Domande del paziente (22)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera! È una domanda molto comune, ma la risposta è meno rigida di quanto si possa pensare. Per una donna di 34 anni alta 1,60 m, il range di "normopeso, se volessimo identificare un valore medio puramente... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, quello che descrive è un paradosso molto comune: spesso chi soffre di stitichezza cerca sollievo in verdure amare come la catalogna, che è ottima perché stimola la produzione di bile e... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
buongiorno ,
Ti ringrazio per aver condiviso la tua storia con così tanta sincerità. Leggendo il tuo percorso, la prima cosa che vorrei dirti è che il tuo sconforto è assolutamente legittimo. Gestire contemporaneamente...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera , Quello che sta sperimentando è un fenomeno piuttosto comune e, per quanto fastidioso, ha una spiegazione fisiologica chiara.
Per tre mesi lei ha fornito al suo intestino un supporto esterno...
Altro
Uomo 48 anni 1,74 x 72.5 kg
salve in mese eliminando zuccheri raffinati e schifezze imbustate ho ridotto il colesterolo totale da 291 a 240 HDL è salito a 48 e LDL da 217 a 177. trigliceridi da 170 a 125
Non ho ancora iniziato con l'attività fisica che inizierò con costanza tra qualche giorno
ho possibilità di tornare a valori accettabili senza farmaci?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Guardando i suoi dati, la prima cosa che mi sento di dirle è: complimenti. Ridurre il colesterolo LDL di 40 punti e i trigliceridi in un solo mese, agendo esclusivamente sulla qualità di ciò che mette nel piatto, è un risultato straordinario che dimostra quanto il suo corpo sia pronto a rispondere bene al cambiamento.
Il fatto che i trigliceridi siano scesi e l'HDL (quello 'buono') sia salito è un segnale metabolico molto positivo. Lei ha praticamente rimosso il 'carburante' che alimentava l'infiammazione e la produzione di grassi nel sangue eliminando zuccheri e prodotti industriali.
Sulla sua domanda se potrà evitare i farmaci: le dico che le probabilità sono molto buone.
Il valore di LDL a 177 è ancora alto rispetto ai parametri di sicurezza, ma lei ha appena iniziato! L’attività fisica che sta per intraprendere sarà il suo 'farmaco naturale' più potente: lo sport non solo aiuta a bruciare i grassi, ma è lo strumento principale per alzare ulteriormente l'HDL e migliorare la pulizia delle arterie.
Il mio consiglio è di continuare con costanza su questa strada per altri tre mesi. In questo periodo, il corpo stabilizzerà i nuovi valori. Se tra tre mesi l'LDL dovesse essere ancora un po' sopra la soglia desiderata dal suo medico, prima di passare ai farmaci si possono valutare degli integratori specifici (nutraceutici) che danno l'ultima 'spinta' verso il basso ai valori
Buonasera
Pratico il digiuno intermittente 14/10, per la perdita di peso.
Durante le ore di digiuno posso usare il dolcificante in bustine Ristora light?
Grazie
Cordiali saluti
Rita
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera Rita
Il dolcificante Ristora Light è composto principalmente da destrosio, ciclamato di sodio e saccarina. Sebbene le calorie per bustina siano trascurabili, ci sono due aspetti fondamentali da considerare durante le ore di digiuno:
1. La risposta insulinica
Il destrosio (uno zucchero) e alcuni dolcificanti sintetici possono stimolare una piccola produzione di insulina o ingannare il cervello attivando la "fase cefalica" della secrezione insulinica. Poiché l'obiettivo del digiuno 14/10 è mantenere l'insulina ai livelli minimi per favorire la lipolisi (il consumo dei grassi), l'uso di questi prodotti potrebbe, in teoria, rallentare il processo.
2. Il senso di fame
L'apporto di un sapore molto dolce durante il digiuno può stimolare il desiderio di cibo e rendere psicologicamente più difficile completare le 14 ore, innescando talvolta cali glicemici reattivi.
