Sento la necessità di iniziare un percorso di terapia ma non so a quale tipologia di professionista

24 risposte
Sento la necessità di iniziare un percorso di terapia ma non so a quale tipologia di professionista rivolgermi.
Sono una ragazza di 32 anni, in questo periodo piu che mai soffro di ansia, ho sempre gli stessi pensieri in testa, non lavoro ma.dovrò iniziare un lavoro a breve e questo mi crea ancora più ansia perche nonostante io voglia lavorare non mi sento all'altezza perchè è un lavoro d'ufficio e ho sempre il pensiero di sbagliare, purtoppo questo è il mio primo impiego non ho avuto modo per vari motivi di fare esperienze prima.
Sto uscendo poco, non sono fidanzata e quelle poche amiche che ho sono sparse per l'italia e ormai i nostri rapporti si sono ridotti a pochi messaggi al giorno sul piu e sul meno non sento nessuna di loro veramente vicina a me. Non so come uscire da questo senso di oppressione e costante tristezza.
Dott.ssa Anna Bruti
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
San Benedetto del Tronto
Salve, grazie per aver condiviso la sua storia con tanta sincerità. Sta già dimostrando grande forza riconoscendo il suo disagio e il desiderio di cambiare. Un percorso di terapia può davvero aiutarla a ritrovare serenità, a gestire meglio l'ansia e a costruire nuove risorse personali per affrontare le sfide che la attendono. Insieme possiamo lavorare per restituirle fiducia in sé stessa e farle riscoprire il suo valore. Se desidera, possiamo iniziare questo percorso con calma e attenzione ai suoi tempi. Mi contatti se ha bisogno, buona gionrata

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Dott.ssa Joana Troplini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno, iniziare un percorso di psicoterapia può essere utile per affrontare le difficoltà descritte, bene che abbia preso in considerazione tale ipotesi. Infatti la psicoterapia serve per iniziare a cambiare ciò che non funziona o spaventa. Pertanto può provare a fare alcuni colloqui anche per capire come si sente, se si trova bene, se si sente a suo agio e ne parli con chi sceglierà di iniziare questo percorso. Un nuovo lavoro può creare stress proprio perché si affrontano tante novità contemporaneamente. In bocca al lupo!
La scelta del percorso più congeniale dipende da vari fattori/variabili uno tra tutti la quota di investimento emotivo personale. Lei fa riferimento ad un disturbo d'ansia e alla tendenza ad un pensiero ruminante, pertanto, se ciò che le preme maggiormente, almeno in questo momento, è riuscire a gestire e ridimensionare tali sintomi potrebbe fare al caso suo un approccio cognitivo comportamentale, tecniche di desensibilizzazione, L'EMDR o ancora la Mindfulness. Valuti ciò che ritiene di prioritaria importanza per lei in questo momento e ricordi che aver consapevolezza di un disagio equivale ad essere già a metà strada sulla via della guarigione.
Saluti, d.ssa Monica Giuffrida
Dr. Luca Bacchiega
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Gallarate
Buongiorno, visto il breve racconto della sua situazione attuale comprendo il senso di bisogno di intraprendere un percorso di terapia.
Innanzitutto è assolutamente comprensibile sentirsi sopraffatta dall'ansia, dai pensieri ricorrenti e dalla tristezza in un momento di transizione come l'inizio di un nuovo lavoro, a maggior ragione se è il primo impiego.

D'altra parte ho l'impressione che il bisogno di un percorso di terapia abbia motivazioni e radici anche più profonde e diffuse e forse vale la pena provare a dare un'occhiata più da vicino. Certo, anche questa decisione può muovere preoccupazioni e incertezze, come la scelta del professionista.

Purtroppo non ho una risposta netta. Di psicoterapeuti ce ne sono tanti e anche gli orientamenti, ovvero il modello di lavoro, sono molteplici. Per semplificare, i principali sono quello psicoanalitico/psicodinamico, cognitivo-comportamentale e sistemico, ma non sono comunque gli unici. Parta magari da qui, approfondendo cosa prevedano questi modelli e con quale sente di potersi mettere più a suo agio, poi la scelta del professionista e un po' necessariamente un tentativo, non potrà sapere in anticipo come si troverà, ma credo che un primo colloquio potrà essere un buon momento in cui valutare se sia per lei o meno.

