Una domanda, non so se è meglio chiedere delucidazioni e preoccupazioni al nostro psicoterapeuta di

20 risposte
Una domanda, non so se è meglio chiedere delucidazioni e preoccupazioni al nostro psicoterapeuta di riferimento comunque una domanda alla quale io cerco una risposta che non sono mai riuscito ad avere potete dirmi e confermarmi se ho ragione? Allora.
1) PER LA PSICOTERAPIA "NON È UNA BACCHETTA MAGICA MIRACOLOSA " SI INTENDE CHE NON PUÒ RISOLVERE UN NOSTRO PROBLEMA IN UNA SOLA SEDUTA?
2) LA PSICOTERAPIA (IO SO CHE È FATTA CON L'OBBIETTIVO DI RISOLVERE IL SINTOMO E RIPORTARE UNA PERSONA SOFFERENTE A STARE BENE DI NUOVO; ma per NON È UNA PANACEA DI TUTTI I MALI che si intende???
Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, si dice così perchè solitamente le persone pensano che basti andare dallo psicologo a parlare dei propri problemi, più spesso a lamentarsi, per poi stare bene. Sbagliato. Molte terapie si interrompono proprio quando la persona capisce le fatiche che deve fare per cambiare. La terapia aiuta a prendere in mano la propria vita, risolvendo e/o affrontandone le sfide ed i conflitti, questo porta a risolvere il sintomo ma soprattutto a raggiungere la serenità.

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Dr. Jacopo Modoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno,
le sue domande sono molto sensate, e si vede che ci sta riflettendo davvero. Provo a rispondere in modo semplice e chiaro.

Quando diciamo che la psicoterapia non è una bacchetta magica, intendiamo esattamente quello che ha scritto: non basta una seduta per risolvere un problema, soprattutto se è radicato da tempo. La terapia richiede tempo, costanza e collaborazione. È un percorso, non un intervento immediato.

Invece, quando si dice che non è una panacea di tutti i mali, si intende che la psicoterapia non può eliminare tutte le difficoltà della vita o proteggerci da ogni forma di sofferenza. Però può fare qualcosa di molto importante: aiutarci a sviluppare strumenti mentali ed emotivi per affrontarle in modo più sano e libero.

In particolare, con la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), si impara ad allenare la mente a riconoscere i pensieri distorti, quelli che ci fanno soffrire senza che ce ne rendiamo conto.
E una volta che queste abilità si acquisiscono, non si perdono più: restano come una cassetta degli attrezzi a cui tornare nei momenti difficili. È un cambiamento che può davvero durare nel tempo.

Quindi no, la terapia non fa miracoli. Ma può insegnare un modo diverso di stare al mondo. E questo, alla lunga, fa una grande differenza.

Un caro saluto,
dott. Jacopo Modoni
Dott.ssa Chiara Tumminello
Psicologo, Psicoterapeuta
San Martino Buon Albergo
Buongiorno gentile utente, se è già seguito da un/una collega psicoterapeuta le consiglio di condividere con lui/lei i suoi dubbi e domande. In ogni caso posso darle delle risposte su cosa è in generale un percorso di psicoterapia. Non si possono risolvere tutti i problemi in una sola seduta per il semplice fatto che il lavoro di conoscenza di sé richiede tempo, e lo richiede sia per capire quali dinamiche agiscono dentro di noi, sia per affrontare la sofferenza che ne deriva. I cambiamenti duraturi richiedono tempo poiché non è semplice cambiare il proprio modo di pensare e di sentire, e anche poiché serve tempo per adattarsi al cambiamento. Rimango a disposizione per dubbi o chiarimenti. Cordialmente, dott.ssa Chiara Tumminello.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Grazie per la domanda, davvero molto importante e sentita. Provo a chiarire i tuoi dubbi:

Quando si dice che “la psicoterapia non è una bacchetta magica miracolosa”, si intende proprio che non può risolvere un problema complesso in una sola seduta. I disagi emotivi, psicologici o relazionali che ci portano a chiedere aiuto si sono formati spesso nel tempo, intrecciandosi con esperienze di vita, abitudini, pensieri e emozioni. Per questo motivo, il processo terapeutico richiede tempo, impegno e continuità, ed è un percorso che si costruisce insieme allo psicoterapeuta, passo dopo passo.

