Sono diabetico T1 da 20 anni, ho 45 anni, sempre buona salute e sempre ottimo controllo glicemico. D
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Sono diabetico T1 da 20 anni, ho 45 anni, sempre buona salute e sempre ottimo controllo glicemico. Da circa 1 anno la risposta all'insulina e il comportamento della glicemia è cambiato incredibilmente. Molto spesso la glicemia fatica moltissimo a scendere con l'insulina (devo fare anche il triplo delle unità che facevo prima, sono arrivato anche a più di 20 unità per un pranzo normale da circa 550 kcal normalmente bilanciato). Ruotando sempre tutte le zone di iniezione.
Cosa potrei valutare?
Cosa potrei valutare?
Buon giorno. Sarebbe utile per me sapere se è cambiato qualcosa nello stile di vita (per es. l'attività fisica) e quale insulina pratica.
Se non fosse camiato nulla nello stile di vita si potrebbe valutare il cambio dell'insulina. Oggi ci sono delle nuove insuline a disposizione con una migliore bio-disponibilità anche a parità di dosaggio.
Se non fosse camiato nulla nello stile di vita si potrebbe valutare il cambio dell'insulina. Oggi ci sono delle nuove insuline a disposizione con una migliore bio-disponibilità anche a parità di dosaggio.
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Io valuterei, nel caso il cambio di insulina e di stile di vita non dovessero dare gli effetti desiderati , anche l'opportunità di applicare un microinfusore che mediante un monitoraggio continuo della glicemia le permetterebbe un compenso glicometabico ottimale.
In accordo coi colleghi. Valuterei bene lo stile di vita, specie in termini di attività fisica aerobica, eventuale cambio di insulina, e qualora non dovesse presentare un buon compenso (con attenzione alla frequenza di ipo/iperglicemie, oltrechè alla glicata), prenderei in considerazione la possibilità di impiantare un microinfusore. Chieda lumi al suo diabetologo per trovare assieme la strada più idonea da seguire.
Saluti
Saluti
Gentilissimo, il mio consiglio è quello di valutare con il suo endocrinologo il tipo di terapia più adatya a lei e al suo stile di vita. Come affermano i colleghi potrebbe valutare un cambio di insulina oppure l'applicazione di un microinfusore. Dal mio punto di vista, molto utile sarebbe inoltre fare visita ad un nutrizionista per imparare il counting dei carboidrati al fine di gestire al meglio i suoi pasti e le variazioni delle glicemie prandiali. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti o consulenza.
Un saluto
Dott.ssa Elena Balzani
Un saluto
Dott.ssa Elena Balzani
Salve, in accordo con i colleghi sicuramente è da valutare se la terapia che esegue è la più adatta al momento. Inoltre però capire bene il tipo di alimentazione e gli alimenti utilizzati al di là delle calorie. Ovviamente in associazione una giusta attività motoria aiuterebbe notevolmente a mio avviso. Ultima cosa, valuti col suo diabetologo se sono presenti lipodistrofie sui siti di iniezione. Saluti, Dott.ssa Egle Giambra
Salve! Prendere un appuntamento con un buon endocrinologo in effetti potrebbe essere utile anche per me, che possa collaborare con il dottore che la segue per il diabete.
E comunque occorre prestare attenzione anche al tipo di stress del momento, al sonno, a eventuali problematiche ansiogene che possono peggiorare l'equilibrio glicemico. Disponibile per una consulenza a riguardo.
un cortese saluto
E comunque occorre prestare attenzione anche al tipo di stress del momento, al sonno, a eventuali problematiche ansiogene che possono peggiorare l'equilibrio glicemico. Disponibile per una consulenza a riguardo.
un cortese saluto
Salve. Sarebbe necessario capire se è cambiato qualcosa nel suo stile di vita (ha cambiato le sue abitudini alimentari? Ha modificato la sua attività fisica? Le sue abitudini lavorative sono sempre le stesse?). Valuti la possibilità di fare un diario alimentare, utile allo specialista per capire se c'è qualche cosa da migliorare e si rivolga al suo diabetologo per un'eventuale cambio di strategie terapeutiche. Ci aggiorni. Dott.ssa Cristina Mucci
Buonasera, le consiglierei di rivolgersi al suo nutrizionista di fiducia, in modo da far valutare il suo stile alimentare/abitudini alimentari e farsi elaborare un piano alimentare adeguato alle sue attuali esigenze nutrizionali, che possono essere diverse da quelle passate.
