Domande del paziente (102)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
in generale un angioma (le classiche “macchioline rosse” o rilievi vascolari della pelle) è una lesione benigna e non rappresenta un pericolo per la salute.
Gli angiomi più comuni negli adulti...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
capisco l’ansia, ma posso rassicurarla: la ciclosporina (Ciqorin) è un farmaco utilizzato da molti anni per la psoriasi e, se prescritta e controllata correttamente, è sicura.
Dopo 1–2 giorni...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da quello che descrive (striscia arrossata con piccole vescicole “a grappolo” e dolore che si irradia lungo lo stesso lato) il quadro è più suggestivo per herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio)...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
provo a chiarire meglio perché è un punto importante.
Le due ipotesi che le hanno fatto (basalioma vs lupus cutaneo) sono molto diverse tra loro e richiedono cure completamente opposte.
1) Basalioma...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
può stare tranquillo: nella situazione che descrive (contatto manuale senza ferite o lesioni cutanee) il rischio di trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili è praticamente nullo.
Le...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che descrive è molto probabilmente un telogen effluvium, cioè una caduta dei capelli reattiva che può comparire dopo una perdita di peso importante (soprattutto se rapida).
È una situazione...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
capisco molto bene la sua preoccupazione, soprattutto perché si tratta di un ragazzo giovane.
Da quello che descrive, è molto probabile che si tratti di alopecia androgenetica precoce. In questi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
le rispondo punto per punto così da chiarire bene.
1) Margini chirurgici negativi: cosa significa
Sì, ha capito correttamente: i “margini chirurgici” includono:
- margini laterali (bordi)
-...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
sì, quello che descrive è abbastanza comune con Tetralysal (limeciclina).
Il dolore “alla bocca dello stomaco” è spesso legato a una irritazione gastrica o esofagea, che può comparire anche...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco perfettamente l’ansia, ma cerco di rassicurarla con ordine.
1) Il dato più importante è l’esame istologico.
Il referto riporta “nevo melanocitario composto”, quindi:
- lesione benigna
-...
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Buonasera, sono una donna di 40 anni, osservo i miei capelli diventare sempre più corti da quando ne avevo 20. Negli ultimi due anni il problema ha interessato tempie e frontale che si sono arretrati e ricoperti di peluria sottile come quella dei neonati. Mia nonna paterna aveva fin da giovane lo stesso modello di perdita di capelli, quindi sospetto un' alopecia androgenetica. Credo che il trattamento in questo caso sia minoxidil, ma sono impossibilitata a usare la lozione perché ho un cane malato di disbiosi che mangia tutto quello che trova e spesso nelle sue feci ci sono grandi quantità di peli e capelli, perché mastica e ingoia tutto quello che trova. Se espongo questo mio problema al tricologo sarà disposto a prescrivermi minixidil orale? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da quello che descrive il quadro è molto compatibile con alopecia androgenetica femminile (miniaturizzazione con “peluria” sottile su frontale/tempi e familiarità).
Il punto che solleva è corretto:
il minoxidil topico è la prima scelta, ma nel suo caso c’è un problema reale di sicurezza per l’animale (il minoxidil è tossico per cani e soprattutto gatti se ingerito).
Per quanto riguarda il Minoxidil orale:
- Sì, oggi viene utilizzato sempre più spesso a basse dosi (low-dose oral minoxidil)
- È un uso off-label, ma diffuso in tricologia
- Può essere una valida alternativa quando il topico non è utilizzabile (come nel suo caso)
Quindi:
- Si, un tricologo può prescriverlo, se non ci sono controindicazioni
- Prima di iniziarlo, di solito si valuta:
- pressione arteriosa
- eventuali patologie cardiovascolari
- altri farmaci assunti
- Possibili effetti collaterali (dose-dipendenti):
- lieve ipertricosi (peluria su viso/corpo)
- possibile abbassamento della pressione (raramente clinicamente rilevante alle basse dosi)
Alternative/strategie aggiuntive:
- antiandrogeni (es. spironolattone) se indicati
- lozioni diverse dal minoxidil (meno efficaci però)
- eventuale combinazione di terapie
In sintesi:
- il suo ragionamento è corretto
- il minoxidil orale è una opzione concreta e spesso utilizzata
- nel suo caso è particolarmente sensato considerarlo
Le consiglio di esporre serenamente il problema: è una situazione comune e i tricologi sono abituati a gestirla.
