Salve, sono una ragazza di 23 anni, scrivo perché ultimamente mi sento "chiusa", non mi sento più be

23 risposte
Salve, sono una ragazza di 23 anni, scrivo perché ultimamente mi sento "chiusa", non mi sento più bene come vorrei, frequento l'università ma attualmente vorrei trovare qualche lavoro stagionale, il problema però è che mi sento bloccata per diversi motivi, non mi sento all'altezza di poter fare qualcosa, ho paura di non essere presa, paura di non "piacere" al momento in cui mi dovessi presentare per lavorare (essendo "in carne"), ma soprattutto ho paura di "lasciare casa", avendo la possibilità di alloggio, questo per paura forse in qualche modo non poter "controllare" la situazione, paura che i miei genitori possano litigare, per questo non voglio andarmene e piuttosto stare a casa e aiutarli in qualsiasi modo per non dover essere loro ancora più stanchi, non so più che fare
Dott.ssa Florianna Dattolo
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile Utente,
è necessario affrontare meglio il suo problema e le "dinamiche familiari". Partire dai punti che ha messo tra le virgolette. Se vuole prenoti un consulto in modo da indirizzarla al giusto percorso.
Un Caro Saluto
Dott.ssa Florianna Dattolo

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
'Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Vittorio Mario Longo
Psicoterapeuta, Psicologo
Brandizzo
Buongiorno, mi spiace molto per la sua situazione. Da quello che leggo in questa situazione si intrecciano due livelli di gestione, uno più legato a modalità personali e altre legate al contesto familiare. Purtroppo è molto frequente in queste situazioni che tali dinamiche possano risultare di difficile gestione e che questi due livelli si intreccino creando una situazione di immobilità e di impotenza percepita. Le consiglierei di rivolgersi ad uno specialista, magari della sua zona, per poter da un lato indagare e assumere consapevolezza su questi meccanismi e dall'altro per co-costruire degli strumenti per affrontare queste situazioni.
Rimango a disposizione per un consulto. Vittorio Longo
Dott.ssa Vittoria Savini Zangrandi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, non deve essere facile avere questo blocco.
Bisognerebbe capire quali sono i pensieri disfunzionali sottostanti che la portano a dover avere questa forma di controllo che di certo credo che levi molta energie.

Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su questi aspetti.
Avere fiducia nelle proprie capacità è un ingrediente fondamentale per porsi al meglio nelle sfide quotidiane e potremmo capire insieme perché in questo momento specifico tale sicurezza sta venendo meno.

Rimango a disposizione anche online.

Dott.ssa Vittoria Savini Zangrandi
Dott.ssa Helene Vacchero
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Reggio Emilia
Buongiorno cara, dalle tue parole sembra che ci siano diversi temi che si incrociano in questo momento creandoti blocco e sensazione di chiusura, fra i quali il desiderio di essere indipendente, il legame con i tuoi e le dinamiche famigliari, l'immagine fisica che hai di te e anche i tuoi pensieri che ti definiscono e interagiscono a livello di autostima. Credo che prima di tutto ci sarebbe da ascoltare "il tuo spazio", cioè cosa desideri per te, i tuoi bisogni, le tue emozioni e priorità, per fare questo ti direi di farti accompagnare da uno Psicologo Psicoterapeuta che ti può poi anche sostenere nell’agire concreto per esempio di fare colloqui di lavoro e uscire da casa. Rimango disponibile. Dott.ssa Helene Vacchero
Dr. Michele Arnaboldi
Psicologo, Psicologo clinico
Bovisio Masciago
Buon pomeriggio,
tieni conto del fatto che inizialmente avere queste paure quindi quella di non piacere di non essere all’altezza e di non farcela sono assolutamente normali ma non devono costituire un deterrente in fondo se non ci provi non potrai mai sapere se l’esperienza lavorativa potrà andare bene o no. Per quanto riguarda i tuoi genitori tieni conto del fatto che è anche giusto che tu ti faccia la tua vita e che un lavoro stagionale essendo di durata limitata non ti impedisce poi di ritornare a casa ed essere di nuovod’ aiuto nel caso in cui i tuoi genitori ne avessero necessità.
