Dott.
Andrea Albertazzi
Psicoterapeuta
·
Psicologo
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sulle specializzazioni
Torino 2 indirizzi
Esperienze
Approccio terapeutico
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Recensioni
3 recensioni
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D
Daniele G.M.
Prima di diventare paziente del Dott. Albertazzi sono stato seguito da diversi professionisti con l'aiuto dei quali, tuttavia, non sono riuscito ad affrontare concretamente e con serenità alcune problematiche personali. Tali problematiche, per la loro complessità e delicatezza, richiedevano infatti l'intervento di un professionista serio e competente, caratteristiche che con gioia ho potuto riscontrare nel Dott. Albertazzi. Per questo motivo ritengo che lo psicoterapeuta/psicologo in questione sia vivamente consigliabile a chiunque.
La mia esperienza come paziente è stata inoltre positiva per la cortesia, puntualità e disponibilità del professionista• Studio di Psicoterapia Verardo • psicoterapia •
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M
M.L.D.
L'esperienza è di avere di fronte una persona che sa prendersi cura, immergendosi nel lavoro con l'altro. Presenza, impegno e attenzione non sono mai mancati nel percorso insieme. Grazie!
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Antonio
Ottimo professionista.,se è riuscito a sopportare me direi che è ben preparato consigliato
• Studio di Psicoterapia Verardo • psicoterapia •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, a gennaio andai a fare una fisica specialistica per dolore cervicale e ansia
Buongiorno, a gennaio andai a fare una fisica specialistica per dolore cervicale e ansia e per dare un "sollievo" a questi sintomi mi fu prescritta l’agopuntura, premetto che soffro di ansia forte e attacchi di ansia con tutti i fastidi fisici che essa comporta da anni, e prendo mezza Sertralina alla sera, in passato ho sofferto di attacchi di panico e di conseguenza una leggera depressione, presi gli appuntamenti di due trattamenti a settimana, ho iniziato ma già dopo la prima seduta di agopuntura ho avuto un peggioramento di questi sintomi, dopo la seconda e la terza sempre peggio, alla quarta e ultima perché ho deciso di smettere questa sofferenza, la quarta seduta è stata cruciale, sono stato malissimo già sul lettino, ho avuto episodi di forte sbandamento, tremori e perdita di equilibrio, pensavo mi fosse successo qualcosa di grave perché sono stato due ore sul lettino non riuscivo a mettermi seduto mi sembrava di impazzire dall’instabilità che avevo, dopo due ore con molta calma mi sono messo in piedi ma barcollavo, e feci malattia dal lavoro per qualche giorno ma da quel momento gli episodi di vertigine e instabilità ci sono sempre, nonostante il medico mi avesse prescritto Vertiserc. Questi episodi durante la giornata di sbandamento sia da fermo che sdraiato o mentre ruoto il capo, ansia aumentata, evidenti episodi di panico possono essere dovuti da stimolazione da agopuntura? Nonostante siano passati mesi? In questo periodo mi è aumentato questo senso di instabilità e avverto spesso perdita di equilibrio sia da seduto che mentre cammino o ruoto il capo, da quella fatale seduta di agopuntura come scrissi all'inizio della conversazione di sei mesi fa. Riprendo adesso con la situazione attuale. Questo problema degli sbandamenti perdita di equilibrio non si è risolto completamente, a periodi avverto meno in altri momenti diventa sempre invalidante specialmente assumendo alcune posizioni o mentre cammino, ho fatto visita specialistica da otorino e neurologica ma è tutto regolare, ho fatto qualche seduta da fisioterapista osteopata per cervicale, qualche miglioramento per il dolore ma meno per sbandamenti, l’ansia è sempre presente, ho interrotto in maniera graduale la mezza sertralina, sono già tre mesi che non la prendo più, ho iniziato una cura omeopatica dopo visita da omeopata ormai da due mesi ma avverto pochi miglioramenti, ansia c’è e la depressione si alternano sembrano come una muro difficile da penetrare, combatto ma questi sintomi si fanno sentire spesso. Problema di fondo è l’ansia, ho interrotto la psicoterapia strategica breve perché non ho notato miglioramenti, nessuno ha la bacchetta magica, confido nella omeopatia che mi sia di aiuto. Che ne pensate?