Via Pierfranco Bonetti, Roma 00128
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25/06/2025
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25/06/2025
15 recensioni
Ho avuto altre esperienze di psicoterapia, ma questa mi è piaciuta maggiormente, perché molto più nuova ed efficace
La Dott.ssa Lanni ha inquadrato rapidamente e precisamente il mio problema, aiutandomi a superare un brutto momento. Mi ha inoltre fornito delle strategie semplici ed efficaci per continuare a stare bene anche dopo il nostro percorso. Professionista eccellente.
Avevo un problema importante con mia figlia disabile la dottoressa mi ha dato dei consigli attraverso i quali sono riuscita a gestire la mia depressione .ringrazio vivamente la dottoressa
Psicologa eccellente. Mi ha aiutato a risolvere tanti problemi personali. Cordiale, empatica e molto professionale. Mi ha seguito con molta serietà lungo tutto il mio percorso. La consiglio vivamente. É stata la migliore psicologa che abbia conosciuto.
Dott.ssa Flavia Lanni
Parole preziose, grazie. Un saluto.
Ho consultato la dottoressa Lanni in un periodo molto difficile nella relazione con mia figlia di 45 anni. Abbiamo due caratteri diversi e la dottoressa Lanni mi ha dato un grande aiuto in poche sedute e vedere chiaramente la realtà, accettare le persone per quello che sono senza cercare di cambiarle come piacerebbe a noi. Sono uscita da quella continua sofferenza e la sua terapia è stata efficace e duratura. Una brava dottoressa.
Dott.ssa Flavia Lanni
Grazie per aver condiviso questo pensiero. Un caro saluto
La Dottoressa Flavia è una psicoterapeuta di straordinaria capacità sia dal punto di vista professionale che empatico. Ha dimostrato di centrare il mio problema già dalla prima seduta. Con lei ti senti a tua agio e riesci a parlare tranquillamente dei tuoi problemi. Sicuramente continuerò il mio percorso con lei in quanto a differenza di altri riesce a capirmi alla perfezione. Ha una grande disponibilità ed è sempre gentile e cordiale. La consiglio vivamente.
Dott.ssa Flavia Lanni
Grazie per ciò che ha scritto. Un caro saluto.
La dottoressa è molto empatica e molto attenta una professionista eccellente
Dott.ssa Flavia Lanni
Grazie tante. Al prossimo incontro. Un saluto
Dottoressa disponibile e puntuale. Mi sono sentita accolta.
Una professionista molto seria, specializzata nelle emergenze, nel superamento di esperienze traumatiche ma anche capace di accogliere fasi di sviluppo delicate e sensibili come quelle dei giovani adulti e adolescenti.
Un bagaglio di esperienze ricco che la rendono una terapeuta attenta, competente e in grado di aiutare chi si rivolge a lei con strumenti pratici e risolutori. Consiglio!
La consiglio vivamente mi ha fatto aiutato a risolvere un grosso problema.con professionalità e chiarezza
ha risposto a 10 domande da parte di pazienti di MioDottore
Io, sono un ragazzo di 26 anni, e sto conducendo una vita estremamente solitaria, non amici, non ho un lavoro e non ho una fidanzata, mai avuta, tutto questo perché vengo rifiutato, nonostante io mi sono fatto un mazzo così, sono stufo, di questa situazione come posso fare per emergere nella società? La solitudine è il peggiore dei mali. Addirittura mi è stato detto di accettare questa condizione di solitudine? Ma scherziamo?
Salve,
quello che esprime è un dolore profondo, carico di frustrazione e di stanchezza. Le sue parole raccontano un percorso faticoso, in cui si è speso molto – con impegno, determinazione, fatica – e in cui tuttavia non ha ricevuto ciò che desiderava o si aspettava: relazioni significative, riconoscimento, appartenenza.
La solitudine, quando non è scelta ma subita, può essere devastante. E ha ragione a dire che non è una condizione da “accettare” come se fosse naturale o inevitabile.
Quando si sperimenta ripetutamente il rifiuto – reale o percepito – si può interiorizzare un messaggio tossico: “non valgo”, “non merito”, “nessuno mi vedrà mai davvero”. Queste credenze possono diventare invisibili ma potenti, e influenzare il modo in cui ci si relaziona agli altri e a sé stessi.
