Buonasera, vi scrivo perché sono veramente disperata a riguardo e non vivo bene la cosa per niente.

5 risposte
Buonasera, vi scrivo perché sono veramente disperata a riguardo e non vivo bene la cosa per niente.
Da sempre non provo piacere durante la penetrazione, mai raggiunto l’orgasmo. Sento cosa sta accadendo ma non ho piacere, mai avuto, anche con partner diversi, persino da sola, mai niente.
Non ho traumi.
sento piacere solo se stimolo il clitoride sfregandolo dal basso verso l’alto con il palmo della mano, anche se non ho mai raggiunto l’orgasmo.
Del resto 0
nessun medico ha capito cosa ho e cosa fare e cambio ginecologi (anche specializzati in pavimento pelvico) da circa 3 anni.
Non manca la lubrificazione e nemmeno il desiderio.
Dott. Filippo Guizzardi
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Modena
Gentilissima, capisco benissimo la sua frustrazione. Il fatto che le differenti visite ginecologiche a cui si è sottoposta nel tempo non abbiano mai rilevato particolari anomalie conferma il fatto che, fortunatamente, il suo corpo, a livello organico, è perfettamente sano. Tenga conto che la vagina, a differenza del clitoride, non è particolarmente ricca di terminazioni nervose e, per tale ragione, molte donne, come lei, non raggiungono l'orgasmo con la sola penetrazione vaginale.
Vorrei quindi, innanzitutto, che si rincuorasse sul fatto che la sua situazione non presenta particolari criticità. Probabilmente essa è però acuita da vissuti di tipo ansioso: la paura di non riuscire, porta infatti la sua mente a bloccare le sensazioni piacevoli concentrandosi sul "dover" provare piacere. Le consiglio, a tal proposito, di concentrarsi maggiormente su ciò che le dà effettivamente piacere (la stimolazione clitoridea), rifuggendo, almeno momentaneamente, l'ansia da prestazione della penetrazione vaginale. Ravviso altresì l'opportunità di un accompagnamento da parte di un professionista qualificato.
Un caro saluto,
Filippo Guizzardi

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Dott.ssa Sara Rubini
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Parma
salve, io credo che innanzitutto sia necessario indagare il disturbo, se soprattutto l'ansia sia associata alla penetrazione, se ci sano eccezioni, ecc. e le strategie che lei eventualmente mette in atto per risolvere il problema. poichè il problema è quello di cercare di controllare con la mente quella che è una risposta fisiologica, con il rischio di creare un effetto paradosso. consiglio di rivolgersi ad un sessuologo per vedere insieme le possibili soluzioni.
Dott.ssa Teresita Forlano
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Roma
Buona sera. Per un consulto adeguato, le suggerisco un colloquio con uno psicosessuologo. Può essere d'aiuto per la comprensione di quanto accade nel suo processo del piacere.
Saluti, Dottoressa Teresita Forlano
Dott.ssa Ginevra Pardi
Psicologo clinico, Sessuologo, Psicologo
Milano
Buongiorno,
capisco la sua frustrazione, soprattutto perché descrive una difficoltà presente da sempre e perché in questi anni ha cercato più volte delle risposte senza riuscire a trovarle.
Leggendo ciò che scrive, mi sembra importante fare una riflessione. Lei riferisce di non provare piacere durante la penetrazione e di non aver mai raggiunto l'orgasmo, ma racconta anche di percepire una sensazione piacevole attraverso una specifica modalità di stimolazione clitoridea. Questo suggerisce che il tema potrebbe non essere tanto l'assenza assoluta di piacere, quanto piuttosto il modo in cui il suo corpo risponde a determinate stimolazioni rispetto ad altre.
Inoltre, il fatto che il desiderio sia presente, che non vi siano problemi di lubrificazione e che la difficoltà si presenti sia da sola sia con partner diversi porta a pensare a una situazione più complessa di una semplice difficoltà relazionale o di coppia.
Mi chiedo se, oltre alle valutazioni ginecologiche, abbia mai avuto la possibilità di confrontarsi con una psicologa o una psicoterapeuta con formazione specifica in sessuologia clinica. Non perché ciò che descrive debba necessariamente avere un'origine psicologica, ma perché la sessualità è il risultato dell'interazione tra aspetti corporei, emotivi, cognitivi e relazionali, e talvolta concentrarsi esclusivamente sulla ricerca di una causa organica rischia di lasciare inesplorate altre dimensioni importanti.
Un ulteriore aspetto che varrebbe la pena approfondire riguarda il significato che attribuisce all'orgasmo e al piacere sessuale. Talvolta, quando per anni si cerca una spiegazione o una soluzione senza trovarla, l'attenzione può spostarsi progressivamente su ciò che manca, rendendo più difficile osservare e comprendere le risposte sessuali che invece sono presenti.
Credo che la sua situazione meriti un approfondimento specialistico, ma eviterei di concludere troppo rapidamente che ci sia necessariamente "qualcosa che non va" o una patologia ancora non individuata.
Un caro saluto, Dott.ssa Ginevra Pardi
Dott.ssa Serena De Sisti
Psicologo clinico, Sessuologo, Psicologo
Roma
Buongiorno, comprendo profondamente la sua frustrazione e il senso di impotenza che sta provando, specialmente dopo anni di visite senza risposte chiare. Sentirsi non ascoltati nel proprio dolore intimo è faticoso, ma ci tengo a rassicurarla su un punto fondamentale: quello che descrive è una condizione su cui si può assolutamente lavorare.
Dal punto di vista biologico, dobbiamo sfatare un grande mito: l'orgasmo esclusivamente vaginale, ottenuto con la sola penetrazione, non è la norma per la maggior parte delle donne. La stragrande maggioranza della popolazione femminile ha bisogno della stimolazione clitoridea per raggiungere l'apice del piacere. Il fatto che lei senta una risposta positiva proprio sfregando il clitoride ci conferma che i recettori e le vie nervose di quella zona sono attivi e funzionanti, ed è un ottimo punto di partenza.
Visto che ha già escluso problemi di lubrificazione, calo del desiderio o traumi, e che le visite al pavimento pelvico non hanno evidenziato anomalie, la chiave potrebbe risiedere altrove. Spesso, quando un rapporto non genera il piacere sperato, si innesca una sorta di iper-controllo: la mente si trasforma in uno spettatore critico, ci si concentra sull'obiettivo e l'ansia da prestazione finisce per bloccare la naturale risposta del corpo.
In questi casi, la strada più efficace è un approccio integrato che metta insieme mente e corpo. Da un lato, un percorso sessuologico può aiutarla a liberarsi dall'ansia della performance e a ridefinire la mappa del proprio piacere, imparando a lasciarsi andare. Dall'altro, potrebbe essere utile una valutazione mirata con un medico ginecologo specializzato esclusivamente in disfunzioni sessuali femminili o in vulvologia, per escludere micro-alterazioni della sensibilità nervosa che a volte sfuggono alle visite standard.
Il piacere è un incastro perfetto tra mente e corpo. Non si scoraggi: non aver ancora trovato la chiave giusta non significa che non esista. Provi, per quanto possibile, a togliere alla penetrazione il peso di dover essere l'unico obiettivo e si conceda il tempo di esplorarsi senza giudizio e se non lo ha ancora fatto, provi ad iniziare un percorso sessuologico.

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