Dott.ssa
Miriam Rega
Psicologa
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sulle specializzazioni
Giugliano in Campania 1 indirizzo
Esperienze
Uno spazio per comprendere, ritrovare e trasformare Lo studio di psicoterapia nasce come uno spazio di ascolto, accoglienza e cura, in cui poter fermarsi, dare significato a ciò che si sta vivendo e trovare nuove modalità per affrontare le proprie difficoltà.L’approccio sistemico-relazionale considera la persona nella sua complessità e all’interno delle relazioni significative che ne hanno accompagnato la storia. Per questo il percorso terapeutico può essere rivolto al singolo individuo, alla coppia, alla famiglia e al sostegno della genitorialità.Attraverso il dialogo e la costruzione di una relazione terapeutica basata sull’ascolto e sulla fiducia, si esplorano emozioni, bisogni, vissuti e modalità relazionali, con l’obiettivo di comprendere ciò che accade e favorire un cambiamento possibile e autentico.Particolare attenzione viene dedicata ai momenti di crisi e transizione, alle difficoltà nelle relazioni, ai cambiamenti familiari e alle fasi della vita che possono mettere in discussione equilibri consolidati. La terapia diventa così un luogo in cui non è necessario avere già tutte le risposte, ma in cui poter costruire insieme nuove prospettive, riconoscendo le proprie risorse e quelle presenti nelle relazioni più importanti.Ogni percorso è pensato nella sua unicità, nel rispetto dei tempi, della storia e delle esigenze della persona.
Approccio terapeutico
Principali patologie trattate
- Borderline
- Bulimia
- Fobia
- Disturbo ossessivocompulsivo
- Autostima
- +15 a11y_sr_more_diseases
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
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Consulenza psicologica
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Primo colloquio psicoterapeutico
60 € -
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Primo colloquio adolescente
50 € -
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Psicoterapia familiare
60 € -
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Indirizzi (2)
Via Dante Alighieri 11, Giugliano in Campania 80014
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Recensioni
6 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Efficacia del trattamento
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F
F O
Quello che ho apprezzato maggiormente è la sensazione di poter essere completamente me stessa, senza sentirmi mai giudicata. Con grande delicatezza mi ha aiutata a guardare alcune situazioni da prospettive diverse e a comprendere meglio emozioni e dinamiche che spesso tendevo a sottovalutare.
È un percorso che mi ha lasciato tanto e che, ancora oggi, mi permette di affrontare me stessa e ciò che mi accade con maggiore consapevolezza. La sua presenza, il suo ascolto e il suo modo di accompagnarmi hanno fatto davvero la differenza.• Studio di Psicoterapia • primo colloquio psicoterapeutico •
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I
I S
Ho avuto modo di conoscere la dottoressa e di intraprendere con lei un percorso che si è rivelato davvero importante per me. Fin dal primo momento mi sono sentita accolta, ascoltata e soprattutto mai giudicata.
È una professionista estremamente competente, empatica e attenta, capace di creare uno spazio in cui sentirsi liberi di esprimere anche le parti più difficili di sé. Ho apprezzato molto la sua capacità di ascoltare non solo ciò che viene detto, ma anche ciò che spesso si fa fatica a mettere in parole.
Il percorso con lei mi ha aiutata a comprendere meglio me stessa, le mie emozioni e alcuni meccanismi che prima faticavo a riconoscere. Mi sono sentita accompagnata con sensibilità e rispetto, senza mai avere la sensazione di essere semplicemente “indirizzata”, ma piuttosto aiutata a trovare le mie risposte.
La consiglierei sinceramente a chiunque senta il bisogno di intraprendere un percorso psicologico e desideri affidarsi a una professionista preparata e umana.• Studio di Psicoterapia • primo colloquio psicoterapeutico •
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S
S. I.
Mi sono sentita accolta e capita fin dalla prima volta, non avevo mai fatto terapia ma ho sentito di potermi aprire e che finalmente qualcuno mi stesse ascoltando. La dottoressa Rega è davvero attenta, empatica e professionale, una bellissima scoperta.
