Dr.
Alessandro Giammarusti
Neurochirurgo
·
Terapista del dolore
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Como 8 indirizzi
Esperienze
La decisione di affrontare un intervento chirurgico alla colonna vertebrale è un momento estremamente delicato per ogni paziente. Il mio approccio clinico si basa su un principio fondamentale: esaurire tutte le opzioni terapeutiche conservative e mininvasive prima di prendere in considerazione la chirurgia maggiore.
Sono il Dr. Alessandro Giammarusti, Neurochirurgo e Specialista in Terapia del Dolore. La mia attività si concentra sul trattamento avanzato di patologie come ernie discali, stenosi vertebrali, lombosciatalgie e dolori neuropatici complessi.
Il mio obiettivo è identificare la causa esatta del dolore e spegnere l'infiammazione alla radice, utilizzando tecnologie di alta precisione. Mi avvalgo di procedure interventistiche mininvasive, come le infiltrazioni ecoguidate ad alta risoluzione, la neuromodulazione a radiofrequenza e l'ossigeno-ozonoterapia, riservando la chirurgia tradizionale solo ai casi in cui è strettamente indispensabile.
Il servizio di Seconda Opinione (Videoconsulto Nazionale): Per supportare i pazienti che si trovano ad affrontare scelte terapeutiche complesse, ho attivato un servizio di Seconda Opinione tramite videoconsulto. Questo servizio permette a pazienti di tutta Italia di avere un colloquio diretto con me: esaminerò accuratamente i vostri esami radiologici (Risonanza Magnetica) e la vostra storia clinica, fornendovi un parere specialistico onesto e autorevole sulla reale necessità chirurgica o sulla fattibilità di percorsi alternativi.
Formazione e Background: Laureato e specializzato in Neurochirurgia con il massimo dei voti e la Lode tra l'Università "La Sapienza" di Roma e l'Università di Verona, ho ulteriormente perfezionato le mie competenze conseguendo un Master Universitario di II livello in Terapia del Dolore a Firenze. Unisco il rigore scientifico a una profonda attenzione per il paziente, garantendo un percorso di cura chiaro e condiviso.
Sito:
alessandrogiammarusti.it
Aree di competenza principali:
- Neurochirurgia
Principali patologie trattate
- Ipoestesia
- Dolore
- Sciatalgia
- Lombosciatalgia
- Spondilolistesi
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Prestazioni e prezzi
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Prima visita di terapia del dolore
Da 100 € -
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Medicina rigenerativa
Da 100 € -
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Visita di controllo di terapia del dolore
Da 100 € -
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Visita di controllo
Da 80 € -
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Visita algologica
140 € - 150 € -
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Via Dante Alighieri 34c, Varedo 20814
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Recensioni
48 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Spiegazioni dettagliate
- Attenzione durante la visita
- Puntualità
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G
G.P.
Il medico mi ha fatto una infiltrazione e ora sto veramente bene! Grazie dott!!
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
• Life Clinic Health Connections • infiltrazione ecoguidata •
Dr. Alessandro Giammarusti
La ringrazio molto. A presto
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F
F.O.
Mo sono trovata benissimo,medico empatico. Nel contesto della prima visita mi ha fatto infiltrazione delle faccette articolari lombari. Non ho sentito male e sto decisamente un po' meglio.
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
- Ottimo studio
- Puntualità
• IELED • prima visita neurochirurgica •
Dr. Alessandro Giammarusti
La ringrazio di cuore!
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L
Livia BUZZETTI
Dottore preparato e disponibile, lo consiglio. Mi ha tolto il dolore
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
- Ottimo studio
- Puntualità
• LA Clinica San Rocco • infiltrazione articolare •
LA Clinica San Rocco
Grazie di cuore per la sua recensione Livia! Siamo molto felici che si sia trovata bene
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M
Matteo passamonti
Davvero molto empatico e competente. Nessun dolore durante l’infiltrazione.
- Attenzione durante la visita
• LA Clinica San Rocco • infiltrazione articolare •
LA Clinica San Rocco
Grazie mille per la sua recensione Matteo! Siamo molto felici che si sia trovato bene
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M
Mc
Un medico preparato, professionale, attento,empatico
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Puntualità
• Moltoni Medical • infiltrazione con cortisone •
Dr. Alessandro Giammarusti
la ringrazio di cuore per le sue bellissime parole e per il tempo dedicato a scrivere questa recensione. Resto a sua completa disposizione. Un cordiale saluto.