Il mio consiglio pratico:
Per un digiuno "pulito": L'ideale sarebbe consumare solo acqua, caffè nero o tè non zuccherati. Questo garantisce il massimo beneficio metabolico.
In alternativa, valuti l'uso di poche gocce di Stevia pura (senza additivi come l'eritritolo o maltodestrine), che sembra avere un impatto quasi nullo sull'insulina.
Salve, vorrei un'informazione. Assumo tirosint , a dicembre il tsh era a 0,08 e ft3 e ft4 erano nella norma. Da circa 20 giorni ho iniziato ad avvertire battito cardiaco accelerato, soprattutto di notte, corpo in tensione,insonnia,e feci molli al mattino quando mi sveglio,di solito
sono un po' stitica. Questi sintomi possono essere legati al tsh basso o è più probabile che sono legati ad altro? Come potrei risolvere?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
"Salve! Capisco perfettamente la sua preoccupazione; i sintomi che descrive (tachicardia, tensione, insonnia e il cambiamento della regolarità intestinale) sono piuttosto fastidiosi e impattano molto sulla qualità della vita.
Dalle analisi di dicembre, il suo valore di TSH (0,08) risulta effettivamente molto basso (tecnicamente si parla di una condizione di ipertiroidismo subclinico o soppressione del TSH). Anche se gli ormoni FT3 e FT4 erano nella norma in quel momento, un TSH così basso indica che il dosaggio di Tirosint potrebbe essere eccessivo per le sue necessità attuali.I disturbi che sta avvertendo negli ultimi 20 giorni sono segnali classici di un eccesso di ormone tiroideo nel corpo.Un eccesso di ormoni tiroidei aumenta la motilità intestinale.il mio consiglio è di non sottovalutare questi segnali, ma è fondamentale che sia il suo endocrinologo a gestire la terapia.È molto probabile che il medico le prescriva dei nuovi esami del sangue (TSH, FT3, FT4) per vedere la situazione attuale e valutare un aggiustamento del dosaggio del Tirosint.
Salve sono una donna di 42 anni il mio peso è stato sempre 48 kg,a dicembre ho avuto Helicobacter pylori debellato con pylera,a gennaio i sintomi sono tornati cioè non riuscivo a mangiare come prima,ho fatto test al lattulosio e risultato positivo alla sibo, sotto consiglio del gastroenterologo ho preso normix per 10 giorni,la nutrizionista mi ha dato dieta lowfoodmap ma io continuo a perdere peso,sono arrivata a 40 kg,come si potrebbe fare a prendere peso?ho letto che la buturrina farebbe bene,ma ne gastroenterologo ne nutrizionista me ne hanno parlato,ho anche gastrite cronica fatta gastroscopia cn biopsia dopo eredicazione Helicobacter pylori, grazie se mi risponderete
RISPOSTA DEL DOTTORE:
"Gentile signora, capisco bene il suo senso di smarrimento. Perdere 8 kg su una base di 48 è un segnale importante che non va sottovalutato: ci dice chiaramente che il suo corpo è in una fase di forte malassorbimento. Quando l'intestino è infiammato dalla SIBO e lo stomaco dalla gastrite, i nutrienti non riescono a passare correttamente nel sangue, portando a questo calo ponderale nonostante l'attenzione al cibo.
La dieta Low-FODMAP è uno strumento utile nella fase acuta per togliere 'nutrimento' ai batteri della SIBO, ma è per sua natura estremamente restrittiva e non può essere seguita a lungo termine, specialmente in una condizione di sottopeso. Tuttavia, la sola dieta spesso non basta se non agiamo contemporaneamente sulla ricostruzione dei tessuti. In casi come il suo, è fondamentale affiancare alla dieta un'integrazione specifica, come la Glutammina. Questo aminoacido è il 'carburante' delle cellule intestinali e aiuta a riparare la mucosa danneggiata, migliorando la capacità di assorbimento e riducendo l'infiammazione.
