Dott.ssa
Shanti Landolfo
Psicologa
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Psicologa clinica
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“Per toccare un'altra anima umana, devi semplicemente essere un'altra anima umana" C.G. Jung.
Amo accompagnare la Persona che ho difronte a ritrovare se stessa e a vivere una vita libera e dignitosa rispetto a ciò che è più funzionale e sentito per Lei.
Sono la Dott.ssa Shanti Landolfo, Psicologa Clinica e di Comunità, Diplomanda in Psicoterapia Analitica. Mi piace occuparmi della persona che ho difronte nella sua interezza, di conseguenza ho basato la mia formazione sul Singolo Individuo, all'interno del Suo contesto familiare, dalla Sua infanzia, fino all'età adulta non tralasciando la fase adolescenziale; particolarmente delicata come fase, ampliando l'intervento all'aspetto di sostegno genitoriale.
Ho approfondito l'area di interesse e di intervento, rispetto la Coppia, la Famiglia, il Gruppo, Gruppi Multifamiliari e le Comunità Terapeutiche. Ho un esperienza di più di dieci anni con giovani adulti e adulti all'interno di Case Famiglia e Comunità. Ho competenze su Dipendenze rispetto a Tossicodipendenze e Disturbi Alimentari, tratto Disturbi di Personalità, dell'Umore e dell’Ansia.
"Conosci tutte le teorie. Domina tutte le tecniche. Tuttavia per toccare un'altra anima umana, devi semplicemente essere un'altra anima umana" C.G. Jung "L'Io cosciente non è padrone neanche in casa propria" S. Freud.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Depressione
- Dipendenza affettiva
- Disturbo ossessivocompulsivo
- Stress
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Recensioni
4 recensioni
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E
EN
Una persona super professionale, empatica, molto disponibile. Una persona eccezionale che con evidenza fa il suo lavoro per passione e con dedizione!!
• Studio Fiore di Loto • consulenza familiare •
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P
PP
Professionista molto competente, disponibile, attenta e puntuale.
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G
GG
Terapeuta molto attenta alle esigenze e ai tempi del paziente. La dottoressa si è sempre mostrata disponibile e professionale. Esperienza assolutamente positiva.
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B
BF
Solare, accogliente ed empatica, ha conquistato immediatamente mio figlio (minorenne) che si è subito sentito a suo agio. E' sempre contento di andare agli incontri e si fida di lei. Noi genitori notiamo tanti progressi nelle aree su cui stanno lavorando insieme, e li notano anche gli altri adulti di riferimento in vari ambiti. Siamo molto soddisfatti e la consigliamo a tutti. Professionale, competente e sempre sorridente.
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Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno Dottori, Ho questa situazione in casa molto difficile. Sono padre di una bambina di 3 a
Buongiorno Dottori,
Ho questa situazione in casa molto difficile.
Sono padre di una bambina di 3 anni e con la mia compagna stiamo cercando di crescerla al meglio.
Solo che ultimamente stanno apparendo delle dinamiche sempre più allarmanti che vengono da me sottolineate e che mi stanno portando a sentire il mio ruolo sempre più sottovalutato e dalla madre invece vengono sottovalutate.
La madre vuole il bene per nostra figlia, fa il massimo, è sempre presente, e per lei vuole sempre il meglio.
Questo vuol dire che decide in pratica quasi tutto quello che riguarda nostra figlia: quando dormire, quando mangiare, cosa mangiare, in quale quantità, dove andare, se dorme troppo o poco, quanta tv guardare, se una cosa va bene o va male, come vestirsi, ecc…
Io come padre mi sento marginale, ogni volta che provo ad entrare in questo circuito devo passare, involontariamente da parte sua ovviamente, da un filtro.
Per esempio se io devo uscire con nostra figlia da sola spesso sento dire “magari portala qui” oppure se devo giocare con lei “magari leggile questo libro” ecc…
Ho provato più di una volta a dire la mia o a sdrammatizzare o a mettere regole. Niente, spesso sono stato etichettato come quello che dice sempre No… oppure per Isterico perchè alla lunga mi sono arrabbiato che non venivo ascoltato e lei non mi appoggiava, ahimè davanti alla bambina. Una frustrazione molto pesante.
Lei è brava con nostra figlia, ma anche io só di esserlo, só che i miei consigli e le mie regole possono essere utili. Ma lavorando e dedicandomi a molte altre cose che non riguardano direttamente nostra figlia, lei passa più tempo con lei.