Buongiorno. Come da anni, a primavera mi inizia la dermatite in particolare alle gambe e dietro la schiena. Stavolta però ha interessato anche l'area dei seni, soprattutto quello di sinistra. Si estende dal lato pelle del seno fino all'aureola del capezzolo e mi pizzica soprattutto prima di addormentarmi o quando sfrega con i vestiti. Essendo una studentessa di medicina del quarto anno volevo chiedervi informazioni su come comportarmi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da come descrive la situazione, più che una semplice “dermatite generica” parlerei di una dermatite atopica dell’adulto che tende a riacutizzarsi in alcuni periodi dell’anno, come spesso succede in primavera.
Il fatto che il problema si ripresenti da anni, nelle stesse sedi (gambe e dorso), con prurito accentuato la sera o con lo sfregamento, è molto tipico. Anche l’estensione al seno, compresa l’area areolare, può rientrare nel quadro: sono zone più sensibili e facilmente irritabili, soprattutto quando la barriera cutanea è già “fragile”, come accade nella dermatite atopica.
Dal punto di vista pratico, la gestione si basa su due livelli.
Da un lato c’è la terapia di fondo, che è spesso sottovalutata ma fondamentale: l’uso costante di creme emollienti, anche quando la pelle sembra stare bene, serve proprio a ridurre la frequenza delle riacutizzazioni.
Dall’altro lato, quando la dermatite si riaccende, si può intervenire con una terapia topica mirata: in genere cortisonici per pochi giorni, mentre nelle zone più delicate come il seno e l’areola sono spesso preferibili gli inibitori della calcineurina, perché meglio tollerati nel lungo periodo.
È utile anche fare attenzione ai fattori che possono peggiorare la situazione: sudorazione, sfregamento (ad esempio reggiseni stretti o tessuti sintetici) e detergenti troppo aggressivi.
Un’unica accortezza in più riguarda proprio la sede mammaria: se la lesione dovesse rimanere solo da un lato, persistente e poco responsiva alla terapia, allora è corretto farla rivalutare, più per scrupolo che per reale sospetto.
Infine, è importante aggiungere che, se nel tempo il controllo con le sole terapie locali risultasse insufficiente o le riacutizzazioni fossero frequenti e impattanti, oggi esistono anche opzioni sistemiche (farmaci per via orale o biologici) che permettono di gestire la dermatite atopica in modo molto più efficace nei casi moderati-severi.
Nel complesso, però, il quadro che descrive è coerente con una dermatite atopica e si gestisce bene con queste misure.
Salve è più di 1 mese che ho l orticaria prurito ovunque ho fatto 16 giorni di cortisone e antistaminico e ancora ho tutte le puntine rosse sul petto e sulla pancia e il prurito persiste cosa posso fare ? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da quello che descrive è molto probabile che si tratti di una orticaria che sta assumendo un andamento più persistente, cosa che può capitare e che rientra nelle forme cosiddette “croniche” quando supera le 4–6 settimane.
Il fatto che abbia già fatto una terapia con cortisone e antistaminico senza una risoluzione completa non è così raro. Il cortisone, infatti, tende a spegnere temporaneamente i sintomi, ma non rappresenta una soluzione stabile nel tempo, mentre l’orticaria cronica richiede spesso una gestione un po’ diversa e più continuativa.
Un aspetto importante da chiarire è anche la natura delle lesioni: le “puntine rosse” sul petto e sulla pancia, se rimangono fisse per giorni nello stesso punto, non sono sempre tipiche dell’orticaria classica (che invece compare e scompare nel giro di poche ore). In questi casi può esserci anche una componente diversa e vale la pena fare una rivalutazione clinica per essere sicuri della diagnosi.
Dal punto di vista pratico, quello che di solito si fa è ottimizzare la terapia antistaminica, che rappresenta il cardine del trattamento. Spesso è necessario assumerla in modo continuativo e, se serve, anche a dosaggi più alti rispetto a quelli standard (sempre sotto indicazione medica). Parallelamente, può essere utile cercare di limitare eventuali fattori che peggiorano i sintomi, come caldo, sudorazione, stress o alcuni farmaci come gli antinfiammatori.