Supporto Epatico: Non dimentichiamo il fegato. Dopo terapie antibiotiche d'urto (come il Pylera per l'Helicobacter) e in presenza di SIBO, il fegato è sovraccarico di tossine batteriche. Un supporto epatico mirato aiuta a migliorare la produzione di bile e la digestione generale. La Butirrina: Come ha giustamente notato, l'acido butirrico è un altro tassello chiave per nutrire l'intestino e sfiammarlo dall'interno.
Il mio consiglio:
Non cerchi di risolvere il problema solo togliendo alimenti, perché rischierebbe di perdere ulteriore peso. È necessario integrare per ricostruire. Le suggerisco di chiedere alla sua nutrizionista di rivedere il piano inserendo questi supporti per la mucosa e un apporto calorico più denso (anche in piccoli volumi), per fermare il calo e iniziare la risalita.
Io ho il magnesio con valore 1,7 ma non posso prendere il normale magnesio perché mi provoca forti diarree.E’ opportuno che prenda il pisolato o il bis gli inato?grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, il valore di 1,7 mg/dL è effettivamente al limite inferiore, quindi è corretto voler intervenire. Tuttavia, la sua reazione intestinale non mi sorprende affatto: la prima cosa che le suggerisco di fare è controllare l'INCI (l'elenco degli ingredienti) dell'integratore che ha utilizzato finora.
Molto probabilmente, tra i primi ingredienti troverà l'ossido di magnesio. Questa forma è molto comune perché economica e ricca di magnesio 'elementare', ma ha un grosso difetto: viene assorbita pochissimo dal nostro corpo (circa il 4-5%). Il resto rimane nell'intestino dove, per un effetto osmotico, richiama acqua e causa inevitabilmente forti diarree. In pratica, l'ossido di magnesio si comporta quasi più come un lassativo che come un vero integratore minerale.
Il Magnesio Bisglicinato è, a mio avviso, la scelta più indicata per lei. Essendo legato a un amminoacido, 'scavalca' i problemi digestivi e viene assorbito direttamente dalle cellule intestinali. È estremamente delicato sulla mucosa e non dovrebbe causarle alcun disturbo.
Salve pratico il digiuno intermittente 16/8, vorrei sapere se supradyn magnesio e potassio gusto arancia con edulcoranti interrompe il digiuno. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
In linea teorica, un integratore di magnesio e potassio che contiene solo sali minerali non apporta macronutrienti (carboidrati, proteine o grassi) e quindi ha un contenuto calorico trascurabile che, tecnicamente, non 'rompe' il digiuno inteso come restrizione calorica. Tuttavia, ci sono due aspetti da considerare:
Gli edulcoranti e il gusto: Il Supradyn Magnesio e Potassio utilizza edulcoranti e aromi all'arancia per renderlo gradevole. In alcuni soggetti, il sapore dolce — anche se privo di zucchero — può innescare una fase cefalica della secrezione di insulina. Se il suo obiettivo con il 16/8 è il massimo riposo metabolico e il mantenimento dell'autofagia, l'ideale sarebbe evitare stimoli dolci durante la finestra di digiuno. Per andare sul sicuro e massimizzare i benefici del suo protocollo 16/8, le suggerisco di assumere l'integratore all'interno della sua finestra alimentare (nelle 8 ore in cui mangia). Se invece sente la necessità di integratori salini durante il digiuno (magari per spossatezza o sport), sarebbe preferibile optare per formulazioni pure, senza aromi né edulcoranti.
