Dott.ssa
Sara Manfredi
Psicologa clinica
·
Psicologa
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Lamporecchio 1 indirizzo
Esperienze
Sono la dott.ssa Sara Manfredi e mi occupo di benessere psicologico, crescita personale e gestione delle emozioni, accompagnando adolescenti, giovani adulti e adulti nei momenti di difficoltà, cambiamento o ricerca di un maggiore equilibrio.
Credo profondamente nel valore della relazione terapeutica: uno spazio sicuro in cui ogni persona possa sentirsi accolta, ascoltata e compresa, senza il timore di essere giudicata. Nel mio lavoro accompagno le persone a comprendere meglio sé stesse, a sviluppare una maggiore consapevolezza emotiva e ad affrontare le sfide della vita con strumenti più efficaci.
Il mio obiettivo è offrire un ambiente sereno e autentico, in cui sentirsi liberi di esplorare le proprie emozioni e trovare nuove modalità per prendersi cura del proprio benessere psicologico.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Difficoltà relazionali
- Disturbi emotivi
- Disturbi dell’apprendimento
- Stress
- Ansia da prestazione
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico online
50 € -
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Colloquio psicologico individuale
60 € -
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Sostegno psicologico adolescenti
50 € - 60 € -
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Trattamento DSA
25 € -
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Colloquio psicologico clinico
Da 50 € -
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Piazza IV Novembre, 19, Di fianco alla sede della Croce Verde-Piano Terra, Lamporecchio 51035
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Recensioni
2 recensioni
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I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
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C
C. L.
Una professionista che consiglio .
Personalmente mi ha aiutata a superare le mie problematiche, con tatto e sensibilta'• Consulenza online • colloquio psicologico online •
Dott.ssa Sara Manfredi
La ringrazio per la fiducia e per le belle parole. Felice di sapere che il percorso costruito insieme l'abbia aiutata. Un caro saluto!
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S
S. C.
Una professionista molto competente ed empatica. Mi sono sentito ascoltato ed accolto fin dal primo incontro.
• Consulenza online • colloquio psicologico online •
Dott.ssa Sara Manfredi
Grazie di cuore per le sue parole. Contenta che abbia trovato nel nostro percorso uno spazio di ascolto e supporto. Un caro saluto!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentili dottori, vorrei chiedervi un parere un argomento. Per quasi tutta la vita sono stata single
Gentili dottori,
vorrei chiedervi un parere un argomento. Per quasi tutta la vita sono stata single, se non fosse stato per brevi e sporadiche relazioni durate rispettivamente dai 20 ai 23 anni, 2 un anno e unq frequentazione di 8 mesi. Per il resto ho incontrato solo gente che voleva divertirsi.
Vado per I 38 anni e dopo anni trascorsi a provare a costruire un equilibrio senro che bene o male ce l'ho fatta. Sono fiera della persona che sono oggi.
Ma da circa 5 anni nonostante mi metta in gioco non vado mai oltre i 2 appuntamenti. Questa situazione sta minando il mio amor proprio e soprattutto non voglio accontentarmi di qualche briciolo di attenzione, cerco ben altro. Ho voglia di conoscere una persona risolta e che abbia voglia di conoscermi, cosa che deve ovviamente essere da ambo le parti.
Sono una che fa anche ik primo passo ma la maggior parte delle volte sono stata rifiutata o sembravano non capire il mio interesse.
Detto ciò, ad oggi sto maturando la decisione di farla finita e accettare una vita di singletudine. Sono troppo stanca di collezionare appuntamenti che non portano da nessuna parte e che farebbero perdere la voglia anche ad un santo!
Vorrei solo capire come si comincia a rassegnarsi e se davvero sia possibile.
Grazie a chi vorrà rispondere. Cordiali saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
è del tutto comprensibile che lei si senta così, soprattutto se ha la sensazione di essersi messa in gioco e di aver fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità. Dalle sue parole emerge anche una certa consapevolezza del percorso che ha fatto e della persona che è diventata. È importante che questo valore rimanga un punto di riferimento anche nelle relazioni: non si tratta di accontentarsi di qualcuno che non la rispecchia o che non la accetta per ciò che è. Allo stesso tempo, è naturale desiderare di costruire un legame significativo con qualcuno. Siamo esseri sociali e il bisogno di vicinanza, condivisione e appartenenza fa parte dell'esperienza umana. Per questo, il desiderio di incontrare una persona con cui stare bene non è qualcosa a cui rassegnarsi, ma un bisogno legittimo che merita ascolto. Più che rassegnarsi, credo possa essere utile provare a guardare questi appuntamenti da una prospettiva diversa, osservando anche le aspettative che vi ripone. Quando ogni incontro assume un peso molto grande, è facile vivere con maggiore intensità anche eventuali delusioni. Provare ad avvicinarsi a queste conoscenze con maggiore apertura, lasciando che il rapporto si costruisca nel tempo, potrebbe aiutarla a viverle con più serenità. Un caro saluto!
Buongiorno, Ho 20 anni e ho sprecato un anno della mia vita. Frequento l'università e ho concluso il
Buongiorno,
Ho 20 anni e ho sprecato un anno della mia vita.
Frequento l'università e ho concluso il mio primo anno in modo terribile; ho passato solo un esame su sei.
Non è mancanza di volontà oppure studio, anzi ho proprio scelto di continuare con gli studi per passione e ci metto interesse in ciò che faccio, anche ogni giorno, ma mi sono illusa di essere all'altezza e non so più cosa fare ormai, oltre che a disperarmi continuanente.
In questo periodo non riesco più a presentarmi agli esami, soprattutto agli orali che mi incutono più timore, penso per ansia, timore del giudizio altrui, anche se mi sono preparata e ho studiato per mesi. Adesso, proprio ora che mi dovevo presentare per dare un esame (scritto e orale), ho deciso di saltare l'appello, seppur io avessi studiato.
Ora mi ritrovo a dover iniziare il secondo anno la settimana prossima, gli esami del primo anno che non ho dato sono propedeutici al secondo e sono bloccata, sia accademicamente sia con la mia vita in generale, in cui ho fallito in diversi ambiti.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
è del tutto comprensibile sentirsi "bloccata". Quello che racconta è un'esperienza molto comune tra chi inizia l'università. Il primo anno rappresenta spesso un cambiamento importante: ci si trova in un contesto nuovo, con richieste diverse da quelle della scuola, e non sempre si è preparati ad affrontarlo.
Credo possa essere utile provare a rivedere le aspettative che si ripongono negli esami e, più in generale, nel percorso universitario. È normale provare ansia prima di un esame: entro certi livelli è una reazione funzionale, perché ci aiuta a prepararci e a dare il meglio di noi. Rivedrei anche l'idea di un anno "sprecato". Questo tempo potrebbe aver avuto un valore diverso: le è servito per conoscere meglio l'ambiente universitario, capire come funziona e iniziare a orientarsi rispetto a ciò di cui ha bisogno e a come affrontare il percorso in futuro. Non tutto ciò che non produce risultati immediati è tempo perso. Allo stesso tempo, è importante ricordare che un esame è un'occasione per mettersi alla prova, non una misura del proprio valore. Superarlo, non superarlo o ottenere un voto diverso da quello sperato non definisce chi è come persona. Per quanto possa fare paura, spesso il modo per uscire da questo blocco è concedersi la possibilità di provare. Affrontare il primo esame orale è spesso il passo più difficile; con il tempo, fare esperienza di quella situazione può renderla sempre più gestibile. Un caro saluto!
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