La cosa rassicurante è che, anche quando l’orticaria diventa persistente, oggi esistono terapie molto efficaci per controllarla, inclusi farmaci più avanzati nei casi che non rispondono agli antistaminici.
In sintesi, non è una situazione pericolosa, ma va probabilmente rivalutata e gestita in modo un po’ più mirato rispetto a quanto fatto finora.
Dermatite Atopica importante su bambina quasi 6 anni estesa a tutto il corpo (incluso viso) nelle fasi acute, prurito costante soprattutto su collo, labbra e pieghe ginocchia, braccia, ascelle. Utilizziamo pomate, balsami, oli detergenti per lavare, specifici per dermatiti atopiche. purtroppo nelle fasi acute funzionano solo terapie cortisoniche. Esistono altre possibili terapie o approfondimenti da eseguire o centri specifici?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da quello che descrive si tratta di una dermatite atopica importante, non solo per l’estensione ma soprattutto per il prurito continuo e il coinvolgimento di zone molto sensibili come viso e pieghe. In questi casi è assolutamente comprensibile che nelle fasi acute risponda bene solo al cortisone: è un comportamento tipico della malattia, non significa che stiate sbagliando qualcosa.
Quello che spesso manca, però, è un cambio di approccio: non limitarsi a “spegnere” le fasi acute, ma cercare di prevenire le riacutizzazioni e mantenere la pelle stabile nel tempo.
Accanto agli emollienti, che state già usando correttamente, esistono delle alternative molto utili ai cortisonici, soprattutto per le zone delicate. Mi riferisco agli inibitori della calcineurina (come tacrolimus o pimecrolimus): non sono cortisonici, si possono usare anche su viso e pieghe e sono particolarmente indicati per il mantenimento. L’idea non è usarli solo quando la pelle è molto infiammata, ma anche dopo, in modo “strategico”, ad esempio 2 volte a settimana sulle zone che tendono a riaccendersi, proprio per ridurre la frequenza delle ricadute. Questo approccio si chiama “proattivo” ed è oggi uno dei cardini della gestione.
Se però, nonostante queste strategie, il controllo rimane scarso — come nel caso che descrive — è importante sapere che oggi non ci si ferma più alle creme. Esistono anche terapie sistemiche, cioè farmaci che agiscono “dall’interno”, indicati nei casi più estesi o resistenti. Tra questi, il più utilizzato in età pediatrica è il dupilumab, un farmaco biologico che agisce sui meccanismi dell’infiammazione atopica. Nei bambini che ne hanno indicazione può portare a un miglioramento molto significativo sia delle lesioni sia, soprattutto, del prurito, che è spesso l’aspetto più invalidante.
Un altro punto fondamentale è proprio il prurito: non è solo un sintomo, ma il vero motore della dermatite. Se non viene controllato, il bambino si gratta, la pelle si danneggia e la dermatite si autoalimenta. Per questo, nei quadri più importanti, si interviene in modo più deciso anche su questo aspetto.
Per quanto riguarda eventuali esami, non sempre sono necessari: le allergie, soprattutto alimentari, vengono spesso chiamate in causa ma non sono la causa della dermatite atopica. Vanno valutate solo se ci sono segnali specifici.
Alla luce di tutto questo, nel vostro caso ha assolutamente senso rivolgersi a un centro dermatologico specializzato, dove possano impostare un percorso più strutturato e, se necessario, valutare anche terapie avanzate.
In sintesi, quello che state vedendo è una forma più impegnativa di dermatite atopica, ma oggi abbiamo strumenti molto più efficaci rispetto al passato per gestirla: l’obiettivo non è solo curare le crisi, ma ridurne la frequenza e migliorare in modo stabile la qualità di vita.
Buongiorno ho una couperose rosacea spesso il mio viso con un minimo cambiamento di temperatura da rosso tende al bordeaux avevo pensato ceramol 311 voi cosa mi consigliate
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da quello che descrive siamo di fronte a una rosacea a prevalente componente vascolare (couperose): la pelle è molto reattiva e, anche con piccoli sbalzi di temperatura, tende a passare rapidamente dal rosso al bordeaux. Questo succede perché i vasi superficiali sono più “instabili” e si dilatano facilmente.
