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“La vera sfida oggi non è curare una cistite, ma prevenirne le recidive attraverso un uso appropriato degli antibiotici e strategie preventive personalizzate.”
Cistite acuta e cistite recidivante: un problema ancora aperto
Le infezioni delle vie urinarie rappresentano una delle patologie più frequenti nella donna, con maggiore incidenza all’inizio dell’attività sessuale e nel periodo postmenopausale.
Circa il 60% delle donne presenterà almeno un episodio di cistite batterica nel corso della vita. Dopo un primo episodio, il 20-40% svilupperà una recidiva e, tra queste, fino al 50% andrà incontro a infezioni ricorrenti.
Le principali linee guida internazionali definiscono la cistite ricorrente come ≥3 episodi sintomatici nell’arco di 12 mesi, con completa risoluzione dell’episodio precedente.
La gestione clinica non può limitarsi alla prescrizione antibiotica: è fondamentale individuare i fattori predisponenti, in particolare atrofia vulvo-vaginale, alterazioni del pavimento pelvico, prolasso e segni di allarme che richiedano ulteriori approfondimenti.
Gli antibiotici rappresentano ancora il gold standard del trattamento e, in casi selezionati, della profilassi. Tuttavia, il loro impiego deve essere guidato dai principi dell’antibiotic stewardship, per ridurre eventi avversi e contenere lo sviluppo di antibiotico-resistenze.
Le linee guida raccomandano inoltre un approccio integrato, che comprende strategie non antibiotiche quali:
• estrogeni vaginali nelle donne in postmenopausa;
• prodotti a base di mirtillo rosso, supportati da evidenze moderate;
• D-mannosio e ippurato di metenamina, promettenti in contesti selezionati.
Le più recenti evidenze suggeriscono inoltre un ruolo del microbiota intestinale e dell’asse intestino-vescica nella patogenesi delle infezioni urinarie ricorrenti, aprendo nuove prospettive terapeutiche.
Messaggi chiave
• gli antibiotici rimangono il cardine della terapia, ma devono essere utilizzati in modo appropriato;
• le strategie non antibiotiche rappresentano un complemento utile, non un’alternativa;
• un approccio personalizzato e multimodale è oggi la strategia più efficace per ridurre le recidive e migliorare la qualità di vita delle pazienti.
08/08/2026