diversa dilazione degli incontri.
    So che ogni percorso e ogni professionista sono diversi, ma mi farebbe piacere conoscere il vostro punto di vista: come affrontereste una richiesta di questo tipo? Cosa consigliereste?
    Grazie a tutti per l’ascolto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    Buon giorno, mi pare piuttosto plausibile che lei si sta rendendo conto che, dopo 13 anni (un periodo lunghissimo), di psicoterapia si è venuto a creare un appiattimento funzionale se non una sorta di "dipendenza" da questi appuntamenti che si manifesta "con una sensazione di sovraccarico mentale" Credo che sia opportuno chiudere questa fase della sua vita, prendersi una pausa di qualche mese e qualora ne sentissi il bisogno rivolgersi a una alto tipo di terapia. In questo caso, le consiglio vivamente la Psicoterapia EMDR; si tratta di una cura d’avanguardia, originale, incisiva e validata da ricerche e pubblicazione; è adatta a tutte le età, a qualunque tipologia di sofferenza mentale e in ogni contesto.
    Essa, infatti, avendo il pregio di agire sugli aspetti profondi e cruciali della persona, ottiene risultati salutari, straordinariamente positivi e duraturi, in tempi molto più brevi rispetto alle “psicoterapie tradizionali”. Cordiali saluti da Michele Iannelli, medico specialista in Psicologia Clinica, Psicoterapeuta EMDR, Omeopata.


    Buongiorno, volevo chiedere quando insorge un problema acuto può essere usata la diluizione 35 k se in quel momento è l'unica che si ha a disposizione? Ed eventualmente passare in un secondo tempo ad una 5 o 30 ch. Mi pareva di aver letto chela 35k agisce molto sulla psiche .
    E' vero? Grazie per le eventuali risposte

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Michele Iannelli

    L'omepatia non è una terapia "fai da te"; essendo, inoltre, estremamente personalizzata deve essere regolata da un medico esperto in tale tipologia di cura. Le consiglio pertanto di rivolgersi ad un professionista. Cordiali saluti.


Domande più frequenti

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