Non esiti a contattarmi per eventuali delucidazioni
Saluti
dottoressa Rossi
Non esiti a contattarmi per eventuali delucidazioni
Saluti
dottoressa Rossi
Buonasera, le consiglio di valutare con l'endocrinologo il tipo di terapia più adatto a lei e al suo stile di vita e rivolgersi anche ad un nutrizionista per un piano alimentare personalizzato. Cordiali Saluti
Buonasera, le variabili sono molteplici e sono da valutare con il suo endocrinologo e con un nutrizionista. Alcuni fattori possono essere un periodo di stress prolungato, un calo dell'attività fisica, mancata rotazione dei punti d'iniezione, carenza di verdure ai pasti e terapie concomitanti. Saluti.
Buongiorno,
capita in pazienti con lunga storia di diabete tipo 1 e buon controllo pregresso, che si osservino modifiche nella sensibilità insulinica, con un’improvvisa ridotta risposta all’insulina. Le chiedo innanzitutto:
- esegue regolarmente il conteggio dei carboidrati (carbo counting)? Un’eventuale stima imprecisa degli zuccheri assunti può portare a un sottodosaggio di insulina. Inoltre, possono influire eventuali lipodistrofie sottocutanee anche non evidenti visivamente; cambiamenti nello stile di vita, alterazioni nella composizione corporea, patologie concomitanti.
Un confronto con il diabetologo è necessario per valutare l’eventuale necessità di modificare schema o tipo di insulina.
In certi casi può essere utile affiancare un monitoraggio continuo della glicemia (CGM), se non lo fa già, o posizionare microinfusore.
capita in pazienti con lunga storia di diabete tipo 1 e buon controllo pregresso, che si osservino modifiche nella sensibilità insulinica, con un’improvvisa ridotta risposta all’insulina. Le chiedo innanzitutto:
- esegue regolarmente il conteggio dei carboidrati (carbo counting)? Un’eventuale stima imprecisa degli zuccheri assunti può portare a un sottodosaggio di insulina. Inoltre, possono influire eventuali lipodistrofie sottocutanee anche non evidenti visivamente; cambiamenti nello stile di vita, alterazioni nella composizione corporea, patologie concomitanti.
Un confronto con il diabetologo è necessario per valutare l’eventuale necessità di modificare schema o tipo di insulina.
In certi casi può essere utile affiancare un monitoraggio continuo della glicemia (CGM), se non lo fa già, o posizionare microinfusore.
buonasera,
Come prima ipotesi deve scludere lipodistrofie ed evitare di somministrare insulina in quei "bozzetti".
Col tempo potrebbe essere diventato maggiormente insulino resistente o aver avuto variazioni di peso corporeo o ancora un'ulteriore progressiva perdita della funzione beta pancreatica.
Le consiglio una valutazione con un diabetologo.
Come prima ipotesi deve scludere lipodistrofie ed evitare di somministrare insulina in quei "bozzetti".
Col tempo potrebbe essere diventato maggiormente insulino resistente o aver avuto variazioni di peso corporeo o ancora un'ulteriore progressiva perdita della funzione beta pancreatica.
Le consiglio una valutazione con un diabetologo.
Gentilissimo, l'aumento del fabbisogno insulinico può dipendere da diverse cause, tra le altre anche l'aumento di peso e la presenza di lipodistrofie (evidenziabili sotto forma di "bozzetti" sottocutanei più duri in corrispondenza delle regioni in cui si somministra insulina, da evitare di sottoporre ad iniezione qualora fossero presenti). In ogni caso la cosa importante per una corretta gestione del diabete non è tanto la quantità di insulina giornaliera ma il tempo trascorso nell'intervallo target. Spero di esserle stata d'aiuto.
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