Sono un ragazzo di 27 anni, 63 kg, non bevo, non fumo, attento all'alimentazione sana ed equilibrata, sono sempre stato sportivo tranne gli ultimi 2 anni di grande sedentarietà. Recentemente ho effettuato analisi e ho riscontrato omocisteina - 18.1, colesterolo TOT - 231, col HDL - 73, col LDL - 133, trigliceridi - 122, bilirubina alta (mi è stato detto S. Gilbert), vit B12 - 266, acido folico - 7.8, vit B6 - 28.4, lipo (a) - 27.8, vitamina D3 - 22 È una situazione da controllare? Ci sono rischi per quanto riguarda omocisteina e LDL?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro utente, grazie per aver condiviso i tuoi dubbi. Partiamo da un presupposto positivo: sei un ragazzo giovane, non fumi e sei attento a ciò che mangi, il che ti mette già in una posizione di vantaggio. Nonostante i due anni di sedentarietà, i tuoi esami raccontano una storia abbastanza chiara su cui possiamo intervenire facilmente.
Per quanto riguarda il colesterolo, non farti spaventare troppo dal valore totale di 231. Il tuo colesterolo 'buono' (HDL) è a 73, un valore eccellente che svolge un’importante funzione protettiva per le tue arterie. Anche l’LDL e la Lipoproteina (a) sono in un range che, alla tua età e con il tuo stile di vita, non desta preoccupazioni immediate. La Sindrome di Gilbert, poi, è una condizione del tutto benigna: il tuo fegato è solo un po' più 'lento' nello smaltire la bilirubina, ma non è una patologia.
Il punto su cui vorrei che ti focalizzassi è l'omocisteina a 18.1. Questo valore è un po' alto ed è spesso lo specchio della tua recente sedentarietà e di livelli di vitamine del gruppo B (B12 e acido folico) che, pur essendo nei limiti, sono un po' troppo vicini alla soglia minima. L'omocisteina è un indicatore importante per la salute cardiovascolare: l'obiettivo ideale, se non ci sono particolari mutazioni genetiche (come la MTHFR), sarebbe quello di portarla al di sotto di 10. Oltre a riprendere gradualmente l'attività fisica, che è un vero toccasana per il metabolismo, sarebbe opportuno valutare con un professionista una piccola integrazione mirata di acido folico e vitamina B12 (magari nelle loro forme già attive) e correggere l'insufficienza di Vitamina D. Portando questi nutrienti a livelli ottimali.
INDICE HOMA DI 3,31.
Come procedere? e' necessario effettuare altri esami ? occorre fare quelli delle intolleranze? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente, un indice HOMA di 3,31 indica la presenza di una insulino-resistenza, ovvero una condizione in cui le cellule dell’organismo rispondono meno efficacemente all’insulina. Sebbene non sia un valore critico, è un segnale che il metabolismo del glucosio necessita di attenzione per prevenire lo sviluppo di problematiche più severe, come il diabete di tipo 2. Il primo passo riguarda lo stile di vita. È fondamentale impostare un piano alimentare a basso carico glicemico e incrementare l'attività fisica, che è il miglior alleato per migliorare la sensibilità insulinica dei tessuti.
Più che nuovi esami, è opportuno che i risultati vengano inquadrati dal suo medico insieme ad altri parametri solitamente già valutati, come l'emoglobina glicata, il profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi) e la misurazione della circonferenza addominale.
Al momento non vi è alcuna correlazione scientifica tra l'insulino-resistenza e le intolleranze alimentari. Spesso i test per le intolleranze (ad esclusione di quelli per celiachia e lattosio) non hanno validità scientifica e rischierebbero di distogliere l'attenzione dal vero obiettivo: il riequilibrio dei carboidrati e dei grassi nella dieta.
Buon giorno, ho dimenticato fuori dal congelatore dei ravioli surgelati per 12 ore. Li ho subito rimessi nel congelatore. Posso consumarli dopo prolungata bollitura?
Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, in merito alla sua domanda è fondamentale fare una premessa sulla sicurezza alimentare poiché la salute passa prima di tutto attraverso la prevenzione dei rischi batterici. Nonostante l'idea comune che una cottura prolungata possa sanificare qualsiasi alimento, nel caso di prodotti freschi e fatti in casa che hanno trascorso dodici ore a temperatura ambiente il rischio rimane troppo elevato per essere ignorato. Durante questo lungo intervallo di tempo i batteri hanno la possibilità di moltiplicarsi in modo esponenziale e molti di questi microrganismi sono in grado di produrre delle tossine definite termostabili. Queste sostanze sono estremamente resistenti al calore e non vengono eliminate nemmeno dall'acqua bollente, il che significa che anche se il batterio venisse ucciso dalla cottura la tossina rimarrebbe attiva all'interno del ripieno dei suoi ravioli potendo causare intossicazioni gastrointestinali anche importanti. Inoltre il processo di scongelamento e successivo ricongelamento rovina irrimediabilmente la struttura cellulare dell'alimento compromettendo non solo la sicurezza ma anche la qualità e la digeribilità del prodotto. Per quanto sia dispiaciuto dover buttare del cibo preparato con cura le consiglio vivamente di non consumarli
Buongiorno, son perennemente gonfio, e con LPR collasso del palato molle che porta a sonno disturbato, oltre che inficiare sulla postura, muscolatura interamente contratta che con porta a vertigini (trapezi,scm),. D. atopica/seborroica/disidrosi in passato, e attualmente secca con sudore maleodorante anche subito dopo la doccia. Se mangio alcuni cibi come tonno in scatola, salmone affumicato, miele , banane , gorgonzola, mi si blocca la digestione, i legumi mi gonfiano ulteriormente. Vado di corpo abbastanza normalmente. Prick test positivo a olivo, acari della polvere, merluzzo, cupressacee e olivo. Aller test A33 natrixlab negativo a tutto. Da analisi, istamina fecale altissima, IgE alte, gamma globuline alte, zonulina alta, indicano alto.
Negativo a sibo, positivo a IMO. Calcproteina negativa, H pilori negativo. Non so più dove sbattere la testa per individuare "il/i colpevole/i.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, il quadro che descrive è complesso ma presenta dei fili conduttori molto precisi che collegano i suoi sintomi apparentemente distanti (digestione, postura e pelle).
La positività all'IMO (Intestinal Methanogen Overgrowth) giustifica il gonfiore perenne e il rallentamento digestivo. A differenza della SIBO comune, i microrganismi che producono metano possono influenzare pesantemente la motilità intestinale e, di riflesso, causare reflusso faringo-laringeo (LPR) per via delle pressioni intra-addominali che spingono verso l'alto.
Gli indicatori di Zonulina alta e Istamina fecale elevata suggeriscono una 'permeabilità intestinale': la barriera che dovrebbe proteggerla è indebolita, permettendo il passaggio di sostanze che attivano il sistema immunitario (come dimostrano le IgE e le Gamma globuline alte). Questo spiega perché cibi ricchi di istamina o istamino-liberatori (tonno, formaggi stagionati, salmone) blocchino la sua digestione e peggiorino le manifestazioni cutanee.
In questi casi, l'approccio vincente non è solo cercare 'il colpevole' in un singolo alimento, ma lavorare su più fronti:
Protocollo nutrizionale specifico per IMO e a basso tenore di istamina, per sfiammare la mucosa.
Ripristino della barriera intestinale per abbassare i livelli di zonulina.
Supporto alla motilità per evitare che la fermentazione influisca sul sonno e sulla tensione muscolare (che riferisce a livello di trapezi e SCM).