La frase “la psicoterapia non è una panacea di tutti i mali” significa che, sebbene sia uno strumento molto efficace per affrontare e risolvere tanti sintomi e difficoltà, non può rispondere a tutti i problemi della vita o eliminare ogni tipo di sofferenza. Ad esempio, non può cambiare le circostanze esterne o controllare gli eventi futuri, ma può aiutare la persona a sviluppare strumenti interni per affrontare meglio le sfide, ridurre la sofferenza e migliorare la qualità della vita.

In ogni caso, sarebbe utile e consigliato approfondire questi temi direttamente con uno specialista, in modo da poter personalizzare le risposte in base alla propria situazione.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Elin Miroddi
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Gentile utente,
Il sintomo è un linguaggio prezioso attraverso cui il nostro sistema psicologico cerca di comunicarci qualcosa di importante. Non è un nemico da combattere, ma un messaggero che indica un disagio profondo, un tentativo del nostro essere di esprimere ciò che non riesce a trovare altre vie di comunicazione.
La psicoterapia non è una bacchetta magica perché non si limita a rimuovere il sintomo. È un percorso che va dalla sua potenziale scomparsa fino alla capacità di contenimento e gestione, dove impariamo a comprendere il significato più profondo di ciò che stiamo vivendo.
Andare oltre la superficie significa ascoltare quel linguaggio, accoglierlo e trasformarlo. L'obiettivo è restituire al nostro sistema psicologico la capacità di muoversi in modo più fluido, integrato e consapevole.
Le consiglio di portare queste riflessioni alla sua terapeuta. L'alleanza terapeutica si costruisce attraverso domande autentiche, dubbi condivisi. Spesso, proprio i passaggi che sembrano mettere in discussione il percorso diventano momenti preziosi di crescita.
Se desidera approfondire, sono disponibile.
Cordiali saluti
Dott.ssa Elin MIroddi
Dott. Yari Politano
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
1) “La psicoterapia non è una bacchetta magica miracolosa”: Sì, hai ragione nel dire che questa espressione vuole sottolineare che non esiste una seduta “risolutiva” che cancella il dolore o i sintomi come per magia. La psicoterapia è un processo, non un intervento istantaneo. Richiede tempo, impegno, riflessione e sperimentazione attiva nella propria vita quotidiana. Il sintomo può ridursi anche in tempi brevi, ma ciò che cambia davvero è la relazione con sé stessi, con gli altri e con il proprio modo di affrontare le difficoltà. E questo ha bisogno di un percorso, non di una “cura-lampo”. 2) “La psicoterapia non è la panacea di tutti i mali”: La psicoterapia non è onnipotente. Non può eliminare: i dolori della vita (lutti, fallimenti, abbandoni); le responsabilità sociali o pratiche (lavoro, relazioni complesse, scelte di vita); le ferite passate, che possono diventare più comprensibili e meno invalidanti, ma non si cancellano.

Quindi quando dici che la psicoterapia ha l’obiettivo di far stare meglio una persona sofferente, è verissimo. Ma non garantisce che: tutto andrà bene sempre, che il dolore non tornerà mai più, o che la persona sarà “perfetta” o “risolta” in ogni aspetto della sua vita. Piuttosto, la psicoterapia offre strumenti per fronteggiare meglio il disagio, per comprendere e trasformare la sofferenza in qualcosa che ha senso, che ci fa crescere.
Dott. Febbraro Jacopo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Ciao, credo che il discorso focus di queste domande sia che la psicoterapia difficilmente riesce ad essere una cura generica o tantomeno una magia: il tutto in realtà dipende sia dalla relazione che si instaura tra terapeuta e paziente, sicuramente dal terapeuta stesso ma soprattutto dal paziente, che è il vero regista in questo senso. La persona potrà lavorare al meglio in terapia, ma se non riesce a dar continuità nella vita quotidiana, attraverso la propria regia, appunto, quello spazio diventerà solo una 'parentesi settimanale', poco fruttuosa.
Dott. Simone Festa
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Buongiorno, le rispondo. Significa che lo psicologo non è un qualche tipo di dio. In molti casi la psicoterapia non deve togliere il sintomo, come farebbe un farmaco, ma preparare un individuo ad accettare e scegliere di poter vivere senza di esso. Significa che molti mali o sintomi a volte non possono essere tolti, ma semplicemente accettati (provi a pensare a un paziente frontale affetto da sociopatia). Uno psicoterapeuta non utilizza mai un linguaggio assolutizzante, tale per cui "a tutti bisogna fare questo" oppure "oppure la psicoterapia risolverà questo e quell'altro". Per ogni paziente vi è un percorso a sé, come anche un tipo di cura singolare, che può funzionare per qualcuno, ma non per qualcun altro.