Le auguro buona fortuna
Un saluto
Dott. Luca Bacchiega
Dott.ssa Patrizia Buscaino
Psicologo clinico, Psicologo
Nubia
Salve
cara ragazza intanto per cimentarsi in un lavoro nuovo bisogna capire quali sono le attitudini; da quale tipologia di formazione si proviene e anche semplicemente ciò che ti piace o ti rende contenta.
Se questi presupposti iniziali vengono intanto soddisfatti in seguito si può pensare di fare una ricerca seria sul campo; cioè intendo saggiare le possibilità di Offerte di lavoro.
Per quanto riguarda invece l'insoddisfazione nel mondo delle amicizie; credo che questo aspetto sia legato alla situazione generale, se trovi un lavoro che ti piace puoi venire a contatto anche con un nuovo giro di amicizie i quali possono proporti e coinvolgerti in nuovi interessi e magari sviluppare una nuova passione o semplicemente sentirti più viva e attiva nel mondo.
Vedrai che anche la tristezza che è un sentimento profondo di riflessione interiore; lascerà il posto alla gioia e all'allegria.
Gent.ma utente,
prendere consapevolezza di non riuscire a gestire la propria ansia e valutare l'ipotesi di un supporto professionale è già uno step importante che ha effettuato. Molte volte, infatti, si rimane soggiogati dalle proprie paure, ma senza la capacità di vedersi altrove, magari alle prese con un nuovo lavoro, nuove conoscenze o un nuovo ambiente di vita.
Lei sa, invece, che dovrà uscire dalla sua zona di sicurezza e affrontare una nuova esperienza lavorativa. Ciò indubbiamente la mette di fronte all'ignoto, di fronte alla possibilità di sbagliare o di venir giudicata. Ed ecco che arriva la sua ansia a ricordarle tutti questi pericoli, ingigantendoli in alcuni casi, inventandoli in altri. Il tutto per costringerla a tornare indietro, a rinunciare, oppure a essere tremendamente stressata.
Probabilmente, la sua mente si è abituata nel tempo a evitare le occasioni di cambiamento perché possibili fonti di ansia, riducendo le nuove opportunità di socializzare, per esempio, è portandola a evidenziare la sofferenza emotiva, piuttosto che gli aspetti positivi della sua vita.
Ma si può uscire da tutto questo. Il supporto psicologico è determinante per facilitare il processo di liberazione dall'ansia e di sganciamento da pensieri ed emozioni negative. Si possono imparare metodi e strategie, sia per gestire le situazioni ansiogene o gli stati d'animo di malessere, sia per avere un nuovo atteggiamento verso la vita, acquisendo maggiore autostima, consapevolezza delle proprie potenzialità e capacità di vivere più intensamente le emozioni positive.
Il mio approccio è quello della Psicologia Positiva ed è particolarmente efficace per questi tipi di obiettivo. Se lo desidera, può contattarmi per ulteriori informazioni su questo tipo di percorso. Anche tramite consulenza online.
Le auguro il meglio! Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Gentile utente,

comprendo profondamente il senso di oppressione e di incertezza che sta vivendo. Sta affrontando un momento di cambiamento significativo, e, come spesso accade di fronte a ciò che è nuovo e sconosciuto, l’ansia e i pensieri ricorrenti tendono ad aumentare, creando una percezione di insicurezza che può sembrare difficile da gestire.

Il fatto che senta la necessità di intraprendere un percorso di terapia è già un segnale molto importante: significa che è consapevole di ciò che prova e che desidera attivamente ritrovare il suo equilibrio.

Un percorso di terapia breve strategica potrebbe aiutarla in modo concreto e mirato a:

gestire e ridurre l’ansia,

interrompere i pensieri ripetitivi che alimentano il senso di inadeguatezza,

potenziare le sue risorse personali per affrontare con efficacia questa nuova fase lavorativa e relazionale.

Attraverso protocolli specifici e strategie pratiche, potrà sperimentare già dalle prime sedute piccoli cambiamenti capaci di restituirle fiducia in sé stessa e nella propria capacità di affrontare le sfide.
Non si tratta di cambiare chi è, ma di liberarsi da quei meccanismi che oggi la stanno limitando.

Se lo desidera, potrà trovare nel percorso uno spazio sicuro dove essere accolta senza giudizio e dove lavorare in modo attivo per uscire da questo momento di difficoltà.