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, se crede che il problema principale sia lo stato ansioso allora penso sia molto importante che lei possa affrontare questa tematica con un* psicoterapeuta, a prescindere dall'indirizzo e dalla metodologia del professionista, con cui poter innanzitutto instaurare una relazione di fiducia. A disposizione per eventuali chiarimenti, Dott. Andrea Albertazzi
Buongiorno, Dopo due anni e mezzo credo sia il momento di interrompere il mio percorso con il mio
Buongiorno,
Dopo due anni e mezzo credo sia il momento di interrompere il mio percorso con il mio psicologo. Comincio a nutrire dei dubbi - che ho sempre nutrito - sull'aiuto concreto che mi possa continuare a dare, mentre lei ogni volta mi dice di continuare. Mi sento meglio alla fine delle sedute, ma non sento di fare grandi passi. Nello specifico, mi sento molto coccolato, mi viene rinforzato molto il mio ego, ma sembra che non sia mai colpa mia, e sempre una responsabilità degli altri. Certo, mi fa sentire meglio, però mi sembra di non affrontare realmente niente: avrei bisogno di prendere due schiaffoni, ogni tanto. Non sono riuscito ad essere sincero su tanti argomenti in terapia per due anni, ed ora che finalmente sono venuti fuori a causa di un evento esterno (sono stato "beccato") li ha affrontati in un modo che non condivido (nello specifico: problematiche in campo sessuale, assenza di desiderio nei confronti del partner, preferenza alla masturbazione piuttosto che al rapporto sessuale, miei meccanismi di difesa per cui ho mentito per diverso tempo al mio partner su autoerotismo e altri argomenti su questa sfera). Mi ha prescritto, senza diagnosi o senza approfondire o darmi strumenti per affrontarlo, immediatamente di astenermi da qualsiasi rapporto sessuale, sia con il partner sia di natura autoerotica. Questa cosa, senza gli strumenti per affrontarla, sento che non sia giusta, che rovini la mia relazione e che non porti nemmeno me ad una soluzione sana, sebbene ne capisca il senso (un banale: astieniti fino a quando non sarai tu a desiderarlo davvero).
Vorrei affrontare la questione con uno specialista sessuologo che mi possa dare anche un altro approccio, vorrei sperimentare altri percorsi e altri metodi, ma la mia terapista sostiene che dovrei continuare il percorso con lei, e che è un momento in cui sarebbe dannoso abbandonare.
Non so come comportarmi: io mi sento pronto per affrontare un nuovo percorso con un'altra persona, ma temo di non riuscire a prendere questa decisione quando, la prossima settimana, la vedrò.
Come posso fare? Può causare problemi interrompere un lavoro di questo tipo? Premetto che io ne sono sufficientemente convinto e che se dovessi decidere io (so che in realtà devo decidere io, ma l'opinione di chi mi ha seguito per due anni e mezzo conta, eccome) abbandonerei il percorso e proverei con un altro specialista.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la situazione è molto complessa perché da un lato è suo sacrosanto diritto interrompere una terapia di cui non sente il beneficio, dall'altro nella mia esperienza la possibilità di riflettere insieme su ciò che accade nella relazione terapeutica, soprattutto quando questa sembra non funzionare bene, è spesso la migliore via d'accesso ai nostri meccanismi meno consapevoli e più "disfunzionali".
Se dovessi sintetizzare questo in una sorta di consiglio, sarebbe quello di cercare di avere una conversazione autentica e, perché no, anche conflittuale nei limiti del rispetto reciproco, con la sua terapeuta sulle motivazioni che la spingono a cercare un altro tipo di aiuto. Spero di essermi espresso chiaramente ma se così non fosse resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
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