Dott. Simone Festa
Dott.ssa Michela Campioli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Modena
Buongiorno, provo a rispondere alle sue domande, confermo che lo/la psicoterapeuta non usufruisce di nessuna bacchetta magica, che non ha poteri soprannaturali e che quindi la psicoterapia non è necessariamente risolutiva in una, due sedute. Possono bastare poche sedute se il sintomo da trattare è contingente, cioè quando una persona è in buon equilibrio con se stessa ma accade qualcosa di inaspettato e traumatico che genera un sintomo, in questo caso l'utilizzo dell'EMDR, ad esempio, può raggiungere una risoluzione abbastanza veloce. Esistono invece situazioni, cui la persona ha imparato a reagire in un determinato modo a certi stimoli ma, ad un certo punto, questo approccio potrebbe non risultare più funzionale (esempio:situazioni che vengono a crearsi all'interno dei sistemi di riferimento: famiglia, amicizie, lavoro; cui la persona ha sempre reagito in un certo modo per garantire l'equilibrio ma poi si accorge che quella modalità non la fa più stare bene), in questi casi naturalmente si pone l'esigenza di un percorso per trovare insieme alla persona un nuovo equilibrio più idoneo ed in linea con le sue nuove esigenze. I percorsi possono essere più o meno lunghi a seconda del tipo di lavoro che una persona vuole o è disposta a fare su di sé. Sicuramente un elemento fondamentale della psicoterapia, oltre alla sintonia e la fiducia verso il/la terapeuta è come e quanto la persona è predisposta a lavorare su di sé e la sua predisposizione al cambiamento. Rimango a disposizione, cordiali saluti Dr.ssa Michela Campioli
Dott.ssa Gabriella Ciampi
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Roma
Si intende che il terapeuta non ha la risposta a tutte le domande, non ha e non dispensa soluzioni, non genera cambiamenti veloci e miracolosi, niente accade se il paziente non cambia i propri comportamenti disfunzionali, se non ci mette del suo nel desiderare di cambiare comportamenti e modi di pensare. Ovviamente non sarà il terapeuta a dirgli come/cosa pensare e fare ma sarà il paziente a dover capire cosa è più funzionale al proprio equilibrio in modo coerente con la propria personalità.
Il sintomo si risolve perché il paziente cambia approccio alla vita o modifica qualcosa di sé; l'obiettivo non è risolvere il sintomo ma trovare la chiave dentro il paziente, quella chiave che porta il paziente al giusto atteggiamento verso il problema che gli crea disagio. La chiave non ce l'ha il terapeuta ma sta nel paziente. La psicoterapia consiste nel cercarla insieme.
Buona ricerca.
Dott.ssa Valentina Maisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Castellanza
Buongiorno, è sempre meglio parlare dei propri dubbi con il terapeuta che la conosce e con il quale ha costruito una relazione di fiducia. Parlare dei propri dubbi è sempre fare terapia, non è qualcosa che non si deve fare, anzi, è sempre opportuno farlo.
In generale, la psicoterapia non è uno spazio miracoloso che in un colloquio risolve il problema, non c’è nulla di magico. Usando una metafora, la psicoterapia là si può pensare come un viaggio, fatto di luoghi da visitare, persone da scoprire (se stessi soprattutto) e con le quali condividere il percorso. Il terapeuta fa da guida, non da risolutore del problema.
La terapia è fatta di alleanza, conoscenza di sè e dell’altro, è fatta di riflessioni, emozioni che viaggiano, gioie e dolori. Quando si dice che non si può conoscere l’esito di una terapia è proprio per questo motivo, ci sono tanti fattori che entrano in gioco e chi viene in terapia deve poter accogliere in un certo senso l’incertezza del finale (che ancora non esiste e quindi non ha senso pensarci) ma la certezza di un presente (la terapia stessa) che se ben utilizzato, è molto possibile che porti poi a quel che tutti aspiriamo: uno sguardo alla vita e a se stessi migliore, più accogliente e più positivo.
Il mare è sempre mare, ma se lo guardiamo con occhi malinconici o pieni di gioia cambia il significato che gli diamo, le auguro di avere e/o trovare lo sguardo sereno di chi ha imparato a volersi bene. Un caro saluto.
Dott.ssa Laura Leone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
A tutte le sue domande rispondo che la psicoterapia non è una bacchetta magica, ma richiede un lavoro fatto a due, il paziente deve essere motivato e con il terapeuta deve esserci sintonia; non si possono risolvere i problemi in una sola seduta, poichè la mente è una struttura molto complessa e bisogna lavorare con un materiale psichico accumulato da anni; la psicoterapia infine non è una panacea per tutti i mali, però aiuta molto a ritrovare equilibrio mentale, se fatta con le modalità giuste.
Forse sarebbe il caso di chiedervi cosa vi ha trattenuto a non fare queste domande al vostro terapeuta.
Cordialmente.
Laura Leone
Dott.ssa Nunzia D'Anna
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Bisognerebbe proprio chiedere al suo terapeuta cosa intendesse dire.
In che contesto le ha detto queste frasi? Lei ha fretta di guarire forse? Mi sembrano (ma sottolineo sembrano, mancando totalmente il contesto in cui sono state pronunciate) frasi dette per arginare qualche ansia o qualche pensiero magico del paziente.
Poi lei chiede conferma se ha ragione, ma dalla sua domanda non si capisce bene su cosa.