Resto a disposizione per ogni ulteriore informazione o necessità.
Un caro saluto.
Dott.ssa Sara Verdoliva
Psicologo, Psicologo clinico
Caserta
Grazie per aver condiviso quello che stai vivendo, so che non è semplice mettere in parole ciò che si prova in momenti così delicati. Riconoscere come ti senti, ansiosa, insicura, sola, è già un passo importante e coraggioso, perché ti ha portato a fare la cosa più difficile: chiedere aiuto. Ci sono diverse figure a cui potresti rivolgerti per iniziare questo percorso. Potresti partire da uno psicologo, che può offrirti consulenza e supporto psicologico, accompagnandoti in un cammino di crescita personale per conoscere meglio te stessa, comprendere le emozioni che stai vivendo e trovare nuovi modi per affrontarle. Un’altra possibilità è quella di rivolgerti a uno psicoterapeuta, che oltre al supporto psicologico può aiutarti a lavorare più in profondità su aspetti come l’ansia, l'autostima, i pensieri ricorrenti e quel senso di blocco e tristezza che stai provando. La psicoterapia ti offre uno spazio sicuro e senza giudizio, dove poter esprimere liberamente ciò che senti e costruire insieme strumenti concreti per affrontare le difficoltà.
Qualunque strada sceglierai, ricorda che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di forza e di cura verso te stessa.
Gentile utente, la sofferenza che descrive ha molte voci: la paura di non essere all’altezza, i pensieri che si ripetono, il corpo che si chiude e si ritira. Un percorso terapeutico, soprattutto con un* psicoterapeuta che lavori in modo esperienziale, può aiutarla a stare in contatto con ciò che sente e a dare un senso a quello che le accade per poi prendersene cura. Dal mio punto di vista e in accordo con la corrente della Gestalt non si tratta tanto di “cambiare” qualcosa in lei, ma di diventare più consapevole di chi è ora, di cosa sta vivendo, e di come si relaziona con il mondo. L’obiettivo non è “guarire l’ansia”, ma imparare ad ascoltarla, darle voce, e scoprire cosa sta cercando di dirle.
Gentile utente, mi dispiace molto per ciò che sta vivendo, ma la luce in fondo al tunnel c'è! Bisogna avere solo quel pizzico di coraggio per affrontare le proprie difficoltà con il tempo opportuno e la delicatezza per accogliere le forti emozioni che sta vivendo. Le consiglio un percorso psicoterapeutico ad indirizzo psicodinamico. Resto a sua disposizione Dott.ssa Valentina Pisciotta
Dott.ssa Iole Pasca
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
quello che descrive è un periodo di forte pressione interna, in cui ansia, pensieri ricorrenti, senso di inadeguatezza e isolamento sembrano intrecciarsi. Riconoscere il bisogno di un percorso di supporto è già un segnale importante di consapevolezza e desiderio di cambiamento.
Nel suo caso, potrebbe essere utile iniziare un percorso con uno psicologo o psicoterapeuta ad orientamento cognitivo-comportamentale. Questo approccio lavora proprio sul legame tra pensieri, emozioni e comportamenti, aiutando a ridurre l’ansia, gestire le insicurezze e sviluppare strategie concrete per affrontare situazioni nuove, come l’ingresso nel mondo del lavoro.
Non è necessario “avere tutto chiaro” per cominciare: il percorso serve proprio a fare ordine e a ritrovare fiducia nelle proprie risorse.
Un caro saluto.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, le sue parole arrivano con grande chiarezza e profondità, e mostrano una persona che sta vivendo un momento di grande vulnerabilità ma anche di consapevolezza. Il fatto che senta la necessità di iniziare un percorso di terapia indica un’importante apertura verso il cambiamento e la cura di sé. In molti, proprio come lei, arrivano a un punto in cui l’ansia, i pensieri ripetitivi e un senso di tristezza diffusa cominciano a diventare difficili da gestire da soli. E non c’è nulla di sbagliato in questo: riconoscere il proprio bisogno di supporto è un atto di forza, non di debolezza. La psicoterapia cognitivo-comportamentale si fonda su un presupposto molto semplice ma potente: il modo in cui pensiamo influenza il modo in cui ci sentiamo e ci comportiamo. Quando i pensieri diventano eccessivamente critici, catastrofici o bloccanti, come accade nei momenti di ansia o