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F
Fdb
Mi sono trovato benissimo, è un medico competente ed empatico
- Attenzione durante la visita
• LA Clinica San Rocco • visita algologica •
Dr. Alessandro Giammarusti
Gentile paziente, la ringrazio di cuore per queste parole. Ritengo che l'empatia e l'ascolto siano fondamentali tanto quanto l'accuratezza clinica per costruire un percorso terapeutico davvero efficace. Un cordiale saluto, Dott. Alessandro Giammarusti.
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P
P.F.
Molto disponibile paziente e rassicurante, professionale al punto giusto
• LA Clinica San Rocco • infiltrazione di ossigeno e ozono •
LA Clinica San Rocco
Grazie mille!
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.
Una personalità molto speciale un medico molto attento Maximo di ascoltò ha molto empatia sul paziente .
- Attenzione durante la visita
• LA Clinica San Rocco • infiltrazione di ossigeno e ozono •
LA Clinica San Rocco
Grazie mille!
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M
Massimo
Persona molto disponibile e professionale consiglio
- Spiegazioni dettagliate
• LA Clinica San Rocco • Altro •
LA Clinica San Rocco
Grazie mille Massimo!
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A
Alessandro Dell'Era
Ottimo specialista molto preparato gentile ed educato
- Spiegazioni dettagliate
- Puntualità
• LA Clinica San Rocco • visita algologica •
LA Clinica San Rocco
Grazie mille Alessandro!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve sono una signora di 72 anni, due anni fa sono stata operata di artrodesi L5/L5. Piede cadente. Dolori inenarrabili subito post intervento e a tutt’oggi. Fatto intervento trasposizione tendinea perone longus andato bene, ma ora a 5 medi sciatica fatta ex e riscontrato allentamento viti L3. Dolori mai visti. Posso evitare ulteriore intervento?(L3/5)
Le rispondo con la franchezza con un caso complesso come il suo.
Prima di tutto: la situazione che descrive non è “banale” dopo un’artrodesi lombare. Un intervento come la stabilizzazione L3–L5 (immagino questo sia il tratto coinvolto) può, nel tempo, andare incontro a problemi meccanici come l’allentamento delle viti, soprattutto in presenza di osteoporosi o sovraccarico del segmento. Quando questo si associa a dolore severo e a sintomi radicolari (la “sciatica”), il quadro va preso molto seriamente.
Cosa significa davvero “allentamento delle viti”
Non è solo un dato radiologico. Può indicare:
perdita di stabilità del segmento
micro-movimenti dolorosi
possibile irritazione delle radici nervose
Questo spiega perché il dolore possa essere “mai visto” rispetto a prima.
Si può evitare un nuovo intervento?
La risposta onesta è: dipende, ma spesso è difficile evitarlo se ci sono certe condizioni.
Può tentare una gestione conservativa se:
non c’è peggioramento neurologico (nuova debolezza, peggioramento del piede cadente)
il dolore è controllabile, almeno parzialmente
non c’è instabilità marcata documentata (serve valutazione con TAC e/o radiografie dinamiche)
In questi casi si può provare:
terapia farmacologica mirata (non solo antidolorifici generici, ma modulazione del dolore neuropatico)
infiltrazioni selettive o procedure antalgiche (es. blocchi radicolari, radiofrequenza)
eventuale neuromodulazione (stimolazione midollare) nei casi refrattari
Quando invece l’intervento diventa difficile da evitare
Ci sono segnali che orientano verso una revisione chirurgica:
dolore meccanico e continuo, non controllabile
evidenza chiara di mobilità delle viti
compressione nervosa documentata
peggioramento funzionale
In questi casi, non intervenire significa spesso cronicizzare ulteriormente il dolore e peggiorare la qualità di vita.
Ma attenzione: non tutti gli interventi sono uguali
Un’eventuale revisione oggi non è “rifare tutto” in modo standard. Si deve valutare:
se è davvero necessario estendere la stabilizzazione
se si può correggere solo il problema meccanico
qualità dell’osso (fondamentale a 72 anni)
approcci meno invasivi quando possibile
Un punto cruciale nel suo caso
Lei ha già avuto:
dolore severo post-operatorio
deficit neurologico (piede cadente)
un secondo intervento (trasposizione tendinea)
Questo impone massima prudenza: prima di qualsiasi decisione serve una valutazione altamente specialistica multidisciplinare (neurochirurgo + terapista del dolore).
Salve, sono un paziente uomo di 44 anni con buona salute ed una vita attiva senza problemi di salute evidenti. Ormai da 20 giorni ho dolore alla schiena in zona dorsale destra più o meno tra le costole che si irradia fino alla parte alta del rene. È un dolore che risponde al tatto e al movimento e ha dei trigger point abbastanza superficiali, inoltre la parte si contrae molto quando è sofferente.