Le consiglio di farsi seguire per impostare un piano alimentare sequenziale: prima si riduce il carico infiammatorio e batterico, poi si lavora sulla ricolonizzazione e sulla tolleranza alimentare
Buon giorno, ho dimenticato fuori dal congelatore per 12 ore dei ravioli fatti in casa, crudi e già surgelati. Li ho subito rimessi nel congelatore e, visto che sarebbero da cuocere, chiedo se li potrò ancora consumare dopo una prolungata cottura. Grazie per l'attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, in merito alla sua domanda è fondamentale fare una premessa sulla sicurezza alimentare poiché la salute passa prima di tutto attraverso la prevenzione dei rischi batterici. Nonostante l'idea comune che una cottura prolungata possa sanificare qualsiasi alimento, nel caso di prodotti freschi e fatti in casa che hanno trascorso dodici ore a temperatura ambiente il rischio rimane troppo elevato per essere ignorato. Durante questo lungo intervallo di tempo i batteri hanno la possibilità di moltiplicarsi in modo esponenziale e molti di questi microrganismi sono in grado di produrre delle tossine definite termostabili. Queste sostanze sono estremamente resistenti al calore e non vengono eliminate nemmeno dall'acqua bollente, il che significa che anche se il batterio venisse ucciso dalla cottura la tossina rimarrebbe attiva all'interno del ripieno dei suoi ravioli potendo causare intossicazioni gastrointestinali anche importanti. Inoltre il processo di scongelamento e successivo ricongelamento rovina irrimediabilmente la struttura cellulare dell'alimento compromettendo non solo la sicurezza ma anche la qualità e la digeribilità del prodotto. Per quanto sia dispiaciuto dover buttare del cibo preparato con cura le consiglio vivamente di non consumarli
Buonasera a dicembre mi è stato diagnosticato Helicobacter pylori debellato con pylera, successivamente avevo ancora sintomi così ho fatto test al lattulosio positivo sibo H2>20ppm,CH410>ppm il gastroenterologo dice che è a idrogeno,voi cosa ne pensate?ho fatto cura con normix 10 giorni 6 compresse al giorno, adesso sto seguendo dieta lowfoodmap ma non appena sgarro tornano i sintomi con crampi e diarrea,inoltre ho perso 9 kg da dicembre e sono un soggetto magro,sono 39 kg ho 42anni alta 1,50 il mio peso è stato sempre 48 .La nutrizionista mi ha dato da prendere omega 3 solgar 1 pranzo,1 sera, glutammina 1cps mattina stomaco vuoto 1 cos prima di andare a dormire,e olio di cocco dopo 10min di gluttamina,voi cosa ne pensate?sembra che sono in un vicolo cieco senza uscita,si guarisce da questa sibo.Grazie a chi mi risponderà
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Il quadro che descrive è complesso ma ha una sua logica clinica: il trattamento per l’Helicobacter Pylori, purtroppo, può alterare profondamente l’equilibrio della flora batterica, creando il terreno fertile per lo sviluppo della SIBO. Dai valori che riporta, la diagnosi di SIBO a idrogeno è corretta, ma la presenza di metano (anche se vicino ai limiti) suggerisce una possibile componente mista che spiega la difficoltà nel risolvere i sintomi rapidamente.
La perdita di peso è il segnale che il suo intestino non sta assorbendo correttamente i nutrienti, sia a causa dell’eccesso di batteri nel tenue, sia per l'eccessiva restrizione che spesso la dieta Low FODMAP comporta. È fondamentale capire che questa dieta è uno strumento diagnostico temporaneo, non una soluzione definitiva: se i sintomi tornano appena introduce un alimento, significa che la barriera intestinale è ancora troppo fragile. In merito al protocollo che sta seguendo, l'integrazione con glutammina e omega-3 mira proprio a sfiammare e riparare la mucosa, mentre l'olio di cocco viene usato per le sue proprietà antibatteriche naturali. Tuttavia, con un peso di 39 kg, la priorità assoluta deve essere il recupero nutrizionale.