insicurezza, possono condizionare fortemente la nostra vita, facendoci sentire inadeguati, incapaci o senza via d’uscita. Questo approccio terapeutico aiuta a riconoscere quei pensieri, a metterli in discussione e a sostituirli con modalità più funzionali e realistiche. Lo fa attraverso strumenti pratici, esercizi, esperienze condivise tra terapeuta e paziente, sempre con l'obiettivo di promuovere un cambiamento concreto e duraturo. In situazioni come quella che descrive, in cui una nuova fase della vita (come l’ingresso nel mondo del lavoro) si intreccia con vissuti di insicurezza, isolamento e pensieri ricorrenti, il sostegno di un terapeuta cognitivo-comportamentale può fare una grande differenza. Non si tratta solo di “parlare” dei propri problemi, ma di imparare a gestirli in modo attivo, sviluppando abilità utili nel quotidiano e riscoprendo la fiducia in sé stessi. Lavorare su pensieri come “non sono all’altezza” o “sbaglierò” non vuol dire semplicemente cercare di eliminarli, ma piuttosto imparare a leggerli in modo più obiettivo e gentile, comprendendo da dove nascono e come si mantengono nel tempo. L’ansia, il senso di solitudine e la difficoltà a sentirsi parte di qualcosa non sono condizioni immutabili, ma segnali che meritano ascolto e possono essere trasformati attraverso un percorso strutturato. Se sente che è giunto il momento di prendersi cura del suo benessere psicologico, la psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere una scelta efficace e concreta. Le consiglio di cercare un professionista con cui si senta a suo agio, perché la relazione terapeutica è una parte fondamentale del percorso. Scegliere di farsi accompagnare non significa essere fragili, ma avere il coraggio di cercare una strada nuova, che porti più equilibrio, comprensione e forza nella propria vita. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Lara De Mizio
Psicologo, Psicologo clinico
Sesto San Giovanni
Buongiorno,
Grazie per aver condiviso questi dubbi, nei periodi estremamente difficili porsi delle domande è segno di avere cura ed interesse rispetto la tematica. Andare da uno psicologo e avere fiducia nel processo terapeutico potrà aiutare a comprendere cosa Le sta accadendo e quali sono Le sue risorse per poter affrontare le situazioni. Le auguro buona giornata dott.ssa L. De Mizio
Dott.ssa Cristina Binda
Psicologo, Psicologo clinico
Como
Buongiorno, La sento affaticata su più fronti ma il fatto che Lei sia consapevole del suo stato di oppressione e il desiderio di uscirne mi sembra il primo passo per elaborare quanto Le sta succedendo.
Poter arrivare a comprendere il Suo sentire potrebbe agevolarLa per gestirsi nelle varie situazioni e spingersi a compiere dei cambiamenti
Dott.ssa Jessica Furlan
Psicologo, Psicologo clinico
Fiumicino aeroporto
Buongiorno, intanto la invito a vedere questo nuovo lavoro come occasione di sperimentarsi e di respirare aria nuova dove poter conoscere nuove persone e condividere con loro nuove esperienze. Si viva il momento senza troppi pensieri sul "chissà se sarò capace" così potrà vivere con più leggerezza e sperimentare le sue risorse e potenzialità. Non è una cosa semplice, ma vale la pena tentare!
Lei deve capire solo quanto impegno vuole metterci e quanta cura dedicare a questa nuova occasione che la vita le sta offrendo, sta a lei la palla per scendere in campo e vedere se la partita della vita è ancora aperta.
Coraggio!
Per quanto riguarda la scelta del professionista, si legga un pò di profili, risposte alle domande di persone come lei che chiedono consiglio e fissi un appuntamento con chi la ispira di istinto e poi dal primo incontro conoscitivo valuterà se continuare o se continuare la ricerca della persona che sente più affine a lei e che la capisce meglio. I suoi sensi e percezioni sono la sua guida, quindi li ascolti e non permetta alla paura di guidare la sua vita e di bloccarla in tutte le sue scelte.
Si lasci guidare dalle emozioni, loro hanno sempre ragione, le ascolti.
Anche gli errori sono esperienze di vita che ci insegnano qualcosa, sta a noi farne tesoro.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Spero di esserle stata di supporto
Saluti
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,

