Sono celiaca da un anno e dal disbiosi test è risultata una disbiosi fermentativa (con crampi addomi
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Sono celiaca da un anno e dal disbiosi test è risultata una disbiosi fermentativa (con crampi addominali ricorrenti). È sufficente rivolgersi a un nutrizionista per dieta e integrazione o è necessario il costoso test del microbiota? Grazie
Salve, puoi tranquillamente fare il mio protocollo di riparazione della mucosa gastrica e ricolonizzazione dell'intestino, ma è un protocollo specifico a cui segue l'alimentazione senza glutine. Il protocollo prevede in contemporanea la riduzione dell'infiammazione e il ripristino della funzionalità dei microvilli intestinali e non per ultimo anche cicatrizzazione della mucoa gastrica alterata.
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Buon pomeriggio,
Certamente può rivolgersi ad un nutrizionista per un piano alimentare personalizzato sia per la celiachia che per La disbiosi intestinale.
Certamente può rivolgersi ad un nutrizionista per un piano alimentare personalizzato sia per la celiachia che per La disbiosi intestinale.
Buonasera. Rispondendo in modo focalizzato alla sua domanda, ad oggi i test per “disbiosi” o “microbiota” non hanno basi scientifiche solide, soprattutto quando vengono usati per decidere terapie, integrazioni o diete personalizzate. La composizione del microbiota è molto variabile, cambia nel tempo e non esistono valori di riferimento clinicamente validati né indicazioni terapeutiche affidabili che derivino da questi esami.
Nel suo caso, essendo celiaca da un anno e con sintomi come crampi addominali, ha molto più senso lavorare sugli aspetti nutrizionali: qualità e varietà della dieta senza glutine, eventuale eccesso di zuccheri fermentabili (FODMAP), fibre, tempi dei pasti e integrazione mirata se davvero indicata. Questo approccio può essere utile e concreto.
Il consiglio è quindi di rivolgersi a professionisti qualificati (nutrizionista con esperienza in celiachia e, se serve, gastroenterologo), evitando test costosi che al momento non aggiungono informazioni utili né guidano realmente la terapia. Sperando di esserle stato d'aiuto, porgo cordiali saluti. Dr. Lorenzo Signorini
Nel suo caso, essendo celiaca da un anno e con sintomi come crampi addominali, ha molto più senso lavorare sugli aspetti nutrizionali: qualità e varietà della dieta senza glutine, eventuale eccesso di zuccheri fermentabili (FODMAP), fibre, tempi dei pasti e integrazione mirata se davvero indicata. Questo approccio può essere utile e concreto.
Il consiglio è quindi di rivolgersi a professionisti qualificati (nutrizionista con esperienza in celiachia e, se serve, gastroenterologo), evitando test costosi che al momento non aggiungono informazioni utili né guidano realmente la terapia. Sperando di esserle stato d'aiuto, porgo cordiali saluti. Dr. Lorenzo Signorini
Buonasera, non è necessario fare il test del microbiota.
È più che sufficiente rivolgersi a un nutrizionista esperto in celiachia e disturbi funzionali intestinali, eventualmente in collaborazione con il gastroenterologo.
È più che sufficiente rivolgersi a un nutrizionista esperto in celiachia e disturbi funzionali intestinali, eventualmente in collaborazione con il gastroenterologo.
Buongiorno,
la figura del del professionista che elabora di diete nel suo caso è sufficiente.
la figura del del professionista che elabora di diete nel suo caso è sufficiente.
Buonasera, un dietista nutrizionista sicuramente le servirà. Da quello, se dopo, non le dovesse passare, farà ulteriori test/accertamenti
Buongiorno, non è necessario effettuare il test del microbiota; è sufficiente rivolgersi ad un nutrizionista ed eventualmente effettuare una visita gastroenterologica.
Un caro saluto
Un caro saluto
Buongiorno, può senz'altro valutare la consulenza con un nutrizionista che, oltre al piano alimentare per la celiachia, le suggerirà l'integrazione più appropriata per i suoi sintomi. Spesso i test sul microbiota sono costosi e non sempre affidabili o necessari per impostare una terapia efficace.