Ora siamo arrivati a nostra figlia che fa i capricci per ogni cosa, e se c’è la madre intorno corre da lei alla minima cosa, e soprattutto se la madre vuole provare a suddividere il compito con me (tipo vestirla) la bambina dice No e corre dalla madre, e lei per non sentirla piangere o fare veloce fa 3 cose contemporaneamente. Mentre io sto a guardare. Impotente.
Perchè se dico qualcosa mi ignora e si concentra 100% su nostra figlia, se mi arrabbio mi da dell’isterico, se mi lamento che voglio anche io fare io mio mi etichetta come Geloso.
La situazione è dificile da reggere.
Quando riesco a rimanere da solo con nostra figlia dopo poco lei torna ad ascoltarmi, a giocare con me, a divertirsi, a parlare e tutto il resto, appena torna la madre io passo in secondo piano. E qualsiasi compito che puó essere diviso in casa io non posso farlo.
Il problema è anche che quando la madre non ce la fa chiama me. Come ultima spiaggia. E passo sempre come poliziotto cattivo. E soprattuto mi sento come se lei schiacciasse un bottone e io dovessi essere sull’attenti a darle una mano perchè non ce la fa.
Mi sto spegnendo gradualmente.
Internamente sento tanto disagio.
Ho sempre desiderato una famiglia ma queste dinamiche mi stanno destabilizzando perchè sembra quasi che questo andrà sempre peggio.
Ad ogni minimo urlo della bambina la madre corre. Se siamo per strada e la madre entra in un negozio la bambina piange che deve andare con lei. E io che sono lì è come se non esistessi.
Mentre prima la tenevo con me, mi sentivo un po’ di ruolo…
Ora mi sento davvero come marginale.
Lei non lo vuole capire. Sottovaluta la mia frustrazione e risponde che le mie reazioni non le piacciono. Arrabbiarmi.
Ma sono esaurito da questa situazione.
La bambina piange e fa capricci praticamente SEMPRE, e lei corre disperata per tappare quel problema il prima possibile.
Quando io le dicevo No oppure le davo regole venivo etichettato dalla madre come un padre despota che non le faceva fare nulla.
Da quando mi sono arreso la situazione è peggiorata.
Lei non vuole capire che parlarle e cercare una soluzione assieme serve a tornare ad essere una squadra.
Sono davvero a pezzi…
Anche ora sento la bambina urlare e lei che cerca di calmarla in tutti i modi.
Só che se vado di la tanto sono tapezzeria. Perchè lei vuole solo la mamma e la mamma rimane passiva.
A volte ci sono momenti buoni… e vengo anche valutato ma sono rari…
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, comprendo il suo cordoglio, si è coppia e coppia genitoriale, dal suo racconto emergono comunicazioni poco coordinate e funzionali, potreste ipotizzare ad un confronto di coppia
Da alcuni mesi mi sento spesso senza energie e faccio fatica a trovare motivazione anche per attivit
Da alcuni mesi mi sento spesso senza energie e faccio fatica a trovare motivazione anche per attività che prima mi piacevano. Alterno momenti in cui mi sento agitato e in allerta a periodi in cui mi chiudo e tendo a isolarmi. Dormo male e mi capita di rimuginare molto su errori passati o su situazioni che temo possano accadere. Non ho avuto eventi particolarmente gravi di recente, ma la sensazione è che qualcosa dentro di me sia cambiato. Secondo voi potrebbe trattarsi di un periodo di stress accumulato o è possibile che sia l’inizio di un disturbo dell’umore o d’ansia? Quali aspetti sarebbe importante approfondire in un primo colloquio?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
un primo colloquio è uno spazio riservato ad una conoscenza reciproca, un orientamento rispetto alla richiesta, che ha portato a fare la domanda di incontro.
Partendo dal presupposto che ogni individuo è un essere unico e a sè stante, ognuno porterà quel disegno interno che lo contraddistinguerà, evidenziando la condivisione di quello che è più significativo, da portare nella condivisione.
Poter avere una visione alternativa o poter rivedere con nuove modalità e prospettive alternative l’incombenza del passato e il futuro sfuggente o ignoto, potrebbe portare maggiori strumenti al suo vissuto quotidiano, interno e concreto.
Dottoressa Landolfo
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