Esperienze

Sono una Psicologa Clinica specializzanda in Psicoterapia Sistemica Relazionale presso il CPTF di Padova.

Offro uno spazio accogliente e non giudicante in cui poter comprendere, affrontare e prevenire situazioni di sofferenza psicologica che possono riguardare tematiche personali, relazionali e/o identitarie.

Seguendo l'ottica Sistemica metto al centro la persona e le sue relazioni, sociali e familiari: per comprendere il significato di situazioni passate e presenti è fondamentale avere una visione globale, osservando anche gli aspetti significativi che la persona porta in terapia.
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Cecilia Elena Zanchi
Dott.ssa Cecilia Elena Zanchi

San Polo 2464/G, Venezia 30125

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ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno dott. da l'eta di 20 anni adesso ho 35 assumo daparox 33.1mg/ml (paroxenia) a goccie, ch

Buongiorno dott.
da l'eta di 20 anni adesso ho 35 assumo daparox 33.1mg/ml (paroxenia) a goccie, che prendo 10 goccie ogni sera dopo cena... sono arrivato al punto di prendere queste goccie, perchè avevo forte ansia, è disturbo ossessivo... cosa che adesso sto molto meglio grazie a queste goccie... solo che faccio questo post per il fatto che da circa 3 mesi ho sbandamenti h24 che sono sbandamenti soggettivi che peggiorano in determinati casi, tipo per esempio se gioco al pc con mio nipote al gioco delle auto vedere la visuale smuoversi mi causa sbandamenti più forti, oppure la sera quando mi metto a letto, oppure alzo la testa per bere o pulire qualcosa di alto anche in quel caso mi peggiorano... adesso la mia domanda tutto questo può essere che melo causa il daparox che sto assumendo?

Magari si chiede perchè penso che sia il daparox, perchè magari lo assumo da tanti anni quindi il mio corpo non l'ho accetta mi da questi sintomi...
Magari non centra nulla ma essendo che non sono medico chiudo giusto per stare tranquillo che non sia il farmaco... anche perchè mi era successo in passato che avevo sbandamenti h24, circa 2 anni fa mi era duranto anche in quel caso un paio di mesi è dopo mi era passato...
In più una cosa che vorrei dire mi succede che mi sento disorientato come se quello che guardo attorno a me lo vedo diverso una sensazione strana, come se fossi in bolla.. quindi tra sbandamenti più questa sensazione di disorientamento vorrei capire se possono essere la causa del daparox...
La ringrazio in anticipo per la risposta...

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Cecilia Elena Zanchi

Gentile Utente,

la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza in modo così dettagliato.
Comprendo quanto possa essere destabilizzante convivere con questa sensazione di 'sbandamento' e di 'bolla', specialmente quando sembra interferire con momenti di condivisione piacevoli, come il gioco con suo nipote.

Dal punto di vista clinico e sistemico è importante guardare a ciò che ci accade non solo come a un malfunzionamento isolato, ma come a un segnale che il nostro corpo e la nostra mente inviano all'interno di un contesto di vita.

Come psicologa non posso fornire indicazioni sulla posologia o sugli effetti biochimici del Daparox, tuttavia le suggerisco vivamente di fissare un colloquio con il suo psichiatra di riferimento. È l'unica figura che può valutare se si tratti di un effetto collaterale, di una necessità di aggiustamento del dosaggio o se il farmaco non sia affatto la causa.

Oltre al necessario consulto medico per escludere cause organiche o farmacologiche, potrebbe esserle utile esplorare questo 'senso di instabilità' in uno spazio di ascolto psicologico. Comprendere cosa questi sbandamenti stiano cercando di comunicarle rispetto alla sua fase di vita attuale potrebbe aiutarla a uscire da quella 'bolla' di cui parla.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Cecilia Elena Zanchi


Buongiorno dottori, sono un uomo di 39 anni che soffre di Doc. Le mie ossessioni sono di vario gene

Buongiorno dottori, sono un uomo di 39 anni che soffre di Doc.
Le mie ossessioni sono di vario genere, ma ultimamente sono aumentate quelle dei pensieri intrusivi.