Guarire dalla SIBO è assolutamente possibile, ma serve pazienza: il percorso richiede tempo, mediamente almeno tre mesi di trattamento costante per vedere risultati stabili. In questa fase è di vitale importanza affiancare un supporto epatico, per aiutare il fegato a gestire le tossine liberate durante la pulizia batterica. Per sostenere l'organismo e l'idratazione senza appesantire la digestione, può provare a sorseggiare durante la giornata un'acqua vegetale: ( in un litro d'acqua 1 limone non trattato sia succo che buccia
• la punta di un cucchiaino da caffé di curcuma in polvere e di cannella
• un pezzo di zenzero fresco di circa 5 cm
• 1 cetriolo
• 10 foglie di menta
La frutta e gli ortaggi vanno tagliati a fette in maniera tale che l’acqua si aromatizzi meglio.
L’acqua vegetale ha bisogno di almeno dodici ore di infusione in acqua. Prepararla la sera precedente farla raffreddare a temperatura ambiente e tenerla in frigo tutta la notte. Il giorno dopo filtrare bene e versare in una caraffa o un bicchiere ermetico.
Questa acqua vegetale, oltre a fornire minerali preziosi senza irritare con le fibre, agisce come un vero e proprio impacco lenitivo naturale che prepara il terreno ideale affinché la glutammina e gli altri integratori possano lavorare efficacemente sulla riparazione della mucosa.
Inoltre oltre ai supplementi, occorre lavorare sulla motilità intestinale e valutare un supporto calorico specifico che non alimenti i batteri ma nutra lei. Non si scoraggi, il recupero del peso è il primo passo per dare al suo corpo la forza di ritrovare l'equilibrio perduto."
Salve, con allergia al nichel e cobalto (non posso neanche integrare la b12 avendo una modificazione genetica omozigote), intolleranza al glutine e lattosio, cosa potrei mangiare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
In una situazione come la sua, l'obiettivo non è semplicemente 'togliere' degli alimenti, ma selezionare con estrema precisione ciò che il suo corpo può processare senza infiammazione. Per quanto riguarda i carboidrati, ci orienteremo su fonti naturalmente prive di glutine ma che siano anche povere di nichel, prediligendo ad esempio il riso bianco rispetto ad altri cereali o pseudocereali che tendono invece ad accumulare metalli dal terreno.
La questione della vitamina B12 e del cobalto è l'aspetto più delicato: poiché il cobalto è parte integrante della struttura della B12, la sua condizione genetica richiede una strategia mirata che privilegi fonti proteiche animali sicure e, se necessario, forme di integrazione altamente biodisponibili che non vadano in conflitto con la sua sensibilità. Anche la scelta delle verdure e dei metodi di cottura diventa fondamentale; l'uso di pentolame certificato e la selezione di ortaggi a basso accumulo di metalli, come zucchine o finocchi, permettono di abbassare il carico tossico quotidiano senza rinunciare ai nutrienti essenziali.
Le consiglio vivamente di non procedere per tentativi, poiché il rischio di carenze micronutrizionali in un quadro così specifico è concreto. Sarebbe opportuno valutare insieme i suoi ultimi esami per disegnare un piano alimentare che rispetti la sua biochimica e le restituisca il piacere di mangiare in sicurezza. Resto a sua disposizione per approfondire ogni aspetto."
Buongiorno
Ho fatto il test
Tb1 2,27
Tb2 5,14
Mitogeno 8,12
Mi devo preoccupare?? Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,i risultati che riporta indicano una positività al test IGRA (comunemente noto come Quantiferon). Per aiutarla a interpretare questi numeri senza allarmarsi, è utile fare una distinzione importante.I valori TB1 (2,27) e TB2 (5,14) sono superiori alla soglia di riferimento , il che suggerisce che il suo sistema immunitario ha incontrato in passato il batterio della tubercolosi e ne conserva memoria. Il valore del Mitogeno, essendo alto, conferma semplicemente che il test è attendibile e che il suo sistema immunitario ha reagito correttamente allo stimolo in laboratorio.Tuttavia, un test positivo non significa necessariamente essere malati. Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di una "infezione latente": il batterio è presente nell'organismo ma è inattivo, non è contagioso e non provoca sintomi.Il mio consiglio è di non preoccuparsi eccessivamente, ma di procedere con i passi corretti: mostri i risultati al suo medico di base o a uno specialista pneumologo. Solitamente, in questi casi, viene richiesto un approfondimento radiologico per confermare lo stato di latenza e decidere se procedere con un semplice monitoraggio o una terapia preventiva. Un cordiale saluto,
gli integratori interrompono il digiuno intermittente ? Il caffè bevuto durante il digiuno mantiene alto il cortisolo ? Questo fattore può essere indicato come rallentamento al dimagrimento ? Cosa fare nel caso sia un ostacolo ?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
le sue domande sono molto interessanti e toccano dubbi comuni a chi utilizza il digiuno intermittente come strategia metabolica. Vediamo di fare chiarezza punto per punto.