Intanto, che bello leggere una richiesta così chiara e sentita. Non capita spesso di trovare, in mezzo alla confusione, una domanda che già racconta tanto di chi la pone. Si è mai chiesta che significato potrebbe avere, per lei, il fatto che proprio ora stia cercando "il giusto tipo di aiuto"?

Non serve sapere già tutto: a volte, è proprio l’inizio che ci permette di scoprire nuove direzioni.
Nel mio lavoro, accompagno le persone a rileggere la propria storia con occhi diversi, magari anche sorprendenti.
Le andrebbe di capire insieme se davvero "non è all’altezza"... o se finora ha solo indossato occhiali troppo stretti?
Mi tengo a disposizione.

Un caro saluto,

Dr. Giorgio De Giorgi
Buon pomeriggio.
Da quello che si legge nelle righe scritte probabilmente potrebbe essere per lei utile e positivo intraprendere un percorso di supporto psicologico, in modo da poter affrontare questo suo stato di ansia, comprenderne l'origine. Per quanto riguarda il professionista, può individuarlo a seconda delle sue preferenze ed esigenze, nelle modalità (online o in presenza) che le possano tornare più funzionali e comode. Saluti
Ciao,

La sensazione di ansia, in particolare legata a un nuovo lavoro e al senso di solitudine, può essere davvero pesante, ma è molto importante che tu stia riflettendo su come affrontarla. Questo è un passo importante!

Per quanto riguarda la terapia, considerando quello che descrivi, un psicologo che si occupa di disturbi d'ansia potrebbe essere il professionista giusto per aiutarti a gestire i pensieri negativi ricorrenti e a sviluppare strategie pratiche per ridurre l’ansia e la paura di sbagliare. Inoltre, se senti di avere difficoltà a connetterti emotivamente con gli altri, un psicologo relazionale potrebbe esserti utile per esplorare come migliorare la qualità delle tue relazioni sociali e sviluppare una maggiore connessione anche a distanza con le tue amiche.

Tuttavia, una psicologa junghiana (come quella che io pratico unitamente ai principi della filosofia giapponese) potrebbe essere un'ottima scelta se senti il bisogno di esplorare aspetti più profondi della tua psiche, in particolare legati alle tue emozioni, paure e desideri. La psicologia junghiana, sviluppata da Carl Jung, si concentra sull’integrazione di tutte le parti di noi, comprese quelle che non sono facilmente accessibili alla nostra consapevolezza. Questi aspetti possono emergere attraverso sogni, fantasie, simboli o anche esperienze quotidiane che potrebbero sembrarti confuse o difficili da comprendere. La terapia junghiana si occupa proprio di aiutarti a decifrare questi segnali e a dar loro un significato più profondo. Quindi, se stai cercando una terapia che ti aiuti non solo a gestire i sintomi dell'ansia, ma anche a capire meglio te stessa e le tue emozioni più profonde, la psicoterapia junghiana potrebbe essere una strada molto utile. Ti permette di affrontare non solo il "problema" che vivi nel quotidiano, ma anche di esplorare e sviluppare una visione più ricca e significativa di chi sei.

Un altro consiglio che ti posso dare, a prescindere dal tipo di professionista che sceglierai, è di dare spazio alla gentilezza verso te stessa. Avere un primo lavoro in un ambiente che ti sembra nuovo e complesso è una grande sfida, e la paura di sbagliare è normale. Cerca di darti il permesso di fare errori senza che questi definiscano il tuo valore. La perfezione non esiste, e fare esperienza è un processo che implica anche l'apprendimento dagli sbagli.

La terapia, qualunque sia il tipo, ti aiuterà a capire meglio le tue emozioni e a trovare strumenti per gestire le difficoltà quotidiane in modo più sereno.

Se vuoi, posso aiutarti a esplorare ulteriormente questi aspetti.

Janett Aruta
Psciologa - ricevo su MioDottore
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Per orientarti nella scelta del professionista, può esserti utile sapere che lo psicologo clinico è il primo punto di contatto: con lui potrai fare un colloquio di valutazione, esplorare i meccanismi dei tuoi pensieri ansiosi e definire insieme un percorso. Se l’ansia interferisce moltissimo con le tue giornate e temi di non farcela da sola, uno psicoterapeuta (che è sempre uno psicologo o uno psichiatra con formazione specifica) potrà offrirti un approccio strutturato: per l’ansia da prestazione e i pensieri ricorrenti la terapia cognitivo-comportamentale è tra le più efficaci, perché insegna strategie concrete per riconoscere e modificare le convinzioni che ti bloccano e abituarti a tollerare l’incertezza.

Nel caso tu volessi anche valutare un supporto farmacologico (soprattutto se l’ansia è molto intensa e persistente), potresti rivolgerti a uno psichiatra per una prima visita: lui potrà consigliarti se un breve ciclo di ansiolitici o un antidepressivo leggero possa aiutarti a prendere fiato, sempre coordinandosi con lo psicoterapeuta.