Buongiorno,
Le suggerisco, per prima cosa, di rivolgersi ad un nutrizionista. Assieme al professionista potrà inquadrare al meglio la sua situazione.
Cordiali saluti
Dott. Davide Privitera
Le suggerisco, per prima cosa, di rivolgersi ad un nutrizionista. Assieme al professionista potrà inquadrare al meglio la sua situazione.
Cordiali saluti
Dott. Davide Privitera
Nella maggior parte dei casi non è necessario eseguire un costoso test del microbiota.
Con celiachia già diagnosticata e disbiosi fermentativa documentata, è assolutamente appropriato rivolgersi a un nutrizionista esperto, che può lavorare efficacemente su:
dieta senza glutine ben bilanciata
modulazione dei FODMAP
integrazione mirata (probiotici specifici, eventuali prebiotici selezionati)
Il test del microbiota può essere utile solo in casi complessi o refrattari, ma non è indispensabile come primo passo.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Con celiachia già diagnosticata e disbiosi fermentativa documentata, è assolutamente appropriato rivolgersi a un nutrizionista esperto, che può lavorare efficacemente su:
dieta senza glutine ben bilanciata
modulazione dei FODMAP
integrazione mirata (probiotici specifici, eventuali prebiotici selezionati)
Il test del microbiota può essere utile solo in casi complessi o refrattari, ma non è indispensabile come primo passo.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Gentilissima, in commercio esistono diversi test. Innanzitutto, bisognerebbe capire da che tipo di test è venuta fuori la disbiosi fermentativa. In secondo luogo, una corretta anamnesi nutrizionale potrebbe mettere in luce eventuali errori nella sua alimentazione da rapportare poi alla sua storia clinica. Qui lo specialista della nutrizione avrà tutti gli strumenti a disposizione per consigliarle o meno un test del microbiota. Non sempre è necessario e, attenzione, non tutti i test sono equivalenti.
I test commerciali del microbiota (analisi del DNA fecale, “profilazione” batterica, indici vari) hanno costi elevati e, ad oggi, raramente modificano in modo concreto la terapia nutrizionale, perché non esiste ancora un “microbiota ideale” universalmente definito, i risultati sono spesso difficili da interpretare in modo clinicamente utile e le strategie di intervento (dieta, fibre, probiotici mirati) vengono decise soprattutto in base a sintomi, tolleranze e quadro clinico, più che al test.
Quindi è assolutamente ragionevole iniziare senza test del microbiota. Nutrizione e integrazione possono bastare soprattutto se il lavoro viene impostato correttamente.
L'approccio nutrizionale potrebbe essere una dieta LOW FODMAP, che è un percorso molto efficace basato su valutazione dell’alimentazione gluten free (spesso troppo ricca di prodotti industriali GF e povera di fibre), gestione della disbiosi fermentativa/sintomi (gonfiore, crampi), correzione di eventuali carenze frequenti nella celiachia (es. ferro, B12, folati, vitamina D, zinco), integrazione “ragionata” (probiotici selezionati, fibre specifiche ecc.)
Prima di investire in esami costosi, è più efficace valutare se ci sia la presenza di intolleranza al lattosio (molto comune dopo diagnosi di celiachia), eccesso di FODMAP nella propria alimentazione (legumi, alcune frutte, dolcificanti polioli), SIBO (sovracrescita batterica del tenue), che può dare crampi/fermentazione e si valuta con breath test specifico o sensibilità a fibre “fermentabili” introdotte troppo rapidamente.
Un test del microbiota (o altri esami) può avere senso solo in casi selezionati, ad esempio se i sintomi sono importanti e persistono nonostante una dieta ben condotto, c’è dimagrimento, anemia importante, sangue nelle feci, febbre (campanelli d’allarme → gastroenterologo), sospetto clinico di condizioni specifiche che richiedono altri test (SIBO, IBD, ecc.). Ma anche in questi casi, spesso è più utile una valutazione gastroenterologica mirata, piuttosto che un generico “microbiota test”.
