Vorrei sapere se la radiofrequenza pulsata eroga calore a 42 gradi oppure si può modulare aumentando
Vorrei sapere se la radiofrequenza pulsata eroga calore a 42 gradi oppure si può modulare aumentando di qualche grado centigrado, grazie.
5 risposte
La radiofrequenza pulsata (PRF) è una tecnica neuromodulativa, diversa dalla radiofrequenza continua lesiva. La PRF viene generalmente impostata per mantenere la temperatura della punta dell’elettrodo intorno ai 42 °C (solitamente ≤42–45 °C), evitando il danno termico del nervo. La temperatura non viene normalmente aumentata volontariamente di alcuni gradi, perché oltre circa 45–50 °C aumenta il rischio di effetto neurolesivo e la tecnica perde le caratteristiche di sicurezza della PRF. Il risultato terapeutico deriva soprattutto dall’effetto dei campi elettrici pulsati sul nervo (modulazione dell’attività nocicettiva), non dal calore. La temperatura target può essere monitorata e controllata dall’apparecchiatura, ma eventuali variazioni devono essere decise in base al bersaglio anatomico (es. DRG, nervi periferici, faccette articolari) e alle indicazioni cliniche, secondo protocolli condivisi di terapia del dolore interventistica.
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Buongiorno. Nella radiofrequenza pulsata utilizzata in terapia del dolore, i 42 °C rappresentano generalmente il limite massimo della temperatura monitorata a livello dell’elettrodo, non una temperatura erogata in modo continuo e uniforme ai tessuti. L’energia a radiofrequenza viene somministrata in brevi impulsi intervallati da pause e determina anche un riscaldamento locale; la temperatura può quindi rimanere al di sotto del limite impostato. In alcuni generatori tale limite può essere modificato, ma la possibilità e l’intervallo di regolazione dipendono dallo specifico apparecchio, dalle sue istruzioni d’uso e dal protocollo clinico. I 42 °C rappresentano comunque il riferimento convenzionalmente più utilizzato per contenere la componente termica della procedura. È infine importante precisare che la temperatura visualizzata è quella rilevata a livello dell’elettrodo e non significa che tutti i tessuti circostanti raggiungano uniformemente 42 °C.
La radiofreqenza pulsata è pensata per generare la temperatura di 42 ° e non più perchè quella è la< temperatura capace di resettare il nervo interessato al fine di impedire la progressione delo stimolo doloroso. Temperture più alte potrebbero causare lesioni irreversibili sia al nervo trattato sia a strutture nobili vicine. La terapia deve solo impedire la percezione del dolore ma non deve ledere il nervo. L'effetto ha una durata variabile ma anche abbastanza lunga ( anche un anno ) e, nel caso il dolore si ripresenti, può essere ripetuta.
La scelta di utilizzare la soglia di 42° è la specificità della radiofrequenza pulsata, essendo questa la temperatura soglia al di sopra della quale di manifestano danni al nervo. L'aumento di temperatura è utilizzato nella radiofrequenza ablativa, dove lo scopo è lesionare il nervo. La temperatura aumentata non migliorerebbe l'efficacia della tecnica esponendola per contro a rischi di danno nervoso
Buongiorno, nella radiofrequenza pulsata (PRF) i 42 °C rappresentano generalmente il limite massimo di temperatura impostato per evitare una lesione termica significativa del tessuto nervoso. A differenza della radiofrequenza continua, infatti, la PRF viene utilizzata principalmente con finalità neuromodulativa e non per ottenere una vera termolesione. I parametri possono variare in base al generatore, alla tecnica e al distretto trattato, ma aumentare semplicemente la temperatura oltre i 42 °C non significa necessariamente aumentare l'efficacia della procedura e può modificarne il profilo biologico e di sicurezza. La scelta tra radiofrequenza pulsata, termica convenzionale o altre modalità dovrebbe quindi dipendere dal nervo da trattare, dalla diagnosi e dall'obiettivo terapeutico. È opportuno discuterne con uno specialista in terapia del dolore interventistica che possa indicare la tecnica più appropriata per il singolo caso.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.