Accanto al lavoro clinico, per contrastare la sensazione di isolamento ti consiglio di esplorare gruppi di incontro sul territorio o online (per esempio laboratori di mindfulness, gruppi di auto‐aiuto per l’ansia, attività sportive di squadra) in modo da ricostruire gradualmente una rete sociale più presente. Infine, abituati a fissare piccoli obiettivi quotidiani—una passeggiata all’aperto, un’ora dedicata a un hobby, un diario in cui annotare tre cose che hai fatto bene—così potrai sperimentare giorno dopo giorno la tua capacità di agire, lentamente rinsaldando la fiducia in te stessa e riducendo quella pressione da “dover essere perfetta” al primo impiego.
Dott.ssa Jessica Saglieme
Psicologo
Quartu Sant'Elena
Buonasera. Quello che provi è comprensibile e che non sei sola. Molte persone attraversano momenti di ansia e insicurezza, soprattutto di fronte a nuove sfide come un primo impiego. Dalle tue parole emerge chiaramente il desiderio di stare meglio e la consapevolezza di aver bisogno di un supporto. Questo è un passo molto importante e denota una grande forza d'animo.
Come psicologa, credo fermamente che un percorso di supporto psicologico potrebbe esserti di grande aiuto in questo momento, per riscoprire le tue risorse e renderle i tuoi punti di forza.

Un caro saluto.
Sta descrivendo una fatica profonda nel far fronte ad un cambiamento importante, l'inizio del suo primo lavoro, che porta con sè paure che sembrano avere radici lontane nel tempo. Un percorso psicologico potrebbe certamente aiutarla ad esplorarle e ad attribuire un significato al senso di oppressione e tristezza che sta vivendo. Questa piattaforma potrà esserle utile per individuare il professionista che possa accompagnarla con cura e competenza nel percorso di ascolto e conoscenza di sé. Se lo desidera, non esiti a contattarmi. Un caro saluto, Dott.ssa Francesca Romagnano
Dott.ssa Alessandra Ronza
Psicologo, Psicologo clinico
Aversa
Grazie per aver condiviso con tanta lucidità e sincerità il tuo momento: non è facile parlare della propria sofferenza, e già il fatto che tu lo stia facendo è un segno importante. Quello che descrivi — ansia per il futuro, pensieri ricorrenti, senso di inadeguatezza, isolamento affettivo e sociale — non è una colpa, né una debolezza: è una richiesta silenziosa di aiuto e comprensione, che merita ascolto professionale.
Psicologo clinico (non psicoterapeuta)
Utile come primo passo per un colloquio di orientamento o una consulenza.
Ti aiuta a inquadrare la situazione, ma se serve un lavoro terapeutico continuativo, ti indirizzerà verso un terapeuta specializzato.
Non sei sbagliata. Sei una persona che sta attraversando un tempo difficile, come può succedere a tutti, soprattutto in fasi di passaggio (primo lavoro, nuove responsabilità, distacco dagli affetti).
La tristezza e il sentirsi soli non ti definiscono, ma sono segnali che chiedono un contenitore sicuro dove essere ascoltati e trasformati.
La terapia non ti cambia in un’altra persona: ti accompagna a riscoprire chi sei, cosa vuoi, e cosa meriti.
Gentile utente,
può provare a raccogliere informazioni sulle varie tipologie di orientamento psicoterapeutico che esistono, se questo pensa possa aiutarla nella scelta. In ogni caso, a prescindere dal tipo di orientamento adottato, molto farà anche la relazione che riuscirà a instaurarsi tra lei e il suo terapeuta, in quanto costituisce un fattore di cura fondamentale. Vista la sua urgenza, tuttavia, cercherei di capire se già c'è qualche professionista con il quale si sentirebbe di provare a iniziare un percorso. In bocca al lupo per la sua scelta!
Dott.ssa Arianna De Vivo
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve, ciò che posso consigliarle umanamente e professionalmente in quanto psicologa è di dare peso e considerazione alle sue necessità. Iniziare un percorso di terapia per affrontare la motivazione o le motivazioni legate all'ansia è un importante passo da compiere al fine di una maggiore comprensione di se stessi. Inoltre la sfida lavorativa, che richiama sicuramente l'ansia da prestazione e la paura, è qualcosa che può anche motivarla e spingerla verso una maggiore apertura esterna e, anche, circa tematiche interne che, molto probabilmente, le generano l'ansia che prova e pensieri ripetuti, le auguro in bocca al lupo per tutto.

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