Sicuramente la terapia non risolve i nostri problemi in una sola seduta. In realtà neanche in cento sedute se dentro il paziente non scatta qualche "click" che gli fa decidere che è stufo di fare come fa, di pensare come pensa, di sentire come sente. Noi terapeuti, per quanto competenti, non siamo onnipotenti. La terapia è un gioco a due e bisogna decidere di giocarlo "insieme" e non contro. Ma per fare questo bisogna fidarsi e affidarsi e questo per alcuni di noi è lo scoglio più grande da superare.
Dott.ssa Lucia Taddei
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
La psicoterapia non può risolversi in una seduta. E' un percorso a due (terapeuta-paziente) durante il quale l'obiettivo è quello di rendere consapevole il paziente di alcuni comportamenti, per poterli modificare. Possiamo cambiare solo gli aspetti di cui siamo consapevoli.
Dott.ssa Ilva Salerno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Caserta
Buongiorno e grazie per aver condiviso una domanda così importante. Ci sono pensieri e dubbi che spesso chi comincia un percorso psicologico si porta dentro, e quello che esprimi tu è molto comune e comprensibile. Provo a risponderle punto per punto.
1) “La psicoterapia non è una bacchetta magica”: significa che non può risolvere un nostro problema in una sola seduta?
Sì, è proprio così. Quando si dice che la psicoterapia non è una bacchetta magica, si vuole dire che non esiste una soluzione immediata, né un intervento miracoloso che possa risolvere tutto in un attimo. Non perché la psicoterapia non sia efficace – anzi, lo è! – ma perché lavora in profondità, su aspetti spesso legati alla nostra storia, alle relazioni che abbiamo vissuto, ai significati che abbiamo costruito nel tempo. Quindi sì, una sola seduta difficilmente basta per sciogliere un nodo che magari ci accompagna da anni. Ma già dalla prima seduta può cominciare un processo nuovo, un cambiamento di prospettiva.
2) “La psicoterapia non è una panacea di tutti i mali”: cosa significa?
Questa frase, anche se può sembrare un po’ scoraggiante, in realtà è molto realistica.
Vuol dire che la psicoterapia non può risolvere ogni problema della nostra vita, soprattutto quelli che dipendono da fattori esterni (ad esempio condizioni economiche, malattie, contesti sociali complessi). Non può “cancellare” il passato, né impedire che nel futuro ci siano ancora momenti difficili. Ma può fare una cosa fondamentale: aiutarci a dare senso a quello che viviamo, a riconoscere le nostre risorse, a trasformare i nostri sintomi in segnali da ascoltare, e a trovare un modo più autentico e sereno di stare al mondo.
In altre parole:
Non è una cura miracolosa, ma è un processo trasformativo.
Non può fare tutto, ma può fare tantissimo.
Non toglie i problemi con un colpo di spugna, ma ci aiuta a guardarli con occhi nuovi, a non sentirci più soli e senza strumenti.
Se sente che queste domande la accompagnano da tempo, forse è il momento giusto per parlarne anche con il tuo psicoterapeuta di riferimento. Mettere in parola le aspettative, le paure e i dubbi sulla terapia è un passo fondamentale per renderla davvero efficace e personale.
Un caro saluto,
Ilva Salerno
Dott.ssa Valentina De Chiara
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Gentile utente, grazie per queste domande. Quando si dice che "la psicoterapia non è una bacchetta magica miracolosa", si intende che non ha la capacità di risolvere un problema complesso e magari radicato nel tempo in una sola seduta. Affrontare le nostre difficoltà interiori richiede un percorso, un po' come prendersi cura di una ferita profonda: ha bisogno di tempo, attenzione e delle giuste "cure" per guarire. Per quanto riguarda la sua seconda domanda: "la psicoterapia non è una panacea di tutti i mali" significa che, pur essendo un aiuto prezioso per il nostro benessere emotivo e psicologico, non è una soluzione universale per ogni tipo di problema che possiamo incontrare nella vita. Ad esempio, può aiutarci a gestire l'ansia legata a difficoltà economiche, ma non risolverà direttamente la situazione finanziaria. Si concentra principalmente sul come stiamo noi dentro rispetto a quelle difficoltà. Vorrei incoraggiarla a portare queste sue domande e riflessioni al suo terapeuta. Parlarne con lui sarà sicuramente molto utile per il vostro percorso insieme. Comprendere le sue aspettative e il suo modo di vedere la terapia è fondamentale per un lavoro efficace e per costruire una relazione di fiducia.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Dott.ssa Giorgia Vacchini
Psicologo, Psicoterapeuta
Locate di Triulzi
Il lavoro psicoterapeutico non è fatto solo dal terapeuta ma si co-costruisce. Se si intraprende un percorso serio e ci si dà degli obiettivi non serve una sola seduta ma ci vuole tempo per il processo di cambiamento.
Il lavoro terapeutico può avere diversi obiettivi, tra cui dare un significato e solo dopo eliminare il sintomo se non è più necessario.
Dott.ssa Elisabetta Cristofaro
Psicoterapeuta, Psicologo
Orta di Atella
Salve, la psicoterapia è un percorso che si costruisce passo dopo passo nel rapporto tra terapeuta e paziente. Inoltre, non esiste un terapeuta adatto a tutti e ognuno deve trovare il professionista che lo faccia sentire più "comodo" possibile. Gli obiettivi della psicoterapia possono essere diversi e, talvolta, si trovano anche lungo il percorso.
Saluti
Dott.ssa Maria Angela Caputo
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Buongiorno,
sicuramente se lei ha un terapeuta con cui sta portando avanti un percorso le consiglio di parlarne con il collega o la collega perchè questi suoi quesiti potrebbero, a un certo livello, rappresentare anche un ostacolo al lavoro che state facendo e quindi al suo progredire nel percorso di cura e conoscenza.

