Esperienze
Mi chiamo Daisy Tripodi e sono una psicologa clinica e forense.
Mi sono laureata in psicologia clinica presso l'università di Genova e, successivamente, ho conseguito la laurea magistrale in psicologia criminologica e forense presso l'università di Torino. Sono una psicologa abilitata iscritta all'ordine degli psicologi della Liguria. Sono una psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Psicoterapia Istituzionale di Genova.
Attualmente lavoro in una comunità terapeutica riabilitativa per minori, dove supporto gli adolescenti in percorsi di crescita e sostegno al fine di favorire uno sviluppo del loro benessere psicologico ed autonomie necessaria a permettere loro un reinserimento in società. Aiuto i pazienti nel percorso di riavvicinamento al contesto sociale, scolastico e famigliare, con supporto al singolo e alla famiglia.
Nel mio lavoro sia comunitario che privato, credo nell'importanza di creare uno spazio accogliente, sicuro, privo di giudizio, in cui ciascuno possa sentirsi ascoltato e compreso. Il mio obiettivo è offrire un supporto professionale che aiuti a valorizzare le risorse personali e affrontare con maggiore consapevolezza le difficoltà che si possono incontrare nel percorso di vita.
Aree di competenza principali:
- Criminologia clinica
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicologia nutrizionale
Principali patologie trattate
Presso questo indirizzo visito
Foto e video
Prestazioni e prezzi
-
Consulenza online
60 € -
-
Colloquio di coppia
70 € -
-
Colloquio psicologico clinico
60 € -
-
Educazione sessuale
50 € -
-
Supporto psicologico
60 € -
-
-
Indirizzi (2)
Consulenza online
Disponibilità
Modalità di pagamento (visite private)
- Bonifico
- Bonifico istantaneo
- PayPal
Telefono
Regione Rapalline, Albenga 17031
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Telefono
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
3 recensioni
Nuovo profilo su MioDottore
I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
-
D
D. S.
La dott.ssa Tripodi è fantastica! Una professionista eccellente. La sua professionalità e dedizione al proprio lavoro sono evidenti sin dal primo incontro. Consigliatissima!
• Consulenza online • educazione sessuale •
-
S
S.L
Diasy è una persona estremamente empatica, attenta e capace di ascoltare senza giudicare. Ha una sensibilità particolare nel comprendere le persone e nel farle sentire accolte e a proprio agio. Sono certa che chi sceglierà di affidarsi a lei troverà una professionista competente, presente e davvero attenta alla persona.
• Studio privato • Altro •
-
A
Andrea
La Dottoressa Tripodi è un'ottima proessionista, ho trovato una persona molto empatica e preparata.
• Studio privato • Altro •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Vi chiedo un aiuto urgente...da quasi un anno sono legata ad un ragazzo che mi ha solo fatta del mal
Vi chiedo un aiuto urgente...da quasi un anno sono legata ad un ragazzo che mi ha solo fatta del male, manipolata, svalutato e fatto sentire meno di lui.
Abbiamo avuto vari ritorni ma nonostante l'ultimo sia stato un bel ritorno, di nuovo mi ha aggredito
trattata male senza motivo e accusata, per poi far finta di nulla.
Ho bisogno di aiuto come posso dimenticarlo non riesco...
E secondo voi si farà un esame di coscienza e dire poverina non lo meritava?
Quando vedo le persone così impassibili mi chiedo come si possa avere così tanta crudeltà.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che stai vivendo è comprensibile e, soprattutto, non significa che tu sia debole o che ci sia qualcosa che non va in te perché non riesci a dimenticarlo. Quando una relazione alterna momenti di vicinanza, affetto e apparente serenità a momenti di svalutazione, aggressività, accuse e sofferenza, può crearsi un legame emotivo molto difficile da spezzare. Non ci si ritrova legati soltanto alla persona, ma anche alla speranza che possa finalmente diventare quella che abbiamo desiderato e che i momenti belli possano tornare.