L’idea di utilizzare Ceramol 311 è assolutamente corretta: è una crema che aiuta a ripristinare la barriera cutanea e, nel tempo, rende la pelle un po’ meno sensibile agli stimoli esterni. Va però considerata come una base di mantenimento, utile per stabilizzare la pelle, ma non sufficiente da sola a controllare il rossore vascolare.
Per gestire meglio la situazione, conviene ragionare su più livelli.
Prima di tutto la routine quotidiana: detergenti molto delicati, niente prodotti aggressivi, evitare scrub o acidi esfolianti, e soprattutto fotoprotezione costante. Il sole, anche quando non sembra intenso, è uno dei principali fattori che peggiorano la rosacea.
Poi c’è tutto il capitolo dei trigger: caldo, freddo, vento, bevande molto calde, alcol, stress. Non sempre si possono evitare completamente, ma riconoscerli aiuta già a ridurre gli episodi.
Se però il rossore è frequente o marcato, si possono affiancare delle terapie più specifiche.
Dal punto di vista topico:
- esistono creme come brimonidina o oxymetazolina, che hanno un effetto vasocostrittore temporaneo e riducono il rossore per alcune ore (utili soprattutto in situazioni sociali)
- se c’è anche una minima componente infiammatoria (puntini, brufolini), si possono usare prodotti come metronidazolo, acido azelaico o ivermectina
- Dal punto di vista delle terapie fisiche:
il trattamento più efficace sulla couperose vera è il laser vascolare o la luce pulsata (IPL)
questi trattamenti agiscono direttamente sui capillari dilatati, riducendo il rossore in modo più stabile nel tempo
- Nei casi più importanti o resistenti:
si possono valutare anche terapie sistemiche leggere (ad esempio basse dosi di tetracicline), ma solo se c’è una componente infiammatoria associata
In sintesi, Ceramol 311 è un ottimo punto di partenza, ma nella rosacea è spesso necessario un approccio più completo: proteggere la pelle, ridurre i trigger e, se serve, intervenire in modo mirato sui vasi o sull’infiammazione.
Salve,ho operazione per protesi anca ai primi di maggio,ho molta psoriasi nelle gambe ( sotto il ginocchio per lo più) non nella zona da operare( a meno che non sia molto piccola e che io non vedo).e pericoloso per un eventuale infezione post operatoria,e come devo agire( basta la crema,ho devo fare punture, oppure niente),grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
la sua è una domanda molto sensata, soprattutto in vista di un intervento come la protesi d’anca, dove giustamente si pensa anche al rischio di infezioni.
La cosa più importante da sapere è questa: la psoriasi in sé non è un’infezione e non impedisce l’intervento, ma ciò che conta davvero è lo stato della pelle nella zona in cui verrà effettuato il taglio chirurgico.
Nel suo caso, da quello che descrive, le lesioni sono localizzate soprattutto sotto il ginocchio e non nella sede dell’intervento. Questo è un punto molto rassicurante, perché il rischio aumenta soprattutto quando ci sono placche attive proprio nell’area da operare.
Detto questo, l’obiettivo non è “fare chissà quali terapie”, ma semplicemente arrivare all’intervento con la pelle il più possibile tranquilla e non infiammata. Nella maggior parte dei casi questo si ottiene con una gestione abbastanza semplice: utilizzare con costanza le terapie topiche (creme) nelle settimane precedenti, in modo da ridurre al minimo l’attività della psoriasi.
Non è necessario, di routine, fare “punture” o terapie sistemiche: queste si prendono in considerazione solo se la psoriasi è molto estesa, difficile da controllare o, soprattutto, se interessa aree vicine alla zona chirurgica. Diversamente, nella grande maggioranza dei pazienti le creme sono più che sufficienti.
Un piccolo consiglio pratico è quello di fare, prima dell’intervento, un controllo dermatologico, anche solo per confermare che la zona dell’anca sia effettivamente libera da lesioni attive. Questo aiuta anche il chirurgo a lavorare con maggiore tranquillità.