Resto a disposizione nel caso tu voglia approfondire la questione con dei colloqui online.
Dott. Michele Arnaboldi..
Dott.ssa Camilla Ballerini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, un buon percorso di psicoterapia che affronta i temi che ci ha descritto potrà darle maggiori chance di sbloccare la situazione. L'obbiettivo è l'autonomia, anche da dinamiche familiare che non possiamo controllare all'infinito a scapito dell'esistenza personale.
Rimango a disposizione per un consulto.
Dott.ssa CAMILLA BALLERINI
Dott.ssa Melania Filograna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lequile
Gentile utente, capisco i suoi interrogativi e i suoi timori. La paura del giudizio spesso ci blocca e ci fa evitare le situazioni. Proprio per questo è molto utile poter mettere in discussione questi pensieri negativi che sono di ostacolo nella vita di tutti i giorno. Aumentare i livelli di autostima e autoefficacia è importante per stare bene con se stessi e per affrontare le sfide quotidiane. Un percorso psicologico la potrà aiutare a sciogliere questi "nodi" e avviarsi verso nuove esperienze personali.
Mi auguro di averle dato uno spunto di riflessione, per dubbi e domande sarà mia premura risponderle.
Buona giornata
Dott.ssa Melania Filograna
Dott.ssa Costanza Zanini
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve gentile utente, grazie per aver condiviso il tuo disagio. Ti invito a riflettere sulla parola "ultimamente", cosa è successo, cosa è cambiato? Qual è il ponte tra il prima e questo "ultimamente"? Le dinamiche familiari che riporti necessitano di una maggiore esplorazione, con l'obiettivo di darsi il permesso di sperimentare nuove esperienze al di fuori del proprio nucleo. Resto a disposizione, anche online, qualora ne sentissi il bisogno. Un saluto, dott.ssa Costanza Zanini.
Dott. Emiliano Perulli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Salve,
Credo che lei possa trarre giovamento da uno spazio personale dove poter fare chiarezza dentro di sé aprendo spunti di riflessione profondi, ragionare sui suoi vissuti, cercare risposte ragionevoli a considerazioni molto importanti che in questo particolare momento della sua vita la preoccupano. Domande che andrebbero affrontate con calma e con più informazioni.
Un percorso psicoterapeutico potrà certamente aiutarla.
Cordialmente, EP
Dr. Alfonso Panella
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Varese
Buongiorno. Dal suo messaggio sembra che siano coinvolte diverse dinamiche che contribuiscono a perpetuare il senso di disagio che prova. Potrebbe esserle utile, data l’importanza che questi pensieri hanno nel corso della sua giornata e nei confronti di scelte che riguardano il futuro, iniziare un percorso con un esperto che possa aiutarla ad analizzare da un diverso punto di vista i vari aspetti che riporta, per poi costruire un quadro più generale includendo dinamiche famigliari e significati che nel corso del tempo hanno caratterizzato la sua crescita e il modo che ha di interpretare gli eventi.
Mi rendo disponibile anche online per un confronto più approfondito e mirato, adeguato alle sue necessità.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Salve la situazione che descrive brevemente sembra indicare la possibilità che il disagio che esprime meriti un maggiore approfondimento. Probabilmente un primo consulto permetterebbe di valutare approfonditamente questa ipotesi e sono successivamente si potrà valutare le eventuali o ulteriori attività. Un cordiale saluto
Dott.ssa Giulia Vuono
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente,
Sicuramente le sue preoccupazioni e le sue aspettative (di non piacere, che suoi possano litigare ecc) si legano alle sue esperienze passate, ai suoi vissuti, al suo modo di percepirsi e percepire ciò che le ruota intorno. Soprattutto quando si attraversano fasi di vita che implicano cambiamenti, come quelli su cui sta ragionando, siamo investiti da dubbi e paure, perche di fatti non conosciamo quello che ci aspetta se si decide di fare qualcosa di diverso. Nella maggior parte dei casi l'immaginazione si orienta su ciò che temiamo possa verificarsi. Quanto sente è legittimo, ciò si cui invece dovrebbe lavorare è sul peso che tutto questo ha su di sé e che le provoca questo senso di blocco, chiusura, insoddisfazione.