Per quanto riguarda lui, è possibile che un giorno rifletta sul proprio comportamento e riconosca di averti ferita, ma è altrettanto possibile che non lo faccia mai. Alcune persone riescono a mettersi realmente in discussione, altre invece si difendono dal senso di colpa minimizzando ciò che hanno fatto, giustificandosi o attribuendo la responsabilità all'altra persona. Il fatto che oggi appaia impassibile non ci permette di sapere cosa provi realmente, ma soprattutto non dovrebbe essere questo a determinare la tua guarigione.
Capisco anche il bisogno di sentirgli dire, almeno una volta, “lei non meritava questo”. In fondo, quella frase rappresenterebbe una conferma: la conferma che non eri tu il problema, che quello che hai subito era ingiusto e che il dolore che hai provato era reale. Ma questa consapevolezza, per quanto possa fare male, non può dipendere dal fatto che lui la raggiunga o meno. Puoi arrivare tu a riconoscere che non meritavi di essere trattata in quel modo, anche se lui non lo ammetterà mai.
Per riuscire a lasciarlo andare, forse non devi cercare di dimenticarlo a tutti i costi. Devi piuttosto iniziare a ricordare tutta la realtà della relazione, non soltanto i momenti belli o l'ultima fase positiva. Quando arriva la nostalgia, prova a chiederti non soltanto “quanto mi manca?”, ma anche “come mi sentivo accanto a lui?”. Ricordati di come ti sentivi quando venivi svalutata, accusata o trattata male. La nostalgia tende a selezionare i ricordi e a cancellare ciò che ci ha fatto soffrire.
E soprattutto, non aspettare che sia lui a riconoscere il tuo valore per poter ricominciare a riconoscerlo tu. Il fatto che qualcuno ti abbia trattata come se valessi meno non significa che tu valga meno. Significa che quella persona non ha saputo, o non ha voluto, trattarti con il rispetto che meritavi. Adesso il lavoro più importante non è capire quando lui farà il suo esame di coscienza, ma aiutare te stessa a uscire da questa dinamica e a tornare a stare bene senza avere più bisogno della sua consapevolezza per sentirti finalmente libera.
Buongiorno, il mio compagno non mi parla se non a monosillabi e non esprime emozioni, in generale è
Buongiorno, il mio compagno non mi parla se non a monosillabi e non esprime emozioni, in generale è poco loquace è riservato ma con me ancora di più. Abbiamo un figlio di 3 anni. La situazione comincia a pesarmi molto e sto valutando la separazione nonostante sia una soluzione che potrebbe infastidirlo visto la sua chiusura mentale. È al corrente del mio malessere, ho già affrontato diverse volte l’argomento ma non ci sono miglioramenti.
Sono proprio triste. Mi date un consiglio? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, capisco la sua tristezza. Vivere accanto a una persona molto chiusa, soprattutto quando si cerca più volte di comunicare il proprio malessere senza vedere cambiamenti, può far sentire profondamente soli anche all’interno di una coppia.
Il fatto che lui sia una persona riservata può essere parte del suo carattere, ma questo non significa che i suoi bisogni emotivi debbano essere ignorati. Una relazione ha bisogno anche di comunicazione, ascolto e disponibilità a incontrarsi reciprocamente. Lei ha già espresso più volte ciò di cui sente la mancanza: a questo punto potrebbe essere utile non continuare semplicemente a chiedergli di parlare, ma proporgli un confronto più concreto, magari anche attraverso un percorso di terapia di coppia, se entrambi siete disponibili.
È importante però non rimanere bloccata nella paura di come lui potrebbe reagire alla separazione. La sua eventuale difficoltà ad accettare una sua decisione non può diventare il motivo per cui lei deve continuare a vivere una situazione che la fa stare male. Anche avere un figlio piccolo non significa dover mettere da parte indefinitamente il proprio benessere emotivo.
Prima di arrivare a una decisione definitiva, può essere utile chiedersi: “Se questa situazione rimanesse esattamente così per i prossimi anni, riuscirei ad accettarla?”. Se la risposta è no, è un segnale importante da ascoltare. Non deve necessariamente decidere tutto oggi, ma può iniziare a tutelare se stessa, chiarire quali sono i suoi bisogni e quali cambiamenti concreti si aspetta dalla relazione. E, se possibile, farsi accompagnare individualmente da uno psicologo potrebbe aiutarla a capire con maggiore serenità quale scelta sia davvero giusta per lei e per suo figlio.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.