Per quanto riguarda gli integratori, la risposta dipende dalla loro composizione. Se parliamo di vitamine o sali minerali in compresse o capsule, l'apporto calorico è nullo e non interrompono il digiuno. Al contrario, integratori in polvere spesso contengono eccipienti, aromi o zuccheri che possono stimolare l'insulina, vanificando i benefici della restrizione calorica. Il mio consiglio è di assumere gli integratori (specialmente quelli liposolubili) durante i pasti per migliorarne l'assorbimento.
Passando al tema del caffè e cortisolo, è vero che la caffeina stimola la ghiandola surrenale a produrre cortisolo, l'ormone dello stress. In condizioni normali, un paio di caffè neri e amari durante il digiuno sono ben tollerati. Tuttavia, se siamo già in una fase di forte stress o se il consumo è eccessivo, il cortisolo può restare cronicamente elevato.
Può questo rallentare il dimagrimento? Potenzialmente sì. Il cortisolo alto favorisce la ritenzione idrica e può innalzare la glicemia, stimolando indirettamente l’insulina (l'ormone che "blocca" i grassi). Se il corpo percepisce uno stress eccessivo, tende a mettersi in una modalità di "risparmio energetico", rendendo il calo di peso più lento e faticoso, specialmente nella zona addominale.
Il segreto non è eliminare tutto, ma bilanciare. Provi a limitare il caffè a non più di due tazzine al mattino, assicurandosi di idratarsi molto con acqua e tisane non zuccherate nel resto della giornata. Inoltre, è fondamentale che la finestra in cui mangia sia nutrizionalmente completa: se il digiuno è troppo aggressivo per il suo stile di vita, il corpo reagirà producendo ancora più stress.
Ogni metabolismo è unico e spesso piccoli aggiustamenti nel tipo di nutrienti scelti possono sbloccare la situazione senza dover rinunciare alle proprie abitudini. Resto a sua disposizione qualora volesse analizzare più nel dettaglio il suo schema alimentare per adattarlo meglio alle sue esigenze.
Salve, il gastroenterologo mi ha diagnosticato una colite spastica, siccome non ho idea di cosa posso mangiare per stare bene ed evitare di mangiare sempre le stesse cose, avrei bisogno di una nutrizionista che mi aiuti in questo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
comprendo perfettamente la sua situazione. Molto spesso, quando si riceve una diagnosi di colite spastica, la prima reazione è quella di eliminare quasi tutto per paura di stare male, finendo però per mangiare in modo monotono e poco appagante. Questo, a lungo andare, non solo diventa difficile da sostenere psicologicamente, ma non aiuta nemmeno il nostro intestino a guarire.
La colite spastica (o sindrome dell'intestino irritabile) non si cura "togliendo cibi per sempre", ma imparando a capire quali alimenti il suo corpo fatica a gestire in questo momento e come reintegrarli gradualmente.Posso aiutarla a ritrovare la serenità a tavola attraverso un percorso mirato che non si limiti a una lista di divieti ma attraverso una strategia che miri a sfiammare l'intestino prima di tutto per poi supportare il microbiota. lavoreremo per nutrire i batteri "buoni" del suo intestino, rendendolo col tempo meno sensibile
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