Per questo è importante che si dia la possibilità di iniziare un percorso per approfondire questi temi. Con l'aiuto di un professionista può conoscere meglio le sue preoccupazioni, questo favorirebbe una maggiore capacità di controllo alleggerendo il peso che hanno sulla sua vita.
È come se si trovasse in una gabbia dove la poca luce non le permette di trovare la chiave, ecco, deve solo trovare qualcuno che possa farle luce, perché la chiave è lì.
Resto a disposizione, saluti
Dott.ssa Giulia Vuono

Dott.ssa Sonia Cannavò
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buongiorno, grazie per averci contattato. In base alle informazioni che ci ha condiviso, le potrebbe essere d'aiuto intraprendere un percorso psicoterapeutico in modo da poter lavorare sulle sue insicurezze, acquisire maggiore autostima e scoprire le sue risorse per poter raggiungere i suoi progetti di vita futuri. Resto a disposizione, un caro saluto
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Da ciò che descrive lei sembra essere in modalità protettiva nei confronti dei suoi genitori, per paura che possano litigare o che si possano stancare senza il suo aiuto. Quando si entra in modalità potettiva nei confronti di qualcuno ci si chiude, blocca, come lei giustamente descrive. Si conceda la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a sentirsi in diritto di avere la sua vita senza sentirsi in colpa nei confronti degli altri. Distinti saluti
Dott.ssa Erica Farolfi
Psicologo, Psicologo clinico
Forlì
Salve, le insicurezze che descrive sono comprensibili, si sta affacciando a nuove possibilità e eventuali cambiamenti, ma deve soprattutto pensare a cosa potrebbe, secondo lei, farla stare meglio ed essere più utile per la sua vita, momentanea e futura. Cosa vorrebbe nell'immediato? E nel futuro più lontano? Sono domande difficili da rispondere, lo so, ma necessarie per comprendere i suoi obiettivi ed agire di conseguenza. Ovviamente intraprendendo quello che vuole non si sentirà subito meglio, ma pian piano ottenendo i risultati desiderati, se ha preso la scelta più giusta per lei, la situazione migliorerà. Se poi non riesce ancora a sentirsi sicura o meglio, le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico così da comprendere i suoi bisogni fino in fondo e comprendere meglio se stessa ed i suoi sentimenti grazie all'aiuto dello psicologo che sceglierà. Resto a disposizione.
Dott.ssa Zena Ballico
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, mi sembra ci sia una problematica legata all’insicurezza ed alla bassa autostima, unitamente a dinamiche familiari da approfondire. Le suggerisco un percorso di psicoterapia per esplorare storia di vita, emozioni e motivazioni.
Cordiali saluti
Dott.ssa Claudia Elisabetta Muccinelli
Psicoterapeuta, Psicologo, Professional counselor
Sesto San Giovanni
Buongiorno, grazie per aver scelto di condividere con Miodottore il suo vissuto e la sua situazione attuale. Mi sembra di comprendere che si tratti di un cambiamento rispetto ad una situazione precedente, quindi rispetto a momenti in cui ti sentivi 'meglio'. Leggendo il suo messaggio ho l'impressione di una persona 'combattuta' tra la dimensione del fare delle cose nuove (cercare un lavoro, lasciare casa) e la dimensione del dubbio, del non avere il controllo, o del non essere all'altezza. Immagino tutto questo sia una fonte di disagio, nella sua vita quotidiana. Ha mai pensato di intraprendere un percorso psicologico, che possa aiutarla in questo momento della sua vita? Resto a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento o informazione. Buona giornata e buone cose. D.ssa Claudia Muccinelli
Dott.ssa Laura Lanocita
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, è comprensibile sentirsi in conflitto in un momento in cui la vita richiede cambiamenti e decisioni importanti. L'esperienza di sentirsi "chiusa" può riflettere un conflitto profondo tra i Suoi desideri personali e il senso di responsabilità verso la Sua famiglia. Spesso il nostro desiderio è fortemente influenzato dagli altri significativi nella nostra vita, e questo può portare a sentimenti di obbligo e di difficoltà nel tracciare un percorso individuale.