In sintesi, per come la descrive:
la situazione è generalmente compatibile con l’intervento senza particolari problemi, a patto di arrivarci con la pelle ben controllata. Non serve fare terapie aggressive “per prevenzione”, ma semplicemente gestire bene la psoriasi nelle settimane precedenti.
Buon pomeriggio. Ho concluso una terapia cortisonica (Bentalan fiale prima 3,5 per tre giorni poi a scalre per sei giorni Benetaln da 1,5 mg) da circa due settimane ed ho notato sul viso rossore con qualche rilievo della pelle. Non ho pruriti, nè bruciori.Può esserci un collegamento con il cortisone? Sarebbe meglio andare dal dermatologo? O anche il medico di famiglia?. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio,
quello che descrive può effettivamente avere un legame con la terapia cortisonica che ha fatto. Dopo cicli di cortisone sistemico, anche non lunghissimi, la pelle del viso può “reagire” a distanza di qualche settimana con rossore e lieve irregolarità, come nel suo caso.
Una delle ipotesi più probabili è una rosacea steroide-indotta. Il cortisone può inizialmente ridurre l’infiammazione, ma in alcune persone può anche slatentizzare una predisposizione alla rosacea, che poi si manifesta dopo la sospensione con arrossamento persistente e piccoli rilievi cutanei. Il fatto che non abbia prurito o bruciore è rassicurante, ma non esclude questo quadro.
Per questo motivo, più che considerarla una semplice irritazione transitoria, è corretto farla valutare da un dermatologo, così da confermare la diagnosi e impostare, se necessario, una terapia mirata che eviti che il problema si stabilizzi.
Nel frattempo può adottare alcune accortezze utili:
- usare detergenti molto delicati
- applicare una crema lenitiva/barriera
- evitare prodotti aggressivi o trattamenti fai-da-te
- limitare fattori che aumentano la vasodilatazione (caldo, sbalzi termici, bevande molto calde)
- evitare l’esposizione solare diretta e, se necessario, utilizzare una fotoprotezione adeguata, perché il sole può accentuare il rossore e mantenere l’infiammazione
In sintesi:
è plausibile un legame con il cortisone e la rosacea steroide-indotta è una possibilità concreta; proprio per questo è consigliabile una valutazione dermatologica, mentre nel frattempo è utile proteggere e “calmare” la pelle, evitando anche il sole.
Sporanox è un farmaco pericoloso per gli uomini? Ha effetti collaterali gravi? Va usato pe runa balanopostite?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, capisco bene la sua preoccupazione: quando si parla di farmaci sistemici è assolutamente normale avere dei dubbi, soprattutto leggendo i possibili effetti collaterali.
Lo Sporanox, cioè l’itraconazolo, è un antifungino orale utilizzato da molti anni ed è generalmente considerato un farmaco sicuro quando viene prescritto con indicazione corretta. Non è pericoloso per gli uomini in quanto tali e non ha effetti specifici legati al sesso maschile, né interferisce in modo diretto con ormoni o fertilità. Come tutti i farmaci sistemici, però, non è completamente privo di possibili effetti indesiderati. Nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi lievi e transitori, come nausea, senso di pesantezza o mal di testa. Più raramente possono comparire alterazioni degli esami del fegato o interazioni con altri farmaci, motivo per cui è importante che venga sempre prescritto dopo una valutazione medica, soprattutto se si assumono altre terapie o se la cura deve durare a lungo.
Per quanto riguarda la balanopostite, la questione centrale è capire la causa. Questo tipo di infiammazione può essere dovuto a un’infezione da Candida, ma anche a irritazioni locali, dermatiti o altre condizioni infiammatorie. Quando la causa è fungina, un antifungino è appropriato, ma nella maggior parte dei casi si inizia con una terapia locale, cioè con creme, che sono efficaci e molto ben tollerate. L’itraconazolo per bocca viene preso in considerazione solo in situazioni particolari, ad esempio quando l’infezione tende a recidivare, quando è più estesa oppure quando non risponde adeguatamente alla terapia topica.