Ho fatto RX lombo sacrale all'inizio con questo referto:
"accentuata cifosi dorsale atteggiamento scoliotico destro-convesso del rachide dorsale manifestazioni spondilodiscartrosiche con piccoli osteofiti marginali anteriori. ridotta lordosi lombare. manifestazioni spondilodiscartrosiche con piccoli osteofiti marginali anteriori. Ristretto lo spazio intersomatico compreso tra L5-S1. Non segni di listesi." L'ortopedico ha escluso possa essere questa la causa del dolore essendo posizionato più su.
È stata fatta una RM rachide dorsale con il seguente referto:" Esame effettuato mediante utilizzo di acquisizioni secondo piani sagittali ed assiali con tecnica SE-FSE, T1-T2 pesate e STIR. Si osserva una modesta accentuazione della fisiologica curvatura in cifosi. Si apprezzano alterazioni dell'intensità di segnale con ipo-intensità e modesta riduzione dell'ampiezza dei dischi intersomatici del tratto dorsale medio-superiore e presenza verosimilmente tra D3-D4 di una modesta ernia discale mediana-paramediana che determina una limitata compressione sulle contigue strutture nervose. Non sono evidenti nel tratto dorsale inferiore significative protrusioni o ernie discali né riduzione dell'ampiezza degli spazi intersomatici. Il canale vertebrale ha un'ampiezza nei limiti della norma. Non si osservano alterazioni strutturali o del segnale, di tipo focale, a carico dei corpi vertebrali. Normale rappresentazione del midollo dorsale."
L'ortopedico ha escluso cause "gravi" e quell' accenno di ernia sembra essere troppo alto rispetto alla zona di dolore percepito.
Sì è ipotizzato anche uno Zoster sine herpete in quanto non ho mai avuto eruzioni cutanee ma l'idea non è mai stata portata avanti.
È stato per ora escluso un problema al rene in quanto non ho problemi urinari di alcun tipo e colore delle urine assolutamente normali.
Si è pensato quindi ad una causa meccanica.
Sto facendo:
- cura di una settimana di cortisone deflazacort 30 che ora sto scalando
- miorilassante expose
- integratore milesax al magnesio
- integratore Normast MPS con PEA
- vitamine B12
- terapia con Laser HILT, onde d'urto radiali e magnetoforesi con Fenizon (ne ho fatte 2 al momento)
La condizione diurna è migliorata leggermente, probabilmente sono sotto effetto di cortisone ma di notte è ormai matematico il risveglio a causa del dolore che devo per forza di cose calmare con paracetamolo per permettermi almeno di chiudere gli occhi e riposare un minimo.
Inoltre sento una sorta di scatti meccanici su respiri profondi o movimenti particolari.
Sto spendendo un sacco di soldi tra medicine e terapie, cosa che andrebbe bene se avessi dei risultati migliori di quelli che ho attualmente, che purtroppo sono minimi.
Vorrei avere gentilmente un parere medico, altre idee o consigli su figure a cui rivolgersi diverse dall'ortopedico che magari possano avere una visone del problema da altri punti di vista .
A 44 anni sto in malattia da lavoro da un mese e non riesco più ad avere una vita normale a causa di questa altalena di dolore giorno notte e tutto ciò sta influenzando pesantemente il mio morale in quanto non vedo una via d'uscita e non riesco neanche a sapere di preciso cosa io abbia.
Ho iniziato a prendere mezza pasticca di Xanax al bisogno per calmarmi.
Vi ringrazio molto.
La sua descrizione è lucida e riflette una condizione che, a 44 anni, impatta pesantemente sulla vita quotidiana.
L’inquadramento del collega ortopedico è stato fondamentale per escludere cause 'maggiori' o urgenze chirurgiche. Una volta escluso il danno strutturale grave, la sfida si sposta sulla funzionalità. Gli 'scatti' respiratori e il dolore evocabile suggeriscono che il problema non sia l'ernia (reperto accessorio), ma un’irritazione biomeccanica delle articolazioni costali o dei tessuti miofasciali.
Cosa fare concretamente ora?
Per uscire dall'impasse le suggerirei questo percorso:
Diagnosi di 'Blocco': Invece di altri farmaci per bocca, si potrebbe valutare un'infiltrazione ecoguidata mirata (con un minimo di anestetico locale) sul punto di massimo dolore (trigger point o articolazione costale). Se il dolore scompare istantaneamente, abbiamo trovato il 'colpevole' e confermato il bersaglio.
Non si rassegni a una vita a metà: a 44 anni la soluzione esiste, va solo cercata.
Un cordiale augurio di pronta guarigione,
Dott. Alessandro Giammarusti
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