La paura di non sentirsi all'altezza o di "non piacere", probabilmente legata alla percezione di sé, può essere vista come un'immagine dello specchio proposta dall’Altro sociale, che può attivare ansie profonde e paure di rifiuto. Questo può portare a immobilità, come un modo di evitare il rischio di non essere accettata o di fallire.
Il Suo timore di lasciare casa e di perdere il controllo su ciò che accade in Sua assenza può indicare una dinamica in cui si è forse abituata a svolgere un ruolo di mediatore o di sostenitore all'interno della famiglia, sentendo in un certo modo che il Suo benessere è legato a quello dei Suoi cari.
Potrebbe essere utile considerare piccoli passi che Le permettano di esplorare queste paure senza essere travolta. Questo potrebbe includere la ricerca di supporto magari attraverso colloqui con un professionista che possa aiutarla a decodificare queste ansie e a rafforzare la Sua fiducia in se stessa. Aprirsi a nuove esperienze e discutere di questi temi potrebbe offrirle un maggiore senso di padronanza sul Suo percorso di crescita personale.
Se desidera continuare a esplorare questi aspetti o ha bisogno di un ulteriore supporto, non esiti a contattarmi.
Cordialmente,
Dottoressa Laura Lanocita
Dott.ssa Teresa De Ambrogio
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buon pomeriggio. Ho letto con molta attenzione il tuo messaggio e mi sembra che siano presentate delle questioni molto importanti. Prima di tutto la tua sensazione di sentirti bloccata e chiusa deve essere molto faticosa da vivere, mi dispiace che tu stia provando queste sensazioni. Mi sembra che le tue sensazione di chiusura e di blocco sintetizzino molto bene il fatto che da un lato ti senti di volerti allontanare da casa per trovare un lavoro stagionale ma dall'altro lato hai paura che andando via di casa i tuoi genitori possano litigare. Diventare adulti è un processo lungo e faticoso, può essere doloroso ma anche molto avvincente e soddisfacente; mi pare di capire che il tuo processo di crescita sia ostacolato dal dover controllare cosa avviene a casa e dal doverti prendere cura dei tuoi genitori, deve essere molto faticoso. Cosa succede se non ci sei a casa? Quando hai iniziato dover controllare ciò che avviene in casa? Voglio rimandarti che non è assolutamente colpa tua se i tuoi genitori litigano in tua assenza, sono persone adulte e in quanto tali sono responsabili delle loro azioni. Ti consiglio, se ne hai la possibilità, di intraprendere un percorso piscologico che possa accompagnarti nel tuo percorso di crescita verso l'età adulta e che ti possa sostenere. Dal tuo messaggio si capisce che hai molte risorse e delle ottime capacità introspettive, con il giusto aiuto penso che potrai aprirti, sbloccarti e trovare la tua strada.
