Soffro di reflusso gastroesofageo per avere una gastroscopia quanto devo aspettare visto che non ho
Soffro di reflusso gastroesofageo per avere una gastroscopia quanto devo aspettare visto che non ho la possibilità di farla a pagamento?grazie
5 risposte
Con la ricetta dematerializzata è possibile fare una prenotazione solo nei centri ospedalieri pubblici e il tempo di attesa varia sia tra le regioni italiane che tra le province che tra le singole Aziende Ospedaliere.Comunque in tutt'Italia l'offerta è minore della richiesta e, tralasciando le demagogie politiche sull'intramenia, non ci sono molte alternative se non quella di contattare vari centri della sua zona e scegliere quello con l'attesa più breve.
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Concordo con il collega. Comunque il suo medico di famiglia ha la possibilità di inserire un codice di priorità in base all'urgenza, il CUP regionale provvederà a trovarle il primo posto libero...che non è detto sia molto vicino a lei (il sistema lavora a livello regionale). Cordiali saluti.
Concordo con i colleghi. In più le aggiungo che il reflusso gastroesofageo non è un'indicazione alla gastroscopia a meno che non ci siamo sintomi di allarme quali calo ponderale, sintomi da oltre 5 anni, disfagia (difficoltà a far scendere il bolo in esofago), anemia. E questo perché in oltre il 60% dei pazienti affetti da reflusso la EGDS risulta negativa. L'indagine non è terapeutica. Pertanto andrebbero prima di tutto controllati i sintomi del reflusso con adeguata terapia e poi, in caso di mancata risposta programmare una pH-imepdenzometria prima ancora di una gastroscopia, sempre che non ci siamo i sintomi di allarme prima enunciati.
Concordo con quanto già detto dai colleghi sottolineando ancora che, in presenza di una sintomatologia che faccia pensare ad una malattia da reflusso gastroesofageo, quando non ci siano i sintomi di allarme ben descritti dalla precedente collega, va effettuata un'adeguata terapia che ha anche la funzione di rappresentare un test diagnostico. Infatti, un sensibile miglioramento dei sintomi costituisce una indiretta conferma che siamo veramente di fronte ad una malattia da reflusso e la terapia va continuata per il tempo giusto. Un approfondimento diagnostico attraverso la gastroscopia o esami più specifici come la pH impedenziomentria si rende eventualmente necessario in caso incompleta risposta alla terapia o in caso di ripresa dei sintomi (recidiva di malattia) dopo la sospensione della terapia
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