• Studio di Psicoterapia • primo colloquio psicoterapeutico •
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P
P.P
È una professionista attenta, presente e sempre rispettosa dei miei tempi e dei miei bisogni. Grazie al suo modo di lavorare, ho iniziato un percorso di consapevolezza che mi ha permesso di ritrovare fiducia in me stessa nelle mie risorse.
• Studio di Psicoterapia • consulenza psicologica •
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M
M.S
Ho intrapreso questo percorso un po’ incerto su quello che mi aspettava, ma fin da subito la dottoressa si è dimostrata empatica, accogliente e profondamente attenta ai miei bisogni.
Sin dai primi incontri, ho percepito uno spazio sicuro in cui potermi esprimere senza timore di essere giudicato. La sua capacità di ascolto e la delicatezza con cui ha saputo guidarmi nell’esplorazione delle mie emozioni hanno fatto davvero la differenza.
Grazie al suo sostegno, ho iniziato a comprendere meglio alcuni meccanismi interiori che per tanto tempo mi avevano confuso o bloccato. Ho riscoperto risorse che non pensavo di avere e, soprattutto, ho imparato a guardarmi con maggiore gentilezza.
Consiglio sinceramente questo percorso con lei a chiunque senta il bisogno di ritrovarsi, di conoscersi più a fondo o anche solo di avere uno spazio in cui poter respirare davvero.• Studio di Psicoterapia • consulenza psicologica •
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E
E. L.
Non è facile trovare un professionista con cui sentirsi davvero compresi, ma con la dottoressa Rega è stato così fin dal primo incontro. La sua empatia, la sua capacità di ascolto e il suo modo di guidarmi nel mio percorso di crescita personale hanno fatto la differenza nella mia vita. Ogni seduta con lei è un momento prezioso, in cui mi sento accolta senza giudizio e accompagnata con delicatezza e competenza nel comprendere meglio me stessa. Consiglio vivamente la dottoressa Rega a chiunque stia cercando un aiuto concreto e profondo per affrontare le proprie sfide interiori. È una guida preziosa nel cammino verso il benessere.
• Studio di Psicoterapia • consulenza psicologica •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 29 domande da parte di pazienti di MioDottore
il mio problema è che penso tanto, e questa cosa mi stanca, ho sempre paranoie su paranoie e mi port
il mio problema è che penso tanto, e questa cosa mi stanca, ho sempre paranoie su paranoie e mi porta ad avere l’ansia.
tutto questo è successo dopo che sono uscita da una relazione, che si è susseguita di litigi tra amici, il sentirsi sola, ecc.. non so come fare perché comunque ripeto sono stanca e vorrei vivere la vita più tranquilla
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao e grazie per averci scritto. Quello che racconti mi fa pensare che questo continuo pensare non sia nato per caso, ma sembra sia comparso in un momento della tua vita in cui sono venuti meno diversi punti di riferimento: la fine di una relazione, il conflitto con gli amici, il sentirti sola. Quando attraversiamo esperienze di perdita o di instabilità, mettiamo in atto dei meccanismi di protezione , provando a prevedere tutto ciò che potrebbe andare storto. E come se il pensiero diventasse un tentativo di recuperare un senso di controllo.
Il problema sussiste nella misura in cui tale strategia, che funge da protezione, col tempo può trasformarsi in una fonte di sofferenza. Piu cerchi di trovare una risposta ad ogni dubbio o di anticipare ogni possibile scenario, piu l'ansia aumenta e piu ti convinci che devi continuare a pensare.
I sintomi parlano di come stai cercando di adattarti a ciò che stai vivendo. Per tale motivo, piu che combattere il tuo modo di pensare, bisognerebbe capire quale bisogno stai cercando di soddisfare e come possiamo trovare modalità diverse per rispondere a quel bisogno.
La stanchezza che descrivi e molto comprensibile, e il fatto che tu dica di voler vivere la vita con maggiore tranquillità e un segnale importante: significa che una parte di te desidera costruire un equilibrio diverso. Da li si può iniziare a lavorare , con gradualità, senza pretendere di smettere di pensare da un giorno all'altro, ma imparare a riconoscere quando la mente sta cercando di proteggerti e quando, invece, sta finendo di imprigionarti.