Premetto che sono in cura da uno psichiatra con tanto di cura farmacologica (Efexor al mattino e Risperdal prima di dormire) e che da gennaio, andrò anche in cura da uno psicologo per sperare di uscirne o per lo meno imparare a conviverci.


Aspettando il primo colloquio con lo psicologo, avevo pensato di scrivervi due casi, riguardante miei pensieri intrusivi di morte per avere un vostro consulto.


Il primo è l'aver immaginato una persona delle mie zone, famosa per leggere le mani che mi preannuncia che morirò tale giorno e mese...ecco potete immaginare il mio stato psicologico con il vivere aspettando quel giorno quasi come se fosse una sentenza già scritta, un pensiero nitido arrivato senza senso dal nulla.


Il secondo invece sono sempre pensieri intrusivi cattivissimi verso terzi.

Ad esempio mi capita di parlare con una persona che conosco e se so che ha un parente defunto, l'insulto parte sul parente...cose anche cattive senza alcun senso o motivo.

Cose che mi portano a pagare pegni come rinunciare a cose piacevoli, tipo la masturbazione o altro, perché ho mancato di rispetto a questa gente.

Ed anche lì una vocina e come se mi dicesse se manchi di rispetto dopo tot giorni morirai ecc ecc



Ecco dottori questi sono due esempi, spero di avere una vostra rassicurazione aspettando la visita.


Saluti
Stefano

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Cecilia Elena Zanchi

Gentile Stefano,

la ringrazio per aver condiviso con così tanta onestà questi vissuti. È comprensibile che si senta spaventato e stanco: il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è un compagno di viaggio molto rumoroso e, come lei descrive bene, sa essere particolarmente 'creativo' nel trovare modi per tenerci in scacco attraverso il senso di colpa e la paura.

Come psicologa clinica a orientamento sistemico, vorrei offrirle alcuni spunti di riflessione in attesa del suo primo colloquio di gennaio:

Il Pensiero Magico e il Controllo: Il pensiero della veggente o la 'vocina' che stabilisce scadenze sono esempi di come la mente tenti di dare una forma a un’ansia che altrimenti sembrerebbe senza nome. In ottica sistemica, potremmo dire che queste ossessioni creano una sorta di 'relazione forzata' con il futuro o con gli altri, nel tentativo paradossale di controllare l'incertezza della vita.

L’aggressività e il "Pegno": Gli insulti intrusivi verso i defunti altrui sono spesso proprio il riflesso del fatto che lei è, al contrario, una persona che tiene molto al rispetto e alle regole. Più lei cerca di essere 'buono', più il sintomo cerca di scardinarla con pensieri opposti. Il fatto che lei si privi di piaceri (come la masturbazione) per 'pagare un pegno' mostra come si sia creato un equilibrio rigido dove ogni pensiero 'cattivo' deve essere compensato da una punizione, per ristabilire un ordine nel suo sistema interno.

Verso il nuovo percorso: È ottimo che lei abbia già una copertura farmacologica e che stia per iniziare la psicoterapia. Il farmaco aiuta ad abbassare il 'volume' dell'ansia, ma la terapia le permetterà di capire quale funzione hanno questi pensieri nella sua vita oggi e come costruire un modo nuovo, più flessibile, di stare nelle relazioni (anche con se stesso).

Nell'attesa di un colloquio provi a guardare a questi pensieri non come a 'sentenze' o a parti reali della sua personalità, ma come a dei 'cortocircuiti' comunicativi della sua mente. Non sono verità, sono solo eventi mentali che passano.

Le auguro un buon inizio del suo percorso terapeutico, che sarà lo spazio ideale per dare un significato nuovo a queste 'voci'.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Cecilia Elena Zanchi


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