Un caro augurio, cordialmente dott.ssa Teresa De Ambrogio
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, quello che sta vivendo è comprensibile e carico di emozioni profonde, che toccano diversi aspetti della sua vita: il senso di inadeguatezza, la paura del giudizio, il timore di lasciare casa e l’ansia legata al benessere dei suoi genitori. È importante riconoscere che queste sensazioni non la definiscono come persona, ma sono pensieri e paure che, in questo momento, la stanno bloccando. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, potrebbe essere utile iniziare a esplorare i pensieri automatici che emergono quando valuta l’idea di cercare un lavoro o di allontanarsi da casa. Ad esempio, quando pensa di non essere all’altezza o di non essere presa, sta forse assumendo una prospettiva rigidamente negativa su sé stessa, dando per scontato un esito sfavorevole prima ancora di provare? Il nostro cervello, quando si trova di fronte a una situazione incerta, tende a prevedere scenari negativi per proteggerci dal fallimento o dal dolore, ma spesso questi pensieri non corrispondono alla realtà. Potrebbe provare a chiedersi: “Se il mio timore fosse vero, quali prove ho per dimostrarlo? Quali prove ho invece che smentiscono questa paura?”. Spesso, osservando la situazione da un punto di vista più oggettivo, ci rendiamo conto che le nostre insicurezze non trovano conferma nella realtà. Per quanto riguarda la paura del giudizio legata al suo aspetto fisico, questa è una tematica molto comune e dolorosa, soprattutto in una società che spesso pone standard rigidi sull’immagine. Tuttavia, ciò che la definisce non è il suo aspetto esteriore, ma le sue capacità, la sua determinazione e il valore che porta in ciò che fa. Le persone che la incontreranno in un contesto lavorativo saranno interessate alla sua professionalità, alla sua affidabilità e alla sua voglia di mettersi in gioco, non al suo peso. Questo non significa che sia facile superare questa paura, ma può essere utile lavorare su un dialogo interiore più gentile con sé stessa. Provi a chiedersi: “Se un’amica mi esprimesse questi dubbi su di sé, cosa le direi?”. Spesso siamo molto più comprensivi con gli altri di quanto lo siamo con noi stessi. Infine, la difficoltà nel lasciare casa e la paura che i suoi genitori possano litigare in sua assenza sembrano indicare un senso di responsabilità molto forte nei loro confronti. Questo è segno di quanto tenga a loro, ma è importante ricordare che il benessere familiare non deve dipendere solo da lei. Lei ha il diritto di costruire il suo percorso, di fare esperienze e di trovare la sua strada, senza sentirsi colpevole. Potrebbe essere utile riflettere su quanto questa paura sia fondata: se dovesse allontanarsi per un periodo, i suoi genitori avrebbero davvero più difficoltà o è un timore che nasce dal desiderio di proteggerli? Spesso pensiamo di doverci sacrificare per gli altri, ma in realtà un nostro benessere personale può riflettersi positivamente anche su chi ci circonda. Un primo passo potrebbe essere quello di provare a esporsi gradualmente a queste situazioni che la spaventano. Ad esempio, potrebbe iniziare informandosi su offerte di lavoro senza l’ansia di dover accettare subito, oppure candidarsi per posizioni vicine a casa, per sentirsi più sicura. Piccoli passi, affrontati con consapevolezza, possono aiutarla a costruire maggiore fiducia in sé stessa e a dimostrare alla sua mente che è in grado di farcela. E se dovesse avere difficoltà, non significa che ha fallito, ma solo che è un processo che richiede tempo e pazienza. Se sente che queste emozioni la stanno bloccando in modo significativo, potrebbe essere utile rivolgersi a un professionista che possa aiutarla a lavorare su questi pensieri e a trovare strategie per affrontarli in modo più sereno. Non è sola in questo percorso e ha già dimostrato grande forza nel riconoscere ciò che prova e nel cercare un modo per stare meglio. Resto a disposizione, Dott. Andrea Boggero
Ci sono una serie di paure e preoccupazioni che ti stanno impedendo di fare quello che vorresti e che non lasciano spazio alla serenità. Attenzione a non prendere quello che senti su te stessa come realtà oggettiva, ma ricorda che si tratta di sensazioni e pensieri. Tuttavia, per poter lavorare meglio su queste paure è consigliabile ricercare un supporto psicologico o meglio una psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo.
Da quanto racconta, sembra che stia attraversando un momento di incertezza, in cui fa fatica a riconoscere e dare spazio ai propri desideri, forse anche per il timore di allontanarsi da casa e di non poter controllare ciò che accade tra i suoi genitori.
Il rischio, però, è che continui a mettere i bisogni degli altri davanti ai propri, rinunciando a ciò che la farebbe sentire più libera e realizzata.
Potrebbe essere utile concedersi uno spazio personale, magari con l’aiuto di un terapeuta, per esplorare queste paure e ritrovare fiducia nelle sue capacità e nel suo diritto di costruire la propria strada.
Un caro saluto.

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