Buongiorno dottori, scrivo per chiedere il vostro aiuto. Sono una persona, timida introversa e pauro
Buongiorno dottori, scrivo per chiedere il vostro aiuto. Sono una persona, timida introversa e paurosa. Ho sempre avuto difficoltà a interagire con gli altri, ma poi pian piano ho migliorato la mia autostima, ho imparato a volermi bene, accogliere pregi e difetti e correggere ove possibile qualche difetto. Mi è sempre stato difficile esternare sentimenti ed opinioni, ma poi ho imparato a nominare i miei sentimenti e adottare tecniche per abbassare la tensione emotiva e quindi esprimere sempre meglio me stessa. Ho imparato l'importanza del dialogo costruttivo per la mia persona e quindi ho imparato ad esprimere sempre meglio la mia opinione ed accogliere il confronto e l'errore come elementi per crescere. Ultimamente, però, trovo difficoltà nel riconoscere una indipendenza personale del mio giudizio, cioè faccio fatica a dire che il mio giudizio è valido perchè personale, nasce dalla mia esperienza e da come mi relaziono col mondo e le persone a me care. Riconosco che nel muovermi nella realtà, faccio quello che mi rende serena e in equilibrio con quello che sono: esempio se voglio mangiare il gelato scelgo di andare in un certo luogo con un certo metodo che mi far stare bene, serena. A volte però mi scontro col rifiuto di questo mio giudizio e questo mi fa male, soprattutto se viene da persone di cui ho fiducia o affetto. Come posso interrompere questo malessere e ritenermi ugualmente valida e non dettata dal giudizio degli altri? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Innanzitutto, dalle tue parole emerge un percorso di crescita molto significativo. Non descrivi una persona rimasta ferma nelle proprie difficoltà, ma qualcuno che ha imparato a conoscersi, ad accogliersi, a dare un nome alle emozioni e a costruire relazioni più autentiche. Questo è un cambiamento importante.
Mi colpisce però un aspetto: non mi sembra che il problema sia la mancanza di un tuo giudizio. Al contrario, mi sembra che tu lo abbia e che tu sappia anche riconoscere ciò che ti fa stare bene. La difficoltà sembra emergere quando quel giudizio incontra lo sguardo dell’altro, soprattutto se si tratta di una persona significativa per te.
Il nostro senso di identità non si costruisce mai in isolamento, ma all’interno delle relazioni. Per questo è naturale che il giudizio di chi amiamo abbia un peso. Il punto, quindi, non è arrivare a non essere mai toccati dal rifiuto, perché sarebbe poco realistico, ma comprendere quanto spazio vogliamo concedere a quello sguardo nella definizione di noi stessi.
Mi domanderei, ad esempio: cosa rappresenta per te il disaccordo dell’altro? È soltanto una differenza di opinione oppure, in quel momento, assume il significato di “non valgo”, “sto sbagliando”, “non sono abbastanza”? Spesso non soffriamo tanto per il giudizio in sé, quanto per il significato che quel giudizio assume nella nostra storia e nelle nostre relazioni.Un altro elemento che emerge è che sembri aver sviluppato una buona capacità di ascoltare te stessa. Forse il passo successivo non è imparare ad avere un giudizio personale, perché quello già c’è, ma imparare a tollerare che il tuo giudizio possa coesistere con quello degli altri, anche quando sono diversi. Due persone possono leggere la stessa realtà in modi differenti senza che una debba necessariamente invalidare l’altra. La domanda che potrebbe accompagnarti potrebbe essere: “cosa succede dentro di me quando una persona importante vede le cose diversamente? Quale parte della mia storia si riattiva in quel momento?”
Coltivare questa curiosità verso di te può aiutarti a distinguere il valore della relazione dal valore della tua identità. Il confronto può mettere in discussione un’opinione, ma non definisce il tuo valore come persona. La tua esperienza, il tuo modo di sentire e di attribuire significato alle cose restano legittimi, anche quando non vengono condivisi. Ed è proprio nella possibilità di restare in relazione senza dover rinunciare a te stessa che spesso si costruisce una forma più profonda di autonomia.
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