Se invece la balanopostite ha un’origine irritativa o infiammatoria, l’antifungino sistemico non è utile e può essere necessario un approccio completamente diverso. In sintesi, quindi, lo Sporanox non è un farmaco pericoloso se usato correttamente, ma non rappresenta la prima scelta nella maggior parte delle balanopostiti e non dovrebbe essere assunto senza una diagnosi precisa.
Buongiorno sto usando Selgamis crema la sera a giorni alterni con duoclin gel. Volevo sapere quale fondotinta potrei usare la mattina ? O sarebbe meglio una crema solare 50 colorata?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sta già seguendo una terapia ben strutturata, quindi la scelta del prodotto da usare al mattino è importante soprattutto per proteggere la pelle e mantenere un buon equilibrio senza irritarla.
Considerando che utilizza Selgamis e Duoclin, la cute può essere un po’ più sensibile, reattiva o tendente a seccarsi. Per questo motivo, al mattino la priorità non è tanto “coprire”, ma proteggere, in particolare dalla luce solare, che può peggiorare arrossamenti, macchie e irritazione.
In questo contesto, le direi che la scelta migliore è una protezione solare SPF 50 colorata. È una soluzione molto valida perché unisce più vantaggi: protegge dai raggi UV, uniforma leggermente l’incarnato come un fondotinta leggero e, rispetto a molti fondotinta tradizionali, è generalmente più adatta a una pelle in trattamento, quindi meno occlusiva e meglio tollerata.
Se invece preferisce utilizzare un fondotinta, può farlo, ma con alcune accortezze. È importante scegliere un prodotto leggero, non comedogenico e possibilmente indicato per pelli sensibili o acneiche. In ogni caso, sotto dovrebbe sempre applicare una protezione solare, perché il fondotinta da solo non garantisce una protezione adeguata.
In pratica, per semplificare la routine e ridurre il rischio di irritazioni, spesso consiglio di utilizzare direttamente una solare 50+ colorata al mattino, che svolge sia funzione protettiva che estetica. È una soluzione più “dermatologica” e generalmente meglio tollerata durante queste terapie.
Ho cicatrice sulla fronte , ho tolto i punti due gg fa...meglio usare dermatix gel o same plast gel? Quando esco ho cicalfate 50 + di Avene...la posso mettere sopra per proteggere dai raggi solari?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco perfettamente il suo dubbio, ed è molto positivo che si stia occupando della cicatrice già in questa fase precoce: è proprio adesso che si possono ottenere i risultati migliori nel lungo periodo.
Per quanto riguarda la scelta tra Dermatix gel e Sameplast gel, può stare tranquilla: si tratta in entrambi i casi di gel a base di silicone, che rappresentano il trattamento di riferimento per migliorare l’aspetto delle cicatrici. Non ci sono differenze sostanziali in termini di efficacia, quindi può utilizzare serenamente quello che preferisce o che ha già a disposizione.
L’aspetto più importante, in questo momento, è capire se la ferita è completamente chiusa. A due giorni dalla rimozione dei punti può essere ancora leggermente “immatura”: se la pelle è ben integra, senza crosticine o secrezioni, può iniziare ad applicare il gel di silicone una o due volte al giorno. Se invece nota che la zona è ancora un po’ delicata, è più prudente aspettare qualche giorno e continuare temporaneamente con una crema riparatrice.
Per quanto riguarda la protezione solare, ha fatto un’ottima scelta. Può assolutamente applicare la Cicalfate SPF 50+ sopra il gel: è un passaggio fondamentale. La protezione dai raggi solari è essenziale per evitare che la cicatrice si scurisca e per favorire una guarigione più estetica, soprattutto in una zona esposta come la fronte.
In pratica, può organizzarsi così: al mattino applica il gel di silicone (se la ferita è chiusa), lascia assorbire per qualche minuto e poi applica la protezione solare. La sera può ripetere l’applicazione del gel. Durante il giorno, se è esposta al sole, è importante riapplicare la protezione.
Le aggiungo un ultimo consiglio: nelle prime settimane cerchi, per quanto possibile, di evitare l’esposizione diretta al sole e utilizzi una protezione solare quotidiana per almeno due o tre mesi. Questo fa davvero la differenza sull’esito finale della cicatrice.
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…