Quindi è assolutamente ragionevole iniziare senza test del microbiota. Nutrizione e integrazione possono bastare soprattutto se il lavoro viene impostato correttamente.
L'approccio nutrizionale potrebbe essere una dieta LOW FODMAP, che è un percorso molto efficace basato su valutazione dell’alimentazione gluten free (spesso troppo ricca di prodotti industriali GF e povera di fibre), gestione della disbiosi fermentativa/sintomi (gonfiore, crampi), correzione di eventuali carenze frequenti nella celiachia (es. ferro, B12, folati, vitamina D, zinco), integrazione “ragionata” (probiotici selezionati, fibre specifiche ecc.)
Prima di investire in esami costosi, è più efficace valutare se ci sia la presenza di intolleranza al lattosio (molto comune dopo diagnosi di celiachia), eccesso di FODMAP nella propria alimentazione (legumi, alcune frutte, dolcificanti polioli), SIBO (sovracrescita batterica del tenue), che può dare crampi/fermentazione e si valuta con breath test specifico o sensibilità a fibre “fermentabili” introdotte troppo rapidamente.
Un test del microbiota (o altri esami) può avere senso solo in casi selezionati, ad esempio se i sintomi sono importanti e persistono nonostante una dieta ben condotto, c’è dimagrimento, anemia importante, sangue nelle feci, febbre (campanelli d’allarme → gastroenterologo), sospetto clinico di condizioni specifiche che richiedono altri test (SIBO, IBD, ecc.). Ma anche in questi casi, spesso è più utile una valutazione gastroenterologica mirata, piuttosto che un generico “microbiota test”.
Capisco molto bene il dubbio, soprattutto perché quando si parla di intestino spesso vengono proposti esami costosi che creano confusione. Provo a chiarirti il punto in modo semplice e onesto:
Nella maggior parte dei casi non è necessario eseguire un test del microbiota. Una disbiosi fermentativa, specie in una persona celiaca, è una condizione piuttosto comune e può essere gestita efficacemente attraverso una valutazione nutrizionale mirata, senza ricorrere a test avanzati. Un nutrizionista con esperienza in disturbi gastrointestinali può lavorare su alimentazione, timing dei pasti e integrazione per ridurre fermentazioni e sintomi come i crampi addominali. Il test del microbiota può essere preso in considerazione solo in casi particolari, ad esempio se i sintomi persistono nonostante un percorso nutrizionale ben impostato o se ci sono problematiche intestinali complesse già seguite dal gastroenterologo.
In sintesi: sì, è assolutamente sufficiente rivolgersi a un nutrizionista, senza sentirsi obbligata a fare subito un esame costoso. L’approccio graduale e clinico è spesso il più efficace e anche il più rispettoso per l’intestino. :) Spero di esserti stata d’aiuto.
Nella maggior parte dei casi non è necessario eseguire un test del microbiota. Una disbiosi fermentativa, specie in una persona celiaca, è una condizione piuttosto comune e può essere gestita efficacemente attraverso una valutazione nutrizionale mirata, senza ricorrere a test avanzati. Un nutrizionista con esperienza in disturbi gastrointestinali può lavorare su alimentazione, timing dei pasti e integrazione per ridurre fermentazioni e sintomi come i crampi addominali. Il test del microbiota può essere preso in considerazione solo in casi particolari, ad esempio se i sintomi persistono nonostante un percorso nutrizionale ben impostato o se ci sono problematiche intestinali complesse già seguite dal gastroenterologo.
In sintesi: sì, è assolutamente sufficiente rivolgersi a un nutrizionista, senza sentirsi obbligata a fare subito un esame costoso. L’approccio graduale e clinico è spesso il più efficace e anche il più rispettoso per l’intestino. :) Spero di esserti stata d’aiuto.
Salve , può recarsi tranquillamente da un nutrizionista se ha già fatto i test
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