mi sento però di darle una risposta breve per entrambe.
1) le difficoltà e le sofferenze che portano una persona in psicoterapia non possono essere "curate" in una sola seduta perchè queste sono spesso complesse e profonde, si manifestano magari nel qui ed ora, nell'oggi, ma hanno radici profonde e radicate. Per il mio modo di lavorare intendo il sintomo, il problema che porta la persona ad iniziare un percorso di psicoterapia un punto di partenza, paradossalmente un tentativo di salvezza. la sua psiche, il suo corpo le sta dicendo che qualcosa non funziona più in maniera adeguata e che forse è il caso di fermarsi, chiedersi perchè, che cosa significa e che cosa possiamo farci.
Il cambiamento però parte dal paziente, mi spiego meglio. Il terapeuta aiuta con la propria formazione, i propri strumenti e competenze il paziente a dare nuovo significato al suo funzionamento, andando spesso a scavare in profondità dolorose, non sta però al terapeuta indicare cosa e come fare per stare meglio, non sarebbe un cambiamento duraturo e reale, ma solo il rischio di mettere in atto comportamenti indicati da un altro.

2) non è la panacea di tutti i mali.
siamo cosi complessi, cosi profondi, cosi ricchi di storie e vissuti dentro di noi, che magari un buon percorso di psicoterapia "risolve" ciò per cui voi avete iniziato, ma questo non vuol dire rendervi immuni dalla sofferenza o dalla comparsa di altre difficoltà, o magari anche la medesima.