La sua domanda – “come posso fare per emergere?” – è importante. Ma forse la vera questione non è “emergere” in senso competitivo, quanto essere visto, riconosciuto, sentire che si ha un posto nel mondo. La società oggi sembra valorizzare solo chi è performante, estroverso, realizzato. Ma ogni essere umano ha diritto a una vita dignitosa, relazioni significative, uno spazio dove esprimersi.
Non esiste una ricetta unica, ma esistono strade possibili, graduali e concrete:
Ripartire da contesti reali dove poter stare con altri senza pressioni sociali, come laboratori, gruppi, volontariato, corsi pratici.
Intraprendere un percorso psicoterapeutico, se non lo ha già fatto, per dare spazio alla sua storia, alle sue emozioni, e rimettere insieme i pezzi in un modo che le appartenga davvero.
Un saluto.
Flavia Lanni
Salve sono una ragazza di 25 anni, mi sento troppo pensierosa al futuro. Credo che il problema si a scaturito in questo periodo perché mia nonna materna molto legata a lei ha iniziato a sentire male. Mia madre sta con lei per accudirla insieme a me.
Ultimamente sono diventata malinconia perché ho avuto paura di perdere mia nonna, stavo anche riflettendo che un domani molto lontano perderò anche mia madre ma non solo lei ma tutte quelle persone che mi stanno a cuore.
Ho fatto varie riflessioni ed ho capito che ho paura di perdere tutti ed io stessa ho paura di morire in un futuro.
Non riesco a darmi pace sul senso della vita, non riesco a capire del perché dobbiamo vivere e poi non sapere cosa c'è dopo la nostra morte.
Se la nostra coscienza muore con noi o se continua ad esistere. Sono pensieri che gli scienziati e i medici si sono fatti ma non riescono ancora a capire se c'è un dopo. Io non mi do pace, perché ho anche paura di essere dimenticata un domani di far perdere tutto ciò che la mia famiglia ha fatto.... So che questa è la vita ma non ne capisco il senso di dovere vivere e poi sparire e sapere che dopo la morte non c'è niente quindi come se stessi dormendo ma per sempre senza svegliarsi mai. Grazie a chiunque leggere questo messaggio.
Salve,
le sue parole toccano profondamente e descrivono con grande lucidità un dolore umano universale: la consapevolezza della fragilità della vita e il senso di smarrimento che può derivare dal confrontarsi con la possibilità della perdita, della morte, e del mistero che ne consegue.
Quello che sta vivendo ora — la malattia della nonna, la preoccupazione per sua madre, la malinconia, le domande sul futuro e sul senso dell’esistenza — non sono segni di debolezza, ma piuttosto testimonianze della sua sensibilità e della profondità con cui sente i legami affettivi. Amare profondamente significa anche temere di perdere. Il fatto che lei senta così intensamente la possibilità della morte e il dolore della separazione dice quanto lei sia viva e connessa alla sua storia, alla sua famiglia, alle sue radici.
È comprensibile sentirsi sopraffatti quando ci si trova davanti a pensieri esistenziali così grandi. Il senso della vita, il timore dell’oblio, il desiderio che ciò che amiamo e siamo non venga dimenticato: sono interrogativi che ci accompagnano, in forme diverse, durante l’intera esistenza. Filosofi, scienziati, religiosi e poeti li hanno affrontati da sempre, proprio perché non esistono risposte assolute. Eppure, ciò non toglie valore alla ricerca stessa del significato.
La paura della morte, così come la paura di perdere chi si ama, spesso si manifesta con forza nei momenti in cui ci sentiamo vulnerabili o in transizione. Forse, lei ora si trova in un punto delicato della vita, in cui è chiamata a sostenere emotivamente chi ama, ma al tempo stesso è anche chiamata a trovare un proprio equilibrio e senso. Non è semplice. Ma è proprio in questo cammino che si può scoprire qualcosa di molto profondo: che, forse, il senso non sta solo nel rispondere alla domanda “cosa c’è dopo?”, ma nel chiedersi: “come posso vivere ora, pienamente, con amore e presenza?”.
La paura del nulla può diventare l’occasione per ritrovare un senso più pieno nel presente.
Condivida questo dolore.
La invito, se sente che questi pensieri diventano troppo pesanti da sostenere da sola, a parlarne con uno psicoterapeuta. Non perché lei sia “malata” o “sbagliata”, ma perché merita uno spazio sicuro in cui poter accogliere e dare voce a queste emozioni, senza giudizio. È un atto di cura verso sé stessa, come quello che ora sta offrendo con dedizione a sua nonna.
Un caro saluto.
Flavia Lanni
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.