La psicoterapia ci permette di comprendere meglio quanto ci accade, comprendere quale sia il funzionamento che sta alla base, perchè quel sintomo ha avuto bisogno di mostrarsi e soprattutto ci consegna gli strumenti e le chiavi per poter riconoscere questi momenti di crisi e difficoltà, agendo e tutelandoci.

Potrei andare avanti molto.
Comprenderà quanto sia complesso e perchè un lavoro su di se come quello che richiede la psicoterapia, non si possa risolvere in una sola seduta oppure in un pacchetto di tot sedute.

Augurandole di poterne discutere con il suo terapeuta e trovare le risposte giuste per lei,
saluti.
Dott.ssa Caputo Maria Angela
Psicologa - Psicoterapeuta
Dott.ssa Laura Remaschi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bagno a Ripoli
Buonasera provo a risponderle, pur spaendo che nessuna risposta può essere di per sè esaustiva se non c'è un dialogo in cui si approfondiscono e chiariscono via via le risposte date.
Rispetto alla prima domanda potrei dirle per spiegare meglio che la psicoterapia è una sorta di "fisioterapia del sistema nervoso e/o della psiche", se ad esempio si rompe un osso a seconda della complessità della frattura e del tempo che deve tenere immobilizzato l'arto, sarà necessario un percorso di riabilitazione fisioterapeutica con esercizi mirati con cadenza e durata variabile a seconda appunto della complessità dell'infortunio subito. Fancedo un parallelo la psicoterapia è un training in cui si individuano le cause specifiche del trauma e si fa un percorso di riabilitazione e fortificazione delle funzioni personali in modo da ristabilire le funzionalità psichiche personali presenti prima di tale trauma. Per cui, a volte in casi molto specifici potrebbe essere sufficiente una sola seduta, più frequentemente sono necessarie più sedute che vanno valutate in base alle caratteristiche specifiche della persona e del trauma e di come l'organismo risponde al tipo di terapia offerto, proprio appunto come succede per una fisioterapia.
Anche per il secondo quesito, l'esempio che ho usato sulla fisioteraipa può essere esplicativo, nel senso che dipende dalla complessità degli organi o delle funzioni vitali compromesse, perciò potrebbero essere necessari più tipologie di intervento, farmacologico o educativo o economico o sociale...Le cause di un disturbo o un sintomo spesso non sono in solo fattore per es. nella genetico o nella famiglia o nel lavoro, o nelle relazioni affettive, ma c'è spesso una concausa di tali elementi e la loro relazione non è di causa effetto. Perciò vanno indiviuduati bene caso per caso e si deve essere anche realistici nel dire che in alcuni casi si devono applicare insieme alla psicoterapia altri interventi per far si che la situazione o il sintomo si risolvano.
Spero di essere stata semplice ed al tempo stesso esaustiva, nella risposta se avesse bisogno di ulteriori delucidazioni, ci faccia sapere

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